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TRATTATO DI j^CME^MA
LA
SCHERMA
ITALIANA
DI SPADA E DI SCIABOLA
PER
FERDINANDO MASTELLO
i Colui Don faccia esercizio che non vuole vivere sano e lieto i
AGNOLO PÀNDOLFINI.
FIRENZE
STABILIMENTO TIPOGRAFICO G. CIVELLI
1887.
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Proprietà Letteraria
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Oli
^irtro e alteratila conit Sarfogi
GIOIE DI DOMESTICI AFFETTI
CHE NELL'ETÀ DEL SORRISO
E FRA GLI STUDI CHE INNALZANO
LO INTELLETTO
RITEMPRATE
NEI CAVALLERESCHI ESERCIZI
LA GAGLIARDÌA DEL CORPO
LO SPIRITO ARDIMENTOSO
A MANTENERE ALTO E RISPETTATO
INSIEME A QUELLO DEGLI AVI
IL SACRO NOME D* ITALIA
QUEST' OMAGGIO D' AFFETTO
L'AMICO E MAESTRO jErbiUlìtlìlCI litflSÙIlo
CON SINCERO ANIMO CONSACRA
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PREFAZIONE
che cosa serve questo nuovo trattato?...
0 che non bastano i molti che già cor-
rono fra le mani de1 nostri amatori di
scherma; trattati completi, teorici e pratici; per spada,
per sciabola, per ogni arma; in lingua italiana, fran-
cese e anche spagnuola?
C era dunque proprio bisogno che il maestro Ma-
stello venisse egli pure a regalarcene uno suo ?
Queste domande io sono sicuro che più d'un let-
tore le deve aver fatte, anche prima di aprire il
libro. È dunque giusto che io risponda, che io ap-
paghi tutte codeste curiosità, e dia anche ragione
delV opera mia. Forse ci potremo intendere con poche
parole e sarà un bene per tutti.
VII! PREFAZIONE
Ecco adunque; di trattati, sì, ce ne sono molti, e
anche buoni. Ma la scherma è aneli! essa uri arte che
ha i suoi progressi, che si perfeziona sempre più
mediante i continui esercizi pratici, e sempre afferma
qualche principio nuovo : non tener calcolo di questi
progressi, di questi avanzamenti, sarebbe come volerla
mummificare f come volerla avvilire, cosa che i miei
lettori sono ben lontani dal desiderare. E molto meno
lo posso volere io, che amo ormai V arte della scherma
come V 'unico mio ideale, e V oggetto di tutte le mie
cure. Ed è appunto perchè V amo, che sento la no-
bile ambizione di portare il mio tributo al suo per-
fezionamento.
V'ha poi un'altra ragione che mi spinge ad af-
frontare il giudizio del pubblico e le critiche di molti
compagni nel culto dell' arte.
L'idea di questo trattato sorse in me dal concetto
di lenificare e coordinare quanto di meglio offrono
le scuole italiane più moderne, escludendo e confu-
tando in pari tempo ciò che esse presentano di meno
logico di meno opportuno ; esclusione e confutazione
tanto più necessaria, quanto più inveterati, e passati
dirò così nelle consuetudini — e perciò meno avver-
tili — mi apparivano i difetti.
A questo proposito credo utile notare che in Italia
PREFAZIONE
IX
gli studi schermistici più seri hanno trovato e tro-
vano da vari anni la loro più interessante applica-
z ione neir Esercito .
La serietà pratica di codesti studi militari si po-
trebbe dimostrare in ìnolte guise: ma basterà, io
penso, ricordare i risultati ottenuti nei Congressi e
Tornei nazionali ed internazionali dal 1874 al 1884.
Questi risultati, che certo non abbisognano di com-
mentì, furono:
Congressi e tornei
di scherma
Anno
Primo premio riportato
NELLA GARA DI SPADA
MILITARE
0
BORGHESE
NELLA GARA
DI SCIABOLA
MILITARE
0
BORGHESE
Congresso di Bologna
Congresso di Siena . .
Congresso di Roma .
Congresso di Torino .
Torneo internazionale
Congresso di Napoli .
Torneo internazionale
1874
1875
1876
1877
1881
1881
1884
Ferdinando Masiello
Ferdinando Masiello
Salvatore Arista
Salvatore Pecoraro
Salvatore Arista
Non fu fatta la gara
Carlo Pessina
Militare
Militare
Militare
Militare
Militare
Militare
Giuseppe Ronga
Giuseppe Ronga
Gaetano Barraco
Giordano Rossi
Luigi Scarani
Carlo Pessina
Foresto Paoli
Militare
Militare
Militare
Militare
Militare
Militare
Borghese
Né vanta solo questi trionfi la falange dei maestri
militari, che nel 1883 il maestro Salvatore Pecoraro
invitato a Parigi ad un torneo promosso da quella
société d'encouragement de l' escrime, fu scelto a mi-
surarsi col celebre Louis Mérignac, il campione della
PREFAZIONE
scherma francese, e riportò tale successo di superio-
rità quale non fu conseguito mai da alcun altro
maestro o tiratore italiano, fra quanti prima e dopo
d'allora ebbero la ventura di battersi col valentissimo
maestro francese.
Ho detto che alla dimostrazione di questi risultati
non occorrono commenti ; per verità dovrei disdirmi
'poiché dei commenti da farsi ce ne sarebbero e molti.
Ma è mìa intenzione in quest opera astenermi da
ogni 'personalità, fosse pur giustificata dalle circo-
stanze.
Se però mi impongo una riserva assoluta per le
persone, non mi è consentito dalle ragioni d' arte più
elementari di tacere sopra un Metodo di Scherma
recentissimo, che ebbe la fortuna di essere scelto a
metodo regolamentare della Scuola Magistrale mili-
ta re ; alludo a quello del maestro Masaniello Parise
di Najwli.
Coi principi e colle teorie del maestro Parise io
mi trovo non di rado in assoluto disaccordo, e a
meglio chiarire i miei principi opposti a' suoi e le
contrarie applicazioni di essi ho sentita la necessita
— più che la opportunità — di porgere al lettore
ari corso di questa mia opera un certo numero di
note, affinchè i termini del confronto riescano chiari
PREFAZIONE
e più facilmente si possano discutere ed apprezzare.
L'opera. Ori maestro Parise è troppo recente ed ha
avuto troppa influenza colla sua applicazione nell'E-
sercito, perchè io potessi non occuparmene in un libro
che intende basarsi essenzialmente sulla esperienza
dei metodi più noti e rinomati.
A tale esperienza poi io ho aggiunto la mia pra-
tica personale e quella dei miei migliori colleghi $ arte .
Personalmente ebbi modo di poter apprendere nella
mia non breve carriera : il metodo napoletano vecchio
(Rossaroll) Vitaliano (Enrichetti) il misto (Redaelli)
e finalmente il napoletano nuovo (Parise). Il mio
giudizio perciò intorno a questi metodi fondasi sopra
sicure cognizioni di ciascuno di essi.
Le note intercalate nel testo, il lettore le troverà
limitate al trattato di spada, perchè riguardo alla
sciabola, allo stato delle cognizioni oggi acquistate
per questa arma, così nelV Esercito come nelle pri-
marie sale d'Italia, una discussione artistica di fronte
al metodo Parise non è possibile. La scherma di scia-
bola quale la insegna il maestro Parise col suo trat-
tato è assolutamente e schiettamente, un ritorno a
teorie vecchie ed infruttuose, e perciò da molto tempo
abbandonate.
L' esperienza, maestra di ogni progresso , ci insegna
PREFAZIONE
anzitutto ad apprezzare il vero ed il buono dovunque
si manifesti, ed a questo principio io mi sono ispi-
rato senza preconcetti, come senza ire e senza pre-
concetti biasimai ciò che mi parve inutile o dannoso.
Se io abbia fatto opera utile non sta a me il giu-
dicare : e dopo queste avvertenze mi rimetto fiducioso
ai miei colleghi ed ai veri cultori della nobile arte.
Firenze, Luglio 1887.
F. Masiello.
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PARTE PRIMA
CENNI ^TO^ICI DELDA ^CMEtJMA
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CENNI STORICI
i.°
L'arte della scherma nei tempi antichi.
La scherma de popoli orientali.
iNCHE la scherma, come qualunque altra
scienza, ha fasti suoi propri ed una sto-
j ria affatto particolare. Semplice esercizio
dapprima, con regole poche e generali, si
confonde coli' arte della guerra, di cui è parte e a cui
serve -, ma a poco a poco si fa più libera, ed anche più
complessa; divien arte distinta e passando per varie vi-
cende, fiorisce e anche decade, per risorgere poi più
rigogliosa, e meglio perfezionata. Ma quanto diffidi cosa
il descrivere tutti questi svolgimenti, questi progressi
della scherma! Quante volte ci sentiamo spezzato il filo
tra mano, e perduta la traccia!
Nel suo significato più largo e generale la scherma
è il modo di usare l'arme a propria difesa, e ad offesa
PARTE PRIMA
altrui : entra quindi in tutte le battaglie, in tutte le lotte
che si sono fatte dal primo giorno in cui l'ira, l'ambi-
zione, la prepotenza armò l'uomo contro l'uomo, sino a
noi. E siccome la storia delle vicende umane è tutta
un racconto di guerre, così immenso è il campo in cui
si esercitò la scherma, ed immenso sarebbe pure il la-
voro di chi ne volesse descrivere tutte le manifestazioni.
Quante battaglie ci ricorda una simile scherma, quante
lotte, quanto sangue sparso sui campi gloriosi alla luce
del sole, e fra le tenebre della notte col tradimento e
colla viltà! Quanti imperi mutati pel cozzo delle armi,
quanti troni rovesciati, quanta gloria e quante sciagure,
quanti eroi e quante vittime! L'immaginazione rimane
atterrita, schiacciata sotto il cumulo di tante ricordanze,
e quasi è tratta ad odiare non che la scherma, ogni uso
d' arme.
Un lavoro sì fatto lo ha testé compito il signor Emile
Mérignac, fratello al famoso schermidore, giovine di no-
bile fantasia e nutrito a forti studi. Egli con lunghe ri-
cerche, e con uno studio accurato volle seguire tutto lo
sviluppo dell'arte della scherma, dai più lontani tempi
perduti nella nebbia delle leggende, sino ai giorni nostri.
È una fantastica rassegna, nella quale vi vedete innanzi
come in un caleidoscopio tutti i popoli della terra colle
loro armi speciali, colle varie foggie, e colle particolari
istituzioni, dal loro primo sorgere, alla loro storica gran-
dezza, ed anche al loro decadere e trasformarsi. E voi
lo seguite affascinati, ammaliati dal suo stile sempre
vivace e attraente. Ma quando ritornate da quel lungo
viaggio, trovate di sapere molti nomi, molte cose, molta
storia, ben poco però della scherma, e molto meno della
storia della scherma.
CKNNI STOKICr
La causa di questo inconveniente è l'essersi egli fer-
mato al concetto più generico della scherma, e l'averlo
confuso coli' uso delle armi.
Per lui la scherma è la plus ancien des arts, e fin qui
non ci sarebbe nulla da dire -, ma per lui rientra sempre
nella scherma, qualunque atto di difesa o di offesa, che
sia fatto con un'arme alla mano: e questo concetto non
è certamente conforme alla definizione che noi siam soliti
dare della scherma. Volendo però tesserne la storia, fa-
ceva d'uopo considerarla nel vero suo essere, nelle qua-
lità speciali, che, distinguendola da un uso più generico
delle armi, la costituiscono un' arte a sé, e con norme
scientifiche.
Per scherma noi intendiamo il modo razionale di usare
a propria difesa e ad offesa altrui di armi speciali, in
un combattimento singolare, con norme e condizioni de-
terminate. Si distingue quindi da quella scherma, che
è il primo elemento d'istruzione per ogni combattente
nelle grosse battaglie : è più libera, più razionale, perchè
individuale, ed ha leggi affatto proprie, che non possono
convenire al soldato.
Certo il soldato deve conoscere il modo di valersi
dell'arme; ed è perciò sottoposto ad esercizi, che pur
sono in gran parte quelli della scherma; ma egli non
può quasi mai essere un valente schermidore ; come non
è sempre pittore chi scombicchera tele, e non è lettera-
tura ogni pensiero che vien fatto di mettere in carta.
Il soldato ben poche volte può agire indipendentemente,
che deve servire con disciplina severa a quelle combi-
nazioni di tattica, che sono note al solo Duce. E parte
di un gran corpo, subordinato quindi ai movimenti del-
l' intera massa. E come lavora ad un esito complessivo,
PARTE PRIMA
così può anche contare sull'aiuto altrui, sul concorso
di una riserva, sui vantaggi che presentano la diversità
dell'arme, e le ineguaglianze del terreno.
Lo schermidore invece è ad un tempo duce ed eser-
cito -, non conta riserva, non ha vantaggi speciali ; il ter-
reno e le armi sono uguali ; il solo valore e la mag-
giore o minor perizia nell' uso dell' arme distinguono i
combattenti.
Da queste poche cose si vede quanto ci corra tra la
scherma, almeno come si definisce oggidì, e l'uso ge-
nerico dell' arme bianca nelle battaglie. Però, volendo
studiare la storia della scherma, noi dobbiamo prender
le mosse dal tempo nel quale essa diviene un' arte a sé,
con intendimento speciale, che non sia quello di esser ele-
mento dell'educazione militare, generalmente parlando.
Invano perciò la cerchiamo fra i popoli antichi orien-
tali. Essi non conobbero mai una vera scherma, indi-
pendente ; ma soltanto quella subordinata al miglior uso
dell'arme nelle battaglie.
E quale abbia potuto essere la loro scherma, ben si
può imaginare considerando che il modo di combattere
degli antichi popoli era semplice, con poca arte, e punto
strategia. Il numero e la forza erano i due principali
elementi della vittoria. Movevano alla battaglia in grandi
masse, spesso disordinate; scagliavano alla rinfusa nembi
di saette, di giavellotti; quindi, strettisi corpo a corpo,
ferivansi ciecamente, si trucidavano a migliaia. Spesso
la parte principale era riservata agli elefanti, ai carri;
ovvero riparavano dietro steccati, e si circondavano di
armi salde e resistenti.
Possiamo anche da ciò capire quali dovettero essere
gli esercizi militari di quei tempi. Certamente non si pos-
CENNI STORICI
sono prendere sul serio come mostre di vera scherma
gli esercizi ne' quali, come leggiamo in Senofonte, Ciro
affaticava i suoi guerrieri. E si ride pure di compassione
quando si legge che il Capoferro (Gran simulacro del-
l'arte e dell'uso della Scherma, Siena 1640) attribuisce
l'invenzione della scherma a Nino, re degli Assiri, e
che dagli Assiri sarebbe passata ai Persiani, e questi
F avrebbero trasmessa ai Macedoni, ai Greci ed ai Ro-
mani. Non è questo far torto agli Indi, i quali dicono
che Brama ne fu l' inventore, avendola insegnata ai Bra-
mini insieme ad altre scienze secrete e misteriose?
Svolgendo le antiche storie ci occorre bensì talvolta
di trovare qualche cosa che si avvicina alla scherma e
di vedere osservate alcune delle condizioni che sono di
essa proprie; come per esempio combattimenti di uomo
contro uomo, o di determinato numero di guerrieri con-
tro un numero eguale; ma oltrecchè ci sarebbe molto
da dubitare della verità storica di questi parziali combat-
timenti, non pare che il modo di combattere sia in essi
razionale, e dimostri cognizioni di regole particolari nel-
l'uso di un'arme qualsiasi.
Basta per convincersene esaminare i combattimenti o
duelli che ci descrivono Omero e gli altri scrittori antichi.
In essi ciascuno dei combattenti conserva l'arme sua
propria, e l'usa con gran forza e coraggio. Si sbrigano
quindi in pochi colpi forti, decisivi; perchè, o la corazza,
lo scudo, l'elmo resistono, e si ripetono i colpi; ovvero
si spezza, e il combattente soccombe e tutto è finito.
Il fermarsi poi lungamente sulle circostanze che in essi
leggiamo, io lo credo tempo perduto; perchè, pure am-
mettendo possibile il fatto a' tempi dello scrittore, siamo
costretti a fondare il nostro giudizio sulle cognizioni
PARTE PRIMA
tecniche che esso scrittore aveva; e che potevano sapere
di scherma Omero e gli altri poeti ?
Anche quindi ammettendo che un' arte rudimentale
della scherma abbia potuto esistere a que' tempi, non ci
vien fatto di determinare quale essa sia stata. Gli scrit-
tori o non ne fanno mai parola, o usano espressioni
generiche, che ci lasciano all'oscuro di ogni cosa.
— >KX< —
La scherma dei Greci.
A' bei tempi della Grecia noi troviamo bensì una
scherma, espressa col nome di oplomachia, onko\x.a.y}a ;
ma essa non potè fiorire, non fu neppure sempre in
onore, e pochi scrittori ne fecero parola.
Ci fa meraviglia che questo avvenga presso il popolo
greco, il popolo classico per eccellenza, presso il quale
tutte le arti fiorirono, tutte le manifestazioni del bello e
del vero furono coltivate con amore, e tutto ciò che po-
teva perfezionare l'uomo ebbe ampio svolgimento. Con-
siderando la grande parte che avevano neh" educazione
della gioventù greca gli esercizi ginnastici, e la diligenza
colla quale tutti si addestravano alle armi nelle palestre
di Atene e di Sparta, quando appunto la grandezza delle
principali città della Grecia fondavasi sopra un' egemonia
acquistata coli' arme, ci aspetteremmo che fosse in grande
onore un razionale esercizio della scherma; eppure non
fu così. L' oplomachia, o non ebbe parte nell'educazione
della gioventù, o l'ebbe ben piccola. E la ragione la
possiamo facilmente conoscere.
L'educazione greca aveva per iscopo non solo la cui-
CENNI STORICI
tura dello spirito, ma anche quella del corpo; mirava
cioè ad ottenere che pure il corpo conseguisse quella
perfezione e quella bellezza di forme a cui era atto.
Dal complesso della cultura intellettuale e morale, con
quella delle forze fisiche nasceva la vera eccellenza del-
l'uomo, che chiamavasi xaloxdyaS-la.
Perchè adunque l'oplomachia fiorisse e fosse in onore,
siccome non poteva giovare gran fatto all' educazione
intellettuale, avrebbe dovuto essere parte precipua o
nello svolgimento delle forze fisiche, o nell'educazione
militare, ed offrire così una pratica utilità, un campo
aperto a suoi cultori per abbondante messe di gloria
e di lucro. Ma essa non presentò mai nessun utile de-
terminato; non ischiudeva la via a nessuna carica spe-
ciale, e in nessun modo offriva a suoi cultori un com-
penso, un premio, un avvenire di gloria. A stento perciò
fu tollerata fra gli esercizi ginnastici, relegata quasi al-
l' ultimo posto ; e come preparazione alla vita militare,
il suo valore scientifico fu subordinato alla tattica allora
in vigore, giudicata un di più, un ornamento da poco,
e quasi un vanto inutile e pericoloso.
La ginnastica fu sempre moltissimo stimata e coltivata
con ispeciale amore, perchè oltre ad essere i suoi eser-
cizi per se stessi molto igienici, predisponevano e pre-
paravano all'atletica; e l'atletica, raggiungendo l'ultimo
grado di perfezione nella coltura del corpo, rispondeva
mirabilmente al concetto greco della v.ylcvJ.yyfjia. E se
ne faceva perciò solenne mostra ne' giuochi nazionali, e
si premiava il vincitore con ogni sorta di onori, di premi;
largo compenso per le fatiche durate, e del trovarsi
spesso T atleta incapace a più nobili uffizi.
Ma l' oplomachia, come era affatto esclusa dagli eser-
IO PARTE PRIMA
cizi dell'atletica, così non entrò mai fra le contese pre-
scritte ne' grandi giuochi nazionali.
È bensì ricordato in Omero che gli antichi guerrieri
solevano dar prova del loro valore sfidando avversari e
paragonandosi con loro, come per esempio nel libro 23
delYJ/iade, ove Nestore racconta di una sua contesa con
alcuni Epei ed Etoli ; ma con quali armi, con che norme
ciò avvenisse, non ci è detto, e neppure ci è dato imagi-
narlo. E certo quella costumanza venne a poco a poco
perdendosi, perchè nei tempi più gloriosi per la Grecia,
ne' giuochi principalmente non leggiamo che si praticasse.
Il primo agone, anzi l'unico per molte olimpiadi, fu
la corsa nello stadio^; e sempre, anche quando le gare
si moltiplicarono e si fecero più complesse, la corsa,
secondo la testimonianza di Senofane in un suo epi-
gramma, reputavasi superiore ad ogni altra lotta, e la
prestezza dei piedi era la virtù che più si onorava fra
quelle manifestate negli agoni,
C-Ùdè [XEV Et TOLjyTYlTl jrcdrZv, XO mp SGTl "KpOTl}XOV
p(à[iYjg ogg' a.vòpwj epy' iv àytHvi Ttikzi.
Dell' oplomachia giammai in que' giuochi si fa parola,
almeno sino all' introduzione nella Grecia de' giuochi dei
gladiatori. La sola robustezza del corpo, e la gagliardìa
delle membra vi faceva mostra; sicché lo stesso Senofane
lamentava il poco conto in che teneansi gli esercizi ra-
zionali,
aXÀ' etV/j p.a"k<x tcvtc vc]xi'C,zxc(.i, ovài div.aiov
v.pcv.pivEiv p'ùu:/]V ZYiQ dyaByg (jccpìrig. (0
(1) Un tale costume è però stolto, poiché non è giusto maggiormente stimare
la robustezza del corpo che non la nobiltà dell' arte.
CENNI STORICI
Si giunse persino a credere che il buon atleta non
potesse divenire buon soldato; e lo prova la gara che si
suscitò nel campo d' Alessandro il grande, fra un Mace-
done armato di tutto punto e Diosippo celebre atleta.
La lotta fu tutta a danno dell'armato, che rimase soc-
combente ; ma il solo fatto di quel paragone ci dimostra
quanto poco atto a trattar l'arme, e a giocar di scherma
fosse generalmente stimato un atleta.
Né meglio, come pare, fu l' oplomachia apprezzata
quale istradamento alla tecnica militare.
Erano tempi ne' quali più che il valore e la prodezza
personale, valeva la disciplina e il concorde movimento
delle file. Formavano il nerbo principale degli eserciti
gli opliti armati gravemente e strettamente uniti, e l'arte
massima era il ferir colle picche, e coli' urto dei pesanti
scudi. Gli esercizi militari erano necessariamente coordi-
nati ad una simile tattica; dovevano contenersi in una
cerchia molto limitata di mosse e di assalti; per cui
l' oplomachia, o meglio la scherma, ci veniva a scapi-
tare, si trovava a disagio e non poteva aver grande
importanza.
E ne è chiarissima prova il fatto che presso gli Spar-
tani, che pure erano il popolo più bellicoso della Grecia,
non erano tollerati i maestri di oplomachia, quasi che
gli armeggiamenti che da questi si insegnavano, recas-
sero più danno che vantaggio, o istillando soverchia
fiducia e pretensione, o rendendo più difficili i movi-
menti ordinati dell'intera fila.
La scherma adunque che studia di ottenere col mi-
nimo mezzo il massimo effetto della difesa e dell'offesa,
ed allora è perfetta quando, gettato ogni mezzo di di-
fesa, con un solo ferro, sa parare i colpi dell'avversario
PARTE PRIMA
ed infliggergli mortali ferite, la scherma, sinché durava
questa tattica militare, non poteva fiorire, neppure come
semplice esercizio militare.
Forse avrebbe trovata più facile via quando Ificrate in-
trodusse i suoi cangiamenti nelle armi e nel vestito delle
milizie Ateniesi ; quando vestì leggermente opliti e pel-
tasti, con piccolo scudo e corazze di lino, e loro allungò
la spada; ma troppo breve fu il tempo nel quale durò
tale cambiamento, perchè potesse portar frutti. Cessò
si può dir, subito dopo la morte del grande riformatore,
col crescere della potenza di Filippo, e col perfeziona-
mento della falange Macedone; e basta ricordare la di-
sposizione della falange Macedone, per subito intendere
quanto poca parte fosse riservata ad un razionale modo
di usar le armi.
Ecco come dagli storici ci vien fatto di concepir la
falange.
Figuriamoci i falangiti disposti per file di 1 6 uomini
in profondità, coli' intervallo di solo un metro tra l'ima
e l'altra fila; essi tengono la sarissa, lunga 7 metri, pie-
gata orizzontalmente in modo che fuori sporge 5 metri
dalla prima fila, quattro dalla seconda, tre dalla terza, e
così via di metro in metro sino alla sesta fila, che non
più orizzontalmente, ma la sorregge alzata sopra le spalle
di quelli che son davanti, così da formare una difesa e
togliere forza a qualunque freccia o proiettile che cada
dall'alto. Come resistere a quella massa compatta di
picche, a quel muro di punte che sempre avanza, ab-
batte e schiaccia quanto le si para innanzi? La schiera
degli opliti e perfino la profonda colonna Tebana in-
vano tentavano avvicinarsi ad essa; non potevano né
usar le formidabili picche, né urtar co' pesanti scudi.
CENNI STORICI 13
Questo nuovo ordinamento, come procacciò numerose
vittorie prima a Filippo, poi ad Alessandro Magno, così
fece quasi dimenticare non che la scherma, anche gli
altri esercizi militari divenuti ormai inutili. Era invero
inutile l'addestrarsi al maneggio della spada, quando
questa rimaneva quasi sempre inoperosa al fianco, e si
aveva insieme col piccolo scudo, quasi per iscusa e
semplice mostra.
Ma tale ordinamento non poteva neppur durar a lungo,
perchè troppi erano i difetti e gli inconvenienti che in
se racchiudeva la falange. Formidabile in aperta pianura
ed in terreno adatto, difficilmente si reggeva compatta
quando questo mostrava ineguaglianze.
Guai se il nemico si apriva un varco e penetrava tra
le file di essa; la rotta era allora disastrosa e completa.
A Cinocefale infatti pochi manipoli Romani che poterono
cacciarsi fra l' ala sinistra della falange Macedone, ritar-
data dalle difficoltà del terreno, e l'ala destra spintasi
troppo innanzi nell' impeto dell' attacco, la sbaragliarono
interamente facendone terribile macello.
Alla scherma quindi coli' introdursi e col perfezionarsi
della falange Macedone, non era venuto vantaggio e
progresso alcuno; ma solo danno e rovina.
Non comprendo perciò come si sieno potute scrivere
dai sigg. Rossarol e Grisetti le seguenti parole: « Questa
scienza (della scherma) ebbe al pari d'ogni altra la sua
infanzia e la sua virilità: e come nelle scienze fisiche
ci vollero dei Galilei, dei Carte sii per produrre dei
Newton, non altrimenti nelle guerre dovettero precedere
le orde Egizie, le Persiane, le Assirie, per produrre le
falangi Macedoni, le armate Greche e finalmente le legioni
Romane. Era appunto riservato all' Italia il dare l'ut-
14 PARTE PRIMA
tinta mano a qnell' arte. » Possibile che ambedue ci ve-
dessero così poco, non dirò sui libri di storia, ma sui
libri della scherma stessa ? Però possiamo attribuire que-
st' errore a precipitazione, e loro essere indulgenti fino
a dire, parce sepitltis, quando contemporanei nostri, che
vanno per la maggiore, e membri anche di commissioni
esaminatrici di trattati di scherma, dicono corbellerie
anche peggiori.
Quando la Grecia dalla cattiva prova della falange,
ritornava ai metodi antichi e si conformava al sistema
delle legioni Romane, perdeva la sua libertà politica e
ogni vigoria nelle sue nazionali istituzioni; diveniva pro-
vincia Romana, e la sua storia si confondeva con quella
di Roma, Insieme colla maggior coltura e col gusto più
raffinato nelle arti e nelle lettere, per cui la Grecia capta
cepit fentm victorem, tentò portare a Roma anche l'oplo-
machia; ma in Roma l'oplomachia già esisteva, ed era
anche in molto maggior considerazione, perchè aveva
uno scopo determinato, una ragione d' essere affatto
particolare.
— -»§8-«—
La scherma dei Romani.
Anche in Roma però dovettero succedersi molti secoli
prima che sorgesse una scherma indipendente e con
norme razionali.
I Romani che pur traevano la loro potenza e la loro
grandezza dall'ottimo ordinamento militare, e che sola-
mente colla scienza delle armi, come scrive Vegezio,
conquistarono il mondo, non conobbero per molto tempo
CENNI STORICI 15
se non la parte più elementare della scherma. E prova
ne sia l' uso loro costante della spada larga e corta, e
la loro uniforme e la tattica sempre uguale nelle batta-
glie regolari.
Né ci si venga a ricordare e a magnificare gli esercizi
militari che i Romani, come già i Greci, praticavano
sia nel campo di Marte in Roma, sia negli accampa-
menti; possiamo subito comprendere in che consistes-
sero codesti esercizi.
Che molto si esercitassero lo deduciamo facilmente,
considerando la costituzione civile basata sulla milizia,
sicché il servizio militare era a tutti obbligatorio, e bi-
sognava aver servito la repubblica nella milizia e in
battaglia, prima di aver diritto alle magistrature civili.
Lo conferma poi la stessa etimologia della parola exer-
cittùs, così secondo Varrone chiamato, quod exercìtando
fìt melior.
Ma tutti codesti esercizi, o erano puramente discipli-
nari, per ottenere pronti e regolari movimenti di schiera,
secondo le divisioni dell'esercito stesso; o erano tali che
solamente bastassero a rendere più robusta la fibra
de' militi, avuto riguardo alle fatiche cui dovevano sot-
tostare; o finalmente, come spiega Vegezio, miravano
a procacciare vigoria e sicurezza nello scagliar l'asta,
nel trattar la spada da vicino, nel ferire a tempo, senza
mai scoprirsi. Gli altri esercizi poi, che pur da alcuni
storici ci sono descritti, come per esempio quelli al palo,
e alla quintana, s'introdussero molto tardi, quando già
la scherma aveva fatto le prime prove, ed era stata
chiamata ausiliatrice neh' educazione militare.
La vera scherma tra i Romani sorse fuori dalla cer-
chia dell'accampamento e dalle istituzioni militari; anzi
l6 PARTE PRIMA
per molto tempo fu relegata presso una classe di persone
quasi maledetta, che la legge colpiva d'anatema, d'infa-
mia, che l'egoismo de' potenti colmava di disprezzi mentre
se ne serviva a solazzo.
Però non ci offenda veder la scherma venir di sì
basso e tanto umiliata, noi soliti mirarla in alto loco,
onorata come nobile disciplina e tutta propria de' gen-
tiluomini! Ci inganneremmo nel nostro giudizio, se per
questo ce ne vergognassimo e volessimo ripudiarla. Essa
non ne fu punto deturpata, ma seppe nei ludi gladia-
torii procacciarsi gloria, e aprirsi via a grandi trionfi.
Fu la scherma, divenuta arte, che sollevò quegli scia-
gurati dall'abiettezza di loro condizione, procurando loro
un conforto ed anche tale stato, che in progresso di
tempo se non onorato, fu molto ambito ed accarezzato.
Che anzi, essa persino insinuò ne'petti de' gladiatori un
più forte desiderio di libertà, e li spinse a domandare
a quelle armi che maneggiavano sì bene, qualche altra
cosa che non fosse l'approvazione de' crudi signori, il
plauso della plebe, e il sorriso delle dame Romane. E
sono pur belle quelle pagini che ricordano Spartaco e
le lotte gigantesche, benché infelici, dei gladiatori. Forse
trionfando avrebbero macchiata la loro vittoria con una
barbara giustizia- e fu bene per la società Romana che
soccombessero ne' loro sforzi titanici; ma il racconto delle
loro geste sta tutto a loro gloria, e a gloria della scherma
che le aveva procurate.
Ma quali furono codeste scuole de' gladiatori ? Diciamo
prima qualche cosa della loro istituzione.
Ebbero esse origine dalle onoranze funebri; poiché
anche i Romani, come già gli antichi Greci e molti altri
popoli, sulla tomba degli illustri guerrieri con altre ceri-
CENNI STORICI 17
monie, soleano anche immolare ai loro Mani, o prigio-
nieri presi in battaglia, od alcuni schiavi che avevano
appartenuto agli estinti. Essi avevano presa questa costu-
manza, con altri riti religiosi, dagli Etruschi, fra i quali
era moltissimo diffusa; e noi ne troviamo già esempi
durante la prima guerra Punica.
Leggiamo infatti che nell'anno 490 di Roma, sotto
il Consolato d'Appio Claudio e di Fulvio, essendo morto
un Giunio Bruto, discendente dal famoso Bruto, che ebbe
parte alla cacciata dei Tarquini, furono da molte parti
mandati a regalare alla famiglia schiavi e prigionieri,
perchè servissero alla pompa dei funerali. Ma i figli
Marco e Decimo, che forse non sentivano tutta la fie-
rezza dell'antenato, parendo loro troppo crudel cosa il
massacrare quelli infelici, e pur non volendo venir meno
a' loro doveri verso l'estinto, credettero bellissimo espe-
diente dividerli in coppie e farli combattere tra di loro.
Quasi che l'uccidersi fra loro fosse cosa meno crudele, e
più giustificata !
Fu nel foro Boario che quel fatto avvenne e piaciuta
la cosa, si rinnovò, sicché da quel giorno i combatti-
menti dei gladiatori si fecero sempre più frequenti, sem-
pre più importanti. E non solo si ritennero in occasione
di onoranze funebri; ma anche in altre circostanze e so-
lennità; e persino senza alcun motivo speciale, per sem-
plice divertimento. Né solo si ebbero pubblicamente nei
circhi, negli anfiteatri, come giuochi pubblici ; ma anche
presso privati nelle sale del triclinio; sicché non vi aveva
ricco e potente che a convitati suoi non desse lo spet-
tacolo di più coppie di gladiatori, i quali si trucidavano
di santa ragione.
Il popolo da principio, quando ancora erano parte
PARTE PRIMA
de' funebri, vi assisteva \x\ penula brtma, che era la veste
del cordoglio; ma divenuti parte di giuochi pubblici, vi
traeva in folla come ad una festa. Prediligeva lo spetta-
colo de' gladiatori sovra ogni altro; sdegnava anzi gli
altri come indegni del popolo guerriero e conquistatore
del mondo, domandando sempre e solo, pane e giuo-
chi: « Panem et circenses. »
Ma questo poco entra nel nostro studio : vediamo piut-
tosto come alla scuola dei gladiatori avvantaggiasse e
si perfezionasse la scherma.
Essa doveva necessariamente progredire, poiché aveva
ormai la condizione più necessaria ad un' arte qualunque,
perchè si svolga e fiorisca. Presentava cioè un' utilità
pratica, aveva uno scopo determinato a cui mirare, un
premio da conquistare. Lo scopo per il gladiatore era
togliersi da una vita infelice e senza speranze, mostrarsi
degnamente nei circhi, occupare di sé tutta una molti-
tudine di spettatori, scuoterla, commuoverla con una
tragedia reale e strapparne favore ed applausi; il pre-
mio poi, o soccombendo uscir da tanti mali, o trionfando
acquistare spesso la libertà, sempre una fama invidiata a
quei tempi e non inferiore a quella per grandi imprese.
Ben presto si capisce come il gladiatore dovesse porre
ogni studio, ogni diligenza per progredire nella scherma,
per conoscere tutte le vie più sicure a coprire sé stesso
e a sbarazzarsi degli avversari.
E si ebbe veramente una scuola, anzi più scuole in
molte città, e in esse i gladiatori erano mantenuti sia
dal lanista sia a pubbliche spese con molte larghezze e
lautamente, affinchè potessero avere vigorìa e robustezza,
e meglio così addestrarsi nei segreti dell' arte.
Come si vede, si faceva -gran conto anche allora della
CENNI STORICI 19
forza muscolare e si riteneva necessaria, non solo perchè
potesse il combattente resistere a lungo e durare in una
pugna di molte ore; ma anche perchè i colpi fossero più
sicuri, più precisi, e più spontanei.
Che cosa però avrebbe detto il lanista Romano, se
avesse udito bellamente strombazzare, che la forza è
tutta a danno del combattente, che fretta e forza sono
nemici capitali della scherma, che colla forza si ritarda la
velocità dei movimenti, (0 e si è tanto più valenti scher-
midori, quanto più si è deboli? A simile osservazione
avrebbe mostrato tutti i suoi discepoli, scelti fra più ro-
busti prigionieri e destinati alle terribili lotte de' circhi,
in tutta la vigorìa delle forze loro, con muscoli d' ac-
ciaio ; e avrebbe relegato il nostro scrittore come mal pra-
tico e poco intendente di scherma fra i rudes, a trattar
la spada di legno, impugnandola « come un bastone. »
Anche nelle scuole dei gladiatori si doveva percorrere
un lungo tirocinio, nel quale, come nelle nostre sale di
scherma, si progrediva a poco a poco con un insegna-
mento metodico; né era permesso ad alcuno di lottare
pubblicamente neh' anfiteatro, se prima non si fosse di-
mostrato idoneo e non ne avesse ottenuta 1' approva-
zione. Perciò i novizi ascoltavano dictata et leges dei la-
nisti e dei meglio esercitati, e venendo alla pratica, colla
Spada di legno si esercitavano a lungo, ora armeggiando
con colpi all'aria quasi per isnodar le membra, ora pro-
vandosi contro un palo rivestito d' armatura, e spesso
anche accoppiatisi, combattevano gli uni contro gli altri.
Compiuto il tirocinio, entravano nella classe degli
spedati, e solo allora cominciava la loro vita di gla-
(1) Masaniello Parise, Trattalo della spada.
PARTE PRIMA
diatori, poiché allora il lanista, al quale faceano capo
quelli che desideravano coppie di gladiatori, li destinava
secondo il bisogno, ai vari anfiteatri delle città, e il loro
nome appariva allora sulle liste fatali de' combattenti.
L' arma principale, anzi l' unica per qualche tempo fu
la spada, gladius, donde il loro nome di gladiatori, e
quello di gladiatura dato agli esercizi dell' armeggiare.
Ma la spada se prima fu larga e corta, si andò poi col
tempo modificando e facendo più lunga. I Romani, dice
Plinio, amarono sempre di introdurre ne' loro eserciti le
armi de'nemici, quando fossero esperimentate migliori.
Perciò dopo le guerre Puniche, sì per l' esercito, come
per le scuole de 'gladiatori, adottarono anche le lame Spa-
gnuole e Celtiberie [Polibio, vi, 23) che avevano i tagli di-
ritti ed erano più lunghe e più gravi di quelle che sino a
quel tempo avevano usato Greci e Romani [Florus, vii, 9).
A ciò prestavasi anche maggiormente il ferro che si fa-
ceva venire di Spagna, il quale era di gran lunga più duro
e resistente di quello che si aveva in Italia. Vicino poi
alle spade, gladius, con cui comunemente si designava
uno spadone diritto, a due fili, per colpi di taglio e di
piatto, quasi per contrapposto alle sciabole ricurve ed
aguzze già usate da nazioni orientali e da particolari classi
anche di persone Romane, si ebbero allora molte altre
specie di spade e fra queste la spatha, portata da una
gran parte dell'esercito, principalmente dai principes
[Vegezio, 11, 15), larga, con punta ben acuminata, e lunga
sì da arrivare da terra sino all'anca.
Per molto tempo adunque non ci fu tra gladiatori
molta varietà di armi d' offesa, e pochissime pure furono
quelle di difesa; per contrario il metodo de' loro esercizi
divenne presto molto razionale, potendo essi impiegarvi
CENNI STORICI 2 1
moltissimo tempo. E per fermo, in quel principio di cose,
erano rare le occasioni de' combattimenti, poche le ri-
chieste di gladiatori, perchè negli animi de' più durava
tuttavia una certa ritenutezza e quasi ripugnanza a quei
giuochi troppo sanguinosi; pareva ancora troppo crudel
cosa versar con tanta facilità sangue umano, fosse pure
quello d' uno schiavo ; e almeno apparentemente biasi-
mavasi il disprezzo per la vita, di cui davano spettacolo
i gladiatori. La legge poi interprete del sentimento pub-
blico, non permetteva ancora che i gladiatori prendes-
sero parte alle feste della repubblica. Perciò l'educazione,
1' ammaestramento loro compivasi senza fretta, senza
balzi, ma lentamente con ordine e metodo, quasi si fosse
voluto vincere la ritrosìa e le preoccupazioni degli avver-
sari coli' allettamento di tutte le risorse dell'arte.
Che poi verso la metà del secolo VII di Roma, la
scherma gladiatoria avesse raggiunto un grado non co-
mune di eccellenza, lo provano due fatti; il primo, che
allora dalle scuole de' gladiatori si tolsero lanisti, che fu-
rono posti nel campo ad addestrare i soldati dell'esercito ;
l'altro, che anche cittadini liberi e nobili si unirono ai
gladiatorie scesero essi pure a dar prove nell'anfiteatro,
divenendo così la scherma un passatempo graditissimo
ad ogni classe di persone. E ce n' è d' avanzo.
Lo spirito militare erasi allora così affievolito, così
guasta la disciplina nell'esercito e venuto meno ogni sen-
timento di onoratezza, che nella Spagna, nelle Gallie, in
Africa, in Asia, le legioni Romane avevano subite ver-
gognose disfatte ; e sotto Numanzia 60,000 legionari
fuesfivano innanzi a soli 10,000 nemici, estenuati dalle
privazioni e male armati. Allora, narra Valerio Massimo,
(lib. n, e. 3) P. Rutilio, console nell'anno 649, per ristau-
PARTE PRIMA
rare la disciplina e ricondurre la milizia Romana sulla via
delle vittorie, fu iniziatore di un nuovo e più razionale
modo di maneggiar Tarme. At inorimi tractandorum me-
diiatio militìbus est tradita. E, cosa che non si era mai
praticata prima di lui da nessun capitano, chiamati dalla
scuola di C. Aurelio Scauro i più valenti schermidori,
introdusse un metodo più regolare, più corretto di ferire
e di parare colpi, vitandi atque inferendì ictus subtiliorem
rationem legibus ingeneravit. Così, continua lo storico,
seppe congiungere il valore coli' arte e l'arte col valore,
affinchè questa con l'impeto di quello divenisse più ar-
dita ed efficace, e quello seguendo le norme di questa,
divenisse più cauto, più sicuro.
Né credo si possa con maggior chiarezza dimostrare,
e il grado di perfezione al quale doveva esser giunta la
scherma, e l'alto ufficio suo come parte dell'educazione
militare. Dunque, prima d'allora gli eserciti Romani ave-
vano bensì avuto valore ed audacia, ma ben poca arte,
e le loro vittorie più che al loro merito militare, si do-
vevano alle condizioni ancora inferiori de' nemici. Ecco
però la causa delle sconfitte che quasi sempre subiscono
i Romani al principio delle loro guerre. Ma la scherma,
che giustamente è qui definita : vitandi atque inferendi
ictus subtilis ratio, venne a moderare l'impeto inconsi-
derato del coraggio, e colle sue norme, norme fisse, di
arte vera, rese razionale il modo di trattare le armi, ar-
morum tractandorum meditatio. Era un segnalato servizio
prestato alla patria ed uno splendido trionfo dell' arte.
La scherma non toglieva più le sue norme e regole
dall'esercito; ma quale maestra comunicava all'esercito i
vantaggi delle sue norme particolari e de' suoi progressi.
E questo dovrebbe pur sempre avvenire nelle rela-
CENNI STORTCI 23
zioni scambievoli della scherma coQfli ordinamenti mi-
litari. Ma avviene anche presentemente quello che già
avveniva a' tempi dei gladiatori.
Allora non fu fatta giustizia al merito della scuola
gladiatoria. Gli storici quando parlano de'gladiatori usan
parole di disprezzo. Essi non consideravano l'arte, ma
le persone che 1' esercitavano • disprezzabili queste, di-
sprezzabile la loro arte. I gladiatori erano ancora i vili
schiavi, i vinti prigionieri di guerra; troppa la distanza
fra essi e l'aristocrazia patrizia, perchè se ne occupasse
la storia Romana, la quale, si può dire, è storia del
patriziato.
Ai nostri giorni pure, se la scherma è chiamata a pre-
star la sua opera nell'educazione militare, pare le si usi
una grazia grande, e sia tutta una degnazione generosa
di qualche potente, il quale per effetto di buon cuore, la
toglie a proteggere e le concede un posticino. Lad-
dove però non le si procurano serii vantaggi, le si ar-
recano, almeno in Italia, danni veri -, e per ignoranza,
giacche non vogliamo supporre malafede, la si invilisce,
la si guasta. Si dice di volerla gloriosa e italiana, con
una fisonomia sua propria, e le si negano i trionfi più
belli, i veri progressi, che la potrebbero rendere invi-
diata e utile. Sarebbe proprio il caso di ripetere quello
che già disse Tomaso Moro, quando gli si annunziò che
il re gli faceva la grazia della decapitazione : « Iddio salvi
i miei amici da simili grazie. »
Se non si vuole proteggere la scherma, non se ne
impediscano almeno i progressi; non la si uccida, mentre
vuoisi far credere di favorirla. Ma di questo occorrerà
parlare più diffusamente a suo luogo ; torniamo all' eser-
cito Romano.
24 PARTE PRIMA
Entrarono allora nell'esercito tutti gli esercizi che prima
erano in uso solo nelle scuole gladiatorie ; e noi possiamo
leggerli minutamente descritti nell' 'Epitome insti tu domini
rei militar is di F. Renato Vegezio, principalmente nel
primo libro, in cui parla dell'istruzione data ai soldati,
e nel lib. n, e. 23.
Nel tempo medesimo che Rutilio Rufo introduceva
nell' istruzione militare la scherma de' gladiatori, Caio
Mario dava mano alla sua riforma più vasta, più radi-
cale, militare insieme e politica.
Per la parte militare tolse le antiche divisioni de' le-
gionari in veliti, astati, principi, triarii; divisioni rego-
late dal censo, dall'armamento, dagli anni di servizio,
e vi sostituì nuove ordinanze, più conformi ai meriti
personali, più omogenee, e tutte armate egualmente.
Invece dei manipoli si ebbero le coorti, e invece di quat-
tro, una sola insegna, l'aquila d'argento.
Quale riforma politica ammise alla coscrizione, e ac-
colse nelle file degli eserciti anche i proletari e gli schiavi,
i quali tolto il caso di grave necessità ne erano stati
sempre esclusi; si estese quindi a tutto 1' ordinamento
civile che basava appunto sul censo. Prima di quel tempo,
solo i cittadini possidenti potevano esercitare la milizia, la
quale era un obbligo ed anche un privilegio, ed il primo
dei diritti civili. Colla nuova riforma invece tutti poterono
prestare il servizio militare, purché ne fossero atti ; ces-
sava la milizia d'essere un privilegio e diveniva una pro-
fessione. E ben presto proletari, liberti, stranieri forma-
rono il nucleo principale degli eserciti \ perchè non avendo
essi altre speranze, trovavano conveniente legarsi all'in-
segna e al servizio militare, dal quale tutto potevano
aspettarsi.
CENNI STORICI 25
Le conseguenze furono però gravi anche per l' arte
della scherma. Perdendo il servizio militare osmi sua
importanza civile, i patrizi, i nobili e la parte più agiata
della cittadinanza sia per non trovarsi a' fianchi del ple-
beo, sia perchè preferivano il vivere libero e agiato della
città, al duro vivere e faticoso del campo colle legioni
della Dacia e della Siria, se ne allontanavano sempre
più, sino ad abbandonarlo interamente ai proletari, agli
stranieri, ed anche ai barbari.
Ma non si spogliano d'un tratto costumanze invete-
rate, né si muta tanto facilmente l' indole d' una nazione.
Cresciuti sempre fra le armi, scelsero i Romani per diver-
timento quello che più non poteva essere una doverosa
occupazione ; e frequentando le scuole dei gladiatori,
ascoltavano le lezioni dei rudiarii e si esercitavano nella
tecnica venuta in onore con Rutilio Rufo. E crebbe sì
facilmente il numero di questi dilettanti, che pochi anni
dopo la riforma di Mario, G. Cesare prescriveva che
all' insegnamento de' Gladiatori fossero assegnati nobili
e cavalieri.
Se non che, un esercizio per puro divertimento, senza
nessuna mostra, non poteva soddisfare una gioventù am-
biziosa quale la Romana a' tempi di Cesare, quando le
doti corporali erano preferite a quello dello spirito, e
il cavalcare, come dice Sallustio, il far pompa di ric-
chezze, il vestire sfarzosamente e il cibarsi con ricer-
catezza erano stimati pregi e virtù. Ci volevano pure
occasioni in cui mostrare la propria valentìa nel maneg-
gio delle armi. Siccome però non si era mai avuto esem-
pio di duelli tra cittadini, né si conosceva la riparazione
dell' onore colla spada, e sola occasione per far valere
l'arte della scherma era la lotta feroce e a morte dei
2 6 PARTE PRIMA
gladiatori, così chiesero di unirsi ai gladiatori e di lottare
con essi nell' anfiteatro.
Dlie classi quindi di gladiatori.
Gli uni erano obbligati per legge a quella professione,
perchè prigionieri e condannati; gli altri erano volontari,
e vi si dedicavano o tratti da brama di gloria, o per
acquistar fortuna, mortesqiie et vulnera vendita pastu, o
anche per disperazione di rovesci politici.
Dato una volta il cattivo esempio e aperta questa via
all' attività della gioventù, fu una gara, una ressa per
prendervi parte; lo studio della scherma divenne gran
parte dell' educazione e la gloria delle vittorie nell' an-
fiteatro un'ambizione di moda.
La storia ci dà rari esempi di fanatismo tanto ecces-
sivo quanto quello che destarono i giuochi de' gladiatori
in Roma.
Le leggi che proibivano e notavano d' infamia quei
giuochi non erano state abrogate; ma più che le leggi,
prevalse la moda, e furono lasciate lettera morta. Il
prepotente bisogno di emozioni, 1' attrattiva del pericolo,
la pompa solenne con cui erano celebrati, gli applausi
irrefrenati della folla, la gloria invidiata di chi era vin-
citore, tutto valeva a rendere que' giuochi importanti,
desiderati.
Gli stessi magistrati non isdegnavano deporre la gra-
vità dell' ufficio, e i senatori la nobile toga, per mostrarsi
a' fianchi de' liberti e de' condannati, pur di ottenere il
plauso della moltitudine e delle terribili dame. Che più?
Macrino da gladiatore fu innalzato alla porpora impe-
riale e Commodo trattasi la stessa porpora, che già di-
sonorava co' suoi vizi, si umiliava nell'arena vestito da
gladiatore. Si fece persino innalzare una statua coll'iscri-
CENNI STORICI 27
zione : « A Commado vincitore di mille gladiatori. » E
Giovenale ci attesta che persino le giovani Romane si
applicarono a quegli esercizi e circondando di arme le
loro membra delicate impugnavano virilmente il ferro e
armeggiavano non senza destrezza (Sat., v, vi, vii).
E veramente eravi di die affascinare e sedurre l'am-
bizione principalmente della gioventù.
I gladiatori che non cadevano nella lotta e ne usci-
vano vincitori, acquistavano immensa rinomanza. Poeti,
pittori, scultori dedicavano ad essi le loro ispirazioni ;
viventi divenivano l'idolo di ogni classe di persone, morti
ottenevano magnifici mausolei e talvolta anche templi.
Gladiatori orribilmente mutilati e deformati furono op--
getto di preferenze, di simpatie, e quasi anche di culto
per parte di nobili donzelle, le quali per seguirli rifiuta-
vano splendide nozze e abbandonavano la propria casa.
Scrive Dione Cassio che alcuni gladiatori furono pa-
gati sino a 100,000 sesterzi (quasi quanto lo stipendio
annuale di tutti i nostri maestri civili di scherma del-
l'esercito italiano). L'imperatore Tiberio donò una tal
somma a un gladiatore emerito e Nerone concedette ad
alcuni Mirmilloni, vastissimi possedimenti. Celebre poi
è il mausoleo fatto innalzare da Caracalla ad un gla-
diatore di nome Batoni, da lui costretto a combattere
contro tre competitori e caduto sotto i colpi dell'ultimo.
Ma e 1' arte della scherma?
L'arte in parte ci guadagnò, e in parte ne fu anche
danneggiata. Si raffinò è vero, mediante un esercizio
così continuo, e confortato da tanto favore; ma s'intro-
dussero ben presto troppe variazioni nelle armi e nei
giuochi, troppe particolarità estranee ai principi dell'arte,
perchè questa potesse avere serii e stabili progressi.
2 8 PARTE PRIMA
Crebbe il numero delle scuole de' gladiatori, che in Roma,
sotto Domiziano, furono quattro, ludiis magnus, Gallicus,
Dacicus, Matutinus (quest' ultimo per venazioni). Crebbe
la varietà delle lotte dalla qualità delle armi e dal me-
todo diverso di combattere, e si ebbero i Mirmilloni,
i Reziarii, gli Oplomachi, i Dimacheri, i Traci, i Sanniti,
combattenti il mattino, combattenti dopo il mezzogiorno,
combattenti in piena luce e anche dopo il tramonto,
combattenti a piedi ed a cavallo, o anche su carri; nudi
e armati di tutto punto; combattenti a coppie e a turme;
e chi più n' ha più ne metta, perchè è impossibile deter-
minare distintamente le molte specie di gladiatori. Si
moltiplicarono i lanisti e gli insegnanti, e ve ne furono
per ciascuna classe; si rese la pugna gladiatoria molto
complessa, molto varia, attraente, spettacolosa, ma l'arte
vera, l'arte che ha principii tanto più semplici quanto
più si fa perfetta, non ci guadagnò molto.
Dobbiamo però confessare che un giudizio sicuro, ba-
sato su documenti certi sul valore schermistico delle
lotte gladiatorie, noi non lo possiamo dare. Le cognizioni
che abbiamo di esse sono troppo scarse e spesso troppo
contraddittorie, perchè si possa parlare della scienza
schermistica de' gladiatori. Primieramente ci manca una
descrizione accurata, minuta, completa di una mostra gla-
diatoria; ma solo ci attacchiamo a notizie spigolate per
così dire dagli storici e dai poeti, o a figure che troviamo
espresse in qualche monumento, riproducenti qualche
episodio, qualche momento di quelle terribili lotte. Anche
Frontino, Vegezio, e gli altri autori che trattarono di
cose militari, ci danno pochissime notizie de' gladiatori.
In secondo luogo, dal tempo in cui apparvero la prima
volta sino all'anno 406, in cui furono da Onorio per-
CENNI STORICr 29
petuamente vietati, que' giuochi subirono moltissime mo-
dificazioni, variarono secondo i gusti degli editori dei
giuochi e più specialmente degli imperatori.
Vi sono poi nei giudizi, che di essi si danno, contrad-
dizioni di tal natura, che non si possono accettare senza
che ne rimanga offeso il sentimento schermistico, anche
di chi solamente conosca i primi elementi della scherma.
Ma perchè meglio si comprenda il mio pensiero, vo
glio qui esporre brevemente la descrizione che si suol
fare della mostra orladiatoria.
— »•?§«•-
Le lotte dei gladiatori.
Lo spettacolo, sì quando era cosa tutta privata e ludo
funebre (mtmiis), come quando divenne giuoco pubblico ,
ordinato da magistrato pubblico e a spese dello stato,
si annunciava qualche tempo prima con avvisi (program-
mata), che l'editor muneris aveva cura di diffondere e
anche di fare affìggere ai pubblici edilìzi. Questi avvisi
indicavano il giorno dello spettacolo, il numero delle
coppie de' gladiatori, la loro specie, il nome del lanista
a cui appartenevano, quello de' più valenti che vi pren-
devano parte e infine se altri divertimenti lo accompa-
gnavano.
La vigilia del giorno fissato, tutti i combattenti si rac-
coglievano a geniale banchetto fccena libera) ove dai
molti curiosi, padroni, dilettanti si offrivano loro splen-
didi regali e donativi d'ogni genere, e scambievolmente
si auguravano di ritrovarsi dopo al secondo festino (si-
licemnim) che si teneva in onore dei caduti.
3<D PARTE PRIMA
Lo spettacolo aveva principio con una processione
(pompa) di tutti i gladiatori che facevano il giro del-
l' arena nelle varie loro foggie ; e quando vi assisteva
l' imperatore, passando sotto la loggia imperiale alzavano
il noto grido: « Ave, Cassar imperator, morituri te sa-
lutant » Tenevano subito dietro finte prove ed esercizi
con armi di legno o spuntate (arma lusorìa, donde la
parola prolusione) e calmi, tranquilli si addestravano di-
scorrendo, celiando, come se tutto il combattimento do-
vesse sempre essere semplice parata.
In questo mentre e anche durante la vera lotta echeg-
giavano concerti musicali, e gli spettatori pronosticavano
sull'esito dei combattimenti parziali, prendendo favore
per questi e per quelli. Quindi si presentavano d\Y editor
le armi vere (arma decretoria) affinchè le esaminasse-,
maestri e proposti dividevano e pareggiavano i gladia-
tori, e dato il segnale aveva principio la fiera pugna.
A coppie, a gruppi, al tutto ignudi o coperti d'arma-
ture, qua e là per l'arena, come si trovavano distribuiti
si azzuffavano, si urtavano, si ferivano; e facendo mostra
del loro valore e dell'arte loro davan luogo a mille epi-
sodii e suscitavano applausi o scherni. Non regole ca-
valleresche, non riguardi, non cortesie, non sentimenti
di pietà, ma vincitori e vinti cercando piacere agli spet-
tatori, studiavano la grazia de' movimenti, la leggiadrìa
della posa: avrebbero preferito incontrare il ferro, piutto-
sto che difendersi e parare contro le regole dell'eleganza.
L'arte perciò aveva perduto la sua prima legge sia
della difesa come della offesa; cedendo il posto all'ac-
cessorio, a ciò che è puro ornamento.
I reziarii quasi interamente ignudi, muovendosi con
grande agilità cercavano di avviluppare l'avversario, di
CENNI STORICI 31
solito un secutor, colla rete (iaculum) e di ferirlo col
tridente, (fascina, iridens) o col pugnale; fallendo il colpo,
davasi alla fuga, perchè non aveva armatura, procu-
rando di apprestar la rete ad un secondo colpo, prima
che il secutor lo raggiungesse. E allora ritornando al-
l'assalto, se aveva di fronte un Mirmillone, il quale por-
tava sulla cresta dell' elmetto l' imagine di un pesce.
« Non te, Galle, diceva, sed piscem peto. »
A piò fermo combattevano gli altri, armati più gra-
vemente; i Galli, Mir milioni, Sanniti con grande scudo,
i Traci (Thraces o Thrceces) collo scudo rotondo e pic-
colo (panna) e spada ricurva (sica), secondo l' usanza
della loro nazione; i Dimacheri con due spade, gli Oplo-
inachi, (hoplomachi) uomini alti e robusti, chiusi intera-
mente nell'armatura, che miravano a ferir di punta con
spade lunghe a guisa di fioretto.
A questi si uniscano gli Essedarii che pugnavano su
carri brittanici, gli Andabati (andabatce) a cavallo, con
visiere chiuse, sicché poco o punto ci vedevano, i Veliti
e i Provocatori, che iniziavano la lotta con lancie e gia-
velotti, i Catervarii che combattevano a turme, i Meri-
diani, che succedevano ai Bestiarii, i Suppositivi, che si
riservavano contro i vincitori, in luogo de' caduti; e si
avrà un'idea della varietà dei giuochi, della moltiplicità
degli assalti, delle lotte, che presentava uno spettacolo
di gladiatori.
Quando alcuno de' combattenti vinto e ferito, cadeva
in potere del suo avversario, spettava all'editor muneris
di decidere se si dovesse mantenere in vita, oppure uc-
cidere, ciò che seguiva in un luogo detto spoliarium.
Ma sino dagli ultimi tempi della repubblica si costumò
rimetterne la decisione all'arbitrio del pubblico. Allora,
PARTE PRIMA
per cattivarsi la compassione degli spettatori il vinto
piegava il ginocchio a terra e gettate le armi, alzava
l'indice della mano sinistra.
Pare che il segno della grazia fosse dato agitando
pezzuole, e il segno di morte verso pollice, stendendo
il braccio e abbassando il pollice. Infatti Giovenale
(Sat. 3, 36) dice:
Miniera mine edunt, et verso pollice valgi
Queni libet occidiuit populariler.
Quando la grazia era rifiutata, il vincitore volgendosi
al prosteso faceva udire quelle parole sinistre: « recipe
ferrtim » ; e lo sciagurato cadeva.
La maggior parte però anche nel ricevere la morte
non ismentivano l'onore della loro professione, non cam-
biavan colore, non emettevano un lamento; anzi spesso
si componevano, si rizzavano, e presentando il collo o il
petto al ferro nemico, ricevevano il colpo mortale senza
muoversi o tremare. Non mancava anche chi preso da
disperazione, afferrava nuovamente le armi, e benché
gravemente ferito contrastava a lungo la vittoria e ca-
deva combattendo.
Grida di incoraggiamento, di gioia, da ogni parte
dell'anfiteatro accompagnavano le varie fasi de' combat-
timenti.
Chi si mostrava pauroso, renitente e anche solo incerto
veniva spinto nella pugna con scudisci, bastoni, e anche
con verghe arroventate. Immenso invece era il plauso
che salutava qualche colpo ardito con cui alcuno spac-
ciavasi del suo avversario. Il vincitore non era sempre
egli stesso sicuro anche dopo una vittoria, poiché spesso
lo si costringeva a misurarsi con un secondo, e anche
CENNI STORICI 33
con un terzo, e con un quarto nemico; e finiva tal-
volta col soccombere.
Durante gli intervalli di riposo, si rimovevano i morti,
pei quali erano pronte bare; si trasportavano allo spo-
glìarìo per essere uccisi i feriti troppo gravemente e
che non lasciavano speranza di guarigione; si toglieva
la sabbia troppo intrisa di sangue e altra se ne span-
deva pulita e talvolta colorata e mescolata con altre
sostanze.
Riprendevasi quindi la lotta più fiera, più accanita di
prima, dalla quale non si cessava se non o trascorsa
l' ora determinata, o decise l' ultime sorti de' combatti-
menti, o anche per dar luogo ad altri spettacoli annun-
ciati dal programma, quali per esempio, le lotte colle
fiere dei Venatores, dei Bestiarii, dei Succensores.
I superstiti allora ne uscivano in gran trionfo, applau-
diti, premiati; si raccoglievano i feriti, perchè fossero
curati; i morti si trasportavano a seppellire; l'arena era
interamente sgombrata; e tutto finiva colla frase che
dichiarava chiuso lo spettacolo. E ben presto non v' era
più nessuno che lamentasse o piangesse i caduti, che
non lasciavano eredità d' affetti ; nessuno che riscattasse
i loro cadaveri; solo alla memoria de' più celebri si riz-
zavano monumenti da qualche ricco privato, o dall' editor
muueris, o dallo stesso imperatore.
Tutte codeste particolarità ed altre ancora i miei let-
tori le possono leggere in tutti i libri che descrivono
i costumi de' Romani. Se non che la maggior parte de-
gli scrittori di cose antiche, quando parlano de' gladia-
tori, pongono maggior cura ad accumular notizie, e a
descriverle con lusso di belle frasi, che non a discu-
terle, a vagliarle. Accettano ogni cosa, dan luogo a
3
34 PARTE PRIMA
tutto, senza badare se vi sono contraddizioni nelle no-
tizie che riferiscono, e senza sospettare una interpreta-
zione diversa dalla loro. Non v'ha poi nessuno di essi
che, pur trattandosi di una classe di persone solo de-
dita all' armeggiare, si fermi a considerarne il valore,
il merito schermistico; quasi non sia mai esistita una
scienza delle armi. Oual meraviglia adunque se non si
possono accettare tutti i loro giudizi, tanto poco sicuri,
tanto precipitati, da chi conosce anche per poco la tecnica
delle armi?
Ecco comunemente qual' è il giudizio che essi for-
mano delle lotte de' gladiatori.
In codeste lotte l'arte schermistica non entrava per
niente; il gladiatore badava più a ferire che non a difen-
dersi, più ad armeggiare con grazia che non con valore,
più a piacere che non a vincere. E d'altra parte i Romani
spettatori dovevano poco capire di scherma ; più d' ogni
altra cosa gustavano la carneficina, lo spaccio di molte
coppie, applaudivano i colpi che cagionavano più pronta
morte e l'intrepidezza di chi graziosamente si lasciava
scannare. I gladiatori erano lautamente trattati con ab-
bondanza di cibi, perchè ingrassati, il loro sangue scor-
resse più lentamente e in maggior copia in sull'arena.
Si voleva anche alludere alle vittorie sopra popoli ne-
mici, donde i nomi di Galli, che furono poi i Mirmilloni,
di Sanniti, di Traci, dati ad alcune classi di gladiatori
e si sfogava su di essi l'odio eterno contro que' popoli,
umiliando nell'arena chi ne portava il nome, presentan-
doli male armati e rendendo difficile la loro vittoria, fa-
cile e dispregiabile la morte.
« On armait mal le pauvre Gaulois miwullon, car il
fallali montrer au peuple le Gaulois toujours vaili fu. »
CENNI STORICI
35
Così M. Dezobry (Rome au siede ci' Auguste) descrivendo
i Mirmilloni alle prese coi Reziarii. Una dimostrazione
insomma quale potrebbero fare i nostri ragazzi in tempo
di guerra, bruciando nel mezzo della piazza l' effigie del
generale nemico.
Adunque in quelle lotfe essi vedono poco o punta
arte, molta carneficina, corruzione grande, barbarie, de-
Q-radamento umano.
Ma se per poco si riflette sulle notizie che si hanno
degli esercizi gladiatori e si tien calcolo di tutto, questo
giudizio a me pare esagerato ed in parte erroneo; parmi
cioè che anche con tanti usi accessori e dannosi, l'arte
della scherma abbia avuto in quei giuochi un ampio
svolgimento e sia stata gloriosamente rappresentata.
Comincio col fare osservare che non erano quasi mai
in grande numero i gladiatori, principalmente dopoché
una legge di Augusto determinò che non si potesse
oltrepassare il numero di 120. Inoltre si introdussero
ben presto i combattimenti colle fiere, le venationes, le
naumachie, e altri spettacoli che costavano meno, per
supplire alla scarsezza de' gladiatori che costavano enor-
memente.
Molti poi sono gli argomenti che provano come i
gladiatori studiassero di rendersi valenti, secondo prin-
cipii stabili, e lunghi esercizi pratici.
A Pompei essendosi scoperta nel 1766 una scuola di
gladiatori, si credette fosse una caserma militare, tanto
la disposizione del locale, le armi che vi si rinvennero,
i trofei, le iscrizioni, attestavano l'esercizio continuo del-
l'armeggiare. Sarebbe stato inutile tutto codesto appa-
rato se avessero i gladiatori dovuto imparare solamente
a morire con intrepidezza e composti a leggiadrìa.
36 PARTE PRIMA
E ugualmente certo che alcuni di essi s'addestravano
al maneggio di molte armi e potevano far parte a di-
verse classi di gladiatori, come lo provano questi versi
di Marziale:
Hermes belligera superbus hasta;-
Hermes (equoreo mi/terax tridente;
Hermes casside languida ti/uendus.
ove Ermete appare quale velite e provocatore, quale
reziario, e anche forse quale secutor. Mutavano quindi
l' arme secondo l' avversario che prendevano a com-
battere.
Che se i Mirmilloni erano leggermente armati quando
avevano di fronte i reziarii, come lamenta il Dezobry,
quando invece combattevano tra di loro, o contro Traci
e Sanniti, eran gravemente armati. Né senza errore,
si può dire che de' Mirmilloni si facesse poca stima, e
si volesse vedere umiliata in essi la nazione Gallica, per-
chè i Galli per lunga tradizione nazionale, erano valen-
tissimi nella scherma, e in Roma furono sempre moltis-
simo stimati e favoriti da molti Imperatori, anzi Commodo
volle esser persino chiamato primus palus secutorum o
dei Mirmilloni.
Badando alle solite descrizioni ad usum delphini, pare
che un gran numero dovessero cadere, e ben pochi cam-
pare. Noi invece sappiamo che e' erano veterani anche
in questa gladiatura; c'erano gradi e distinzioni; e molti
dopo alcuni anni di esercizii, divenivano rudiarii, cioè
esenti da ogni obbligo dell'arena; i quali però per larghe
retribuzioni si lasciavano anche indurre a ricomparirvi.
Non era dunque un'ecatombe ed una generale carnefi-
cina. Una volta discesi nell'arena, fossero essi obbligati
per legge o volontarii, cadevano bensì in arbitrio dell' edi-
CENNI STORICI 37
tor, o meglio del popolo, che esercitava su di essi diritto
di vita e di morte; ma non pare che di questo arbitrio
siasi fatto abuso. Il popolo prendeva a quei giuochi gran
parte, ma non già per il solo diletto di veder scorrere
il sangue, sì bene perchè a lungo andare, dopo tanti se-
coli in cui erano in favore, poteva anche giudicare del
merito schermistico, secondo principii e norme determi-
nate. E per fermo abbiamo anche esempi dai quali rile-
viamo che quando i colpi non erano leali, egli strepitava,
e pretendeva che si mutasse metodo.
Non si amava dunque solamente l'eleganza, la leggia-
drìa de' movimenti, l'intrepidezza, il disprezzo della vita;
ma anche la valentìa, la correttezza dell'arte e si voleva
della scherma vera e buona. C'era crudeltà e anche effe-
ratezza; ma, non si può negare, anche esempio di corag-
gio e di fortezza.
La civiltà ispirata a sentimenti d'eguaglianza e fratel-
lanza universale, doveva riprovare, condannare quei giuo-
chi; ma la scienza della scherma li esalta e li studia con
amore. Gli insegnamenti del Cristianesimo e le leggi
della nuova società li abrogarono; ed è bene per l'uma-
nità; ma noi, senza desiderare che si richiamino in vi-
gore, noi ci volgiamo volontieri a quei tempi, a quegli
infelici atleti legati a noi dai principii della medesima arte.
Sciaguratamente come di molte altre dottrine, di molti
altri parti dell'umano ingegno, nulla ci fu lasciato scritto
dell'arte de' gladiatori, e il tesoro di cognizioni pratiche
che pure aveva dovuto accumulare l'esercizio continuo di
molti secoli andò interamente perduto.
Ludi gladiatorii, lanisti, munera, armi e trofei, tutto al
principio del secolo V.° scomparve. La società Romana
aveva ben altro a fare che attendere a divertirsi. Era ve-
38 • PARTE PRIMA
mito il tempo della giustizia, e la sventura colpiva anche
i vincitori. L'Italia era tutta un ampio anfiteatro, e lo
spettacolo che in esso presentavano i fieri discendenti di
Camillo, di Scipione, di Cesare era ben più miserando
di quello che già avevano dato i gladiatori.
Il tempo edace fece il resto; ci distrusse gli stessi anfi-
teatri, lasciandocene solo poche rovine; disperse o spezzò
i monumenti di quelle lotti, solo conservandoci pochi
tronchi, e qualche capolavoro; e dell'arte schermistica
de' gladiatori ai posteri giunse solamente il grido, il ri-
cordo di quelle lotte e il desiderio di imitarle, come si
fece, spogliandole dell'efferatezza tutta pagana.
--»$&«< —
II.0
L'arte della, scherma nel Medio Evo.
I barbari.
Ouando le mostre crladiatorie venivano abbandonate
e cadevano in dimenticanza, anche l' impero Romano,
codesto colosso meraviglioso, rovinava, si dissolveva e
si trasformava.
Se ne accagionano i barbari, e si descrivono quei
popoli che nella pienezza del loro vigore giovanile, fe-
rocemente si affacciano sulle Alpi a contemplare le in-
cantevoli bellezze del suolo d'Italia; e piena la mente dei
racconti dei loro connazionali, che erano ai servigi del-
l' impero, giù irrompono seguendo i loro capi alla con-
CENNI STORICI
39
quista dei tesori sognati; assalgono, devastano, distrug-
gono: tutto va a soqquadro, e sopra cumuli di rovine
ogni ordine sociale si tramuta. Nulla di vero.
Senza fermarci a considerare tutte le cause della de-
cadenza e rovina dell' impero Romano, che sarebbe
troppo difficil cosa, ed anche troppo estranea al nostro
tema, panni si possa dire che, prima ancora delle do-
minazioni straniere e che al giovane Augustolo fosse
strappato lo scettro invilito, l' impero Romano aveva
perduto ogni vigore e vitalità, i poteri non godevano
nessuna autorità, nessun rispetto, e tutto lo stato si reg-
geva con una coesione apparente. Somigliava a quei
cadaveri che rimangono interi sinché non è turbata la
quiete del sepolcro, ma che si dissolvono in cenere ap-
pena sono tocchi dal soffio dell'aria, che è pur vita ai
corpi animati.
Non fu la violenza esterna che distrusse il grande
impero; ma, come ottimamente dice il Ricotti, la cor-
ruzione interna, l' abuso, il logoramento di tutte le forze,
di tutti i mezzi [Corso di storia d' Italia, lez. ix).
I due grandi elementi della politica esistenza di uno
Stato sono:
la forza materiale — esercito, governo, finanze che
ne costituiscono quasi il corpo;
e la forza morale che ne è l' anima vivificatrice,
cioè il rispetto alle leggi, le virtù civili, la religione.
Ora la corruzione era già penetrata in tutti gli ordini
della vita sociale.
L'esercito, sia per ignavia dei privati, sia per egoismo
del principe, si componeva tutto di ausiliarii e di bar-
bari. Anzi, una legge dell'imperatore Gallieno, vietava
che la nobiltà e altresì i senatori esercitassero il mestiere
40 PARTE PRIMA
delle armi e persino che si avvicinassero all'esercito. (0
E la plebe, avvezza a vivere delle elemosine che le
gettava chi aveva in suo nome rubato e tirannegfo-iava
il mondo, abborriva sì fattamente dalle armi, che si
troncava il dito, piuttosto che andare all'esercito; mu-
tilazione così comune, che obbligò la legge a prescri-
vere orride pene [Cod. Theod., 1. vii, tit. 13, leg. 5).
Ma non bastò comporre gli eserciti dì gente barbari-
che. La direzione medesima di codeste truppe, anzi il
comando supremo degli eserciti stessi, anzi tutta l'am-
ministrazione, anzi tutto lo Stato finì per passare nelle
mani talor ladre, talor infide e sempre pericolose dei
barbari. (Ricotti, 1. e, lez. ix).
Consci della propria forza, quei mercenarii ne abu-
savano a prepotenza, a confusione; tutto esigevano e
tutto ottenevano; si ponevano al di sopra di ogni legge,
pretendevano privilegi e impunità per i delitti, creavano
e disfacevano a loro posta imperadori e padroni.
Corrotto l'esercito, tutti i poteri necessariamente ne
dovevano soffrire; il governo quindi invilito e senza au-
torità, le istituzioni invecchiate, disciolte; non rispettate
le proprietà, cresciute le differenze sociali, l'agricoltura
trascurata, il commercio reso impossibile, poche le en-
trate, esorbitanti le imposte, la miseria generale.
Rimaneva ben poco lavoro ai barbari per rovinare
l' impero così corroso. E per vero esso non cadde per
assalto esterno de' barbari invasori; ma per rivolta in-
testina de' barbari pagati per servirlo.
Anche la scherma nel Medio Evo, in tanta esube-
(1) « Primus ipse, metu socordire sure, ne imperium ad optimos militile tran-
sferretur, scuritimi militia vetuit: etiam adire exercitum.... » {Aurei. Victor, e. 33).
CENNI STORICI 41
ranza di vita guerriera, in tanto predominio della forza
fisica, prestò opera utile ed importante ed ebbe parte
cospicua nella storia civile dei popoli. Dovette però an-
ch' essa acconciarsi alle varie condizioni di questo svol-
gimento di cose, correrne le vicende, modificandosi, pro-
gredendo con un incremento pigro e faticoso ; sinché
anch'essa raccolse nella nuova età il suo frutto, potè
riassumere il tesoro di tanta esperienza e divenir scienza
con trattati scritti, con principii stabili e sicuri. Né le varie
età del Medio Evo le fecero sempre fare un passo in-
nanzi; anzi in pieno Medio Evo la scherma si trovò ri-
stretta, inceppata entro quelle armature pesanti e tutte
chiuse. Ma se non giovarono all'essenziale de' principii,
tutte le portarono forme accessorie e gran parte di quel
convenzionalismo gentile e cortese, che è pur l'orna-
mento della nostra scherma.
Due sono i campi nei quali si esercitò, si svolse la
scherma nel Medio Evo:
i.° nel campo militare, come parte della tecnica
militare, ed entrò a formar le leggi della cavalleria;
2.0 nel campo giuridico e più precisamente nei
duelli.
Come parte della tecnica militare, per il noto prin-
cipio che la scherma, almeno quale la intendiamo noi
presentemente, deve comunicare le sue norme all' inse-
gnamento dell' esercito, non riceverle né essere schiava
dell'esigenze tattiche, la scherma nel Medio Evo non
fu gran cosa, non ci guadagnò gran fatto; anzi oso dire
ci scapitasse.
Trovò invece buona occasione a progredire ne' duelli
poiché in essi affatto libera e indipendente. Il duello fu
nel Medio Evo, ed è anche nel Moderno, ciò che erano
_p PARTE PRIMA
stati i giuochi gladiatori negli ultimi secoli della Repub-
blica e dell'impero di Roma, il campo più propizio a
praticamente esaminare, riconoscere, determinare tutti
i principii scientifici della scherma.
Ad alcuni parrà non accettabile questo mio giudizio,
che chiuso cioè il periodo delle invasioni barbariche,
assicurate le conquiste, affermate le nazionalità, nei se-
coli insomma della cavalleria e dei tornei, la scherma
non abbia progredito, e piuttosto scapitato; eppure è
un fatto innegabile e facile ad essere provato.
Quale era la scherma dei barbari?
E inutile che io qui mi fermi a recitare la lunga enu-
merazione dei popoli barbari, a distinguerne le origini,
le sedi, le istituzioni, le costumanze. Quasi tutti i po-
poli barbari per il nostro studio sono uguali.
Noi sappiamo che ogni cura ponevano nell'esercizio
delle forze fisiche, non avevano stima che pel più forte
e amavano la guerra ove il più forte dà prove di valore
e si rende illustre. Nascevano per così dire sugli scudi e
fra canzoni guerresche, sotto le tende mobili o nelle ca-
panne aperte ai venti. La loro infanzia passava tra giuo-
chi ginnastici e in esercizi atti a renderli forti e destri
in battaglia.
A 13 a 14 anni i Franchi, poco più tardi i doti, i
Longobardi ed altri popoli, ricevevano 0 cingevano le
armi: divenivano uomini allora e sentivano di far parte
della nazione. 1 barbari prendevano le armi quasi nel-
l'età che i Romani si ponevano la toga; la lancia e lo
scudo valeva per loro quanto la toga per la gente del foro.
Ina nuova vita si apriva innanzi alla gioventù ar-
mata. Ecco come la descrive il Ricotti: « Nella soci
manica, allato ai/a tribk, la cui indole e stabile, i cui
CKNNI STORICI
esercizi sono quelli dell' agricoltore e del proprietario, sia
uri altra parte di nazione affatto diversa d'indole e di
esercizi. Questa è la banda guerriera. I giovani più ar-
denti si uniscono sotto un capo designato loro dalla na-
scita, dal valore, dalle ricchezze, dalla forza fisica. Essi
se lo eleggono, essi lo seguono in una carriera di guerra
e di ventura, e gli so n compagni nei pericoli, nella preda
e nei conviti. Mentre la tribù attende a lavori de campi,
e delibera nelle assemblee, la banda guerriera si spinge
sui paesi vicini, ne mena via roba e persone e non torna
in patria se non per ripigliarvi lena ed altre intra-
prese. » (1. e, lez. xv).
Sia però in queste scorrerie come nelle grosse bat-
taglie a cui prendeva parte l'intera nazione, l'arte che
dimostravano era ancora semplice, senza grande varietà
di movimenti, senza neppure un metodo determinato.
Era un'arte formatasi nella solitudine, passata in tradi-
zione, appresa nelle foreste, lungo i fiumi, esercitatasi
in assalti notturni o in lotte gigantesche.
Alle battaglie procedevano stretti in ordinanza, legati
talvolta l'uno all'altro, animati dal grido e dall'esempio
dei capi, e vi si gettavano con grande disprezzo della
vita, risoluti di vincere o di morire.
Ciascuna nazione poi, ciascuna tribù aveva armi sue
proprie, un modo particolare di stringersi in file, di
schierarsi in campo, di portar lo scudo, di gettar l' arme,
di raccogliersi, di assalire; ma l'arte era quasi in tutti
la medesima.
Non era dunque gran cosa l'arte de' barbari nell'uso
delle armi; ma 1' esercizio continuo, il coraggio indo-
mito che li animava, avrebbe potuto sempre più mi-
gliorarla.
44 PARTE PRIMA
Benché usassero l'arco, la lancia, l'ascia, l'arma loro
più comune e prediletta era sempre la spada, talvolta
lutila e laro^a.
Ammiano Marcellino scrive che gli Unni, i più barbari
de' barbari, combattevano da vicino avendo la spada in
una mano e nell'altra una corda che lanciavano contro
il nemico, mentre era intento a parare i colpi.
Meglio addestrati i Longobardi, i Franchi, i Nor-
manni maneggiavano la spada con molta agilità e con
tecnica di movimenti. Era loro legge che un prode do-
vesse attaccare un solo nemico, difendersi da due, non
cedere a tre, e senz' onta fuggire soltanto innanzi a
quattro. Il fuggire in battaglia pei Germani tutti, come
nota Tacito, era cosa di somma infamia.
Avvezzi al duello, ai combattimenti singolari, molte
volte affidavano al combattimento di pochi le sorti delle
battaglie; molte volte le battaglie cessavano colla lotta
dei capi tra di loro. Conoscevano anche un combatti-
mento a primo sangue ne' duelli ; avevano spettacoli di
finte battaglie e norme di reciproco rispetto, che tutti
puntualmente osservavano. Anzi Amedeo Thierry (Hi-
stoire d'Attila) nota che fra gli spettacoli con cui Attila
festeggiò le sue nozze, vi furono finti combattimenti e si
potrebbe anche dire veri tornei.
Insomma vediamo tra i popoli barbari nel periodo
stesso delle invasioni, ottimi principii, benché elemen-
tari, di vera scherma e i germi di quelle consuetudini
che, modificate ed ingentilite, furono la base degli sta-
tuti della cavalleria.
CENNI STORICI 45
La cavalleria.
I nuovi avvenimenti mutarono interamente l'indirizzo
militare e ritardarono ogni progresso della scherma.
Signori delle terre conquistate, divisi in nazioni, con
frontiere ben determinate e leggi proprie, i barbari in-
tesero a spogliare la natia fierezza, a divenir più civili
e cominciarono anche a vestire pesanti armature e a
circondarsi di ferro.
I Romani infiacchiti e degeneri avevano giudicato so-
verchio il peso delle armature difensive e le avevano
lasciate, e al pilo e alla spada avevano sostituito strali
ed arco. I barbari fecero il contrario : abbandonarono
gli archi, si cinsero le spade e quindi indossarono co-
razze e cimieri pesanti.
Gli Scandinavi subito dopo la conquista dell' Inghil-
terra avevano di già un'armatura completa; i Franchi
entrati in Gallia leggermente vestiti, sotto Carlo Mar-
tello portavano corazze di ferro; lo stesso dicasi dei
Longobardi in Italia, de' Sassoni e degli altri barbari
nelle diverse parti d'Europa.
Carlo Magno colle sue continue guerre in Germania,
nelle Spagne, in Italia, pose per sempre un argine al
torrente barbarico e chiuse il periodo delle invasioni,
e Carlo Magno è dal monaco di San Gallo descritto
tutto chiuso in armatura pesante.
II nuovo genere dell'armi di difesa trasse seco di con-
seguenza un nuovo ordinamento dell'esercito e una nuova
tecnica schermistica.
Il nuovo ordinamento dell'esercito dava una incon-
46 PARTE PRIMA
testata prevalenza alla cavalleria sulla fanteria, princi-
palmente quando si potè circondare di piastre anche
il cavallo. Come per vero sostenere a piedi tutto quel
peso delle armi di difesa, principalmente in guerre lun-
ghe e lontane? E come poteva resistere all'urto della
cavalleria vestita di ferro, l' infanteria poco o punto ve-
stita a difesa?
Il cavallo fu indispensabile, e i cavalieri perciò forma-
rono il nerbo degli eserciti. Essi portavano il peso delle
guerre, le altre genti numerose, ma senza disciplina,
erano di debole aiuto-, e solo servivano a spacciar gli
sbandati, a distruggere i resti delle schiere già rotte dalla
cavalleria. Siccome poi solo i nobili potevano procac-
ciarsi uno o più cavalli, e sostenere le spese di una ar-
matura tanto costosa, così il numero de' cavalieri non
poteva esser molto grande e il popolo prestava solo
un'opera qualunque nella milizia, un'opera secondaria,
accessoria.
Ne nacque finalmente la necessità dello scudiero e di
più scudieri, che avessero cura sia del cavallo, sia del-
l' armatura del nobile, del signore e prestassero tutti
quei servigi che erano richiesti da una armatura così
piena di inconvenienti.
La tecnica schermistica si trovò ristretta a ben poca
cosa a ben pochi colpi.
Che rimaneva infatti alla scherma coli' introduzione
dell' armatura in ferro?
Ogni principio schermistico di difesa fu soppresso, poi-
ché la difesa era interamente affidata all'armatura.
All'offesa rimanevano solo due cose:
o tentare le parti deboli dell' armatura, aprirsi una
via a ferire tra le giunture delle diverse parti di essa;
CENNI STORICI 47
schiovare, come si diceva, l'armatura, mirando di prefe-
renza alla visiera;
o calar pesanti fendenti con quanta forza si aveva
nelle braccia, talora a due mani; e tentare di spezzare,
di fendere ferro, e piastre, e di giungere così al corpo.
Ma anche questo piccolo campo lasciato all'offesa di-
venne ben presto difficile e quasi impossibile.
Poco dopo il mille, i cavalieri seppero così bene con-
giungere, riunire le parti dell' armatura, che quasi si
resero invulnerabili; poiché né lancia, né spada, né pu-
gnale poteva penetrare sino alla carne. Il P. Daniel
(Histoire de la milice frangaise) scrive infatti che il conte
Renaud de Dammartin rovesciato in battaglia da cavallo,
non fu potuto uccidere perchè il pugnale non trovava
via a ferire.
Si cercava perciò di uccidere il cavallo per gettar a
terra e prender prigione il cavaliere ; poiché quando
egli era ben fermo in arcione, tolto che per la visiera
dell'elmo, era pressoché invulnerabile.
Poche erano anche le uccisioni, e le ferite più ordi-
narie erano di contusioni cagionate da forti colpi, che
lor facean rintronar la testa o scuotere l'armatura; solo
raramente erano feriti sino a sangue. E perciò chi era
più robusto a portar più pesanti armature e ad asse-
stare o sostener meglio un colpo, quegli era spesso il
vincitore ed un eroe.
I grandi principii della scherma furono adunque la
forza delle braccia, e la solidità dell'armatura; e i meriti
furono tutti, o de' muscoli, o della fabbrica delle armi.
E adunque tutta la poesia dell'età cavalleresca, i soavi
ricordi delle leggende medioevali e tutto quel mondo
popolato di paladini, pieno di sfide, di tornei; scintil-
48 PARTE PRIMA
lante di lance, di spade, di maglie, di scudi dipinti, di
stemmi decorati; sorridente di colori, di emblemi; tanta
devozione alla dama del proprio cuore, tanta sete di
venture, tante prodezze, la lealtà, la cortesia, il valore
dei cavalieri, tutto espresso nei versi :
Bon chevalier, n'en doutez pas
Doit ferir haut et parler bas!
non avranno contribuito niente al progresso della scherma?
E che cosa devo io rispondere?
La poesia non è sempre storia; la poesia si pasce
di immaginazioni, abbellisce, crea; la storia cerca solo
il vero, fugge le amplificazioni e vuole i fatti come sono
realmente accaduti. E io mi devo attenere alla storia
non alla poesia. La colpa non è mia se i fatti provano
che la scherma nel Medio Evo, ne' bei tempi della ca-
valleria, fu ristretta a pochi, a ben pochi principii.
Del resto può benissimo stare questo giudizio anche
colla poesia che circonda quell'età meravigliosa.
La cavalleria si può considerare come istituzione so-
ciale e come istituzione militare; in relazione col vivere
civile e in relazione colla tecnica militare. Da una parte
abbiamo le leggi, le costumanze che determinano l'ele-
zione dei cavalieri, le regole della loro condotta nella
società, nelle sale dei castelli, i loro doveri coi potenti
e coi deboli, coi signori e cogli oppressi; dall'altra le
norme schermistiche che i cavalieri devono usare sia sui
campi di battaglia, sia nei tornei e nei duelli. Sono due
cose affatto distinte, una non ha nulla a vedere coli' altra;
e vai la pena di parlarne.
Come istituzione sociale certo la cavalleria parve gran
cosa, un gran passo nel vivere civile e nel perfeziona-
CENNI STORICI
49
mento dell'umanità, dopo le agitazioni, le crudeltà, le
spaventevoli miserie delle invasioni barbariche. Ci sono
negli statuti della cavalleria idee generose, nobili pas-
sioni e azioni magnanime.
Che s' intende per cavalleria e quale fu il suo scopo ?
La cavalleria, come cerimonia particolare con cui i
giovani destinati alla professione militare ricevevano le
prime armi, è già conosciuta ai tempi di Carlo Magno.
Leggiamo invero che questo imperatore nel 791 a Ra-
tisbonne cinse le armi al suo figlio Lodovico il Pio; e
l'anno 838 a Kersy lo stesso Lodovico donò al figlio,
Carlo il Calvo, le armi virili, cioè la spada.
Ma come dignità che concedeva il primo posto nel-
l'ordine militare, che si conferiva con una specie di in-
vestitura accompagnata da sacri riti e da un giuramento
solenne, la cavalleria sorge soltanto dopo il mille.
A maggiormente costituirla e raffermarla concorsero
le leggi del feudalismo e quelle della Chiesa, i legami
dei vassalli coi loro signori e i sentimenti religiosi, le
cerimonie ecclesiastiche e le formalità dell' omaggio. Fu
quindi base dell'organismo sociale e tutta informò ed
abbellì la vita pubblica e la privata, sui campi di bat-
taglia e nelle sale dei castelli, sotto le mura di Geru-
salemme, di S. Giovanni d'Acri e alle corti de' Re e
de' Duchi.
L'influenza della cavalleria, a rendere più leggiadri
i costumi e i sentimenti più miti, fu certamente grande.
Basta guardare lo scopo che la cavalleria si prefiggeva.
Il primo fine è quello di usare la forza a bene, a
prò cioè del debole e dell'oppresso, contro il prepo-
tente e l' oppressore, in quei tempi appunto in cui la
forza prevaleva e spesso, molto spesso, sovrastava al
4
50 PARTE PRIMA
diritto. Ecco come l' esprimevano le famose canzoni di
quel tempo :
Vous qui voulez l'ordre chi chevalier,
Il vous convieni mener nouvelle vie;
Dévotement en oraison veiller,
Péclié fuir, orgueil, et villenie,
L' Eglise devez défendre,
Le veuve et aussi l'orphenin entreprendre ;
Etre hardi et le peuple honorer,
Frod' homs, loyaux, sans rien d'autrui prendre ;
Ainsi se doit chevalier gouverner.
Vi può essere fine più nobile e santo?
Accanto a questo, dobbiamo ricordare le virtù che la
cavalleria prescriveva ; il sentimento vivissimo dell'onore,
la coscienza della dignità individuale, la fede del giura-
mento, l'amore alla donna sublimato dal più profondo ri-
spetto, l'ammirazione al valore, la vergogna dell'azioni
ignobili e tristi, la brama della gloria; e si potrà subito ca-
pire quanto utile poteva essere l'istituzione della cavalleria.
Cavaliere non si diveniva allora così facilmente come
forse ai giorni nostri: ci volevano meriti, bisognava es-
ser degni di portarne neramente il titolo. Si richiedeva
bensì la nobiltà del sangue, e tutti i nobili creavano ca-
valieri i loro figli, appena toccavano l'età da portar la
spada; ma anche i non nobili, purché liberi, potevano
aspirarvi mercè prove di valore e imprese gloriose.
Due qualità principalmente dovevano ornare il cava-
liere: il valore, la cortesia.
L'esser valenti e prodi è legge di tutti i cavalieri e
di quelli che aspirano a divenire tali, paggi e scudieri;
la taccia di codardo, di vile è l'offesa più temuta:
Mieux vorroit estre mors que coars apelcs. (z)
(i) Elie de Saint-Gilles, v. 724.
CENNI STORICI 5 I
A spiegare il proprio valore, oltre i campi di bat-
taglia, vi avevano i tornei, le giostre, i duelli, i passi
d'arme e mille altre occasioni. Movevano in cerca di
avventure, a sollevar i deboli caduti in oppressione, a
vendicare le offese, a difendere gli innocenti, a sbarattar
le strade dai malandrini; così il nome de' prodi volava
sulle bocche di tutti, le loro imprese erano celebrate
nelle canzoni dei trovatori e nelle serventesi dei me-
nestrelli.
Non bastava esser valenti, si doveva esser cortesi e pii.
Quando il- cavaliere riceveva l'investitura, il signore
gli rivolgeva queste parole : « In nome di Dio, di S. Mi-
ci tele, di S. Giorgio io ti creo dunque cavaliere; sia prode,
ardito, leale. » I sentimenti religiosi e leggi particolari
di cortesia regolavano tutte le loro azioni. Un'onda di
dolcezza, di mansuetudine fluiva così in quei petti ardenti
e rozzi. La cortesia temperava persino gli odii bellicosi;
e come nei tornei si voleva rappresentare un quadro dei
pericoli e delle fatiche delle battaglie, così nella battaglia
si osservavano norme di cortesia e di gentilezza, che
regnavano ne' tornei.
Il desiderio di piacere alla dama, di portarne degna-
mente gli emblemi, i colori, era sprone a compir belle
imprese, a conservar senza macchie ed onorato il pro-
prio scudo. Vincere gli altri in valore, era provare che
la propria dama superava tutte in bellezza e amabilità;
e si riteneva che la più bella non potesse amare che
il più prode dei cavalieri.
Ma la prodezza non poteva esser disgiunta da cortesia
e da magnanimità. E prima d'entrare in lizza ne' grandi
tornei, si doveva provare d'esserne degno; e gli araldi
prima di dire che era libero il campo, esaminavano non
52 PARTE PRIMA
solo le prove di nobiltà, ma se portavasi senza onte lo
scudo dipinto e i colori della casa e della dama.
Amore, cortesia, generosità, prodezza, aspirazione alla
gloria, imprese magnanime, ecco la cavalleria come isti-
tuzione sociale, almeno se stiamo ai racconti e alle poe-
tiche descrizioni. È un mondo brillante di forme e di co-
lori; e noi amiamo riportarci col pensiero a quei tempi,
amiamo sentirci commuovere dalle mille ricordanze e
dalle dolci memorie della cavalleria e troviamo mercè
sua come compatire, come scusare le violenti passioni, le
ire implacate, le lotte selvaggie, i delitti sanguinosi che
pur travagliarono il Medio Evo.
/ tornei.
Come istituzione militare, o meglio riguardo alle leggi
schermistiche, la cavalleria non ebbe, né poteva avere
grande importanza.
Taccio della tecnica nelle vere e grosse battaglie.
Le battaglie d'allora erano, si può dire, un'assieme
di mille particolari duelli. I meglio armati dei due eser-
citi uscivano di fila, si scontravano fra loro, senza badare
alla turba dei fantaccini, e gettata la lancia, davan di
piglio alle spade, alle mazze ferrate e non posavano se
non a cose finite. Combattevano confusamente, senza
ordine, senza strategìa, fidando più nel valore che nella
disciplina, più nell' eccellenza de' singoli combattenti che
nel loro numero. Solo ai tempi di Carlo V si cominciò
ad unire gli squadroni, a combattere con ordini serrati,
a tener conto di tutti i vantaggi, a valersi di tutti i mezzi
con norme di tattica.
CENNI STORICI 53
Lasciamo dunque le vere battaglie e fermiamoci a stu-
diare le finte, gli esercizi cioè nei quali tanto spesso si af-
faticava l'attività dei cavalieri e in cui dovevano attenersi
a regole fisse, e far mostra di una scherma più corretta.
Non è però necessario che io qui faccia la lunga
enumerazione di tutti i giuochi cavallereschi e poi mi
trattenga a descrivere ciascuno di essi minutamente. Per
il nostro studio, giostre, tornei, passi d' arme, gualdane,
caroselli e tutti gli altri combattimenti, non differiscono
gran fatto tra di loro. Solo dunque considererò le norme
di uno di essi, de' tornei, sia perchè più solenni, più
importanti, sia perchè più complessi, più variati.
Ed anche parlando dei soli tornei, non credo oppor-
tuno trattenermi in lunghe descrizioni, e dire delle oc-
casioni in cui si bandivano, delle cerimonie con cui si
celebravano e chi vi poteva prender parte ; gli appa-
rati, il seguito, i giudici, i campioni, pericoli e premii.
Sarebbe mettersi in un ginepraio pieno di nomi, di date,
di citazioni, da non uscirne così facilmente. Se vogliamo
procurarci il gusto di conoscere tutte queste particola-
rità, ci sono cento e più libri, scritti a bella posta, che
ne trattano diffusamente, e anche con grazia di stile,
in modo da unire l'utile al dolce.
A noi basta studiare le norme schermistiche de' tornei
e solo dei veri tornei, de' tempi cioè in cui erano mag-
giormente in fiore.
Alcuni per vero, dicono che i tornei, tomeamentum
in latino, tornoiment nel vecchio francese, furono inven-
tati in Francia e che il primo si sarebbe bandito nel 1 066
da Giuffredo signore di Preuilly; altri che il primo esem-
pio occorre neh' 843 nelle feste tenutesi a Verdun, prima
del trattato conchiuso tra Lotario, Luigi e Carlo il Calvo ;
54 PARTE PRIMA
e non manca, come sempre, chi sostiene che veri tor-
nei siansi celebrati in Italia da Teodorico, e si cono-
scessero e praticassero anche prima dai Germani e da-
gli Scandinavi.
Ma se già sotto i Carolingi se ne ha esempi, solo
poco prima del mille i tornei furon banditi con appa-
rato solenne, e solo dopo il mille si prescrisse un ce-
rimoniale intero, una legislazione molto inviluppata che
li governasse, con determinazioni anche sul numero dei
colpi e sul modo di colpire. Ed è questo che a noi
importa, perchè riguarda più da vicino il nostro studio.
Ne' tornei adunque si combatteva variamente, due a
due, quattro a quattro, o drappello contro drappello,
armati di tutte armi, o solo di armi prescritte, a ca-
vallo ed a piedi (combattimento alla barriera).
Diceva che alcune volte era prefisso il numero dei
colpi alla vittoria; così al torneo di Flem, si richiesero
tre colpi di lancia:
Ja chevaliers n'i enterra,
Se par trois lances ne s'i met (r)
e nel torneo bandito a Chambery il primo di marzo
dell'anno 1347 da Amedeo VI, i 12 cavalieri tenitori
si dichiararono pronti a mantenere contro chicchessia
il campo per tre giorni fino a sette colpi di lancia e
sette di spada. Ma quasi sempre c'era più libertà; non
si prescriveva il numero dei colpi, pur di balzar di sella
ed atterrar l'avversario, o almeno fargli perdere la staffa,
o slacciargli l' elmo.
Generalmente usavansi armi cortesi, lancie brocca te in
(1) Roman de Flem, t. i, pag. 37.
CENNI STORICI 55
punta d'un bottone di legno o di ferro, spade spuntate,
smussate e senza filo, mazze ferrate ma poco pesanti e
senza spuntoni e chiodi. Ma qualche volta combattevasi
pure ad oltranza, a tutto transito, o in lotta all'ultimo
sangue, con armi appuntate, spade pesanti e affilate.
Se non che allora, dice Le Gendre (Moeurs et cou-
fumes des Fran fuis) il combattimento quasi mai era fra
due soltanto, difficilmente si permetteva, e avveniva fra
cavalieri di contrarie parti e di nazioni differenti. Le con-
dizioni erano anche più specificate e rendevano più dif-
ficile la vittoria; determinate cioè le armi da usarsi, i
colpi da scambiarsi, le parti da ferirsi. Non si vinceva
se non ferendo alla testa o al petto. « Qui frappali
aux brus et uux cuisses, perdait ses armes et son chevul
et était b lamé par les juges. »
Ma anche quando si combatteva ad armi cortesi, si
dovevano osservare norme speciali, secondo le armi dif-
ferenti che si dovevano usare.
Ed è appunto dietro queste norme prescritte ne' mol-
tissimi tornei e giostre, di cui abbiamo la descrizione,
che noi possiamo determinare i principii di scherma in
fiore colla cavalleria.
Non si poteva mai adunque combattere fuori dell'or-
dinanze; mai colpire il cavallo, benché anch'esso coperto
di ferro e difeso da cervelliere articolate e da pettiere:
Senz' altro patto era vergogna e fallo
E biasmo eterno a chi feria il cavallo. (x)
ed era biasimo e vereooma combattere molti contro uno
solo; continuare la pugna dopoché un cavaliere fosse
(1) Ariosto, Orlando Furioso, e. xxx.
56 PARTE PRIMA
stato disarmato o gettato d'arcione, o avesse alzata la
visiera dell'elmo, o si fosse dato vinto.
Secondo le armi poi, a quattro si possono ridurre i
metodi di scherma; colla lancia, colla spada, colla scure
(che conveniva anche alla mazza ferrata) e col bastone.
La lancia, sia scagliata di lontano, sia fermata alla
resta della sella, della corazza, o tenuta sotto l' ascella
per assalto, feriva solo di punta e solo mirava al petto,
alla gorgiera, alla visiera. Era di cerro o di altro le-
gname men duro, colla sola punta in ferro, perchè me-
glio potesse rompersi e volare in pezzi, quando il colpo
fosse stato ben diretto. La forza dunque e la buona
mira costituivano un buon colpo di lancia.
La spada lunga, larga, poderosa sì da falsare le ar-
mature, non feriva di punta, ma solo di taglio, con
fendente, dall' alto in basso o manrovesci di lato.
Sans le bouter cì'estocq ou hachier.
E il campo offendibile era anche più ristretto del no-
stro metodo di sciabola, perchè esclusi anche i colpi alle
braccia, oltre agli arti inferiori. Talvolta gettato lo scudo
dietro le spalle, si maneggiava uno spadone a due mani
con colpi risoluti, pesanti, postergando così ogni mezzo,
ogni metodo di difesa; la quale però era già molto
trascurata, e pressoché nulla quando si giocava colla
sola destra, sia perchè si era a cavallo, sia perchè troppo
pesante il ferro per prestarsi a rapidi movimenti d'una
difesa razionale.
Anche X accetta, la mazza ferrata e le altre armi di
simil genere, richiedevano braccio vigoroso e fermo,
colpo sicuro, ben assestato, e quindi lungo esercizio; ma
CENNI STORICI 57
poco, ben poco studio; la scherma nostra non ha nulla
di comune con quella.
Il bastone, usato molto raramente ne' tornei, ma spesso
nei duelli con villani quando lo sfidatore era nobile, pre-
sentava bensì più largo campo ai movimenti schermi-
stici, ma era sempre un bastone.
Quale varietà adunque di giuochi, quali vantaggi,
quali progressi poteva trovare la scherma ne' tornei e
negli altri giuochi cavallereschi?
In quegli esercizi e simulacri di combattimenti pote-
vano bensì i cavalieri addestrarsi alle vere battaglie, av-
vezzarsi ad esporre arditamente la vita e ad affrontare
la morte; potevano i signori, imperatori, principi, duchi
e baroni far pompa di loro magnificenza, di loro ric-
chezze ; le dame esservi festeggiate, la loro bellezza so-
stenuta a punta di lancia e proclamata in faccia al sole ;
il popolo trovarvi grande pascolo a curiosità, svago, di-
vertimento ; ma la scherma, la corretta scherma vi aveva
poco vantaggio.
La troppa cortesia e le formalità l' avevano uccisa.
Che dico cortesia? Pare non fosse soverchia davvero
la cortesia ove si consideri che continuamente vi acca-
devano sciagure e guai, e spesso anche uccisioni. Benché
cortesi quelle armi erano tali che maneggiate da quegli
uomini forti, robusti, scendevano a fracassar le armi della
difesa e qualche volta le membra che dentro eran chiuse.
Nel 1240 in un torneo a Nuis presso Colonia, vi
perirono più di 60 persone ferite dalle armi cortesi, o
peste dai cavalli. Nel 1223 cadeva morto a Corbie,
Florent conte di Olanda, e nel 1274 il torneo di Cha-
lons, a cui presero parte Inglesi e Borgognoni, si mutò
in vera carneficina.
58 PARTE PRIMA
Anche in Italia, come ne attesta il Muratori [An-
tich. It., dis. 29) gli spettacoli cavallereschi, venuti in
grande uso, principalmente dopo che Carlo d' Angiò
passò dalla Provenza alla conquista del Reame di Na-
poli, furono spesso sanguinosi e degenerarono in lotte
da gladiatori. (Petrarca, leti, fam.)
Impossibile ricordare le gloriose ma infelici vittime
de' tornei ; spesso guerrieri che erano sfuggiti al ferro
de' Saraceni e ai pencoli della guerra lontana di Pale-
stina, trovavano la morte in un simulacro di guerra,
in uno spettacolo, per mano di un compagno d' armi.
Basti qui ricordare che in un torneo bandito il io lu-
glio 1559 ad armi appuntate e senza esclusione di
colpi, fu mortalmente ferito lo stesso re Enrico II.
I casi di uccisioni erano così frequenti, che Papi e
Re, decreti di Concili e statuti di Parlamenti proibi-
rono più volte i tornei e le giostre con armi pericolose
e non cortesi.
Se la scherma vi avesse potuto aver più largo campo,
si sarebbero maggiormente sviluppati i principii della
difesa, e que' giuochi avrebbero perduto gran parte del
loro pericolo.
Ma lasciamo ornai quel periodo pur glorioso per le
armi e per tante civili istituzioni, ma non per la scherma.
La cavalleria come tutte le altre istituzioni, ben presto
si corruppe, invecchiò e decadde. Sotto quell' apparenza
così attraente, così brillante, si nascondevano miserie
reali e dolorose. E la cortesia, che ne era stato il più
beli' ornamento, fu la prima ad esser trascurata.
Alla cavalleria tennero dietro le compagnie di ven-
tura che riempirono di tanto lutto l'Italia; all'obbligo
d'esser pio, credente, generoso, leale, si sostituì il di-
CENNI STORICI 59
sprezzo d' ogni cosa più santa, la licenza più sfrenata,
atti di ferocia inaudita, scelleratezze senza esempio. Il
duca Guarnieri capo di una di quelle masnade, ad in-
cutere maggior terrore, portava sul petto in lettere di
argento l' iscrizione : « Duca Guarnieri, signore della
gran compagnia, nemico di Dio, di pietà e di miseri-
cordia. > Facilmente si può capire il resto.
Non posso però tralasciare una considerazione che mi
viene spontanea alla mente studiando il metodo scher-
mistico de' tempi cavallereschi, o de' secoli di ferro.
Nell'applicazione della scherma all'istruzione militare
che si fa a' nostri giorni, alcuni, e avremo presto oc-
casione di conoscere chi siano, avversano il sistema di
sciabola Redaelli e il metodo de' colpi di taglio, addu-
cendo a ragione che i colpi di taglio non sempre ta-
gliano nettamente e uccidono. Orbene, l'esercizio pratico
di più secoli pare risponda trionfalmente a questa e ad
altre simili obbiezioni. E per vero, se in tempi ne' quali
si provvedeva alla difesa con armature saldissime, da
spesso paralizzare il colpo calato colla maggior forza e
violenza, furono preferiti i colpi di taglio, perchè se non
affettavano, se non troncavano dove scendevano, però
rintronavano, abbattevano, mettevan fuori di combatti-
mento, spesso anche uccidendo; mi pare che in tempi
di minor difesa, se le sciabole e gli squadroni non sono
di ricotta, possano i fendenti pur giovare a qualcosa.
Potessero costoro provare che castigo di Dio sono certi
colpi sul capo, o sugli omeri anche ad armi cortesi.
Ma proseguiamo il nostro cammino, che la lunga via
ne sospigne.
6o PARTE PRIMA
La scherma ed il duello.
Se il Medio Evo per il suo sistema della difesa affidata
alle salde armature e della offesa ristretta dalle leggi ca-
valleresche, direttamente poco o punto favorì i progressi
della scherma, indirettamente le arrecò sommi vantaggi,
procurandole nel duello un campo ubertoso a studio, ove
potesse svolgersi, progredire, formulare i suoi principii ra-
zionali, indipendentemente da qualunque tecnica militare.
Il duello è l'occasione più comune, più naturale in cui
si esercita la scherma e in cui essa praticamente rico-
nosce la bontà dei principii teorici che man mano viene
scoprendo. Corse sempre strettissima relazione fra il
duello e la scherma. Il duello affermando la necessità
dello studio schermistico, lo mantenne sempre in vigore
anche col mutare de' tempi e col succedersi delle ge-
nerazioni; e la scherma governando colle sue leggi il
duello, ne ha attenuato le funeste conseguenze.
Duello e scherma sono adunque due idee insepara-
bili e l'una richiama l'altra. Nominando scherma e sala
d' arme subito si corre col pensiero allo scontro per
impegno d'onore; e viceversa non si sa concepire una
sfida, senza ricordare le norme più corrette per 1' uso
dell'arma che si è scelta. Tanto è ciò vero, che alcuni per-
sino si Quardano dalla scherma e hanno in orrore ogni
esercizio schermistico, solo perchè le loro convinzioni
sono contrarie al duello : con quanta logica e verità
lascio pensare a' miei lettori.
CENNI STORICI 6l
Essendo però il duello così strettamente legato colle
sorti, coi progressi della scherma, vale la pena che ci
spendiamo qualche parola.
Riguardo alle sue origini storiche possiamo dire che
quale oggi è, il duello era sconosciuto agli antichi.
I Romani ed i Greci ebbero lizze, monomachie, spet-
tacoli, in cui gloria et virtutis cattsa, il soccombente
moriva; ma non mai duelli per privata cagione. Temi-
stocle ed Euribiade, Milone e Clodio, Cesare e Pompeo,
Cicerone ed Antonio si offesero, si scambiarono insulti
e anche peggio, ma nessuno di essi pensò sfidare l'av-
versario. Tito Livio anzi racconta con istupore la costu-
manza invalsa in una tribù della Spagna di battersi per
cagione privata. E tutti gli esempi che fino dalla remota
antichità ci furono lasciati di combattimenti a corpo
a corpo, furono tra nemici, e solo per pubblica cagione.
II duello per privata cagione ci venne dal Nord coi
barbari. Tacito e Velleio Patercolo ci attestano che solo
coli' armi i Germani risolvevano le loro controversie, i
quali anche si meravigliavano che fra i Romani ciò si
facesse per via di giudizi. (Tacito, Costumi de Germani,
e. 7 e io. Veli. Pai., lib. n, e. 117, 118). Frotone III,
re di Danimarca, forse contemporaneo di Augusto, or-
dinò che fra suoi popoli qualunque controversia si deci-
desse col ferro, più specioso stimando contendere colla
forza che colle parole. [Sassone Grammatico, lib. 5).
Col distendersi dei barbari e collo stabilirsi delle na-
zionalità, la costumanza del duello si diffuse ed invalse
sempre più, estendendosi dall' Allemagna alla Borgogna,
poi alla Francia, all'Italia e ad altri paesi, con favore
sempre crescente, perchè parte del sistema giudiziario
è collegato coi giudizi di Dio.
6 2 PARTE PRIMA
Montesquieu lo suppone introdotto per ovviare agli
abusi del giuramento; Portalis da un sentimento esa-
gerato della dignità dell' uomo, ma più probabilmente
perchè mancò sempre una legislazione che provvedesse
ai casi di certe ingiurie.
Siccome spesso non si poteano avere sufficienti prove
giuridiche, o presentavano esse difficoltà, complicazioni,
così quei popoli che non amavano sottigliezze, sosti-
tuivano alle prove giuridiche il giuramento, e quando il
giuramento non bastava, ricorrevano al giudizio di Dio.
Si riteneva che Dio giusto e santo, invocato e chia-
mato in testimonio, non potesse permettere che la fal-
sità trionfasse sul vero; ma che mediante una prova
proteggesse l'innocenza e facesse sfolgorare la giustizia.
Il giudizio di Dio fu di due specie
Trattandosi di servi, l'accusato esponevasi a cammi-
nare su vomeri ardenti, a tuffar il braccio nudo entro
una caldaia d'acqua bollente, a portar una croce pe-
santissima, e ad altre simili prove. Uscivane egli illeso?
Veniva assolto. Ne rimaneva offeso? Oltre il danno della
prova, subiva la condanna corrispondente all'accusa.
Per i liberi, per gli arimanni era altra la prova. Ac-
cusato e accusatore scendevano in un campo cinto di
steccato, e armati combattevano. Da una parte stavano
i giudici, dall' altra gli araldi ; attorno stava il popolo
affollato, allato i padrini. Al vinto veniva attribuito tutto
il torto; sicché non solo perdeva la lite, come conten-
dente, ma la mano destra come spergiuratore.
Due specie di duello adunque. Uno d'onore fra offeso e
offensore, in cui i tribunali non c'entravano per niente, che
senza preparativi si compieva in un luogo qualunque, ta-
lora senza testimoni fuorché gli scudieri dei due campioni.
CENNI STORICI 63
L'altro ordinato dai tribunali, quando le testimonianze
e le prove non erano sufficienti a far scoprire la verità;
e usavasi sia in cause civili, sia in cause criminali,
talvolta persino in cause religiose e in cause razionali.
(Ordinamento di Ott. n, anno 968).
Frequentissimi erano adunque i casi del duello; ed
ecco quali norme lo governavano.
Il signore o il tribunale fissavano il giorno del com-
battimento, preparavano il campo chiuso, fornivano le
armi scelte. Se i due contendenti erano gentiluomini,
essi combattevano o a piedi, con la spada soltanto e
lo scudo, o a cavallo armati di tutto punto e anche
colla lancia. Se invece erano servi, con bastone e scudo.
Se un gentiluomo provocava un servo doveva com-
battere coli' armi del servo ; se invece era egli lo sfidato
dal servo, poteva combattere coli' armi sue, a cavallo
e completamente armato.
Erano i litiganti stessi, gli stessi avversari che ve-
nivano alle mani; però per le donne, pei vecchi, pei
fanciulli ed anche per gli ecclesiastici, scendevano in
campo, a sostenere le parti, i così detti campioni, chia-
mati avvocati d'arme. In seguito si ammisero anche cam-
pioni pei deboli e pusillanimi come ne porge esempio
il Muratori (Antiq. med. aevì, disert. 39).
Se uno dei duellanti non interveniva, dopo essere
stato chiamato tre volte, l'altro entrava egualmente nel
campo e dati parecchi colpi all'aria, il giudice lo assol-
veva, condannando il contumace. (Struvius, Historia
iuris criminalis, § 6).
Sia ne' duelli d'onore e di sfida, come per le giostre
e tornei, si doveva solamente mirare al busto e alla
testa, non mai ferire le braccia e gli arti inferiori. Il
64 PARTE PRIMA
vincitore, poiché aveva ferito e atterrato il suo avver-
sario, gli poneva un ginocchio sul petto e levando il
pugnale detto della misericordia, se il vinto non si ar-
rendeva, glie lo conficcava in corpo, e così lo finiva.
Nel suo storico svolgimento, il duello subisce molte
modificazioni e percorre tre distinti periodi.
Nel primo periodo fa parte del sistema giudiziario;
è riconosciuto dalle leggi civili, confortato da cerimonie
religiose, praticato da tutti i popoli. Il re Gondebaldo
l'avrebbe introdotto pel primo fra Borgognoni, con una
sua legge del 566 (loi Gambette); e dalla legge dei Bor-
gognoni sarebbe passato nella Danese, nella Francese,
nella Longobarda e in altre. Si riconosceva bensì l'im-
perfezione di questa prova del duello, ma non sapendosi
altrimenti provvedere, si sceglieva come il minor male.
Ecco in proposito le parole di un editto di Liutprando
riguardo al duello: « Non teniamo certezza del giudizio
di Dio ed abbiamo udito aver molti allo esperimento della
pugna perduto senza giusto motivo la loro causa, ma
non possiamo abolire coiai legge, perchè tale è la con-
suetudine della nostra nazione Longobardica. » (Mura-
tori, Ed. Lmtp., lib. vi, e. 65). E Carlo Troya racconta
che nel 971 persino alcuni vescovi permisero la prova
poco sicura del duello, a fine di decidere della proprietà
di alcune terre poste sul lago di Garda.
Solo col progredire della civiltà, col diffondersi dello
studio delle leggi e del diritto, principalmente dopo isti-
tuite le Università, le prove del giudizio di Dio furono
prima meno frequenti, poi interamente espunte dal si-
stema giudiziario.
CENNI STORICI 65
Ma ciò non si ottenne né così facilmente, né così
presto. Il Giulini ci attesta che negli Statuti con cui
si reggeva la città di Milano nel 1216, ancora conser-
vavasi l' usanza del duello legale. [Memorie della citta
di Milano, lib. 49). L'imperatore Federigo II nel 1 23 1
nelle sue Costituzioni pe' domini di Napoli e di Sicilia li-
mitò i casi del duello legale, ma non lo tolse. (Giannone,
Si, Civ.y lib. v, e. 5 e lib. xvi, e. 8). Ed esempi di duelli
legali occorrono anche più tardi; a Benevento nel 1490;
in Francia nel 1574; in Inghilterra nel 1 5 7 1 , nel 1630
e anche, cosa incredibile ma vera, nel 181 7, poiché
solo nel 1819 veniva abolito dal Parlamento inglese.
(Fougeroux de Campigneulles, Storia dei duelli, cap. 32).
Il duello nel secondo periodo scompare come metodo
di prova nei tribunali mercè la voce della religione e
della civiltà; ma si mantiene, se non permesso almeno
tollerato, come mezzo a troncar private querele. Vi fu
persino una scuola che lo disse legittimo secondo la
causa che gli dava luogo. Per tacer d'altri, il Ferretto
nel suo trattato De Duellis, sostiene che fosse lecito pro-
vare col duello la pertinenza di uno stemma gentilizio;
ed il Salder nella sua opera sul duello, lo dice anche
legittimo, date certe condizioni, che egli enumera, come
nel caso di uno stato male governato in cui sia negata
la giustizia.
Filippo il Bello con decreto del 1296 vietò le querele
private e i combattimenti giudiziarii finché durava la
gzierre du roi. Un altro editto del 1303 abolì la sfida
in materia civile e restrinse a quattro i casi criminali
in cui era concesso il duello. C era sempre adunque
un' apertura, uno spiraglio e sempre si trovava modo
d'allargare l'applicazione dei quattro casi.
5
66 PARTE PRIMA
Il carattere speciale che rivestì il duello nel suo se-
condo periodo storico, si è quello di continuare, sotto
forma più mite, più ristretta e meno durevole, l'usanza
della guerra privata, il diritto della faida, della ven-
detta, delle rappresaglie che tanto turbarono e riem-
pirono di guai Francia ed Italia dal secolo X al se-
colo XIII. (Muratori, Ant. ItaL, dis. 55).
« La giierre privée — scrive Cauchy (Du Duel con-
sideri dans ses origines) - a survéai a l'état social qui
l'avait vite naìtre, et changeant, nouveau Protée, de forme
et de figure, elle a penetri, sous le nom de duel jusq'au
sein de la civilisation la plus avancée qui flit jamais. »
E siccome le vendette, le rappresaglie, la guerra
privata prima avevano luogo fra potenti e nobili, i
quali univano a' danni del nemico anche i loro dipen-
denti, (Murat., 1. e, dis. 23) così quando il duello rac-
colse, per così dire, l'eredità e la continuazione di quella
giustizia privata, fu limitato a' soli nobili e gentiluomini.
« Autre qtte gentilhomme ne peut guerroyer » dice Beaum-
manoir. « / nobili, dice G. B. Possavini, che fanno pro-
fessione di armi, non possono per le ingiurie ricevute,
ricorrere a magistrati, perciocché l' ' ingi?iriatore ha voltilo
far prova del suo valore con quello del nobile; onde il
nobile deve rispondergli col valor proprio e non colle
leggi. » (Lib. v).
Ecco pertanto la differenza tra il duello del primo e
del secondo periodo.
Nel duello giudiziario, tutti, villani e cavalieri, liberi
e servi, borghesi e nobili, potevano scendere in campo
chiuso ; nel duello invece per offesa privata e per ragione
d'onore, solo i nobili, i gentiluomini si cimentano; solo
essi suscitano occasioni a duelli. Fieramente gelosi del-
CENNI STORICI 67
l'onore, tenaci dei privilegi, educati a puntaglie, orgo-
gliosi di indipendenza e intolleranti di freno, essi col
duello cercavano emanciparsi dai legami della legge,
dalle noie de' tribunali, volevano riconoscersi superiori
ao-li altri cittadini ed eludere molte volte la eiustizia.
Prima adunque ricorrevasi al duello per provare in
tribunale, ora per sottrarsi ad esso; prima per qualunque
causa civile e criminale, ora solo per le offese all'onore;
prima obbligatorio a tutti, ora quasi privilegio de' nobili;
prima le condizioni, le armi, il luogo, il tempo tutto era
determinato dal signore o dal tribunale, ora nuove co-
stumanze regolano il duello, l'uso di gettare il guanto,
i cartelli di sfida e altre formalità che la legge non
riconosceva, ma che per reciproca convenzione avevano
vigore di legge. Le corti d'onore che si crearono nel
secolo XVII ci si mostrano in germe già sotto Luigi XII
e Francesco I. ,
Ecco come si esprime il Muzio, scrittore accuratis-
simo: « Gli abbattimenti non sono altro che i giudizi cri-
minali fatti per via cavalleresca. In essi l 'attore e l' ac-
cusatore; i cartelli delle disfide sono le accuse; le patenti dei
campi sono i bandi p e' quali altri e chiamato a comparire ;
il signore del campo e il giudice; lo steccato e il tribu-
nale; e le armi sono la tortura. » (Lib. n, Risposta 9).
« // signore del campo e quegli che concede alle parti di
potere condursi in luogo di sua giuris dizione, a termi-
nare la loro querela. » (Attendolo, lib. 111, e. 1). « / si-
gnori, i quali danno campo, sono essi guidici delle que-
rele in questo modo, che a loro si appartiene di conoscere
principalmente se elle meritano definizioni di armi 0 no. »
(Muzio, lib. 11, e. 6). « Hanno essi da usare ogni studio
di non dar campo se le querele non meritano battaglia;
68 PARTE PRIMA
ed in quelle che meritano definizione di armi, poiché i
cavalieri sotto la loro giurisdizione sono ridotti, debbono
con ogni studio faticarsi per vedere se potessero in con-
cordia dar loro fine; che questo veramente onorevole uf-
ficio è da cavaliere generoso e da principe virtuoso »
(Muzio, lib. ii, e. 15).
Se il parlamento, se il re, se l'imperatore approva-
vano la causa del litigio e permettevano il duello, esso
aveva luogo solennemente, con grandi apparecchi, alla
presenza della corte, della nobiltà, de' giudici del campo
e del popolo tutto. Ma se il consenso veniva negato,
non lasciavasi per questo dal duellare, e solo osserva-
vansi le formalità prescritte nel duello privato.
Esempi di duelli per causa privata e per ragione di
onore, autorizzati da re o da magistrati supremi, occor-
rono in tutte le storie, principalmente di Francia-, per
cui i pubblicisti dei secoli XVII e XVIII annoverarono
fra i peccati dei principi la tolleranza di tale disordine
sociale. (Fristichio, Disertatio de Principe peccante).
Ma le conseguenze funeste de' duelli, delle quali chi li
approvava e tollerava rendevasi complice, e più le insi-
stenti voci della Chiesa Romana, indussero regnanti e
parlamenti, assemblee e governi a far opera perchè fosse
sradicato e cessasse; e perciò lo proibirono per qua-
lunque motivo e con leggi minatorie.
L' ultimo esempio in Italia di duello autorizzato e
spettacoloso forse è quello che nel 12 marzo 1529 fu
combattuto sotto le mura di Firenze assediata, e con
tutte le cerimonie cavalleresche tra Lodovico Martello
e Giovanni Bandino (Varchi, Storia Fiorentina, lib. 11).
In Francia fu certo quello che avvenne nel 1547 tra Guy
de Chabot, figlio del signore di Jarnac, e Francesco de
CENNI STORICI 69
La Chàtaigneraye. Enrico II, che cedendo alle istanze
dei due signori l'aveva permesso, giurò sul cadavere di
La Chàtaigneraye, da lui teneramente amato, che mai
più non si sarebbero autorizzati duelli nel suo regno.
Sia però durante i secoli del duello giudiziario, sia du-
rante il periodo del duello tollerato per privata cagione,
il metodo schermistico in essi praticato, fu quasi sempre
quale già studiammo nelle giostre e nei tornei; non
vale quindi la pena di spendervi altre parole.
Non così del duello nel suo terzo svolgimento sto-
rico, durante cioè il periodo in cui è combattuto dalle
legislazioni dei diversi popoli, condannato e punito. An-
che la scherma subì allora radicali modificazioni, assunse
forme più razionali, che le procurarono rapidi e sicuri
progressi, e potè meglio influire anche sulle discipline
del duello. Parleremo di questa terza manifestazione del
duello quando avremo già dato cenno del nuovo indi-
rizzo, della nuova fase, dei nuovi principii che gover-
narono e resero illustre la scherma dal secolo XVI
sino a noi.
IV.0
La seller ma nell'Evo moderno.
Per la scherma l'età moderna o nostra, ha principio
non già colla scoperta dell'America ; ma bensì coli' in-
venzione della polvere e delle armi da fuoco.
Fu una modificazione radicale di tutto il sistema mi-
litare. Si dovettero deporre le corazze, gli scudi, e le
70 PARTE PRIMA
altre armature in ferro, che non potevano resistere alle
palle dei falconetti e degli archibusi, e in fretta e in
furia alleggerire il vestito per esser più spediti ai mo-
vimenti.
La cavalleria medioevale perdette ogni sua impor-
tanza e cedette il posto all' infanteria stretta in batta-
glioni e all'artiglierie, che usate prima contro le mura,
furon ben presto rivolte anche contro le schiere. Le
giostre e i tornei si fecero sempre più rari, divennero
reminiscenze, evocazioni storiche a puro divertimento.
Elmi, scudi, schiniere, corazze, picche, alabarde, ron-
che, spiedi, azze e le altre armi simili furono collocate
in buon ordine e abbandonate ai Musei, o lasciate per
mostra a qualche corpo speciale di soldati. A poco a
poco anche i tetri castelli e le torri merlate coperte di
musco , cominciarono a cadere in rovine e a sparire
dando luogo ad opifici e a manifatturie ; il Medio Evo
fu chiuso e s'aprì invece l'età nuova la quale doveva
portare a maturità i semi che da lungo tempo erano
stati piantati.
Armi nuove, tattica nuova; e la scherma?
La scherma parve cadere da un guajo in altro
peggiore. Se prima poco valevano norme razionali di
scherma contro le salde difese e coli' offesa quasi inte-
ramente lasciata alla vigorìa del braccio e al peso del-
l' arma, ora coli' armi da fuoco valevano ancor meno,
quasi niente. Il merito personale era quasi distrutto dal
caso, il valore mutavasi in coraggio, la scienza scher-
mistica poteva esser vinta dall' inesperienza
Quando poi nel secolo XVII fu a Bajona inventata
la baionetta, la scherma dell' infanteria divenne quasi
stazionaria, ristretta a pochi movimenti, più meccanici
CENNI STORICI 7 I
che razionali. La spada, che è l' arme a cui la scherma
consacra i suoi primi studi e di cui maggiormente s'in-
teressa, fu lasciata al fianco del soldato perchè e' era
prima e dava noia a nessuno.
Avrebbe potuto trovare modo a svolgersi nella ca-
valleria, poiché obbligata essa a combattere corpo a
corpo nelle cariche pesanti, col lungo spadone in pugno,
poteva ispirarsi a norme schermistiche più varie, più
razionali. Ma anche la cavalleria dal secolo XVI al prin-
cipio del nostro, fu per la parte schermistica molto si-
mile alla medioevale. Raramente impiegata in grosse
battaglie, tenne sempre il metodo dei grandi colpi ca-
lati a tutta forza, e poco, ben poco si giovò degli studi
teorici che intanto si venivano compiendo.
Due cose però furono di salute alla scherma, e som-,
inamente influirono perchè, anche nelle tristi condizioni
in cui versava la tecnica militare, potesse correre con
gloria la nuova via in cui era spinta per il cambiamento
delle armi:
i.° Le scuole che allora sorsero,, e i trattati che
colla scoperta della stampa si poterono stendere e dif-
fondere;
2.° Il duello che nel suo terzo periodo storico, ben-
ché condannato dalle leggi, pure si mantenne in vigore,
praticato con accanimento quale mai per l' innanzi, e
che fu interamente governato da leggi schermistiche.
Là ne fu favorita la teoria, qui la pratica. Nelle scuole
e nei trattati, la scherma fermava i suoi principii, li di-
scuteva, li coordinava, diveniva scienza; ne' duelli espe-
72 PARTE PRIMA
rimeritava e confermava la bontà di que'principii, con-
fortata a nuovi studi e a maggiore perfezionamento.
I nuovi metodi non si perdevano come prima, non
scomparivano colla morte di chi li aveva escogitati, ma
rimanevano e sempre più accrescevano il tesoro di co-
gnizioni e di esperienze che coli' età si veniva racco-
gliendo.
Quando noi, dal punto a cui oggi siamo pervenuti coi
nostri studi, fieri di tanti trionfi, colla coscienza di grande
superiorità su tempi passati, ci facciamo a riguardare
indietro, a misurare i passi che si sono fatti, le altezze
superate; di là, dal secolo XVI noi prendiamo le mosse,
da quei primi trattati i quali successivamente uscendo
apportavano nuove norme, ognuna delle quali alla sua
volta era segnata e confortata da trionfi ottenuti in
qualche fatto d'arme, in qualche duello.
Ed ecco il campo che ci rimane da percorrere in que-
sta nostra rivista storica della scherma Cominciamo dai
trattati.
Non credano però i miei lettori che io voglia pro-
curar loro l' incomodo di seguirmi su e giù per i di-
versi paesi, fiutando, scovando, studiando tutto quello
che è stato scritto sulla scherma. Non ci vorrebbe al-
tro per farli cascar morti dalla noia! Basti dire che la
mole è così considerevole che il signor Vigeant, che si
è presa la paziente briga di occuparsene, e anche di
contar le opere principali pubblicate sinora, ne ha tirata
questa somma: in Francia 64; in Germania 44; in Spa-
gna 2 1 ; in Inghilterra 2 1 ; nel Belgio 5 ; nell'Austria 4 ;
nella Scozia 4 ; nella Svizzera 2 ; nell' Irlanda 1 ; nella
Russia i; nell'Olanda i; nella Svezia 1, assegnandone
all' Italia ben più di 80.
CENNI STORICI 73
Ora, presentare una rassegna di queste opere co' nomi
degli scrittori, co' titoli di esse, col loro ordine cronolo-
gico, colla città ove furono stampate e le edizioni che
si son fatte, senz' aggiungere altro, mi pare una can-
zonatura, od uno sfoggio d'erudizione inutile. Riferirle
col proposito di darne un giudizio sul merito, non è
cosa né facile, né tanto breve. Rimane adunque una
via di mezzo e uscire pel rotto della cuffia col solo far
cenno dei trattati principali, di quelli cioè che maggior-
mente giovarono ai progressi della scherma.
E questa è la via che ora terrò, ma colla maggiore
brevità che mi sarà concessa, sia per non istancare, sia
per altra ragione speciale che subito accenno. Sia detto
fra noi; ma conto, se Dio mi dà vita, se mi regge la
buona volontà che ora ho tutta, e se nessun bastone
mi sarà gettato fra le gambe, conto di fare un lavoro
in proposito con tutta ponderazione e coscienza. Aspet-
tiamo quindi che venga quel tempo, e intanto accon-
tentiamoci di brevi cenni sui trattati principali.
— »s$«<-.-
/ trattati di scherma.
È opinione di molti che alla Spagna spetti il vanto
di avere costituito a sistema la scherma e che dagli
Spagnuoli siasi introdotta in Italia insieme colla loro
dominazione. Le ragioni che confortano codesta opi-
nione si fondano: i.° sull'indole cavalleresca di quella
nazione, che in ogni tempo, sotto qualsiasi dominazione
si mostrò battagliera, sprezzante de' pericoli, amante del-
l'uso dell'armi e de' singolari combattimenti a spada e
74 PARTE PRIMA
a pugnale; 2.0 sul fatto che nella Spagna apparve il
primo trattato (o i primi trattati) nel 1474, per opera
di Giacomo Pons e Pietro de Torres.
Vada pel valore, per l' indole battagliera, per l' incli-
nazione all'armeggiare degli spagnuoli; benché fra loro
più che il duello abbia avuto spesso maggior favore
1' assassinio pagato e perpetrato con audacia e ferocia
veramente singolare; e benché l'indole non sarebbe per
se ottima ragione a preminenza, a priorità. Vada anche
per il trattato (o trattati) scritto nel 1474, benché io non
l'abbia potuto trovare in nessun luogo, e molti dubitino
che sia stato scritto in Spagna, ma lo credano pub-
blicato in Italia ed in italiano. (0 Non so però capire
come si possa affermare che a noi sia venuta la scherma
metodicamente costituita dalla Spagna. « D' Espagne,
£ escrime passa en Italie avec les troitpes de Charles-
Quint; elle s'y raffina, et le grand Tappe de Milan,
comme l'appelle Brantòme, en était le professeur le plus
illustre et pour ainsi dire, le prince. » Così il Mérignac
nella sua Histoire de V escrime, voi. ir.
E codesta si chiama storia? Facciamo un po' di ri-
flessione, e mi perdonino i lettori se abuso un po' della
loro pazienza. Avviciniamo prima due date.
(1) Mi son tenuto anch'io all' indicazione di quasi tutti gli storici che cioè
uno solo fosse il trattato uscito nel 1474, a cui insieme lavorassero i due au-
tori Spagnuoli. E veramente par cosa poco probabile che subito la prima volta
che si scriveva di scherma si potesse avere due trattati. Ma il Marcelli nel li-
bro 1 del suo trattato pag. 1 1 ha queste parole : « Due furono i primi autor?,
che scrivessero di scherma, per quanto la fragilità di un foglio pub ricordarci.
Uno fu Gamie Pons di Perpignano di Maiorica, il quale ci lascio gran me-
moria di quel gioco antico, stampai! do nel 1474. E l' altro fu Pietro de las
Torres Spaglinolo che stampo nel medesimo anno. » Da ciò si vede quanto fon-
date siano le notizie di quello, o di quei trattati.
CENNI STORICI 75
Gli Spagnuoli s'immischiarono nelle cose d'Italia dopo
il trattato di Granata (1500) tra Ferdinando il Cattolico
e Luigi XTI di Francia. Ponendo dunque che non già
con Carlo V, ma prima col gran Consalvo gli Spagnuoli
abbiano potuto introdurre nell'Italia la scherma, ciò deve
essere avvenuto nei primi anni del secolo XVI.
Orbene, in Italia già nel 1509 abbiamo l'opera di
Pietro Mondo (Opere di scherma); e questo è nulla.
Nel 1536 usciva il trattato del Marozzo, in cui egli con
larghezza di metodo, espone i principi della scherma; e
nel proemio del suo Duello pone queste parole : « Avendo
infino dalla mia prima giovinezza quest'opera incomin-
ciata, io mi sono indugiato infino a questa mia ultima
età a darle l'estremo compimento ed a mandarla fuori a
comune degli uomini notizia ed utilità, accioche in quello
mi potessero venir riposte non solamente le cose che in
quest'arte mostrate mi furono dal nobilissimo oprator di
quella, Maestro Guido Antonio de Lucha Bolognese, dalla
cui scuola, si può dire che sieno più guerrieri uscito che
dal cavallo di Troja; e tutto quello che da qualunque
altro in ogni pugna apparato aveva, ma le da me trovate
ancora e confermate dall'esperienza.... »
Il Marozzo adunque aveva indugiato a stendere il
suo trattato in età avanzata; ed era l'anno 1536; e
gli insegnamenti suoi non da maestri spagnuoli, ma li
aveva tolti in parte da Guido di Luca, in parte da al-
tri o contemporanei o discepoli del di Luca. E sì que-
st'ultimo come già il Manciolino, lo stesso Marozzo e
poi il Dall' Agocchie (1572), il Viggiani o Vizzani (1575)
furono tutti di Bologna. Parmi quindi che da tutto que-
sto si possa dedurre :
i.° Che prima ancora che comparissero in luce
76 PARTE PRIMA
trattati metodici di scherma, già eranvi in Italia scuole
e sale d'armi, ove i cultori di essa ricevevano un'istru-
zione non solo pratica ma anche teorica;
2.0 Che una di tali scuole dovette essere in Bologna-,
3.0 Che non ci fu portato nulla di nuovo dagli
Spagnuoli; che senza di essi, poiché non ci venne da
loro alcun bene, la scherma in Italia come già esisteva
con metodo teorico, così avrebbe potuto ugualmente
svilupparsi e fiorire, come difatto fiorì.
Non deve far meraviglia udire che prima del 1500
fossero scuole di scherma in Italia; poiché ne occorre
esempio anche nelle Fiandre e in Germania.
A Ypres, a Bruxelles, a Tournai, a Gand le me-
morie ci parlano di schermitori strettisi in società le
quali prendevano il titolo di scuole d' armi fSckerm
school) e si reggevano con statuti particolari. Famosis-
sima tra esse divenne la società di Gand, la più antica,
dapprima solo confraternita sotto il patrocinio di S. Mi-
chele, formatasi per combattere il brigantaggio, ma poi
vera scuola di scherma e che perdura tuttavia. Il primo
trattato però di scherma nelle Fiandre apparve solo
nel 1538 in Anversa; il titolo è: La noble science des
joneurs d'éfiée, e anonimo l' autore. In Germania poi
verso il 1536 H. Lebkommer dava alle stampe la sua
opera : Der Alterni Fechter an fengliche Kunst, con di-
segni di Alberto Diirer.
Che vi siano poi state vere scuole in Italia, lo con-
ferma lo sviluppo mirabile che ebbe la scherma subito,
al principio del secolo XVI.
Il pittore Giulio Fontana nella dedica della edizione
fatta a Venezia nel 1568 dell'opera del Marozzo al si-
gnor D. Giovanni Manriche, ne parla già con somma
CENNI STORICI 77
lode. « Achille Marozzo, egli dice, fu, come il mondo
sa, eccellentissimo maestro di questa nobilissima arte, e di
questa dopo aver fatto in essa infiniti valorosi discepoli,
lasciò scritto a benefizio comune. »
Il Marozzo stesso qua e là porge consigli a quelli
che devono insegnare i precetti schermistici, e loro rac-
comanda che in nessun modo lascino armesfSfiare i loro
allievi prima che non abbian conosciuto i principii del-
l' arte. Ed egli stesso prima di ammettere i suoi al corso
delle sue lezioni soleva esigere da ciascuno un giura-
mento che può anche parere strano, concepito così: « Io
giuro su, questa elza di spada, la quale si e la croce di
Dio, in prima di non venire mai contro il mio maestro,
e ancora di non rivelare mai a persona alcuna i secreti
che imparerò, senza sua licenza. ■»
Ma più chiaramente lo desumiamo da quanto scrive
Giovanni Dall' Agocchie nel suo trattato, comparso in
luce l'anno 1572. Lamenta egli prima che alcuni mae-
stri a mal fine indirizzino la scherma, perchè, come
prima posseggono un poco di pratica, si mettono ad
insegnare; e aggiunge ciò procedere « dall'essere an-
data in oblivione l'antica usanza della creazione de' mae-
stri. » Parlando quindi della creazione de' maestri (lib. 1,
giornata i.a) così si esprime: « Sappiate che siccome
dovendosi inviare alcuno all' eccellente grado di dottorato,
prima se ne fa con diligente esame il saggio e poi come
e giudicato sufficiente, gli si dà il privilegio; così ancora
ne' maestri di schermire si osservava, imperocché prima
si esaminavano quelli che ad altri volevano insegnare se
essi sapevano la teorica dello schermo e tutte le altre cose
a essa necessaria, e poi gli mettevano imo scolaro a fronte
facendo che tirasse male i colpi e male si ponesse nelle
78 PARTE PRIMA
guardie; e ciò per intendere se colui conosceva in che cosa
lo scolare peccasse. Dopo questo ne facevano saggio con
diversi biconi scolari, co' quali coni egli fosse riuscito suf-
ficiente, dagli altri maestri era privilegiato e con le sue
patenti poteva aprire scola, e questi tali erano maestri
atùtentici, cosa veramente degna di tant' arte. » L' esser
poi tale costumanza venuta in discredito lo attribuisce
e al tempo, che a lungo andare ogni cosa corrompe,
e ai maestri i quali lasciano annullare i loro privilegi.
Se nel 1572 tali cose scriveva il Dall'Agocchie, certo
molto prima del 1500 dovea esser stato in vigore la
costumanza di creare i maestri, perchè in breve tempo
non poteva essa sorgere, fiorire, cadere in dimenticanza.
Finalmente il primo trattato che conoscasi uscito di
Francia è molto posteriore a nostri italiani. E quando
il Sainct— Didier pubblicava il suo, non si ispirava già
a' maestri Spagnuoli, ma agli Italiani, i quali ben presto
divennero i veri maestri della scherma in tutta Europa.
E questo è tutto dire.
Ed ora diciamo qualche cosa dei trattati.
Quello di Antonio Mandolino Bolognese, comparso
nel 1 53 1 ha ben poca importanza. La parte che ri-
guarda la scherma non è molta, essendosi egli non
poco esteso anche a descrivere i modi che deve tenere
un gentiluomo nel caso di una querela, ciò che egli
considera valere non meno dell'arte istessa dello scher-
mire. Pone tre guardie, la prima e la seconda delle
quali sono quasi le medesime che si usano presente-
mente e discorre anche di attacchi e di parate; ma es-
CENNI STORICI 79
sendo molto scarsi i disegni e le figure, riesce difficile
l'intendere che cosa e^li voglia dire.
Ben diverso è il giudizio che si deve fare del trat-
tato di Achille Marpzzo, il quale giustamente si può
chiamare il padre della scherma italiana, poiché la in-
nalzò ad altissimo grado e la decorò di tutto un si-
stema di norme fisse e principii sommamente pratici.
Come già promette nel suo titolo lunghissimo e biz-
zarro, tratta di tutti i modi di combattere allora in uso
e con qualsiasi arma; riesce quindi un vero centone,
ma un centone che solo poteva venirci da maestro va-
lentissimo ed esperimentato quale appunto il Marozzo.
Tutto quello che si era fatto, che si era scritto prima,
qui pure si trova, e quelli che vennero dopo di lui do-
vettero attingervi, aver la pazienza di copiare e di ag-
giungervi ben poco. I disegni non sono troppo feli-
cemente riprodotti, anzi in alcuni la posizione degli
schermitori è affatto contraria alle leggi dell'equilibrio;
ma sono in buon numero, nei capitoli più interessanti,
ed è vantammo non lieve.
Vi sono anche unite tavole per combattimento tra
uomo disarmato ed uomo armato di pugnale, che forse
potranno a primo aspetto e per le nostre scuole parere
di nessun interesse; ma che allora, in tempi di punta-
glie, di odii intestini, quando sovente pagavasi la mano
del sicario, erano di somma necessità.
La scherma nel secolo XV era molto più complessa
che a' nostri giorni. Presentemente sia nell'insegnamento
delle sale d' armi, sia sul luogo del combattimento, per
convenzione la scherma s' interessa solo della spada e
della sciabola; ma allora nei singoli combattimenti, la
spada era raramente usata da sola; si combinava con al-
8o PARTE PRIMA
tre armi e con altri arnesi - difensivi. I casi più comuni
erano :
di spada e brocchiere», o targa o rotella;
di spada e cappa ;
di spada e lan terra;
di spada e pugnale o di due spade ;
di spadone a due mani ;
di spada ed armi inastate.
Grandissima era quindi la varietà dei giuochi, degli
assalti, delle parate, e per dover tutto provare, tutto
imparare, si correva pericolo di sapere alquanto molti
modi di combattere, ma nessuno profondamente.
La cappa (mantello, abito o drappo qualunque) si
avvolgeva al braccio sinistro e con essa, o si paravano
i colpi, o si imbarazzava l'avversario, gettandogliela in
faccia.
Alcuni opinano che siasi introdotto quest'uso ad imi-
tazione dell'arte dei gladiatori reziarii ; altri rimontano
più addietro e ricordano l' esempio di Pittaco che col
gettare una rete sul capo di Frimone, capitano Ateniese,
potè facilmente trafiggerlo. Il solito vezzo di voler ogni
cosa radicata neh" antichità più lontana. Io credo che
l'uso della cappa non abbia nulla a vedere co' Greci e
co' Romani e che non si fondasse su l'erudizione classica;
ma avesse un'origine più spontanea e meno lontana di
quel tempo. La foggia infatti di vestire richiedeva allora
la mantellina spagnuola, o la cappa, la quale nel caso
di un duello, essendo di grave impaccio, si doveva pur
togliere di dosso, e deporre. Ora possiamo supporre che
qualcuno, invece di levarsela, se ne sia servito nello
stesso combattimento, e gliene sia venuto bene, e che
poi altri ne imitassero l'esempio; ben poteva a poco
CENNI STORICI
a poco quell'uso passare in costumanza e divenire un
modo come un altro di combattere, oggetto di studi e
di perfezionamento artistico. Non ci vedo difficoltà a
supporre un tal caso, e parmi anzi una spiegazione sem-
plice e naturale. Del resto questa opinione non è tutta
mia, uscita dalla mia testa, come Minerva dal capo di
Giove ; la riferisce anche il Bardin (D ietto nnaire de l'armée
de terre) ed io la vendo per quello che vale.
La lanterna usavasi abbastanza spesso ne' combatti-
menti notturni, sia perchè i fanali erano allora cose
troppo rare, sia anche ad arte, perchè scoprendola im-
provvisamente agli occhi dell' avversario lo si abbarba-
gliava e ritardava alla difesa e intanto prendevasi tempo
per un buon fendente, per un mandritto o per un ro-
vescio. Contro la lanterna faceva buon gioco la cappa,
che lanciata di subito, imbarazzava ed impediva ogni
pronto movimento.
La targa, il broccJiiero e la rotella sono modificazioni
dello scudo; più larga e rotonda la rotella; di ferro,
piccolo il brocchiero e con una convessità nel centro
per dar luogo alla maniglia e forse anche con una punta
nel mezzo. La targa invece era di cuoio o di legno, re-
sistente, quadrata di figura, e armata talvolta al basso
con un uncino per imprigionare la spada del nemico.
Il pugnale infine, molto usato in Italia associato alla
spada, fu smesso quasi interamente sul declinare del se-
colo passato, convenendo tutti nell' uso di una sola arma
difensiva, che meglio può far mettere in luce le qualità
schermistiche de' combattenti.
Il Marozzo descrive un gran numero di guardie, ap-
punto secondo che la spada era sola od accompagnata
ad altre armi offensive e difensive; troppe però, vera-
6
82 PARTE PRIMA
mente troppe, ne tutte felici ; e spesso distinte con de-
nominazioni strane, bizzarre e di cui non si riesce in
nessun modo a capire il significato Ecco a titolo di
curiosità la nomenclatura di alcune di esse :
di coda lunga e stretta;
di cinghiara porta di ferro ;
di coda lunga alta;
di porta di ferro stretta o larga;
di coda lunga e distesa;
di coda lunga;
di becca cesa, ecc. ecc.
che non si finisce così presto.
La spada che allora si aveva continuamente fra le
mani era della lunghezza di un metro, piatta, dritta,
a doppio taglio, e il filo che volgevasi verso terra era
detto filo dritto, V altro fi/o falso.
Due specie di colpi descrive il Marozzo, di taglio e
di punta.
I colpi di taglio sono chiamati mandritti se colpi-
scono a dritta, manroversi se a sinistra; e 1 2 ne enu-
mera egli, sia con filo dritto, sia con filo falso; offen-
dendo alle spalle, ai fianchi, ai garetti.
Uno solo è il modo di ferire di punta, mirando cioè
al viso, e di preferenza all'occhio. Era, come sembra,
un avanzo della costumanza cavalleresca di tentare nel
ferire i fori della visiera.
La difesa è meno ricca, meno sviluppata dell' offesa,
poggiando molto sui movimenti delle gambe; sicché lo
studio principale è volto più ad evitare che non a pa-
rare i colpi. Insegna quindi come passare d'una in altra
guardia, da una guardia difensiva in una offensiva, con
molta varietà di giuochi e correttezza di movimenti.
CENNI STORICI 83
Non trovasi però in lui descritto il colpo a fondo,
ferendo coli' avanzare il passo ; ma tutta la valentìa con-
siste nel ferir di punta, schivando il colpo di taglio.
Come si vede, la scherma anche teoricamente aveva
corso molto cammino col Marozzo, e quando si riflette
che del suo lavoro si fecero molte edizioni e quasi sem-
pre con una parte modificata, si può facilmente capire
T influenza che potè esercitare, e come dalla sua scuola
siano usciti que' valenti maestri che non solo in Italia,
ma in tutta Europa tennero una preminenza incontestata.
Una grande modificazione ha subita col tempo il si-
stema del Marozzo, sia riguardo ai colpi di punta, come
a quelli di taglio. Si è mano mano allargato il campo
per 1' offesa di punta e ristretto quello per i colpi di
taglio. Per i colpi di punta oltre che al viso si mira
di preferenza al petto; e pe' colpi di taglio si mira di
preferenza alla testa e si escludono interamente i colpi
agli arti inferiori e quindi quelli ai garetti.
I colpi di taglio ai garetti, che pur si ammisero in
molti duelli durante il secolo XVI, furono si può dire
d'invenzione tutta italiana. Il Marozzo ne dette pel primo
lo svolgimento teorico, e da lui lo appresero gli altri
maestri italiani, che disperdendosi per le terre d'Europa
lo insegnarono come una novità e un segreto dell'arte.
Un esempio dell' uso e dell' utilità di tale colpo ci è
offerto appunto dal duello avvenuto nel 1547 tra Chabot
di Jarnac e Vivonne di La Chàtaigneraye, l' ultimo come
vedemmo, de' duelli autorizzati II Chàtaigneraye, valen-
tissimo schermitore, erasi già molte volte battuto in
duello sempre con vantaggio, e confidava di abbattere
in pochi colpi il Jarnac meno valente e meno eserci-
tato. Ma questo, come sogliono fare gli sfidati poco
84 PARTE PRIMA
pratici, si rivolse ad un maestro italiano che allora tro-
vavasi in Parigi, il quale vista l' impossibilità di suffi-
cientemente addestrarlo sì da gareggiare col Vivonne,
gli insegnò il colpo ai garetti che supponeva ignorato
dall'avversario,
Il Marozzo, esponendo quel colpo, così si esprime:
« Sicché metteremo in questo principio che lui faccia
prima la stoccata, io voglio che facendo lui detta stoc-
cata, tu passerai col tuo pie diritto inverso le sue parti
manche, e in questo passare, tu urterai del falso della
tua spada di sotto in suso nella stoccata sua, et li darai
un roverso segato per le gambe. »
Anche le condizioni del duello che il Jarnac come
sfidato potè dettare, furono ordinate alla riuscita del
colpo ai garetti. Propose cioè di battersi con spada,
brocchiero largo, celata alla Borgognona, giaco e ma-
niche di maglia di ferro, (tutto per guardarsi dai colpi
di punta, dall' imbroccata o fianconata moderna, che gli
poteva indirizzare il Vivonne) ed invece senza stinieri,
e che il Chàtaigneraye fosse il primo all' assalto (per
meglio render sicuro il colpo designato). I padrini però
stabilirono che si mettesse il pugnale nel Borzacchino
della gamba sinistra quasi a far le veci di stiniere. Il
Vivonne accettò tutto, baldanzoso nella sua nota va-
lentìa e si teneva così sicuro dell'esito che aveva fatto
imbandire un sontuoso banchetto sotto la sua tenda. Il
duello avvenne a Saint-Germain alla presenza del re,
di tutta la corte e di immenso popolo.
Venuti allo scontro, secondo il convenuto fu primo
il Vivonne ad assalire, e proprio coli' imbroccata alla fac-
cia. Ma il Jarnac schivando il colpo e nello stesso tempo
entrando sotto misura, gli menò un rapido fendente al
CENNI STORICI 85
garetto sinistro, e nel rilevarsi in guardia, un secondo
al diritto e lo stese immediatamente a terra. Fu subito
il Chàtaigneray trasportato alla sua tenda ove la rab-
bia e la vergogna più che la perdita del sangue, gli
tolsero in poco d' ora la vita.
Il re, visto cadere contro ogni sua aspettazione il Vi-
vonne che era da lui grandemente amato, preso da ira e
da dispetto, esclamò che il Jarnac aveva dato un colpo da
traditore: e queste parole ripetute servilmente dai corti-
giani, rimasero poi sempre a dinotare qualunque colpo
non sia dato lealmente, e in Francia anche a significare
un colpo tirato, che da essi non sia conosciuto o praticato.
A me sembra però che ingiustamente siasi condan-
nato quel colpo ai garetti, divenuto anche famoso in
Francia col titolo di colpo di Jarnac (coup de Jarnac).
Il colpo era dato coli' armi convenute, si trovava de-
scritto nei trattati di scherma-, era dunque un colpo
leale. Peggio per il Vivonne se nella sua boriosa pre-
tesa, lo ignorava; non era già questa buona ragione
per chiamarlo un colpo da traditore. E avendo poi i
padrini pensato a coprire la gamba col farvi porre il
pugnale nel Borzacchino della sinistra, si può anche dire
che fosse previsto e accettato. Ma è costume de'Fran-'
cesi il difendere, magnificare tutto quello che è loro,
e disprezzare, condannare quello che è straniero, prin-
cipalmente se viene d' Italia.
Un grande incremento fu procurato alla teorica della
scherma dal trattato di Camillo Agrippa, uscito in luce
poco dopo il trattato del Marozzo, l'anno 1553; poiché
in parte egli abbreviò il trattato del Marozzo, spoglian-
dolo di molte superfluità inutili e in parte aggiunse di
suo, norme che 1' esperienza gli aveva suggerito.
86 PARTE r-RIMA
Anche le sue tavole sono molto migliori, molto più
artistiche e fedeli alla teoria; si pretendono persino de-
lineate da Leonardo da Vinci, e alcune anche da Miche-
langelo, ma con quanta probabilità e ragione non saprei
proprio dire.
Il signor Vigeant (Bibliographic de l" escrime) da cui in
gran parte toglie le sue notizie Emile Mérignac (Hi-
stoire de V escrime) esalta sì fattamente il merito del-
l' opera dell' Agrippa, che lo chiama il maestro di cui
più a ragione si possa gloriare la scherma italiana, e
aggiunge : « L'impulsion qu'il donna a son art, les théo-
ries et la marche quii sui lui imposer, soni une des cau-
ses de la prépondérance longtemps exercée en Europe par
l' escrime italienne. » A dir vero mi sembra un po' esa-
gerata codesta lode e mi fa sospettare che non abbia,
o ben studiato il trattato dell' Agrippa, o ben letti quelli
de' suoi contemporanei.
L' Agrippa definisce bene le guardie, che riduce a
quattro, nominandole: prima, seconda, terza e quarta,
le quali guardie s'accostano molto alle nostre; sviluppa
assai la teoria dei colpi di punta, ed è il primo che de-
scriva X Inquarto; ma i difetti sono ancora molti, e non
abbastanza compensati dalle sue novità.
Per dire di alcuni difetti del sistema dell' Agrippa, le
prime due guardie, come giustamente fa notare il Mar-
chionni {Trattato di scherma, Firenze, 1847) sono in po-
sizione che mal si reggono in equilibrio. La spada è
impugnata con poca correttezza, poiché fa passare l'in-
dice sopra il ferro trasversale con pericolo che il ferro
nemico scendendo lungo la spada, lo abbia a recidere di
taglio. Trascura molto i colpi di taglio, sicché appena
fa menzione del mandritto e del roverso; e riguardo ai
CENNI STORICI 87
colpi di punta volge sempre la mira al viso, con pochis-
sima varietà da quello che aveva insegnato il Marozzo.
Il mio sospetto che lo studio tanto del Vigeant, quanto
del Mérignac, sopra i nostri primi trattatisti, sia stato
molto superficiale e di volo, s' accresce in me al leg-
gere ìiell' opera del Mérignac (voi. n, pag. 498) che
Giacomo Grassi (1570) e Giovanni Dall'Agocchie, « loin
d'avoir fait faire un fas a l'art des arm.es, soni restés
en arriere d' Agrippa; » e più innanzi (pag. 511) che
« Viggiani (1575) est le premier auteur giti admette
pi 11 si e 7 ir s co?ips de pointe, quoiquil ens eigne les mèmes
conps de taille que Marozzo. »
La cosa mi pare sia molto diversa. Il trattato del
Grassi [La ragione di adoprar sicuramente l' arme sì
da offesa, come da difesa, ecc., Venezia, 1570) è bensì
alquanto oscuro e le tavole malissimo disegnate, ma
ha molte cose nuove che segnano qualche progresso
nell' arte.
Divide la spada in quattro gradazioni; la prima e la
seconda per parare, le altre due per offendere, cioè la
terza pei colpi di taglio e l' estremità della quarta per
i colpi di punta. Preferisce i colpi di punta a quelli di
taglio « e con ragione, dice, perche feriscono in minor
tempo. » Parla dei tocchi di spada, e per il primo, al
capitolo degli avvertimenti generali circa le difese, de-
scrive le quattro linee, così esprimendosi : « In tutti
questi modi (la spada) gli si trova di sotto 0 di sopra
0 di dentro 0 di fuori. » Inoltre insegna che la parata
dev'essere fatta col filo ossia taglio; e nel menare il
colpo fa portare il piede di dietro in avanti.
Codeste osservazioni mostrano chiaramente che il
Grassi aveva fatto tesoro di quanto erasi scritto prima
PARTE PRIMA
di lui, e che non era per nulla rimasto addietro del-
l'Agrippa.
E migliore ancora è il trattato di Giovanni Dall'Ao-oc-
chie Bolognese, {Dell'arte di scrinila, Venezia t 572) seb-
bene la maggior parte di coloro che passano in rasse-
gna gli scrittori di cose schermistiche, o non ne parlino,
o dicano ben poche cose. Sa invece il Dall' Agocchie
essere ad un tempo valente maestro e scrittore purga-
tissimo; unire cioè ad ottimo svolgimento di principii,
una speciale chiarezza di espressione. Dice egli stesso
nel suo proemio che mirerà ad esser chiaro e facilmente
intelligibile, ove scrive: « Ne da questo mio proponimento
(di scrivere) m ha potuto ritrarre il vedere che da molti
eccellenti uomini intorno a questa materia sia stato dif-
fusamente scritto • sì perche questi tali hanno taciuto al-
cune cose e forse delle più importanti a sapersi ; sì per-
che essendo quesf arte difficile a descriversi in modo che
sia bene intesa, si viene trattandola di nuovo, ognora più
ad illustrare. >
Ed egli pel primo e prima ancora del Viggiani ammise
ed insegnò più colpi di punta. « La spada in tre modi
può ferire, di mandritto, di roverso, di punta. Il mandritto
si forma in cinque nature, il roverso parimente in cinque
e la punta in tre. » I nomi però di questi cinque modi
non sono però troppo felici : fendente, sgualimbro, (dalla
spalla al ginocchio destro) tondo, ridoppio, tramazzone
(quasi molinello col nodo di mano). Le tre nature della
punta sono chiamate: imbroccata (sopramano), steccata
(sottomano), punta riversa. Le guardie per il Dall' Agoc-
chie sono otto: quattro da alto, e quattro da basso, con
denominazioni che molto ricordano quelle del Marozzo;
di coda lunga, porta di ferro, ecc. ecc.
CENNI STORICI 89
Benché chiami buono tanto il ferir di taglio, quanto
il ferir di punta, pure egli dice stimar meglio il ferir
di punta per tre ragioni: che è più mortale, che ri-
chiede minor tempo, e non è mai fuori di presenza;
laddove il ferir di taglio lascia più scoperto, richiede
più tempo, e si discosta spesso dalla presenza.
Non è dunque un trattato da buttarsi codesto, e del
buono parmi ce ne sia molto. Se non che perde in
gran parte della sua importanza, e poco può giovare,
per non trovarsi in esso neppure una tavola o una figura
che dia spiegazione de' principii che vi sono svolti.
Nel 1575 usciva alla luce quello del Viggiani o Viz-
zani o Vezani Dal Montone, Bolognese [Trattato dello
schermo, Venezia, 1575). Buon trattato, ma che poco
aggiunge di teorico a quelli che erano già stati scritti
prima. Di nuovo io ci trovo il difetto, comune però al
suo secolo, di volere ragionare su ogni cosa e dare
spiegazione di tutto; sicché mentre parla di abbatti-
menti in duello, di guardie, di offesa e di difesa, di-
scorre come di cosa naturale e importantissima della
tecnica nei conflitti tra S. Michele e Lucifero, tra Eva
ed il Serpente, tra Caino ed Abele, e v'intreccia dispute
tra letterati e guerrieri, paragoni tra soldati e cani, tra
scienza e milizia, parla della filosofia di Socrate, della
grandezza di Alessandro di Macedonia, della beatitudine
de' celesti e annaspa e fila ogni specie di capecchio.
Venendo a quello che riguarda la vera scherma, dice
che il primo intento del guerriero è di offendere (prin-
cipio non del tutto vero) e che perciò devesi insegnare
molto più l' offesa che la difesa.
Anch' egli pone tre modi di offendere: mandritto, ro-
vescio e punta, con preferenza al ferire di punta; e sette
QO PARTE PRIMA
le guardie necessarie, tre difensive e quattro offensive,
benché potrebbero essere quasi infinite:
i .a Guardia difensiva imperfetta ;
2.a » alta imperfetta offensiva;
3-n » alta imperfetta offensiva;
4-a » larga imperfetta difensiva;
5.a » stretta perfetta difensiva;
6.a » larga imperfetta offensiva;
7-a » stretta offensiva perfetta.
Secondo il fine sono adunque offensive e difensive;
secondo la forma, alte, larghe, strette; secondo la mag-
gior o minor utilità perfette ed imperfette.
Assai ben disposta è poi la posizione della guardia-,
ma molte considerazioni, e principalmente quelle riguar-
danti il ferir di punta sono le stesse del Dall'Agocchie-,
per cui non so capacitarmi come si citi il Viggiani e
si lasci il Dall'Agocchie ; e peggio, come si attribuisca
a quello la distinzione di più colpi di punta, e lo svol-
gimento del colpo di sopramano, che già rinvengonsi
nel trattato di questo.
Ed è pure in errore il Marchionni, quando ragio-
nando dell'opera di Salvatore Fabris comparsa in Co-
penaghen l'anno 1606 e ristampata a Padova nel 1624,
gli attribuisce il merito della graduazione della spada
in quattro parti; poiché essa, benché con poca chia-
rezza, era già stata ricordata dal Grassi.
Al Fabris però, maestro eccellente e che molto onorò
1' arte nostra in Francia, in Germania, in Danimarca,
ove godette straordinario favore, si deve il merito della
nomenclatura delle guardie à^ opposizione e della pas-
sata sotto, chiamata da lui una ferita di prima.
Prima del Fabris aveva pubblicato il suo trattato
CENNI STORICI 91
Marco Docciolini, Fiorentino {Trattato di materia di
scherma ecc., Firenze, 1601). Ammette due guardie di-
ritte, che crede spiegare mediante due circoli concen-
trici, ma che sembrami ottenga 1' effetto contrario; e
quattro controguardie due alte e due basse. Parla del-
l' imbroccata^ del colpo di punta alla spalla, del tempo,
controtempo e mezzo tempo; e insegna molti giuochi e
movimenti; ma propriamente non ha portato grandi
vanta 0-0-i alla teorica della scherma.
Grandissimi invece furono i vantaggi e forte X im-
pulso a progredire che ne venne dal trattato di Nico-
letta Giganti di Venezia {Scola 0 vero teatro nel quale
sono rappresentate diverse maniere e modi di parare et
di ferire di spada sola, e spada e pugnale ecc., Vene-
zia, 1606). Si può dire che da lui togliesse la scherma
gran parte dello sviluppo teorico che è ancora in vi-
gore nelle nostre scuole. Pel primo egli negli attacchi
fa portare il piede diritto in avanti, e descrive larga-
mente la stoccata longa, che di poco differisce dall' at-
tuale nostra. Ed è pure il primo che parli delle parate
di contro col nome di contilo e av azione dentro della spada,
controcav azione di fuori ; e spieghi il colpo che dai più
viene chiamato fianconata.
Mostra anche di conoscere le finte, principalmente pei
colpi di punta; poiché parla della finta di sotto per ti-
rare di sopra, e della fmta di sopra per ferire di sotto.
Finalmente considera il tempo e la misura come le due
cose più importanti all'arte dello schermire.
Intuizione pronta e chiara, mirabile semplicità nei
giuochi e spontaneità nei movimenti, e raffinato senti-
mento artistico, sono le qualità del Giganti che mag-
giormente brillano in questa sua opera.
92 PARTE PRIMA
Ma se io continuo di questo passo, e via via dico,
fosse pure brevemente, di tutti i trattati che successi-
vamente uscirono in luce, non ne verrò sì presto a
capo, che i trattati, principalmente in questo secolo, si
succedettero l'uno dopo l'altro quasi di continuo, ben
poco arrecando di nuovo e di importante. Perdonino
quindi i lettori se quasi di volo nomino ora soltanto
i principali e lascio gli altri; non è trascuratezza e di-
sprezzo di que' trattati, ma pura considerazione di con-
venienza e di riguardo verso di loro.
Tra' migliori sono dunque da considerarsi :
Quello di Rodolfo Capoferro di Cagli uscito a Siena
nel 1610, conciso, sucoso, con larghe vedute, ottime
definizioni, e un modo anche di difendersi da ogni sorta
di colpi mercè una parata di riverso al ferir d' imbroc-
cata, che molto più gioverebbe se fosse spiegato meglio.
Quello di Giuseppe Pallavicini di Palermo (La scherma
illustrata) dato alle stampe nel settembre 1670; ma solo
per la peregrina erudizione gettatavi a piene mani, non
per teorica schermistica che vi è povera e mancante.
Quello di Francesco Antonio Marcelli [Regole della
scherma Insegnate da Lelio e Titta Marcelli, Roma 1686)
che ha pur regole eccellenti e utili, ma non corrispon-
denti all' altissimo giudizio che l' autore stesso fa di esse,
sino a chiamarle perfettissime e reconditi arcani che si
chiudevano nel petto del padre suo, oracolo di scherma.
Un po' più di modestia non gli avrebbe certamente
fatto male.
Gli altri autori, quali il Quintino (16 13), Francesco
Ferdinando Alfieri di Padova, che insegnò sino a tar-
dissima età pubblicando molti trattati di spada (1640-
1683) e di spadone (1653); Terenziano Ceresa di Parma
CENNI STORICI 93
(1641)5 Alessandro Senese di Bologna (1660); Fran-
cesco Antonio Mattei di Troja (1669); Giuseppe Villar-
dita Siciliano (1673); Francesco della Monica di Parma
(1680) ecc. ecc., hanno tutti qualche cosa di buono,
illustrano tutti qualche parte della teorica schermistica,
ma sempre con soverchio lusso di considerazioni eru-
dite, e spesso infarinate di concettini artifiziosi, di an-
titesi strane; necessario tributo pagato al secolo, poiché
il secentismo persino ne' trattati di scherma lasciò le sue
allumacature.
Il secolo XVII è gloriosissimo per la scherma ita-
liana. Le condizioni nostre politiche erano molto tristi,
e poco a lei favorevoli, perchè Spagnuoli, Francesi,
Tedeschi tiranneggiavano le nostre contrade, ci oppri-
mevano, ci immiserivano, e soffocavano ogni sentimento
di nazionalità; eppure anche nella scherma mostrarono
gli Italiani d'esser degni di destini migliori. Una scuola
di gentiluomini che si addestravano nell'esercizio delle
armi, avrebbe potuto destar sospetti, poteva far credere
che essi pensassero ad una riscossa, che secretamente
si contassero affilando le armi; conveniva quindi impe-
dire ogni lontana aspirazione a libertà e rimuovere ogni
principio di forte educazione, di potenza e grandezza.
L'Italia perciò che pur aveva visto sorgere la scherma,
crescere, nobilitarsi, mercè tanti trattati, e il numero
grande di valenti maestri, non poteva più essere campo
propizio e libero a' suoi svolgimenti. Gloriosa e grande
l'arte; ma gli artisti dovevano cercare altrove gloria e
favore che loro negava la patria caduta sotto il giogo
straniero. Si dispersero quindi i nostri maestri, portan-
dosi in Francia, in Germania, in Inghilterra ove erano
premurosamente chiamati, e potevano meglio far risplen-
94
PARTE PRIMA
dere i pregi della loro scienza. La scherma fuori d' Italia
era poco curata, decaduta-, essi la risollevarono e ri-
misero in onore, diffondendo i principii della scuola Ita-
liana; per cui la nostra scuola ottenne una preminenza
incontestata in tutte le nazioni.
Abbiamo q-ià visto che Salvatore Fabris soggiornò
lungo tempo alla corte di Copenaghen chiamatovi dal
re Cristiano IV. Tale favore egli si acquistò e a tanta
rinomanza pervenne, che alla sua morte (1617) Padova,
come ad illustre cittadino, gli fece celebrare solenni fu-
nerali e ne volle perpetuare la memoria con un monu-
mento rizzatogli nel 1676. Un disegno di tale monu-
mento sta pure al principio di una traduzione della sua
opera pubblicata in Germania nel 1677.
Anche nella Spagna, attesta il Morsicato, i principii
della scuola italiana si diffusero facilmente e furono stu-
diati con amore come veri e praticamente utili ; anzi
egli asserisce che gli Spagnuoli tolsero il loro sistema
dalla scuola Romana la quale a' suoi tempi era la prima
fra noi, ed è pur ciò confermato dal Narvarez (1635)
e prima di lui da Geronimo Carranza dal quale « erasi
scoperta la verità e la eccellenza della nostra scuola, »
{Compendio della filosofia delle armi, Madrid 161 2).
Nell'Inghilterra la scherma ebbe il suo primo sviluppo
sotto gli Stuart, e fu merito de' maestri Italiani, che
chiamati vi insegnarono principii già esperimentati e
corretti, se ben presto potè fiorire e dare ottimi frutti.
E oso anche dire che quella nazione cercò sempre di mo-
strare in mille guise festevole accoglienza, stima grande
e speciale simpatia a' nostri maestri. Fra quelli che più
vi trovarono generosa ospitalità e larghezza d'onori è
da ricordarsi D'Angelo di Livorno che mostratosi prima
CENNI STORICI 95
in Francia il più valente tiratore del suo tempo, ed ec-
cellente teorico, fu dalla Corte d'Inghilterra chiamato
a Londra nel 1755, ove dette alle stampe il suo ottimo
trattato di scherma nel 1767, e onorato vi risiedette
sino alla sua morte avvenuta nel 1802.
In Francia l' influenza esercitata dalla nostra scherma
fu ancora più grande e rilevante. Abbiamo già visto
che a' tempi di Enrico II un maestro italiano di nome
Caizo insegnò al Jarnac il colpo a' garetti. Più tardi,
sotto Carlo IX, sotto Caterina e Maria de' Medici, sotto
Luigi XIII, e anche sotto Luigi XIV, gran numero di
maestri Italiani soo-oàornarono a Parigi e in molte al-
tre città di Francia, ricercati, favoriti, se non sempre
accarezzati; e ad essi accorreva la nobiltà francese,
cavalieri e principi, come a scuola di sommo valore e
di perfetta gentilezza.
Mi duole d'avere forse ad offendere la suscettibilità e
l'amor proprio de' Francesi, ma la verità pura e sem-
plice vuole si dica che la scuola francese deve molto,
anzi la maggior parte del suo svolgimento teorico agli
insegnamenti de' maestri Italiani.
La prima loro opera di scherma, quella del Sainct-
Didier, uscì nel 1573, W quando in Italia se ne contava
in buon numero, ed è in gran parte tolta dai trattati dei
(1) Veramente il Marcelli {Regole della scherma, ecc., Roma, 1686) nomi-
nando quelli che scrissero di scherma, a pag. 1 1 dice : « Jacques Descars
francese, et Joachino Maynero alemano stamporno ambedue nel ij68. Il primo
non solo scrisse di scherma, ma anche del modo di esercitare il moschetto, la
picca e del modo di fare l' esercizio militare. Il suo libro e adornato con le
figure, e stampato in foglio. » Ma nelle biblioteche che io ho visitate, non mi
fu possibile di rinvenire copia né dell' uno né dell' altro. Lo stesso Mérignac
pone per primo scrittore di cose schermistiche in Francia il Sainct-Didier
nel 1573. Se il Marcelli potè vedere le due opere, e se veramente furono
stampate, o presto o tardi se ne avranno più sicure notizie.
g6 PARTE PRIMA
nostri, principalmente da quello del Grassi. Lo salutano
il fondatore della scherma francese (Gomard, La Theo-
rie de l'escrime, introduction) ma solo perchè fu il primo
di quella nazione a scrivere di scherma, non perchè abbia
fondato un sistema nuovo, o aggiunto qualche cosa alle
teorie che sfià esistevano nelle sale d'armi Francesi.
Le tre guardie basse, moyenne, haute, i tre modi di
ferire, maindraicts, revers et estocs, il parare con croiser,
l'épée, i movimenti, i passi, e persino la forma della
spada, sono immaginate ed esposte sulla falsariga dei
trattati dell' Agrippa e più del Grassi. Il gentiluomo
Provenzale fece bensì molto coli' incominciare, coli' aprir
la via in quest' arringo anche a' Francesi, ma la sua
opera era inferiore ai trattati italiani del suo tempo,
era un tentativo, nuli' altro che un tentativo.
E parmi anche non abbia prodotto gran movimento
e risvegliato l'orgoglio nazionale col suscitare imitatori e
seguaci; perchè essa rimase isolata, e dovette aspettare
molto tempo, sino al 1628, prima d'avere una sorella.
In questo frattempo il campo dell' insegnamento era
sempre tenuto da maestri Italiani; anzi, volendo arric-
chire la collezione delle opere francesi, il Villamont
nel 16 io faceva persino stampare a Rouen la tradu-
zione delle opere di due valenti maestri Italiani, Caval-
cabò e Patenostrier.
E anche la seconda opera francese quella di Girard
Thibaust, L' Académie de l'Espée, etc. (poiché non si può
seriamente tener calcolo dell' opera di Thoinot Arbeau,
Orchésographie etc., 1596, composta quasi per dame,
che sa di muschio e di acqua di rose), è ben lontana
dal raggiungere il merito e la larghezza teorica de' nostri
trattati.
CENNI STORICI 97
Gli storici Francesi esclusivisti come sono, e teneri
sempre delle cose proprie, esaltano grandemente i me-
riti dei trattati :
di Charles Besnard {Le mais tv e d'armes liberal eie,
1653);
di Philibert de La Touche {Les vrays principes de
l'espée s etile, 1670);
di Perche du Condray {L'exercice des armes ou le
maiiicment du fleuret, 1676) e principalmente:
di quello di Wernesson de Lyancourt {Le maistre
d'armes ou exercice de l'espée setdle dans sa perfection,
16SÓ);
e del Labat {L'art en fati d'armes, 1696);
loro attribuiscono un gran numero di nuovi principii,
di nuovi colpi, di nuovi metodi, meraviglie teoriche e
meraviglie pratiche. Se non che una gran parte, anzi
la massima parte delle loro teorie, dei metodi loro si
rinvengono, almeno in embrione se non già sviluppati,
nei trattati italiani anteriori; ed essi, i Francesi, di pro-
prio aggiungono ben poco, ma solo abbelliscono, per-
fezionano quello che è stato dai nostri trovato. Così
opina il Marchionni; e gli si può credere.
11 signor Mérignac pare non veda di buon occhio
codesto affluire in Francia di maestri Italiani, che s'in-
sediano con tutto comodo, si stringono d' attorno la
nobiltà francese, l'addestrano a loro modo, imprimono
alla scherma francese un' impulso nuovo, non certo na-
zionale. S'arrabatta in mille guise per attenuare il fatto,
li conta, per così dire, e saluta con compiacenza il
giorno in cui sorgono buoni maestri Francesi. Niente di
più naturale; farei lo stesso io pure, se i Francesi ve-
nissero a far da maestri in Italia.
7
98 PARTE PRIMA
Non posso però accettare le osservazioni che egli
aggiunge quasi a commento del fatto: « Mais les Ita-
liens apporterent en France, avec leur art, leurs moeurs et
leur esprit vindicatif. Partout, dans les grandes cités du
royaume, se montraient, cornine a Naples, à Gènes et à
Florence, les bravi, ces sortes d'assassins, qui faisaient
mctier, pour de l'argent ou quelques faveurs des grands,
de tuer ceux qu'on leur designali. » (1. e. pag. 527).
Ecco, che in Italia si stesse male è verità innegabile; la
sicurezza pubblica con un governo come lo Spagnuolo
lasciava molto, anzi tutto, a desiderare; ma si persuada
il signor Mérignac, che anche in Francia non faceva
proprio bisogno che ce lo portassero gli Italiani il male
e lo spirito vendicativo. Ne vuole una prova? Badi alle
misure repressive contro i delitti, e ricordi la storia del
suo paese nel periodo delle lotte religiose, della guerra
civile da Enrico II a Luigi XIV. E giacché cita gli or-
dini severi del Cardinal de Richelieu « contre les si-
caires et les spadassins » se vi porrà mente, pochi, po-
chissimi nomi d' Italiani vedrà comparire tra i facino-
rosi. E anche fosse vero quello che egli afferma, si
dovrà attribuirlo ai maestri di scherma, i quali tra i
loro insegnamenti mettono in primo luogo la correttezza
dei costumi cavallereschi?
« La méthode italienne - egli poi soggiunge - qui
avait pour objet de perforer adroitement mi adversaire,
usant, à cet effet, de toutes les ruses possibles, se trouva
peu a peu modifiée par les moeurs et le caractere fran-
fais. L'esprit chevaleresque plus grand, plus loyal, plus
généreux, devait relever ce noble exercice. » (1. e. p. 528).
Codesto, a mio avviso, non si chiamerebbe correre
nel giudicare, ma volare ; anche a costo di ribaltare e di
CENNI STORICI 99
dire spropositi enormi. Padroni i Francesi di lodarsi e di
compiacersi de' propri meriti, come una damigella allo
specchio ; ma certi riguardi cavallereschi alla verità,
si possono osservare anche non avendo molta modestia.
Non è vero che la scuola italiana tendesse a tra-
passare l'avversario « usant de toutes les rzises possi-
bles ; » basta aprire un trattato qualunque de' nostri,
che quasi piuttosto peccano del contrario. E non è meno
falso che 1' arte fosse decaduta, miseramente, spietata-
mente decaduta, e che avesse bisogno di una pietosa
mano francese, mano leale, generosa, nobile, chiusa in
un guanto morbido, profumato, per rialzarsi e sorridere
di nuova vita. Per carità non si dica neppur per ridere,
che proprio, proprio non istà.
Ma che cosa ha potuto strappare al signor Mérignac
un giudizio così poco favorevole ed ingiusto per la nostra
scuola? Se bene mi appongo, egli allora pensava al
periodo infausto della frenesia per le sfide e per i duelli,
e vedendosi innanzi scene strazianti e la nobiltà corriva
al sangue, alla morte, per un motivo da nulla, ne ha
fatto causa la scherma italiana, solo perchè allora la
scherma italiana predominava, signoreggiava in Francia.
E non si ricorda d'aver letto nelle « Lettres patentes des
rois données enfaveur de l'art enfait d'armes ecc. » (i 643)
« Combien il est importane que les maistres soient, non
seidement bien experimentés aux faits d'armes, mais en-
core qu'ils soient de bonne vie, mceurs et conversations,
et de la religion catholique, apostolique et romaine? »
I duelli furono certamente causa di grande incremento
alla scherma in Francia. Siccome erano frequentissimi,
e tutti si battevano, per usare una frase francese, così
sentivasi da tutti il bisogno di saper tener in mano la
PARTE PRIMA
spada, di conoscer le regole più sicure, i colpi più van-
taggiosi, sia alla difesa, come anche all' offesa. Ma se
maestri Italiani prestavansi ad addestrare chi a loro
faceva ricorso, e rivelavano anche mosse e colpi se-
creti, non per questo approvavano i motivi de' duelli,
o fomentavano lo spirito vendicativo, i facili impeti, gli
sdegni inconsulti e boriosi de' duellanti : erano ben lon-
tani dal prostituire l'arte alle bizze degli spadaccini.
Ma poiché ci è offerto il destro, diciamo pure qual-
che cosa del duello nel suo terzo periodo ; periodo lut-
tuoso, ma tanto proficuo alla scherma; periodo in cui i
duelli prestarono modo all' arte della scherma di sco-
prire segreti e di sviluppare ricchezze di nuovi metodi.
— >>$$«<—
Ancora del duello.
Il terzo periodo del duello è dunque quello in cui è
considerato come una usurpazione del potere sociale,
un'offesa alla legittima autorità, un'infrazione d'ordine;
ed è combattuto dalle varie legislazioni e condannato
con pene di prigionia, di confisca e anche di morte.
Il frutto proibito è sempre più ricercato, ed il duello,
benché condannato, anzi appunto perchè poteva mani-
festare indipendenza dai freni legali, andò sempre acqui-
stando favore, fu reso più facile, comunissimo. E sot-
tratto alle cerimonie legali e all'influenza di qualunque
potere, si trasformò, si creò un codice proprio di norme,
di principii, di formalità convenzionali.
Ecco le differenze sostanziali tra il duello nel secondo
CENNI STORICI IOI
periodo e il duello nel terzo, che in parte è pure quale
si pratica oggigiorno :
i.° E abbreviato il termine tra la sfida ed il com-
battimento. Da prima a definire chi fosse l'attore e chi
il reo s'impiegavano parecchi anni (Maffei, Scienza ca-
valleresca, lib. in, e. 3) e per la elezione del campo si
concedevano non meno di sei mesi : ora bastano quat-
tro soli giorni, tre per designare i padrini e uno per
eseguire il duello.
2.0 A duelli si ricorre anche per fatti patenti, e
non si ricerca la mentita.
3.0 Tutti possono sfidare e accettar sfide, siano
pure gente di toga e di lettere : non la professione, ma
la nascita costituisce un impedimento al duello; perchè
un gentiluomo, e molto più un nobile, non accetterebbe
sfide da persone plebee.
4.0 Non essendoci il signor del campo, non e' è
sentenza, e il vinto non resta disonorato.
Questi i nuovi principii che regolarono il duello, prin-
cipii che non furono sempre a tutto rigore osservati, ma
che si modificarono col farsi più frequenti e più comuni
i combattimenti senza formalità ed in luoghi appartati,
che allora erano detti duelli alla macchia.
In questo terzo periodo adunque da una parte gli
ordinamenti legislativi si succedono con pene sempre
più gravi ; dall'altra cresce il numero de'duelli, la sma-
nia, il furore di battersi. Senza nominare le leggi eccle-
siastiche, dopo le disposizioni del Concilio Tridentino,
Sess. xxv, in Francia gli Editti contro i duelli comin-
ciano sotto Carlo IX (1566) e si moltiplicano fino al 1 791.
Fra gli altri un editto del 18 settembre 1634 punisce
colla forca anche gli spettatori Luigi XIV e Luigi XV
PARTE PRIMA
salendo al trono, giurarono di non far mai grazia ai
duellanti.
In Inghilterra, sotto Elisabetta, i duellanti erano pu-
niti col carcere, e sotto Cromwel la sfida con sei mesi
di carcere, l'uccisione in duello colle pene determinate
per l'omicidio.
A Napoli avvenne delle leggi contro il duello, quello
che già delle altre gride \ furono cioè numerosissime ma
senza efficacia. Due sono le principali ; quella del viceré
Pietro di Toledo (2 gennaio 1540) e che comminava la
morte agli stessi padrini 5 e quella del conte Monterry
(6 dicembre 163 1) che riduceva quella pena alla rele-
gazione ; perchè la troppa severità ne aveva reso im-
possibile 1' applicazione.
Anche in Piemonte l'editto del 1643 puniva l'omi-
cidio in duello colla confisca dei beni e colla morte.
Eppure con tanta mole di leggi e rigore di pene, i
duelli, principalmente in Francia, aumentarono sempre,
moltiplicando le vittime. E poteva temere le pene, chi
già per non sembrare vile accettava la sfida e affron-
tava la morte ?
Una piccolissima offesa, un'affronto leggiero, talvolta
una parola, uno sguardo, spingeva i gentiluomini a
battersi. Non v' era nobile che non contasse qualche
duello. Di giorno e di notte, nelle città e nelle campa-
gne, nelle sale dei castelli e in luoghi solitari, con sfida
preventiva e anche subitamente, si traevano le spade,
s'incrociavano e uno dei due era lasciato morto. I paggi
si battevan nei giardini stessi del Real palazzo, e per-
sino nelle anticamere (Cauchy de duelj. Pierre de l'Étoile
narra che in 18 anni, dal 1590 al 160S, più di 8,ooo
gentiluomini perirono in duello, assai più che non nelle
CENNI STORICI 103
guerre civili. La corrente trascinava talmente, e la smania
era così prepotente, che molti si battevano senza nessun
motivo, pel solo piacere di battersi.
Celebre a questo proposito fu il duello accaduto il
27 aprile 1578 fuori della porta Saint-Honoré, riferito
dalle cronache contemporanee. Il giorno innanzi, per
una questione avuta al Louvre, si erano sfidati Charles
de Balzac d' Entragues e Iacques de Quélus, favorito
del re; scelti quindi i padrini, il luogo, 1' ora, si tro-
varono secondo il convenuto, e vennero alle mani. I
padrini del Quélus erano Livarot e Maugiron; quelli
del d' Entragues, Ribérac e Schomberg, tedesco. Ora
mentre i due querelanti si battono fieramente, Ribérac
si vol^e a Maumron e dice:
— Sarebbe forse meglio che cercassimo qualche
modo per metter pace fra questi due, invece di lasciare
che si uccidano l' un l' altro.
— Ma io non son venuto qui per infilar rosari —
risponde Maugiron — io voglio piuttosto battermi.
— E con chi ? — risponde Ribérac — tu non e' entri
nella loro questione.
— Con te.
— Con me? Ebbene, raccomandiamoci a Dio.
Tratte quindi le spade, si scagliano furiosi l'uno con-
tro l'altro e dopo pochi minuti di lotta accanita cadono
ambedue mortalmente feriti. Vergognandosi di essere
spettatori inoperosi, Schomberg si volge a Livarot e:
— Costoro si battono — dice — che dobbiamo
fare noi?
— Battiamoci noi pure pel nostro onore — risponde
Livarot.
E le loro lame si cercano, si incrociano e risuonano
104 PARTE PRIMA
orribilmente. Così querelanti e padrini tutti si battono ;
Schomberg e Maugiron spirano sul luogo, Ribérac soc-
combe il giorno dopo e Quélus dopo 30 giorni di letto.
Sotto Luigi XIII la smania di battersi toccava il suo
colmo, ed erano duelli strani, feroci e anche senza ri-
guardi cavallereschi.
Ma allora appunto Richelieu dette mano a'suoi prov-
vedimenti efficaci, che se non tolsero, diminuirono assai
il numero dei duelli. Modificando le leggi già promul-
gate, prescrisse una gradazione nelle pene, cioè :
per la sfida, la perdita delle cariche, la confisca
de' beni, il bando per tre anni ;
per duello non seguito da morte, secondo le cir-
costanze, o la perdita dei titoli di nobiltà, o l'infamia,
o la pena capitale;
per il caso che alcuno de'combattenti soccombesse,
la pena di morte e la confisca totale.
E anche per i padrini le pene determinate furono più
severe e disonoranti.
Né si accontentò già solamente di pubblicare editti, che
editti se n'erano fatti anche troppi, rimasti perciò sempre
senza forza; ma con ferrea volontà ottenne che fossero
osservati. « // s'agit - diceva a Luigi XIII - il s'agit
de coiiper la gorge aux duels ou aux édits de Votre Ma-
jesté. » E rifiutate le lettere di grazia, fece eseguire le
più terribili condanne, senza por mente se i colpevoli
fossero della prima nobiltà del regno. Così lasciavano
la testa sul patibolo Francesco di Montmorency, conte
di Bouteville, il marchese di Beuvron e altri moltissimi ;
ma anche il duello era alquanto represso. « Celle sévéritc
- disse il presidente Hénault - fil plus d'effel sur les
esprit s quc tous les édits qu'on avait rendus a ce sujel. »
CENNI STORICI I05
Poco dopo, Luigi XIV7 creò una corte d'onore per
decidere pacificamente le personali querele, composta
dei Marescialli di Francia con a capo il marchese Fe-
nelon, primo spadaccino del suo tempo; e tutti allora
giuravano di non mandare né accettare sfide, e neppur
di assistere a duelli.
Ben presto nuove idee, nuove aspirazioni, nuovi bi-
sogni e nuovi pericoli distolsero gli animi da quelle
lotte inutilmente sanguinose. Benché numerosi ancora,
i duelli si fecero di giorno in giorno più rari, né su-
scitati da motivi leggieri e futili come per l' addietro.
La nobiltà stessa apparve meno fiera, meno orgogliosa,
benché più galante e anche più corrotta. Alle spade
triangolari che cagionavano spietate ferite e certa morte,
furono sostituite quelle che si usano presentemente. Al
duello per galanteria, per pura questione d'onore, si
unì bensì il duello politico; ma anche alla spada si as-
sociò la pistola. La rivoluzione infine del 1789 distrusse
le vecchie istituzioni, con stragi e guerre sconvolse,
rimutò gli antichi ordinamenti sociali ; ma dopo quelle
terribili convulsioni la società moderna usciva a nuovi
destini.
Anche il duello entrò in una nuova fase; sussiste
ancora, benché la moderna civiltà penda dubbiosa se
debba chiamare viltà il rifiutare la sfida, o assassinio
1' accettarla; ma è usato come un rimedio, come una
anomalìa, che ha il suo bene ed il suo male, e che allo
stato presente delle cose non si può ancora sradicare.
La scherma però ne attenua le conseguenze; lo ha cir-
condato di salvaguardie, di regole fisse, convenzionali,
civili. Essa non vuole che ci si batta per motivi fri-
voli, per gusto di battersi, per orgoglio e perversità
IOÓ PARTE PRIMA
d' animo ; ma vuole scritta sulla lama delle spade il
motto :
Ne me tire pas sans raison
Ne me rentre pas sans honneur!
Ed io son d' avviso che se i maestri di scherma, se
le sale d' armi così numerose e frequentate dal fiore
della cittadinanza, si uniranno in un programma d' or-
dine, tendente o ad abolirlo, o a restringerlo a casi
eccezionali, ci riesciranno molto meglio delle leggi stesse
dei poteri costituiti.
Né si dica che la scherma ci verrebbe a scapitare,
e a perdere della sua importanza.
Così com'è presentemente ordinata, essa può arrecare
alla società ben altri e più considerevoli beneficii che
non quello solo di servir come propedeutica al duello.
Anzi, se si togliesse interamente il duello, essa ci gua-
dagnerebbe-, perchè e quelli che già la coltivano, cono-
scendone per pratica i vantaggi igienici, morali e anche
intellettuali, continuerebbero negli esercizi incominciati,
e quelli che l'avversano pel solo motivo che le loro con-
vinzioni sono contrarie al duello, tolto questo spaurac-
chio, ammetterebbero fra le loro occupazioni più care,
quella pure di un po' di scherma.
Ritornando ai duelli del passato secolo, ebbero bensì
anch'essi norme e regole cavalleresche, ma erano dettate
da principii e sentimenti affatto estranei alla scherma.
E quindi un'ingiustizia incolpare la scherma ed i mae-
stri d'arme sia dell'eccessivo uso del duello, sia della
crudeltà e spietatezza con cui era praticato.
Come però facilmente si può capire, l' arte della
scherma in quel tempo doveva necessariamente progre-
dire, e più che altrove in Francia, ove le occasioni ad
CENNI STORTCI I07
esercizi erano più frequenti. E questo fatto è pure con-
fermato dal numero dei trattati di scherma, che dalla
metà del secolo XVII sino al secolo nostro colà videro
la luce; trattati eccellenti, con metodi corretti, ricchi di
giuochi e abbelliti anche di grazia tutta nuova.
E il periodo più glorioso per la scherma francese,
ed è bene che ci fermiamo a parlarne.
/ trattati dei secoli XVIII e XIX
e le scuole moderne.
Considerando appunto il numero e 1' eccellenza dei
loro trattati, usciti nei secoli XVIII e XIX, i Francesi
si gonfiano di compiacenza e asseriscono con gran si-
cumera e colla più sincera convinzione, di aver superati
gli Italiani e di essersi posti alla testa del mondo. Ecco
quali parole usa il Mérignac (voi. n, pag. 537)' « A
partir de la seconde moitié du XV IP siede (un po'troppo
presto, a dir vero), la Frutice se met a le tele de l'Eu-
rope pour la science des armes et y conserve cette place
jusqa nos jours; f Italie, qui nous avait devancés pendant
sì longtemps, mure he des lors à no tre suite. »
Lo dice il signor Mérignac, lo dicono naturalmente
i francesi e noi per cortesia li lasciamo dire; perchè le
parole sono parole e i fatti sono fatti.
È vero bensì che in Francia i migliori trattati sono
appunto di quel tempo, laddove in Italia ed anche in
Ispagna non furono né molti, né importanti; ma non
ne viene da questo tutta la conseguenza che ne de-
ducono i Francesi.
108 PARTE PRIMA
Causa le pessime condizioni politiche, che avevano
resa l' Italia nostra « la terra dei morti » non si potè
continuare la tradizione gloriosa dei secoli precedenti;
ma anche per la scherma possiamo usare la frase del
Giusti, che « assai eravam campati ,- eravam grandi e
là non eran nati. » E con buona venia dei nostri vicini
d'oltr'Alpe, parmi che il primato se lo arroghino loro da
sé, con giudizio poco modesto, ed anche un pochino falso.
Se si studiano e si esaminano i loro trattati non si
può non riconoscervi eccellenti teorie, molte novità,
progressi veri; e, quello che forma la maggiore lode
degli scrittori francesi, le loro idee vi sono esposte con
molta vivacità, evidenza, spigliatezza. L'arte della scherma
diviene più bella, più piacevole, vestita tanto leggiadra-
mente a bei colori, come sanno essi presentarla. E il
loro sistema non solo si completa e si perfeziona; ma
sempre più si viene ornando di convenzioni gentili, di
forme nobili e graziose, tutte proprie e corrispondenti
al carattere di quella nazione; prende quindi una fiso-
nomia spiccata e tutta francese
Ma dall' essersi fatta più gentile e garbata, all' aver
acquistato il primato sulle altre scuole e anche sull'ita-
liana, mi pare che ci corra non poco. Il crederlo, sarebbe
voler giudicar 1' uomo dal vestito, e conchiudere che
chi meglio veste dev' essere perciò anche più galan-
tuomo. Si confonde spesso lo scrittore collo schermi-
sta, la vivacità dello stile e delle imagini colla bontà
delle teorie; una cosa, come ognuno sa, ben diversa.
E giacché mi ci trovo, voglio dir tutta intera la ve-
rità quale la sento, sui trattati francesi. Parmi adunque
che in essi i nostri vicini dimostrino chiaramente che
non si diano molta cura di studiare le cose nostre,
CENNI STORICI 109
prima di dar giudizio di esse ; e che ci giudichino senza
prima averci conosciuto. Da ciò nasce che spesso e vo-
lentieri tacciono de' nostri maestri e dei nostri trattati,
e che quando ne parlano, fanno una confusione di nomi
e di cose, scaraventano spropositi da can barboni e per
ignoranza ci negano ogni merito e dicono scoperto da
loro e interamente nuovo, quello che è nostro, ed è già
vecchio e rancido fra noi. La scherma francese è perciò
un'edera riqwliosa bensì e lussureggiante di foglie: ma
parassita e vegetata a spese di una grossa querce: la
querce sarebbe la scherma italiana.
Non voglio con questo negare i meriti della scuola
francese ; li riconosco ed apprezzo grandemente -, ma
giustizia e carità di patria non mi permettono d' accet-
tare in silenzio il giudizio di preminenza e superiorità
che si ascrivono i francesi, tutto a danno nostro e non
secondo verità. Hanno meriti, ma molti più se ne at-
tribuiscono, che se meglio conoscessero i nostri trattati,
non si agognerebbero.
Ciò che veramente tolse favore a' maestri Italiani, e
impedì che accorressero in Francia e mostrassero la
loro superiorità, quello insomma che maggiormente dan-
neggiò la scuola italiana ospite in Francia, fu il disten-
dersi, il fiorire delle Accademie d'armi, e i nuovi rego-
lamenti che restrinsero la facoltà d'insegnare la scherma.
Già sotto Carlo IX i maestri d' arme s' erano colà
stretti in corporazione, col titolo di « Académie d'armes »
o « Maìtres en fait d'armes de V Académie du roi; » (la
prima società che prendesse il titolo di Accademia); ma
i suoi privilegi, benché confermati dai re Enrico IV e
Luigi XIII, furono pochi e di poco momento.
Il maggior favore e la protezione più efficace le venne
PARTE PRIMA
da Luigi XIV. Questo re pel primo, si prese a maestro
d'armi un francese, il cavaliere di Saint-Ange, laddove
per l'addietro l'istruzione dei principi reali solevasi affi-
dare a maestri Italiani di maggior grido. Approvò poi
gli statuti e i regolamenti dell' « Académie cCarmes; »
ne accrebbe i privilegi ; determinò il numero de' maestri
sino a 20 ; ai quali dopo 20 anni d'esercizio rilasciava
lettere di nobiltà ; le concesse la facoltà di creare mae-
stri, e la decorò persino di un' insegna sua propria. E
anche nell'esercito, ove, sotto Luigi XIII, seguivasi an-
cora il metodo del famoso Fabiani, chiamato in Francia
da Maria de' Medici, volle che maestri Francesi insegnas-
sero i metodi praticati nell'« Académie. »
In progresso di tempo, sorte altre Accademie in ogni
parte della Francia, fu proibito, senza speciale diploma,
di aprir sale d' armi ed insegnare esercizi. Un decreto
del 18 dicembre 1759 proibisce a « toutes personnes
de quelque gitali té et condition quelles soient, autres que
les maistres en fait d'armes, d'expérience et chef— d'oeuvre,
de s'ingérer d'enseigner l'exercice et maniement des ar-
mes, de tenir attenne assemblée a cet effet, soit en par-
ticitlier, soit en public, en chambres, salles, cottrs, jardins,
colléges, enclos et autres lieitx dans la ville et faubourgs
de Paris, a peine de trois cents livres d'amende, confisca-
tiou des fieitrets, plastrons et atttres ittensiles dudit art,
et mente en cas de recidive, d ' emprisonnement. »
Gli Italiani adunque che prima accorrevano in Fran-
cia come in terra di lauto guadagno e di sicuri trionfi,
si trovarono chiusa a questo modo la splendida via. Il
lustro poi che ben presto acquistarono le accademie, i
nuovi trattati che si scrissero, sempre più esaltarono gli
animi de' Francesi, e li indussero a credersi superiori a
CENNI STORICI III
tutti, molto più che le condizioni dell' Italia erano sfavo-
revolissime allo sviluppo progressivo della nostra scher-
ma. Ma come sempre tanto presumettero da non curarsi
affatto degli altri, da non badare se in Italia si scrivesse
e si fosse scritto: la grande nazione ci credeva immobili
e cadaveri. E fu grave errore.
La cosa appare evidente dall'esame dei loro trattati.
Dall'opera del Labat passano non pochi anni, prima
che si abbia un nuovo trattato d' importanza, poiché
solo nel 1736 compariva il « Nouveau traile de la per-
fection sur le fati des armes » del Girard. In esso la
scherma francese riceve bensì grande impulso e largo
sviluppo; ma molti giuochi che egli annunzia come
nuovi, si rinvengono già esposti in altri trattati nostri.
Persino quando descrive le molte e differenti guardie
allora in uso, riproducendo la guardia Italiana e la Spa-
gnuola si distacca dal vero, e mostra di ignorare i
trattati che di fresco erano usciti in Italia. E la guardia
che egli stima migliore, praticata da migliori spadac-
cini, si può vedere già usata in Italia prima e riferita
in moltissimi trattati.
Errori ancora più grossolani e massicci rinvengonsi
in altre opere di quel tempo e principalmente in quella
del Danet, L'Art des armes (1766), benché sia opera
che faccia molto onore alla scherma francese. Ecco la
genesi di quelli errori
Prima di lui, il nostro D'Angelo di Livorno aveva pub-
blicato il suo trattato, conformandosi alla scuola Fran-
cese ed accarezzandone l'amor proprio sino a chiamare i
Francesi : « les premier s maìtres du monde pour la bonne
gràce et l'habilité. » In esso il D'Angelo posto il prin-
cipio che la parte principale della scherma consiste nelle
PARTE PRIMA
parate, volge ad esse il suo studio, e pel primo descrive
una parata da lui detta le cave, contro il colpo di fian-
conata; parata dal Marchionni riconosciuta per la ceduta
di quinta; dà quindi utilissimi ammaestramenti basati
sulla sua lunga esperienza che l'aveva reso il migliore
tiratore del suo tempo, ed è persino 1' inventore del
piastrone Le Mur, o esercizi fatti colla scorta del maestro.
Due anni dopo del D'Angelo, nel 1765, aveva scritto
Daniel O'Sullivan, che nella sua Escrime pratique parlò
pel primo della parata di mezzo-contro.
Sembra adunque che il Danet, abbia voluto, espo-
nendo il suo trattato, battere in breccia sia alcuni prin-
cipii del D'Angelo e del Sullivan, sia anche gran parte
del metodo seguito dai maestri dell' « Académie. » Ne
sorse una polemica vivissima e una lotta acerba, che
però fu di grande vantaggio a tutto lo svolgimento teo-
rico della scherma.
Contro il Sullivan ecco come si esprime il Danet:
« Jamais les armes noni admis de demicontre, il n'y
a pas trois Académies dans Paris où le maitre dise a
sou élève, parez-moi de demicontre ; si l'ou vouloit par-
lager les parades et les òottes, et admettre de demi-situa-
tions ou positions a cJiaque partie d'exécution, le maitre
et l 'élève ne se reconnaitraint plus dans la pratique et
l'enseignement.
A sostenere le ragioni del Sullivan e il sistema del-
l'* Académie » scrisse, fra altri, La Boéssière (pére), che
nelle sue: Observations sur le traile de l'art de /aire
des armes de M. Danet, acerbamente combattè le teorie
del Danet, il quale fu anche obbligato a dimettersi dalla
carica, da lui occupata con onore per molti anni, di
Presidente dell'Accademia stessa.
CENNI STORICI
"3
Non ostante però tali critiche, il Danet fu per la
scherma francese del secolo XVIII quello che era stato
il Liancourt per il secolo XVII, un innovatore audace
e valentissimo, e il primo che faccia parola della punta
volante.
Ora tanto il Danet, quanto La Boessière e gli altri,
sia perchè nell'ardore della questione poco badassero
ad appurare le cose, sia che non giudicassero meritevoli
di studio i trattati anteriori, principalmente nostri, se ne
mostrarono ignorantissimi e caddero in errori inscusa-
bili. Essi chiamano nuovi colpi e movimenti che già si
rinvengono nei trattati dell'Agrippa, del dall'Agocchie,
del Giganti. Il Danet poi oppugnando alcuni difetti della
scuola italiana per gì' inquarti e le intagliate, riproduce
le teorie nostre con molta inesattezza, e citando, cita
spesso a sproposito. Basti il dire che a pag. 144 del tomo 1,
dopo aver affermato che il Saint-Didier è il fondatore
della scherma in Francia, soggiunge che « gli stessi
principii del Saint— Didier erano insegnati in Italia nel
1570 da Giacomo Grassi, modenese. » E noi invece sap-
piamo che il Grassi pubblicò il suo trattato tre anni
prima del maestro francese ; sembra quindi che piuttosto
chi vien dopo copii da chi ha scritto prima.
Né si finirebbe così presto se si volessero notare tutte
le corbellerie che furono dette da lui e dagli altri autori
francesi. Così quando nel 1818, La Boessière, figlio del-
l' antagonista del Danet, rendeva di pubblica ragione il
suo trattato (Traile de l'art des armes), già nell' introdu-
zione lamentavasi che pochi fossero i libri elementari che
trattassero di scherma, e più degni di dimenticanza che
non di studio-, e aggiungeva: « È dunque una materia
nuova questa che ora si imprende a descrivere, ecc. »
114 PARTE PRIMA
Ma, e tutta quella pleiade di ottimi scrittori che tanto
avevano fatto progredire lo svolgimento teorico della
scherma dal Marozzo al Danet, al Grisetti e Rossaroll ?
Possibile che tanto poco meritassero dell' arte, sicché
questa si avesse nel 1 8 1 8 a chiamare nuova, o quasi
nuova?
Il trattato del Boèssière, espositore delle teorie del
padre, è senza dubbio uno dei migliori che si siano
scritti in questo secolo-, a lui ed al padre, da cui si ebbe
anche l' introduzione della maschera in filo di ferro, la
scherma deve moltissimo ; ma un po' di giustizia, un
po' di pudore per la verità, e un po' di rispetto per la
gloria altrui!
Il Mérignac, a pag. 573, dice che « A l'epoque rie La
Boessiere, les peuples, nos voisins, avaient compri 's l'utili té
des établissements rélatifs a l'escrime > e riporta le parole
del medesimo Boèssière: « La Cour de Londres, a jait
venir a grands frais des maìtres d'armes frangais qiii
iiennent école publique. L' Alien lagne, la Pologne, la Rus-
sie, l' Espagne, la Sardaigne, ont imiti cet exemple. »
Se si eccettui l' Inghilterra, nazione sovra ogni altra
ospitale, che concede senza distinzione e preferenza il
suo favore al vero merito, e ove sempre raccolsero
grandi premi i nostri maestri, io credo che nelle altre
parti d' Europa abbia procurata la preminenza nella
scherma alla Francia, non la superiorità teorica, ma
l'egemonia acquistata allora colle armi, l'influenza eser-
citata da lei sulle nuove istituzioni, e 1' obbligo di adot-
tare i sistemi francesi imposto dal Dittatore francese.
L' Italia, in quel tempo, era umile ancella, accolse la
nuova veste dei padroni d'oltr'Alpe ; ma neppur allora
dimenticò di esser stata grande anche nella scherma.
CENNI STORICI 115
Ai trattati che abbiamo accennato, usciti in Francia
nel secolo XVIII, e a cui si devono unire quelli del
Bertrand (1801), del Chatelain (181 8), del Lhomandie
(1821), del Lafaugère (1820), del Muller (1828) e del
De-Bast (1S36) e di altri, oppose anch'essa i suoi, pochi
di numero, ma non inferiori per bontà di principii, ai
francesi.
Così nel secolo XVIII per nominare i principali so-
lamente e senza fermarmi a darne giudizio, scrissero
Giuseppe d'Alessandro di Napoli (171 1), Alessandro
Di Marco (1758), Guido Antonio Mangano di Pavia
(1781), Michele, Micheli di Firenze (1798).
E nel secolo nostro: Paolo Bertelli (1800), Rossaroll
e Grisetti, amici ed ufficiali della grande armata, fon-
datori della moderna scuola napoletana (1803), Blasco
Florio, Catanese (1 825-1 844), Michele Gambogi (1837),
Bartolomeo Bertolini (1842), Alberto Marchionni; il quale
ultimo colla sua opera: Trattato dì scherma sopra il
nuovo sistema di giuoco misto Italiano e Francese può
gareggiare con vantaggio coi migliori di Francia.
Forse a taluni potrà sembrare grave mancanza il
passare solo in rassegna questi nostri trattati, senza
mostrarne i pregi che racchiudono, e i vantaggi che
ciascuno arrecò allo sviluppo della scherma. Ma già
troppo esteso è il lavoro storico che ho sin qui con-
dotto, e troppo sono noti, almeno i principali, perchè
io abbia a trattenermi in un' analisi, anche breve, di
essi: occorrerà poi di parlarne più innanzi quando dovrò
esporre le condizioni presenti della nostra scherma in
Italia.
E qui solo ho inteso dimostrare come l'Italia non
fu seconda a nessuna nazione nello svolgimento teorico
I I 6 PARTE PRIMA
della scherma e che, se le condizioni politiche non fos-
sero state tanto infauste, avrebbe meglio e con più
splendore affermata e sostenuta la sua superiorità.
Nò si deve passar sotto silenzio che la bontà ed
eccellenza della nostra scuola fu anche frequentemente
proclamata in gare parziali; poiché ogni qual volta si
trovarono di fronte le migliori lame dei due paesi, la
vittoria arrise di preferenza a- noi. Gli esempi sono
numerosi-, ma io ne citerò solo alcuni, togliendoli dal
Marchionni.
Quando Murat era re di Napoli, moltissimi maestri
e dilettanti francesi si trovavano nel suo esercito, e
spesso ebbero occasione di misurarsi con maestri e di-
lettanti napoletani; or bene, dice il Marchionni, furono
essi sempre battuti dai nostri.
Essendo viceré d' Italia Eugenio Beauharnay, fu man-
dato di Francia a Milano il maestro La Motte perchè
insegnasse al Collegio militare. Ma in Milano eranvi
già due maestri di molto grido, Giuseppe Bianchi e
Antonio Gaggiani, e il preferir loro uno straniero parve
a molti signori e dilettanti di Milano un' ingiustizia ed
un'offesa. Se ne lamentarono quindi allo stesso viceré
il quale permise una pubblica gara, determinando che
il vincitore sarebbe anche eletto all' insegnamento nel
Collegio. La gara ebbe luogo alla presenza del viceré,
del suo stato maggiore e della prima nobiltà francese,
e in essa il Bianchi che si battè con La Motte, riportò
uno splendido trionfo. E la cortesia non fu minore del
suo merito schermistico, poiché generosamente cedette
al La Motte il posto che aveva meritato colla vittoria e
si portò invece a Pavia ov'era premurosamente chiamato.
Anche il Saint-Georges, allievo famoso del La Boès-
CENNI STORICI 117
sière padre, che i Francesi chiamavano l' uomo più
straordinario che si fosse mai veduto nella scherma,
in un'Accademia di scherma a Parigi tirò con un mae-
stro italiano, il celebre Giuseppe Gianfaldoni di Livorno,
che allora faceva ritorno dall'Inghilterra in Italia. E in
essa fu primo colpito il Saint-George, poi il Gianfal-
doni e in un ultimo assalto ancora il Saint-George, ri-
manendo così la palma al maestro italiano. (Marchionni,
Pag- 85)-
E senza molto dilungarmi a ricordare fatti antichi
e sempre a conferma che i Francesi sono troppo cor-
rivi ad attribuirsi superiorità, lo stesso Louis Mérignac,
conosciuto col nome di Mérignac Ainé, per distinguerlo
dal fratello Emile, autore dell' Histoire de l'escrime, e
che i Francesi chiamano « le premier tireur du monde »
non fu egli brillantemente battuto, non è molto a Pa-
rigi, dal mio amico Salvatore Pecoraro?
Per quanto però possano solleticare il nostro amor
proprio codesti trionfi individuali, io sono ben lungi dal
dedurne una prova assoluta a crederci superiori; e dico
che, siccome i confronti sono sempre odiosi, così il pro-
nunziare un giudizio di preminenza fra le due scuole
Italiana e Francese, sia molto difficile. « Per stabilire
un fatto simile - osserva giustamente il Marchionni —
bisognerebbe che un determinato mimerò di maestri e di-
lettanti Francesi, con altrettanti maestri e dilettanti Ita-
liani venissero al paragone, tirando diverse volte insieme
con regole prestabilite sul modo di tirare. » Questo a
mio parere sarebbe il mezzo più acconcio per un giu-
dizio con qualche fondamento sulla preminenza della
scherma nelle due nazioni. Ma quando ciò potrà avvenire?
A me basta dunque, sia dall'esame dei trattati che
I I 8 PARTE PRIMA
si sono scritti, sia dai risultati ottenuti nelle gare par-
ziali, poter dedurre che l' Italia non è rimasta addietro
alla Francia; e che lo sviluppo che in questi ultimi
anni vien dato alla scherma con favore universale, le
procurerà un posto onoratissimo.
Il signor Mérignac stesso, considerando gli studi serii
che si stanno compiendo fra noi, a pag. 5S2, scrive:
« Jamais l 'escrime, et stirtout V escrime frangaise, ne fut
plus répandue, plus Jlorissante et plus universellemenl
goiìtée ; des professeurs frangais l'enseignent en Angle-
terre, en Belgique, en Russie, en Suede, en Allemagne ; des
salles d'armes se fondent dans les capitales du Nouveau
Monde, pendant que chaque jour l 'escrime italienne et
l'escrime espagnole se perfectionnent, se régularisent et
marchent sur les trace s de la Frane e. »
Io torrei, assolutamente torrei, quel farci camminare
sulle loro orme, che non ci sentiamo di seguirli e di
esser loro inferiori. Principalmente dopo che la nostra
scuola col giuoco misto, in cui ha tolto il meglio della
scuola francese, pur conservando ciò che prima aveva
di proprio e veramente tradizionale, ha fatto così mi-
rabili progressi ; in nessun modo ci può bastare di pro-
cedere « sur les traces de la Frane e. »
Essi stessi, i Francesi, riconoscono il nostro primato
neir uso della sciabola, principalmente dopo che alla
scuola dell' esercito col sistema Redaelli lo studio di
quell'arme potè conseguire uno straordinario sviluppo,
sino a gareggiare per bontà di metodi collo sviluppo
della spada. Nella spada poi a cui essi di preferenza
si applicano e per cui vantano veri meriti, è cosa molto
difficile il determinare quale delle due scuole prevalga;
e certo per lungo tempo sarà una fatica inutile tentar
CENNI STORICI I 19
la soluzione del problema e addurre ragioni prò o
contro. Il meglio perciò che noi Italiani possiam fare si
è di applicarci con animo risoluto, fiduciosi e concordi
a progredire sempre più, come finora si è cercato, e
di mostrarci superiori più coi fatti che non colle parole.
Ma qui appunto la nostra storia ha punti neri.
In Francia, questa benedetta concordia di animi esiste
ed è gran pregio di quella scuola. Tutti seguono un
sistema solo, e lo illustrano coi meriti personali e con
nuovi perfezionamenti. Le differenze sono poche e non
mai sostanziali.
Vi fu bensì un momento in cui la discordia era en-
trata nel loro campo ; ma fu breve prova ; tutto ritornò
in pace, e concordemente tennero l' istessa via. Allora,
intorno al 1830, come nel suo elegante scritto: Un
tournoì au XI Xe siede, dice M. Legouvé : « Une école
nouvelle rejetait cornute inutile et presque comme ridiente
la gràce des aptitudes et l'harmonie des mouvements. »
Ma codesta scuola che alla grazia dei movimenti
preferiva i colpi di tutta forza e vigore, ebbe corta
vita, e ben presto si fé ritorno « aux traditions de la
régularité et de l'élégance. » Si ottenne cioè di pro-
vare « que la régularité nest un obstacle a la vitesse,
qu'011 peut ètre a la pois le plus gracieux et le plus ter-
rible des tireurs. » Perciò i maestri che presentemente
sono in maggior fama: Louis Mérignac, Vigeant, Pré-
vost, Pellerin, Rouleau, Hottelet, Ayat, Cain, Rue, Cha-
zalet, i tre Ruzè, Robert, Frey, Rouvière, Hyacinthe, ecc.
insegnano con pochissime differenze gli stessi metodi dei
maestri che tennero il campo prima del 1830, e di
quelli più vecchi di una generazione. E sulle medesime
loro orme, colla medesima interpretazione del sistema
120 PARTE PRIMA
si avanzano, si rendono valenti i numerosissimi dilettanti
delle sale d'armi francesi : Antonio d' Espeleta, Saucède,
Vivet, André, Chabrol, De Villeneuve, Duran, Laroze,
De Vaux, Corthez, D'Aldama, Maillet, Abellard, Mar-
land, ecc. ecc., che sarebbe lungo il riferire solamente
i più celebri.
In tanta unione di concetti e di sforzi, la scherma
francese progredisce mirabilmente: ha potuto determi-
nare stabilmente il suo sistema, circondarlo di una frase
artistica sua propria, elegante ed anche efficace ; sicché
noi facilmente la riconosciamo e distinguiamo appena
un tiratore di quella nazione armeggia col fioretto, o
si batte in una gara.
Non così fra noi, in Italia, poiché differenze sostan-
ziali ci dividono e suddividono, disperdendo così e an-
nullando gran parte delle nostre forze, della nostra at-
tività. E ornai la scissione è così profonda, che non si
può dire e nominare una scuola italiana; ma si deve
dire le scuole italiane e distinguerle col nome di chi è
stato fondatore o riformatore d' alcuna delle molte chie-
suole e sette.
Siccome poi cresce di giorno in giorno il favore per
gli esercizi della scherma, e sorgono in ogni parte
nuove associazioni, s' aprono nuove sale d' armi, ed è
divenuto un bisogno della moderna società il saper
maneo-giare artisticamente il fioretto o la sciabola, così
sempre più si radicano, si diffondono i difetti dei molti
sistemi, sempre più si dividono gli animi, e l' arte ne
ha danni, non veri vantaggi, ed è ritardata sulla via
del perfezionamento.
Ma qual' è codesta divisione, codesta scissura nella
scherma italiana?
CENNI STORICI
Sarà bene dedicarvi un capitolo a parte, e trattar
la questione diffusamente con abbondanza di argomenti
e di prove. Forse ciò potrà giovare a molti, i quali non
conoscendo lo stato delle cose, senza volerlo, favori-
scono i sistemi più difettosi, e combattono i meglio
progrediti.
Prima però di entrare nel doloroso argomento, dopo
di che chiuderemo anche i cenni storici, sarà bene aver
presente i caratteri speciali delle diverse scuole e dei
molti metodi che si discutono il primato.
Due, come già dissi, sono le scuole principali : l' ita-
liana-spagnuola e la francese, poiché le altre sono
modificazioni dell'una o dell'altra.
I popoli invero del settentrione più che alle gare ed
agli esercizi della scherma, volsero di preferenza l'animo
a studi più severi e speculativi; perciò non ebbero mai
una scuola tradizionale e sistemi proprii; ma accolsero
sempre i principii ora di maestri Italiani, ora di maestri
Francesi. In Russia ed in Germania apparvero bensì a
quando a quando buoni trattati di scherma, come per
nominarne uno eccellente, quello del Sieverbruch, (1852)
tradotto anche in francese nel 1860 col titolo: Manuel
de l' escrime; ma furono sempre isolati, senza precedenti
e senza continuatori.
Anche nella Spagna la scherma non potè progredire
quanto in Italia ed in Francia, benché l'attitudine alla
scherma sia mirabile negli Spagnuoli; e ciò forse per-
chè quel popolo si dette presto ad altri giuochi ginnici,
e provata l' emozione de' combattimenti coi tori, che
chiamò veri duelli, el duelo, non potè gustare le gare
schermistiche, più razionali e meno tumultuose.
II nome però che noi usiamo di scuola Italo-Spa-
PARTE PRIMA
gnuola non è già dato per significare che gli identici
principii siano seguiti nelle due penisole, poiché princi-
palmente in questi ultimi tempi, la Spagna accolse di
preferenza teorie e costumanze francesi ; ma per la fog-
gia dell'arma che è tradizionale ne' due paesi e per il
principio su cui basa la loro guardia.
La scuola adunque Italo—Spagnuola ha l' arma con
impugnatura a coccia e vette trasversale, ricasso che
ferma e assicura la lama, e questa quadrangolare e
piatta.
Il suo studio è volto a rendere il giuoco della sala
più che sia possibile, conforme al vero combattimento,
ispirandosi a tutte le eventualità degli assalti senza
maschera: anche l'arma perciò è la stessa, sia negli
esercizi, sia sul terreno vero.
La sua guardia basa sui principii della meccanica
animale, e con fino criterio e giusta misura, sa usare
forze e spazi e mantenere tempi e precisione. Impiega
tutte le articolazioni del braccio a meglio dirigere l'arma
e accompagna i colpi colla parte superiore del corpo.
Infine la sua frase schermistica, costruita con intelli-
gente discernimento, sa unire elegante compostezza a
movimenti vigorosi e spontanei.
La scuola francese usa arma differente per la sala
e per il terreno; l'arma per la sala è più leggiera, con
lama quadra equilaterale, leggermente curvata, e al-
l'impugnatura riparata con semplici anelli (fleuret); pel
terreno l' arma è alquanto più grave, a ferro triango-
lare, con coccia semplice, senza il nostro vette trasver-
sale (épée de combat).
Muove con grande elasticità il pugno che imbran-
disce l' arma, impiegando nei movimenti anche le dita
CENNI STORICI 123
della mano {doigter, diteggiare). Tende a colpire sia per
le linee diagonali, come per le rette, e sempre conserva
il corpo elegante e molleggiarne (souple) non accompa-
gnando col tronco i colpi, ma pur movendo gli arti in-
feriori.
I suoi movimenti sono perciò eleganti, pieni di grazia
e forse persino troppo manierati ; sicché alla compostezza
e alla vivacità dell'azione, molte volte vien sacrificata la
correttezza tecnica della frase. Ma se il contegno fran-
cese è più gentile del nostro, e il nostro è più vigoroso
del francese, ciò dipende dall' usar noi sempre l' arma
stessa per la sala e per il terreno studiando più che la
forma estetica dell' esercizio, l' eventualità decisiva del
terreno.
Infine i Francesi non si permettono mai accenno e
grido durante 1' azione-, noi invece, sia per tradizione,
sia per libera elezione accompagniamo i movimenti e
i colpi più risoluti anche colla voce, e talvolta per
meglio ingannare l'avversario secondiamo l'attacco con
tutto il corpo e spesso rompiamo a studio la misura.
Queste sono le differenze principali riguardo alla for-
ma degli attacchi e delle parate, che presentano le due
scuole gareggianti onoratamente fra loro: quale sia mi-
gliore, quale veramente prevalga sia nella teoria, come
nella pratica, è intempestivo e inopportuno il giudicare.
Veniamo però a dire delle condizioni della scherma
nostra, delle sue divisioni e anche de'mezzi con cui po-
trebbe essere portata a maggiore grandezza.
124 PARTE PRIMA
v.°
Una questione particolare.
I miei cortesi lettori si ricorderanno certamente della
lotta letteraria che con tanta fierezza si combattè al
principio' di questo secolo tra classici e romantici. Vi
presero parte i migliori ingegni di quel tempo, tra i
quali il Monti per una parte, e per l'altra Alessandro
Manzoni: né sempre in quella lotta si misurarono le
sciabolate a rigore di cavalleria. Or bene, anche nel
campo della scherma è sorta una lotta intorno alla
tecnica del metodo, la quale si accosta di molto a quella
dei classici e dei romantici, e in questa pure da qual-
che anno vengono scambiate sciabolate teoriche e pra-
tiche, nella speranza di avere per sé il principio diret-
tivo dell' arte e l' avvenire.
Da una parte adunque e' è una specie stranissima
di classici, di un classicismo ad usum Delphini, che
hanno la pretesa, e niente altro che la pretesa, di atte-
nersi alla tradizione storica italiana.
Dall' altra proprio una specie di romantici, i quali
vogliono, che l'arte, anche conservando certi principii,
perpetuamente veri, progredisca, accolga elementi che
la pratica corona di buoni risultati; che si modifichino
le formole scientifiche e non si atrofizzi l'arte; e di con-
seguenza pretendono 1' avvenire per sé.
CENNI STORICI 125
La lotta non è tanto semplice come può parere a
primo aspetto, né inutile come tante altre.
Ma veniamo a spiegazioni più chiare, e anche più
storiche.
La divisione, la discordia nel metodo schermistico
in Italia è di data antica. Rimonta al principio del se-
colo quando l'Italia fu lasciata a pezzi e bocconi, quando,
caduto l' impero di Napoleone e poi il regno del Beau-
hernais, ci rimase una quantità di costumanze, di allu-
macature francesi. Noi avevamo già una scuola nostra,
quella stessa nella parte sostanziale, che ebbe come prin-
cipali espositori scientifici il Rossaroll Scorza e il Grisetti.
Questi però nel loro trattato La scienza della scherma
(1803) raffermarono bensì principii e teorie antiche, ma
poco o nulla introdussero di nuovo.
Nell'Italia settentrionale la nostra scuola fu per breve
tempo soverchiata dall' influenza francese ; e si dovette
cedere, e infranciosarci anche nella scherma-, ma poi,
cacciati quelli, sorse un nuovo metodo che intendeva
unire alcune particolarità del sistema francese, con prin-
cipii nostri tradizionali. Era un misto dei due sistemi, ed
ebbe il suo primo espositore nel Marchionni, il quale
pubblicò il suo trattato nel 1847.
Adunque verso la metà del secolo, troviamo già pro-
fondissima la divisione nella scherma italiana. Da una
parte la scuola meridionale ligia immobilmente alle an-
tiche tradizioni, coli' arma tradizionale ispano-italica a
vette trasversale con gli archetti di unione e col nuovo
uso di fermarla al polso con un legaccio, e con tutto
il corredo delle antiche formalità ; dall' altra la scuola
I2Ó PARTE PRIMA
mista coli' arme modificata, modificata l'impugnatura,
tolta la vette trasversale e gli archetti di unione, con-
servata però la coccia ed un semplice anello.
Intanto a Bologna lo Zangheri (maestro celebrato che
lasciò dopo di sé imitatori e maestri riputatissimi), sti-
mando non interamente opportune e in parte insuffi-
cienti le modificazioni che andava introducendo il Mar-
chionni, ma pure riconoscendo la necessità di progredire,
correggeva quei tentativi mantenendo più rigorosamente
i principii fondamentali del metodo meridionale, conser-
vandone la foggia dell' arme, abbandonando l' uso di
tener l'arme legata, raccorciando il fioretto, perchè si
potessero eseguire talune azioni schermistiche adottate
dal metodo francese, che la legatura, specialmente sotto
misura non permetteva di fare. Egli tanto fidavasi, e
con ragione, della bontà dei suoi principii,' che. non
dubitò di chiamare italiano il suo sistema.
O presto o tardi, come si capisce, le due scuole, la
mista colle sue modificazioni, e la meridionale immobil-
mente fissa, e incipriata come un nobile del secolo pas-
sato, dovevano trovarsi di fronte, misurarsi e disputarsi
il campo.
E infatti avvenuta la liberazione dell'Italia dallo stra-
niero, e scomparse molte idee regionali, si volle toglier
di mezzo anche questa divisione, e si cominciarono a
vagliare, discutere, i due sistemi. Ma si destò un vero
vespaio. Lo Zangheri era scomparso dalla scena; ma
rimanevano i suoi discepoli, giovani, baldi di vita e fidu-
ciosi nella bontà del loro sistema. Il trattato del Mar-
chionni era bensì il centro degli studi della scuola mista,
ma d'anno in anno i discepoli praticamente trovavano
nuove aggiunzioni modificative.
CENNI STORICI 127
Ad accrescere la divisione concorse lo sviluppo che
allora ottenne la scherma colle nuove sale d'armi aperte
in molte città, e più coli' introduzione di un insegna-
mento metodico nell'esercito. Prima d'allora, cioè del-
l'anno 1S6S, la scherma era ben poco studiata nell'eser-
cito, e l' insegnamento di quel poco era affidato talora a
qualche ufficiale, tal' altra ai maestri borghesi delle città
ove erano di stanza i reggimenti, e spesso anche a tam-
burini maggiori, come se maneggiar la canna dal grosso
pomo, fosse la stessa cosa che armeggiar colla spada.
Non dunque regolarità d' insegnamento, non metodo
fisso, non incoraggiamento; una vera sciagura; e i bor-
ghesi perciò nella scherma vincevano dì c"ran lurida i
militari.
Ma nel 1868 il Ministro per la Guerra, Generale
Bertolé— Viale, tanto studioso de' miglioramenti dell'eser-
cito, ordinò con sua Circolare che si aprissero tre scuole
di scherma; cioè a Parma ed a Modena perchè vi ot-
tenessero diplomi di maestro quelli della fanteria; a Mi-
lano invece per i militari di cavalleria. L' idea della
scuola era eccellente, forse non così eccellente di costi-
tuirne subito tre; ed infatti dopo un anno quella di
Modena era incorporata a quella di Parma. Il titolo era
di scuola di tiro, ginnastica, sellerina e nuoto per la
fanteria; ma il nuoto fu sempre un pio desiderio dei
buoni militari e non se ne fece mai nulla, per la sem-
plicissima ragione che.... mancava l'acqua. L'istruzione
per la scherma fu affidata all' illustre Cesare Enrichetti,
il quale degno scolare dello Zangheri continuava le tra-
dizioni della scuola che lo Zaneheri aveva chiamata
italiana, che aveva per base il metodo meridionale, ed
a cui erano state aggiunte le modificazioni che abbiamo
12 8 PARTE PRIMA
sopra notato, ed altre che a mano a mano, collo studio
pratico, si venivano escogitando.
Alla nuova scuola di Milano, quasi unicamente di scia-
bola, fu posto a capo il Redaelli.
Si voleva con essa far progredire l' uso della sciabola,
principalmente per essere il maneggio di quest' arme
molto più utile praticamente all'esercito. E nessuno po-
teva dedicarsi a quello studio e rispondere all' intenzione
ministeriale meglio del Redaelli, d' intuizione sicura, e
già noto per le sue idee nuove, ardite sì, ma molto
pratiche.
E l'opera del Redaelli riuscì tanto più vantaggiosa,
che fino a lui nessuno si era curato della sciabola.
Egli per primo dettò, con progressivo svolgimento fino
a riunirle in ottimo sistema, quelle leggi che rimar-
ranno sempre quale fondamento sicuro della scherma di
sciabola.
Il Redaelli, da prima, poco si curò della spada, in
conformità della sua missione; ma pure estese a que-
st'arme il principio introdotto per la sciabola, che ai
movimenti del pugno si concordasse l'avambraccio, al-
lungando così il raggio dei movimenti stessi, per ren-
derli più stretti ; e contro il principio che la forza e
nemica della velocita, propugnò la forza grande elemento
alla precisione e all'effetto di tutti i movimenti.
Lo studio della sciabola trovò presto uno svolgimento
meraviglioso, trovò cultori appassionati, valenti sosteni-
tori e rappresentanti ammirabili. La bontà, l'eccellenza
dei principii del nuovo metodo, si faceva di giorno in
giorno sempre più evidente, ed era riconosciuta da tutti
gli intendenti spassionati. Messa sulla via della novità,
ma sempre basata sullo studio e siili' esercizio pratico,
CENNI STORICI 129
l'arte, sia a Parma tra gli allievi dell' Enrichetti, valenti
e numerosi, sia col Lambertini a Bologna, col Borelli a
Firenze, col Simonetti nel Piemonte (tutti allievi dello
Zangheri) sia a Milano tra gli allievi del Redaelli, pro-
grediva gloriosamente con ottimi risultati. E, quello che
più è ammirabile, le due scuole si andavano sempre
più accostando, si stimavano, si lodavano a vicenda,
apprezzavano l'una i progressi e l'eccellenza dell'altra;
sicché perfezionandosi sentivano che con poche conces-
sioni da una parte e dall'altra, si potevano intendere
perfettamente e formare una sola scuola con un metodo
unico. Questa fusione avvenne di fatto quando il Mini-
stero trasportò a Milano la scuola di Parma; allora, per
opera degli allievi dell' Enrichetti che riversarono tutte
le loro cognizioni schermistiche intorno alla spada nei
seguaci del Redaelli, si perfezionò fra i Redaellisti l'in-
segnamento della spada, che prima non era così com-
pleto come quello della sciabola; e fra gli Enrichettiani
si accolsero talune innovazioni, talune idee in uso fra
la scuola del Redaelli; principale quella dell'accordo
dell' avambraccio col pugno in taluni movimenti, inno-
vazione che ha scandalizzato gli intransigenti sostenitori
del sistema meridionale.
Si ebbe anche una produzione teorica del sistema
Redaelli in un volume scritto dal capitano Del Frate
(ora colonnello di Cavalleria) dietro incarico del Mini-
stero della Guerra, ma prematura, poiché non si po-
teva in essa tener calcolo delle modificazioni cui andava
soggetto l' intero metodo ancora in elaborazione e per-
fezionamento pratico. Ma pur troppo quel povero trat-
tato fu fatto segno a tutte le critiche, a tutto l'astio dei
campioni di quella scuola meridionale, che ormai pos-
9
130
PARTE PRIMA
siamo chiamare falsa scuola meridionale, (0 e formò
sempre la base dei loro giudizi intorno al sistema Re-
daelli; giudizi non fondati, come ognuno vede, perchè
quel trattato era incompleto, ma giudizi che pur dove-
vano avere gravissime conseguenze.
Se vero e sincero fosse stato l'amore per l'arte dei
signori difensori e così detti seguaci del sistema meri-
dionale, avrebbero dovuto riconoscere i progressi della
scuola Italiana secondo lo Zangheri e continuatori; com-
piacersi che la sciabola avesse un sì grande svolgimento
con principii fermi e scientifici quali introduceva il Re-
daelli, e che questi principii si potessero in parte appli-
care alla spada. Valeva certo la pena che si studiassero
codesti progetti, o potevasi almeno aspettare che il
tempo facesse giustizia, e che le rose, se rose erano,
fiorissero.
Al contrario la falsa scuola meridionale si armò di tutte
le sue forze, e riunì tutti 1 mezzi di cui disponeva per
oppugnare ed abbattere la consorella. Sul campo pra-
tico però, sempre che si trovarono di fronte i due si-
stemi, la falsa scuola meridionale, benché badasse a man-
darvi le migliori sue lame, ebbe sempre la peggio e fu
(i) Non sembri strano al lettore questa denominazione di falsa scuola me-
ridionale. Dopo il trattato di Rossaroll e Grisetti, accanto ai puri continuatori
del sistema meridionale, cominciarono a sorgere, e sempre aumentarono fino ai
giorni nostri, innovatori di cattivissima lega, che facendosi scudo del nome di
quella scuola, e dichiarandosene i veri continuatori, introdussero tali modifica-
zioni le quali, anziché migliorare, distrussero ogni caratteristica del sistema me-
ridionale. Essi presero così il sopravento che incarnarono le loro stranezze al
vecchio metodo ; e oggi che col trattato di Masaniello Parise abbiamo il parto
più audace di quella trasformazione, troviamo che con nome di meridionale s'in-
titola una scuola, la quale invece sembra fare omaggio alla scuola Francese, e
si fa velo soltanto di una inveterata terminalogia non sempre logica.
CENNI STORICI 131
sempre battuta. E il morale dell'esercito, ove appunto
era il nucleo de' migliori seguaci dell' Enrichetti e del
Redaelli, così si rialzò, con tanto ardore volse l'animo a
progredire, a perfezionarsi che in tutti i tornei, dal 1874
in poi, i militari colsero sempre la palma. Nel campo
teorico si manifestarono difensori da una parte e dal-
l'altra, molto si disputò, molto si scrisse, uscirono an-
che trattati, sia per la spada, sia per la sciabola; ma
non si conchiuse nulla, perchè da una parte si era sem-
pre allo stesso punto, non si sapeva aggiungere nulla
di nuovo, di utile alle vecchie e difettose teorie, anzi si
sciupava; d'altra parte, invece di dogmatizzare, si po-
neva cura a progredire, a coordinare le nuove forme, i
nuovi metodi che la pratica presentava.
Non potendo però la falsa scuola meridionale né colla
solidità degli argomenti, né coi risultati pratici vincere e
superare gli avversari, ricorse agli artifìci, ai sotterfugi,
mise in opera e influenze di partigiani, ed autorità di
aderenti, si valse di ogni arma pur di soffocare la vi-
talità della nuova scuola. E devo pur dire che maggior
arte e valentìa que' signori dimostrarono nel prepararsi
la via, nel procacciarsi dall'alto favorevoli decisioni ed
anche un giudizio di condanna del sistema avverso, di
quanta non abbiano mai posseduta nel maneggio delle
armi. Quello però che più fa meraviglia si è che ab-
bian potuto legalizzare con un apparato di formalità
ciò che era aperta ingiustizia e rovina di ogni pro-
gresso scientifico della scherma.
Non sono parole mie codeste e giudizi individuali,
è pretta storia basata su fatti recenti e su documenti
inoppugnabili. Ecco come si succedettero gli avveni-
menti: Nel 1879, tre anni dopo la sconfitta toccata ai
132 PARTE PRIMA
meridionali nel Congresso di Roma, ove i rappresentanti
la scuola dell'esercito riportarono i premi principali, una
Commissione della loro Accademia Nazionale esistente
in Napoli moveva un assalto al Ministero della Guerra,
domandando che si potessero da quella accademia rila-
sciare diplomi a quei maestri che avessero dopo un
corso regolare, o per mezzo di esami o di esperimenti,
mostrata la loro valentìa. Ma le fila non erano ancora
tese abbastanza bene; e il Segretariato Generale, pure
riconoscendo, (almeno a quanto scrive il comm. Fambri
nella relazione che precede il Trattato teorico-pratico
della scherma di Masaniello Parise), una superiorità del
nuovo sistema meridionale sopra quello adottato dal Mi-
nistero della Guerra nel 1874, non si credeva compe-
tente ad emettere un giudizio tecnico, e molto meno
autorizzato ad accondiscendere alla domanda della Com-
missione Napoletana. La ripulsa è quindi certa, i motivi
soltanto non si capiscono bene, e molto meno la con-
traddizione tra il giudizio dato e il giudizio taciuto, tra
il riconoscimento dei meriti della falsa scuola meridionale
e la ripulsa a quanto essa domandava. Ma tanto si fece
e tanto si brigò, che nel 1881 si otteneva che lo stesso
Segretariato Generale, credendo di giovare sia all'arte,
sia all'esercito, nominasse una Commissione per deter-
minare in genere il metodo da seguirsi nell'insegna-
mento della scherma nei corpi e negli istituti militari.
Anche fra gli ufficiali dell'esercito non mancava chi
fosse notoriamente avverso al sistema Redaelli in specie,
ed in crenere alla scuola italiana secondo lo Zang-heri
e l' Enrichetti. Or bene appunto tra questi, per altissime
influenze, furono scelti i membri della Commissione, af-
fidandone la presidenza al generale Colli di Felizzano.
CENNI STORICI 133
Le domande fatte alla Commissione erano catego-
riche ed esplicite, ed eccone il riassunto:
Si deve usare un sol metodo di scherma per le di-
verse armi dell' esercito, ovvero differenti secondo le
esigenze delle diverse armi?
Quale o quali i metodi da seguirsi?
Accennare i motivi della scelta, ed esporre il modo
come meglio impiantarne l'insegnamento.
Da ciò si vede che il Ministero era animato da ot-
time intenzioni, rivolte al miglioramento della scherma
nell'esercito. Ma esso Ministero fu assecondato bene? Si
vedrà in seguito.
In risposta ai quesiti Ministeriali la Commissione espo-
neva unanimamente (e non poteva esser diversamente)
il suo parere:
che convenisse adottare un metodo unico così di
spada, come di sciabola;
che dal sistema di scherma prescelto si derivasse
il maneggio della sciabola per le armi a cavallo;
che nella progressione dell'insegnamento si dovesse
far precedere quello della spada all'insegnamento della
sciabola ;
infine proponeva un concorso con premio da asse-
gnarsi a chi presentasse il miglior trattato di scherma,
spada e sciabola, sviluppato con metodo razionale e
pratico.
Le ragioni che essa adduceva per la proposta del
Concorso si racchiudevano in questa : che i principali
sistemi vigenti non contenevano uno sviluppo completo
di principii e di norme. Essa poi, la Commissione, dopo
attento esame sul dispaccio ministeriale, riferisce il Fam-
bri (io rettificherei quel dopo, poiché il giudizio era già
134 PARTE PRIMA
formulato prima), si e trovata concorde nel ritenere die
il metodo in vigore nell' esercito non corrispondeva allo
scopo di formare buoni schermitori di spada e di scia ■
boia, e che i suoi risultati erano tutt' altro che soddisfa-
centi. Ma, con buona venia della Commissione, del
signor generale Colli che la presiedeva, del commen-
dator Fambri, che riferisce quei giudizi, un po' di cri-
terio, di buon senso l'abbiamo tutti, e non siamo così
ingenui da lasciarci trarre in inganno da poche frasi
provate a misura di piombino.
Per i primi principii di filosofìa, che devono entrare
anche nel più umile ragionamento, e molto più nella
testa di chi siede a giudicare, e di chi riferisce gli stil-
lati dei giudizi altrui, noi abbiamo sempre pensato che
quello sia ottimo metodo, il quale meglio è suffragato
da risultati pratici, e nel nostro caso quel metodo rag-
giungerà meglio lo scopo di formare buoni schermitori,
il quale vanterà sostenitori tali che, in un paragone con
altri di diverso metodo, coglieranno la palma e daranno
botte, non le riceveranno.
Ma è così labile la memoria dei membri di quella
Commissione, giacché non si vuol dubitare della loro
buona fede e della loro lealtà, da scordarsi che più
volte i sostenitori del sistema che essi propugnano, fu-
rono battuti e precisamente dalla scuola dell'Esercito?
E di punto in bianco si dà lo sfratto a quel metodo?
E si parla di risultati poco soddisfacenti, si parla di
troppi difetti ? O io non ci capisco più una boccicata,
o — beati quei difetti che salvano all'uopo un povero
diavolo dal ricever pacche, e lo mettono nella condi-
zione di appiopparle!
Ma, soggiunge il relatore Fambri con giudizio suo
CENNI STORICI 135
proprio, codesti risultati sono da attribuirsi al metodo?
E colla miglior convinzione d'aver ottime rao-ioni in di-
fesa, risponde negativamente. Perche, egli dice, i suc-
cessi ottenuti dalla scuola già in vigore (e qui almeno
non si negano) non sono i maggiori ottenibili.
Osservazione altissima, sublime ! Sono però soddi-
sfacenti, sono sempre un buon argomento in favore ;
non argomento assoluto, è vero, ma molto più confor-
tante del non avere successo alcuno. E sempre un
vantaggio e non dispregevole sopra il sistema contra-
rio, il quale non ha neppure questo argomento in suo
favore.
Ma, continua il Fambri, codesti bravi schermitori al-
lievi del sistema vigente, sono tanto migliori quanto più
si scostano praticamente dal sistema che hanno studiato.
Veramente non è tutto vero quello che dice il Fambri.
C erano modificazioni, e' erano differenze, ma non so-
stanziali, e giammai tali che ci avvicinassero alla falsa
scuola meridionale. E non capisce poi il nostro relatore,
o chi per lui, che tutto il sistema militare era in via
di elaborazione con progressi pratici continui?
Del resto che vi fossero difetti e imperfezioni nel
sistema nostro, lo sapevamo noi pure e meglio di loro,
poiché ogni giorno studiavamo e ancora studiamo a di-
minuirne il numero e i danni. E neppure questo mio
trattato, che ha moltissime modificazioni fatte alle teorie
di quelli che mi furono maestri, non ha la pretesa d'es-
sere senza difetti. Ma con tutto questo, ce lo perdonino
i signori classicisti della legatura e della debolezza, ne-
mici dei cottpée e della precisione, i nostri difetti sono
nei; ed il sistema nostro era già di molto superiore tec-
nicamente e praticamente al loro.
136 PARTE PRIMA
Ritornando alla risposta della Commissione, il con-
corso fu pubblicato con manifesto del 21 settembre 1882,
con condizioni abbastanza larghe; se non che la Com-
missione, che anche questa volta riuscì composta tutta
quanta di partigiani più o meno teneri del falso sistema
meridionale, venuta alla disamina dei lavori presentati,
pensò modificarle coli' interpretazione che ne fece.
Il manifesto ministeriale voleva un sistema che ser-
visse indistintamente per tutte le armi, e che quindi
il maneggio della sciabola nell'arma di cavalleria fosse
una derivazione della scherma ordinaria; voleva che
nell'insegnamento pratico precedesse quello della spada
a quello della sciabola ; voleva che il trattato stesso fosse
informato alle sane e gloriose tradizioni della scuola
italiana; e altre poche cose.
Riguardo alle prime due richieste non c'era da fisca-
lizzare; era questione tecnica e bisognava scioglierla
tecnicamente, e ciò fecero secondo il loro criterio. Ri-
guardo alla terza, la Commissione non udì a sordo le
parole tradizioni della scuola italiana, e subito indicò e
scelse quella tale scuola meridionale, che aveva quelle
pretese, e per la quale essa amoreggiava, non curando,
secondo le sue vedute, la rifusa scuola dell'Esercito,
che unica manteneva quelle tradizioni e se ne giovava
per migliorare le condizioni dell'arte. E il relatore con
tutta bonomìa, stimò questa determinazione fissare i cri-
teri fondamentali in ordine a cui giudicare del merito
teoi'ico e della utilità pratica de' trattati sottoposti al suo
giudizio. E poi si avrà l'audacia di parlare di impar-
zialità ?
Adunque, prima ancora di prendere cognizione del
valore scientifico dei trattati intorno ai quali erano chia-
CENNI STORICI 137
mati a giudicare, i signori della Commissione vollero
determinare la scuola che doveva servire come base e
criterio del (oro giudizio; ed essendo seguaci o fautori
del falso sistema meridionale le loro preferenze furono
per quella scuola.
Una prova che si argomentasse a priori, ci è offerta
dall'unica disputa sorta in seno della Commissione, in-
torno alla legatura della spada.
Io però non mi voglio fermare a narrare tutto il pro-
cesso di quel giudizio e, per quali ragionamenti, per
quali falsi criteri e sofismi, la Commissione esaminatrice
fu tratta a pronunziare il suo verdetto. E neppure in-
dicherò i più grossolani errori che furono in quella
disamina propugnati come verità indiscutibili. Leggasi
la relazione che ne fece il commendator Fambri, e
chiunque avrà conoscenza di cose schermistiche non
potrà non meravigliarne. Quella relazione è una amal-
gama di contraddizioni, un insieme di tanti spropositi,
che non si sa da qual parte incominciare per contarli.
Ecco per esempio un periodo di straordinaria sa-
pienza schermistica, uscito dalla bocca di uno di quei
commissarii, e proprio come è riferito dal Fambri. « Ei
pare, concludevano (è una conclusione, s'immagini il let-
tore il resto), pare un giuoco di parole ma e invece una
verità rigorosa che nel giuoco della spada italiana, colla
legatura si ha lo spontaneo ed il naturale; mentre senza
di essa ce il rigido e lo sforzato, i quali producono, nei
primi periodi dell' assalto, la durezza della tensione e,
nei successivi, il languore della lassezza; due opposte ma
del pari immancabili cagioni d' insuccesso. »
Ecco, io risponderei, sembra tma verità rigorosa co-
desta dei nostri valentuomini, ma e tutto un giuoco di
138 PARTE PRIMA
parole. E chi mai avendo un po' di criterio può credere
che una legatura qualunque lasci più liberi, e che la
mano legata sia ai colpi più spontanea?
Riguardo al rilassarsi del braccio nei successivi as-
salti, ritengano i signori della Commissione che questo
può darsi veramente, e perciò si prescrive che la sfida
non duri mai troppo lungamente ; ma ne è colpa la
mancanza delle forze, la fiacchezza naturale, non già
l'aver sciolto il fioretto. E perciò noi riconosciamo ele-
mento importante la forza, non solo per la vigorìa e la
precisione dei colpi, ma anche per la durata degli as-
salti, e conveniamo che chi si sente debole e rachitico,
può anche legarsi al fioretto se non vuole legare il
fioretto alla mano. Non credo poi, che alcuno dei nostri
bravi schermitori a braccio libero abbia mai perduto
la lena negli assalti.
Anche in altro luogo della sua relazione il Fambri
ascrive a difetto della scuola dell' Esercito, questo im-
piego di forze, perchè non si e sempre giovani. A
tanta sapienza non si può rispondere se non col pro-
verbio « chi non si sente in gambe non si cimenti al
corso. »
E basterà, perchè ne ha già rivedute le buccie l'egre-
gio maestro e amico mio Salvatore Arista, allievo di
quella scuola e una delle migliori lame d'Italia, nel suo
opuscolo uscito nel 1886, subito dopo il giudizio stesso
della Commissione. Io dico solamente, che non posso
accettare quel giudizio della Commissione; non perchè
attribuisce il premio al signor Masaniello Parise, ma
perchè quel giudizio è convalidato da ragioni e motivi
in nessun modo sostenibili
Dico che la scuola di Milano fu chiusa, che la nuova
CENNI STORICI 139
scuola con titolo Universitario apertasi in Roma fu affi-
data allo stesso Parise, e riconosciuta la falsa scuola
meridionale ufficialmente come scuola italiana, ma che
l'arte della scherma in Italia, quella vera arte a cui si
sono ispirate le nostre gloriose tradizioni, benché abbia
ricevuto uno sfregio, non ci ha scapitato gran fatto, per-
chè tutta la nostra nuova scuola veramente italiana, che
conta fra suoi cultori tanti egregi schermitori, non è
stata realmente condannata, per non essere conosciuta
né compresa mai, e molto meno studiata da chi la giu-
dicava
Dico che questa prova fa bene a quanti siamo allievi
della rifusa scuola Enrichetti-Redaelli, perchè ci unisce
sempre più, ci pone neh' obbligo, nella necessità di raf-
fermare praticamente e scientificamente l'eccellenza del
nostro sistema.
Dico che il mio sentimento artistico si ribella a questo
spudorato trionfo di una scuola che ha molti e troppi
difetti, ed è di gran lunga al disotto del valore artistico
di quella scuola che vuole abbattuta, benché sì glorio-
samente rappresentata. Che però, valendomi delle co-
gnizioni acquistate col lungo studio e col continuo eser-
cizio, io mi pongo sulla breccia e finché mi basterà la
vita, per amor dell'arte e l'onore del mio paese, com-
batterò i principii erronei e perniciosi della falsa scuola
meridionale, difendendo nello stesso tempo le teorie della
vera scuola italiana.
Infine, che non essendo possibile una conciliazione colla
falsa scuola meridionale, dominante nelle sfere ufficiali, o
l'una o l'altra delle due scuole deve presto o tardi ce-
dere il terreno e scomparire; ma che la nostra vive e
di vita potente, non già stentata, che sarebbe meglio,
140 PARTE PRIMA
per la pietà che ne prova il Fambri, accorciare ; (:) e che
progredisce non per moto d'inerzia, come vorrebbe lo
stesso Fambri, ma per proprio impulso, per forza in-
trinseca, e che riapparirà in tutto il suo splendore per-
chè il tempo il tempo è sempre galantuomo.
Giunto ormai alla fine di questa rassegna storica della
scherma, sento il bisogno di rivolgere una parola di
conforto e di incorato-lamento ai numerosi cultori di essa.
L' arte della scherma va sempre più destando inte-
resse e acquistando aderenti e fautori. Dappertutto si
formano associazioni, si istituiscono accademie, si aprono
nuove sale d' armi; ferve una gara mirabile nei nostri
dilettanti a perfezionarsi, a dar prove di lor valentìa,
uno studio accurato ad accrescere il lustro della scherma.
A quando a quando pubblici esperimenti, grandi tor-
nei, sempre più manifestano il nostro glorioso progre-
dire anche in quest' arte nobilissima. L' esercizio della
scherma è fatto quasi obbligatorio per un gentiluomo,
è parte grande dell' educazione dei nostri giovani. Non
si riconoscono solamente i suoi vantaggi igienici; ma
anche la sua efficacia morale sui costumi, sul carattere,
la sua influenza sulle facoltà intellettuali. Deh, non sia
mai che in tanto sviluppo, in tanto suo splendore,
(1) Si allude ad alcune espressioni emesse dal Fambri, con cui si irride
con finta pietà alla scuola dell' Esercito ingiustamente condannata dalla Commis-
sione esaminatrice. Eccone un esempio : « È ragionevole, staremmo per dire
che è anche gentile e pietoso quanto utile abbreviare i giorni della scuola
di Milano, la quale non ha più ragione di essere come quella che ormai non
può in nessun modo agire ; e che, quando agisse, noi potrebbe che in senso
contrario allo stabilito. Agonia e serenità non sono due cose che stiano facilmente
insieme. »
CENNI STORICI 141
questa nobile arte sia abbassata, avvilita, fatta serva
a capricci ed a puntigli!
Forse codeste mie parole non potranno far breccia
ne' nostri dilettanti, che si veggono innanzi lo spetta-
colo di una profonda discordia esistente tra noi mae-
stri e veterani dell' arte. Qualcuno mi rinfaccerà persino
gli scandali del torneo testé tenutosi in Firenze.
. Due cose ho a rispondere.
La prima che veramente i nostri tornei lasciano a
desiderare per l'imparzialità e per giusto e sereno giu-
dizio. Altri principii devono regolare i tornei e le gare
pubbliche, perchè riescano vantaggiosi, onorati e veri
pallii del valore. Ma la causa di tali inconvenienti sono
appunto le differenze di metodo che ora esistono, per
cui non si è abbastanza generosi da sacrificare all'amor
dell'arte suscettibilità e ambizioni.
La seconda, che la nostra discordia è solo nel campo
teorico, non vorrà essere eterna e che il cielo non è
men bello, meno amabile perchè a quando a quando lo
velano le nubi, e lo percorrono i lampi. Nutro fiducia
che come la bufera non è lo stato suo del cielo, così
questa divisione d' animi sparirà e che la pace e il
sereno saluterà il trionfo della vera scuola italiana.
Dopo questo, a' luminosi esempi de' maggiori, che fur
grandi anche nella scherma, ritempriamo il nostro spi-
rito e aspiriamo a cose maggiori.
PARTE SECONDA
MECCANICA DELDA ^PADA
I ( t I » t » » ». ♦ *.-..■»'. «..*". ». .«...«...«...«. .....».,.«., »-...«■. .^..«■.■.»...t-,.«-...«. ■.«..,#'..,#■...». ...... ». .♦...«'.,. t7,*..*...*V.
> I -l t %xg£gxg£g^^Rg^%Kg£§^^^^gKg$^^^gZgxg£gx$^l^xg^&xg>^gl$
MECCANICA DELLA SPADA
Dimostrazioni meccaniche, geometriche e fisiologiche
riguardanti alcune azioni di scherma.
illuminimi i ninnili i
TVniiiiiiiniuiiii
rima che il cortese lettore mi segua nello
svolgimento di questo trattato, credo op-
g portuno rammentargli che fui spinto a
scrivere il presente capitolo allo scopo di
rendere non solo inconfutabili quelle azioni che costitui-
scono le basi del mio sistema di scherma, ma di com-
battere nello stesso tempo il sistema del mio egregio
collega Masaniello Parise, i cui principii fondamentali
sono, a mio parere, totalmente errati.
Premesse queste poche parole il lettore capirà facil-
mente la precedenza data a questa parte, e giustificherà
il modo con cui vieti trattata.
146 PARTE SECONDA
Della spada considerata come leva. — La spada agi-
sce come una leva di terzo genere, poiché il punto d'ap-
plicazione della potenza trovasi sempre fra il punto d'ap-
poggio, o fulcro, e il punto d'applicazione della resistenza.
Il punto d' applicazione della potenza trovasi in posi-
zione ben definita nell' unione fra la coccia e la lama ;
quello della resistenza ha posizione variabile sulla lun-
ghezza della lama, e sta precisamente nel punto ove essa
incontra la spada nemica.
Il fulcro invece, secondo me, non ha sede fissa nel
terzo inferiore del manico, dove appoggiansi le due
ultime dita della mano ; ma ha posizione variabile a
seconda che i movimenti vengono fatti ponendo il centro
di rotazione nel polso, nel gomito o nella spalla.
E siccome l' egregio Masaniello Parise vorrebbe porre
il centro di rotazione costantemente nel polso, mentre
io insegno che, a seconda dell' azione e dell' effetto che
si vuole ottenere, si deve scegliere 1' uno o l' altro dei
tre centri di rotazione su accennati, così esporrò alcune
considerazioni teoriche che, confermando pienamente il
mio modo di vedere, dimostrano quanto sia poco fondato
l' esclusivismo del mio collega.
Sappiamo dalla meccanica che per 1' equilibrio della
leva dev' essere il prodotto della potenza per il suo braccio
tignale al prodotto della resistenza per il proprio braccio;
quindi dette P e R la potenza e la resistenza, ed A
e B i bracci rispettivi, per l'equilibrio si deve avere:
JPXA = J?X£, cioè: — = ~.
R A
Siccome per le condizioni stesse della leva di terzo
genere abbiamo sempre che il braccio B è maggiore
MECCANICA DELLA SPADA 147
del braccio A, così si vede che per l'equilibrio la potenza
dovrà sempre superare la resistenza, e che la differenza
fra di esse sarà tanto minore quanto minore sarà la
differenza fra i bracci rispettivi.
Consideriamo ora il caso effettivo di una spada. Come
si disse il punto d' applicazione della potenza è in p,
quello della resistenza lo supporremo in r, mentre il
fulcro, o centro di rotazione, lo supporremo in uno dei
tre punti O, 0T, 02 corrispondenti rispettivamente alla
spalla, al gomito o al polso di chi tiene la spada.
Dette ancora P e R la potenza e la resistenza, per
1' equilibrio dovremo avere :
PXOp — RXOr,
cioè :
F _ Or _ Op +pr _ pr
R~~ Op" Op ~Opì
e quindi nei tre casi avremo:
Op Oxp Otp
Da queste tre uguaglianze si vede che l' eccesso della
potenza sulla resistenza è rappresentato da una frazione,
la quale cresce di valore quanto più il centro di rotazione
I48 PARTE SECONDA
s' avvicina alla coccia della spada, poiché il numeratore
rimane costante mentre il denominatore diminuisce, e
quindi si conclude che si ha il minore dispendio di forza
quando si fa centro di rotazione nella spalla.
Rapporto tra la forza e la velocità. — Alcune
parole ora sopra un' altra questione che deve soltanto
la sua esistenza all'asserzione del mio collega Masa-
niello Parise, il quale comincia il suo trattato con queste
testuali parole « la fretta e la forza sono i nemici capi-
tali della scherma. Chi impiegherà forza non farà che
ritardare la sua velocità; » Forse egli non pensò che
il non permettere ai suoi allievi la forza significava non
permetter loro la velocità.
E difatti quali sono gli effetti meccanici di una forza,
o meglio ancora, come misurasi la forza applicata ad
un corpo ?
Risponderemo brevemente a queste domande, e nelle
risposte apparirà chiara e netta l'utilità della forza ap-
plicata alla spada od al fioretto.
Gli effetti di una forza applicata ad un corpo si espli-
cano nei cinque modi seguenti :
i.° Nel produrre un movimento che per anco non
esiste ;
2.0 Nel distruggere un movimento che già esiste;
3.0 Nel modificare la velocità di questo movimento ;
4.0 Nel modificarne la direzione \
5.0 Nel modificarne tanto la velocità quanto la di-
rezione.
Chiaro quindi risulta come, ad ottenere una modifi-
cazione qualunque della velocità di un corpo, sia neces-
sario il concorso di una forza la quale ha per effetto
MECCANICA DELLA SPADA 149
necessario, e per azione unica, sia un cambiamento della
velocità, sia un cambiamento della direzione del moto,
sia finalmente un cambiamento complessivo della velocità
e della direzione.
Da questa prima enumerazione ne viene evidente-
mente che la forza applicata al fioretto, non solo non
è nocevole, ma è necessaria, perchè causa unica e sola
della velocità impressa alla spada.
Ma vediamo ora, e ciò rispondendo alla seconda delle
questioni sorte, quale sia la velocità acquistata da un
corpo in rapporto alla forza impressa.
Consideriamo due forze F e F' e supponiamole co-
stanti in grandezza. La forza F operi sopra un punto
materiale M imprimendogli nel tempo infinitissimo dt
la velocità du, ossia in ogni istante l' accelerazione (0
du -ir 7- t
— = a (costante) e cessi la forza F di agire sul corpo
e le subentri la F\ essa imprimerà al corpo un' accelera-
la , . .
zione —r-=a (costante).
dt K J
Ora può accadere che du = du ossia a = a , ed in
tal caso le forze diconsi eguali in grandezza, oppure
potrà essere du = ndil , dove n ~^~ i , ed in tal caso
dicesi che la forza F' è n volte maggiore o minore
della F. ' In altre parole, perche un corpo possegga una
velocità n volte maggiore o minore di tin altro corpo,
in identiche condizioni fisiche, e necessario sia assogget-
tato ad una forza n volte maggiore o minore; che è
quanto si voleva dimostrare, e che analogamente si di-
(i) Come dalla esposta notazione apparisce, per accelerazione intendesi l'au-
mento di velocità acquistata nell' unità di tempo.
150 PARTE SECONDA
mostrerebbe anche per forze variabili in grandezza, pur-
ché le grandezze delle forze si riferiscano ad un dato
istante.
Del centro di gravità della spada. — Poche pa-
role ora sul centro di gravità della spada. Masaniello
Parise lo prescrive a quattro dita dalla coccia.
Noi vorremmo invece dimostrare essere necessario
che il centro di gravità della spada, pel buon maneggio
di questa, si trovi possibilmente vicino alla coccia.
Si potrebbe qui fare sfoggio inutile di scienza facendo
risaltare agli occhi del lettore : momenti d' inerzia, con-
dizioni d'equilibrio, momenti di forze ecc.; ma prefe-
riamo una dimostrazione semplicissima, e che ognuno
può fare da sé e colle proprie mani.
Prendasi un' asta di ferro lunga quanto si voglia, in
essa infiliamo una pallottola assai pesante di piombo,
e disposta in modo che possa scorrere in tutta la lun-
ghezza del ferro. Ciò fatto s' impugni ad una estremità
il ferro, e pongasi il peso sull'altra; si proverà una grave
fatica non solo a maneggiare l'apparecchio, ma anche
a tenerlo fisso in mano. Allora si cominci a spostare il
piombo avvicinandolo all' impugnatura (ciò che significa
spostare il centro di gravità dell'apparecchio)-, si sentirà
poco a poco l'asta farsi più leggera e più maneggevole
in mano, quanto più il peso e con esso il centro di gravità
si sarà avvicinato al pugno. Lo stesso evidentemente suc-
cede per un fioretto; e se in sala di scherma provando di-
verse spade se ne troverà una molto maneggevole, se ne
cerchi il centro di gravità e si osserverà che esso risponde
perfettamente alle condizioni che si è cercato dimostrare
necessarie alla perfetta maneggiabilità della spada.
MECCANICA DELLA SPADA I 5 I
Dimostrazione geometrica sulla cavazione. — Ed
ora dovrò pregare caldamente il cortese e gentile lettore
di volgere tutta la sua attenzione sopra la più impor-
tante delle questioni.
Si sa che la cavazione è una delle principali azioni
della scherma ; è l' azione che più di frequente si usa
nell'assalto, sia essa eseguita come colpo, sia come finta.
La scuola meridionale ed un'infinità di schermidori,
non escluso il Parise, hanno sempre asserito ed asseri-
scono che la cavazione fatta con vertice al pugno e più
stretta di quella fatta con vertice al gomito o alla spalla,
senza però aver mai addotta la più piccola ragione in
proposito.
Io sostengo invece il contrario, e nutro la fiducia che
le seguenti dimostrazioni provino luminosamente la ra-
gione della mia convinzione.
152
PARTE SECONDA
Figura dimostrativa comprovante che la superficie conica descritta dal
fioretto di chi fa vertice al -y pugno, e più grande di quella
del cono descritto dal foretto \ di chi fa vertice al gomito od
alla spalla.
XY asse di rotazione
S spalla
G gomito
P pugno
A proiezione di O sul
bersaglio
MN coccia dell' avver-
sario
centro della coccia
dell' avversario
35 centimetri
GP 28 centimetri
PO 7 2 centimetri
OA 35 +2S = 63 cen-
timetri
MAr 12 centimetri.
MECCANICA DELLA SPADA
l'i.
Difatti tanto il tiratore che fa perno al pugno, quanto
quello che fa perno al gomito od alla spalla, procurano
di fare i giri più stretti che possono ; quindi tutti e tre
per ottenerli tali devono far scorrere la propria lama
lungo l' orlo della coccia del fioretto avversario.
Ammesso questo principio, sia MN la coccia dell'av-
versario, P il pugno, G il gomito, 5 la spalla del tira-
tore ed XY l'asse di rotazione, da cui non si deve spo-
stare il perno o centro di operazione. Il tiratore che fa
perno al pugno P per fare una cavazione, facendo scor-
rere la sua lama lungo l' orlo della coccia descriverà
colla punta, o bottone, l'arco//. Il tiratore che fa perno
al gomito G descriverà l'arco gg più corto del primo,
ed il tiratore che fa perno alla spalla S descriverà in-
vece l'arco ss evidentemente più stretto del secondo e
molto più del primo. Questi tre archi corrispondono sul
bersaglio rispettivamente alle tre rette E" B', B' B\ BB
la lunghezza delle quali si può trovare paragonando fra
loro i triangoli simili qui sotto descritti (nei triangoli
simili le altezze sono proporzionali alle basi) :
PMN e PBB si ha
PO:PA::MN: BB ossia
72 : 135 : : 12 : x
135 x 12
72
-= centim. 25
GMN e GB B' si ha
GO: GA : : MN:B'B' ossia
100 : 163 : : 12 : y
163 X 12
-= centim. 19.5
SMN e SB"B" si ha
SO :SA:: MN: B"B" ossia
135: 198: : 12 : 2
X 12
J35
— = ccntim. 17.6.
Dunque matematicamente è dimostrato che la cava-
zione fatta con perno al pugno e più larga di quella fatta
con perno al gomito, e più larga ancora di quella fatta
con perno alla spalla.
A questo punto cedo la parola all'egregio Dottore
Francesco Corso, che per altra via e con voce più
autorevole della mia, dimostrerà fisiologicamente la vera
maniera di eseguire la cavazione.
154 PARTE SECONDA
QUESTIONE
La cavazione eseguita per movimento di polso è me-
glio della cavazione fatta per movimenti del braccio, cioè
dell' articolazione scapolo-omerale ?
Molti fatti anatomici e fisiologici provano che la cava-
zione fatta per movimento dell' articolazione scapolo-ome-
rale si compie più facilmente, più presto della cavazione
fatta per movimenti dell' articolazione radio- car pica e
medio— carpica.
Articolazione scapolo-omerale. — L' articolazione
scapolo-omerale fu giudicata da alcuni autori un' artrodia
perchè la cavità glenoide è poco profonda: è invece
un' enartrosi.
La cavità glenoide, sebbene aumentata dal cercine gle-
noide, è poco profonda, ed ha una superficie più piccola
assai della testa dell' omero. Sono mobili le due ossa che
formano quest'articolazione ed è poco resistente la sua
capsula.
Per questi fatti l' articolazione scapolo-omerale compie
più estesi, vari, più rapidi movimenti di qualunque altra
articolazione. E la più mobile delle articolazioni. Difatti
l'omero può essere portato con velocità in alto, in basso,
in avanti, indietro ed in tutte le posizioni intermedie.
La volontà può inoltre imprimere al braccio un movi-
mento di cireumduzione e di rotazione all' omero che
completa quello della mano.
MECCANICA DELLA SPADA 155
La lussazione scapolo— omerale è più frequente da sé
sola, di tutte le altre prese insieme. Questo altro fatto
prova la maggiore mobilità di quest' articolazione.
L' ARTICOLAZIONE MEDIO-CARPICA, O DEL PUGNO. È
una diartrosi a condili ed è il ràdio che riceve nelle due
cavità secondarie lo scafoide ed il semilunare. La ca-
vità articolare è formata anche dal segmento trianeolare
ed il suo grande asse è lungo dai 40 ai 50 m. m. ed
il trasversale dai 15 ai 20 m. m.
L'articolazione radio— carpica ha sei legamenti- i poste-
riori della medesima sono meno resistenti degli anteriori.
Il polso nei movimenti di flessione, di estensione e
laterali può prendere le posizioni intermedie alle prece-
denti e compiere anche un movimento di cireumduzione.
Ma X estensione e la flessione della mano sull'avam-
braccio sono grandi. Invece i movimenti laterali, cioè l'in-
clinazione dei bordi radiale e cubitale della medesima
sono limitatissimi, tanto che la base del cono che la
mano descrive nel suo movimento di cireumduzione, ha
la forma di un ellissi, che ha il suo grand' asse diretto
d'avanti indietro. E notevole un altro fatto che è que-
sto : la flessione della mano avviene specialmente nel-
l' articolazione medio-carpica, e lo proverebbe anche la
sporgenza dell' osso capitato quando la mano viene for-
temente piegata.
Tillaux scrìve : « il movimento di flessione della mano
» sull'avambraccio avviene nell'articolazione medio— car-
» pica e se eseguito tende a produrre la lussazione
» della seconda fila del carpo sulla prima. »
Il movimento & estensione della mano sull'avambraccio
ha per centro l'articolazione radio— carpirti.
156 PARTE SECONDA
« I movimenti laterali e di cireumduzione si compiono
» nelle due articolazioni. » (0
Tutti i movimenti delle due articolazioni sono meno
estesi, più lenti, meno pronti dei movimenti dell' arti-
colazione scapolo-omerale.
È questa la conclusione generica che si tira dallo
studio del meccanismo delle articolazioni, nelle quali si
compiono i movimenti indispensabili a fare la cavazione
col pugno o con tutto il braccio.
Altri fatti an atomo- fisiologici che provano la
stessa cosa. — I muscoli sono gli oro-ani del movi-
mento animale. Il lavoro che questi fanno è proporzio-
nato alla loro massa ; e se l'altezza cui portano un corpo
con una contrazione' dipende dalla lunghezza delle fibre
muscolari, la quantità del lavoro dipende dal numero
delle fibre. Se due muscoli sono esfualmente lunohi, della
stessa qualità, ha maggior forza, compie più lavoro quello
che ha una sezione maggiore, che è più grosso.
Di due muscoli che abbiano la stessa superficie di
sezione, ma uno è più lungo dell' altro, compie più
lavoro il più lungo. Se infine due muscoli sono lunghi
e grossi diversamente, ha più energia quello che ha una
massa maggiore, cioè — come è stato già detto —
quello che ha un numero maggiore di fibre muscolari.
Velocità dell'impulso nervoso. — Se i muscoli sono
contrattili e contraendosi muovano le ossa, si contrag-
gono per X impulso nervoso che ricevono dal cervello.
L'impulso nervoso, secondo i fisiologi, avrebbe la forma
(1) TiLLAUX, Anatomia topografica, pag. 615.
MECCANICA DELLA SPADA 1 57
di un'onda lunga iS m. m. e scende dal cervello lungo
i nervi colla velocità di circa 28 metri il secondo, ai
muscoli e li fa contrarre. L' impulso nervoso o volon-
tario arrivato ai muscoli ha un'onda minore, ed è meno
veloce di 3 m. m. il secondo. Per queste ragioni è chiaro
che i muscoli più forti e capaci di produrre movimenti
più grandi, più duraturi e più veloci, sono i più volu-
minosi ; ed a parità di condizioni, si contraggono prima
quelli che sono più vicini al cervello, donde muove la
forza che li fa contrarre, per la semplicissima ragione
che quanto più i muscoli sono vicini alla scaturigine
dell' energia nervosa, tanto più breve è il tempo che
impiegherà per arrivare alle fibre muscolari.
Il movimento poi dei muscoli, la loro contrazione,
sarà tanto più rapida, quanto più sono corti.
Applicazione di queste leggi fisiologiche. — La
cavallone fatta col braccio si compie per i muscoli della
regione scapolo-omerale che sono :
i.° Il muscolo deltoide ; il più voluminoso e forte
dei muscoli del membro toracico, che circonda tutta
l'articolazione scapolo-omerale e s'inserisce all'impronta
deltoidea dell' omero. Questo muscolo è specialmente
abduttore.
2.0 Il muscolo sottoscapolare che si attacca inferior-
mente alla piccola tuberosità dell'omero ed è essenzial-
mente molatore interno del braccio.
3.0 Il muscolo sotto spinoso corto e spesso di forma
piramidale che s' impianta inferiormente alla grande
tuberosità dell' omero, e sebbene molto più debole del
deltoide e la sua inserzione inferiore sia più prossima
al punto d'appoggio, è suo potente ausiliario e può
158 PARTE SECONDA
alzare il braccio alla medesima altezza e ruotarlo anche
in fuori come osserva il Duchenne.
4.0 Il muscolo sotto spinoso che si attacca inferior-
mente alla faccetta media della o-rossa tuberosità del-
l' omero ed è ruotatore in fuori del braccio qualunque
sia la sua posizione.
5.0 Il muscolo piccolo rotondo, che s'inserisce infe-
riormente con un grosso tendine alla fossetta inferiore
della tuberosità esterna dell'omero, e alla parte sotto-
stante al collo chirurgico: ruota il braccio in fuori.
6.° Il muscolo grande rotondo, il quale divenuto
una larga aponevrosi s' inserisce al labbro posteriore
della colonna bicipitale. Porta il braccio in dentro ed
indietro e lo fa o-irare intorno al suo asse e di fuori in
dentro. Cospirando col gran pettorale porta il braccio
direttamente in dentro.
Sono questi i muscoli che muovono principalmente
il braccio. Ma il gran pettorale, avendo un suo ten-
dine inserito sulla parte anteriore dell'omero, avvicina
il braccio alla parete toracica, e per mezzo del suo fascio
clavicolare, tira l' omero in dentro ; e nella sua posi-
zione sterno-costale abbassa e porta in avanti il braccio
quando è esteso ed orizzontale, come nella posizione di
guardia.
Prendono parte ai movimenti della spalla anche il
piccolo pettorale che tira la spalla in basso, avanti e in
dentro ecc., ed il gran dentato, il quale quando il torace
è il punto di appoggio, porta la spalla avanti, in alto
ed in fuori e le imprime un movimento di rotazione.
Per essere breve e perchè ciò che abbiamo esposto ba-
sta al nostro scopo, non dirò degli altri muscoli che coa-
diuvano i movimenti dell' articolazione scapolo-omerale.
MECCANICA DELLA SPADA
J59
Paragonando i muscoli nominati con quelli che muo-
vono il pugno nei modi che abbiamo detto, si vede subito
che i primi i quali muovono l' articolazione scapolo-ome-
rale, sono più grossi, più forti, più prossimi al cervello
dei secondi, cioè nelle condizioni più propizie per far
meglio e più presto la cavazione.
Il sig. Masaniello Parise parlando della cavazione così
si esprime a pagina 56 del suo trattato della spada.
La cavazione è qn e II' azione che, eseguita per movimento
di polso, serve a sprigionar la spada, allorquando tro-
vasi soggetta ad uno dei quattro legamenti.
Si esegue con un sol movimento, svincolando la pro-
pria spada dall' avversaria, col passar destramente la
punta al bersaglio scoverto, descrivendo un' arco di cer-
chio ; dopo di che, si vibrerà il colpo.
Or bene questo movimento di polso non può essere
la pronazione o supinazione dell' avambraccio, perchè
allora la punta della spada non verrebbe portata di
contro al bersaglio scoperto dell'avversario, ma il movi-
mento di cireumduzione del pugno, il quale essendo un
movimento complesso risultante dai movimenti antero—
posteriori di flessione e di estensione e laterali della
mano, e compiendosi nelle due articolazioni radio e me-
dio—carpica, la base del cono che descrive, ha la forma
di un'ellissi ed è fatto dai muscoli, dei quali la maggior
parte si inseriscono alle ossa del carpo e del medio carpo.
Difatti il muscolo grande palmare che flette, ed è prona-
tore della mano e l'inclina sul bordo esterno dell'avam-
braccio, è fissato in alto alla tuberosità interna dell'omero
ed inferiormente al secondo metacarpo ; il piccolo pal-
mare che flette anch' esso la mano, si attacca alla parte
media del legamento anulare ed all' aponevrosi palmare.
IÓO PARTE SECONDA
Flessore ed abduttore della mano è il muscolo cubitale
anteriore che le imprime anche un movimento obliquo
e si estende dalla tuberosità interna dell'omero all'osso
pisi/orme ; pigliano parte alla flessione della mano il
flessore superficiale e profondo delle dita e sono fissati
alle falangi dei medesimi.
I muscoli che muovono il polso sono :
i .° Il lungo supinatore, il quale secondo alcuni ana-
tomici è uno dei muscoli principali della supinazione ;
e per Duchenne mantiene la mano in una posizione
intermedia tra la pronazione e la supinazione e la fa
passare dall'una all'altra, ed è fissato al terzo inferiore
dell' omero e all' apofisi stiloide del radio.
2.0 Il radiale esterno che stende la mano e l'abduce
leggermente agendo sulla parte posteriore ed esterna
del secondo osso del metacarpo.
3.0 Il secondo radiale esterno, che s'inserisce dietro
l'estremità superiore del terzo metacarpo, compie la
stessa, funzione del primo, e secondo Duchenne sarebbe
un estensore diretto.
4.0 Il corto supinatore che s'inserisce con fibre opo-
nevrotiche alla parte posteriore, all'esterna, alla porzione
obliqua del bordo anteriore del radio. Estensore della
mano è anche il muscolo cubitale posteriore, il quale se
agisce insieme al cubitale anteriore, porta la mano diret-
tamente in avanti; se coi radiali, indietro. Ha le sue inser-
zioni dietro l'estremità superiore del quinto metacarpo.
Sono questi i muscoli che principalmente fanno la
cavazione col polso ; e sono tanto più piccoli e più
lunghi, presi in genere, dei muscoli dell' articolazione
scapolo-omerale, ed hanno le loro inserzioni lontanissime
dal cervello che deve muoverli.
MECCANICA DELLA SPADA l6l
Dimostrazione sperimentale
che la cavazione si fa più presto col braccio che col pugno.
Per avere cifre esattissime occorrerebbe conoscere la
lunghezza dei nervi dei muscoli accennati, o misurare
il tempo che ci vuole per fare la cavazione col braccio
e col pugno.
Per avere cifre approssimative basterà prendere per
termine medio delle distanze dei muscoli della spalla dal
cervello, la distanza da questo delle inserzioni inferiori
del deltoide.
Per giungere alle fibre inferiori del deltoide l'impulso
nervoso impiegherà il tempo x. Tenendo solamente conto
dello spazio maggiore, che è di 450 millimetri, che l'im-
pulso nervoso deve percorrere per giungere alle fibre
inferiori dei muscoli motori del pugno, si ha che la ca-
vazione colla spalla si fa in — - circa di secondo di meno
61
che col pugno.
Questa differenza di tempo dovrebbe aumentare, per-
chè i muscoli dell' articolazione radio e medio carpica
sono più lunghi e più deboli dei muscoli della regione
scapolo-omerale, fra i quali comprendiamo fisiologica-
mente il grande ed il piccolo pettorale, perchè come
abbiamo già visto, 1' articolazione del pugno trova mag-
giore resistenza nei suoi movimenti, della testa del-
l'omero, e perchè lo spazio percorso dal braccio nel suo
movimento rotatorio e di cireumduzione è minore di
quello percorso dal pugno facendo analoghi movimenti.
Gli esperimenti fatti col cronoscopio di Hipp che
IÓ2 PARTE SECONDA
misura - - di secondo, provano che il maestro Masiello
500
compie la cavazione esterna (0 col polso in — - di se-
500
condo; col braccio in . Nella cavazione al fianco ed al
500 J
petto la differenza deve essere minore, perchè per farla o
in un modo o nell'altro sono sempre indispensabili la
pronazione e la supinazione dell'avambraccio, che viene
però completata dal movimento rotatorio dell' omero.
Le circolazioni fatte con movimenti dell'articolazione
scapolo-omerale sono assai più celeri di quelle fatte con
movimenti del polso, perchè il braccio conserva assai
più della forza iniziale la quale si estingue in gran parte
pegli attriti dell'articolazione del polso.
F. Corso.
Del tocco e dello sforzo di spada. — Un' ultima
questione rimane da svolgere, e finirò con questa di
tediare il paziente lettore. Intendo parlare del tocco e
dello sforzo di spada, nonché del modo più conveniente
di eseguirlo, almeno secondo i risultati dello studio mec-
canico della questione.
77 tocco e lo sforzo devono essere dati col forte della
propria lama sul centro della lama nemica, e non già
col forte sul debole (come prescrive Masaniello Parise
a pagina 231 del suo trattato).
Due diverse dimostrazioni provano la verità del mio
asserto.
(1) Prendiamo la cavazione ester?ta poiché la sua esecuzione richiede un
tempo maggiore di quello che s' impiega nell' esecuzione delle altre cavazioni.
MECCANICA DELLA SPADA 163
l.a Dimostrazione.
Trattandosi nella scherma dell'urto dato o ricevuto
da due verghe metalliche, quali i fioretti, spade, scia-
bole ecc. per giudicare dell' effetto di rotazione prodotto
da chi vuole deviare o parare un colpo collo sforzo o
tocco, bisogna premettere alcune riflessioni.
i.° Un urto quanto più è rapido, e tanto meno si
trasmette a distanza nel sistema rigido che percuote.
Non è quindi applicabile esclusivamente il principio di
statica che una forza opera proporzionalmente alla di-
stanza del pimto di rotazione o fodero. Tanto più se si
riflette che a produrre un movimento in una massa qua-
lunque si richiede il tempo necessario a comunicare l'im-
pulsione a tutte le parti della massa stessa. Così, per
esempio, una porta che sia semichiusa, non si chiude ma
si fora colla palla di un fucile ; mentre si chiude spin-
gendola lentamente con un dito.
Nel caso della scherma il fioretto è congiunto per
l' impugnatura con la massa della mano, ed il punto che
fa cerniera, o fulcro, è il carpo. In parte però partecipa
alla resistenza la massa del braccio, e la tensione dei
muscoli anteposti corrisponde alle altre cerniere, o fulcri,
che sono l'articolazione dell'avambraccio coli' omero e
quella dell' omero con la spalla.
Si vede pertanto che un colpo dato all' estremità del
fioretto, dovendo trasmettersi dal punto colpito succes-
sivamente a tutti i singoli punti del fioretto, e poi da
questo alla mano ecc., richiede un tempo più lungo che
se il colpo fosse dato alla metà del fioretto. Perciò si
164 PARTE SECONDA
ottiene una deviazione maggiore dell'arma, dando il tocco
alla metà o dalla metà più verso la coccia.
Del resto, prescindendo dall' urto, il fioretto, come si
è osservato precedentemente, è una leva di terzo genere
in cui il fulcro più prossimo è il carpo, ed i muscoli
che congiungono l' avambraccio col carpo sono la po-
tenza, e la pressione esercitata dal fioretto avversario
è la resistenza.
2.° Bisogna inoltre notare che quanto più il tocco
dato colpisce il fioretto verso la punta (dove esso è più
cedevole ed elastico) tanto più il tocco perde di effetto
nella rotazione o deviazione del fioretto medesimo. Infatti
una parte dell' urto rimane elisa perchè impiegata nel
vincere la forza molecolare e nel contrasto dal conse-
guente moto opposto di elasticità. Una parte dell'urto
si risolve in due componenti, una delle quali è elisa
dal fulcro, cioè il carpo.
Infatti sia AB il fioretto, M la mano, C, il carpo. Un
colpo d'intensità ba dato in a farà inflettere il fioretto
dalla posizione rettilinea ADB alla posizione ADB.
Pertanto nel punto b' la forza Od (già diminuita dal-
l' ostacolo molecolare necessario a vincersi per produrre
l' inflessione) resterà scomposta in due, l' una b'd' (che
in gran parte non produce che un conato di trazione),
e l'altra c'b' troppo debole per produrre un'efficace
rotazione nel fioretto.
MECCANICA DELLA SPADA 165
2 . a Dimostrazione .
Possiamo aggiungere una dimostrazione più rigorosa
applicando le equazioni generali dell'urto al caso del-
l' urto di due aste perfettamente elastiche e poco fles-
sibili, quali appunto sappiamo essere le lame delle spade
o fioretti.
0'' ^0'
Siano AB ed AB' i due fioretti, O O i loro centri
di rotazione, N il punto d' urto delle due lame ; e pon-
gasi NO-r, NO~9.
Sia a) la velocità angolare della lama urtante prima che
avvenga l'urto ; in tale istante l'altra spada sarà ferma
onde avrà una velocità zero. Durante l'urto dicansi u e w'
le velocità angolari nell' istante di massima deformazione,
e o), ed u'2 la velocità nel momento dell'abbandono.
Sieno jx e ^ i momenti d'inerzia delle due spade ri-
spetto ai punti O e O, ed F la forza istantanea che
nasce per 1' urto.
Ciò posto fra le quantità u W/ w'; w2 w'2 jx ^ F r p pos-
siamo scrivere le relazioni seguenti applicando l' equa-
zione dei movimenti relativamente agli urti e suppo-
nendo = i il coefficiente di restituzione :
(i) <ùtr = tì>j p
(2) y- (w — w;) — Fr
(3) ?'<»!=&?
(4) /* («i- %) = Fr
(5) /*',(</, -«f,) = ^-
IÓ6 PARTE SECONDA
Avremo quindi cinque equazioni con cinque incognite,
potendosi supporre w (velocità del fioretto urtante) come
cognita. Sarà quindi facile trovare il valore di «,',, che
è la velocità angolare della spada urtata dopo l'urto,
espresso in funzione di r e p, cioè delle distanze dai
centri di rotazione.
Fr%
Dalla equazione (2.a) si ha r<n — \-ra>r
Dalla (3.a) pw', = — r e quindi per la (i.a)
H- P \ V- Y- 1
Sostituendo in questa il valore di F = — - ricavato
1 2p
dalle (3/) e (5.a), si ha:
2P \ JX / I
dalla quale
(-+4
Per semplificare questa equazione possiamo supporre
uguali le due spade, per cui essendo /* = /*', si ha:
2<ù9'p
r H- p
Per vedere ora come vari w'2 col variare di r e p, ossia
secondo che l'urto avviene più o meno vicino alle due
cocete, possiamo mettere l'ultima equazione sotto la forma;
2W
e r
MECCANICA DELLA SPADA 167
Il valore di u'2 sarà massimo, quando sia minimo il
denominatore del secondo membro; essendo costante
il prodotto di — per —, la loro somma è minima per r=p.
Per r=p si ha g/2=&>, cioè tutta la velocità angolare
della spada urtante si comunica alla spada urtata.
Quindi trattandosi di lame flessibili, per ottenere il
massimo effetto con minima deformazione e massima
velocità di movimento, si dovrà cercare di battere con
la propria spada sulla spada avversaria più lontano che
sia possibile dal debole della lama, compatibilmente col-
l' avvertenza di non entrare troppo sotto misura.
Si può quindi dare la regola che nei tocchi e sforzi
si deve battere col forte della propria lama std centro della
lama avversaria.
E bene poi che il tocco, e lo sforzo, siano dati movendo
l' avambraccio e non la sola mano, perchè il colpo acqui-
sta velocità e quantità di moto: la prima (la velocità)
per ragione dell' arco maggiore descritto in pari tempo
dall'avambraccio che è leva più lunga che non la mano;
acquista poi quantità di moto perchè la massa messa
in movimento è maggiore.
PARTE TERZA
CATTATO DEDLA £PADA
^•««►■^
m^^imm^iMimj^&fj^msmsmsémsimimmsémémmtìm^mtàmm
a
SBS^SHSHsasHsairasEiHSHS^i^s^sss^s^sasss^^Bs^ijHSHiiusHsasHsssasBsz^HS^siisasasHSHp,
I
^M^WiW^im^^i^mf^^^^§&0mmfm
INTRODUZIONE
ìJJeneralità sulla scherma. — La scherma
|| è l'arte di difendersi dai colpi dell' avversa-
li rio e di offenderlo, secondo norme razio-
ni nali; consiste in un giuoco cavalleresco.
Le azioni di offesa e di difesa, adunque, si attengono
a principii di ragione-, si esplicano col vigore e colla
destrezza; devono contrapporsi con lealtà e gentilezza.
La scherma dicesi pertanto arte nobile.
Perchè uno schermidore possa riputarsi valente come
tale, si richiedono diversi requisiti. I principali sono :
La velocita, naturale derivazione della forza.
La precisione, che consiste nella coordinazione e com-
postezza dei movimenti.
La pronta percezione, ossia il discernimento rapido e
sicuro della opportunità delle differenti azioni.
La conoscenza del tempo, ossia, 1' abito di scegliere ac-
172 TARTE TERZA
cortamente l' istante propizio allo svolgimento di qualun-
que azione, sia d' offesa che di difesa.
La coizoscenza della misura, cioè, la stima esatta della
distanza, che separa lo schermidore dal suo avversario.
Senza il giusto apprezzamento della misura, non si po-
trebbe condurre il colpo al petto nemico, con tutta quella
precisione che si richiede dall'arte.
Non tutti però costituiscono doti naturali, che anzi,
alcuni di essi si acquistano, soltanto con lungo e per-
severante studio, diretto da maestro appassionato e co-
scenzioso.
La forza nella scherma. — Il distintissimo dottore ca-
valiere Giovanni Astegiano scrive così : « Nella scherma
tutto il sistema muscolare è in azione. Ciò spiega il
grande dispendio di forze che cagiona questo eser-
cizio \ nessun altro più di questo richiede forza, viva-
cità e precisione negli atti muscolari. »
Questo giudizio ci fa considerare la forza quale fat-
tore importantissimo della scherma. In altri termini dirò,
che il concetto della parola scherma è inseparabile da
quello della parola forza. Infatti che cosa è la forza?
« Qualunque cagione atta a produrre e modificare il
» movimento, dicesi forza. L'azione dei muscoli negli
» animali, la gravità, ecc., sono altrettante forze. Ge-
» neralmente si dà il nome di potenze alle forze che
» tendono a produrre un certo effetto, e quello di re-
» sistenze alle forze che si oppongono a questo effetto.
» Le prime, che tendono ad accelerare ad ogni istante
» il moto, diconsi acceleratrici ; le seconde, ritardatrici. »
(Ganot, Trattato di fisica). Ma la scherma consiste ap-
punto nel produrre determinati effetti, e si esplica esclu-
TRATTATO DELLA SPADA 173
sivamente con movimenti del corpo e dell'arme; occor-
rerà necessariamente impiegarvi la forza. Non so quindi
a quale principio fondamentale abbiano fatto capo co-
loro, (0 i quali asseriscono, esser la forza nemica capi-
tale della scherma. (2)
Nemici capitali della scherma sono bensì la precipi-
tazione, la fiacchezza e la rigidezza, le quali costante-
mente congiurano a danno dello schermidore. La preci-
pitazione guasta 1' esattezza del colpo ; la fiacchezza e la
rigidezza impediscono al colpo stesso di riuscire veloce,
quella per l'insufficenza della forza muscolare necessaria,
questa perchè impedisce alla detta forza il suo utile svi-
luppo, trasformando la forza acceleratrice in forza ritar-
datrice.
(1) Vedi, ad esempio, Masaniello Parise, Trattato della spada, pag. 31.
(2) Certamente non è stata la scuola classica napoletana che ha suggerito
un tale paradosso, perocché Grisetti e Rossaroll, ultimi scrupolosi espositori di
quelle teorie, così si esprimono : « Gli Spagnuoli, per quello che noi sappiamo,
furono i primi, che si avvidero, che nella guardia vi doveva essere un punto
fortissimo, su di cui applicare la forza e potenza^ che l'uomo necessa-
riamente impiega nello Schermire. » Trattato di scherma, § 13.
**
174 PARTE TERZA
CAPITOLO PRIMO
Nomenclatura della spada o fioretto. — Equilibrio della spada.
Modo d' impugnare la spada.
§ i — Nomenclatura della spada o fioretto.
Il fioretto, arme lunga e diritta, offensiva e difensiva,
è un assimilazione della spada. E destinato a vibrare
solamente colpi di punta.
Si divide in guardia, lama e impugnatura.
La guardia si compone:
della coccia, di ferro, che ha la forma di una ca-
lotta sferica, avente nel centro un foro rettangolare per
dar passaggio al codolo e ricasso ; lo spessore di essa
è di un millimetro circa; il suo diametro sta fra gli li
e i 12 centimetri-,
degli archetti, di ferro, che uniscono la coccia alla
spranga ;
della spranga, di ferro, lunga centimetri 12, per-
pendicolare all'asse della lama-, nel suo centro è pra-
ticato un foro, corrispondente a quello della coccia^ pel
quale passa il solo codolo ;
del cuscinetto, di pelle o stoffa qualsiasi, imbottito
di crine ; combacia perfettamente colla parte concava
della coccia; anche esso è forato nel suo centro.
La guardia così composta pesa circa 190 grammi.
Essa, portata repentinamente dall' alto al basso, da si-
nistra a destra e viceversa, mediante la potenza del
TRATTATO DELLA SPADA 175
braccio, serve, in unione alla lama, a sviare e parare
i colpi che vibra l' avversario.
La lama, d'acciaio, ha la forma di una piramide ret-
tangolare: vi si distinguono:
il bottone, costantemente ricoperto di pelle;
il ricasso, parte più ingrossata della lama, che tro-
vasi tra la coccia e la spranga-, ha la forma di un prisma
rettangolare avente gli spigoli alquanto smussati per
non offendere le dita; le sue dimensioni sono: per i
rettangoli delle due basi di millimetri 15 per 5, e per
gli spigoli di centimetri 4 x/2 ;
il codolo, di ferro, che s'introduce nel manico e nel
pomo; finisce a vite;
gli spigoli della lama; prendono il nome di interni
quelli rivolti a sinistra, esterni quelli rivolti a destra,
superiori quelli rivolti in alto e inferiori quelli rivolti
in basso. (0
La lama, escluso il codolo, è lunga centimetri 95; il suo
peso è di grammi 190 circa. La lunghezza dello spigolo
è di centimetri 90. Nella lunghezza della lama si distin-
guono tre parti eguali che si denominano gradi, e chia-
mansi: forte, la parte vicina alla coccia; debole, la parte vi-
cina al bottone; media, la parte compresa fra le altre due.
L' impugnatura è composta :
del manico, di legno, fusiforme, alquanto schiacciato,
lungo millimetri 95; è forato in tutta la lunghezza del
suo asse; alle sue basi vien rinforzato da cerchietti di
metallo; il suo peso è di grammi 20;
del pomo, di ottone o di altro metallo; ha l'ufficio
(1) Le denominazioni accennate si riferiscono alla maniera d' impugnare il
fioretto, tenendo il pugno in quarta posizione (paragrafo 7).
I 7 6 PARTE TERZA
di collegare fra loro tutte le varie parti dell'arma; si
avvita a quella porzione di codolo che sporge dal ma-
nico. Ha la forma di un cono tronco ; le dimensioni
sono: di millimetri 23 per il diametro maggiore, e di mil-
limetri 15 per il diametro minore; la lunghezza è di mil-
limetri 32; il suo peso è di grammi 75. Verso la base
maggiore è praticato un piccolo foro, in cui si intro-
duce un ferro, per poterlo vitare e svitare con facilità.
Il fioretto composto come sopra è lungo metri 1 .08 e
pesa 475 grammi circa.
§ 2. — Equilibrio della spada.
L' equilibrio di un' arma qualunque si avverte appena
impugnata e stretta l'arma stessa. Stabilire però, ge-
neralmente e in modo assoluto e matematico, il punto
preciso in cui dovrà riscontrarsi il centro di gravità del
fioretto, sarebbe cosa impossibile.
Un fioretto, del quale tutte le parti corrispondano
esattamente alle dimensioni accennate al paragrafo pre-
cedente, avrà il suo centro di gravità distante 4 centi-
metri dal polo della coccia.
Più il centro di gravità si avvicina alla coccia e più
l'arma si rende leggiera; all'apposto, più esso se ne
allontana e più l' arma si rende pesante. (J) Siccome poi
è evidente che l'arma più leggiera si maneggia con mag-
gior precisione e si trasporta con più velocità, così sarà
meglio scegliere un fioretto che abbia il suo centro di
gravità fra il punto sopra accennato e la coccia, anziché
fra questo e la punta.
(1) Vedi l'arte meccanica.
5
— i
4
*s
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W03OJ
TRATTATO DELLA SPADA 177
§ 3. — Modo di impugnare la spada. (0
Il dito medio si introduce fra il ricasso e l'archetto
di sinistra, appoggiandone la falangetta sul vertice del-
l' angolo formato dalla spranga e dal ricasso ; il dito
indice in semi-flessione, col polpastrello sporgente dal
ricasso, tocca il cuscinetto colla superficie ugneale e colle
due ultime falangi ; il pollice s' applica allo spigolo su-
periore esterno del ricasso, con la sua estremità inferiore
distante circa un centimetro dal cuscinetto ; le due ul-
time dita stanno in flessione forzata sul manico, che deve
giacere nello spazio limitato dalle due eminenze tettare
e ipoteuare (cavo della mano). (2)
La parte interna della spranga è tenuta stretta dal
dito medio, la parte esterna poggia sul margine esterno
dell' articolazione nietacarpo-falatigea dell' indice.
Essendo l'eminenza tettare più sporgente di quella del-
l'opposto lato, il cavo della mano non si prolunga esatta-
mente nella direzione dell'asse del braccio. È necessario
perciò che il pollice e l'indice, antagonisti nella loro
azione, esercitino adattata pressione nei punti del ricasso
(i) Trattando della maniera d'impugnare l'arme, Grisetti e Rossaroll avver-
tono che la medesima fortifica il braccio dello schermitore. La costruzione, essi
scrivono, e natura detta nostra spada rende forte, nerboruta e più grande della
mano sinistra, la mano, come ancora il braccio dritto .... A questo proposilo
ci piace risovvenirvi di ciò, che avrete più volte sentito dire dagli oltramontani,
cioh voi altri schermitori italiani^ avete il braccio di ferro. Dunque
la mano, il braccio e la loro forza hanno grande valore nella scherma. E poi
si presumerà di seguitare la scuola classica napoletana, da chi vorrebbe far
credere che si debba schermire senza forza !
(2) Il cavo della mano è costituito dallo spazio compreso tra le due emi-
nenze tettare e ipotenare, di cui, la prima è posta nella parte superiore ed esterna
della palma della mano, la seconda occupa la parte superiore interna.
12
178 PARTE TERZA
ove prendono appoggio; e che il mignolo, per effettuare
l'esatta applicazione del manico nel cavo suddetto, sia
portato in esagerata adduzione verso l'asse del braccio,
in modo che il manico stesso risenta la minore possi-
bile influenza dell'azione dei muscoli delle due eminenze.
Rappresentando la spada un prolungamento del brac-
cio, si comprende di leggieri, che, per ovviare agli spo-
stamenti della punta, il suo pomo deve essere mante-
nuto fisso lungo la direzione dell' asse dell' arto, cioè
quasi in corrispondenza alla metà del polso.
E poiché importante cosa è quella di impugnar bene
la spada, e a ciò si deve in gran parte l' esito felice
di ogni azione, sarà necessario che il maestro ponga
tutta la sua cura ed attenzione, affinchè l'allievo non ne
trascuri o modifichi le norme innanzi descritte.
E bene convincersi che, fino a quando non si abbia
imparato perfettamente ad impugnare la spada, finché
guardia e mano non si siano, per modo di dire, fuse
insieme, qualunque azione, sia di offesa che di difesa
sarà sempre di poca o nessuna efficacia.
Il fioretto, impugnato colle norme accennate, deve
essere maneggiato mediante il concorso di httle e tre le
articolazioni del braccio. Alcune azioni di scherma si
eseguiscono colla sola articolazione della spalla; alcune
altre con quella del gomito, ed altre ancora con quella
del pugno. Queste ultime però, in numero ristrettissimo,
dovranno sempre essere necessariamente accompagnate
dalle altre due, o per lo meno, da quella del gomito.
Nello svolgimento del presente trattato si vedrà, quale
articolazione dovrà esser messa in movimento nell' ese-
cuzione delle singole azioni.
TRATTATO DELLA SPADA ifg
CAPITOLO SECONDO
Posizione normale. — Linea direttrice. — Spada in linea. — Posizioni del
pugno. — Saluto. — Guardia. ■ — Riposo. — ■ Linea di offesa. — Bersa-
glio. — Divisione del bersaglio. — Battuta del piede. — Misura. — Passo
avanti. ■ — Passo indietro. — Inviti. — Legamenti. — Parate semplici. —
Passaggio da una parata all' altra. — A-fondo. — Botta dritta. — Dall' a-
fondo in guardia. — Botta dritta collo slancio del piede sinistro indietro. —
Fili di spada.
§ 4. — Posizione normale.
Si volge il fianco destro verso la parte ove sta l'av-
versario, disponendo i piedi ad angolo retto (0 coi talloni
a contatto ; la punta del piede destro rivolta all' avver-
sario ; le ginocchia tese ; le anche sporgenti ugualmente ;
il corpo dritto; il ventre in dentro e il petto avanti;
le spalle tenute bene aperte allo stesso livello; la testa
alta, lo sguardo rivolto all'avversario; il braccio sinistro
naturalmente pendente, col palmo della mano contro la
coscia, e colle dita unite e distese ; (2) il braccio destro
disteso, col pugno prono, alquanto distaccato dal corpo,
(1) Scopo principale della posizione normale è quello di preparare il corpo
ad assumere correttamente la posizione di guardia. E poiché in questa è ne-
cessario tenere il piede destro perpendicolarmente al sinistro, ciò si otterrà più
facilmente preparando i due piedi ad angolo retto. Così anche Grisetti e Ros-
saroll della scuola classica napoletana. Il maestro Parise, invece dispone diffe-
rentemente, riferendosi ad una maniera di guardia diversa, e svantaggiosa, come
si dimostra colla nota al paragrafo 9.
(2) Quando si userà la maschera, essa sarà tenuta colla mano sinistra, in
modo, che la parte inferiore dell' orecchione sinistro sia fra il pollice e le altre
quattro dita, e 1' orecchione destro contro la parte esterna della coscia.
PARTE TERZA
e avanti la coscia destra circa 30 centimetri. La spada,
impugnata colle norme prescritte, dovrà mantenersi in
linea retta col braccio.
§ 5. — Linea direttrice.
Supposti due schermidori l'uno di fronte all'altro, in
posizione normale, s'intenderà per linea direttrice quella
linea immaginaria, che partendo dal tallone sinistro di
uno di essi e passando per l' asse del suo piede destro,
andrebbe ad incontrare gli stessi punti dei piedi del-
l' avversario.
Su questa linea si dovranno rigorosamente svolgere
tutte le svariate azioni della scherma ad eccezione del-
l' inquartata. (0
§ 6. — Spada in linea.
Questo movimento si eseguisce in un sol tempo, al-
zando la spada, col braccio disteso, fino a livello della
spalla; il dorso della mano rivolto a terra; la spalla,
il pugno e la spada formanti una sola linea retta e
parallela al suolo.
Avvertenza. — II maestro farà riprendere air allievo la posi-
zione normale, esercitandolo ad alzare ed abbassare, la spada ripetu-
tamente e con sveltezza, affinchè questi nel passaggio da una posizione
aW altra, si abitui a mantenere la spada in perfetta linea col braccio.
§ 7. — Posizioni del pugno.
Dalla posizione di spada in linea si prendono le varie
posizioni di pugno, che sono cinque, cioè: di prima, se-
conda, terza, quarta e quinta.
(1) Veggasi il significato al paragrafo 160.
1
TRATTATO DELLA SPADA l8l
La posizione di prima si prende, girando il braccio
sul proprio asse fino a che il dorso della mano sia ri-
volto a sinistra, ossia al proprio lato interno-, quella di
seconda, girandolo in modo che il dorso della mano sia
rivolto in alto; quella di terza, girandolo fino a che il
dorso della mano sia rivolto a destra, ossia al proprio
lato esterno; quella di quarta, facendo prendere alla
mano la sua totale supinazione. La quinta è una posi-
zione intermedia fra ' la terza e la quarta.
La seconda e la quarta sono le posizioni che si usano
più di frequente; perciò il maestro le farà prendere al-
l'allievo molte volte e con celerità, badando che, nel
passaggio dall'una all'altra, non faccia angolo nell'ar-
ticolazione del gomito e del polso.
§ 8. — Saluto.
Il saluto si eseguisce in sette tempi:
i.° si alza la spada col braccio teso, e facendola
passare per la- posizione di spada in linea, si flette il
braccio e si riduce l' arme perpendicolare al suolo, te-
nendola innanzi all'occhio destro, col gomito stretto al
corpo e le unghie rivolte al petto;
2.° si distende il braccio rimettendo la spada in
linea; e così si saluta l'avversario;
3.0 si flette il braccio come al primo tempo;
4.0 lo si distende portandolo alquanto in dentro, a
livello della spalla; e così si saluta coloro che si trovano
dalla parte sinistra;
5.0 si flette il braccio come al primo tempo;
6.° lo si distende portandolo a livello della spalla
ed alquanto in fuori, prendendo col pugno la posizione
182 PARTE TERZA
di seconda; e così si saluta coloro che si trovano dalla
parte destra;
7.0 si riprende la posizione normale.
Avvertenza. — Nel salutare Insogna clic lo sguardo e il busto
assecondino con eleganza non affettata i movimenti del braccio.
Quando si creda opportuno di usare particolare deferenza a talune
delle persone che presenziano gli esercizi, si potrà cominciare il sa-
luto dalla loro parte, sempre pero dopo di aver salutato /' avversario.
§ 9. — Guardia.
Per guardia s' intende quella posizione speciale e più
vantaggiosa che lo schermidore prende col corpo e colla
spada, per essere vigilante e pronto ad accorrere velo-
cemente alla difesa e all' offesa.
La guardia, essendo un atteggiamento che per primo
deve influire sul morale dell' avversario, è necessario
assumerla con severità e perfezione, affinchè essa risulti
bella ed insieme imponente.
Per mettersi in guardia occorrono dite tempi:
i.° si prende la posizione di spada in linea, solle-
vando contemporaneamente il braccio sinistro teso, e
portandolo in perfetta linea col destro e col palmo della
mano rivolto in alto;
2.0 Si flettono le ginocchia; si avanza il piede de-
stro sulla direttrice di tanto quanto basti, perchè il corpo
si mantenga in perfetto equilibrio (lo spazio compreso
fra i dite piedi sarà sempre uguale ai quattro decimi
della propria statura); (0 contemporaneamente si flette
(1) L'esperimento fatto su circa 300 allievi avendo dato sempre per risul-
tato, che in guardia il corpo si mantiene nel massimo equilibrio allorquando lo
spazio compreso fra i due piedi è uguale ai quattro decimi della statura, questo
dato sperimentale si può elevare a legge schermistica.
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TRATTATO DKLLA SPADA 18'
il braccio sinistro ad angolo retto, col gomito a livello
e sulla linea delle spalle.
In tale atteggiamento, l'asse del tronco e la eamba
OO > fc>
destra devono essere perpendicolari alla direttrice, gli
arti inferiori piegati in modo da formare un'angolo di
circa 120 gradi, il peso del corpo egualmente ripartito
Ira le due gambe C1), il ginocchio sinistro perpendicolare
alla punta del piede sinistro, il ventre in dentro ed il
petto in avanti, le spalle sullo stesso livello, la testa alta,
lo sguardo attento e fisso negli occhi dell'avversario.
Mi piace di riportare qui alcune note che si riferi-
scono alla posizione di guardia, dettate dal rammentato
dottore Astegiano cav. Giovanni, già Professore di ana-
tomia nella cessata Scuola Centrale di scherma e gin-
nastica in Parma:
« Le estremità inferiori sono piegate-, il peso del
» corpo gravita sopra di esse egualmente; le braccia
» sono sollevate. Allora il corpo dell' uomo può con-
» siderarsi come disposto sopra tre linee verticali di
» cui F una passa per il mezzo del capo e del busto;
» le altre due scendono a piombo sul piede.
» Questa posizione è per sé sola molto affaticante.
» Infatti le estremità inferiori sono per natura confor-
» mate in modo che F uomo può sostenere a lungo la
> posizione ritta su due piedi, quasi senza concorso
(i) « Il centro di gravità dee giacere tra le due ossa dette femori; e se
poi da esso si abbassi una perpendicolare, cadrà sulla direttrice dividendo per
metà lo spazio intercetto tra i due talloni. » (Grisetti e Rossaroll, Trattalo
delia spada, § 66).
« Questa è fra le guardie la migliore, perchè il corpo riposando in equi-
librio, senza caricarsi più su di una coscia, che su di un'altra, né più avanti,
ne più indietro, ne avviene che lo schermidore non si stanca, come suole ac-
cadere nelle altre guardie. » (Grisetti e Rossaroll, § 67).
184 PARTE TERZA
s attivo di muscoli, senza soverchia fatica. Ma se le
» estremità inferiori invece di essere distese sono pie-
» gate, allora soggiacciono a grave sforzo; tutto il la-
» voro di reggere il corpo è affidato ai muscoli esten-
? sori delle medesime. Questi muscoli devono mantenere
s entro certi limiti il piegamento articolare che tende
» ad accrescersi sotto il peso del corpo e delle estremità
» superiori. Soltanto la loro azione continua ed energica
» impedisce al corpo di soccombere ed accasciarsi. Vi
» ha lotta tra il peso del corpo che tende a serrare
> gli angoli fatti dalle articolazioni e le forze che ten-
» dono ad aprirli: vale a dire i muscoli estensori (della
» coscia specialmente). Stando l' uomo in piedi vi è tra-
» smissione diretta secondo la lunghezza dell'osso, del
» peso superiore all' osso inferiore, nella guardia invece
» è comunicato il peso all'angolo aperto ed agisce come
» forza piegante. Quindi la trasmissione del peso del
» tronco al suolo ha luogo coli' intermezzo di cordoni
» elastici come il peso di una carrozza coli' intermezzo
» delle molle. Ne avviene che la posizione in guardia
» non può essere conservata lungamente; a capo di
» alcuni minuti anche i più forti sentono il bisogno di
» riavvicinare le gambe allargate, rialzarsi e riposare
» non fosse altro che per un solo istante. » (')
§ io. — Riposo.
Dalla posizione di guardia si viene a questa posizione
in un sol tempo. Si distendono le ginocchia; si porta il tal-
(1) Il maestro Parise nel descrivere a pag. 43 il secondo movimento per il
passaggio dalla prima posizione (posizione normale) a quella di guardia, stabili-
sce le seguenti norme:
A) si piegheranno le ginocchia senza mai far perdere al tronco la sua
perpendicolare al suolo; B) sì porterà innanzi il piede destro sulla direttrice,
TRATTATO DELLA SPADA 185
Ione destro a contatto del sinistro, o viceversa; si abbassa
il braccio sinistro e si riprende la posizione normale ;
quindi l'allievo è libero di avanzare l'ima o l'altra gamba.
per la lunghezza dì due piedi, con due battute, comprendendo, in ogni battuta,
io spazio del piede del tiratore (tale lunghezza verrebbe ad essere, in generale,
uguale a centimetri 56, corrispondendo alla lunghezza media del piede del-
l' uomo che è di centimetri 28).
Indi più innanzi avverte : C) di fare osservazione che il ginocchio destro
cada perpendicolare al respettivo calcagno, e che il sinistro stia a piombo sulla
punta del pie sinistro /la quale, è bene ricordarlo, secondo il suddetto maestro,
si deve trovare più indietro della linea del calcagno, siccome egli prescrive
trattando della prima posizione.
Da queste tre norme emergono chiaramente tre conseguenze ; e cioè, a) che
il corpo graviterà in massima parte sulla gamba sinistra, b) che esso rimarrà
quindi spostato indietro, sia pure cadendo perpendicolarmente alla direttrice,
e) che non potrà piegarsi che poco sulle ginocchia.
Queste tre conseguenze danno luogo ai seguenti inconvenienti :
i." La gamba sinistra, sopportando da sola quasi tutto il peso del corpo,
molto pivi facilmente si stancherà, e quasi si paralizzeranno in breve tempo, i
suoi movimenti di estensione e di flessione, che maggiormente concorrono a
spingere il corpo a-fondo, e a ritirarlo in guardia.
2." 11 centro di gravità del corpo non essendo compreso sulla perpen-
dicolare, che divide per metà la distanza intercetta fra i due piedi, mancherà
l'equilibrio perfetto, assolutamente necessario alla prontezza ed alla naturalezza
dei movimenti.
3." Il corpo trovandosi spostato indietro, rimarranno indietro anche il
braccio, la spada, e la punta; e maggiore sarà lo spazio che questa dovrà per-
correre per colpire il bersaglio.
4." Stando poco seduti in guardia, a) i muscoli non potranno essere con-
tratti sufficientemente allo scopo di agire come vere balestre a vantaggio della
velocità e della efficacia del colpo, b) si scoprirà al nemico un bersaglio mag-
giore mantenendo grande distanza fra braccio e coscia, e) si renderà più dif-
ficile la propria parata a causa ancora della distanza che correrà fra le linee di
offesa alte e quelle basse.
Or bene mi sia permesso di fare una domanda. Non ha mai pensato il mae-
stro Parise che ove le fondamenta manchino, l'edificio crolla; o piuttosto, poi-
ché egli ha riconosciuto a pag. 41 del suo trattato, che la pcrfezio7ze della guar-
dia contribuisce non poco a quella delle azioni, come ha fatto per adattare azioni
perfette ad una guardia così poco perfetta? Se pure egli non abbia voluto sce-
gliere una guardia, che si accosta a quella del metodo francese, per potere
svolgere un giuoco alla francese; ma in questo caso egli avrebbe avuto torto
di chiamare italiano il suo sistema.
l86 PARTE TERZA
§ ii. — Linea d'offesa.
S'intende per linea d'offesa quella linea formata dal
braccio e dalla spada, che, prolungandosi immaginaria-
mente, si congiunge col bersaglio nemico.
È molto vantaggioso mantenere la spada sulla linea
d'offesa, poiché così s'impedisce quasi sempre all'avver-
sario di tirare, se prima non eseguisca 7111 azione di de-
viamento. (')
§ 12. — Bersaglio.
Per bersaglio s intende, tutta quella parte del tronco
esposta ai colpi dell' avversario. I suoi limiti sono la
clavicola ed il margine superiore dell' osso iliaco.
§ 13 — Divisione del bersaglio.
Essendo lo schermidore in perfetta guardia, colla spada
sulla linea d 'offesa, immaginiamo che sia tirato dalla li-
nea direttrice un piano perpendicolare alla stessa, il quale
conseguentemente passerà per l' asse del braccio e della
lama dello schermidore; lo spazio compreso fra detto
piano ed il petto, si chiamerà lato in dentro o interno;
lo spazio compreso fra lo stesso piano e le spalle, si
dirà lato in fuori o esterno.
Si consideri ora tirato un altro piano perpendicolare
al primo, ossia parallelo alla direttrice, e lo si faccia
passare per gli stessi assi della lama e del braccio dello
(1) Vedi paragrafo 98 e seguenti.
TRATTATO DELLA SPADA 187
schermidore; lo spazio superiore a detto piano si chia-
merà sopra o petto; quello inferiore si chiamerà sotto
o fianco.
§ 14. — Battuta del piede.
La battuta del piede si eseguisce in un tempo solo;
si alza il piede destro di pochi centimetri, e lo si ri-
porta immediatamente al suo posto battendolo a piena
pianta.
La battuta del piede vuol essere eseguita energica-
mente, senza perdere l' equilibrio, e senza fare oscillare
la punta della spada, il suo scopo principale essendo
quello di abituare l' allievo a mantenere 1' attività di tutti
i suoi muscoli. Molte volte essa serve ad aumentare
l'effetto delle finte.
§ 15. — Misura.
Lo spazio esistente fra due schermidori situati in guar-
dia, si denomina misura; e siccome detto spazio potrà
essere lungo, medio o breve, così si avranno tre spe-
cie di misure, che prendono i nomi di fuori misura,
giusta misura e sotto misura.
Si starà fuori misura, quando per colpire l'avversa-
rio, farà d'uopo di avanzare di uno o più passi; a giusta
misura, tutte le volte che lo schermidore dalla posizione
di guardia, vibrando la stoccata, arriverà efficacemente
colla punta al bersaglio senza eseguire alcun passo
avanti; sotto misura, allorquando la distanza intercetta
tra gli avversari sarà minore di quella fissata per la
giusta misura.
PARTE TERZA
Non potrà chiamarsi corretto quello schermidore che
si ridurrà spesse volte a quest'ultima misura. (0
§ 16. — Passo aranti.
Il passo avanti si eseguisce per avvicinarsi all' avver-
sario quando egli sia fuori misura, affine di giungere
a colpirlo. Si eseguisce in due tempi:
i.° Si porterà avanti il piede destro di tanto, quanto
basti per poter entrare in misura giusta;
2.° Immediatamente il piede sinistro seguirà il de-
stro percorrendo uno spazio eguale, e mantenendo inal-
terata la posizione di guardia.
(i) Il maestro Parise crede di aver trovato il modo pratico di co?ioscere la
disianza o misura, « Messa la spada (egli dice) sulla linea d'offesa col braccio
disteso, s' intenderà fresa la distanza, allorché stando in piedi i due avversari
coi talloni uniti, le punte delle spade si tocchino appena. E questa si dice misura
camminando o fuori misura ; il che importa, clic, per colpire V avversario, e
uopo avanzare d un passo. »
Un tal modo per giudicare della misura non è invece affatto pratico, poiché
il colpo vibrato da fuori misura, ossia dopo eseguito il passo, colle norme
sopraindicate, non a?-riva giammai a toccare V avversario.
Infatti si prendano due schermidori e si dispongano col corpo e colla spada
come e accennato al paragrafo 63 del suo trattato; si mettano in guardia nel
modo indicato al paragrafo io, in maniera che vi sia fra un piede e l'altro
d' entrambi gli schermidori lo spazio di due piedi precisi ; si faccia eseguire ad
uno di essi un passo avanti come è prescritto al paragrafo 15, cioè avanzando
di un piede solo ; quindi si faccia eseguire allo stesso schermidore la botta dritta
come è prescritto al paragrafo 13, cioè: spingendo avanti il pie dritto di un
piede, e col corpo quasi perpendicolare alle due rette parallele formate dai
piedi e dalle braccia; e si vedrà che la punta della sua spada, non solo non ar-
riverà a toccare il bersaglio, ma che ne disterà anzi di parecchi centimetri.
A misura gius/a ottenendosi il medesimo effetto negativo del colpo, si è
costretti ad ammettere che col sistema del maestro Parise, bisognerà schermire
necessariamente sempre sotto misura per potersi colpire. Ma siccome il pre-
detto maestro proibisce, e in questo giustamente, di schermire sotto misura,
domando io come si farà a colpire l'avversario?
TRATTATO DELLA SPADA 1S9
§ 17. — Passo indietro.
11 passo indietro si eseguisce, sia per riprendere la
giusta misura, sia per allontanarsi dall'avversario e ren-
dergli in tal modo più difficile l' offensiva. Si eseguisce
in due tempi:
i.° Si porterà indietro il piede sinistro, distendendo
totalmente la oramba sinistra.
o
2.0 Piegando il ginocchio sinistro, si porterà anche
il piede destro indietro, e battendolo a terra si ripren-
derà l'esatta posizione di guardia.
Avvertenza. ■ — Sia nel passo avanti che nel passo indietro, ponga
il maestro tutta la sua attenzione, affinchè r allievo non devii dalla
linea direttrice; curi che questi non faccia oscillare la spada e che
la tenga sempre sulla linea d 'offesa; e filialmente che i due tempi siano
eseguiti con tale rapidità da sembrare un tempo solo.
§ 18. — Inviti.
Chi scopre scientemente e con idea preconcetta il pro-
prio corpo o bersaglio, allo scopo di indurre 1' avver-
sario ad agire, eseguisce un invito.
Si può invitare l'avversario, sia mantenendo la pro-
pria spada distaccata dalla sua, sia tenendola a con-
tatto e dominandone i o-radi.
Nel primo caso si avrà uri invito semplice; nel secondo
wxì invito di legamento. Nella pratica si dirà, per maggior
concisione, invito il primo, legamento il secondo.
Gli inviti sono cinque:
i.° Invito di prima; scopre tutto il fianco e si ese-
guisce in un sol tempo. Evitando la spada avversa, e
senza flettere le varie articolazioni del braccio, si por-
190 PARTE TERZA
terà la propria spada a sinistra della lìnea d' offesa, in
maniera da fare descrivere alla punta un arco di cer-
chio da fuori in dentro, e di farla risultare a pochi cen-
timetri in fuori della spalla destra dell' avversario ; il
pugno, girato in seconda posizione, dovrà essere a livello
delle spalle; la punta, il pugno e la spalla destra do-
vranno formare una sola linea retta e parallela al ter-
reno. Questo invito è poco usato preferendosi in so-
stituzione quello di mezzocerchio.
2.0 Invito di seconda; scopre tutto il petto e sì ese-
guisce in un sol tempo. Si girerà il pugno in seconda po-
sizione mantenendo la mano sull'asse del braccio; si
abbasserà il braccio destro teso, in modo che il pugno
risulti a livello del margine inferiore della mammella-,
si scosterà braccio e spada a destra della linea di offesa,
colla punta a pochi centimetri dal fianco dell'avversario.
3.0 Invito di terza; scopre tutto il lato interno e
si eseguisce in un tempo solo. Si fletterà leggermente il
braccio destro ad angolo ottuso col vertice in basso, e,
senza incontrare la spada avversa, si porterà la propria
a pochi centimetri a destra della linea d'offesa, formando
quasi una retta coli' avambraccio ; il pugno in quinta
posizione ed all' altezza della spalla.
4.0 Invito di quarta; scopre il lato esterno, e si
eseguisce in un solo tempo. Evitando la spada dell'av-
versario, si fletterà il braccio destro quasi ad angolo
retto, portandolo a sinistra e colla spada in linea retta
coli' antibraccio ; il pugno girato in quinta posizione e
quasi a livello del fianco; il gomito in dentro per quanto
si può e quasi a contatto del corpo; la punta della spada
quasi a livello della spalla destra dell'avversario, ed a
pochi centimetri in fuori della stessa.
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5-
TRATTATO DELLA SPADA
I9I
5.0 Invito di mezzocerchio ; scopre tutto il fianco e
si eseguisce in un sol tempo. Evitando la spada avversa e
senza flettere le varie articolazioni del braccio, si porterà
la spada a sinistra della linea di offesa, facendo descri-
vere alla punta un arco di cerchio da fuori in dentro,
in modo che essa risulti a pochi centimetri in fuori della
spalla destra dell'avversario; il pugno, girato in quinta
posizione, dovrà essere a livello della spalla destra ; la
punta, il pugno e la spalla dovranno formare una sola
linea retta e parallela al suolo. (*)
§ 19. — Legamenti.
Si eseguisce un legamento quando, per invitare l' av-
versario, si uniscono i gradi forti della propria spada
coi gradi deboli di quella avversa, deviando questa
dalla linea d'offesa. L'unione dovrà succedere in modo
da opporre alla spada dell'avversario, ma a giusta che
fuori misura, il braccio di leva più corto che sia pos-
sibile ; a misura giusta dovrà formarsi un triangolo i
cui lati saranno il proprio forte, la propria coccia, e la
lama dell'avversario, di cui una parte dovrà oltrepas-
sare la detta coccia.
I legamenti come gli inviti sono cinque e cioè:
i.° Legamento di prima; scopre tutto il fianco, e
si eseguisce in un tempo solo. Unendo lo spigolo in-
feriore esterno del proprio forte al medio della lama
(1) In tutti gli inviti descritti dal maestro Parise al paragrafo 14, pag. 48
del suo Trattato, meno in quello di mezzocerchio, il braccio forma angolo colla
spada. Proprio quello di mezzocerchio in cui non avvi angolo di sorta, formando
spada e braccio una sola e perfetta linea retta, l' autore lo chiama inyito
d' angolo.
I92 PARTE TERZA
avversa col pugno in seconda posizione, si trasporterà
la spada nemica alquanto a sinistra e si prenderà
la posizione dell' invito di prima. Questo legamento
è poco usato, potendosi sostituire quello di mezzo-
cerchio.
2" Legamento di seconda,- scopre tutto il petto, e
si eseguisce in un tempo solo. Si girerà il pugno in se-
conda, si unirà lo spigolo superiore interno del proprio
forte al debole della lama avversa, e, trasportandola in
basso e a destra, si prenderà l'esatta posizione del-
X invito di seconda.
3.0 Legamento di terza; scopre il lato interno, e
si eseguisce in un solo tempo. Si unirà lo spigolo in-
feriore esterno del proprio forte al debole della lama
dell'avversario col pugno in quinta posizione, e devian-
dola a destra, si prenderà la posizione dell' invilo di
terza.
4.0 Legamento di quarta; scopre il lato esterno, e
si eseguisce in un sol tempo. Col pugno in quinta po-
sizione, si unirà lo spigolo superiore interno del pro-
prio forte al debole della spada avversa, e trasportan-
dola a sinistra, si prenderà la esatta posizione dell' invito
di qitarla.
5.0 Legamento di mezzocerchio; scopre il fianco e
si eseguisce in un solo tempo. Unendo lo spigolo supe-
riore esterno del proprio forte al medio della lama av-
versa col pugno in quinta posizione, si trasporterà la
spada nemica alquanto a sinistra, e si prenderà la posi-
zione dell' invito di mezzocerchio.
Tanto gli inviti che i legamenti dovranno essere ben
marcati e non dovranno scoprire che un lato solo, co-
prendo bene il lato opposto.
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4*
TRATTATO DELLA SPADA 193
20. — Parate.
Qualunque movimento eseguito colla spada o col
corpo, allo scopo di deviare e schivare un colpo del-
l'avversario, dicesi parata.
È sempre meglio però parare colla spada che col
corpo. È utile ricordare inoltre che, anche a parità di
efficacia, sarà sempre preferibile nella scherma, con-
siderata come arte, quel movimento che raggiungerà
uno stesso scopo difensivo con maggior eleganza e fer-
mezza.
Le parate possono essere semplici (o d'appoggio), di
contro, di ceduta, di tocco e di sforzo. Delle prime, cioè
di quelle semplici, poiché servono di base a tutte le
altre, è necessario determinare i principi per stabilire
la base delle parate tutte.
Le parate semplici sono : la parata di prima, di se-
conda, di terza, di quarta e di mezzocerchio.
Sarà bene cominciare dal descrivere la posizione finale
di ognuna di esse.
La parata di prima, tuttora usata dalla sawla mista
è francese, fu da lungo tempo abbandonata dalla scuola
classica italiana a cui il presente trattato s'inspira; essa
è sostituita dalla parata di mezzocerchio, molto più van-
taggiosa e spontanea. La sua posizione è come quella
del legamento di prima, ma col braccio e la spada un
poco più in basso.
Parata di seconda; il braccio sarà totalmente disteso; il
pugno, in seconda posizione ed a livello del margine in-
feriore della mammella destra, formerà coli' avambraccio
un impercettibile angolo ottuso col vertice in fuori; la
13
194 PARTE TERZA
punta della spada in linea del fianco avversario. (0 La
parata di seconda schiva i colpi vibrati al lato basso
esterno. La seconda, in casi eccezionali, ad esempio per
parare la fianconata di quarta bassa ed il trasporto di
seconda, (2) potrà eseguirsi ancora col pugno in quarta
posizione.
Parata di terza; il braccio sarà interamente disteso; la
spada un poco a destra della linea d' offesa colla punta
diretta alla faccia dell'avversario; il pugno, esattamente
in quarta posizione ed all'altezza del mento, formerà
col braccio un impercettibile angolo ottuso col vertice
in fuori. La terza para i colpi vibrati al lato alto esterno.
Volendo, questa parata potrà anche eseguirsi col pugno
in seconda. (3)
Parata di quarta; il braccio sarà a sinistra, e piegato
(i) A. proposito di tutte le parate in generale, come le prescrive il maestro
Parise, cioè colla punta in fuori della linea d'offesa (§19 Trattato della spada),
è utile eh' io riporti una legge fondamentale, dettata da Grisetti e Rossaroll, af-
finchè ogni cultore della scherma possa stabilire, se quelle, come tutto il nuovo
sistema, s' informino veramente ai principi della scuola classica Napoletana. Ecco
quello che essi dicono a pag. 41 del loro Trattato:
Accade nelle parate, che per zirlare con forza la spada nemica, il pugno
si disvia per poco dalla linea d' offesa. Dunque allora cottviene sostituirvi la
punta, affinchè se il nemico vedendovi scoperto per poco il petto, volesse tirarvi,
venga trattenuto dalla punta, che forma scudo al voitro petto. Questo princi-
pio è della massima importanza J poiché parando convien fare angolo, e
non si puh fare angolo senza dare tm adito al vostro petto. Dunque no7t vi
ha che la punta sostenuta nella linea di offesa, che possa garantirvi dai colpi
improvvisi del nemico.
(2) Veggasi il significato ai paragrafi 99, in.
(3) Al paragrafo 20 a pag. 62 del suo trattato, il maestro Parise stabilisce
per la parata di terza, che il pugno debba essere sulla linea della mammella.
Un tal modo di parare la terza è in verità inefficace, perchè si oppongono i
gradi minori della propria spada a quelli maggiori della spada avversa; tranne
il caso, come si osserva nella vignetta a pag. 59 di quel trattato, che il tira-
tore, per compiacenza, tiri il colpo abbassando il pugno, a ciò che l' avversario
possa comodamente, e senza disagio alcuno, parare il colpo stesso.
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TRATTATO DELLA SPADA 195
quasi ad angolo retto ; la spada possibilmente dovrà es-
sere tenuta colla punta in direzione del bersaglio ; il
pugno, girato in quinta posizione, dovrà essere quasi a
livello del fianco, e formerà coli' avambraccio un imper-
cettibile angolo ottuso col vertice in dentro. La qitarta
para i colpi vibrati alla parte interna.
Parata di mezzocerchio; il braccio sarà disteso ed un
poco a sinistra; la spada dovrà essere tenuta alquanto
inclinata, colla punta in direzione del fianco avversario;
il pugno, girato in quinta posizione, dovrà essere quasi
all'altezza della spalla destra, e formerà col braccio un
impercettibile angolo ottuso col vertice in dentro. Il
mezzocerchio para i colpi diretti al lato interno. (0
Avvertenza. — Conviene fare osservare che le posizioni stabilite
per il braccio e per la spada potranno modificarsi secondo il modo
meno corretto col quale F avversario dirigerà i suoi colpi. È certo
che se F avversario invece di dirigere i suoi colpi al petto li dirigesse
alla testa, bisognerebbe necessariamente alzare di molto il braccio e la
spada per poter difendersi efficacemente ; al contrario bisognerebbe
abbassarli qualora F avversario dirigesse i colpi alla parte inferiore
del bersaglio.
La velocità e precisione della parata dovrà essere in ragione di-
retta della velocità e precisione del colpo, che si vuole schivare.
(i) A pag. 62 lo stesso maestro Parise scrive: La parata di mezzocerchio
si eseguisce con un sol movimento, deviando in dentro la spada avversaria dalla
linea di offesa, descrivendo un arco di circolo, senza Spostare il pugno dal
SUO centro di Operazione^ ma girandolo di terza in quarta, formando una
linea colla spada, la cui punta si scosterà di poco dalla spalla destra
avversa.
Se l'egregio autore provasse una sola volta di parare il mezzocerchio, la-
sciando il pugno fermo al suo posto e portando la punta della sua spada in
fuori della spalla destra dell'avversario, si accorgerebbe di formare un angolo
non insensibile, il cui vertice sarebbe rivolto dalla parte opposta della lama av-
versa; e per questa ragione (contraria al principio fondamentale di ogni parata
di qualsiasi sistema, che è quello di volgere il vertice dell' angolo, se angolo si
forma, sempre dalla parte del ferro avversario)^ e perchè egli opporrebbe ne-
196
PARTE TERZA
§ 21. — Passaggio da una parata all'altra.
i.° Dalla parata, dal legamento o dall' invito di se-
conda si passerà:
a) alla parata di mezzocerchio, in un tempo solo;
girando il pugno in quinta posizione e trasportando
instantaneamente la propria spada da destra a sinistra,
si opporrà il forte di essa al medio della spada avversa-,
e deviandone la punta dalla linea ove era diretta, si
prenderà la posizione della parata di mezzocerchio ;
cessariamente i gradi deboli della sua lama a quelli forti dell'avversario, non
potrebbe difendersi da un colpo, vibrato anche con poca violenza.
La seguente figura servirà a chiarire meglio l' inconveniente a cui sì an-
drebbe incontro eseguendo la parata di mezzocerchio secondo il metodo Parise.
Dalla posizione di guardia il fioretto del difensore avendo la direzione di P S',
questi, se non parasse il colpo dritto vibrato dal suo avversario, verrebbe ad es-
sere colpito nel punto in. Se poi volesse pararlo col mezzocerchio precisamente
come prescrive il maestro Parise, cioè : senza spostare il pugno dal suo centro
d' operazione P, e descrivendo colla punta itu arco di cerchio in inodo da por-
tarla un poco fuori dalla spalla destra S' dell' avversario, ossia nel punto in', la
coccia del fioretto dovrebbe prendere la posizione ed; ed allora, invece di con-
seguire lo scopo di deviare la punta della spada nemica al di là del punto 7",
la farebbe cadere nel punto r che è più vicino al punto S ; e ciò perchè la coc-
cia invece di essere perpendicolare alla retta SS' ne risulterebbe obliqua, e
conseguentemente il punto e risulterebbe più vicino alla detta retta SS'.
Dunque la parata di mezzocerchio col sistema Parise, invece di essere di
gran risorsa, riesce di gran pericolo, e maggiore di quello a cui andrebbe incon-
tro chi non la volesse eseguire.
TRATTATO DELLA SPADA I97
b) alla parata di tersa, in un tempo solo; girando
il pugno in quarta posizione, trasportando instantanea-
mente la propria spada dal basso in alto, e descrivendo
colla punta un arco colla convessità in dentro, si opporrà
il proprio forte al medio della spada avversa, prendendo
la posizione della parata di terza;
e) alla parata di quarta, in un tempo solo; girando
il pugno in quinta posizione, trasportando istantanea-
mente la propria spada da destra a sinistra e descri-
vendo colla punta un arco colla convessità in fuori, si op-
porrà il proprio forte al medio della spada avversa ; e
deviandone la punta dalla linea in cui era diretta, si
prenderà la posizione della parata di quarta,
2.0 Dalla parata di terza od anche dall' invito o le-
gamento di terza si passerà:
a) alla parata di quarta, in un tempo solo; girando
il pugno in quinta posizione e trasportando istantanea-
mente la propria spada da destra a sinistra, si opporrà
il forte di essa al medio della spada avversaria; e de-
viandone la punta dalla linea ove era diretta, si pren-
derà l'esatta posizione della parata di quarta;
ò) alla parata di mezzocerchio, in un tempo solo;
girando il pugno in quinta posizione, trasportando istan-
taneamente la propria spada dall'alto al basso, e de-
scrivendo colla punta un arco colla convessità in fuori, si
opporrà il proprio forte al medio della spada avversa;
e deviandone la punta dalla linea in cui era diretta, si
prenderà la posizione della parata di mezzocerchio ;
e) alla parata di seconda, in un tempo solo; gi-
rando il pugno in seconda posizione, trasportando in-
stantaneamente la propria spada dall'alto in basso, e
facendo descrivere alla punta un arco colla convessità in
198 PARTE TERZA
dentro, si opporrà il proprio forte al medio della spada
nemica ; e deviandone la punta dalla linea in cui essa
era diretta, si prenderà la posizione della parata di
seconda.
3.0 Dalla parata, dal legamento o dall' invito di quarta
si passerà :
a) alla parata di terza, in un tempo solo-, girando
il pugno in quarta posizione, distendendo con elasticità
il braccio, e trasportando istantaneamente la propria
spada da sinistra a destra, ossia da dentro in fuori, si
opporrà il forte di essa al medio della spada nemica;
e deviando la sua punta dalla linea ove essa era diretta,
si prenderà la posizione della parata di terza;
li) alla parata di seconda, in un tempo solo ; girando
il pugno in seconda posizione, distendendo con elasticità
il braccio, e trasportando velocemente la propria spada
da dentro in fuori, in modo da descrivere colla punta
un arco colla convessità in dentro, si opporrà il proprio
forte al medio della spada avversa; e deviandone la
punta, si prenderà la posizione della parata di seconda.
4.0 Dalla parata di mezzocerchio, od anche dall' invito
o legamento di mezzocerchio si passerà semplicemente
alla parata di seconda, in un tempo solo; girando il pu-
gno in seconda posizione e trasportando instantanea-
mente la propria spada da dentro in fuori, si opporrà
il proprio forte al medio della spada avversa; e devian-
done la punta dalla linea in cui era diretta, si prenderà
la posizione della parata di seconda.
Avvertenza. — 77 Maestro porrà la massima attenzione, affinchè,
nel passare da una parata alt altra, F allievo trasporti il ferro senza
formare angolo alf articolazione del polso e senza far risentire alcuna
oscillazione alla spada, ed eviti il difetto di lasciare indietro la punta.
TRATTATO DELLA SPADA 199
Per ottenere F esattezza dei movimenti nel passaggio da tina parata
alP altra (movimenti che si debbono eseguire in un tempo solo), biso-
gnerà osservare che la mano mantenga il ferro bene impugnato col
pomo della spada saldo al punto prescritto, e aumenti la stretta al-
l'impugnatura in quel momento in cui la propria spada incontrerà
la spada dell 'avversario. La parata sarà efficace e giusta se il brac-
cio di leva che si opporrà col proprio ferro, risulterà più corto di
quello formato dal ferro de W avversario; e ciò si otterrà conponendo
in ciascuna parafa lo stesso triangolo che si forma per ogni legamento.
La velocità che si dovrà impiegare nelle parate, e quindi nei tra-
sporti 0 passaggi da una parata all'altra, sta, come si e accennato
al paragrafo 20, in ragione diretta della velocità del colpo che vibra
F avversario.
Nel descrivere le varie posizioni finali delle parate si e detto, che
si deve sempre opporre il forte della propria spada al medio di
quella avversaria.
Questa prescrizione sembrerà strana a tutti coloro che preferiscono
di giurare sopra antichi teoremi (opporre sempre il forte al debole),
anziché curarsi di esaminare quanto e come questi teoremi risultino
veri in pratica.
Considerando i caratteri fondamentali del metodo italiano, non e
chi praticamente non avverta che colle nostre parate semiflesse (quarta),
e specialmente con quelle a braccio teso (seconda, terza e mezzocer-
chio), non è possibile incontrare i gradi deboli della spada dell' av-
versario col proprio forte.
Dirò di più, che alcuna volta si e costretti di opporre perfino il
forte al forte, cioè i gradi più prossimi alla coccia, contro altri gradi
di poco inferiori.
§ 22. — A-fondo.
\f a-fondo è quell'atteggiamento che deve assumere
lo schermidore nell'atto di vibrare qualsiasi colpo. Si
eseguisce in un tempo solo. Dalla posizione di guardia
si premerà fortemente il piede sinistro al suolo; si con-
trarranno maggiormente i muscoli dell'arto inferiore si-
nistro, affinchè esso scattando come una molla, spinga
PARTE TERZA
in avanti tutto il corposo il piede destro, rasentando
il suolo, sarà portato avanti sulla direttrice per la metà
dello spazio compreso fra i piedi (2) e verrà battuto a
terra con forza-, il piede sinistro dovrà rimanere fisso
al suo posto; il peso del corpo dovrà gravitare quasi
interamente sulla gamba destra. Contemporaneamente il
braccio sinistro dovrà distendersi energicamente indie-
tro e abbassarsi un poco.
In questa posizione il pugno, le due spalle e tutto
il braccio sinistro dovranno formare una linea retta-, il
tronco e l'arto inferiore sinistro una diagonale; la gamba
destra dovrà essere perpendicolare al suolo ; il tronco
dovrà formare colla coscia destra, un angolo di circa
90 gradi-, la coscia destra colla gamba, un angolo di
circa 1 io gradi.
I requisiti dell' a-fondo sono:
La lunghezza, « per potere colpire da lontano più
che sia possibile onde non assoggettarsi talvolta ai pe-
ricoli che ne verrebbero dal troppo avvicinarsi » (così
Grisetti e Rossaroll). (3)
(1) Grisetti e Rossaroll a pag. 36, scrivono: « II catino ed il tronco si
trovano da questo movimento di estensioite dell' estremità trasportati in avanti,
dovendo il tronco essere inclinato per un piede verso questa parte. » Or bene,
perchè dunque il maestro Parise vuole che il tronco non venga inclinato e formi
invece quasi una perpendicolare colla direttrice? Apparisce chiaro che tale po-
sizione renderà sempre più difficile il toccare 1' avversario, perchè non supererà
sufficientemente la misura, senza contare che impedirà lo slancio e l'energia della
stoccata.
(2) La distanza che si frappone fra i due talloni, dovrà essere uguale ai sei
decimi della propria statura.
(3) Il metodo Parise prescrive di portare innanzi il piede destro di un sol
piede. Lasciando pure di commentare la poca osservanza alla citata legge della
scuola classica meridionale, non posso però tacere a riguardo della impossibilità
di colpire l'avversario seguendo le prescrizioni del suddetto metodo. La prece-
dente nota al paragrafo 15 dimostra la verità del mio asserto.
à 1
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I I
TRATTATO DELLA SPADA
L' equilibrio, per meglio sostenere l'urto della pa-
rata dell' avversario, e per tornare in guardia con ve-
locità e sicurezza. L' equilibrio si ottiene colla distesa
energica del braccio sinistro (questo, condotto esatta-
mente in linea col braccio destro, impedisce la caduta
del tronco in avanti), (J) e colla coordinazione.
La coordinazione., che consiste nell'azione simul-
tanea dell'intero sistema di leve. Per essa si consegue
il maggiore effetto utile.
Av vertenza. — II Maestro avvertirà P allievo di contrarre tutto
il sistema muscolare prima dell' atto dello scatto, affine di ottenere
il massimo impulso.
§ 23. — Botta dritta.
Qualunque colpo, tirato in modo che la propria lama
non strisci sulla spada dell'avversario e che la punta
descriva una linea retta, dicesi botta dritta.
Fra tutte le azioni d'offesa, la botta dritta è la più
semplice e conseguentemente la più facile, poiché, per
eseguirla, non è duopo di modificare la posizione del
braccio né quella della spada, ma soltanto di slanciarsi
a—fondo, nella maniera accennata al paragrafo prece-
dente.
Importa, soprattutto, mantenere ben fermo il braccio
destro nelle sue varie articolazioni, affinchè la lama, e
con essa la punta, non ricevano oscillazioni di sorta per
lo scatto della gamba sinistra e per l'avanzare del
corpo. (2)
(1) Il braccio sinistro nella scherma serve da bilanciere. (G. Astegiano).
(2) Il maestro Parise nel descrivere la botta dritta al paragrafo 13, pa-
gina 45, stabilisce che si debba formare col pugno un angolo ottuso, dicendo:
« Si può tirare a qualsiasi dei quattro inviti descritti nel § 14, tenendo sempre
PARTE TERZA
Dall' invito di quarta dell'avversario, la botta dritta si
chiamerà botta dritta in fuori; dall' 'invito di terza, botta
dritta in dentro ; dall' invito di seconda, botta dritta sopra ;
e finalmente dall'invito di prima o mezzocerchio, botta-
dritta al fianco.
Avvertenza. — Il Maestro osserverà rigorosamente che F allievo
eseguisca la botta dritta, tenendo il pugno in quarta posizione, tutte
le volte che tirerà al petto; e in seconda posizione, quando tirerà al
fianco, avvertendolo di fare il massimo della pressione della mano
sulla- impugnatura, nelF atto che la punta toccherà il bersaglio.
§ 24. — Dall' a-fondo in guardia.
L'allievo farà forza colla gamba destra; premerà il
piede destro a terra, e facendo leva sulle estremità in-
feriori, porterà il tronco indietro, piegando la gamba
presente che al petto si colpisce col pug?io girato in quarta posizione, formando
itn angolo ottuso in dentro, ed al fianco, ove prende nome di cartoccio, col pug7io
girato in seconda posizione, formando un angolo ottuso in fuori. Questi angoli
che servono a far prendere alla lama avversa una posizione obliqua e diver-
gente, dico?isi schermisticamente opposizione. »
Secondo la mia opinione, che è la stessa di tutti i cultori della scherma,
si è dato il nome di botta dritta a quest' azione, appunto perchè essa si svi-
luppa senza formare angolo di sorta fra spada e braccio; contrariamente si do-
vrebbe chiamare botta angolata.
Si potrebbe con rigorosa e giusta logica impugnare all'autore suaccennato
la necessità di cotesta opposizione nella botta dritta, sapendosi che essa si vibra
dagli inviti dell'avversario, il quale appunto per ciò che invita, non tiene la
propria spada, come prescrive anche lo stesso Parise, in linea del bersaglio del
tiratore; ma comunque si sia, si conceda all'autore la necessità dell' opposizione,
e vediamo se veramente essa possa essere efficace.
L'autore ha detto: « Tenendo sempre presente che al petto si colpisce col
pugno di quarta, formando un angolo ottuso in dentro. » Ciò starebbe bene
tutte le volte che la bolla dritta si eseguisse dall'invito di terza dell'avversario,
colpendolo al petto in dentro. Ma quando invece la botta dritta si eseguisce
dall' invito di quarta, colpendo l' avversario alla stessa parte del bersaglio ed
allo stesso punto, e perciò in fuori della sua spada, questa non potrebbe mai
prendere una posizione obliqua divergente in forza di un angolo ottuso, che
per essere in dentro, si troverebbe dalla parte opposta.
TRATTATO DELLA SPADA 203
sinistra ed il braccio sinistro; contemporaneamente por-
terà la gamba destra indietro, e battendo vivamente il
piede destro a terra, riprenderà la giusta posizione di
guardia.
&
§ 25. — Botta dritta collo slancio del piede sinistro
indietro. (0
Quest'azione ha lo scopo di vibrare il colpo all'av-
versario, quando sia raccorciata la giusta misura.
Si eseguisce in un tempo solo. Facendo forza colle
gambe si solleveranno di poco i piedi da terra, spingendo
impercettibilmente il tronco in alto e molto innanzi; e
slanciando energicamente indietro il piede sinistro sulla
direttrice, per tanto quanto è la metà della guardia, si
prenderà la esatta posizione dell' a— fondo, distendendo
con forza il braccio sinistro indietro e battendo viva-
mente il piede destro a terra.
Ouest' azione è altresì necessaria quando si vorrà
eseguire una controazione, o una sparizione di corpo. (2)
§ 26. — Dei fili di spada a pie fermo. (3)
Per filo di spada s' intenderà la botta dritta vibrata
in modo, che durante la sua esecuzione, si mantenga
(1) Nel trattato del maestro Parise si tace su quest' azione, che però ha
richiamato molte giuste considerazioni a Grisetti e Rossaroll, per suggerirne
l' importanza e l' opportunità in diversi momenti dell' assalto. (Grisetti e Ros-
saroll, pag. 37).
(2) Veggasi il significato ai paragrafi 159 e 162.
(3) Al paragrafo 30 del suo trattato, il maestro Parise mette tutto in un
fascio i fili e le fianconate, confondendo fra loro azioni evidentemente diverse.
La fianco?iata, come si vedrà in progresso di questa teoria, è azione che si
completa col filo, ma che nella sua introduzione ha tali caratteristiche, le quali
dal filo la distinguono, e ne costituiscono, in confronto, un'azione più complessa.
204 PARTE TERZA
sempre la propria spada a contatto con quella dell'av-
versario, dominandone i gradi.
Lo scopo dei fili di spada è quello, di colpire l'av-
versario evitando di essere colpito nello stesso tempo
e in un punto corrispondente del proprio bersaglio, e
di impedire le appuntate. (0
Si eseguiscono con molta facilità allorquando l' av-
versario, o per abitudine o per difetto di guardia, formi
colla spada e col braccio un angolo, il cui vertice sia
il pugno. Quando invece il braccio e la spada formano
una sola linea retta e parallela alla direttrice, i fili di
spada, specie quelli della linea alta, riescono difficilissimi
e quasi impossibili.
Tutte le volte che il vertice dell' angolo anzidetto
sarà rivolto in basso, si eseguiranno i fili sulla linea
alta ; inversamente, si eseguiranno sulla linea bassa,
tutte le volte che detto vertice sarà rivolto in alto.
Ifili potranno eseguirsi tanto in seguito ad azioni di
deviamento, quanto in seguito a parate, purché non
siano di tocco o di sforzo.
Essi sono quattro :
a) di seconda;
b) di terza;
e) di quarta;
d) di mezzocerchio ;
i ,° Filo di seconda:
Si eseguisce dalla propria parata di seconda, in un
tempo solo. Senza perdere mai il contatto della spada
nemica, si vibrerà la botta dritta facendo scorrere la
propria lama su quella dell'avversario, mantenendo il
(i) Veggasi il significato al paragrafo 157-
J
!!
*3
•S
4
«s
•%
TRATTATO DELLA SPADA 205
pugno esattamente in seconda, co\X opposizione^.1) in fuori,
e senza distruggere il triangolo formato nella parata.
2 ° Filo di terza:
Si eseguisce dalla propria parata di terza, in un tempo
solo. Mantenendo costantemente la propria spada a con-
tatto dell' avversaria, e col relativo triangolo formato
nella parata, si vibrerà il colpo al petto dell'avversario,
facendo scorrere la propria lama su quella nemica e
conservando il pugno in quarta, coli' opposizione in fuori.
3.0 Filo di quarta:
Si eseguisce dalla propria parata di quarta, in un
tempo solo. Senza mai perdere il contatto della spada
nemica e senza distrworere il triangolo avvenuto nella
parata, si vibrerà il colpo al petto dell'avversario, fa-
cendo scorrere la propria lama su quella avversa, man-
tenendo il pugno esattamente in quinta e facendo con
esso opposizione in dentro. (2)
4.0 Filo di mezzocerchio :
Si eseguisce dalla propria parata di mezzocerchio, in
un tempo solo. Senza mai staccare la spada da quella
avversa, si vibrerà il colpo al fianco, facendo scorrere la
propria lama su quella dell' avversario, conservando il
pugno in quinta, coli' opposizione in dentro, e mante-
nendo intatto il triangolo formato nella parata. (3)
(i) Veggasi il significato al paragrafo 170. (Angolazione od opposizione).
(2) Il maestro Parise non tratta del filo di quarta, che tutti i sistemi,
tutte le scuole ammettono. Non apparisce la ragione di questa eliminazione, la
quale potrebbe mettere in imbarazzo molti schermidori, che lottando con av-
versari, i quali per abitudine avessero la guardia alla francese, e cioè col pugno
basso e colla punta della spada diretta al petto o agli occhi del competitore,
certamente non troverebbero espedienti di offesa più semplici del filo.
(3) Neppure il filo di mezzocerchio come è stato descritto, e come lo de-
scrivono tutti i sistemi, non esiste per il trattato del maestro Parise, poiché
l'azione a cui egli dà questo nome, consiste invece nel trasportare la spada av-
2 0Ó PARTE TERZA
Per eseguire gli anzidetti fili, avendo la propria spada
sulla linea di offesa, si osserveranno le norme stabilite
per quelli eseguiti dalle parate, coli' avvertenza di unire
il forte della propria lama al debole di quella avversa
neir atto di cominciare l' azione, e in modo che il filo
venga completato sempre in un tempo solo. (0
§ 27. — Fili di spada camiuiuaudo.
I fili camminando, si eseguiscono in due tempi dal
proprio legamento.
Al primo tempo, mantenendo il pugno nell' esatta
versa dal proprio legamento di mezzocerchio a quello di terza, e nel tirare quindi
puramente un filo di terza. Forse l' autore citato ha tralasciato il vero filo di
mezzocerchio, pensando che non sarebbe riuscito spontaneo dal legamento di
mezzocerchio, per le condizioni da lui volute in questo legamento. Infatti, date
quelle condizioni, si dovrebbe necessariamente portare la punta della propria
spada, che si troverebbe fuori della spalla destra dell'avversario, in linea del
fianco, con un arco di cerchio in senso opposto a quello descritto per il lega-
mento stesso, prima di cominciare il filo.
(i) Neil' opera del Parise è detto che i fili in genere si debbono eseguire
in due movimenti (tempi), e cioè impossessandosi al primo tempo della spada
avversa, ed espletando al secondo l' azione. Fa meraviglia come dovendosi con-
sacrare un tempo al solo impadronimento del ferro avverso, si possa poi ese-
guire anche la fianco/tata di seconda e quella esterna, che l' autore impropria-
mente annovera fra i fili, col medesimo numero di tempi, se si pensa che per
l'esecuzione delle dette fianconate sono necessarie tre cose diverse, e cioè: i.° im-
possessarsi del ferro; 2.° cambiar linea d'offesa, trasportando la spada avversa;
3.0 eseguire il filo. Che se poi si supponesse per un momento che quei due
tempi, nel modo come sono divisi fossero necessari nei fili in senso proprio, e
sufficienti nelle fianconate, coerentemente si dovrebbero eseguire le finte di filo
in tre tempi (e non in due come è prescritto dal trattato Parise), legando al
primo tempo la spada ; accennando al secondo il filo ; e finalmente portando il
colpo al terzo ; e la doppia finta dì filo (denominazione che viene riportata ma
non accettata), sempre coerentemente, dovrebbe eseguirsi in quattro tempi; ciò
che nessun corretto schermidore potrebbe mai permettere, qualunque azione
dovendo essere esaurita in non più di tre tempi.
A pag. 120, paragrafo 96 del solito trattato del maestro Parise, troviamo
TRATTATO DELLA SPADA 207
posizione del legamento, e senza mai perdere il con-
tatto della spada nemica, si eseguirà il passo avanti,
facendo scorrere la propria lama lungo quella avversa,
guadagnando maggiormente i gradi, e formando il trian-
golo prescritto nel legamento o parata. Al secondo
tempo si completerà il filo colle stesse regole stabilite
per quelli a pie fermo.
un filo d'i terza circolato descritto nel modo seguente : « Quest' azione ha due
» movimenti; primo si accenna il filo di terza, secondo si delude la parata di
» contro, circolando al petto, in fuori, ove si vibrerà la stoccata di quarta. »
Ma quando un colpo qualsiasi lo si accenna solamente, e si termina invece
l'azione con un colpo diverso, deludendo la parata dell' avversario, il colpo ac-
cennato prende il nome di finta ; e quindi l'azione sopra descritta è un'azione
complessa che si costituisce di una finta di filo e di una cavazione. E poiché
questa stessa osservazione si adatta ai paragrafi 100, 103, 104, 105, 106, 107,
creati per la descrizione di ciò che il maestro Parise chiama fili circolati, non
credo che riescirà difficile al lettore di capire come in scherma non possa esi-
stere nessuna azione semplice, e neanche complessa, che meriti il nome di filo
circolato. Quando si circola si eseguisce sempre una cavazione od altro, non
mai un filo. Di qui la mia definizione del filo.
1H*
2o8 PARTE TERZA
CAPITOLO TERZO
Delle cavazioni. — Della risposta semplice. — Delle finte in generale. — Della
finta dritta a pie fermo e camminando. — Della finta di filo a pie fermo
e camminando. — Della finta di cavazione a pie fermo e camminando. —
Della doppia finta a pie fermo e camminando. — Risposta con finta.
§ 28. — Delle cavazioiii.
La cavazione è quell'azione che consiste nel traspor-
tare, con movimento elicoidale, la punta della propria
spada rimasta soggetta ad uno dei quattro legamenti,
nel bersaglio scoperto. Si usa di frequente nella scherma
di spada.
La cavazione riesce molto difficile ad eseguirsi, do-
vendosi evitare specialmente la larghezza dei giri e la
oscillazione della punta. Quella diminuisce sensibilmente
la velocità del colpo; questa ne impedisce la giusta dire-
zione e fermezza. A tale scopo, e cioè perchè riesca
più pronta e più precisa, è duopo necessariamente ese-
guirla facendo perno alla articolazione scapolo-omerale
(spalla). E un errore gravissimo asserire che, eseguendo
le cavazioni col pugno, i giri della punta risultino più
stretti di quelli eseguiti col perno alla spalla. Per con-
vincersi di un tale errore basterà osservare la dimo-
strazione matematica inserita a pag. 152 (meccanica della
scherma). (0
(1) Che la legge, la quale prescrive, che la cavazione debba farsi di pugno,
costituisca semplicemente un pregiudizio tradizionale, facilmente si dimostra
colle stesse parole di Grisetti e Rossaroll, i quali, mentre raccomandano, senza
TRATTATO DELLA SPADA 2 09
La cavazione si eseguisce co\Y intero braccio dai quat-
tro legamenti dell'avversario, e prende il nome di:
a) cavazione in fuori, quando ha origine dal lega-
mento di quarta. Si eseguirà in un tempo solo; con agi-
lissimo movimento del braccio (0, si svincolerà la pro-
pria spada da quella avversa, passandola velocemente
addurre ragione alcuna, di far perno al pugno in questa azione, così si espri-
mono, invece, esponendo alcune loro giustissime riflessioni sulla sellerina in
genere :
§ 387-
<>• La scherma italiana a differenza di quella di ogni altra nazione, non si
» contenta che lo schermidore abbia riguardo soltanto alla velocità ed al tempo,
» in cui le azioni devonsi eseguire, ma vuole ancora che si consideri lo spazio
» da percorrersi nelle azioni medesime, come uno dei principali elementi della
» scherma stessa. Da qui ciascuno potrà facilmente comprendere la maggiore
» perfezione di essa sopra ogni altra, ed uno dei motivi per cui i nostri an-
•> tichi, egualmente che i moderni perfetti schermidori italiani superino nell' ec-
» cellenza di quest'arte tutte le altre nazioni. E noi ci indurremo a credere,
» che se gli schermidori oltramontani riflettessero per poco allo spazio, che
» devono percorrere per ferire, essi procurerebbero al certo di volgere la punta
» della loro spada più vicina al petto dell'avversario quando sono atteggiati
■> in guardia, né descriverebbero delle grandi curve nel tirare le loro stoccate;
» con che gli sarebbe per conseguenza più facile di ottenere una maggiore fer-
ii mezza, e direzione nelle loro medesime stoccate. »
§ 388.
« Dietro l' idea dello spazio da percorrersi in un dato tempo si sono gui-
» dati gli antichi schermidori d'Italia: altrettanto dobbiamo noi pure seguire.
» Così ci giovi il considerare che uno spazio minore verrà percorso in minor
» tempo, data sempre la stessa velocità; dal che si deduce che un maggior
> vantaggio nella scherma si avrà sempre, ogni qualvolta si avranno minori
» spazi a percorrere di quelli dell' avversario, dati i tempi uguali. »
Ma le nostre considerazioni meccaniche e fisiologiche hanno condotto ap-
punto alla dimostrazione, che, per eseguire la cavazione col pugno, è mestieri
far percorrere alla punta uno spazio maggiore di quello, che la stessa percorre
quando la cavazione vien fatta con perno alla spalla. Altri commenti riuscireb-
bero dunque inutili.
(1) Riaffermando il principio che il braccio, operando la cavazione, deve far
perno all' articolazione scapolo-omerale, ricordo altresì che qualsiasi esagerazione
e rigidezza del movimento devono assolutamente essere evitate, siccome contrarie
alla velocità ed agilità del medesimo.
14
PARTE TERZA
da destra a sinistra e rasente alla coccia ed al braccio
dell'avversario; e descrivendo colla propria punta una
linea elicoidale, si vibrerà la stoccata al petto, in fuori,
col pugno in quarta posizione ;
b) cavazione in dentro, quando ha origine dal le-
gamento di terza. Si eseguirà in un tempo solo ; con
agilissimo movimento del braccio, si svincolerà la pro-
pria spada da quell'avversa, passandola velocemente da
sinistra a destra e rasente alla coccia ed al braccio del-
l'avversario; e descrivendo colla punta una linea elicoi-
dale, si vibrerà la stoccata al petto, in dentro, col pugno
in quinta posizione;
e) cavazione sopra, quando ha origine dal legamento
di seconda. Si eseguirà in un tempo solo; con velocis-
simo movimento del braccio si svincolerà la propria
spada dall'avversa, passandola velocemente dal basso in
alto e rasente alla coccia ed al braccio dell'avversario;
e descrivendo colla punta una linea elicoidale, si vibrerà
la stoccata al petto dell'avversario col pugno in quarta
posizione;
d) cavazione sotto od al fianco, quando ha origine
dal legamento di mezzocerchio o di prima, ed anche
da quello di terza.. Si eseguirà in un sol tempo ; con
vivacissimo movimento del braccio si svincolerà la pro-
pria spada dall'avversa, passandola velocemente dall'alto
in basso e rasente alla coccia ed al braccio dell'avver-
sario ; descrivendo colla punta una linea elicoidale, e
girando contemporaneamente il pugno in seconda, si
vibrerà il colpo al fianco. (0
(i) La cavazione al fianco e la cavazione sopra si eseguiscono più di fre-
quente delle altre, per la ragione che esse tendono a far colpire quella parte
del bersaglio, che, per le azioni dell' avversario, più facilmente e più ampia-
TRATTATO DELLA SPADA
Avvertenza. — 77 Maestro avvertirà /' allievo di far sempre
precedere il movi ine ido della punta a quello del corpo; di mantenere
costantemente fermo il pomo al polso, specialmente per la cavazione
al fianco; di non inflettere il pugno nella sua articolazione; di ese-
guire la cavazione a spira; di muovere impercettibilmente il braccio,
affinchè i giri risultino strettissimi; di non irrigidire e contrarre la
spalla, mantenendola invece sciolta naturalmente, facendo agire libera-
mente ed agilmente la testa dell' omero nella sua cavità articolare.
Tutte le azioni semplici di offesa (botta dritta, filo
e cavazione) innanzi descritte, quando siano eseguite a
misura giusta e con tutti i requisiti necessari, compreso
quello della scelta del tempo, devono senza dubbio pro-
durre esito favorevole, cioè devono infallibilmente col-
pire l'avversario.
Per convincersi di una tale verità, è bene considerare
prima, le condizioni, alle quali necessariamente devono
sempre soddisfare sia l'offensore che il difensore.
mente si presenta scoperta ai propri colpi. Esse si eseguiscono, come è stato
detto, per movimenti di pronazione e di supinazione della mano (seconda e
quarta) i quali assolutamente richiedono l' azione dell' avambraccio, e spesse volte
anche quella del braccio quando il movimento debba marcarsi esageratamente.
Se pure, quindi, i motivi d' importanza somma, precedentemente esposti, non
giustificassero da soli la necessità di eseguire sempre qualsiasi cavazione facendo
perno alla spalla, basterebbero questi che accenniamo della pronazione e supi-
nazione della mano, perchè il pugno indipendentemente dal braccio non è libero
di agire che in movimenti Riflessione, di estensione e di cireumduzione, e giammai
in movimenti di pronazione e di supinazione della mano stessa. E finalmente
questa limitazione può provarsi da ognuno, che tenga il polso destro stretto dalla
mano sinistra, e con questa impedisca all' avambraccio di rotare.
A questo punto mi permetta il benevolo lettore una breve considerazione.
Sembra impossibile, con tanta esuberanza di ragioni, alle quali nessun' altra buona
si sarebbe potuto opporre, che la Commissione giudicante i trattati di scherma
(6 ottobre 1883) abbia potuto, non solamente rigettare qualunque lavoro che
rappresentasse la scuola dell' esercito, ma bensì giustificare il suo giudizio il
quale dichiarava migliore il sistema Parise, per la necessita di una maggiore
strettezza di movimenti. (Veggasi la Relazione della Commissìoite).
PARTE TERZA
L'offensore per compiere un'azione qualunque ha bi-
sogno :
i .° di esanimare qttante e quali azioni possa eseguire
dall' invito dell' avversario ;
2.° di scegliere la più conveniente fra esse in ri-
gt cardo ai pregi e difetti schermistici dell' avversario me-
desimo;
3.0 di contrarre i muscoli per preparare l' esecu-
zione del movimento;
4.0 di eseguire il movimento.
Il difensore invece, per schermirsi da un' azione qual-
siasi di offesa deve:
i.° esaminare quante e quali azioni può eseguire
l' avversario dal proprio invito;
2° scorgere immaniinenti l'offesa scelta dall' avver-
sario;
3.0 scegliere la parata più adatta all'offesa;
4.0 contrarre i muscoli per preparare l' esecuzione
della difesa;
5.0 eseguire la parata.
Per soddisfare alle suaccennate condizioni occorre,
quantunque pronti si sia, un certo tempo, che per l'of-
fensore è già trascorso quando il difensore ha scorto
appena l' offesa. Il difensore a sua volta, cioè quando
l'offensore ha già esaurito tutte le condizioni richieste,
meno l'ultima, bisogna che soddisfi anch'esso, ad una
per una, a tutte le condizioni volute per ben difendersi
dall'offesa dell'avversario, e precisamente quando questi
vibra velocemente il colpo.
È chiaro quindi, che a colui, il quale è attaccato e
deve rispondere a cinque condizioni nel momento istesso
che l'avversario esplica la sua ultima colla stoccata,
TRATTATO DELLA SPADA 213
riuscirà impossibile di arrivare in tempo giusto, per
parare convenientemente il colpo dell' avversario.
Da ciò si può stabilire con certezza che, a condizioni
eguali, di due avversari, ha sempre enorme vantaggio
sul! 'altro, colui che ha la scelta del tempo.
Un esempio pratico, consistente in un giuoco sem-
plicissimo che spesse volte è dato di vedere nelle sale
di scherma, renderà forse meglio il concetto che ho in
animo di esprimere.
Si suppongano due schermidori A e B in perfetta guar-
dia, colle lame a contatto-, la punta di A dista di quattro
dita, o meno, dal petto del suo avversario. B scegliendo
il momento della partenza, distacca il proprio ferro por-
tandolo a destra ed in basso fino a toccare colla punta,
la terra. Frattanto A cerca di colpire; ma B giunge
sempre in tempo a riportare efficacemente il suo ferro
alla parata.
Ora come si spiega che con tale evidente differenza
di spazi da percorrere, arriva prima colui che ha da
percorrere lo spazio enormemente maggiore? Per il van-
taggio della scelta del tempo della partenza.
Suppongasi ora che lo schermidore A mantenga la
spada nelle medesime condizioni di prima, ma B tenga
la sua all'invito di terza, molto prossima a quella. Si
dia questa volta la scelta del tempo ad A, per vibrare
la stoccata. B non arriverà mai a parare, quantunque
lo spazio che dovrà percorrere in questo caso sia infi-
nitamente più piccolo di quello, che, con esito felice,
percorreva nel caso precedentemente esposto.
Ciò che è stato detto sopra, serve a mostrare in
qual conto debba tenersi la scelta del tempo, che, fra i
requisiti della scherma in generale, fu annoverata.
2 14 PARTE TERZA
§ 29 — Della risposta semplice.
Il colpo vibrato all'avversario, subito dopo parata una
sua azione di offesa, dicesi risposta.
La risposta si dirà semplice tutte le volte che si potrà
eseguire in un tempo solo.
Si può rispondere, sia distaccando la propria spada
da quella dell'avversario, sia mantenendola a contatto.
Nel primo caso la risposta sarà di botta dritta o di
cavazione; nel secondo caso sarà di filo.
Tutte le volte che si parerà di tocco o di sforzo non
sarà possibile rispondere con un filo. Parando & appog-
gio la risposta può essere sia di filo, sia di botta dritta,
sia di cavazione, a seconda del bersaglio ove si tira.
Parando di quarta si potrà rispondere al petto in
dentro, sia di botta dritta, sia di filo. Parando di terza
si potrà rispondere al petto, in fuori, col filo, oppure al
fianco colla cavazione. Parando di mezzocerchio si potrà
rispondere colla botta dritta e col filo\ finalmente pa-
rando di seconda si risponderà al fianco col filo, e al
petto, sopra, colla botta dritta, se la parata fu di tocco;
e se fu ài appoggio, si potrà rispondere colla cavazione.
Avvertenza. — La risposta ha nella scherma, un'importanza
straordinaria. Quando sia eseguita istantaneamente, è quasi impos-
sibile che F avversario ne possa rimanere immune; e tanto più se
F azione sua d1 offesa fu esaurita con tutta la decisione richiesta per
poter colpire. Si pub bensì parare la risposta, quantunque veloce,
purché il colpo precedente venga, tirato indeciso, e colf idea già pre-
concetta della risposta stessa.
La risposta dovrà gmngcre al bersaglio prima che F avversario
si accinga a ritornare in guardia per accorrere alla parata; per cui
non sarà necessario avanzare la gamba destra per eseguirla, ma sola-
TRATTATO DELLA SPADA 21 5
mente alzare il piede destro e batterlo sul posto, stendendo la gamba
sinistra per dare alla risposta maggior vivacità ed energia. Se si starà
troppo T'icini. non sarà mate eseguire /' a-fondo slanciando il piede
sinistro in dietro.
Il Maestro tenga sempre presente, clic allorquando r allievo saprà
eseguire con soddisfacente precisione un colpo di attacco, lo stesso colpo,
se sarà possi/die, dovrà farglielo eseguire ripetutamente di risposta fino
a che egli raggiunga la massima naturalezza e velocità nella esecu-
zione medesima.
§ 30. — Delle fìnte in generale.
Qualunque movimento del ferro o del corpo atto a
far credere all'avversario che si voglia eseguire un colpo,
mentre in realtà non lo si eseguisce, dicesi finta.
Scopo di essa è quello di indurre l'avversario ad
accorrere alla parata di una ben simulata azione, pr-
eludere la sua difesa e colpirlo al bersaglio che avrà
scoperto. Essa adunque deve eseguirsi con tale energia,
con tale espressione, con tale astuzia e scaltrezza da
far credere all'avversario che sia un vero colpo.
La finta quand' è eseguita con tutte le sue caratte-
ristiche,* senza dubbio produce l'effetto desiderato, es-
sendo la difesa istintiva nell'uomo; ma quando nella
sua esecuzione si trascurano tutte o parte delle sud-
dette qualità, essa riesce inutile, e, dico più, dannosa-,
inutile, perchè non si ottiene l'effetto che si desiderava;
dannosa, perchè sulla finta, l'avversario, può vibrare un
colpo d' arresto. (0
Perchè la finta ottenga un maggior effetto è duopo
che lo schermidore prepari preventivamente lo spirito
dell'avversario, in modo che questi sia già impressio-
(i) Veggasi il significato al paragrafo 155.
2l6 PARTE TERZA
nato da uno o più colpì semplici ricevuti, precisamente
in quella parte del bersaglio che è fatta mira dalla finta.
La finta deve sempre essere accompagnata dal mo-
vimento risoluto del corpo, giacché l'esperienza ha di-
mostrato che, più che il movimento della spada, il mo-
vimento energico del corpo di chi eseguisce Idi finta, fa
accorrere l'avversario alla parata.
La velocità delle finte dovrà sempre essere in ar-
monia colla velocità delle parate, giacché può accadere,
che eseguendo troppo velocemente le finte in corri-
spondenza della lentezza con cui l'avversario accorre
alle parate, il colpo finale vada a cadere per caso sulla
sua spada senza colpirlo.
Le finte possono essere semplici o doppie. Se una
sola finta precederà il colpo, essa si dirà semplice. Se
invece due finte saranno accennate prima della stoccata,
il loro complesso andrà distinto col nome di doppia finta.
§ 31. — Della finta dritta.
La finta dritta è la simulazione della botta dritta. Si
eseguisce da ciascuno dei cinque inviti dell'avversario,
nonché dai propri legamenti, od in seguito ad una
parata.
Sia a pie fermo che camminando, la finta di botta
dritta seguita dal colpo richiede due tempi, uno per
la finta, l'altro per il colpo, come si vedrà qui apresso:
§ 32. — Finta dritta in fuori e cavazione in dentro.
Si eseguisce in due tempi dall'invito di quarta del-
l'avversario.
TRATTATO DELLA SPADA
217
Maestro.
Inviterà di .quarta.
Allievo.
Inclinerà lievemente ed ener-
gicamente il tronco in avanti,
e battendo contemporaneamente
il piede destro a terra, simulerà
una botta dritta avvicinando la
propria punta al petto dell' av-
versario.
Evitando il contatto della spada
nemica, eseguirà istantaneamente
la cavazione in dentro colle nor-
me prescritte al § 28.
§ 33 ■ — Finta dritta in fuori e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dall' invito di quarta del-
l' avversario :
Parerà terza.
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Inclinerà leggermente ma ener-
gicamente il tronco in avanti, e
contemporaneamente battendo il
piede destro a terra, simulerà una
botta dritta, avvicinando la pro-
pria punta al petto dell'avversario.
Evitando il contatto della spa-
da nemica, eseguirà istantanea-
mente la cavazione al fianco colle
norme prescritte al § 28.
§ 34 — Finta dritta in dentro e cavazione in fuori.
Si eseguisce in due tempi dall' invito di terza del-
l' avversario :
Inviterà di terza.
Inclinerà leggermente ma ener-
gicamente il tronco in avanti, e
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra, simulerà una
2l8
PARTE TERZA
Parerà quarta.
botta dritta al petto, avvicinando
la propria punta al bersaglio.
Evitando il contatto della spa-
da avversaria, eseguirà istanta-
neamente la cavazione al petto,
in fuori, colle norme prescritte
al 8 28.
§ 35-
Finta dritta in dentro e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dall' invito di terza del-
l' avversario :
Inviterà di terza.
Parerà mezzocerchio.
Inclinerà leggermente ma ener-
gicamente il tronco in avanti, e
battendo contemporaneamente il
piede destro, simulerà una botta
dritta al lato interno dell'avver-
sario e un poco in basso, avan-
zando sensibilmente la punta.
Evitando il contatto della spada
nemica, eseguirà istantaneamente
la cavazione al fianco dell'avversa-
rio colle norme prescritte al § 28.
§ 36. — Finta dritta al fianco e cavazione al petto. (0
Si eseguisce in due tempi dall' invito di mezzocerchio
dell' avversario :
Inviterà di mezzocerchio.
Inclinerà leggermente ma ener-
gicamente il corpo in avanti, e
battendo simultaneamente il piede
destro, simulerà una botta dritta
avvicinando la propria punta al
fianco dell' avversario.
(1) Il Maestro, prima, di fare eseguire la finta, farà mettere la spada sulla
linea del fianco col pugno grrato in seconda posizione.
TRATTATO DELLA SPADA
219
Parerà seconda.
Evitando il contatto della spada
avversa in basso, eseguirà istan-
taneamente la cavazione al petto
colle norme prescritte al § 28,
girando il pugno in quarta po-
sizione.
§ 37. — Finta dritta sopra e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dall'invito di seconda del-
l' avversario :
Inviterà di seconda.
Parerà mezzocerchio o terza.
Inclinerà leggermente ma ener-
gicamente il tronco in avanti, e
battendo contemporaneamente il
piede destro, fingerà una botta
dritta al petto dell' avversario.
Evitando il contatto della spada
avversa in alto, eseguirà istanta-
neamente la cavazione al fianco,
colle norme prescritte al § 28.
§ 38. — Finta dritta sopra e cavazione in fuori.
Si eseguisce in due tempi dall'invito di seconda del-
l' avversario :
Inviterà di seconda.
Parerà quarta.
Inclinerà leggermente ed ener-
gicamente il corpo in avanti, e
battendo contemporaneamente il
piede destro, fingerà una botta
dritta al petto dell' avversario,
avanzando alquanto la propria
punta.
Evitando il contatto della spada
avversa in dentro, eseguirà istan-
taneamente la cavazione in fuori,
colle norme prescritte al § 28.
PARTE TERZA
§ 39. — Finta di botta dritta camminando.
Tutte le anzidette finte si possono eseguire anche
camminando, colle stesse norme innanzi prescritte, fa-
cendo però un passo avanti contemporaneamente alla
finta.
La finta di botta dritta, come qualunque altra finta
eseguita camminando, non otterrà giammai lo stesso
effetto di quella eseguita a pie fermo, e ciò per la cer-
tezza dell'avversario che tale movimento non potrebbe
essere un vero colpo, a causa della distanza esistente
fra i due schermidori.
§ 40. — Finta di botta dritta camminando
e botta dritta.
Questa azione è eseguibile soltanto quando l'avver-
sario, calcolando la distanza, s'impressioni poco o nulla
alla finta (come si è accennato al paragrafo precedente),
e perciò non si curi di accorrere prontamente alla pa
rata, o eseguisca una mezza parata. Bisognerà far se-
guire alla finta immediatamente il colpo.
La finta di botta dritta e botta dritta non è eseguibile
a giusta misura, poiché l'avversario, immaginando certa-
mente che la finta in questo caso potrebbe anche essere
un colpo, accorre sempre alla parata della finta stessa.
§ 41. — Della fìnta dritta eseguita dal proprio
legamento 0 da mia parata.
Si eseguisce colle stesse norme indicate per le anzi-
dette finte, tenendo sempre presente di distaccare la
propria spada da quella avversa, e di portarla sulla
linea d'offesa all'atto di eseguire la finta.
TRATTATO DELLA SPADA
§ 42. — Della finta di filo a pie fermo.
La finta di filo è la simulazione del filo. Si eseguisce,
sia a pie fermo che camminando, e in un tempo solo.
Mantenendo sempre il contatto del ferro, si accennerà
un filo avvicinando la propria punta al petto dell'av-
versario, e battendo contemporaneamente il piede destro.
Le norme tutte stabilite per la finta di botta dritta,
s'intenderanno applicabili anche per la finta di filo.
§ 43. — Della fiuta di cavazione a pie fermo.
La finta di cavazione è la simulazione della cavazione;
consiste nell'eseguire la cavazione col solo braccio, senza
cioè andare a— fondo.
Si può eseguire da tutti i quattro legamenti dell'av-
versario.
§ 44. — Fiuta di cavazione in fuori
e cavazione in dentro.
Si eseguisce dal legamento di quarta in due tempi:
Maestro.
Legherà di quarta.
Parerà terza.
Allievo.
Fingerà una cavazione al petto,
in fuori, inclinando leggermente
ma energicamente il tronco in
avanti, battendo nello stesso tem-
po il piede destro, ed avvicinando
la punta della propria spada al
petto dell' avversario.
Eseguirà immediatamente la
cavazione al petto, in dentro,
evitando la parata di terza.
PARTE TERZA
§ 45. — Fiuta di cavazione in fuori
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di quarta
dell'avversario :
Legherà di quarta.
Parerà terza.
46.
Fingerà una cavazione al petto,
in fuori, inclinando leggermente
il corpo in avanti, battendo con-
temporaneamente il piede destro,
ed avvicinando la propria punta
al petto dell' avversario.
Eseguirà immediatamente la
cavazione al fianco, evitando la
parata di terza.
Finta di cavazione in dentro •
e cavazione in fuori.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di terza
dell'avversario:
Legherà di terza.
Parerà quarta.
47-
Fingerà una cavazione al petto,
in dentro, inclinando leggermente
il corpo in avanti, battendo con-
temporaneamente il piede destro,
ed avvicinando la punta della pro-
pria spada al petto dell'avversario.
Eseguirà immediatamente la
cavazione in fuori, evitando la
parata di quarta.
Finta di cavazione in dentro
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di terza
dell'avversario:
Legherà di terza.
Fingerà una cavazione al petto,
in dentro, inclinando leggermente
TRATTATO DELLA SPADA
223
Parerà mezzocerchio.
il corpo in avanti, battendo con-
temporaneamente il piede destro,
ed avvicinando la punta della pro-
pria spada al petto dell'avversario.
Eseguirà immediatamente la
cavazione al fianco, evitando la
parata di mezzocerchio.
§ 48. — Fiuta di cavazione al fianco
e cavazione al petto.
Sì eseguisce in due tempi dal legamento di mezzo-
cerchio dell' avversario :
Legherà di mezzocerchio.
Parerà seconda.
Fingerà una cavazione al fianco,
inclinando leggermente il corpo
in avanti, battendo contempora-
neamente il piede destro, ed av-
vicinando la punta della propria
spada al fianco dell'avversario.
Eseguirà immediatamente la
cavazione al petto, evitando la
parata di seconda.
§ 49. — Finta di cavazione al petto
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di seconda
dell' avversario :
Legherà di seconda.
Parerà mezzocerchio o terza.
Fingerà una cavazione al petto,
inclinando leggermente il corpo
in avanti, battendo contempora-
neamente il piede destro, ed av-
vicinando la punta della propria
spada al petto dell'avversario.
Eseguirà immediatamente la
cavazione al fianco, evitando la
parata.
224 PARTE TERZA
§ 50. — Finta di cavazione al petto, sopra
e cayazione al petto, in fuori.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di seconda
dell'avversario:
Legherà di seconda. Fingerà una cavazione al petto,
inclinando leggermente il corpo
in avanti, battendo contempora-
neamente il piede destro, ed avvi-
cinando la punta della propria
spada al petto dell' avversario.
Parerà quarta. Eseguirà immediatamente la
cavazione al petto, in fuori, in-
gannando la parata di quarta.
Avvertenza. — Quando V allievo saprà eseguire le finte con fa-
cilità, il maestro gli farà tralasciare la battuta del piede, la quale
toglie alla velocità dell' azione, ina che nei primi tempi "e necessaria
per abituarlo a marcar bene le finte stesse.
§ 51. — Della fiuta ili cavazione camminando.
Si eseguisce colle norme prescritte per Infinta di cava-
zione a pie fermo, facendo un passo avanti nell'atto di
eseguire la finta.
Avvertenza. — È bene che • il maestro faccia osservare, volta
per volta, la parte del bersaglio che l' allievo inevitabilmente scopre
ne IP esecuzione delle varie finte, e ciò perche egli sia edotto dei vari
colpi d'arresto che r avversario può vibrare sulla finta camminando,
e conseguentemente delle parate da opporre agli stessi colpi.
§ 52. — Finta di cavazione camminando
e botta dritta.
Ciò che si è detto al paragrafo 40 per la finta di
botta dritta e botta dritta, si intenderà applicabile alla
finta di cavazione e botta dritta; colla differenza che, in-
TRATTATO DELLA SPADA 225
vece di simulare una botta dritta, si simulerà una cava-
zione, colpendo nella stessa parte del bersaglio ove fu
accennata la fìnta.
§ 53. — Della doppia fiuta e cavazione, a pie fermo.
La doppia finta e cavazione si compone di tre tempi,
ossia di due finte e di un colpo; la prima finta potrà
essere sia di botta dritta, sia di cavazione, sia di filo;
la seconda finta sarà sempre di cavazione.
La doppia finta si eseguisce, quando si è certi che
l'avversario possa parare il colpo che segue una finta
semplice.
§ 54. — Fiuta dritta iu fuori, fiuta cavazione iu dentro
e cavazioue iu fuori.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di quarta del-
l'avversario:
Maestro.
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Parerà quarta.
Allievo.
Come prima finta, accennerà
una botta dritta in fuori.
Come seconda finta, simulerà
la cavazione in dentro, evitando
il contatto della spada avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, immediatamente vibrerà
la cavazione in fuori, evitando
il contatto della spada nemica..
§55. — Fiuta dritta iu fuori, finta cavazione in dentro
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di quarta del-
l'avversario:
Inviterà di quarta. Come prima finta, accennerà
j una botta dritta in fuori.
15
22Ó
PARTE TERZA
Parerà terza.
Parerà mezzocerchio.
Come seconda finta, accennerà
una cavazione in dentro, evi-
tando il contatto della spada av-
versa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, immediatamente vibrerà
la cavazione al fianco, evitando
il contatto della spada nemica.
§56. — Finta dritta in fuori, finta cavazione al fianco
e cavazione sopra.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di quarta del-
l'avversario:
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Parerà seconda.
Come prima finta, simulerà la
botta dritta in fuori.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione al fianco, evitando
il contatto della spada avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, immediatamente vibrerà
la cavazione. al petto, sopra, evi-
tando il contatto della spada ne-
mica.
§57. — Finta dritta in dentro, finta cavazione in fuori
e cavazione in dentro.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di terza dell'av-
versario :
Inviterà di terza.
Parerà quarta.
Come prima finta, accennerà la
botta dritta in dentro.
Come seconda finta, simulerà
la cavazione al petto, in fuori,
evitando il contatto della spada
avversa.
TRATTATO DELLA SPADA
227
Parerà terza.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione al
petto, in dentro, evitando il con-
tatto della spada nemica.
§58. — Fiuta dritta in dentro, finta cavazione in fuori
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di terza dell'av-
versario :
Inviterà di terza.
Parerà quarta.
Parerà terza.
Come prima finta, accennerà la
botta dritta al petto, in dentro.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione al petto, in fuori,
evitando il contatto della spada
avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione al
fianco, evitando il contatto della
spada nemica.
§59. — Finta dritta in dentro, finta cavazione al fianco
e cavazione sopra.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di terza dell'av-
versario :
Inviterà di terza.
Parerà mezzocerchio.
Parerà seconda.
Come prima finta, simulerà la
botta dritta in dentro.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione al fianco, evitando
il contatto della spada avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione al
petto, sopra, evitando il contatto
della spada nemica.
228
PARTE TERZA
§ 60. — Fiuta dritta al fianco, fiuta cavazioue sopra
e cavazioue al fianco.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di mezzocerchio
dell' avversario :
Inviterà di mezzocerchio.
Parerà seconda.
Parerà mezzocerchio o terza.
Come prima finta, simulerà la
botta dritta al fianco.
Come seconda finta, simulerà
la cavazione sopra, evitando il
contatto della spada avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione al
fianco, evitando il contatto della
spada nemica.
§ 61. — Finta dritta al fianco, finta cavazione sopra
e cavazione in fuori.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di mezzocerchio
dell'avversario:
Inviterà di mezzocerchio.
Parerà seconda.
Parerà quarta.
Come prima finta, accennerà
la botta dritta al fianco.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione sopra, evitando il
contatto della spada avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione al
petto, in fuori, evitando il con-
tatto della spada nemica.
§ 62. — Finta dritta sopra, finta cavazione al fianco
e cavazione sopra.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di seconda del-
l'avversario:
TRATTATO DELLA SPADA
229
Inviterà di seconda.
Parerà terza o mezzocerchio.
Parerà seconda.
Come prima finta, accennerà
la botta dritta, sopra.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione al fianco, evitando
il contatto della spada avversa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione so-
pra, evitando il contatto della
spada nemica.
§63. — Finta dritta sopra, finta cavazione in fuori
e cavazione in dentro.
Si eseguisce in tre tempi dall' invito di seconda del-
l' avversario :
Inviterà di seconda.
Parerà quarta.
Parerà terza.
Come prima finta, accennerà
la botta dritta, sopra.
Come seconda finta, simulerà
la cavazione al petto, fuori, evi-
tando il contatto della spada av-
versa.
Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione in
dentro, evitando il contatto della
spada nemica.
§ 64. — Finta dritta sopra, finta cavazione in fuori
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di seconda del-
l'avversario :
Inviterà di seconda.
Parerà quarta.
Come prima finta, simulerà la
botta dritta al petto, sopra.
Come seconda finta accennerà
la cavazione al petto, fuori, evi-
tando la spada avversa.
230 PARTE TERZA
Parerà di terza. Mentre l'avversario correrà alla
parata, vibrerà la cavazione al
fianco, evitando il contatto della
spada nemica.
§ 65. — Della finta di filo seguita dalla finta di cayazione;
e della doppia finta di cavazione.
La finta di filo seguita dalla finta di cavazione, come
pure la doppia finta di cavazione, si eseguiscono in due
tempi, sia a pie fermo che camminando, colle medesime
norme stabilite per Infinta di botta dritta seguita dalla
finta di cavazione, ma colla differenza che in quest'ul-
tima il primo tempo è Infinta dritta, mentre ih quelle
sarà rispettivamente Infinta di filo, o la finta di cavazione.
% 66. — Risposta colla finta.
Si avrà la risposta colla finta, tutte le volte che, in
seguito ad una qualsiasi parata, si vibrerà il colpo, fa-
cendolo precedere da una o più finte. Quando la rispo-
sta sarà preceduta da una sola finta prenderà il nome
di risposta colla finita semplice; quando sarà preceduta
da due finte si chiamerà risposta colla doppia finta; ma
questa è sempre da sconsigliarsi, poiché chi la eseguisce
perde certamente il vantaggio della risposta, che con-
siste appunto nel colpire l'avversario prima che questi
ritorni in guardia.
Le stesse finte, fin qui descritte, potranno eseguirsi
di risposta, tenendo sempre presente che in seguito ad
una parata di sforzo o di tocco, non è possibile la finta
di filo.
TRATTATO DELLA SPADA 23 I
CAPITOLO QUARTO
Delle parate di contro e delle azioni che hanno rapporto con esse. — Delle
finte semplici in rapporto alle parate di contro. — Delle circolazioni. —
Delle doppie finte in rapporto alle parate di contro. — Della finta dritta
e circolazione. — Della finta di circolazione e cavazione.
§ 67. — Delle parate di contro.
¥ ex parata di contro s'intenderà quella parata, per la
quale la spada avversa sarà ridotta in una linea per-
fettamente opposta a quella in cui era diretto il colpo
o finta.
Completando una qualsiasi parata di contro, la spada
del difensore dovrà ritrovarsi nella posizione primitiva,
dopo aver circolato intorno al ferro nemico, descrivendo
una superficie conica, il cui vertice sarà il pugno o il
gomito secondo il maggiore o minore spostamento del
ferro avversario nella esecuzione dell'azione, o secondo
la distanza delle varie parti del bersaglio. (0 In ogni
caso la parata di contro si eseguirà impiegando il mo-
vimento elastico del braccio.
A parità di condizioni e a misura giusta, sarebbe im-
(i) Se l'avversario per esempio eseguisse una cavazione al fia?tco dal lega-
mento di mezzocerchio, oppure vibrasse una cavazione al petto, sopra, dal lega-
mento di seconda, sia pure con esattezza, in simili casi non sarebbe possibile
far vertice al pugno e mantenerlo nel suo centro di operazione, come vorrebbe
prescrivere il maestro Parise; anzi sarebbe assolutamente necessario di spostarlo,
e al solo scopo di seguire il ferro nemico, per opporre i gradi forti del proprio
ai gradi inferiori di quello, e rendere in tal modo efficace la parata.
232 PARTE TERZA
_^ ^ ^ _» ^
possibile di potersi difendere da un colpo semplice con
una parata di contro, tanto più quando questo colpo
fosse la botta dritta od il filo. Al paragrafo 28 è stato
dimostrato quanto sia difficile schermirsi da un colpo
dell' avversario con una parata semplice. Rimane quindi
evidente che la stessa difesa riescirebbe impossibile colla
parata di contro, la quale, in ragione dello spazio da
percorrere, richiederebbe un tempo maggiore di quello
che viene impiegato nella parata semplice.
La parata di contro, adunque, dovrebbe eseguirsi sol-
tanto sulla finta dell'avversario, e precisamente quando
questi avesse l' abitudine di farne molte in qualsiasi azione
d' offesa.
Le parate di contro sono:
a) contro di prima ;
b) contro di seconda;
e) contro di terza;
d) contro di quarta;
e) contro di mezzocerchio .
Contro di prima : .
Si eseguisce in un tempo solo dal proprio invito,
nonché dal proprio legamento o parata di prima.
Con impercettibile movimento di cireumduzione del
pugno, accompagnato da movimento del braccio, si de-
scriverà colla propria spada una superficie conica, se-
guendo il ferro dell'avversario; e sviando per tal modo
il colpo, si prenderà la posizione della parata di pì'inia.
Contro di seconda:
Si eseguisce in un tempo solo dal proprio invito,
legamento o parata di seconda.
Con impercettibile movimento di cireumduzione del
pugno, accompagnato da movimento elastico del braccio,
TRATTATO DELLA SPADA 233
si descriverà colla propria spada una superficie conica,
seguendo il ferro dell' avversario; e sviando per tal modo
il colpo si prenderà la posizione della parata di seconda.
Contro di terza:
Si eseguisce dal proprio invito, legamento o parata
di terza in un tempo solo.
Con impercettibile movimento di cireumduzione del
pugno, accompagnato da movimento elastico del braccio,
si descriverà colla propria spada una superficie conica,
seguendo il ferro dell' avversario ; e sviando per tal modo
il colpo si prenderà la posizione della parata di 'terza.
Contro di quarta:
Si eseguisce in un tempo solo dal proprio invito,
legamento o parata di quarta.
Con impercettibile movimento di cireumduzione del
pugno, accompagnato da movimento elastico del braccio,
si descriverà colla propria spada una superficie conica,
seguendo il ferro dell'avversario; e sviando per tal modo
il colpo, si prenderà la posizione della parata di quarta.
Contro di mezzocerchio:
Si eseguisce in un tempo solo dal proprio invito,
nonché dal proprio legamento o parata di mezzocerchio.
Con impercettibile movimento di cireumduzione del pu-
gno, accompagnato da movimento del braccio, si descri-
verà colla propria spada una superficie conica, seguendo
il ferro dell'avversario; e sviando per tal modo il colpo,
si prenderà la posizione della parata di mezzocerchio.
Avvertenza. — Allorché F allievo sappia eseguire con facilità
la parata di contro, il Maestro lo eserciterà a difendersi da azioni
con finta, mediante parate semplice e di contro, di contro e semplice,
tignali di contro, prima a pie fermo, poi camminando, avvertendolo
di non fare oscillare la punta dopo avere eseguita la parata.
234
PARTE TERZA
§68. — Delle finte in rapporto alle parate di contro.
Nelle finte semplici descritte al paragrafo 32 e se-
guenti, si è visto, che quando 1' avversario oppone la
parata di appoggio alla finta, sia essa di botta dritta,
di filo, o di cavazione, il colpo si vibra in una parte del
bersaglio diversa da quella alla quale fu mostrata la finta,
tranne che nel caso della finta di botta dritta e botta
dritta (§ 40) e della finta di cavazione e botta dritta
(§ 52). Invece, opponendo l'avversario la parata di
contro, il colpo dovrà svilupparsi alla stessa parte del
bersaglio alla quale fu accennata la finta, come si vedrà
nei paragrafi seguenti.
§ 69. — Finta dritta in fuori e cavazione in fuori.
Si eseguisce in due tempi dall'invito di quarta del-
l'avversario:
Maestro.
Inviterà di quarta.
Parerà contro di quarta.
Allievo.
Accennerà energicamente una
botta dritta in fuori, inclinando
il tronco in avanti, ed avvici-
nando la propria punta al petto
dell' avversario.
Prima che l'avversario incontri
la sua spada, per mezzo della pa-
rata, eseguirà velocemente la ca-
vazione al petto, in fuori, colle
norme stabilite al § 28.
8 7°-
Finta dritta in dentro e cayazione in dentro.
Si eseguisce in due tempi dall'invito di terza del-
l'avversario:
TRATTATO DELLA SPADA
235
Inviterà di terza.
Parerà contro di terza.
Accennerà energicamente una
botta dritta, in dentro, inclinan-
do il tronco in avanti, ed avvi-
cinando la propria punta al petto
dell'avversario.
Prima che l'avversario incontri
la sua spada, per mezzo della pa-
rata, eseguirà velocemente la ca-
vazione al petto, in dentro, colle
norme prescritte al § 28.
§ 7i-
Finta dritta al fianco e cayazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dall'invito di mezzocerchio
dell'avversario.
Inviterà di mezzocerchio.
Parerà contro di mezzocerchio.
Accennerà energicamente una
botta dritta al fianco, inclinando
il tronco in avanti, ed avvicinando
la propria punta al petto dell'av-
versario.
Prima che l'avversario incontri
la sua spada, per mezzo della pa-
rata, eseguirà velocemente la ca-
vazione al fianco, colle norme
prescitte al § 28.
§72. — Fiuta dritta al petto, sopra, e cayazione sopra.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di seconda
dell' avversario :
Inviterà di seconda.
Accennerà energicamente una
botta dritta al petto, sopra, incli-
nando il tronco in avanti, ed av-
vicinando la propria punta al
petto dell' avversario.
236
PARTE TERZA
Parerà contro di seconda.
Prima che l'avversario incontri
la sua spada per mezzo della pa-
rata, eseguirà velocemente la ca-
vazione al petto, sopra, colle nor-
me prescritte al § 28.
§ 73-
Finta di filo di seconda e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi dal proprio legamento di
seconda:
Inviterà per il filo di seconda,
mettendo il debole della propria
spada sotto ed a contatto della
coccia dell' allievo, formando nel
pugno un' impercettibile angolo
col vertice in alto.
Parerà contro di mezzocérchio.
Inclinando con energia il tron-
co in avanti, ed avvicinando la
propria punta al petto dell' av-
versario, accennerà un filo di se-
conda, battendo contemporanea-
mente il piede destro.
Assecondando il movimento
della spada avversaria, e senza
farsi toccare la propria, eseguirà
la cavazione al fianco.
74-
Finta di filo di terza e cavazione in fuori.
Si eseguisce dal proprio
tempi :
Inviterà per il filo di terza,
mettendo il debole della propria
spada sulla coccia di quella del-
l'allievo, formando nel pugno un
impercettibile angolo col vertice
in basso.
Parerà contro di quarta.
legamento di terza in due
Inclinando con energia il tron-
co in avanti, ed avvicinando la
punta della propria spada al petto
dell'avversario, accennerà un filo
di terza, battendo contempora-
neamente il piede destro.
Assecondando il movimento
della spada avversa, e senza farsi
• toccare la propria, eseguirà la ca-
vazione al petto, in fuori.
TRATTATO DELLA SPADA
237
§75 — Finta di filo di quarta e cavazione in dentro.
Si eseguisce dal proprio
tempi :
Inviterà pel filo di quarta, met-
tendo il debole della propria spada
sulla coccia di quella dell'allievo,
e formando nel pugno un im-
percettibile angolo col vertice in
basso.
Parerà contro di terza.
76.
legamento di quarta in due
Inclinando con energia il tron-
co in avanti, ed avvicinando la
punta della propria spada al petto
dell'avversario, accennerà un filo
di quarta, battendo il piede destro.
Assecondando il movimento
della spada avversaria, e senza
farsi toccare la propria, eseguirà
la cavazione al petto, in dentro.
Finta di filo di mezzocerchio
e cavazione sopra.
Si eseguisce in due tempi dal proprio legamento di
mezzocerchio :
Inviterà pel filo di mezzocer-
chio, mettendo il debole della
propria spada sotto la coccia di
quella dell'allievo, e formando nel
pugno un impercettibile angolo
col vertice in alto.
Parerà contro di seconda.
Inclinando con energia il tron-
co in avanti, ed avvicinando la
punta della propria spada al petto
dell'avversario, accennerà un filo
di mezzocerchio, battendo con-
temporaneamente il piede destro.
Assecondando il movimento
della spada avversaria, e senza
farsi toccare la propria, eseguirà
la cavazione al petto, sopra.
Avvertenza. — Tanto la finta di botta dritta che quella di
filo, in rapporto alle parate di contro dell'avversario, si eseguiranno
anche camminando, colle stesse norme per quelle a pie fermo, e facendo
il passo contemporaneamente alla finta. Il Maestro però in luogo di
porre il debole a contatto della coccia dell' allievo, lo porrà a con-
tatto del medio della sua lama.
238 PARTE TERZA
§ 77. — Delle circolazioni.
La circolazione, che impropriamente da alcuni è chia-
mata co ntrocav azione, da altri doppia cavazione, e da
molti citte giri, non è che una finta di cavazione ed
una cavazione, e consiste nel vibrare il colpo nella stessa
parte del bersaglio ove fu mostrata la finta.
Essa ha per fine di eludere la parata di contro, cir-
colando colla propria spada intorno alla spada ed al
braccio dell'avversario. Per esempio, se l'avversario le-
gasse di quarta, e ad una finta di cavazione in fuori
opponesse la parata semplice di terza, allora si esegui-
rebbe senz'altro la cavazione dalla parte opposta, cioè
in dentro, e si avrebbe una finta di cavazione in fuori
e cavazione in dentro (§ 44) ; ma se invece della parata
semplice di terza, opponesse la parata di contro di
quarta, ritornando per tal modo alla posizione primi-
tiva, allora senza interrompere il movimento si conti-
nuerebbe a circolare attorno al suo braccio, per colpirlo
in fuori. La circolazione quindi non sarebbe possibile
eseguirla all'avversario che parasse semplice, come non
sarebbe possibile la finta di cavazione e cavazione qua-
lora egli parasse di contro.
La circolazione si eseguisce indifferentemente da
ognuno dei legamenti dell'avversario.
§ 78. — Circolazione in fuori a pie fermo.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di quarta
dell'avversario:
Maestro.
Legherà di quarta.
Allievo.
Simulerà la cavazione al petto,
in fuori, avanzando il busto e la
TRATTATO DELLA SPADA
239
Parerà contro di quarta.
punta della propria spada, e bat-
tendo contemporaneamente il pie-
de destro a terra.
Assecondando il movimento
della spada avversaria, ed evi-
tando il contatto di essa, circo-
lerà la propria rasente al braccio
del nemico, colpendolo al petto
colla cavazione in fuori.
§ 79. — Circolazione in dentro a pie fermo.
Si eseguisce dal legamento di terza dell' avversario
in due tempi:
Legherà di terza.
Parerà contro di terza.
Simulerà la cavazione al petto,
in dentro, avanzando il busto e
la punta della propria spada, e
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra.
Assecondando il movimento
della spada avversaria, ed evi-
tando il contatto di essa, circo-
lerà la propria rasente il braccio
del nemico, colpendolo al petto
colla cavazione in dentro.
§ 80. — Circolazione sopra a pie fermo.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di seconda
dell' avversario :
Legherà di seconda.
Parerà contro di seconda.
Simulerà la cavazione al petto,
sopra, avanzando il busto e la
punta della propria spada, e bat-
tendo contemporaneamente il pie-
de destro a terra.
Assecondando il movimento
della spada avversaria, ed evi-
240
PARTE TERZA
tando il contatto di essa, circo-
lerà la propria rasente il braccio
del nemico, colpendolo al petto
colla cavazione sopra.
§ 81. — Circolazione al fianco a pie fermo.
Si eseguisce in due tempi dal legamento di mezzo-
cerchio dell' avversario:
Parerà contro di mezzocerchio.
Legherà di mezzocerchio. Simulerà la cavazione al fian-
co, girando il pugno in seconda,
avanzando il busto e la punta
della propria spada, e battendo
contemporaneamente il piede de-
stro a terra.
Mantenendo il pugno in se-
conda, assecondando il movi-
mento della spada avversaria, ed
evitando il contatto di essa, cir-
colerà la propria rasente il brac-
cio del nemico, colpendolo colla
cavazione al fianco.
Avvertenza. — Progredendo V allievo nella esecuzione delle cir-
colazioni, il Maestro avrà cura di fargli tralasciare la battuta del
piede, e di fare eseguire i due tempi che compongono la circolazione,
senza interruzione e col massimo della velocità. Curerà altresì che
la punta della spada descriva, in tutte e quattro le circolazioni sic
esposte, una linea elicoidale.
Colle stesse norme si farà la circolazione camminando, avver-
tendo di eseguire la finta contemporaneamente al passo avanti.
§ 82. — Delle doppie finte in rapporto
alle parate di contro.
Accade in generale, che quando si eseguisca una
parata di contro sulla finta dell'avversario, non si pari
TRATTATO DELLA SPADA
241
di contro anche il colpo che segue la finta stessa, ri-
correndo naturalmente e per maggior sicurezza in que-
sto caso, alla parata semplice. Ma* 1' avversano potrà
sempre eludere anche questa parata eseguendo una se-
conda finta, che in tal caso sarà di cavazione, e colpirà
quindi con un'altra cavazione. Si avranno quindi le se-
guenti azioni.
§ Ss- — Fiuta dritta in fuori, finta di cavazione in fuori
e cavazione in dentro.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di quarta del-
l'avversario:
Maestro.
Inviterà di quarta.
Parerà contro di quarta.
Parerà terza semplice.
Allievo.
Accennerà una botta dritta in
fuori, come prima finta.
Eseguirà la seconda finta, ac-
cennando la cavazione al petto,
in fuori, ove eseguì la prima finta
ed evitando il contatto della spada
avversaria.
Senza farsi toccare la spada,
vibrerà velocemente la cavazione
al petto, in dentro.
§ 84. — Finta dritta in dentro, finta cavazione in dentro
e cavazione in fuori.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di terza dell'av-
versario :
Inviterà di terza.
Parerà contro di' terza.
Accennerà una botta dritta in
dentro, come prima finta.
Eseguirà la seconda finta, ac-
cennando una cavazione ove ese-
guì la prima finta, ossia al petto,
16
242
PARTE TERZA
Parerà quarta semplice.
in dentro, ed evitando il contatto
della spada avversaria.
Senza farsi toccare la spada,
vibrerà velocemente la cavazione
al petto, in fuori.
§ 85. — Fiuta dritta al fianco, fiuta cavazione al fianco
e cavazione sopra.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di mezzocerchio
dell'avversario:
Inviterà di mezzocerchio.
Parerà contro di mezzocerchio.
Parerà seconda semplice.
Accennerà la botta dritta al
fianco, come prima finta.
Eseguirà la seconda finta, ac-
cennando una cavazione ove ese-
guì la prima finta, ossia al fianco,
ed evitando il contatto della spada
avversaria.
Senza farsi toccare la spada,
vibrerà velocemente la cavazione
al petto, sopra.
§ 86. — Finta dritta sopra, finta cavazione sopra
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in tre tempi dall'invito di seconda del-
l'avversario:
Inviterà di seconda.
Parerà contro di seconda
Parerà mezzocerchio semplice.
Accennerà una botta dritta al
petto, sopra, come prima finta.
Eseguirà la seconda finta, ac-
cennando una cavazione ove ese-
guì la prima finta, ossia al petto,
sopra, ed evitando il contatto
della spada avversaria.
Senza farsi toccare la spada,
vibrerà velocemente la cavazione
colpendolo al fianco.
TRATTATO DELLA SPADA 243
Avvertenza. — Per le suddette doppie finte in rapporto alle
parate di contro, se si vorrà eseguirle in -modo che ciasuna di esse
sia preceduta da una finta di filo anziché da una finta dritta, si
osserveranno le stesse regole; colla differenza che quelle precedute
dalla ùnta di filo si eseguiranno dal proprio legamento o parata,
mentre le altre si eseguiranno, come si è visto, dall' invito dell' av-
versario. Sia le une che le altre si potranno eseguire anche cammi-
nando, e in tal caso al primo tempo si aggiungerà un passo avanti,
e gli altri due tempi si eseguiranno come a pie fermo.
§ 87. — Della fiuta dritta e circolazione.
Avendo l'avversario l'abitudine di parare semplice e
di contro una finta dritta e cavazione, per eludere tutte
e due le parate e colpirlo, bisognerà, dopo avere ac-
cennata Infinta dritta, vibrare la circolazione. Si avranno
così le seguenti azioni.
§ 88. — Finta dritta in fuori
e circolazione in dentro.
Si eseguisce dall'invito di quarta dell'avversario, ed
è composta di tre tempi:
Maestro.
Inviterà di quarta.
Parerà terza semplice.
Parerà contro di terza.
Allievo.
Accennerà la botta dritta al
petto, in fuori, come prima finta.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione dalla parte opposta,
cioè al petto, in dentro.
Continuando a circolare nello
stesso senso della seconda finta,
vibrerà velocemente la cavazione
al petto, in dentro.
244
PARTE TERZA
§ 89.
Finta dritta ili dentro e circolazione in fuori.
Si eseguisce dall'invito di terza dell'avversario e si
compone di tre tempi:
Inviterà di terza.
Parerà quarta semplice.
Parerà contro di quarta.
Accennerà la botta dritta al
petto, in dentro, come prima finta.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione dalla parte opposta,
cioè al petto, in fuori.
Continuando a circolare nello
stesso senso della seconda finta,
vibrerà velocemente la cavazione
al petto, in fuori.
§ 90. — Finta dritta al fianco e circolazione sopra.
Si eseguisce dall'invito di mezzocerchio dell' avver-
sario e si compone di tre tempi:
Inviterà di mezzocerchio.
Parerà seconda semplice.
Parerà contro di seconda.
Accennerà la botta dritta al
fianco, come prima finta.
Come seconda finta, accennerà
la cavazione sopra, ossia dalla
parte opposta.
Continuando a circolare nello
stesso senso della seconda finta,
vibrerà velocemente la cavazione,
colpendo l' avversario al petto.
§ 91. — Finta dritta sopra e circolazione al fianco.
Si eseguisce dall'invito di seconda dell'avversario e
si compone di tre tempi:
Inviterà di seconda.
Parerà mezzocerchio semplice.
Accennerà la botta dritta al
petto, come prima finta.
Come seconda finta, accennerà
TRATTATO DELLA SPADA 245
Parerà contro di mezzocerchio.
la cavazione dalla parte opposta,
ossia al fianco.
Continuando a circolare nello
stesso senso della seconda finta,
vibrerà la cavazione, colpendo
1' avversario al fianco.
§ 92. - - Delle Ante di filo (o cavazione)
e circolazione.
Tanto la finta di filo e circolazione quanto la finta di
cavazione e circolazione si eseguiscono in tre tempi, e
colle norme stabilite per le finte dritte e circolazioni
sopra descritte, colla sola differenza che quelle si ese-
guiscono dall'invito dell'avversario, queste invece, dal
proprio legamento se la prima fìnta è di filo, e dal lega-
mento dell'avversario se la prima finta è di cavazione.
Tutte le suddette finte si possono ancora eseguire cam-
minando. In tal caso bisognerà fare un passo avanti con-
temporaneamente alla prima finta, ossia al primo tempo;
gli altri due tempi si eseguiscono come da pie fermo,
§ 93. — Della fiuta di circolazione e cavazione.
Si eseguisce dal legamento avversario in tre tempi, e
quando si sia certi che egli pari di contro la prima finta e
semplice la seconda, come è facile vedere qui appresso:
§ 94. — Finta circolazione in fuori e cavazione dentro.
Si eseguisce dal legamento di quarta dell'avversario
e consta di tre tempi:
Maestro.
Legherà di quarta.
Allievo.
Come prima finta, accennerà
la cavazione in fuori.
246
PARTE TERZA
Parerà contro di quarta.
Parerà terza semplice.
Continuando a circolare la
propria spada nello stesso senso
della prima finta, accennerà una
seconda cavazione in fuori.
Evitando il contatto della spada
dell' avversano, vibrerà veloce-
mente la cavazione dalla parte
opposta, colpendolo al petto, in
dentro.
§ 95. — Finta circolazione in dentro
e cavazione in fuori.
Si eseguisce dal legamento di terza dell'avversario
e consta di tre tempi:
Legherà di terza.
Parerà contro di terza.
Parerà quarta semplice.
Come prima finta, accennerà la
cavazione in dentro.
Continuando a circolare la
propria spada nello stesso senso
della prima finta, accennerà una
seconda cavazione in fuori.
Evitando il contatto della spada
dell' avversario, vibrerà veloce-
mente la cavazione dalla parte
opposta, colpendolo al petto, in
fuori.
96.
Finta circolazione al fianco e cavazione sopra.
Si eseguisce dal legamento di mezzocerchio dell'av-
versario e si compone di tre tempi:
Legherà di mezzocerchio.
Parerà contro di mezzocei'chio.
Come prima finta, accennerà
la cavazione al fianco.
Continuando a circolare la
propria spada nello stesso senso
TRATTATO DELLA SPADA
247
Parerà seconda semplice.
della prima finta, accennerà una
seconda cavazione al fianco, man-
tenendo sempre il pugno in se-
conda posizione.
Evitando il contatto della spada
dell' avversario, vibrerà veloce-
mente la cavazione dalla parte op-
posta, colpendolo sopra, al petto.
§ 97'
Finta circolazione sopra e cavazione al fianco.
Si eseguisce dal leo-amento di seconda dell'avversario
e si compone di tre tempi:
Legherà di seconda.
Parerà contro di seconda.
Parerà mezzocerchio semplice.
Come prima finta, accennerà
la cavazione sopra al petto.
Continuando a circolare la
propria spada nello stesso senso
della prima finta, accennerà una
seconda cavazione al petto.
Evitando il contatto della spada
dell' avversario, vibrerà veloce-
mente la cavazione dalla parte
opposta, colpendolo al fianco col
pugno girato in seconda posi-
zione.
Avvertenza. — Colle stesse regole si eseguiranno le finte di cir-
colazione camminando, facendo però un passo avanti al primo tempo;
gli altri due si eseguiranno come da pie fermo.
Il maestro esigerà dall' allievo che la finta camminando sia ese-
guita strettissima, dovendo /' allievo far girare la punta della propria
spada non già intorno alla coccia e al braccio dell avversario, sibbene
intorno alla sua lama, e ciò per effetto della misura.
IH*
248 PARTE TERZA
CAPITOLO QUINTO
Dei trasporti di spada, — Dei trasporti con finta. — Della fianconata di quarta
bassa. — Della finta di fianconata di quarta bassa. — Parate di ceduta. —
Dei copertini. — Dei deviamenti. — Dei cambiamenti.
§ 98. — Dei trasporti di spada.
Allorquando colla propria spada si costringerà quella
dell'avversario, per dominio sui gradi, a passare da una
posizione ad un'altra, obbligandola a descrivere una su-
perficie conica, si eseguirà l'azione che chiamasi trasporto.
I trasporti hanno lo scopo di togliere la spada del-
l'avversario dalla linea del proprio bersaglio, e di ren-
der libera la strada ai colpi dell'offensore. Si possono
anche eseguire a scopo d'invitare l'avversario ad agire
in tempo.
Nel primo caso, cioè quando si voglia vibrare il colpo
subito dopo eseguito il trasporto, due tempi sono indi-
spensabili alla esecuzione dell'intera azione, uno per to-
gliere la punta dalla linea del proprio petto o fianco,
l'altro per vibrare il colpo; nel secondo caso, quando il
trasporto ha scopo d'invito, si eseguisce in un tempo solo.
I trasporti di spada sono quattro:
a) trasporto di seconda;
b) trasporto di terza;
e) trasporto di quarta;
d) trasporto di mezzocerchio .
I trasporti di seconda e di mezzocerchio si esegui-
TRATTATO DELLA SPADA 249
scono solo d'attacco; non si possono eseguire di ri-
sposta, perchè altrimenti si porterebbe la punta della
spada nemica sul proprio corpo. Quelli di terza e di
quarta si eseguiscono sia d'attacco che di risposta.
Tutti i quattro trasporti, d'attacco, si possono ese-
guire indifferentemente sia a piò fermo che camminando,
senza alcun pericolo di portare la punta nemica sul
proprio petto. (0
Il movimento del braccio e della spada, nei trasporti,
dovrà essere simile a quello che si eseguisce per pas-
sare da una parata all'altra; sicché, compiuto il tra-
sporto, lo schermidore dovrà trovarsi nell'identica posi-
zione della parata corrispondente al trasporto stesso.
Il trasporto di spada essendo un lungo movimento
preparatorio al colpo che si vuol vibrare, può succe-
(i) Nel trattato di Masaniello Parise pag. 82, 83, a proposito dei trasporti
di seconda e di mezzocerchio (che corrispondono alla fianconata di seconda ed
al filo dì quarta falso in quel trattato) si leggono le seguenti parole : « Non
si possono eseguire a pie fermo, perche, nel trasportare la spada avversa al
di fuori del proprio fianco, s' avrebbe la punta nemica sul petto per effetto della
misura (§ 12) ».
Ora se a pie fermo, e cioè a giusta misura, la punta della spada di ciascun
schermidore dista di non pochi centimetri dal petto dell' avversario, per effetto
della misura (e ognuno potrà anche accertarsene dalle stesse vignette a pa-
gine 49, 50, 51 e 52 del suddetto trattato), come mai nell' eseguire le suaccen-
nate azioni, s'avrebbe la punta iiemica sul petto per effetto della stessa misura?
A pie fermo, anzi, i trasporti si eseguiscono con maggior facilità, poiché il
debole della spada nemina rimane, per così dire, imprigionato fra il forte e la
coccia della propria spada, e si può quindi meglio dominarla. Gli è camminando
invece, che, trovandosi fra le due lame un sol punto di contatto nel trasportare
la spada dell'avversario, essa può sfuggire. Che se poi nell' eseguire un trasporto
di seconda od un trasporto di mezzocerchio la punta dell' avversario si trovasse
sul petto dell' offensore, ciò dipenderebbe soltanto dal non aver egli condotto a
termine il trasporto, dal non aver spostato in fuori del proprio bersaglio la
punta della spada avversa; e non già da necessità d'esecuzione. Ed appunto
per questo, ossia per facilitare lo svolgimento dei trasporti a scopo di offesa,
si prescrive che essi vengano eseguiti in due tempi.
250 m PARTE TERZA
dere che V avversario, durante l'esecuzione del movi-
mento, tiri o una cavazione in tempo svincolando la sua
lama, o un colpo dritto facendo scorrere la stessa lama
sulla coccia di chi eseguisce il trasporto. Nel primo caso,
accorgendosi del distacco, si cercherà di accorrere a
tempo alla parata; ma, nel secondo, poiché il parare
sarebbe cosa difficilissima, sarà necessario di scansare il
pericoloso inconveniente spostando bene il pugno dal suo
centro d'operazione. Eseguendo infatti i vari trasporti di
spada con perno all'articolazione scapolo-omerale piut-
tosto che all'articolazione radio-c arpica, e facendo de-
scrivere al braccio e spada insieme una superficie conica
tale, che la coccia segni un arco soltanto un poco più
ampio di quello che limita la parte del bersaglio sog-
getta all'azione di filo, tutti i colpi dritti che potrebbe
vibrare l'avversario, strisciando la sua lama sull'orlo
della coccia, durante l'esecuzione del trasporto, desereb-
bero vani.
§ 99. — Trasporto in seconda e Alo a pie fermo.
Si eseguisce semplicemente d'attacco in due tempi, sia
dalla spada in linea, sia dal proprio legamento di quarta :
i.° Colla propria coccia e col proprio forte s'impri-
gionerà il debole della spada dell'avversario e girando
contemporaneamente e gradatamente il pugno in se-
conda, senza mai perderne il possesso, e descrivendo
col braccio e colla spada una superficie conica, cioè con-
ducendo la spada nemica dall'alto in basso e da dentro
in fuori, si prenderà l'esatta posizione della parata di
seconda.
2.0 Si eseguirà immediatamente il filo di seconda
colle stesse norme prescritte al § 27.
TRATTATO DELLA SPADA
251
Volendo eseguire la suaccennata azione camminando,
si terranno presenti le stesse norme, si farà un passo
avanti al primo tempo, ed in luogo di unire il proprio
forte al debole della spada nemica, vi si unirà il proprio
grado medio. Il secondo tempo si eseguirà come da pie
fermo.
§ 100. — Trasporto in seconda e cavazione sopra
a pie fermo.
Si eseguisce solo d' attacco e si compone di due tempi :
Maestro.
Manterrà con resistenza la spa-
da sulla linea d'offesa.
Parerà seconda o ceduta di
quarta.
Allievo.
Eseguirà il trasporto di spada
in seconda, colle norme prescritte
al paragrafo precedente.
Accorgendosi della parata, ese-
guirà istantaneamente la cava-
zione al petto, sopra, se l'avver-
sario avrà opposta la parata di
seconda; e se avrà assecondato
il movimento parando la ceduta
di quarta, eseguirà la cavazione
al petto, in fuori.
Volendo eseguire quest'azione camminando si ag-
giungerà un passo avanti al primo tempo.
§ 101. — Trasporto in seconda colla Anta di filo
a pie fermo.
Si compone di tre tempi e si eseguisce solo d'attacco:
Manterrà con resistenza la pro-
pria spada sulla linea d' offesa.
Eseguirà il trasporto di spada
in seconda, colle norme prescritte
al § 99.
252
PARTE TERZA
Si lascerà trasportare la spada.
Parerà seconda o ceduta di
quarta.
Simulerà un filo di seconda,
senza distaccare la spada propria
da quella dell' avversario.
Distaccando la propria spada
da quella dell' avversario, vibrerà
velocemente la cavazione al petto
sopra, od al petto in fuori, a se-
conda che l'avversario avrà pa-
rato colla seconda, o colla ce-
duta di quarta.
Si eseguirà camminando, aggiungendo un passo avanti
al primo tempo, ed eseguendo gli altri due come da pie
fermo.
§ 102. — Trasporto in seconda colla fìnta di cavazione
a pie fermo.
È solo eseguibile di attacco ed è composto di tre
tempi :
Manterrà con resistenza la spa-
da sulla linea d'offesa.
Parerà indifferentemente
conda o ceduta di quarta.
Parerà di terza o quarta.
se-
Eseguirà il trasporto di spada
in seconda, colle norme prescritte
al § 99.
Accennerà la cavazione al pet-
to, sopra, se l'avversario parerà di
seconda, e se avrà parato ceduta
di quarta accennerà la cavazione
al petto, in fuori.
Evitando il contatto della spada
nemica, eseguirà istantaneamente
la cavazione al fianco se 1' av-
versario avrà parato colla terza,
e se parerà di quarta lo colpirà
con la cavazione al petto, in
fuori.
TRATTATO DELLA SPADA 253
Si farà un passo avanti al primo tempo qualora lo si
voglia eseguire camminando, e si eseguiranno gli altri
due tempi come da pie fermo.
§ 103. — Trasporto di terza e filo a pie fermo.
Si può eseguire indifferentemente sia d'attacco che
di risposta. D' attacco, si svolge tanto a pie fermo che
camminando; di risposta, esclusivamente a pie fermo.
Questo trasporto, quando sia eseguito con tutta la ve-
locità possibile e con sufficiente elevazione del braccio
teso, specialmente se di risposta, riesce di grande ri-
sorsa, e quasi sempre ottiene esito felice.
Il trasporto in terza si può eseguire quando la spada
dell' avversario si trovi a sinistra della propria ed in
direzione del fianco, e sia avendo la propria spada in
linea dal proprio legamento o in seguito alla parata di
mezzocerchio.
Si eseguisce in due tempi:
i.° Colla propria coccia e col proprio forte, s'im-
prigionerà il debole della spada dell' avversario ; senza
mai perderne il possesso, si descriverà col braccio e
colla spada una superficie conica ; e trasportando la
spada nemica dal basso in alto e da dentro in fuori,
si prenderà la posizione della parata di terza, col braccio
un poco più alto.
2.0 Si eseguirà immediatamente il filo di terza, colle
norme medesime prescritte al § 27.
In simil modo si svolgerà l'anzidetto trasporto cam-
minando, colla sola differenza che al primo tempo bi-
sognerà avanzare contemporaneamente di un passo, e
unire il medio al forte.
254
PARTE TERZA
§ 104. — Trasporto in terza e cavazione al fianco
a pie fermo.
Si può eseguire sia d'attacco che di risposta, e si
compone di due tempi:
Maestro.
Manterrà con resistenza la spa-
da in linea del fianco col brac-
cio teso.
Parerà terza.
Allievo.
Eseguirà il trasporto di spada
in terza, colle stesse norme pre-
scritte al paragrafo precedente.
Accorgendosi della parata, ese-
guirà istantaneamente la cavazio-
ne al fianco, girando il pugno
esattamente in seconda posizione.
Colle stesse norme questa azione si eseguirà cam-
minando, facendo però un passo avanti nell' esecuzione
del primo tempo, ed eseguendo il secondo come da pie
fermo.
§ 105. — Trasporto in terza colla fìnta di filo
a pie fermo.
Consta di tre tempi, e si può eseguire sia d'attacco
che di risposta:
Manterrà la spada con resi-
stenza sulla linea del fianco e col
braccio teso.
Si lascerà trasportare la spada
in terza, senza alzare il braccio.
Parerà terza o mezzocerchio.
Eseguirà il trasporto di spada
in terza come al § 103.
Simulerà un filo di terza senza
distaccare la propria spada da
quella dell' avversario.
Vibrerà velocemente la cava-
zione al fianco, girando il pugno
in seconda.
Volendolo eseguire camminando, bisognerà fare un
passo avanti al primo tempo.
TRATTATO DELLA SPADA
255
§ 106. — Trasporto in terza colla finta al fianco
a pie fermo.
Come la precedente azione, anche questa potrà ese-
guirsi indifferentemente sia d'attacco sia di risposta, e
si compone di tre tempi:
Manterrà la spada con resi-
stenza sulla linea del fianco e col
braccio teso.
Parerà terza.
Parerà seconda.
Eseguirà il trasporto di spada
in terza come al § 103.
Accennerà la cavazione al fian-
co col pugno girato in seconda
posizione.
Eseguirà velocemente la cava-
zione al petto, sopra, . girando il
pugno esattamente in quarta po-
sizione.
Colle stesse norme si eseguirà camminando, facendo
un passo avanti al primo tempo, ed eseguendo gli altri
due come da pie fermo.
§ 107. — Trasporto in quarta e filo (0 botta dritta)
a pie fermo.
Come quello di terza anche questo è eseguibile sia
d'attacco che di risposta. D'attacco, si potrà svolgerlo
tanto a pie fermo che camminando; di risposta, invece,
si eseguirà esclusivamente a pie fermo.
Esso si compone di due tempi, e si può effettuare,
quando l'avversario abbia la spada in perfetta linea del
fianco, col pugno in seconda, od in quarta, e sia avendo
la propria spada sulla linea di offesa, che dal proprio
legamento o parata di seconda.
256 PARTE TERZA
i.° Colla propria coccia e col proprio forte s'im-
prigionerà il debole della spada nemica ; senza mai per-
derne il contatto si descriverà col braccio e colla spada
una superficie conica, trasportando la spada nemica dal
basso in alto e da fuori in dentro ; e si prenderà la pre-
cisa posizione della parata di quarta.
2.0 Immediatamente si eseguirà il filo di quarta o
la botta dritta al petto, in dentro.
Si effettuerà camminando, facendo un passo avanti
al primo tempo, e completando il secondo come da
pie fermo.
§ 108. — Trasporto in quarta colla finta di filo
(0 botta dritta) a pie fermo.
E composto di tre tempi, ed è eseguibile indifferen-
temente sia d'attacco che di risposta.
Al primo tempo si eseguirà il trasporto in quarta,
come al paragrafo precedente.
Al secondo tempo si accennerà il filo di quarta.
Al terzo tempo si svolgerà instantaneamente la ca-
vazione, colpendo l' avversario al petto, in fuori.
Volendo eseguire quest'azione camminando, si osser-
veranno le norme prescritte per la stessa a pie fermo,
aggiungendo però un passo avanti al primo tempo.
§ 109. — Trasporto in mezzocerchio e filo (0 botta dritta)
a pie fermo.
Come il trasporto di seconda, anche questo è sola-
mente possibile di attacco. Si eseguisce quando l'av-
versario abbia la sua spada in linea e a destra di chi
TRATTATO DELLA SPADA 257
opera il trasporto, e sia avendo la propria sulla linea
di offesa che dal proprio legamento di terza.
i.° Colla propria coccia e col proprio forte s'im-
prigionerà il debole della spada dell' avversario ; senza
mai smetterne il contatto si descriverà colla spada e
col braccio una superficie conica, trasportando in tal
guisa la spada nemica dall'alto in basso e da fuori in
dentro; e si prenderà la giusta posizione della parata
di mezzocerchio.
2.0 Immediatamente si eseguirà il filo di mezzo-
cerchio o la botta dritta in dentro.
Colle stesse regole si opererà camminando: si farà
un passo avanti contemporaneamente al primo tempo,
e si eseguiranno gli altri due come da pie fermo. (r)
(1) Il Maestro Masaniello Parise descrive il filo di quarta falso 0 fianconata
esterna a pag. 83, § 50 del suo trattato, colle seguenti parole:
« Quest'azione adunque consta di due movimenti:
» Primo, collocando il proprio grado medio sul debole avverso, col pugno
» di seconda in terza, e trasportando da fuori in dentro (in tal caso dovrebbe
» chiamarsi fianconata interna anziché esterna) la spada avversaria, girando
» il pugno tutto di quarta, si descriverà la metà di un cerchio, come se si
» volesse parare di mezzocerchio, avanzando contemporaneamente di un passo ;
» Secondo, senza perdere il co?ttalto del ferro e girando il pugno di
» quarta (ma se era già girato) si vibrerà la stoccata. »
La parata di mezzocerchio che costituisce il primo movimento del filo dì
quarta falso, secondo che 1' autore la prescrive a pag. 62 § 19, si eseguirebbe:
» deviando in dentro la spada avversaria dalla linea d' offesa descrivendo un
arco dì cìrcolo senza spostare il pugno dal suo centro di operazione, ma gi-
randolo di terza iti quarta, formando Zina linea con la spada, la etti ptmta si
scosterà di poco dalla spalla destra avversa. »
Ora si domanda: come si farà a vibrare il filo da questa posizione? infatti,
se si vibrerà al fianco interno, bisognerà necessariamente distaccare il ferro (se
il pugno sarà rimasto sempre al centro d' operazione, prescritto pel mezzocerchio)
ed inoltre converrà portare la spada in linea del fianco che si vuole offendere
(mentre invece il mezzocerchio vuole la punta a poca distanza dalla spalla).
Dunque invece di Un filo impossibile colle prescrizioni esaminate, si eseguirà
una botta dritta ! . . . .
17
258 PARTE TERZA
§ no. — Trasporto in mezzocerchio' colla finta tli filo
(0 di botta dritta) a pie fermo.
Si eseguisce in tre tempi e solamente d' attacco.
i.° Si opererà il trasporto in mezzocerchio, come
è detto al paragrafo precedente.
2.0 Si accennerà il filo di mezzocerchio, od anche
la botta dritta, distaccando in tal caso il proprio ferro
da quello dell'avversario:
3.0 Ingannando la parata dell'avversario si ese-
guirà istantaneamente la cavazione al fianco, se quegli
avrà parato mezzocerchio ; oppure la cavazione in den-
tro, se avrà parato ceduta di terza.
Colle stesse regole si opererà camminando, e si ese-
guirà un passo avanti simultaneamente al primo tempo,
e gli altri due tempi come da pie fermo.
§ hi. — Della fianconata di quarta bassa a pie fermo.
La fianconata di quarta bassa si eseguisce preferibil-
mente di risposta. Svolgendola d' attacco, sia a pie fermo
che camminando, si correrebbe troppo facilmente il pe-
ricolo di essere colpito da una cavazione in tempo del-
l' avversario, a causa dell' esagerato abbassamento del
pugno che essa richiede.
D' attacco si può sostituirle, con maggior vantaggio
e minor pericolo, il trasporto di seconda.
Questa fianconata si eseguisce con un solo movi-
mento. Bisognerà impossessarsi del ferro nemico senza
lasciarne mai il contatto, e mantenendo il pugno in per-
fetta posizione di quinta, si circolerà la propria spada
ben rasente al braccio dell'avversario, in modo che la
TRATTATO DELLA SPADA 259
propria punta, tracciando una linea elicoidale, vada a col-
pire l'avversario sotto all'ascella od al fianco, col brac-
cio semiflesso. Il pugno, mentre si abbasserà fino quasi
a livello del fianco, condurrà pure in basso la spada
nemica, che in tal modo sarà obbligata a rimanere a
destra della propria ed alquanto inclinata verso terra.
§112. — Fiuta di fiaucouata di quarta
e cavazioue sopra o in fuori.
Per le medesime ragioni esposte al paragrafo prece-
dente, non è eseguibile che di risposta e conseguente-
mente a pie fermo.
È composta di due tempi:
i.° S'accennerà l'intera fianconata di quarta, bat-
tendo simultaneamente il piede destro.
2° Si eseguirà velocemente la cavazione al petto
sopra od al petto in fuori, secondo che l' avversario
avrà opposta alla finta, la parata di seconda o la ce-
duta di quarta.
§ 113. — Parate di' ceduta.
Le parate di ceduta hanno lo scopo di ridurre la spada
nemica in posizione diagonalmente opposta alla dire-
zione, in cui 1' avversano avrà eseguita un' azione ter-
minante col filo di seconda o di mezzocerchio. Esse
perciò sono due, di terza e di quarta, e debbono ese-
guirsi con movimento di pugno.
La ceduta di terza si contrappone al filo di . mezzo-
cerchio. Si eseguisce in un tempo solo. Assecondando
il movimento -offensivo, e mantenendo costantemente la
propria spada a contatto con quella nemica, si girerà
2ÓO PARTE TERZA
gradatamente il pugno, circolandolo da dentro in fuori;
e guadagnando per tal modo i gradi della lama del-
l' avversario, si avvicinerà la propria punta al suo petto,
e si prenderà immediatamente la posizione della parata
di terza.
La cedtita di quarta si contrappone sia al filo di se-
conda che alla fianconata di quarta bassa. Si eseguisce
colle stesse norme accennate per quella di terza, cir-
colando però il pugno da fuori in dentro, e prendendo
la posizione della parata di quarta.
§ 114. — Dei copertila.
I copertóni hanno il duplice scopo di guadagnare i
gradi della lama avversa quando questa domini la pro-
pria, e di trasportarla a destra od a sinistra della linea
d' offesa. Sono eseguibili soltanto in terza ed in quarta
dai rispettivi legamenti dell'avversario, sia a pie fermo
che camminando.
I colpi che si potranno vibrare all' avversario dopo
l' esecuzione dei copertini sono : il filo, pel copertino di
terza; il filo e la botta dritta, per quello di quarta. Però,
se nel copertino di quarta la spada nemica, obbligata
a divergere dalla linea d' offesa per effetto del copertina
stesso, sarà dall'avversario mantenuta a contatto colla
propria mediante una pressione anche minima, bisognerà
colpirlo col filo anziché colla botta dritta; poiché se si
vibrasse la botta dritta, la spada dell'avversario, ritor-
nando sulla linea d'offesa a causa del distacco, incon-
trerebbe facilmente il proprio petto, e si genererebbe
per tal modo l'incontro. (0
(1) Veggasi il significato al paragrafo 169.
TRATTATO DELLA SPADA
2ÓI
Neil' eseguire i copertini bisognerà avere presente, di
spostare la punta della spada avversaria di tanto, quanto
sia necessario perchè essa venga portata fuori della linea
del proprio bersaglio, e di ridurre la propria, possibil-
mente, in direzione del petto nemico.
§ 115. — Copertino eli terza e filo. (0
Si eseguisce in due tempi dal legamento di terza
dell' avversario :
Maestro.
Legherà di terza.
Si farà trasportare la spada.
Allievo.
Alzerà il braccio destro diago-
nalmente a sinistra, fino a che
la propria lama, scorrendo su
quella dell' avversario, ne guada-
gni i gradi, e con movimento
continuato la sposterà a destra,
e prenderà l'esatta posizione della
parata di terza.
Eseguirà il filo colle stesse nor-
me prescritte al § 26.
§ 116. — Copertino di terza colla fìnta di filo.
Si eseguisce in tre tempi dal legamento di terza del-
l' avversario:
Legherà di terza.
Si lascerà trasportare la spada.
Eseguirà il copertino di terza
colle norme prescritte al para-
grafo precedente.
Accennerà il filo di terza senza
distaccare la spada da quella del-
l' avversario.
(1) Anche il copertino di terza, usato pure da Grisetti e Rossaroll, il mae-
stro Parise lo ha eliminato, senza addurre una qualsiasi ragione in proposito.
2Ó2
PARTE TERZA
Parerà terza.
Eseguirà velocemente la cavà-
zione, colpendo 1' avversario al
petto in rientro col pugno in
quinta, o al fianco col pugno
in seconda.
§ 117. — Copertino di quarta e Alo (0 botta dritta).
Si eseguisce dal legamento di quarta dell'avversario
e consta di due tempi:
Legherà di quarta.
Si lascerà trasportare la spada.
Alzerà diagonalmente a destra
il braccio destro, fino a che la
propria lama, scorrendo su quella
dell' avversario, ne guadagni i
gradi; e con movimento conti-
nuato sposterà a sinistra la spada
nemica, prendendo la posizione
della parata di quarta.
Eseguirà il filo o la botta dritta
colle stesse norme stabilite dai
SS 2X e 26.
§ 118. — Copertino di quarta colla fiuta di filo
(0 botta dritta).
Si eseguisce in tre tempi dal legamento di quarta
dell' avversario :
Legherà di quarta.
Si lascerà trasportare la spada.
Eseguirà, al primo tempo, il
copertino di quarta colle norme
stabilite al paragrafo precedente.
Accennerà il filo di quarta o
la botta dritta ; distaccando, istan-
taneamente per quest' ultima, la
spada propria da quella dell' av-
Parerà quarta.
TRATTATO DELLA SPADA 263
Eseguirà velocemente la cava-
zione, colpendo 1' avversario al
petto in fuori col pugno in quarta.
Tutti i copertini si eseguiscono anche camminando,
ed in tal caso si muove il passo avanti al primo tempo.
* § 119. — Dei deviamenti.
S'intenderà per deviamento quel lieve e graduato ap-
poggio della propria spada su quella dell' avversario,
al duplice scopo di deviare quest'ultima dalla linea di
offesa, e di indagare con quanta pressione della mano
l' avversano stesso la mantiene impugnata, affine di
potere scegliere l' azione d' offesa più opportuna.
I deviamenti si eseguiscono avendo la propria spada
sulla linea d' offesa, o da taluni dei propri inviti.
Come pei copertini, così pei deviamenti, bisognerà
aver cura nell' eseguirli, di non spostar troppo la pro-
pria punta oltre i limiti del bersaglio nemico, sia per
non essere obbligato a rimetterla sulla linea per vi-
brare il colpo, sia per essere pronto alle parate se l'av-
versario si risolvesse ad agire in tempo.
§ 120. — Deviamento di seconda e filo.
Si eseguisce in due tempi, dall' invito di terza o di
mezzocerchio.
i.° Si appoggeranno i propri gradi superiori sugli
inferiori della spada nemica, girando il pugno esatta-
mente in seconda posizione; e premendo leggermente
su di essa la propria spada, la si devierà a destra.
2.0 Si colpirà l'avversario col filo di seconda.
264 PARTE TERZA
§ 121. — Deviamento di terza e filo.
Si eseguisce in due tempi, dall'invito di seconda o
di quarta.
i.° Si appoggeranno i propri gradi superiori su
quelli inferiori della spada nemica; e facendo su di essa
una leggiera pressione, la si devierà a destra ed un
poco più basso della linea d'offesa, mantenendo il pu-
gno nella posizione di quarta.
2.0 Si vibrerà il filo di terza.
§ 122. — Deviamento di terza e cavazione al fianco.
Si eseguisce egualmente in due tempi, dall'invito di
seconda.
i.° Si opererà come è detto pel primo tempo del
paragrafo precedente, colla differenza che invece di de-
viare il ferro nemico in basso, lo si devierà in alto.
2.0 Si vibrerà la cavazione al fianco, girando il
pugno in seconda posizione.
§ 123. — Deviamento di quarta e botta dritta (0 filo).
Si eseguisce in due tempi, dall'invito di terza o di
seconda.
i.° Si appoggeranno i propri gradi superiori sugli
inferiori della spada nemica, col pugno girato in quinta
posizione; e facendo contemporaneamente su di essa
una leggiera pressione, la si devierà a sinistra.
2.0 Si colpirà l'avversario colla botta dritta o col
filo di spada, a seconda della pressione impiegata dallo
stesso.
TRATTATO DELLA SPADA 265
§ 124. — Deviamento di mezzocerchio e filo
(0 botta dritta).
Anche questo si eseguisce in due tempi, dall'invito
di seconda o di terza.
1 .° Si appoggeranno i propri gradi superiori sugli
inferiori della spada nemica col pugno in quinta posi-
zione; e facendo contemporaneamente su di essa una
leggiera pressione, la si devierà a sinistra.
2.0 Si colpirà l'avversario colla botta dritta o col
filo, secondo l'opportunità.
Tutti i deviamenti descritti si eseguiscono anche cam-
minando, ed in tal caso si compie il deviamento nel-
l'atto di muovere il passo avanti.
§ 125. — Dei deviamenti colla finta.
Accorgendosi, dalla maniera di resistenza del ferro,
che l'avversario sarebbe pronto a parare il colpo che
si potrebbe vibrare subito dopo l'esecuzione del devia-
mento, converrà cambiare il colpo stesso in fìnta, ed
eseguire velocemente la cavazione distaccando imme-
diatamente la propria spada da quella nemica.
Questa azione, che è composta di tre tempi, si ese-
guirà sia a pie fermo che camminando, e colle mede-
sime norme accennate per i deviamenti e colpi semplici.
Effettuandosi il deviamento in seconda, si fingerà al
fianco e si colpirà l'avversario al petto.
Se il deviamento avrà luogo in terza, si fingerà in
fuori e si potrà eseguire indifferentemente la cavazione
al petto in dentro od al fianco.
2 66 PARTE TERZA
Operando il deviamento in quarta, si fingerà in dentro
e si colpirà l'avversario colla cavazione in fuori.
Finalmente eseguendolo di mezzocerchio, si accennerà
la botta dritta in dentro, e si vibrerà la cavazione al
fianco col pugno in seconda.
§ 126. — Dei cambiamenti.
I cambiamenti consistono nel far precedere ai vari
deviamenti, un movimento di cavazione.
Si possono eseguire ogni volta che l'avversario tenga
la spada in linea, sia avendo in linea anche la propria,
sia da uno dei propri inviti.
Come i deviamenti, così anche i cambiamenti sono
di seconda, di terza, di quarta e di mezzocerchio ,- e si
svolgono nel modo seguente.
Con istantaneo ed impercettibile movimento, si pas-
serà la propria spada da una parte all'altra di quella
nemica, deviandola leggermente dalla linea d' offesa ;
quindi si vibrerà la botta dritta o il filo di spada, a
seconda della pressione opposta dall'avversario.
I cambiamenti si possono eseguire sia a pie fermo
che camminando e colle norme accennate per i devia-
menti, al paragrafo 119 e seguenti.
Volendoli eseguire colla finta, si simulerà, dopo la
loro esecuzione, la botta dritta od il filo-, oppure si col-
pirà l'avversario con una cavazione alla parte del ber-
saglio che si vedrà scoperta. In questo caso si com-
porranno di tre tempi, e si potranno eseguire sia a pie
fermo che camminando.
Ai cambiamenti possono seguire immediatamente e
senza interruzione, i trasporti. Anzi l'esecuzione delle
TRATTATO DELLA SPADA 267
due azioni unite insieme, costituisce un mezzo efficacis-
simo, contro quegli avversari che abbiano l'abitudine
di tenere la spada sulla linea d'offesa con molta resi-
stenza; la quale, se non potrà vincersi facilmente col
semplice cambiamento, si vincerà, certamente facendo
seguire il trasporto immediatamente al cambiamento.
Inoltre serve come mezzo potente di difesa contro gli
avversari che agiscano in tempo sui cambiamenti di se-
conda e di terza, poiché il trasporto in tal caso diventa
una parata molto efficace.
*H*
2 68 PARTE TERZA
CAPITOLO SESTO
Del tocco. — Parate di tocco. — Tocchi colla finta. — Dello sforzo. — Pa-
rate di sforzo. — Sforzi colla finta. — Tocchi e sforzi di cambiamento. —
Del disarmo. — Del disarmo di cambiamento. — Del coupé. — Della finta
coupé. — Della ripresa d' attacco. — Delle rimesse. — Prima e seconda
intenzione.
§ 127. — Del tocco.
S'intenderà per tocco l'urto violento dato colla pro-
pria spada contro un solo punto della spada dell'av-
versario, allo scopo di deviarla dalla linea di offesa e di
vibrare quindi il colpo.
Si eseguisce quando il ferro nemico si trovi in linea
del proprio petto o fianco, sia avendo la propria spada
in linea, sia da uno dei quattro inviti descritti al para-
grafo 1 8 .
Immediatamente dopo l'esecuzione del tocco, qualun-
que azione di filo non potrà effettuarsi per la mancanza
del contatto. Quindi soltanto la botta dritta potrà ese-
guirsi o la finta di essa.
Il tocco dovrà essere eseguito instantaneamente affine
di evitare qualsiasi azione di tempo dell'avversario.
Dopo aver accennato il significato del tocco, il suo
scopo, la posizione da cui si può eseguire e l'azione
che può seguire alla sua esecuzione, è necessario indicare
il punto della lama nemica su cui dovrà effettuarsi.
Come per la cavazione è sempre esistito il falso prin-
TRATTATO DELLA SPADA
2Óg
cipio che si debba eseguirla di pugno per ottenere i
circoli della punta strettissimi, così per il tocco esiste an-
cora il pregiudizio che si debba urtare col forte il
debole della spada nemica nella supposizione di con-
seguire l'effetto maggiore. Questa maniera di operare
il tocco è in verità inefficace, e precisamente a motivo
della flessibilità delle lame.
L'esperienza dimostra che il tocco, dato col forte
della propria spada sul centro ed anche sul forte della
lama avversa, riesce massimamente efficace.
La dimostrazione meccanica a pag. 162 serve a raf-
forzare con principi di scienza questa regola, che la pra-
tica ha suggerito.
§ 128. — Tocco di quarta e botta dritta a pie fermo.
Si eseguisce in due tempi:
Maestro.
Terrà la spada in linea del
petto avversario.
Subirà l'effetto del tocco.
Allievo.
Con movimento d' avambrac-
cio darà un forte colpo coi gradi
forti della propria lama sul cen-
tro di quella nemica, avanzando
lievemente il tronco, e pren-
dendo la posizione della parata
di quarta.
Distenderà il braccio destro
portando la spada sulla linea
d' offesa, e contemporaneamente
colpirà l'avversario al petto colla
botta dritta.
Questa azione si eseguirà anche camminando, muo-
vendo un passo avanti al primo tempo.
270
PARTE TERZA
§ 129. — Tocco ili terza e botta dritta a x>iè fermo.
Si eseguisce in due tempi:
Terrà la spada sulla linea di
offesa.
Subirà l' effetto del tocco.
Girando il pugno in seconda
posizione darà, per movimento
d'avambraccio, un forte colpo coi
gradi forti della propria lama sul
centro di quella nemica, avanzan-
do lievemente il tronco, e pren-
dendo la posizione della parata
di terza col pugno di seconda.
Girando il pugno di quarta
e portando la spada sulla linea
d' offesa, vibrerà la botta dritta
colpendo l'avversario al petto. (0
Egualmente si eseguirà camminando, muovendo un
passo avanti al primo tempo.
§ 130. — Tocco di mezzocerchio e botta dritta
a pie fermo.
Si eseguisce in due tempi:
Terrà la spada diretta al fianco
dell' avversario.
Subirà l'effetto del tocco.
Darà un forte colpo sul centro
della spada avversaria coi gradi
forti della propria, girando il
pugno in quinta posizione, avan-
zando lievemente il tronco, e
prendendo la posizione di mezzo-
cerchio.
Porterà immediatamente la spa-
da sulla linea, e colpirà l'avver-
sario al petto od al fianco colla
botta dritta.
(1) Volendo colpire al fianco, si avrà cura di eseguire il tocco spingendo
la spada avversaria in alto ed a destra.
TRATTATO DELLA SPADA
27 I
Colle stesse norme si eseguirà camminando, muo-
vendo un passo avanti al primo tempo.
§ 131. — Tocco di seconda e «otta dritta a pie fermo.
Si eseguisce in due tempi:
Terrà la spada in linea del
fianco col pugno in seconda.
Subirà l'effetto del tocco.
Per movimento d'avambraccio,
darà un forte colpo, dall'alto in
basso, sul centro della spada av-
versa coi gradi forti della pro-
pria, girando il pugno in terza
posizione e abbassando e por-
tando il gomito alquanto in fuori.
Distendendo ed alzando il brac-
cio destro, lo porterà immedia-
tamente sulla linea d' offesa ; e
girando contemporaneamente il
pugno in quarta, colpirà al petto
sopra, colla botta dritta.
Si eseguirà camminando, muovendo un passo al primo
tempo.
132.
Tocco di quarta fiuta dritta e cavazione.
Si compone di tre tempi, e si eseguisce sia a pie
fermo che camminando:
Maestro.
Terrà la spada in- linea del
petto dell' avversario.
Subirà l' effetto del tocco.
Allievo.
Eseguirà con energia il tocco
di quarta, come primo tempo.
Come secondo tempo, porterà
istantaneamente la spada sulla
linea d' offesa ed accennerà la
botta dritta.
272
PARTE TERZA
Parerà quarta o contro di terza.
Come terzo tempo, evitando il
contatto del ferro eseguirà la ca-
vazione in fuori, od in dentro,
od anche al fianco, a seconda
della parata che avrà eseguita
1' avversario.
§ 133. — Tocco di terza finta dritta e cavazione.
Egualmente si eseguisce sia a pie fermo che cammi-
nando, e si compone di tre tempi:
Terrà la spada sulla linea di
offesa.
Subirà l' effetto del tocco.
Parerà terza, o contro di quarta,
se la finta fu accennata al petto;
e seconda, o contro di mezzo-
cerchio, se la finta fu eseguita
al fianco.
Come primo tempo, eseguirà
il tocco di terza.
Come secondo tempo, accen-
nerà la botta dritta al petto od
al fianco, a seconda del modo
con cui verrà spostata la spada
avversa.
Come terzo tempo, eseguirà la
cavazione secondo la parata del-
l' avversario ; cioè in dentro, se
la parata fu di terza; in fuori, se
la parata fu di contro di quarta ;
al petto, sopra, se l' avversario
parò di seconda; e finalmente al
fianco di seconda, se parò contro
di mezzocerchio.
§ 134- — Tocco di mezzocerchio fiuta dritta
e cavazione.
Si compone di tre tempi, e si eseguisce sia a pie
fermo che camminando.
Terrà la spada in direzione I Come primo tempo, eseguirà il
del fianco. tocco di mezzocerchio.
TRATTATO DELLA SPADA
27.
Subirà 1' effetto del tocco.
Parerà mezzocerchio, o contro
di seconda.
Come secondo tempo, accen-
nerà la botta dritta al fianco in-
terno.
Come terzo tempo, eseguirà la
cavazione al fianco, od al petto
sopra, a seconda della parata del-
l' avversario.
i35-
Tocco di seconda fiuta dritta e cavazione.
Si compone di tre tempi, e può eseguirsi sia a pie
fermo che camminando:
Terrà la spada in direzione
del fianco dell'allievo, col pugno
in seconda.
Subirà l'effetto del tocco.
Parerà terza, o quarta.
Come primo tempo eseguirà il
tocco di seconda.
Come secondo tempo, accen-
nerà la botta dritta sopra, gi-
rando il pugno in quarta.
Come terzo tempo, eseguirà la
cavazione al fianco, girando il
pugno in seconda, se l'avversario
avrà parato di terza, ed eseguirà
la cavazione al petto, in fuori,
se avrà parato di quarta.
136.
Parate di tocco.
Le parate di tocco consistono nello sviare il colpo
dell'avversario, anziché col semplice appoggio, mediante
l'urto potente dei gradi forti della propria spada sulla
lama avversa -, ossia nell' eseguire uno dei tocchi pre-
cedentemente accennati.
Alle parate di tocco si accorre sia dall'invito, sia dal
274 PARTE TERZA
legamento, sia in seguito ad un' altra parata, colle stesse
regole prescritte per i tocchi.
Avvertenza. — Nelle parate di tocco si sente maggiorine nte
la necessità di urtare la spada nemica nel suo centro, o meglio nel
suo forte, poiché F avversario, vibrando la stoccata, avvicina di molto
la sua punta al bersaglio.
Anche nelle parate di tocco, si abbia la massima cura di non
spostare troppo la punta dalla linea di offesa; di non farla risul-
tare più bassa del pugno in quelle di seconda, terza e quarta ; di
non abbandonare il braccio, per essere pronti ad accorrere alla parte
opposta, qualora V avversario agisse in tempo; e di effettuare l'urto
colla costa della propria lama, e non già colla parte piatta di essa.
Nel momento dell'urto si stringa maggiormente la mano sull'im-
pugnatura e non s' infletta il pugno nella sua articolazione, affine
di evitare lo spostamento eccessivo della punta della propria spada.
Sarà bene eseguire le parate di tocco sul colpo finale piuttosto che
sulle finte, sia per l'efficacia del tocco stesso, sia per non scoprire di
troppo il proprio petto al colpo susseguente alle finte dell' avversario.
§ 137. — Dello sforzo.
Lo sforzo consiste nell' urtare violentemente colla
spada propria, la spada dell'avversario, affine di farla
divergere più che sia possibile dal bersaglio. Differisce
dal tocco per ciò, che l'urto si sviluppa su diversi punti
consecutivi del ferro, mediante uno strisciamento, anzi-
ché su di un punto solo.
Lo sforzo, per la potenza del braccio, non solamente
sposta la spada dell' avversario dalla linea d' offesa, ma
1' abbatte completamente, aprendo in tal modo un varco
sicuro al colpo che vuoisi vibrare.
Si eseguisce sulla spada nemica situata in linea del
petto; e poiché ha per iscopo di deviarla più che sia
possibile, si può anche, in taluni casi, eseguirlo dal
TRATTATO DELLA SPADA 275
proprio legamento. (*) In ogni modo però, lo sforzo
praticamente sarà soltanto di terza o di quarta, troppa
difficoltà e poca efficacia presentandosi dagli sforzi di
seconda e di mezzocerchio.
Lo sforzo, come il tocco, dovrà effettuarsi d' attacco,
o sulla finale di un' azione di offesa; e si avrà cura di
non oltrepassare colla propria spada, per quanto sia
possibile, i limiti prescritti per le parate, affine d'esser
pronti ad accorrere alla difesa, quando l'avversario agisse
con azioni di tempo.
Gli sforzi potranno eseguirsi sia a pie fermo che
camminando, e in un tempo solo. Si adopreranno con
vantaggio, specialmente contro coloro che, deboli nella
difesa, hanno l'abitudine di lasciare la punta sulla linea
ad ogni azione di offesa dell' avversario, provocando per
tal modo 1' incontro.
(i) Nell'Avvertenza a pag. 99 del trattato Parise si legge: « Le battute
» di spada (questa denominazione per l'autore corrisponderebbe allo sforzo) sìa
» a pie fermo, sia canuninando , se si eseguono dietro legamento dell'avversario
» si diranno battute false ; perche trovandosi la spada avversa co7i la punta
a non in linea, sarà impossibile, nel batterla, di percorrerne i gradi. » Quindi
si domanda : Se la spada avversa non e in linea, e non è possibile nel batterla
di percorrerne i gradi, a quale scopo le battute dovranno eseguirsi, e come po-
tranno eseguirsi ?
Il maestro Parise spiega l'esecuzione delle battute nel seguente modo:
Primo, alzando impercettibilmente la punta della spada si piazzerà il proprio
forte sul debole avversario, e battendo simultaneamente il pie dritto, si abbasserà
con rapidità la punta sino a livello del petto (cioè sino al punto in cui trova-
vasi precedentemente alla battuta) strisciando con forza e percorrendo i gradi
della spada avversa, deviandola dal piano d' attacco e situando subito la pro-
pria spada con l' opposizione in fuori (o dentro) in linea d' offesa per far seguire
la stoccata. Secondo, si vibrerà la botta dritta al petto.
A me sembra che tale esecuzione non risponda affatto allo scopo delle bat-
tute. Si può infatti osservare: in primo luogo, che l'alzare impercettibilmente
la punta della spada e lo abbassarla sino al livello del petto, non permette al
braccio di sviluppare tutta la sua energia, che nell'azione di sforzo si richiede
necessariamente per il fine che essa si propone; in secondo luogo che lo
276 PARTE TERZA
Dopo gli sforzi, come dopo i tocchi, poiché essi hanno
lo scopo di allontanare la spada nemica dalla linea di
offesa dell' avversario, non sarà possibile eseguire una
azione di filo. La sola botta dritta o la finta di essa,
saranno le azioni che dovranno succedere agli sforzi.
§ 138. — Sforzo di quarta e botta dritta.
Si compone di due tempi, e si eseguisce, sia avendo
la propria spada sulla linea, sia dal proprio invito di
terza.
t .° Col pugno in quinta posizione, si alzerà al-
quanto la propria spada, piegando un poco il braccio
destro; e facendolo scattare violentemente e diagonal-
mente sulla spada avversaria, si striscierà con forza il
proprio forte sul medio e forte di essa.
strisciare ed il battere con forza i gradi deboli della, spada avversa (nella mec-
canica della scherma, trattato Parise, pag. 231, si legge: « In altri termini,
bisogna battere la spada avversa nel suo punto più debole ») impedisce di con-
seguire 1' effetto desiderato, poiché, come si è già dimostrato a pag. 162 per
deviare la spada avversaria dalla linea, è necessario batterla nel suo centro e
non sul debole di essa.
E di ciò, pare ne sia persuaso anche l'autore, perchè nel far vibrare la
botta dritta in seguito alla battuta, prescrive di situare stibito la propria spada
con opposizione di pugno: evidentemente per garantirsi dalla punta nemica, che
non si potrebbe deviare con quella esecuzione.
Il lettore potrà convincersi facilmente dell' inefficacia della battuta, secondo
il metodo Parise, con un esperimento semplicissimo. Impugni la spada con
ambo le mani ; batta con tutta la forza delle sue braccia sui gradi deboli della
spada nemica, e vedrà che quella punta dopo avere alquanto oscillato, ri-
tornerà sulla linea, e non sarà stata spostata la coccia, che principalmente ne-
cessita di spostare. Invece provi il contrario, cioè, impugni la spada leggermente
e con una sola mano, batta con poca forza sul medio, ed anche sul forte della
spada nemica, e vedrà che non solo si sposterà la punta, e con essa la spada
tutta, ma anche il braccio dell' avversario. Che se poi specialmente vorrà ese-
guire la battuta di mezzocerchio, dal proprio legamento, si accorgerà d' avere
fatto uno sforzo vano.
TRATTATO DELLA . SPADA 277
2.0 Rimettendo la propria spada sulla linea, si vi-
brerà istantaneamente la botta dritta al petto, col pugno
in quarta.
§ 139. — Sforzo di terza e botta dritta.
Egualmente consta di due tempi, e si eseguisce dal
proprio invito di quarta. Si potrà ancora eseguire quando
si abbia la propria spada in linea ed in fuori di quella
dell' avversario.
1 .° Si girerà il pugno in terza; e facendo scattare
il braccio destro violentemente e diaconalmente sulla
spada dell'avversario, si striscierà con forza il proprio
forte sul medio e forte di essa.
2.0 Mettendo la propria spada sulla linea, si vi-
brerà instantaneamente la botta dritta al petto sopra,
girando il pugno in quarta; oppure si vibrerà la botta
dritta al fianco, col pugno in seconda.
Questo sforzo è molto più efficace di quello di quarta,
poiché il pomo della spada nemica facendo contrasto nel
suo punto fisso, facilmente l' arme uscirà dalla mano del-
l' avversario, o per lo meno s' allontanerà tanto dalla
linea d'offesa da render l'avversario stesso incapace di
accorrere prontamente alla difesa.
Volendo eseguire camminando tanto lo sforzo di terza
che quello di quarta, si avrà cura di compiere il passo
contemporaneamente allo sforzo.
Avvertenza. — Durante V e sedizione degli sforzi, il maestro os-
serverà che l'allievo li eseguisca per semplice movimento d'avambraccio,
mantenendo fermo il braccio, elastica /' articolazione del gomito e ri-
gida quella del polso, acciocché la punta della propria spada si al-
lontani meno che sia possibile dalla linea d1 offesa.
278 PARTE TERZA
§ 140. — Parate di sforzo.
Allorquando l'allievo sappia eseguire in modo soddisfa-
cente gli anzidetti sforzi d' attacco, il maestro glie li farà
eseguire di parata. In tal caso farà prendere all'allievo,
prima la posizione dell' invito, poi quella del legamento
sia di terza che di quarta ; quindi gli vibrerà o la botta
dritta, o la cavazione con velocità crescente-, e l'allievo
in luogo di parare semplice, parerà di sforzo colle re-
gole prescritte ai paragrafi precedenti.
Volendo il maestro accertarsi della precisione e sta-
bilità della parata di sforzo eseguita dall'allievo, gli si-
mulerà sovente la botta dritta o la cavazione, cavando
nell'atto in cui l'allievo eseguisce lo sforzo. Se lo sforzo
in tal caso sarà stato eseguito esattamente, l' allievo
rimarrà nella posizione della parata; se invece egli lo
avrà eseguito trascurando le norme accennate, la sua
spada si sposterà non poco dal piano delle offese, do-
vendo cedere per legge fisica alla sua gravità, ciò che
nell'assalto costituisce un inconveniente gravissimo.
§ 141. — Sforzo colla Anta dritta.
Suppongasi che l' avversario si accorga della immi-
nente esecuzione dello sforzo. Egli naturalmente o cer-
cherà di schermirsene con un' azione in tempo, o si
terrà pronto alla difesa del colpo semplice che lo seguirà
immediamente. Nel primo caso, chi eseguisce lo sforzo,
appena completato il movimento, accorrerà velocemente
alla parata; nel secondo, subito dopo l'esecuzione del
movimento stesso, accennerà una finta. Questa azione
TRATTATO DELLA SPADA 279
consta di tre tempi, ed è seguibile sia a pie fermo,
che camminando, nel modo seguente:
i.° Si eseguirà lo sforzo; e contemporaneamente
il passo avanti, se da fuori misura;
2.0 Si fingerà la botta dritta al petto, od al fianco;
3.0 Finalmente si eseguirà la cavazione a quella
parte del bersaglio che l'avversario avrà scoperto.
§ 142. — Tocchi e sforzi di cambiamento.
Tanto gli uni che gli altri non possono eseguirsi che
di propria iniziativa sulla spada dell' avversario in linea,
e hanno luogo sia a pie fermo che camminando.
' La loro esecuzione è identica a quella prescritta pei
tocchi e sforzi semplici, e consiste nel far precedere ad
ognuno di essi il relativo cambiamento.
§ 143. — Del disarmo.
L'azione del disarmo tende, mediante lo sviluppo
massimo della potenza del braccio, a conseguire un
effetto ancora maggiore di quello dello sforzo; può
effettuarsi di seconda e di mezzocerchio; sia a pie fermo
che camminando. Eseguendolo però a pie fermo si rag-
giunge più facilmente lo scopo, perchè meglio si supera
la graduazione del ferro avverso.
Il disarmo si eseguisce sia dal proprio legamento,
sia avendo la propria spada sulla linea, e mantenendo
un leggiero contatto con quella dell' avversario.
Quando le spade saranno sulla linea di quarta, si
eseguirà il disarmo di seconda; e quando sulla linea di
terza si eseguirà quello di mezzocerchio.
PARTE TERZA
§ 144. — Disarmo di seconda e botta dritta.
Consta di due tempi:
i.° Si alzerà la propria spada senza però distac-
carla da quella nemica; si girerà il pugno gradatamente
in seconda; si piegherà il bràccio e lo si distenderà
nuovamente con energia a guisa di potente molla, stri-
sciando con forza e spiralmente da dentro in fuori i
propri gradi forti sulla lama nemica; e si prenderà la
posizione dell'invito di seconda.
2.0 Si vibrerà la botta dritta al fianco, col pugno
in seconda.
Nell'esecuzione del suddetto disarmo, la spada dell'ese-
cutore dovrà percorrere la stessa via che deve percor-
rere nell' esecuzione del trasporto di seconda, descritto
al § 99.
§ 145. — Disarmo di mezzocerchio e botta dritta.
Consta di due tempi:
i.° Si eseguirà come quello di seconda, colla dif-
ferenza che si girerà il pugno in quinta posizione, e
invece di far percorrere alla propria spada la via del
trasporto di seconda, le si farà percorrere quella del
trasporto di mezzocerchio (§ 109).
2.0 Si vibrerà la botta dritta colpendo l'avversario
al petto od al fianco in dentro col pugno in quarta. (0
(1) Nell'esporre i guadagni di spada o disarmi, il mio egregio collega Pa-
rise (a pag. 106) contraddice a ciò che egli scrive relativamente alla fianco-
nata di seconda (trasporto di seconda) e al filo di quarta falso (trasporto di
mezzocerchio) (pagg. 80, 83). Difatti 1' autore proibisce l'esecuzione di queste
due ultime azioni a pie fermo, e le ammette solamente camminando; permette
TRATTATO DELLA SPADA
§ 146. — Disarmo di cambiamento in terza
e botta dritta.
Oltre i disarmi sopra accennati, ve ne ha un altro,
in cui l'avversario stesso concorre a farsi disarmare.
Esso chiamasi disarmo di cambiamento in terza. Si
eseguisce dal legamento di quarta dell' avversario in
due tempi, e mentre egli sia intento a parare, colla
terza, la cavazione in fuori.
i.° Svincolando la propria spada da quella del-
l'avversario, e fingendo di volergli vibrare una cava-
zione esterna, si darà un violento urto col proprio forte
sul medio della sua lama, girando il pugno in terza
e spingendo verso terra la sua spada.
Frattanto l'avversario, credendo di doversi difendere
dalla cavazione esterna, accorrerà velocemente alla pa-
rata di terza, ma durante la sua esecuzione cozzerà
colla spada nemica, con tanta maggiore violenza quanto
maggiore sarà la velocità impiegata per la parata stessa.
2.0 Mettendo la spada sulla linea, si vibrerà in-
stantaneamente la botta dritta al petto, col pugno in
quarta.
Avvertenza. — Neil eseguire questo disarmo si abbia cura di
non battere col proprio forte, il debole, della spada nemica; ne col
debole della propria, il forte dell' avversa, che e cosa molto più grave.
Tanto nell'esecuzione dei tocchi, che in quella degli sforzi e dei
disarmi, si preveda sempre F azione in tempo che potrebbe sviluppare
V avversario ne IT atto della loro esecuzione.
invece l' esecuzione dei disarmi anche a pie fermo. Ma poiché i disarmi si ese-
guiscono nelle identiche condizioni delle predette azioni, e facendo percorrere
la stessa via al braccio ed alla spada, si ha motivo di credere che in un caso
o nell' altro il maestro Parise sia incorso in errore.
282 PARTE TERZA
§ 147. — Del coupé. (0
Il coupé, o cav azione angolata, è quel movimento che
si eseguisce sollevando il braccio e la spada, rasentando
la punta nemica colla propria arma, e trasportando que-
sta dalla parte opposta per colpire l'avversario al petto
in fuori.
Conseguentemente il coupé si opera, o dal proprio
legamento di quarta, o in seguito a una parata di quarta,
o in seguito ad una qualsiasi azione effettuata allo scopo
di spostare a sinistra la spada dell'avversario, come
copertino, tocco, sforzo ecc. di quarta.
Si eseguisce a pie fermo, e consta di due tempi:
t.° Con rapido movimento d'avambraccio, si sol-
leverà e si porterà indietro la propria spada per tanto,
quanto basti a farla passare dall'una all'altra parte e
rasente alla punta della spada avversa.
2° Quando essa sarà passata, immediatamente si
distenderà con energia il braccio destro, senza abbas-
sare il gomito; e senza flettere il pugno nella sua ar-
ticolazione, si farà descrivere alla propria punta una
parabola terminante al petto in fuori dell'avversario.
Il primo tempo del coupé racchiude in sé una finta.
Infatti, per lo spostamento subito in seguito all'azione
preparatoria al coupé, l'avversario naturalmente si pre-
(1) Il coupé, se si deve credere a quanto ha scritto Alberto Marchionni,
non è azione francese, ma bensì italiana. Difatti, egli, nel suo trattato di scherma
stampato in Firenze nel 1847, mentre fa una scrupolosa rivista dei trattati pub-
blicati dal 1474 fino al suo tempo, chiaramente dice: « Il coupé non è azione
propria francese, ma italiana, ed il Giganti nel suo trattato del 1606 a pag. 20
fa eseguire questo colpo col nome della passata con finta sopra la punta della
spada ; e dai francesi questo colpo fino a quest' epoca non è mai nominato. »
TRATTATO DELLA SPADA 283
para a difendere il proprio lato interno, e a tale parata
accorrerà istintivamente in seguito all'esecuzione del
primo tempo dello stesso coupé, dando agio in tal modo
di vibrare il colpo in fuori.
Il coupé eseguito con esattezza e velocità presenta
all'avversario una difficile difesa. (0
§ 148. — Finta coupé e cavazione.
Trovandosi la propria spada nelle posizioni accennate
per il coupé semplice, si può eseguire la finta coupé e
cavazione. Questa consta di tre tempi:
i.° Si porterà indietro la propria spada, svincolan-
dola da quella dell'avversario.
2.0 Si fìngerà un coupé colle norme innanzi ac-
cennate, avvicinando più che sia possibile la punta della
propria spada al petto dell'avversario, e portando il
tronco alquanto in avanti.
3.0 Si vibrerà la cavazione in dentro col pugno
in quarta, od al fianco col pugno in seconda.
Avvertenza. — NeW eseguire il coupé si abbia cura di calcolar
bc?ie la distanza che dovrà percorrere la punta della propria spada,
e di muovere il piede destro per la stoccata, quando braccio e spada
siano in perfetta linea retta ; poiché muovendo prima, il coupé potrebbe
convertirsi in un fendente alla testa od alle spalle dell avversario.
(1) Quanto sia difficile schermirsi dal coupé lo ha dimostrato in modo indi-
scutibile, il risultato del congresso tenutosi in Roma nel 1876. Quivi conven-
nero a disputarsi la palma, la scuola dell' Esercito (Enrichetti-Redaelli) e la
scuola meridionale (nemica dei coupé), fra le quali da vari anni s'era acceso una
viva lotta.
In tale congresso, o meglio in tale gara, il celebre Salvatore Arista., uno
dei giovani maestri rappresentanti l'Esercito, sconfisse il suo avversario, ultimo
rimasto dei rappresentanti la scuola meridionale, appunto con tre coupé. E la
sconfitta si rinnovò al Torneo Internazionale di Milano nel 1881, per merito
specialmente dello stesso Arista.
284 PARTE TERZA
§ 149. — Della ripresa d'attacco.
Dalla posizione di a-fondo e quando l'avversario ab-
bia schivato il colpo retrocedendo, si opera la ripresa
di attacco.
Essa consiste nel riacquistare la misura avanzando il
piede sinistro e riprendendo la posizione di guardia,
e nello svolgere quindi immediatamente una seconda
azione di offesa.
Ma siccome l'avversario, nel retrocedere, potrà op-
porre o non opporre la parata relativa al colpo, od
anche potrà mettere la spada sulla linea d'offesa, così
la ripresa d'attacco dovrà farsi in quella maniera, la
quale meglio converrà all'azione che egli avrà eseguito
nel portarsi indietro.
Quando l'avversario retrocederà senza parare il colpo
finale di una qualsiasi azione d'offesa, sulla ripresa d'at-
tacco si effettuerà la botta dritta o la finta di essa.
Quando egli retrocederà e parerà contemporanea-
mente, si potranno eseguire le cavazioni, le finte di ca-
vazione, sia semplici che doppie, ed anche le circolazioni,
in seguito alle parate di contro.
E finalmente, quando retrocederà senza opporre la
parata ma mettendo la spada sulla linea, si porranno
in atto tutte le azioni di spostamento, come i tocchi,
i deviamenti, gli sforzi, ecc.
La ripresa di attacco adunque può essere semplice,
complessa, e con finta.
Dicesi semplice, quando si eseguisce colla botta dritta,
col filo o colla cavazione ; e come tutte le azioni sem-
plici, eseguite da fuori misura, consta di due tempi: al
TRATTATO DELLA SPADA 285
primo tempo si riprenderà la guardia colla gamba si-
nistra; al secondo si vibrerà il colpo.
Dicesi complessa, quando si eseguisce facendo prece-
dere al colpo un movimento di spostamento; e anche
questa consta di due tempi.
Al primo tempo, si riprenderà la guardia colla gamba
sinistra, eseguendo contemporaneamente un copertino,
un deviamento, uno sforzo, ecc. Al secondo tempo, si
vibrerà il colpo semplice.
Dicesi infine con finta, quando si eseguisce accen-
nando una o due fìnte; e può quindi esaurirsi in due
o tre tempi. (0
Avvertenza. — La ripresa d' attacco si eseguirà con circospe-
zione, poiché r avversario alle volte potrebbe retrocedere con animo
deliberato di indurre il suo competitore ad eseguire una tale azione,
affine di colpirlo poi con azioni di tempo durante la sua esecuzione.
§ 150. — Delle rimesse.
Per rimessa s'intende quel colpo, che in determinate
circostanze segue immediatamente un altro colpo, e che
si vibra dalla posizione di a-fondo.
(1) Nel trattato del maestro Parise a pag. 90, a proposito della Ripigliata,
che è una ripresa d'attacco, si legge : « La finta ripigliata e una finta di ca-
li nazione, che si farà ritornando in guardia e propriamente nel rimettere il
» pie dritto a posto, facendo subito seguire la cavazione, che si colpirà al ber-
■» saglio scoperto. »
Una tale esecuzione non potrebbe riescire che inefficace e, dico più, peri-
colosa. Inefficace, poiché nessuno schermidore si piglierebbe la briga di parare
una finta dell' avversario quando questi la eseguisse allontanandosi da lui. (La
finta, per ottenere l' effetto che si propone, e cioè di far parare all' avversario
un ben simulato colpo, deve essere eseguita portando avanti il corpo e la punta
della spada, e mai indietro, come in questo caso prescrive il maestro Masa-
niello Parise). Pericolosa, poiché, nemmeno a farlo apposta, non servirebbe
che a provocare una uscita in tempo dell' avversario, evitando ogni probabilità
di difendersi da essa.
2 86 PARTE TERZA
La rimessa è possibile e lecita soltanto quando l'av-
versario non risponda, o tardi abitualmente nel rispon-
dere. In ambedue i casi bisognerà eseguirla con pronta
decisione e velocità, affine di evitare ogni incontro, che
in arte rimarrebbe a carico totale dell' esecutore della
rimessa.
§ 151. — Rimessa semplice.
Si eseguisce in un tempo solo, da qualunque parata
dell'avversario.
Essendo nella posizione^ di a-fondo, senza inflettere
il braccio nelle sue articolazioni e senza ritirare la gamba
destra, si solleverà il piede destro di pochi centimetri,
eseguendo una cavazione e portando il tronco alquanto
indietro per poter facilmente svincolare la propria spada
da quella dell'avversario -, e si riporterà vivamente il piede
al suolo per dare maggior forza al colpo di rimessa.
§ 152. — Rimessa con finte.
Si eseguisce in due o tre tempi secondo che il colpo
di rimessa venga preceduto da una o due finte, e colle
stesse regole accennate per la rimessa semplice; av-
vertendo però di mantenere il piede destro fisso a terra
nel tempo che si eseguiscono le finte, e di sollevarlo
quando si vibra il colpo finale. Operando contrariamente
si perderebbe facilmente l'equilibrio.
§ 153. — Prima e seconda intenzione.
Dicesi di prima intenzione qualunque azione che si
compia risolutamente, e senza il preconcetto di altra
azione che possa frattanto sviluppare l'avversario.
TRATTATO DELLA SPADA
287
Di seconda intenzione, invece, chiamasi ogni azione
d'offesa combinata con altra azione d'offesa dell'avver-
sario, determinatamente provocata. In altri termini, la
seconda intenzione si effettua quelle volte che lo scher-
midore, provocando astutamente un'azione determinata
dell'avversario, o di risposta o di tempo, agisce sulla
stessa sia parando e rispondendo, che operando in tempo
o in controtempo.
Esempi di seconda intenzione.
Allievo.
Sforzo di quarta.
Cambiarli.10 di quarta.
Maestro.
Cava in tempo al petto
in fuori.
Cava in tempo al petto
in fuori.
Allievo.
Para la terza e rispon-
de al fianco.
Eseguisce la passata
sotto.
*H*
2S8 PARTE TERZA
CAPITOLO SETTIMO
Del tempo in generale e delle uscite in tempo. — ■ Dell'arresto. — Dell'ap-
puntata. — Della cavazione in tempo. — Delle sparite di corpo. — Del-
l' inquartata. — Della passata sotto (o cartoccio). — Della controazione. —
Del controtempo.
§ 154. — Belle uscite in tempo.
Abbiamo detto che per la parola tempo, nel linguaggio
schermistico, s'intende l'istante propizio allo svolgimento
di una azione. Osmi azione di offesa eseguita durante
tale svolgimento dicesi uscita in tempo.
In altri termini X uscita in tempo consiste nello svol-
gere un'azione d'offesa sopra altra azione, pure d'of-
fesa, dell'avversario.
Questa è l'azione che nella scherma richiede il ma-
gior accorgimento. Ma quando sia opportunamente e
correttamente eseguita, costituisce una grande risorsa
contro qualunque avversario scomposto o furioso.
La conoscenza della misura e della graduazione del
ferro, il colpo d'occhio, l'astuzia, la velocità, la risolu-
zione e la precisione sono i requisiti indispensabili alla
sua buona esecuzione.
Le uscite in tempo dovranno preferibilmente svilup-
parsi da fuori misura e mentre l' avversario avanza,
poiché a giusta misura facilmente potrebbero provocare
l'incontro.
Poiché tutte le azioni constano, come si è osservato,
di uno, due o tre tempi, così X uscita in tempo può svi-
TRATTATO DELLA SPADA 289
lupparsi al primo, al secondo od al terzo tempo, a
a seconda dell'azione che eseguisce l'avversario. Ad
evitare però qualsiasi probabilità d'incontro, è bene
eseguire Y uscita in tempo sempre al primo tempo.
Le uscite in tempo sono:
a) l'arresto;
b) l'appuntata;
e) la cavazione in tempo;
d) l'inquartata;
e) la passata sotto;
f) la controazione.
§ 155. — Dell'arresto.
Dicesi colpo d'arresto la botta dritta tirata all'avver-
sario durante lo sviluppo di una sua azione d'offesa.
Se dal proprio invito o legamento di seconda l'av-
versario avanzerà colla fìnta dritta o di cavazione, si
vibrerà l'arresto al fianco col pugno in seconda; se dal
proprio invito o legamento di terza, si vibrerà l'arresto
al petto col pugno in quarta ; se dal proprio invito o
legamento di quarta, lo si arresterà colla botta dritta al
fianco col pugno in seconda; e finalmente se dal pro-
prio invito o legamento di mezzocerchio, gli si vibrerà
l'arresto al petto col pugno in quarta.
§ 156. — Finta del colpo d'arresto.
Facendo assegnamento dell'impressione prodotta sul-
l'avversario da uno o più arresti semplici, si può ese-
guire la finta d' arresto e cavazione, la quale consta di
due tempi : •
i.° Si fingerà un arresto a quella parte del ber-
19
290 PARTE TERZA
saglio che l'avversario avrà scoperto nell' eseguire la
finta camminando.
2.0 Senza far toccare la propria spada, si vibrerà
la cavazione al petto od al fianco.
§ 157. — Dell'appuntata.
Per apptmtata s' intende quel secondo colpo che si
vibra all'avversario dalla posizione di a— fondo, in quella
stessa parte del bersaglio, che è stata coperta dalla
parata del colpo precedente.
Si eseguisce quando l' avversario avendo parato una
qualsiasi azione d' offesa, si accinga a rispondere colla
finta.
\J appuntata ha luogo colle stesse norme accennate per
la rimessa al § 1 5 1 ; colla differenza che nella esecuzione
della rimessa si passa la propria spada da una parte
all' altra di quella nemica, vibrando un secondo colpo
ad un bersaglio differente, e nell'esecuzione dell 'appun-
tata, la propria spada non effettua alcun passaggio.
\J appuntata dovrà eseguirsi istantaneamente e nel-
l' atto stesso che l' avversario distaccherà il suo ferro,
avendo cura di mettere il pugno coli' opposizione in
fuori per far ostacolo al colpo di risposta.
§ 158. — Della cavazione in tempo.
La cavazione in tempo è una cavazione che si vibra
all'avversario mentre che la sua spada sta per incon-
trare, trasportare od urtare la propria per toglierla dalla
linea d'offesa.
Si caverà in tempo, in dentro, ogni qualvolta l'av-
versario colla sua spada tentasse d' incontrare od urtare
TRATTATO DELLA SPADA 291
la propria verso la sua destra; all'opposto si caverà in
tempo, in fuori, qualora egli cercasse di urtarla verso
la sua sinistra. Si caverebbe in tempo al fianco col pu-
gno in seconda, s' egli cercasse di deviarla in alto ; e
al petto col pugno in quarta, se mostrasse di volerla
urtare in basso.
Quando si caverà in tempo simulando la cavazione,
e si svilupperà poi un'altra cavazione, l'azione prenderà
il nome finta di cavazione in tempo e cavazione. Accen-
nando invece due cavazioni, si avrà la doppia finta di
cavazione in tempo. Tanto l' una che l' altra sono da
sconsigliarsi, poiché permettono all'avversario di agire
facilmente in controtempo.
Av vertenza. — Cade a proposito a questo punto di fare un
ammonimento che riguarda tutte le uscite in tempo. È necessario
sempre essere molto guardinghi, e non lasciare sfuggire alla propria
attenzione V insistenza che talvolta alcun avversario pone a scoprire
la stessa parte del bersaglio con eccessivo spostamento del ferro (come
per esempio con deviamenti esagerati, trasporti, ecc.), poiché ad arte
egli potrebbe agire per provocare un1 azione in tempo, e a sua volta
operare in controtempo. Conviene in tal caso assecondarlo, e svol-
gere quelV azione, ed in quella maniera, che egli mostra di desiderare ;
e contrapponendo malizia a malizia, conviene muoversi preparati per
agire prontamente sul suo controtempo. In tali azioni si manifesta
quella speciale acutezza di spirito, che e. dote principale d' ogni buon
schermidore, onde la scherma ebbe rinomanza di mezzo atto a svol-
gere oltrecche le facoltà del corpo, eziandio quelle della mente.
§ 159. — Delle sparite di corpo.
Le sparite di corpo consistono nel sottrarre il pro-
prio petto al colpo dell' avversario, offendendolo con-
temporaneamente ; e sono due : l' inquartata e la passata
sotto. Si eseguiscono di tempo e di controtempo.
292
PARTE TERZA
Le sparite di corpo se sono vantaggiose per un lato,
altrettanto sono rischiose per 1' altro. Sono vantaggiose
in quanto che attuano l'ideale della scherma, di ese-
guire cioè l'offesa contemporaneamente alla difesa; e que-
sto avviene perchè col corpo e non col ferro si scansa
per esse il colpo dell'avversario. Sono molto rischiose
poiché richiedono somma perfezione di esecuzione, senza
la quale inevitabilmente generano l'incontro.
A buon fine adunque, se non si avrà la coscienza
di poter bene eseguire le sparite di corpo, sarà sempre
da preferirsi ad esse la parala e risposta.
§ 160. — Dell'inquartata.
\J inquartata può effettuarsi quando l'avversario ac-
cenni o compia una botta dritta, oppure una cavazione
interna.
Essa perciò ha origine tanto dal proprio invito o
legamento di terza, quanto da una parata di terza.
Si eseguisce, come è stato già detto, di tempo e di
controtempo e qualche volta anche d'attacco. In questo
caso essa deriva dall' invito o dal legamento di terza
dell' avversario.
YJ inquartata in tempo si opera nel modo seguente:
Girando convenientemente il piede destro in dentro,
senza punto avanzarlo e in modo che il suo centro
cada sulla direttrice, si eseguirà X a— fondo collo slancio
del piede sinistro indietro, facendo descrivere a questo
stesso piede un arco di cerchio di 45 gradi. Contem-
poraneamente si vibrerà la stoccata al petto dell'av-
versario col pugno in quinta e coli' opposizione in dentro.
Dal modo descritto di eseguire X inquartata è facile
^
TRATTATO DELLA SPADA 293
comprendere, che portando tutto il corpo fuori della
linea direttrice nello stesso istante in cui l'avversario vi-
brerà il colpo, non solo si eviterà la sua punta, ma, quel
che più importa, lo si colpirà contemporaneamente.
\J inquartata d' attacco si eseguirà colle stesse norme
innanzi accennate; colla differenza, però che nello stesso
tempo che si girerà il piede destro, si dovrà anche
portarlo in avanti. Lo stesso dicasi per l'inquartata in
tempo eseguita sulla finta camminando dell'avversario.
In questi due casi, se non si avanzasse il piede destro
la stoccata non arriverebbe al petto dell'avversario, per
effetto della misura.
§ 161. — Passata sotto (o cartoccio).
Si può effettuare la passata sotto quando l'avversa-
rio sjmuli od eseguisca una botta dritta in fuori, una
cavazione esterna, oppure una cavazione al petto sopra.
Essa ha origine, tanto dal proprio invito o legamento,
quanto da una propria parata di quarta o di seconda.
Come l' inquartata, così la passata sotto si eseguisce
di tempo e di controtempo, e qualche volta d'attacco.
Nel medesimo istante che l'avversario vibrerà il colpo,
si eviterà la sua punta lanciandosi sotto il suo ferro e
colpendolo contemporaneamente al fianco col pugno
girato in seconda posizione. Per tale esecuzione, si bat-
terà il piede destro sul posto ; si slancerà indietro il
piede sinistro lungo la linea direttrice; si piegherà molto
il tronco in avanti; si volgerà il petto totalmente verso
l'avversario, in modo che le ultime costole tocchino la
coscia destra; si appoggerà la mano sinistra a terra
a sostegno del corpo, tenendola all' altezza del piede
2Q4 PARTE TERZA
destro-, e si porterà la guancia destra a contatto col
braccio destro. In tale atteggiamento tutto il corpo do-
vrà rimanere al disotto della spada nemica.
§ 162. — Della controazione.
La controazione è l'azione che meglio risponde allo
scopo delle uscite in tempo.
Essa si eseguisce soltanto di seconda e di terza, ed
è quasi impossibile di quarta e di mezzocerchio.
La controazione di seconda si può effettuare quando
l'avversario tiri al fianco.
Si opererà in un tempo solo dal proprio invito o
legamento di mezzocerchio o di terza, ed anche in se-
guito ad una parata di mezzocerchio o di terza, e nel
modo seguente:
Si eseguirà Y a-fondo collo slancio del piede sinistro
in dietro; e portando il braccio destro a destr^ col
pugno in seconda posizione, si colpirà l'avversario al
fianco, incontrando la sua spada e guadagnandone i
gradi prima che la sua punta arrivi al bersaglio.
La controazione di terza si può effettuare quando l' av-
versario tiri la botta dritta o la cavazione al petto in
fuori o sopra.
Consta di un tempo solo, e si eseguisce dal proprio
invito o legamento di quarta o di seconda.
Distendendo ed alzando il braccio destro si colpirà
l'avversario al petto in fuori col pugno in quarta, in-
contrando la sua spada e guadagnandone i gradi prima
che la sua punta giunga al proprio bersaglio.
Avvertenza. — Nella controazione di seconda come in quella di
terza, bisognerà aver cura di mettere il pugno coli' opposizione in
fuori, per evitare il pericolo della stoccata.
TRATTATO DELLA SPADA 295
La controazione di terza, quando sia eseguita contemporaneamente
aìF inquartata- non presenta pericoli di sorta, poiché evita qualunque
incontro. Difatti se V avversario eseguisse, la cavazione in fuori, si
rimarrebbe parati colla controazione stessa; se invece eseguisse la finta
di cavazione in fuori e cavazione in dentro, si rimarrebbe parati per
effetto dell 'inquartata. (0
§ 163. — Del controtempo.
Qualunque azione eseguita allo scopo di distruggere
l'uscita in tempo chiamasi controtempo. Il controtempo
con altre parole è un uscita in tempo sull'uscita in tempo.
L' inquartata, la passata sotto e le controazioni sono
le sole uscite in tempo che si possono eseguire di con-
trotempo.
Per mandare ad effetto un'azione di controtempo fa
duopo provocare l'avversario ad agire in tempo. Giò
potrà ottenersi facilmente, sia mostrandogli con chia-
rezza l'azione che potrebbe dare origine alla sua uscita
in tempo, sia allargando astutamente e con arte il pro-
prio giuoco. L'avversario proclive all'uscita in tempo,
non esiterà per un tal modo di agire a secondare l'in-
tenzione. Velocemente allora si eviterà il colpo ese-
guendo una sparita di corpo od una controazione, e
queste saranno di controtempo.
Esempi.
Allievo. Maestro.
Dal legamento di j Eseguirà la cavazio-
quarta eseguirà il tra- ne in tempo al petto
sporto in seconda. | sopra.
Allievo.
Sull'esecuzione del-
la cavazione in tempo,
anziché parare la ter-
(1) Le co?ttroctzioni, che sono le più efficaci e più belle uscite in tempo,
il maestro Masaniello Parise non le ammette nel suo trattato ; e non dà alcuna
ragione in proposito.
PARTE TERZA
Dalla posizione di
guardia eseguirà un
largo cambiamento di
terza.
Avendo la spada le-
gata all' avversa, ese-
guirà il copertalo di
quarta.
Eseguirà la cavazio-
ne in tempo al petto
in dentro.
Eseguirà la cavazio-
ne in tempo al petto
in fuori.
Allievo. Maestro. Allievo.
za, eseguirà istantanea-
mente la passata sotto,
evitando per tal modo
il colpo nemico.
In luogo di parare,
eseguirà sulla cavazio-
ne in tempo un'istan-
tanea inquartata, evi-
tando il colpo dell'av-
versario.
Invece di parare col-
la terza la cavazione in
tempo, porterà istanta-
neamente il braccio a
destra col pugno a li-
vello della fronte, ed
eseguirà la controazio-
ne di terza.
Senza ricorrere alla
parata di seconda, por-
terà istantaneamente il
braccio a destra ; e gi-
rando il pugno in se-
conda eseguirà la con-
troazione.
Questo modo di schermire è molto vantaggioso quando
l'avversario abbia la cattiva abitudine di uscire in tempo
continuamente e senza curarsi di parare.
Dal legamento di
terza eseguirà il tra-
sporto di mezzocer-
chio.
Eseguirà la cavazio-
ne in tempo al fianco.
<*-*>
TRATTATO DELLA SPADA 297
CAPITOLO OTTAVO
Quadri sinottici.
La parte più difficile dell' insegnamento della scherma
è quella di una ragionata e metodica progressione delle
molteplici azioni che offre quest'arte.
I seguenti quadri sinottici serviranno a chiarire qua-
lunque dubbio che possa nascere nello sviluppo dell'in-
segnamento.
Per essi si rileverà con facilità:
a) la posizione in cui si possono trovare le due
spade antagoniste;
b) l'azione che converrà eseguire-,
e) le parate, che essa azione potrà ingannare;
d) la parata finale;
e) la risposta in seguito alla parata finale;
f) le varie uscite in tempo;
g) il controtempo, che si potrà opporre a ciascuna
di esse.
Questi quadri sinottici si dividono in tre parti: la
prima, comprende le varie azioni semplici; la seconda,
le azioni composte di due tempi; la terza infine, quelle
composte di tre tempi.
PRIMO QUADRO SINOTTICO
RIFLETTENTE LE AZIONI SEMPLICI W
fi) Tutte le azioni del presente quadro si eseguiranno a pie fermo.
PARTE TERZA
I. — Azioni
Posizione in cui trovasi
i.' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che l'iiò Parata che inganna
ESEGUIRE L'ATTACCANTE
Invito di seconda
Invito di terza
Invito di quarta
Invito di mezzocerchio
Invito pel filo di seconda
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di quarta
Invito
pel filo di mezzocerchio
Legamento di seconda
Legamento di terza
Legamento di quarta
Legamento
di mezzocerchio
A fondo
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea del fianco
col pugno di seconda
legamento di seconda
legamento di terza
legamento di quarta
legamento
di mezzocerchio
spada legata all'avversa
spada legata all'avversa
spada legata all'avversa
spada legata all'avversa
in seguito ad una parata
di quarta
d'appoggio o di contro
botta dritta al petto sopra
botta dritta in dentro
botta dritta in fuor
botta dritta al fiancc
filo di seconda
filo di terza
filo di quarta
filo di mezzocerchio
cavazione al petto sopra
cavazione in dentro
cavazione in fuori
cavazione al fianco
fianconata di quarta bassa
fi) Se la parata di seconda si eseguirà d'appoggio, la risposta sopra sarà di cavazione; ma se invece si parerà
finale la seconda.
(2) L'uscita in tempo sui fili, e su tutte le azioni che terminano con essi, sono quasi inattuabili, ad eccezione
TRATTATO DELLA SPADA
iOl
mplici.
Parata finale
Risposte che tossono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita
IN TEMPO
Controtempo
mezzocerchio
terza
quarta
o contro di seconda
quarta
o contro di terza
terza
o contro di quarta
seconda (i)
u contro di mezzocerchio
seconda
;eduta di quarta
o contro di mezzocerchio
terza
mezzocerchio
o contro di quarta
quarta
o contro di terza
mezzocerchio
ceduta di terza
o contro di seconda
terza
quarta
mezzocerchio
o contro di seconda
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
o contro di quarta
botta dritta, filo, o trasporto di terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
seconda ! filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
o contro di mezzocerchio botta dritta, filo, o trasporto in terza
seconda
o ceduta di quarta
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda (2)
passata sotto
o controazione
di terza (2)
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di terza
o passata sotto
controazione
di seconda
i tocco, la stessa risposta sarà di botta dritta. Lo stesso dicasi per tutte le altre azioni che hanno per parata
elle controazioni di seconda e di terza.
SECONDO QUADRO SINOTTICO
RIFLETTENTE LE AZIONI COMPOSTE DI DUE TEMPI M
(i) Tutte le azioni del presente quadro si eseguiranno camminando.
!°4
PARTE TERZA
II. — Azioni composte
u
S
a.
o
Q
Posizione
in cui trovasi
l'invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ
eseguire l'attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
I
Invito di seconda
spada sulla linea
finta dritta sopra
e cavazione al fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
2
Invito di seconda
spada sulla linea
finta dritta sopra
e cavazione in fuori
quarta
terza
0 contro di quarta
3
Invito di seconda
spada sulla linea
finta dritta sopra
e cavazione in dentro
terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
4
Invito di seconda
spada sulla linea
finta dritta sopra
e cavazione al petto sopra
contro
di seconda
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di se-
conda
5
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro
e cavazione in fuori
quarta
terza
0 contro di quarta
6
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro
e cavazione al fianco
contro di terza
seconda
0 mezzocerchio
7
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro
e cavazione in dentro
contro di terza
quarta
mezzocerchio
0 contro di terza
8
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori
e cavazione in dentro
terza
quarta
mezzocerchio
0 contro di terza
9
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori
e cavazione al fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
IO
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori
e cavazione in fuori
contro di quarta
terza
0 contro di quarta
il
Invito di mezzocerchio
spada sulla linea del fianco
avverso
col pugno di seconda
finta dritta al fianco
e cavazione al petto sopra
seconda
mezzocerchio
terza
quarta
0 contro di se-
conda
12
Invito di mezzocerchio
spada sulla linea del fianco
avverso
col pugno di seconda
finta dritta al fianco
e cavazione al fianco
contro di
mezzocerchio
seconda
0 contro di mezzo-
cerchio
13
Invito
pel filo di seconda
legamento di seconda
finta di filo di seconda
e cavazione al petto sopra
seconda
terza
quarta
mezzocerchio
0 contro di se-
conda
i
terza
0 contro di quarta
14
Invito
pel filo di seconda
legamento di seconda
finta di filo di seconda
e cavazione al petto infuori
ceduta
di quarta
TRATTATO DELLA SPADA
305
di due tempi.
Risposte che POSSONO eseguirsi
DALLA PARATA FINALE
Uscite in tempo
AL PRIMO TEMPO
AL SECONDO TEMPO
Controtempo
sulla prima uscita
IN TEMPO
Ilio, cavazìone al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo o trasporto in terza.
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
bolla dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza.
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto sopra
arresto sopra
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
sopra
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o passata sotto o
controazione di terza controazione di terza
passata sotto o passata sotto o
controazione di terza controazione di terza
3°<5
PARTE TERZA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d' offesa
che può
eseguire l'attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Invito
pel filo di seconda
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo
di mezzocerchio
Invito pel filo
di mezzocerchio
Invito pel filo
di mezzocerchio
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di terza
Legamento di terza
legamento di seconda
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di mezzocerchio
legamento di mezzocerchio
legamento di mezzocerchio
spada legata all' avversa
spada legata all' avversa
spada legata all' avversa
spada legata all' avversa
finta di filo di seconda
e cavazione al fianco
finta di filo di terza
e cavazione in dentro
finta di filo di terza
e cavazione al fianco
finta di filo di terza
e cavazione in fuori
finta di filo di quarta
e cavazione in fuori
finta di filo di quarta
e cavazione al fianco
finta di filo di quarta
e cavazione in dentro
finta di filo di mezzocerchio
e cavazione al fianco
finta di filo di mezzocerchio
e cavazione al petto
in dentro
finta di filo di mezzocerchio
e cavazione al petto sopra
finta di cavazione al petto
sopra e cavazione al fianco
finta cavazione
al petto sopra e cavazione
al petto in fuori
finta cavazione
al petto in dentro
e cavazione in fuori
finta cavazione
al petto in dentro
e cavazione al fianco
contro di
mezzocerchio
mezzocerchio
contro di quarta
quarta
contro di terza
contro di terza
mezzocerchio
ceduta di terza
contro
di seconda
mezzocerchio
quarta
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di mezzo
cerchio
quarta
mezzocerchio
contro di terza
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
o contro di quarta
terza
o contro di quarta
seconda
o mezzocerchio
quarta
mezzocerchio
o contro di terza
seconda
contro di mezzo-
cerchio
seconda
o contro di terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di se-
conda
seconda
o contro di mezzo
cerchio
terza
o contro di quart:i
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
TRATTATO DELLA SPADA
di due tempi.
3°7
Risposte che fossono eseguirsi
dalla tarata finale
LTSCITE IN TEMPO
AL PRIMO TEMPO
AL SECONDO TEMPO
Controtempo
sulla prima uscita
IN TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
cavazione al petto
sopra
cavazione al fianco
cavazione al fianco
cavazione al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta ! arresto al petto
botta dritta, filo, o trasporto in terza in dentro
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto
o controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
3o8
PARTE TERZA
II. — Azioni composte
a
a
Posizione
Posizione da cui parte
Azione d' offesa
Parata
11
o
IN CUI TROVASI
CHE PUÒ
Parata finale
"q
l'attaccante
CHE INGANNA
L INVITANTE
ESEGUIRE L ATTACCANTE
ti
29
Legamento di quarta
spada legata all' avversa
finta cavazione in fuori
e cavazione in dentro
terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
30
Legamento di quarta
spada legata all' avversa
finta cavazione in fuori
e cavazione al fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
31
Legamento
spada legata all' avversa
finta cavazione al fianco
seconda
terza
di mezzocerchio
e cavazione al petto sopra
quarta
mezzocerchio
0 contro di se-
conda
32
Legamento di seconda
spada legata all' avversa
circolazione al petto sopra
contro
di seconda
terza
quarta
mezzocerchio
0 contro di se-
conda
33
Legamento di terza
spada legata all' avversa
circolazione in dentro
contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
34
Legamento di quarta
spada legata all' avversa
circolazione in fuori
contro di quarta
terza
0 contro di quarta
35
Legamento
spada legata all' avversa
circolazione al fianco
contro di
seconda
di mezzocerchio
mezzocerchio
0 contro di mezzo-
cerchio
36
Spada legata all' av-
legamento di quarta
trasporto in seconda e filo
seconda
versa 0 in linea
0 spada in linea
ceduta di quarta
del petto avversario
0 contro di mezzo-
cerchio
37
Spada legata all'av-
legamento di quarta
trasporto in seconda
seconda
terza
versa 0 in linea
0 spada in linea
e cavazione al petto sopra
mezzocerchio
del petto avversario
quarta
0 contro di se-
conda
38
Spada legata all'av-
legamento di quarta
trasporto in seconda
ceduta di quarta
terza
versa 0 in linea
0 spada in linea
e cavazione in fuori
0 contro di quarta
del petto avversario
39
Spada
legata all'avversa
legamento di mezzocerchio
trasporto in terza e filo
—
terza
mezzocerchio
0 contro di quarta
40
Spada legata all'av-
legamento di mezzocerchio
trasporto in terza
terza
seconda
versa 0 in linea
e cavazione al fianco
0 mezzocerchio
del fianco interno
avversario
TRATTATO DELLA SPADA
di due tempi.
3°9
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO TEMPO
AL SECONDO TEMPO
Controtempo
sulla prima uscita
IN TEMPO
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al petto
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
arresto al fianco passata sotto o
controazione di terza
arresto al petto
sopra
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
in dentro
cavazione al fianco
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
controazione di terza
o passata sotto
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
controazione
di seconda
3io
PARTE TERZA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
L' INVITANTE
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d' offesa
che PUÒ
ESEGUIRE L'ATTACCANTE
Parata
che inganna
Parata finale
46
Spada
legata all'avversa
Spada legata all'av-
versa o in linea
del petto avversario
Spada legata all'av-
versa o in linea
del petto avversario
Spada legata all'av-
versa o in linea
del petto avversario
Legamento di terza
Legamento di quarta
Spada sulla linea
del fianco avversario
col pugno di seconda
Spada sulla linea
del petto avversario
Spada sulla linea
del petto avversario
Spada sulla linea
del petto avversario
Spada sulla linea
del fianco avversario
Spada sulla linea
del fianco avversario
col pugno di seconda
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
legamento di seconda
legamento di terza
o spada in linea
legamento in terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
spada legata all' avversa
spada legata all' avversa
dalla spada in linea
o dal proprio invito
di mezzocerchio
dalla spada in linea
o dall' invito di quarta
dall'invito di seconda
dalla spada in linea
o dall'invito di terza
dalla spada in linea
o dall'invito di seconda
dal proprio invito
di seconda o legamento
di mezzocerchio
dalla spada in linea.
dal proprio invito di terza
o legamento di quarta
dalla spada in linea,
dall' invito di terza
o legamento di quarta
trasporto in quarta e filo
trasporto in mezzocerchio
e filo
trasporto in mezzocerchio
e cavazione al fianco
trasporto in mezzocerchio
e cavazione in dentro
copertine di terza e filo
copertino di quarta, filo
o botta dritta
deviamento di seconda
e filo
deviamento di terza e filo
deviamento di terza
e cavazione al fianco
deviamento di quarta e filo
deviamento
di mezzocerchio e filo
cambiamento di seconda
e filo
cambiamento di terza e filo
cambiamento di terza
e cavazione al fianco
mezzocerchio
ceduta di terza
quarta
o contro di terza
mezzocerchio
ceduta di terza
o contro di se-
conda
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
quarta
mezzocerchio
o contro di terza
terza
mezzocerchio
o contro di quarta
quarta
o contro di terza
seconda
ceduta di quarta
o contro di mezzo-
cerchio
terza
mezzocerchio
o contro di quarta
seconda
o mezzocerchio
quarta
o contro di terza
mezzocerchio
ceduta di terza
o contro di se-
conda
seconda
ceduta di quarta
o contro di mezzo-
cerchio
terza
mezzocerchio
o contro di quarta
seconda
mezzocerchio
TRATTATO DELLA SPADA
di due tempi.
3ii
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO TEMPO AL SECONDO TEMPO
Controtempo
sulla prima uscita
IN TEMPO
botta dritta] filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza.
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione al petto
in fuori
cavazione al fianco
cavazione al fianco
cavazione al fianco
cavazione al petto
in dentro
cavazione al petto
in fuori
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
in dentro
cavazione al fianco
cavazione al petto
in fuori
cavazione al fianco
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
in dentro
cavazione al fianco
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
controazione di terza
o passata sotto
inquartata
controazione
di seconda
controazione di terza
o passata sotto
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione di terza
o passata sotto
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
controazione
di seconda
312
PARTE TERZA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
L' INVITANTE
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d' offesa
che può
eseguire l'attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
5 6
64
65
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del fianco avversario
col pugno di quarta
Spada in linea
del fianco avversario
col pugno di seconda
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del fianco col pugno
di quarta
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del fianco avversario
col pugno di seconda
Spada in linea
del petto avversario
dalla spada in linea,
dall'invito di quarta
o legamento di terza
dall'invito di mezzocerchio
o legamento di seconda
dalla spada in linea,
dall' invito di terza
o mezzocerchio
dalla spada in linea,
o dall'invito di quarta
dall'invito di seconda
spada sulla linea
o dall'invito di terza
spada sulla linea
o dall'invito di seconda
spada sulla linea
o dall'invito di quarta
spada in linea o dall'invito
di quarta o seconda
spada in linea
o dall'invito di terza
dall'invito di seconda
spada in linea
o dall'invito di terza
cambiamento di quarta
e filo
cambiamento
di mezzocerchio e filo
tocco di seconda
e botta dritta al petto
sopra
tocco di terza
e botta dritta al petto
in fuori
tocco di terza
e botta al fianco
tocco di quarta
e botta dritta al petto
in dentro
tocco di mezzocerchio
e botta dritta in dentro
sforzo di terza
e botta dritta al petto
in fuori
sforzo di terza
e botta al fianco
sforzo di quarta
e botta dritta al petto
in dentro
tocco di cambiamento
in seconda e botta dritta
al petto sopra
tocco di cambiamento
in terza e botta dritta
al petto in fuori
quarta
o contro di terza
mezzocerchio
ceduta di terza
o contro di se-
conda
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di se-
conda
terza
o contro di quarta
seconda
o mezzocerchio
quarta
o contro di terza
mezzocerchio
quarta
o contro di se-
conda
terza
o contro di quarta
seconda
quarta
o contro di terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di se-
conda
terza
o contro di quarta I
(1) L' uscita sul secondo tempo d'ogni azione preceduta da tocchi, o sforzi è quasi inattuabile.
TRATTATO DELLA SPADA
di due tempi.
3*3
Risposte che possono eseguirsi
dai la parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO TEMPO AL SECONDO TEMPI")
Controtempo
sulla prima uscita
IN TEMPO
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione al petto
in fuori
cavazione al fianco
cavazione al petto
sopra
cavazione al petto
in dentro
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o trasporto in quarta
filo, o cavazione al fianco cavazione al petto
botta dritta, filo, fìanconata di quarta bassa, o coupé in dentro
cavazione al petto
in fuori
cavazione al fianco
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione al petto
in fuori
cavazione al petto
sopra
inquartata
inquartata
passata sotto o
controazione di terza
(*)
passata sotto o
controazione di terza
(«)
controazione
di seconda (i)
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
controazione
di seconda
inquartata (i) passata sotto o
controazione di terza
inquartata (i)
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda (i)
inquartata (i)
passata sotto o
controazione di terza
(i)
passata sotto o
controazione di terza
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
passata sotto o
controazione di terza
passata sotto o
controazione di terza
inquartata
3M
PARTE TERZA
IL — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d'offesa
che PUÒ
ESEGUIRE L'ATTACCANTE
Parata
che inganna
Parata finale
7C
78
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversano
Spada in linea
del fianco
col pugno di quarta
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
del petto avversario
Spada in linea
ed a contatto
coli' avversa
■Spada in linea
ed a contatto
dell'avversa
Legamento di quarta
Spada
legata all'avversa
A-fondo
A-fondo
spada in linea
o dall'invito di terza
spada in linea
o dall'invito di quarta
dall'invito di mezzocerchio
spada in linea
o dall'invito di terza
spada in linea
o dall'invito di terza
spada in linea
o dall'invito di quarta
spada in linea
o dal legamento di quarta
spada in linea
o dal legamento di terza
spada legata all' avversa
dal legamento
o parata di quarta
n seguito ad una parata
di quarta d' appoggio
in seguito ad una parata
di quarta d'appoggio
tocco di cambiamento
in terza e botta al fianco
tocco di cambiamento
in quarta e botta dritta
al petto in dentro
tocco di cambiamento
in mezzocerchio
e botta dritta in dentro
sforzo di cambiamento
in terza e botta dritta
al petto in fuori
sforzo di cambiamento
in terza e botta al fianco
sforzo di cambiamento
in quarta e botta dritta
al petto in dentro
disarmo di seconda
e botta dritta al fianco
in fuori
disarmo di mezzocerchio
e botta dritta al fianco
o petto in dentro
disarmo di cambiamento
in terza o botta dritta
al petto in fuori
coupé (2)
finta fianconata di quarta
bassa e cavazione
al petto sopra (2)
finta fianconata
di quarta bassa
e cavazione in fuori
quarta
seconda
ceduta di quarta
seconda
o mezzocerchio
quarta
o contro di terza
mezzocerchio
quarta
o contro di se-
conda
terza
o contro di quarta
seconda
quarta
o contro di terza
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
mezzocerchio
o contro di se-
conda
terza
o contro di quarta
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di se-
conda
terza
o contro di quarta
(1) L' uscita sul secondo tempo d'ogni azione preceduta da tocchi, o sforzi è quasi inattuabile.
(2) Si eseguisce a pie fermo.
(3) Sono escluse le uscite in tempo perchè esse provocherebbero facilmente l' incontro.
(4) Nella fianconata di quarta bassa e sue derivanti non si ammettono le uscite in tempo per la ragione che
guardia prontamente e difendersi da una velocissima risposta, sia essa semplice o con finta.
TRATTATO DELLA SPADA
315
di due tempi.
Risposte che tossono eseguirsi
dalla tarata finale
Uscite in temto
AL PRIMO TEMPO AL SECONDO TEMTO
CONTROTEMTO
SULLA PRIMA USCITA
IN TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
cavazione al fianco
controazione
di seconda (1)
controazione
di seconda
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
filo, 0 cavazione al fianco
cavazione in fuori
inquartata (1)
passata sotto 0
controazione di terza
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
cavazione al fianco
inquartata (1)
controazione
di seconda
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
cavazione in dentro
passata sotto 0
controazione di terza
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
cavazione al fianco
controazione
di seconda (1)
controazione
di seconda
botta dritta, filo, fianconata in quarta bassa, 0 coupé
filo, 0 cavazione al fianco
cavazione in fuori
inquartata (1)
passata sotto 0
controazione di terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
cavazione al petto
sopra
-
passata sotto 0
controazione di terza
botta dritta, filo 0 trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
cavazione al fianco
-
controazione
di seconda
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
cavazione in dentro
-
inquartata
filo, 0 cavazione al fianco
(3)
(3)
-
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, -filo, 0 trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
filo, cavazione al petto sopra, 0 trasporto in quarta
(4)
(4)
—
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta bassa, 0 coupé
(4)
(4)
—
chi dovrebbe eseguirle, trovandosi nella posizione d' a-fondo, suo primo pensiero è sempre quello di ritornare in
TERZO QUADRO SINOTTICO
RIFLETTENTE
LE AZIONI D'OFFESA COMPOSTE DI TRE TEMPI W
(i| Tutte le azioni del presente quadro si eseguiranno camminando.
3i8
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa!
W
2
5
O
"a
£5
Posizione
Azione d' offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parata
che inganna
il
1
Parata finale 1
IN CUI TROVASI
L' INVITANTE
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
1
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori, finta cavazione
in dentro e cavazione in fuori
terza e quarta
terza
0 contro di quarta
2
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori, finta cavazione
in dentro e cavazione al fianco
terza
e mezzocerchio
seconda
0 contro di mezzo-
cerchio
3
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori, finta cavazione
al fianco e cavazione ^1 petto
sopra
terza e seconda
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di seconda
4
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori, finta cavazione
in fuori e cavazione in dentro
contro di quarta
e terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
5
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori, finta cavazione
in fuori e cavazione al fianco
contro di quarta
e terza
seconda
mezzocerchio
6
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori e circolazione
in dentro
terza
e contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
7
Invito di quarta
spada sulla linea
finta dritta in fuori e circolazione
in fuori
contro di quarta
e contro di quarta
terza
8
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro, finta cavazione
in fuori e cavazione in dentro
quarta e terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
9
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro, finta cavazione
in fuori e cavazione al fianco
quarta e terza
seconda
0 mezzocerchio
IO
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro, finta cavazione
al fianco e cavazione al petto
sopra
mezzocerchio e
seconda
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di seconda
11
Invito di terza
spada sulla linea
finta dritta in dentro, finta cavazione
in dentro e cavazione in fuori
contro di terza
e quarta
terza
0 contro di quarta
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
319
Risposte che possono eseguirsi
dalla tarata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
CONTRO-TEMPO
SULLA UCSITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
320
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di mezzocerchio
Invito di mezzocerchio
Invilo di mezzocerchio
Invito di mezzocerchio
Invito di mezzocerchio
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada in linea del fian-
co avverso col pu-
gno di seconda
spada in linea del fian-
co avverso col pu-
gno di seconda
spada in linea del fian-
co avverso col pu-
gno di seconda
finta dritta in dentro, finta cavazione
in dentro e cavazione al fianco
finta dritta in dentro e circolazione
in fuori
finta dritta in dentro e circolazione
in dentro
finta dritta al fianco, finta cava-
zione al petto sopra e cavazione
al fianco
finta dritta al fianco, finta cava-
zione al petto sopra e cavazione
in fuori
finta dritta al fianco, finta cava-
zione al fianco e cavazione al
petto sopra
spada in linea del fian- finta dritta al fianco e circolazione
co avverso col pu- al petto sopra
gno di seconda
spada in linea del fian-
co avverso col pu-
gno di seconda
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
finta dritta al fianco e circolazione
al fianco
finta dritta al petto sopra, finta ca-
vazione al fianco e cavazione al
petto sopra
finta dritta al petto sopra, finta ca-
vazione in fuori e cavazione in
dentro
finta dritta al petto sopra, finta ca-
vazione in fuori e cavazione al
fianco
contro di terza
e mezzocerchio
quarta e contro
di quarta
contro di terza
e contro di terza
seconda e terza
seconda e quarta
contro
di mezzocerchio
e seconda
seconda o
contro di seconda
contro di mezzo-
cerchio e contro
di mezzocerchio
terza e seconda
quarta e terza
quarta e terza
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
o contro di quarta
quarta
mezzocerchio
o seconda
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
seconda
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
mezzocerchio
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
321
Risposte che possono eseguirsi
dalla tarata finale
AL PRIMO
TEMPO
Uscite in tempo
al secondo
tempo
AL TERZO
tempo
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
e controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
e controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
322
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
spada sulla linea
legamento di seconda
legamento di secondo
legamento di seconda
egamento di seconda
finta dritta al petto sopra, finta ca-
vazione in dentro e cavazione al
fianco
finta dritta al petto sopra, finta ca
vazione in dentro e cavazione in
fuori
finta dritta al petto sopra, finta ca-
vazione al petto sopra e cava
zione al fianco
finta dritta al petto sopra, finta ca
vazione al petto sopra e cava-
zione in fuori
finta dritta sopra e circolazione al
fianco
finta dritta al petto sopra e circo-
lazione in dentro
finta dritta al petto sopra e circo-
lazione in fuori
finta dritta al petto sopra e circo-
lazione al petto sopra
finta di filo di seconda, finta cava-
zione al petto sopra e cavazione
al fianco
finta di filo di seconda, finta cava-
zione al petto sopra e cavazione
in dentro
finta di filo di seconda, finta cava-
zione al petto sopra e cavazione
in fuori
finta di filo di seconda, finta ca-
vazione in fuori e cavazione in
dentro
terza
e mezzocerchio
terza e quarta
contro di seconda
e terza
contro di seconda
e quarta
mezzocerchio
e contro di
mezzocerchio
terza
e contro di terza
quarta e contro
di quarta
contro di seconda
e contro
di seconda
seconda e terza
seconda e terza
seconda e quarta
ceduta di quarta
e terza
o contro di mezzo-
cerchio
terza
o contro di quarta
mezzocerchio
terza
o contro di quarta
o contro di mezzo-
cerchio
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
terza
o contro di quarta
terza
mezzocerchio
quarta
seconda
o mezzocerchio
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
o contro di quarta
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
TRATTATO DELLA SPADA
323
composte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporlo in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza -
filo, o cavazione al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto al fianco arresto al fianco
arresto al fianco arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o contoazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
arresto al fianco inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
0 controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
324
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
IN CUI TROVASI
L' INVITANTE
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di se-
conda
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di terza
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
finta di filo di seconda, finta ca-
vazione in fuori e cavazione al
fianco
finta di filo di seconda, finta cava-
zione al fianco e cavazione al
petto sopra
finta di filo di seconda e circola-
zione sopra
finta di filo di seconda e circola-
zione in fuori
finta di filo di seconda e circola-
zione al fianco
finta di filo di terza, finta cavazione
in dentro e cavazione in fuori
finta di filo di terza, finta cavazione
■ in dentro e cavazione al fianco
finta di filo di terza, finta cavazione
al fianco e cavazione al petto
sopra
finta di filo di terza, finta cavazione
in fuori e cavazione in dentro
finta di filo di terza, finta cavazione
in fuori e cavazione al fianco
finta di filo di terza e circolazione
in dentro
ceduta di quarta
e terza
contro
di mezzocerchio
e seconda
seconda e
contro di seconda
ceduta di quarta
e contro di quarta
contro di mezzo-
cerchio e contro
di mezzocerchio
contro di quarta
e terza
terza
e contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
quarta
mezzocerchio
o contro di seconda
terza
quarta
mezzocerchio
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
terza e quarta
terza
o contro di quarta
terza
seconda
e mezzocerchio
o contro di mezzo-
cerchio
mezzocerchio
terza
e seconda
quarta
mezzocerchio
o contro di seconda
contro di quarta
quarta
e terza
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
325
Uscite in tempo
Contro
-TEMPO
RlSrOSTE CHE TOSSONO ESEGUIRSI
DALLA PARATA FINALE
SULLA USCITA
AL
SULLA USCITA
AL
AL PRIMO
AL SECONDO
AL TERZO
TEMPO
TEMPO
TEMPO
PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
arresto al petto
arresto al fianco
controazione
passata sotto
controazione
sporto in quarta
sopra
di seconda
0 controazione
di seconda
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
di terza
'
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al petto
arresto al petto
passata sotto
passata sotto
passata sotto
botta dritta, filo, fianconata di quarta
sopra
sopra
0 controazione
e controazione
0 controazione
bassa, 0 coupé
di terza
di terza
di terza
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al petto
arresto al fianco
passata sotto
passata sotto
controazione
botta dritta, filo, fianconata di quarta
sopra
0 controazione
0 controazione
di seconda
bassa, 0 coupé
di terza
di terza
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al petto
arresto al fianco
passata sotto
passata sotto
controazione
botta dritta, filo, fianconata di quarta
sopra
0 controazione
0 controazione
di seconda
bassa, 0 coupé
di terza
di terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
arresto al petto
arresto al petto
controazione
passata sotto
passata sotto
sporto in quarta
sopra
sopra
di seconda
0 controazione
di terza
0 controazione
di terza
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
passata sotto
controazione
inquartata
botta dritta, filo, fianconata di quarta
in dentro
0 controazione
di seconda
bassa, 0 coupé
di terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
arresto al fianco
arresto al petto
controazione
controazione
inquartata .
sporto in quarta
in dentro
di seconda
di seconda
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
passata sotto
controazione
passata sotto
botta dritta, filo, fianconata di quarta
sopra
0 controazione
di seconda
0 controazione
bassa, 0 coupé
di terza
di terza
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
arresto al fianco
arresto al fianco
inquartata
controazione
controazione
bassa, 0 coupé
di seconda
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, 0 cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
arresto al fianco
arresto al fianco
controazione
controazione
controazione
sporto in quarta
di seconda
di seconda
di seconda
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
arresto al fianco
arresto al petto
inquartata
controazione
inquartata
bassa, 0 coupé
in dentro
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza '
filo, 0 cavazione al fianco
-
»
326
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
in cui trovasi
l'invitante
DA CUI
TARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
46
48
5°
Invito pel filo di terza
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di quarta
Invito pel filo di mez-
zocerchio
Invito pel filo di mez-
zocerchio
Invito pel filo di mez-
zocerchio
Invito pel filo di mez-
zocerchio
legamento di terza
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
finta di filo di terza e circolazione
in fuori
finta di filo di quarta, finta cava-
zione in fuori e cavazione in
dentro
finta di filo di quarta, finta cava-
zione in fuori e cavazione al
fianco
finta di filo di quarta, finta cava-
zione in dentro e cavazione in
fuori
finta di filo di quarta, finta cava-
zione in dentro e cavazione al
fianco
finta di filo di quarta, e circola-
zione in fuori
finta di filo di quarta e circola-
zione in dentro
finta di filo di quarta e circola-
zione al fianco
finta di filo di mezzocerchio, finta
cavazione al fianco e cavazione
al petto sopra
finta di filo di mezzocerchio, finta
cavazione in dentro e cavazione
in fuori
finta di filo di mezzocerchio, finta
cavazione in dentro e cavazione
al fianco
finta di filo di mezzocerchio, finta
cavazione al petto sopra e cava-
zione al fianco
contro di quarta
e contro di quarta
quarta e terza
quarta e terza
contro di terza
e quarta
contro di terza
e mezzocerchio
quarta e contro
di quarta
contro di terza
e contro di terza
contro di terza
e contro di terza
mezzocerchio
e seconda
ceduta di terza
e quarta
ceduta di terza
e mezzocerchio
contro di seconda
e terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
o contro di quarta
quarta
seconda
o mezzocerchio
seconda
o mezzocerchio
mezzocerchio
terza
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
seconda
o mezzocerchio
TRATTATO DELLA SPADA
327
composte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
AL PRIMO
TEMPO
Uscite in tempo
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA SULLA USCITA
AL AL
PRIMO TEMPO SECONDO TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
passata sotto
0 controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
filo, 0 cavazione al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
inquartata
inquartata
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo ,0 trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
sopra
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
0 controazione
di terza
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
• sopra
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
passata sotto
e controazione
di terza
filo, 0 cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, 0 tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, 0 trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
128
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
IN CUI TROVASI DA CUI
L' INVITANTE I PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
64
66
Invito pel filo dì mez-
zocerchio
Invito pel filo di mez-
zocerchio
Invito pel filo di mez-
zocerchio
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
-cerchio
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
finta di filo di mezzocerchio, finta
cavazione al petto sopra e cava-
zione in dentro
finta di filo di mezzocerchio e cir-
colazione al fianco
finta di filo di mezzocerchio e cir-
colazione al petto sopra
finta cavazione in fuori, finta cava-
zione in dentro e cavazione in
fuori
finta cavazione in fuori, finta cava-
zione in dentro e cavazione al
fianco
finta cavazione in fuori, finta al
fianco e cavazione al petto sopra
finta cavazione in fuori e circola-
zione in dentro
finta cavazione in dentro, finta ca-
vazione in fuori e cavazione in
dentro
finta cavazione in dentro, finta ca-
vazione in fuori e cavazione al
fianco
finta cavazione in dentro, finta al
fianco e cavazione al petto sopra
contro di seconda
e terza
mezzocerchio
e contro di
mezzocerchio
contro di seconda
e contro
di seconda
terza e quarta
terza
e mezzocerchio
terza e seconda
terza
e contro di terza
quarta e terza
quarta e terza
mezzocerchio
e seconda
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di seconda
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
quarta
mezzocerchio
e contro di seconda
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
329
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
33°
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa Parata
che può eseguire l'attaccante ! che inganna
Parata finale
76
Legamento di terza
Legamento di mezzo-
cerchio
Legamento di mezzo-
cerchio
Legamento di mezzo-
cerchio
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di quarta
Legamento di terza
Legamento di seconda
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
finta cavazione in dentro e circo-
lazione in fuori
finta cavazione al fianco, finta ca-
vazione al petto sopra e cava-
zione al fianco
finta cavazione al fianco, finta ca-
vazione al petto sopra e cava-
zione in fuori
finta cavazione al fianco e circola-
zione al petto sopra
finta cavazione al petto sopra, finta
cavazione al fianco e cavazione
al petto sopra
finta cavazione al petto sopra, finta
cavazione al petto in fuori e ca-
vazione in dentro
finta cavazione al petto sopra, finta
cavazione in fuori e cavazione
al fianco
finta cavazione al petto sopra e
circolazione al fianco
finta circolazione in fuori e cava-
zione in dentro
finta circolazione in dentro e cava-
zione in fuori
finta circolazione al petto sopra e
cavazione al fianco
quarta e contro
di quarta
seconda
e mezzocerchio
seconda e quarta
seconda e contro
di seconda
terza e seconda
quarta e terza
quarta e terza
mezzocerchio
e contro di
mezzocerchio
contro di quarta
e terza
contro di terza
e quarta
contro di seconda
e mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo
cerchio
terza
o contro di quarta
mezzocerchio
terza
quarta
o contro di seconda
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
o contro di mezzo
cerchio
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
TRATTATO DELLA SPADA
331
composte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
al PRIMO
tempo
al secondo
tempo
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
332
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parata
che inganna
Parata finale
Legamento di mezzo-
cerchio
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver
sa, od in linea del
petto avversario
Spadalegata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
spada legata all'av-
versa
dal legamento o pa-
rata di quarta
dal legamento o pa-
rata di quarta
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
finta circolazione al fianco e cava-
zione ai petto sopra
finta coupé e cavazione al fianco (i
finta coupé e cavazione in dentro (i]
trasporto in seconda, finta di filo
o botta dritta e cavazione al petto
sopra
trasporto in seconda, finta di filo o
botta dritta e cavazione in fuori
trasporto in seconda, finta di filo o
botta dritta e cavazione al fianco
trasporto in seconda, finta cava-
zione al petto sopra e cavazione
al fianco
trasporto in seconda, finta cava-
zione sopra e cavazione in fuori
trasporto in seconda, finta cavazio-
ne in fuori e cavazione in dentro
trasporto in seconda, finta cavazio-
ne in fuori e cavazione al fianco
trasporto in seconda e circolazione
al petto sopra
contro
di mezzocerchio
e seconda
quarta e terza
quarta e terza
seconda
ceduta di quarta
contro
di mezzocerchio
seconda e terza
seconda e quarta
ceduta di quarta
e terza
ceduta di quarta
e terza
seconda e contro
di seconda
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
seconda
o mezzocerchio
quarta
seconda
o mezzocerchio
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo
cerchio
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
(i) Si eseguisce a pie fermo.
TRATTATO DELLA SPADA
333
composte di tre tempi.
RISPOSTE CHE POSSONO ESEGUIRSI
DALLA TARATA FINALE
AL PRIMO
TEMPO
LTSCITE IN TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
arresto al petto
sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
334
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offes
i
Posizione
fc
IN CUI TROVASI
L' INVITANTE
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parata
che inganna
Parata finale
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all' av-
versa
Spada legata all' av-
versa
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all' av-
versa
ioo Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversano
dal legamento di quar-
ta, o dalla spada in
linea
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di mezzo-
cerchio
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di terza
o spada in linea
trasporto in seconda e circolazione
in fuori
trasporto in terza, finta di filo e
cavazione in dentro
trasporto in terza, finta di filo e
cavazione al fianco
trasporto in terza, finta di filo e
cavazione in fuori
trasporto in terza, finta cavazione al
fianco e cavazione al petto sopra
trasporto in terza e circolazione al
fianco
trasporto in quarta, finta di filo o
botta dritta e cavazione in fuori
trasporto in quarta, finta di filo o contro di terza
botta dritta e cavazione in dentro
ceduta di quarta
e contro di quarta
mezzocerchio
contro di quarta
terza e seconda
terza
e contro di terza
quarta
terza
o contro di quarta
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
trasporto in quarta, finta di filo o
botta dritta e cavazione al fianco
trasporto in quarta e coupé
trasporto in mezzocerchio, finta di
filo o botta dritta e cavazione al
fianco
contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di mezzo
cerchio
terza
o contro di quarta
terza
quarta
mezzocerchio
o contro di seconda
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
TRATTATO DELLA SPADA
335
somposte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA SULLA USCITA
AL AL
PRIMO TEMPO SECONDO TEMPO
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, 0 coupé
cavazione
al petto sopra
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al fianco
arresto al fianco
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al fianco
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al fianco
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
cavazione
al fianco
arresto al petto
sopra
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
porto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al petto
sopra
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
in fuori
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
cavazione
in fuori
arresto al petto
in dentro
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
in fuori
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
in fuori
—
—
—
—
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al fianco
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
33^
PARTE TERZA
III. — A/ioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
ioi Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversano
02 Spada legataall'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
lOÓ
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
Spada legata all'avver-
sa, od in linea del
petto avversario
A-fondo
A-fondo
A-fondo
legamento di terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
legamento di terza
o spada in linea
in. seguito ad una pa-
rata di quarta d'ap-
poggio
in seguito ad una pa-
rata di quarta d' ap-
poggio
in seguito ad una pa-
rata di quarta d'ap-
poggio
trasporto in mezzocerchio, finta di
filo o botta dritta e cavazione in
dentro
trasporto in mezzocerchio, finta di
filo o botta dritta e cavazione al
petto sopra
trasporto in mezzocerchio, finta ca-
vazione al fianco e cavazione al
petto sopra
trasporto in mezzocerchio, finta ca-
vazione in dentro e cavazione in
fuori
trasporto in mezzocerchio, finta ca
vazione in dentro e cavazione al
fianco
trasporto in mezzocerchio e circo-
lazione in dentro
trasporto in mezzocerchio e circo-
lazione al fianco
finta fianconata di quarta bassa,
finta cavazione al petto sopra e
cavazione al fianco (i)
finta fianconata di quarta bassa,
finta cavazione al petto sopra e
cavazione in fuori (i)
finta fianconata di quarta bassa,
finta cavazione in fuori e cava-
zione in dentro (i)
ceduta di terza
contro di seconda
mezzocerchio
e seconda
ceduta di terza
e quarta
ceduta di terza
e mezzocerchio
ceduta di terza
e contro di terza
mezzocerchio
e contro
di mezzocerchio
seconda e terza
seconda e quarta
ceduta di quarta
e terza
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
mezzocerchio
terza
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
o cortro di mezzo
cerchio
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
o contro di mezzo-
cerchio
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
(i) Si eseguisce a pie fermo.
(2) Non si ammette alcuna uscita in tempo per la ragione esposta nel secondo quadro a pag. 314.
somposte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
337
Risposte che possono eseguirsi
dalla tarata finale
Uscite in tempo
AL TEREO
Contro-tempo
sulla uscita sulla uscita
AL PRIMO
AL SECONDO
TEMPO
TEMPO
TEMPO
PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, fianconata di quarta bassa,
filo, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, -fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
cavazione
al fianco
arresto al petto
sopra
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
0 controazione
di terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
i botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al petto
sopra
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
0 controazione
di terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
(2)
(2)
w
(2)
(2)
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
M
w
(2)
(2)
(2)
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
(2)
w
(2)
(2)
(2)
338
PARTE TERZA
'
III. — Azioni d'offesa
g
E
«
o
'a
Posizione
in cui trovasi da cui
l' invitante parte l'attaccante
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
in
A-fondo
in seguito ad una pa-
rata di quarta d' ap-
poggio
finta fianconata di quarta bassa,
finta cavazione in fuori e cava-
zione al fianco (1)
ceduta di quarta
e terza
seconda
0 mezzocerchio
112
A-fondo
in seguito ad una pa-
rata di quarta d'ap-
poggio
finta fianconata di quarta bassa e
circolazione al petto sopra (1)
seconda e contro
di seconda
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di seconda
113
A-fondo
in seguito ad una pa-
rata di quarta d'ap-
poggio
finta fianconata di quarta bassa e
circolazione in fuori (1)
ceduta di quarta
e contro di quarta
terza
0 contro di quarta
114
Legamento di terza
spada legata all'av-
versa
copertino di terza, finta di botta
dritta (0 di filo) e cavazione in
dentro
terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
"5
Legamento di terza
spada legata all'av-
versa
copertino di terza, finta di botta
dritta (0 di filo) e cavazione al
fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
116
Legamento di terza
spada legata all'av-
versa
copertino di terza, finta di filo e
cavazione al fianco
mezzocerchio
seconda
0 contro di mezzo-
cerchio
117
Legamento di terza
spada legata all'av-
versa
copertino di terza, finta di botta
dritta (0 di filo) e cavazione in
fuori
contro di quarta
terza
0 contro di quarta
118
Legamento di quarta
spada legata all'av-
versa
copertino di quarta, finta di botta
dritta (0 di filo) e cavazione in
fuori
quarta
terza
0 contro di quarta
119
Legamento di quarta
spada legata all'av-
versa
copertino di quarta, finta di botta
dritta (0 di filo) e cavazione in
dentro
contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
120
Legamento di quarta
spada legata all'av-
versa
copertino di quarta, finta di botta
dritta (0 di filo) e cavazione al
fianco
contro di terza
seconda
0 mezzocerchio
121
Legamento di quarta
spada legata all'av-
versa
copertino di quarta e coupé
quarta
terza
0 contro di quarta
1) Si eseguisce a pie
2) Non si ammette ale
Fermo.
una uscita in tempo p
er la ragione esposta nel secondo
juadro a pag. 314
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA SULLA USCITA
AL AL
PRIMO TEMPO SECONDO TEMPO
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
w
M
M
(2)
(2)
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
(2)
w
w
(2)
(2)
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
M
(2)
(2)
(2)
(2)
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa o coupé
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in fuori
arresto in dentro
passata sotto
0 controazione
di terza
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al petto in fuori
arresto in dentro
inquartata
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
passata sotto
0 controazione
di terza
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
in fuori
34o
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
eno di seconda
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del fian-
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di seconda
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
deviamento di seconda, finta di bot-
ta dritta (o di filo) e cavazione
al petto sopra
deviamento di seconda, finta di filo
e cavazione in fuori
deviamento di seconda, finta di bot- contro
ta dritta (o di filo) e cavazione di mezzocerchio
al fianco
seconda
ceduta di quarta
deviamento di seconda, finta cava
zione al petto sopra e cavazione
al fianco
deviamento di seconda, finta cava
zione al petto sopra e cavazione
in fuori
spada in linea, o dal deviamento di seconda, finta cava-
proprio invito di zione in fuori e cavazione in
mezzocerchio dentro
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
spada in linea, o dal
proprio invito di
mezzocerchio
spada in linea,
o dall' invito di quarta
spada in linea,
o dall' invito di quarta
spada in linea,
o dall' invito di quarta
spada in linea,
o dall' invito di quarta
deviamento di seconda, finta cava-
zione in fuori e cavazione al
fianco
deviamento di seconda e circola-
zione in fuori
deviamento di terza, finta di botta
dritta (o di filo) e cavazione in
dentro
deviamento di terza, finta di botta
dritta (o di filo) e cavazione al
fianco
deviamento di terza, finta di filo e
cavazione al fianco
deviamento di terza, finta di botta
dritta (o filo) e cavazione in fuori
seconda e terza
terza .
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
seconda
o mezzocerchio
seconda e quarta terza
o contro di quarta
ceduta di quarta
e terza
ceduta di quarta
e terza
ceduta di quarta
e contro di quarta
mezzocerchio
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
contro di quarta terza
o contro di quarta
TRATTATO DELLA SPADA
composte «li tre tempi.
34*
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
AL PRIMO
TEMPO
Uscite in tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
l'K.Ml'.l
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
342
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
L' INVITANTE
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
dall'invito di seconda
dall'invito di seconda
dalla spada in linea,
o dall'invito di terza
dalla spada in linea,
o dall' invito di terza
dalla spada in linea,
o dall'invito di terza
dalla spada in linea,
o dall' invito di terza
dalla spada in linea,
o dall'invito di seconda
dalla spada in linea,
o dall'invito di seconda
dalla spada in linea,
o dall'invito di seconda
dalla spada in linea,
o dall'invito di seconda
dalla spada in linea,
o dall'invito di seconda
deviamento di terza, finta cavazio-
ne al fianco e cavazione al petto
sopra
deviamento di terza e circolazione
al fianco
deviamento di quarta, finta di botta
dritta (o filo) e cavazione in fuori
deviamento di quarta, finta di botta
dritta (o filo) e cavazione in dentro
deviamento di quarta, finta di batta
dritta (o filo) e cavazione al fianco
deviamento di quarta e coupé
deviamento di mezzocerchio, finta
di botta dritta (o filo) e cava-
zione al fianco
deviamento di mezzocerchio, finta
di botta dritta (o filo) e cava-
zione in dentro
deviamento di mezzocerchio, finta
di botta dritta (o filo) e cava-
zione al petto sopra
deviamento di mezzocerchio, finta
cavazione in dentro e cavazione
in fuori
leviamento di mezzocerchio, finta
cavazione in dentro e cavazione
al fianco
mezzocerchio
quarta
contro di terza
contro di terza
quarta
mezzocerchio
ceduta di terza
contro di seconda
ceduta di terza
e quarta
ceduta di terza
e mezzocerchio
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
o contro di quarta
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo
cerchio
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
343
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
al primo
tempo
al secondo
tempo
AL TERZO
tempo
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al 'petto sopra, o^tra-
sporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fic.nconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
fiìo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parata
che inganna
Parata finale
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
146 Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in,linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada ih linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
150 Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in linea del
petto avversario
154 1 Spada in linea del
petto avversario
155 Spada in linea del
petto avversario
dalla spada in linea,
o dall'invito di seconda
dal proprio invito di
seconda o legamento
di mezzocerchio
dal proprio invito di
seconda o legamento
di mezzocerchio
dal proprio invito di
seconda o legamento
di mezzocerchio
dal proprio invito di
seconda o legamento
di m-ezzocerchio
dal proprio invito di
seconda o legamento
di mezzocerchio
dal proprio invito di
seconda o legamento
di mezzocerchio
dal proprio invito di
seconda o legamento
di mezzocerchio
dalla spada in linea,
dall'invito di terza o
legamento di quarta
dalla spada in linea,
dall'invito di terza o
legamento di quarta
dalla spada in linea,
dall'invito di terza o
legamento di quarta
deviamento di mezzocerchio e cir
colazione in dentro
cambiamento di seconda, finta di
botta dritta (o filo) e cavazione
al petto sopra
cambiamento di seconda, finta di
botta dritta (0 filo) e cavazione
in fuori
cambiamento di seconda, finta di
botta dritta (o filo) e cavazione
al fianco
cambiamento di seconda, finta ca-
vazione al petto sopra e cava-
zione al fianco
cambiamento di seconda, finta ca-
vazione al petto sopra e cava-
zione in fuori
cambiamento di seconda, finta ca-
vazione in fuori e cavazione in
dentro
cambiamento di seconda, finta ca-
vazione in fuori e cavazione al
fianco
cambiamento di terza, finta di botta
dritta (o filo) e cavazione in dentro
cambiamento di terza, finta di botta
dritta (o filo) e cavazione al fianco
cambiamento di terza, finta di filo
e cavazione al fianco
ceduta di terza
e contro di terza
seconda
ceduta di quarta
contro
di mezzocerchio
seconda e terza
seconda e quarta
ceduta di quarta
e terza
ceduta di quarta
e terza
mezzocerchio
quarta
seconda
mezzocerchio
o contro di terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
o contro di mezzo-
cerchio
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
345
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO
tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione al petto sopra, o trasporto cavazione
in quarta al petto in dentro
botta dritta, filo, o trasporto in terza
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra .
arresto al petto
sopra
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di sceonda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
ino
165
IN CUI TROVASI
l' INVITANTE
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
156' Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversano
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversano
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di quarta
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di quarta
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del fian
co avversario col pu
gno di quarta
dalla spada in linea, cambiamento di terza, finta di botta
dall'invito di terza o dritta (o filo) e cavazione in fuori
legamento di quarta
dalla spada in linea,
dall'invito di terza o
legamento di quarta
dalla spada in linea,
dall'invito di terza o
legamento di quarta
dalla spada in linea,
dall'invito di quarta
o legamento di terza
dalla spada in linea,
dall'invito di quarta
o legamento di terza
dalla spada in linea,
dall'invito di quarta
o legamento di terza
dalla spada in linea,
dall'invito di quarta
o legamento di terza
dall' invito di mezzo-
cerchio o legamento
di seconda
dall' invito di mezzo-
cerchio o legamento
di seconda
dall' invito di mezzo-
cerchio o legamento
di seconda
dall' invito di mezzo
cerchio o legamento
di seconda
cambiamento di terza, finta cava-
zione al fianco e cavazione al
petto sopra
cambiamento di terza e circolazione
al fianco
cambiamento di quarta, finta di
botta dritta (o filo) e cavazione
in fuori
cambiamento di quarta, finta di
botta dritta (o filo) e cavazione
in dentro
cambiamento di quarta, finta di
botta dritta (o filo) e cavazione
al fianco
cambiamento di quarta e coupé
cambiamento di mezzocerchio, finta
di botta dritta (o filo) e cava-
zione al fianco
cambiamento di mezzocerchio, finta
di filo e cavazione in dentro
cambiamento di mezzocerchio, finta
di botta dritta (o filo) e cava
zione al petto sopra
cambiamento di mezzocerchio, finta
cavazione in dentro e cavazione
in fuori
contro di quarta
seconda
mezzocerchio
contro di terza
contro di terza
Parata finale
quarta
mezzocerchio
ceduta di terza
contro di seconda
ceduta di terza
e quarta
terza
o contro di quarta
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
seconda
o contro di mezzo
cerchio
terza
o contro di quarta
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o contro di mezzo
cerchio
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
347
Risposte che possono eseguirsi
dalla tarata finale
Uscite in tempo
Contrc
sulla uscita
AL
PRIMO TEMPO
-TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
cavazione
al petto in dentro
arresto al petto
sopra
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al petto
sopra
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in fuori
—
—
—
—
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al fianco
. arresto al petto
in dentro
inquartata
controazione
di seconda
inquartata
filo, cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, fianconata di quarta bas-
sa, filo, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
34§
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
m
z.
a
K
o
«
Posizione
Azione d'offesa
che può eseguire l'attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
IN CUI TROVASI
l' INVITANTE
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
167
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
dall' invito di mezzo-
cerchio 0 legamento
di seconda
cambiamento di mezzocerchio, finta
cavazione in dentro e cavazione
al fianco
ceduta di terza
e mezzocerchio
seconda
0 contro di mezzo-
cerchio
168
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
dall' invito di mezzo-
cerchio 0 legamento
di seconda
cambiamento di mezzocerchio, e
circolazione in dentro
ceduta di terza
e contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
169
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
dalla spada in linea,
dall' invito di terza
0 mezzocerchio
tocco di seconda, finta dritta al petto
sopra e cavazione al fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
170
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
dalla spada in linea,
dall'invito di terza
0 mezzocerchio
tocco di seconda, finta dritta al petto
sopra e cavazione in fuori
quarta
terza
0 contro di quarta
171
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
dalla spada in linea,
dall' invito di terza
0 mezzocerchio
tocco di seconda, finta dritta al
petto sopra e cavazione in dentro
terza
quarta
seconda
mezzocerchio
0 contro di terza
172
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
dalla spada in linea,
dall' invito di terza
0 mezzocerchio
tocco di seconda, finta dritta al
petto sopra e cavazione al petto
sopra
contro di seconda
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di seconda
173
Spada in linea del
petto avversario
dalla spada in linea,
0 dall'invito di quarta
tocco di terza, finta dritta in fuori
e cavazione in dentro
terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
174
Spada in linea del
petto avversario
dalla spada in linea,
0 dall' invito di quarta
tocco di terza, finta dritta in fuori
e cavazione al fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
175
Spada in linea del
petto avversario
dalla spada in linea,
0 dall'invito di quarta
tocco di terza, finta dritta in fuori
e cavazione in fuori
contro di quarta
terza
0 contro di quarta
176
Spada in linea del
petto avversario
dall' invito di seconda
tocco di terza, finta al fianco e ca-
vazione al petto sopra
seconda
terza
mezzocerchio
quarta
0 contro di seconda
177
Spada in linea del
petto avversario
dalla spada in linea,
0 dall' invito di terza
tocco di quarta, finta dritta in den-
tro e cavazione in fuori
quarta
terza
0 contro di quarta
TRATTATO DELLA SPADA
349
composte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
sulla uscita
AL
primo tempo
sulla uscita
AL
secondo tempo
filo, cavazìone al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporlo in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto ili quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, q tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al fianco
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
sopra
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
35°
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
178
185
187
Spada in linea del
petto avversano
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di quarta
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
dalla spada in linea,
o dall'invito di terza
dalla spada in linea,
o dall' invito di terza
dalla spada in linea,
o dall'invito di terza
dalla spada in linea, o
dall' invito di seconda
dalla spada in linea, o
dall'invito di seconda
dalla spada in linea,
o dall'invito di quarta
dalla spada in linea,
o dall'invito di quarta
dalla spada in linea,
o dall' invito di quarta
dalla spada in linea,
o dall' invito di quarta
dalla spada in linea,
o dall' invito di terza
dalla spada in linea,
o dall' invito di terza
tocco di quarta, finta dritta in den-
tro e cavazione al fianco
tocco di quarta e coupé
tocco di quarta, finta dritta in den-
tro e cavazione in dentro
tocco di mezzocerchio, finta dritta
in dentro e cavazione al fianco
tocco di mezzocerchio, finta dritta
in dentro e cavazione al petto
sopra
sforzo di terza, finta dritta in fuori
e cavazione in dentro
sforzo di terza, finta dritta in fuori
e cavazione al fianco
sforzo di terza, finta dritta in fuori
e cavazione in fuori
sforzo di terza, finta dritta al fianco
e cavazione al petto sopra
sforzo di quarta, finta dritta in den-
tro e cavazione in fuori
sforzo di quarta, finta dritta in den-
tro e cavazione al fianco
contro di terza
quarta
contro di terza
mezzocerchio
contro di seconda
contro di quarta
seconda
quarta
contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o contro di mezzo-
cerchio
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
terza
o contro di quarta
seconda
o mezzocerchio
TRATTATO
DELLA SPADA
35i
composte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
CONTRO-TEMPO
SULLA USCITA SULLA USCITA
AL AL
PRIMO TEMPO [SECONDO TEMPO
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in fuori
—
—
—
—
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
cavazione
al fianco
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
controazione
di seconda
inquartata
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in dentro
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
cavazione
al petto in dentro
arresto al petto
sopra
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
352
PARTE TERZA
IH. — Azioni d'offesa
z
Posizione
o
a
o
Azione d' offesa
Parata
Parata finale
""
Q
IN CUI TROVASI
DA CUI
CHE PUÒ ESEGUIRE L' ATTACCANTE
CHE INGANNA
2
I.' INVITANTE
PARTE L'ATTACCANTE
189
Spada in linea del
dalla spada in linea,
sforzo di quarta, finta dritta in den-
contro di terza
quarta
petto avversario
0 dall' invito di terza
tro e cavazione in dentro
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
190
Spada in linea del
dalla spada in linea,
sforzo di quarta e coupé
quarta
terza
petto avversario
0 dall' invito di terza
0 contro di quarta
191
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
dall'invito di seconda
tocco di cambiamento di seconda,
finta dritta al petto sopra e ca-
terza
seconda
gno di seconda
vazione al fianco
0 mezzocerchio
192
Spada in linea del fian-
dall'invito di seconda
tocco di cambiamento di seconda,
quarta
terza
co avversario col pu-
finta dritta al petto sopra e ca-
0 contro di quarta
gno di seconda
vazione in fuori
*93
Spada in linea del fian-
dall'invito di seconda
tocco di cambiamento di seconda,
terza
quarta
co avversario col pu-
finta dritta al petto sopra e ca-
«
gno di seconda
vazione in dentro
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
194
Spada in linea del fian-
dall'invito di seconda
tocco di cambiamento di seconda,
contro di seconda
terza
co avversario col pu-
finta dritta al petto sopra e ca-
mezzocerchio
gno di seconda
vazione al petto sopra
quarta
0 contro di seconda
195
Spada in linea del
petto avversario
dall'invito di terza
tocco di cambiamento di terza, finta
dritta in fuori e cavazione in
dentro
terza
quarta
mezzocerchio
seconda
0 contro di terza
106
Spada in linea del
petto avversario
dall'invito di terza
tocco di cambiamento di terza, finta
dritta in fuori e cavazione al
fianco
terza
seconda
0 mezzocerchio
197
Spada in linea del
dall'invito di terza
tocco di cambiamento di terza, finta
contro di quarta
terza
petto avversario
dritta in fuori e cavazione in
fuori
0 contro di quarta
198
Spada in linea del
dall'invito di quarta
tocco di cambiamento di quarta,
quarta
terza
petto avversario
finta dritta in dentro e cavazione
in fuori
0 contro di quarta
199
Spada in linea del
petto avversario
dall'invito di quarta
tocco di cambiamento di quarta,
finta dritta in dentro e cavazione
al fianco
contro di terza
seconda
0 mezzocerchio
•
1
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
AL PRIMO
TEMPO
Uscite in tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
primo tempo
SULLA USCITA
AL
secondo tempo
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarti
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
cavazione
il petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto in dentro
arresto in dentro
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o- controazione
di terza
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
23
354
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offes
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parata
che inganna
Parata finale
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in linea del fian-
co avversario col pu-
gno di seconda
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
Spada in linea del
petto avversario
dall'invito di quarta
dall'invito di quarta
dall'invito di mezzo-
cerchio
dall'invito di mezzo-
cerchio
dall'invito di terza
dall'invito di terza
dall'invito di terza
dall' invito di quarta
dall'invito di quarta
dall' invito di quarta
dall'invito di quarta
tocco di cambiamento di quarta,
finta dritta in dentro e cavazione
in dentro
tocco di cambiamento di quarta, e
coupé
tocco di cambiamento di mezzocer
chio, finta dritta in dentro e ca-
vazione al fianco
tocco di cambiamento di mezzocer-
chio, finta dritta in dentro e ca-
vazione al petto sopra
iforzo di cambiamento di terza,
finta dritta in fuori e cavazione
in dentro
sforzo di cambiamento di terza,
finta dritta in fuori e cavazione
al fianco
sforzo di cambiamento di terza,
finta dritta in fuori e cavazione
in fuori
sforzo di cambiamento di quarta,
finta dritta in dentro e cavazione
in fuori
sforzo di cambiamento di quarta,
finta dritta in dentro e cavazione
al fianco
sforzo di cambiamento di quarta,
finta dritta in dentro e cavazione
in dentro
;forzo di cambiamento di quarta,
e coupé
contro di terza
quarta
mezzocerchio
contro di seconda
contro di quarta
quarta
contro di terza
contro di terza
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
o contro di quarta ! ,È
o contro di mezzo-
cerchio
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconds
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quart;
terza
o contro di quart;
seconda
o mezzocerchio
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
terza
o contro di quarte
composte di tre tempi.
TRATTATO DELLA SPADA
355
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
AL PRIMO
TEMPO
Uscite in tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
SECONDO TEMPO
botta dritta, filo, fianconata di quarte
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
fiio, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
lotta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
•otta dritta, filo, o trasporto in terza
'ilo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentto
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
cavazione
al petto in fuori
arresto in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
356
PARTE TERZA
III. — Azioni d'offesa
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d' offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parata
che inganna
Parata finale
Spada in linea o sog-
getta a quella del-
l' avversario
Spada in linea o sog-
getta a quella del-
l' avversano
Spada in linea o sog-
getta a quella del-
l' avversario
Spada in linea o sog-
getta a quella del-
l' avversario
Spada in linea o sog-
getta a quella del-
l' avversario
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Spada legata all'av-
versa
Spada legata all'av-
versa
spada in linea od a
contatto coli' avver-
sa, o dal legamento
di quarta
spada in linea ed a
contatto coli' avver-
sa, o dal legamento
di quarta
spada in linea ed a
contatto coli' avver-
sa, o dal legamento
di terza
spada in linea ed a
contatto coli' avver-
sa, o dal legamento
di terza
spada in linea ed a
contatto coli' avver-
sa, o dal legamento
di terza
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
spada legata all'av-
versa
dal legamento
o parata di quarta
dal legamento
o parata di quarta
disarmo di seconda, finta al fianco
e cavazione al petto sopra
disarmo di seconda, finta al fianco
e cavazione al fianco
disarmo di mezzocerchio, finta dritta
in dentro e cavazione al fianco
disarmo di mezzocerchio, finta dritta
in dentro e cavazione in fuori
disarmo di mezzocerchio, finta dritta
in dentro e cavazione al petto
sopra
disarmo di cambiamento di terza,
finta dritta in fuori e cavazione
in dentro
disarmo di cambiamento di terza,
finta dritta in fuori e cavazione
al fianco
disarmo di cambiamento di terza,
finta dritta in fuori e cavazione
in fuori
finta coupé e cavazione al fianco (i^
finta coupé e cavazione in dentro (i)
seconda
contro
di mezzocerchio
mezzocerchio
quarta
contro di seconda
contro di quarta
quarta e terza
quarta e terza
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
seconda
o contro di mezzo
cerchio
o contro di mezzo'
cerchio
terza
o contro di quarta
terza
mezzocerchio
quarta
o contro di seconda
quarta
mezzocerchio
seconda
o contro di terza
seconda
o mezzocerchio
terza
o contro di quarta
seconda
o mezzocerchio
quarta
o contro di terza
(i) Si eseguisce a pie fermo.
TRATTATO DELLA SPADA
357
composte di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscite in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Contro-tempo
SULLA USCITA
AL
PRIMO TEMPO
SULLA USCITA
AL
SECONDO TEMPO
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, tìanconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, o trasporto in terza
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
filo, o cavazione al fianco
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, o cavazione al fianco
botta dritta, filo, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, cavazione al petto sopra, o tra-
sporto in quarta
botta dritta, filo, o trasporto in terza
filo, botta dritta, fianconata di quarta
bassa, o coupé
filo, o cavazione al fianco
cavazione
al petto sopra
cavazione
al petto sopra
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al fianco
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
cavazione
al petto in dentro
arresto al petto
sopra
arresto al petto
sopra
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al petto
in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
controazione
di seconda
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
inquartata
inquartata
inquartata
passata sotto
o controazione
di terza
passata sotto
o controazione
di terza
inquartata
inquartata
inquartata
controazione
di seconda
controazione
di seconda
controazione
di seconda
.58 PARTE TERZA
CAPITOLO NONO
Esercizi convenzionali. — Spratico. — Assalto.
Maniera di schermire del destro contro il mancino. — Dell'incontro.
§ 164. — Esercizi convenzionali.
Gli esercizi convenzionali consistono nel prestabilire
fra due schermidori, le azioni che ognuno dovrà ese-
guire relativamente all'offesa e alla difesa, e nello at-
tenersi scrupolosamente, durante la esecuzione, a quanto
fu fra di essi stabilito.
Sarà bene che il maestro faccia eseguire gli esercizi
convenzionali sempre fra allievo ed allievo e sotto la sua
direzione, poiché quello di essi che li eseguisse col mae-
stro, sia per soggezione che per convinzione d'inferio-
rità, non spiegherebbe tutta quanta la sua velocità né
tutta la sua sagacia. Fra allievo e maestro non potrebbe
mai nascere quello spirito di emulazione, che natural-
mente si accende e si mantiene vivo fra un allievo e
1' altro.
Negli esercizi convenzionali bisognerà che il maestro
metta gran cura ad accoppiare gli allievi in modo, che
fra di essi non vi sia una troppo evidente disparità.
Non dovrà giammai permetter loro di eseguire gli
esercizi convenzionali, se prima non avranno appreso
in modo soddisfacente tutte le azioni accennate nel
presente trattato.
TRATTATO DELLA SPADA 359
Durante gli esercizi avrà cura di non lasciar passare
inosservato il minimo difetto. Quando l'allievo, ad onta
delle continue correzioni del maestro e della continua
esecuzione di una stessa azione, non potrà vincere un
dato difetto incontrato in essa, il maestro gli farà mo-
mentaneamente cambiare esercizio e ripetere, dopo una
breve interruzione, l'esercizio precedente.
§ 165. — Dello spratico
ossia della preparazione all' assalto.
La parola spratico nel linguaggio schermistico, sta
a denotare quell' assalto elementare che ha luogo fra
maestro ed allievo, e che viene diretto dal maestro in
modo, che l'allievo abbia occasione di sviluppare quelle
sole azioni le quali rispondano alla sua intenzione. Per
mezzo dello spratico e colla necessaria progressione, si
conduce l'allievo al vero e proprio assalto, svolgendo in
lui la facoltà di percepire prontamente le diverse azioni
che si potrebbero adattare agli stessi movimenti dell' av-
versario, e di scegliere fra di esse quella più opportuna
secondo le circostanze e secondo l'intenzione propria.
Chiara dunque è la differenza che corre fra la lezione
e lo spratico. Nella lezione l'allievo opera seguendo la
voce del maestro; nello spratico il suo ingegno soltanto
e la sua perspicacia devono suggerirgli prontamente i
vari mezzi per offendere l' avversario e per difendersi
convenientemente.
Questa preparazione è certamente la più difficoltosa
tanto per l' allievo che per il maestro. Per 1' allievo,
poiché in essa si conviene di formare e sviluppare ogni
360 PARTE TERZA
azione senza alcun suggerimento. Per il maestro, per-
chè a lui si compete l'obbligo d'indagare più minuta-
mente il carattere dell'allievo, e di comprenderne mag-
giormente le speciali attitudini per meglio svolgerle a
vantao-o-io dell' arte e dell' individuo.
Nelle prime volte il maestro dovrà facilitare lo svi-
luppo delle varie azioni; eviterà perciò di parare di
sforzo, di rompere il giuoco con parate di contro, di ri-
spondere con molta velocità, di vibrare arresti e colpi in
tempo, di eseguire rimesse, e tutte insomma quelle azioni
che non potrebbero, nell' animo dell' allievo, che pro-
durre scoramento e titubanza. Le dette azioni dovranno
dal maestro applicarsi in ragione del progresso stesso
dimostrato dall' allievo.
Gli è nel periodo appunto dello spratico che il mae-
stro si aspetta i buoni frutti delle lezioni impartite. Ma
se durante lo svolgimento delle medesime egli seminò
apatìa e mollezza, non potrà raccoglierne che svoglia-
tezza e disgusto.
§ 166. — Dell'assalto.
Per assalto s'intende lo svoloqmento delle varie azioni
schermistiche diversamente combinate fra due avversari,
e con piena libertà d'operazione, allo scopo di offen-
dersi reciprocamente e di difendersi.
Yl assalto è una rigorosa e ragionata applicazione delle
regole della scherma, la quale consiste in un vero o si-
mulato combattimento.
Accade talvolta che alcuni allievi, i quali eseguivano
esattamente la lezione t diventino invece nell'assalto quasi
sicuro bersaglio di altri allievi, che la lezione stessa
TRATTATO DELLA SPADA 3 6 I
operavano mediocremente. La ragione sta in ciò, che
in quelli si riscontra scarsezza d'ingegno e povertà di
idee; e in questi invece profonda sagacia e finezza d'in-
telletto.
Il maestro pertanto non dovrà arrestarsi davanti a
tale ostacolo; ma con lena maggiore si accingerà a
spianare la difficoltosa via, e con saggi consigli ed as-
sennate osservazioni cercherà di aiutare lo svolgimento
dei concetti schermistici in coloro che ne sono deficienti.
Li persuaderà inoltre, che solo col continuo assaltare,
si diventa forti e corretti schermidori.
§ 167. — Regole generali per l'assalto.
Prima di cominciare l'assalto bisogna accertarsi che
tutti gli ordigni siano in buono stato, che il fioretto sia
equilibrato e caletti alla mano in modo soddisfacente.
Prendendo la posizione normale è necessario mettersi
fuori misura, per evitare qualunque spiacevole sorpresa
nel passare in guardia.
Prima e dopo l'assalto è obbligo di salutare l'avver-
sario e orli astanti nel modo accennato al 8 8, ed in
seguito al saluto che dà termine all' assalto è cortesia
di stringere la mano all'avversario, dopo di avere pas-
sato il proprio fioretto nella mano sinistra.
Non è permesso di lagnarsi del giuoco dell'avversa-
rio o di criticarlo.
Appena ricevuto un colpo, anche fuori del bersaglio
stabilito, si ha l'obbligo di accusarlo colla parola « toc-
cato, » e spetta all'avversario di dichiarare la inesat-
tezza del proprio colpo quando ne sia il caso.
E cosa generosa ma non doverosa il non colpire
362 PARTE TERZA
1' avversario che fosse stato disarmato. In ogni caso però
non si dovrà mai colpirlo quando per accidente egli
fosse caduto a terra.
Bisogna evitare più che si possa di ridursi sotto
misura.
Dal principio alla fine di ogni assalto conviene con-
servare la perfetta posizione di guardia, la calma abi-
tuale, ed una continua e profonda attenzione. Ogni
momento di distrazione potrebbe essere causa di un
errore.
Non conoscendo il valore artistico del proprio avver-
sario è bene avanzare con precauzione eseguendo pre-
feribilmente azioni semplici e di graduazione e stu-
diare frattanto il suo modo di schermire, per potere
efficacemente opporgli quelle azioni che meglio vi si
adattano.
Capitando di schermire con avversario veloce neh' at-
taccare bisogna tenersi fuori misura, interrompere le
sue azioni con uscite in tempo, e attaccarlo sovente.
Avendo invece a fronte un paratore è conveniente
attaccarlo di rado, e con finte o doppie finte precedute
da qualche tocco o sforzo.
Schermendo con chi abbia l'abitudine di rispondere
con finte bisogna tirare mezze stoccate, e sul distacco
eseguire le appuntate.
Allorquando si abbia a che fare con un tempista
bisogna fingere di attaccarlo furiosamente ed avanzare
invece con la parata pronta, agendo cioè di seconda
intenzione. In questo caso si cerca prima d'indagare
se l'avversario svilupperà tempi semplici o con finta.
Se eseguisse tempi semplici, sì parerebbe e si rispon-
derebbe, ma se invece eseguisse tempi con finta, sulla
TRATTATO DELLA SPADA
sua finta in tempo, si applicherebbe l'arresto, che di-
venterebbe di controtempo.
Quando l'avversario abbia l'abitudine di non rispon-
dere, o che la sua risposta sia molto tarda, si possono
eseguire le rimesse. Se invece risponda velocemente,
conviene tirare mezzi colpi per potere prontamente
parare la sua risposta senza ritirarsi in guardia, e col-
pirlo con una controrisposta.
Trovandosi a fronte di un avversario « forconatore »
conviene agire continuamente di tempo e di contro-
tempo. Le parate di seconda e mezzocerchio sono ef-
ficacissime in simile caso, e quella di mezzocerchio spe-
cialmente, se accompagnata dal trasporto in terza e filo.
In tutti i modi è bene rispondere velocemente quando
s'incontra il ferro.
Schermendo con chi è dotato di gran forza musco-
lare, ma poco addestrato nella scherma, non bisogna
lasciare il proprio ferro a contatto del suo; anzi, tutte
le volte che egli si accinga ad eseguire azioni di sforzo,
tocco, copertino, deviamento, ecc., bisogna cavare in
tempo e vibrargli colpi semplici ed anche con finte.
Avendo davanti un avversario di alta statura e de-
dito ad eseguire azioni di tempo, conviene fargli cre-
dere di attaccarlo, e sullo sviluppo del tempo, parare
avanzando, per portarsi a giusta misura e rispondere
velocemente. Avversari di tal fatta si colpiscono prefe-
ribilmente nella linea bassa.
Ogni avversario piccolo di statura bisogna tenerlo
sempre distante, evitando il contatto del ferro, e col-
pirlo con tempi semplici o con finta. È preferibile di
colpirlo nella linea alta.
E utile eseguire l' assalto sia coi deboli che coi forti
364 PARTE TERZA
schermidori. Si studiano le azioni coi primi per poterle
attuare coi secondi. Pertanto non si deve temere questi,
né sprezzare quelli.
Essendo l'assalto un esercizio fondato principalmente
sull'effetto morale, non bisogna farsi prevenire dalla fama
e riputazione di uno schermidore, ma con animo tran-
quillo e senza orgasmo si deve cercare di dimostrargli,
che tutto ciò che si eseguisce è corretto e conforme alle
regole dettate dall'arte. Devesi pertanto riflettere che
non si può arrivare ad essere forte schermidore in breve
tempo, ma soltanto col lungo esercizio, col costante la-
voro, col cambiare spesso avversario, e facendo per
tal modo tesoro di nuove idee e di nuove combinazioni
schermistiche.
Accorgendosi che l'avversario si accinga ad eseguire
un attacco, se si avrà la fiducia di potergli opporre
valida difesa, gli si lascerà sviluppare l'azione e si pa-
rerà e si risponderà; ma se non si avrà quella fiducia,
bisognerà disturbarlo, attaccandolo repentinamente prima
che egli cominci il progettato attacco.
Ad ogni azione che si abbia in animo di eseguire,
bisogna prevedere la contraria che potrebbe opporre
l'avversario e prepararsi ad una valida difesa.
Avvenendo il caso di essere aggredito di sorpresa
dall'avversario quando per l'appunto si stia progettando
un'azione, è prudente portarsi prontamente indietro met-
tendo la propria spada sulla linea d' offesa ; cessato per-
tanto lo sconcerto, bisogna attaccarlo immediatamente.
Allorquando sia palese ed evidente la propria supe-
riorità sull'avversario, e questi dimostri di esserne con-
vinto, bisogna essere generoso con lui e aiutarlo as-
secondando il suo giuoco.
TRATTATO DELLA SPADA 365
Infine, riepilogando, bisogna avere sempre presenti
alla propria mente le seguenti regole:
con avversari paratori, attaccare poco ;
con avversari forti e veloci negli attacchi, attaccare ;
con chi è tempista, agire di controtempo ;
con chi para di contro, eseguire molte circolazioni ',-
con chi para semplice, eseguire azioni con finte ,•
a chi è dedito ad eseguire rimesse od appuntate, ri-
spondere velocemente ;
a chi ha t' abitudine di eseguire molte finte, rom-
pere con le parate di contro e vibrare colpi d 'arresto ;
con chi ha l' abitudine di eseguire azioni di gra-
duazione, come fili, copertini, ecc., non dare il contatto
del ferro ;
con chi è forte esecutore di tocchi e sforzi, agire di
tempo ;
quando si e dentro misura, evitare le parate di con-
tro, ed eseguirle invece fuori misura ;
con chi para contro e semplice, servirsi delle finte
di circolazione ;
con chi para invece semplice e contro, servirsi delle
circolazioni precedute sempre da una finta;
con chi para di tocco o sforzo, ingannare con velo-
cissime e strettissime finte ;
con chi para continuamente di mezzocerchio, ingan-
nare la parata e terminare l' azione al fianco.
Coli' incessante e ben condotto esercizio il braccio
deve addestrarsi così bene, deve rendersi tanto elastico
e pronto, da gareggiare in velocità col pensiero; poiché
in nessun altro esercizio come in questo della scherma
« pensare ed agire voglion esser un sol lampo. »
366 PARTE TERZA
§ 168. — Maniera di schermire del destro
contro il mancino e viceversa.
Il vantalo io che il mancino ha sul dritto è enorme;
poiché quegli è abituato a schermire coi destri, mentre
questi rarissime volte s'imbatte a schermire con un
mancino. È tale la difficoltà che incontra il destro le
prime volte che schermisce col mancino che, quantunque
forte schermidore, talvolta si confonde a segno da non
sapere più che azione eseguire. Difficile gli diventa l'at-
taccare; più difficile ancora il rispondere. Il maggior
numero delle risposte gli vanno a vuoto, anche se l'av-
versario per avventura non opponga la indicata parata.
La ragione di un tale sconcerto riesce evidente se
si pensa che il bersaglio dell' avversario è interamente
cambiato. Onde rimane sconcertato anche lo schermi-
dore mancino che s'incontra con altro mancino, quan-
tunque in simile caso i vantaggi e gli svantaggi siano
distribuiti egualmente fra tutti due gli avversari.
Regole generali. — L'avversario mancino dovrà es-
sere considerato come destro; e quindi si supporrà che
abbia il petto ove realmente ha le spalle, ed il fianco ove
è il petto, in riguardo sempre alla posizione del pugno.
Conseguentemente tutte le azioni che al destro si
svilupperebbero al petto in dentro, col mancino invece
termineranno al petto in fuori col pugno in quarta;
quelle che col destro avrebbero fine al petto in fuori,
col mancino si risolveranno al petto in dentro od anche
al fianco col pugno in quarta; quelle che col destro ter-
minerebbero al fianco, col mancino termineranno egual-
mente al fianco, ma col pugno in quarta; e finalmente
1
4
'v
i
e
*S
o
V
co
TRATTATO DELLA SPADA 367
tutte quelle azioni che col destro finirebbero al petto
sopra, anche col mancino dovranno risolversi alla stessa
parte del bersaglio, ma col pugno in seconda. C1)
Botte dritte e cavazioni. — Ciò che è stato detto,
s'intenderà per tutte le azioni, meno che per la botta
dritta, la quale, non richiedendo per la sua esecuzione
alcun cambiamento di linea, non subisce variazioni di
sorta. E così:
a) dall' invito di seconda dell' avversario mancino
si eseguirà la botta dritta al petto sopra, col pugno
in quarta o in seconda;
b) dall' invito di terza si vibrerà la botta dritta al
petto in dentro, col pugno in quarta;
e) dall'invito di quarta si tirerà la botta dritta al
petto in fuori, col pugno in quarta;
d) dall'invito di mezzocerchio si eseguirà la botta
dritta al fianco, col pugno in quarta;
e) dal legamento di seconda si vibrerà la cava-
zione al petto, col pugno in seconda;
f) dal legamento di terza si eseguirà la cavazione
al petto in dentro, col pugno in quarta e coli' opposi-
zione in fuori;
g) dal legamento di quarta si tirerà la cavazione
al petto in fuori, col pugno in quinta e coli' opposizione
in dentro.
h) dal legamento di mezzocerchio si eseguirà la ca-
vazione al fianco, col pugno in quarta e coli' opposi-
zione in dentro.
Finte. — Le stesse norme dovranno tenersi allor-
(1) Tutto ciò che si prescrive per lo schermidore destro, s'intenderà pre-
scritto per lo schermidore mancino. Fra due schermidori mancini si osserveranno
le stesse regole che debbono osservarsi fra due schermidori destri.
3 68 PARTE TERZA
quando si vorranno eseguire le fìnte, le doppie finte
e le circolazioni.
Fili. — In quanto ai fili si osserveranno le medesime
regole suggerite al § 26 per lo schermidore destro con-
tro altro destro. Però il filo di quarta, che col destro
terminerebbe al petto in dentro, col mancino dovrà ri-
sultare al petto in fuori ; e così il filo di terza, che ri-
sulterebbe al petto in fuori col destro, col mancino termi-
nerà al petto in dentro -, e il filo di seconda, che avrebbe
fine al fianco esterno col destro, col mancino finirà al
fianco interno; e finalmente il filo di mezzocerchio, che
risulterebbe al fianco interno dello schermidore destro,
risulterà invece al fianco esterno dello schermidore
mancino.
Risposte. — In ordine alle risposte si osserveranno le
norme seguenti:
In seguito alla propria parata di seconda si rispon-
derà col filo di seconda al fianco interno, se la stessa
parata di seconda sarà stata eseguita di appoggio; e
se invece fosse stata eseguita di tocco, sarebbe conve-
niente rispondere colla botta dritta e col pugno in se-
conda.
Dalla propria parata di terza si risponderà colla botta
dritta al petto in dentro e col pugno in quarta, od al
fianco e col pugno in seconda o in quarta.
Dalla propria parata di quarta si risponderà col filo
di quarta, se la parata sarà stata eseguita d'appoggio;
e colla botta dritta al petto col pugno in quarta, od
anche colla mezza cavazione al fianco, se la parata sarà
stata eseguita di tocco o sforzo.
In seguito alla pròpria parata di mezzocerchio si ri-
sponderà col filo di mezzocerchio se essa sarà stata
TRATTATO DELLA SPADA 369
eseguita d' appoggio ; e se invece la stessa parata fosse
stata eseguita di tocco, si risponderebbe colla botta
dritta al fianco in fuori, e col pugno in quarta o in
seconda.
Azioni di deviamento. — Tutte le altre azioni, come
ad esempio: copertini, deviamenti, cambiamenti, tocchi,
sforzi, ecc., si eseguiranno colle stesse regole stabilite
per i destri, prendendo però per base le parate innanzi
accennate, e cioè: per tutte le azioni che termineranno
in seconda, si prenderà per base la parata di seconda;
per quelle di terza, si prenderà per base la parata di
terza; e per quelle che termineranno in quarta e mez-
zocerchio, si prenderanno per base le rispettive parate
di quarta e di mezzocerchio.
Trasporti. — Anche per i trasporti bisognerà atte-
nersi alle norme stabilite per lo schermidore destro. Il tra-
sporto di seconda e filo che al destro risultava al fianco
in fuori, risulterà al mancino al fianco in dentro; quello
di terza, che al destro risultava al petto in fuori, al
mancino invece risulterà al petto in dentro; e così
quello di quarta, che risultava al petto in dentro dello
schermidore destro, risulterà al petto in fuori collo scher-
midore mancino; e finalmente il trasporto di mezzocer-
chio, che col destro aveva fine al fianco in dentro,
col mancino invece terminerà al fianco in fuori.
Uscite in tempo. — Per i tempi, controtempi ed ar-
resti dovranno osservarsi le norme stabilite per lo scher-
midore destro. Dal proprio invito o legamento di seconda
si uscirà in tempo al fianco, col pugno in seconda. Dal
proprio invito o legamento di terza, si uscirà in tempo
al fianco esterno, col pugno in quarta. Dal proprio in-
vito o legamento di quarta si uscirà in tempo o al
24
37°
PARTE TERZA
petto in dentro col pugno in quarta, oppure al fianco
col pugno in seconda. E finalmente dal proprio invito
o legamento di mezzocerchio si uscirà in tempo al petto
col pugno in quarta o in seconda.
Sparite di corpo. — Le sparite di corpo si esegui-
ranno così col mancino, come col destro. Dal proprio
legamento, invito o parata di quarta o di seconda si
eseguirà la passata sotto, colpendo al fianco col pugno
in seconda; dal proprio invito, legamento o parata di
terza, si eseguirà l'inquartata, colpendo l'avversario
mancino al fianco esterno e col pugno in quinta posi-
zione.
Da quanto brevemente è stato esposto risulta in modo
chiaro, che tanto 1' origine quanto V esecuzione di tutte
le azioni, non muta, mutando invece la semplice finale
delle azioni stesse, e ciò in causa del bersaglio diffe-
rente che offre l'avversario.
Ma più della teorica influisce la pratica. Soltanto col
lungo e costante esercizio si possono far sparire tutte
quelle difficoltà, le quali naturalmente si incontrano le
prime volte che si schermisce con un avversario mancino.
§ 169. — Dell' incontro.
Dicesi incontro, l'offesa reciproca che si arrecano i
due avversari colpendosi contemporaneamente.
Avviene Rincontro, quando uno degli avversari od
anche tutti e due, non si attengano esattamente alle
sane regole dettate dall'arte della scherma.
Quasi sempre esso è causato dallo schermidore che
abusa di azioni in tempo, senza preoccuparsi dell'attacco
dell'avversario.
TRATTATO DELLA SPADA 37 I
Più specialmente i casi che generano gl'incontri sono
i seguenti:
a) quando in qualunque azione d'offesa eseguita
esattamente sia in misura che fuori misura, si esca in
tempo colf arresto. Succedendo l'incontro la colpa è di
chi sviluppò l'arresto;
b) quando su qualunque azione d' offesa si eseguisca
una sparita di corpo. Avvenendo l'incontro il torto è
di colui che eseguì la sparizione;
e) quando nell' esecuzione di una controazione si
trascurino le norme stabilite per tale azione. Rimanendo
toccati ambedue gli schermidori, la colpa è di chi eseguì
la controazione ;
d) quando sopra una risposta veloce si eseguisca
una rimessa od appuntata. Avverandosi l'incontro il torto
è di chi eseguì l'appuntata o la rimessa;
e) quando si risponda con lentezza tale, da permet-
tere all'avversario di vibrare un secondo colpo. Suc-
cedendo l'incontro, la causa è di chi eseguì il secondo
colpo ;
f) quando nell' eseguire un tocco, sforzo, devia-
mento, ecc., e non trovando il ferro avversario si con-
tinui l'azione. Avvenendo l'incontro la colpa è di colui
che aveva in animo di eseguire il tocco, lo sforzo, ecc. ;
g) quando il tiratore incalzando il suo avversario
con molte e velocissime finte, senza mai decidersi di
dare fine alla propria azione, provochi un' uscita in tempo
dello stesso avversario. L'incontro che potrebbe nascere
sarebbe in questo caso da attribuirsi a entrambi gli
schermidori ;
h) quando nell'esecuzione di una parata non si in-
contri la spada dell'avversario e nondimeno si risponda.
372
PARTE TERZA TRATTATO DELLA SPADA
La colpa dell'incontro avvenuto è a carico di chi rispose
senza aver prima incontrato il ferro nella parata;
i) quando non si tolga la spada avversa dalla linea
prima di eseguire qualsiasi azione d'offesa. Avvenendo
l' incontro, la colpa è di entrambi gli schermidori ;
j) quando ciascuno dei due schermidori avendo
atteso invano l' offesa dell' avversario, si decida a par-
tire nello stesso momento che l'altro. Nascendo l'in-
contro questo è da attribuirsi a carico di entrambi gli
avversari.
Per tutti gli altri casi che potranno generare gli in-
contri sarà bene rimettersi alla perizia di chi è presente
all'assalto.
PARTE QUARTA
OVATTATO DEDLA SCIABOLA
/£X?Swì®G^/K?$K?^^
yVyVV^vVvv^^^^^
INTRODUZIONE
rima di svolgere 1' ultima parte di questo
modestissimo lavoro, è necessario ch'io
|| richiami l' attenzione del lettore sopra un
ySSSSl fatto che, a mio giudizio, può esser causa
di grande lentezza nello sviluppo della scherma.
È uso ormai invalso fra il maggior numero degli
schermidori di accordare poca considerazione al maneg-
gio della sciabola, e di attribuire invece la massima im-
portanza a quello della spada. Si richiamano pertanto
ragioni storiche, motivi di consuetudine, apprezzamenti
tecnici, e si conclude dichiarando che la spada è arme
cavalleresca per eccellenza, e che ad essa soltanto si
applicano interamente ed opportunamente quei principii
razionali, che fanno della scherma propriamente un'arte.
Lungi dal voler negare i pregi e l'importanza della
scherma di spada, io non posso però conformarmi a
questo giudizio, poiché mi pare che gli stessi argomenti
su cui esso si fonda, valgano anzi a dimostrare la neces-
376 PARTE QUARTA
sita della maggiore considerazione che merita la scherma
di sciabola.
Che se per la spada è un titolo l'essere stata arme
di gentiluomini e cavalieri, un titolo uguale oggi si deve
accordare alla sciabola perchè essa è arme propria del
militare, e al militare si convengono certamente la lealtà,
la generosità e il valore, quelle doti in cui veramente sì
sostanzia la cavalleria.
« Ma, si vien fuori a dire, il giuoco di spada, per
la natura stessa dell' arma, vuol essere assolutamente
stretto, e pertanto è d'uopo coordinare forza e velocità
alla massima limitazione nei movimenti ed abituare i
muscoli ad agire spontaneamente secondo questa esi-
genza. Il grande studio e l'accurato esercizio che per
ciò si richiedono, non sono invece rigorosamente neces-
sari per la scherma di sciabola, cui l'uso stesso del ta-
glio impone una maggiore ampiezza di movimenti. »
Ora mi sembra che questo giudizio consideri in modo
incompleto le qualità della sciabola, poiché tralascia qua-
lunque apprezzamento su quella parte di essa importan-
tissima, la punta, mediante la quale si possono svolgere
tutte le azioni che sono proprie della spada.
Io non nego che per le azioni di taglio siano talvolta
da usarsi movimenti più ampi, ma dico anzi, che precisa-
mente per questo, ossia per la necessità di svolgere due
diversi generi di azioni, è da superarsi la maggiore delle
difficoltà, poiché conviene abituare i muscoli ad agire dif-
ferentemente a seconda delle singole azioni e in maniera
che riesca spontaneo il passaggio dalle une alle altre.
Che se poi si consideri il necessario aumento delle
azioni di offesa e di difesa proporzionato all'accresci-
mento del bersaglio, per l'introduzione del braccio, e la
TRATTATO DELLA SCIABOLA 377
opportunità di una più esatta conoscenza del tempo e
della misura a causa dei nuovi mezzi di offesa consistenti
nel taglio e falso taglio, tanto più mi pare che riesca
evidente l'errore di quella credenza, cui abbiamo ac-
cennato.
Io dico invece che la scherma di spada e quella di
sciabola, si fondano sugli stessi principii, richiedono gli
stessi requisiti ed hanno la stessa importanza, ma che
questa è più difficile ad apprendersi perchè è più com-
plessa.
Da ciò risulta appunto la necessità di far precedere
lo studio della spada a quello della sciabola, perocché
alle cose più difficili vanno sempre innanzi le più facili.
Purtroppo la opportuna precedenza, che per diversa
ragione generalmente si accorda allo studio della spada,
è causa negli inesperti della poca considerazione ch'essi
hanno per la scherma di sciabola. A molti sembra che
la scherma di sciabola vada tenuta in poco conto perchè
troppo presto s'impara. E non s'accorgono che questo
avviene soltanto quando già si conosca la scherma di
spada, quando si sia già padroni di tutte le azioni di
punta e della conoscenza del tempo e della misura,
quando si abbia acquistata la necessaria agilità, la forza,
l'astuzia e tutte insomma quelle finezze che si richie-
dono dalla scherma in generale.
Una brevissima osservazione mi resta ancora da fare.
L' uso della sciabola, poiché essa è arme dell' Esercito,
si mostra vitale, spicca pel carattere di attualità. L' uso
della spada invece si perde quasi nel tempo, e nel duello
rare volte si mostra come avanzo.
378 PARTE QUARTA
CAPITOLO PRIMO
Nomenclatura della sciabola. — Equilibrio della sciabola. — Modo d' impugnare
la sciabola. — Posizione normale. — Linea direttrice. — Linea d'offesa. —
Sciabola in Linea. — Posizione del pugno. — Saluto. ■ — Guardia. — Ri-
poso. — Bersaglio. — Battuta del piede. — Misura. — Passo avanti. —
Passo indietro. — Salto indietro.
§ i. — Nomenclatura della sciabola.
La sciabola è un'arma destinata a vibrare colpi di
punta e di taglio. Si divide in guardia, lama e impu-
gnatura.
La guardia serve a difendere la mano ed insieme
colla lama a sviare i colpi che vibra l'avversario; pesa
circa 270 grammi e consiste nella coccia di ferro, la
quale è ricurva ed ha lo spessore di circa un millime-
tro. Nella parte inferiore della coccia è praticato un foro
rettangolare e nella parte superiore uno di forma cir-
colare, destinati ambidue a dar passaggio al codolo.
La lama è di acciaio, è piatta ed un poco ricurva,
pesa circa 220 grammi ed è lunga centimetri 88. Vi
si osservano:
l' orlo, che nelle sciabole di esercitazione sta in
luogo della punta ed è lungo millimetri io;
il taglio, che principia dalla punta e comprende
circa due terzi della lama;
il falso taglio, che si trova dalla parte opposta al
^
TRATTATO DELLA SCIABOLA 379
taglio verso la punta e comprende la quarta parte
della lama ;
le scannellature, che sono praticate sulla parte
piatta della lama e servono a diminuirne il peso e a
renderla più consistente ;
il tallone, piccola parte rinforzata che sta a con-
tatto colla guardia ed è larga millimetri 1 5 ;
il dorso o costa, parte opposta al taglio che limita
il falso taglio;
il codolo, di ferro, di forma quadrangolare, che entra
in tutta la lunghezza del manico, ne sporge per circa
un centimetro, e sul quale si vita il bottone ; è lungo
centimetri 1 5 circa.
La lama si considera divisa in tre parti uguali, che
chiamansi gradi. Questi più specialmente si distinguono
in : forte o parte vicina alla guardia ; debole o parte che
comprende la punta ; e medio o parte che sta fra le
altre due.
L' impugnatura è composta :
del manico, di legno, lungo centimetri 13 e forato
in tutta la sua lunghezza; viene occupato dal codolo, è
coperto di pelle di pesce assicurata con filo d' ottone
sottilissimo e pesa grammi 35 ;
del cappuccio, di ferro, che si sovrappone al ma-
nico ; è lungo centimetri 1 4 e pesa grammi 60 ;
della ghiera, piccolo cerchietto di ferro che tiene
collegati fra loro il manico ed il cappuccio \ la sua al-
tezza è di millimetri 15 e pesa grammi 1 5 -,
del bottone, s' avvita a quella parte estrema del co-
dolo che sporge dal manico e pesa grammi io.
La sciabola così composta è lunga metri 1,05 e pesa
grammi 610.
380 PARTE QUARTA
§ 2. — Equilibrio della sciabola.
Una sciabola, di cui tutte le parti corrispondano esat-
tamente alle dimensioni accennate al paragrafo prece-
dente, ha il centro di gravità distante 4 centimetri dalla
guardia.
Più il centro di gravità si avvicina alla coccia e più
l'arma si rende leggiera; all'opposto più esso se ne
allontana e più l'arma si rende pesante. (') Siccome poi
è evidente che l' arma più leggiera si maneggia con
maggior precisione e si trasporta con più velocità, così
è meglio preferire una sciabola che abbia il suo cen-
tro di gravità tra il punto su accennato e la guardia,
anziché tra esso e la punta.
§ 3. — Modo d'impugnare la sciabola.
S' introducono le ultime quattro dita unite fra la guar-
dia e l'impugnatura e si adattano sotto il manico, in
modo che la parte superiore dell'ultima falange dell'in-
dice stia contro la coccia. Il pollice vien posto sopra
il cappuccio e a contatto della coccia. Il cappuccio deve
appoggiarsi all'eminenza ipotenare della mano, in modo
che la parte superiore di esso sporga alquanto in fuori
della mano stessa, affine di aver quivi un sicuro punto
d'appoggio nell'atto di vibrare la sciabolata. La mano
deve stringere con forza il manico.
L'esperienza ha dimostrato che le sciabolate vibrate
con l'arme impugnata in questa maniera riescono di
taglio ed al punto prescelto, e che impugnando invece
l'arme come tm bastone, esse vendono abbandonate e
(1) Vedi pag. 150 Parte meccanica.
%!
TRATTATO DELLA SCIABOLA 38 1
spesso cadono di piatto e in un punto diverso da quello
cui sono dirette.
La sciabola deve essere maneggiata col concorso di
tutte tre le articolazioni del braccio. Per la puntata deve
agire più specialmente 1' articolazione della spalla, e per
la sciabolata quella del gomito assecondata nella sua fi-
nale dalla articolazione del polso.
La mano, nella scherma di sciabola, non deve giam-
mai eseguire movimenti di flessione, ma soltanto mo-
vimenti laterali verso il cubito e movimenti di estensione.
I movimenti di flessione tendono a far divergere la
sciabola e la obbligano a prendere una direzione di-
versa da quella del bersaglio. I movimenti laterali in-
vece permettono di colpire l'avversario quando questi
eseguisca delle mezze parate , e i movimenti d' esten-
sione facilitano, come in seguito si vedrà, l'esecuzione
di alcune determinate azioni.
§ 4. — Posizione normale.
Si volge il fianco destro all'avversario e si dispongono
i piedi ad angolo retto coi talloni a contatto e colla punta
del piede destro rivolta all' avversario ; le ginocchia sono
tese \ le anche sporgenti egualmente ; il corpo dritto ;
il ventre in dentro e il petto avanti ; le spalle tenute
bene aperte allo stesso livello-, la testa alta-, lo sguardo
rivolto all' avversario ; il braccio sinistro pendente e teso
naturalmente colla palma della mano contro la coscia ;
le dita unite e distese C1) ; il braccio destro naturalmente
(1) Quando si userà la maschera essa sarà tenuta colla mano sinistra in modo
che la parte inferiore dell' orecchione sinistro sia fra il pollice e le altre quat-
tro dita ; 1' orecchione destro contro la parte esterna della coscia.
382 PARTE QUARTA
disteso ; il pugno prono, alquanto distaccato dal corpo,
e avanti la coscia destra circa 30 centimetri. La scia-
bola impugnata colle norme prescritte deve mantenersi
in linea col braccio ; la punta a pochi centimetri da
terra ; il taglio voltato a destra.
§ 5. — Linea direttrice.
Supposti due schermidori l'uno di fronte all'altro in
posizione normale, s' intende per linea direttrice quella
linea immaginaria, che partendo dal centro del tallone
sinistro di uno di essi e passando per l' asse del suo
piede destro va ad incontrare gli stessi punti dei piedi
dell' avversario.
Su questa linea si devono rigorosamente svolgere
tutte le azioni della scherma di sciabola.
§ 6. — Sciabola in linea.
Questo movimento si eseguisce in un tempo solo e
alzando la sciabola, col braccio disteso, fino al livello
della spalla. Il taglio è rivolto a destra ed un poco in
alto \ la spalla, il pugno e la punta della sciabola sono
sulla stessa linea.
§ 7. — Posizioni del pugno.
Dalla posizione di sciabola in linea si prendono le
varie posizioni del pugno, che sono cinque, cioè : prima,
seconda, terza, quarta e quinta.
La posizione di prima si ottiene rotando il braccio
sul proprio asse finché il dorso della mano sia rivolto
a sinistra ed il taglio in alto-, quella di seconda, giran-
dolo finché il dorso della mano sia rivolto in alto ed
TRATTATO DELLA SCIABOLA 383
il taglio a destra ; quella di tersa, facendolo rotare fin-
ché il dorso della mano sia rivolto a destra ed il taglio
a terra; quella di quarta, volgendo il taglio a sinistra
e facendo prendere alla mano la sua totale supinazione;
e finalmente quella di quinta facendole prendere una
posizione intermedia fra la terza e la quarta.
§ 8. - Saluto.
Il saluto si eseguisce in sette tempi :
1 .° si alza la sciabola col braccio teso ; si passa
per la posizione di sciabola in linea; si flette il braccio
e si porta per tal modo là sciabola perpendicolare al
suolo colla lama innanzi all'occhio destro, la punta in
alto, il gomito stretto al corpo e le unghie rivolte al
petto ;
2.0 si distende il braccio mettendo la sciabola sulla
linea col pugno in seconda ; e così si saluta V avversario;
3.0 si flette il braccio come al primo tempo;
4.0 lo si distende nuovamente col pugno in seconda
e lo si porta a sinistra; e così si salutano coloro che
si trovano da quella parte ;
5.0 si flette il braccio come al primo movimento;
6.° lo si distende ancora come al 2° e 40 tempo,
ma portandolo a destra e mantenendo la sciabola col
pugno di seconda ; e così si salutano coloro che sono
da quella parte
7.0 si riprende la posizione normale.
Avvertenza. — Nel salutare bisogna che lo sguardo ed il busto
assecondino con eleganza non affettata i movimenti del braccio.
Quando si creda opportuno di tisare particolare deferenza a ta-
lune delle persone che presenziano gli esercizi, si potrà cominciare il
saluto dalla lor parte, sempre però dopo di aver salutato l'avversario.
384 PARTE QUARTA
§ 9. — Guardia.
Per guardia s' intende quella posizione più vantag-
giosa che lo schermidore prende col corpo e colla scia-
bola per essere vigilante e pronto ad accorrere velo-
cemente alla difesa e all'offesa.
La guardia essendo quell'atteggiamento che per primo
deve influire sul morale dell' avversario, è necessario
assumerla con esattezza e con disinvoltura, affinchè essa
risulti bella ed insieme imponente.
Per mettersi in guardia occorrono due tempi.
i.° si prende la posizione di sciabola in linea, si
piega contemporaneamente il braccio sinistro dietro il
fianco e si stringe nella mano la cintura dei pantaloni ;
2.0 si flettono le ginocchia e si avanza il piede de-
stro sulla linea direttrice, fino a che lo spazio intercetto
fra tallone e tallone sia eguale ai quattro decimi della
propria statura.
In tale atteggiamento l'asse del tronco e la gamba
destra devono essere perpendicolari alla linea diret-
trice; gli arti inferiori piegati ad angolo di 120 gradi;
il peso del corpo ugualmente ripartito fra gli arti me-
desimi ; il ginocchio sinistro perpendicolare alla punta
del piede ; il ventre in dentro ed il petto avanti ; le
spalle allo stesso livello ; la testa alta ; lo sguardo fisso
negli occhi dell'avversario. La sciabola, impugnata nel
modo già accennato, deve essere mantenuta colla punta
diretta al petto dell' avversario e col pugno a livello
della spalla. Questa dicesi guardia di terza, e si presta
maggiormente allo svolgimento delle azioni elementari
della scherma di sciabola. Neil' assalto però si prende
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3-
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 385
più utilmente la guardia di seconda, che consiste nel te-
nere il pugno all' altezza della mammella e la punta
diretta al fianco dell'avversario.
§ io. — Riposo.
Si eseguisce in un tempo solo.
Si distendono le ginocchia, si unisce il tallone de-
stro al sinistro o inversamente e si riprende la posi-
zione normale. L' allievo quindi è libero di muovere o
l'uria o l'altra o-amba.
&*
§n. — Linea d' offesa.
S' intende per linea d' offesa quella linea formata dal
braccio e dalla sciabola, che prolungandosi immagina-
riamente si congiunge col petto o col fianco dell'av-
versario.
E molto vantaggioso mantenere la sciabola sulla li-
nea d' offesa, poiché in tal modo s'impedisce sempre al-
l' avversario di tirare se prima egli non eseguisca una
azione di deviamento.
§ 12. — Bersaglio.
I limiti del bersaglio nella scherma di sciabola sono
la testa ed il margine superiore dell' osso iliaco, com-
preso il braccio.
Non è cavalleresco di vibrare i colpi agli arti inferiori.
§ 13. — Battuta di piede.
La battuta di piede si eseguisce in un tempo solo :
si alza il piede destro di pochi centimetri e lo si rimette
25
386 PARTE QUARTA
immediatamente al suo posto battendolo con forza ed
a piena pianta.
La battuta del piede deve essere eseguita energica-
mente, senza perdere l'equilibrio e senza fare oscillare
la punta della sciabola. Ha per iscopo di abituare l'al-
lievo a mantenere l'attività delle membra e l'equilibrio
del corpo.
§ 14. — Misura.
Chiamasi misura lo spazio esistente fra due schermi-
dori situati in guardia ; e siccome questo spazio può
essere lungo, medio o breve, così si hanno tre specie
di misura, che si distinguono colle espressioni di : fuori
misura, giusta misura e sotto misura.
Si sta fuori misura, quando per colpire l' avversario
necessita eseguire uno o più passi avanti ;
a giusta misura, quando dalla posizione di guardia
e partendo a-fondo s' arriva a colpire l' avversario col
debole della propria lama -,
sotto misura, allorquando la distanza intercetta fra
gli avversari è minore di quella fissata per la giusta
misura.
È facile osservare che tutte le volte che si è fuori
misura relativamente al corpo, si sta invece a giusta
misura relativamente al braccio, e conseguentemente che
il corpo è a giusta misura quando il braccio si trova
sotto misura.
Nella scherma di sciabola, con maggior rigore che
in quella di spada, bisogna evitare di ridursi sotto mi-
sura, a motivo alle offese di taglio.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 387
§ 15. — Passo avanti.
Il passo avanti si eseguisce per avvicinarsi all'avver-
sario e colpirlo quando egli sia fuori misura, e consta
di due tempi.
1 .° Si porterà avanti il piede destro di tanto quanto
basti per poter entrare in misura giusta;
2.0 si farà immediatamente seguire il piede sinistro
al destro per uno spazio uguale, e si manterrà inalte-
rata la posizione di guardia.
Avvertenza. — Accade molte volte che lo schermidore sia tal-
mente distante dal suo avversario, che abbia d'uopo di avanzare di
due passi per acquistare la misura. Più facilmente e più sollecitamente
allora gli sarà dato di vibrare il colpo avanzando prima il piede
sinistro, e guadagnando per tal modo in un sol tempo lo spazio che
dovrebbe superare in quattro tempi, che eseguendo il passo avanti colle
norme accennate. Tale esecuzione presenta spesso il vantaggio di sor-
prendere V avversario che non si tiene preparato alla difesa perche
fida nella distanza.
§ 16. — Passo indietro.
Il passo indietro si eseguisce così per riprendere la
giusta misura, come per allontanarsi dall'avversario e
rendergli più difficile l'offensiva. Consta di due tempi:
i.° si porta indietro il piede sinistro distendendo
totalmente la gamba sinistra;
2.0 piegando il ginocchio sinistro si porta indie-
tro anche il piede destro, e battendo questo a terra
si riprenda l'esatta posizione di guardia.
§ 17. — Salto indietro.
Si eseguisce sia dalla guardia che dall' a-fondo, colla
massima rapidità. Si contraggono maggiormente i mu-
388 PARTE QUARTA
scoli delle estremità inferiori, si preme con forza il piede
destro a terra, quindi si spicca un salto indietro por-
tando il piede destro contro il sinistro, e si posa il si-
nistro alla distanza prescritta per la posizione di guardia.
Avvertenza. — Neil esecuzione del salto indietro s'abbia la mas-
sima cura di non perdere menomamente V equilibrio, di mantenersi
esattamente sulla linea direttrice, e di mettere la sciabola sitila linea
d offesa.
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 389
CAPITOLO SECONDO
Inviti. — Legamenti. — Parate. — Passaggio da una parata all'altra. — Molinelli.
18. — Inyiti.
L' atto di scoprire scientemente e con idea precon-
cetta il proprio bersaglio, allo scopo d'indurre l'avver-
sario ad agire, dicesi invito.
\J invito può farsi sia mantenendo la propria sciabola
distaccata da quella dell' avversario, sia tenendola a
contatto e dominandone i gradi.
Nel primo caso si ha 1' invito semplice, nel secondo
l' invito di legamento. In pratica si dice per maggior con-
cisione, invito il primo, legamento il secondo.
Cinque sono gli inviti, ossia di prima, di seconda, di
terza, di quarta e di quinta.
a) Invito di prima; si eseguisce in un tempo solo;
si porterà la sciabola a sinistra col braccio teso e in
modo che il pugno riesca a livello della spalla ed al-
quanto in fuori di essa;" la punta dovrà trovarsi a livello
del pugno e circa a 30 centimetri a sinistra della spalla
destra dell'avversario; il taglio rivolto in alto a destra.
L' invito di prima non può eseguirsi a giusta misura
quando 1' avversario si trovi colla sciabola sulla linea
d' offesa e colla punta diretta al petto, perchè in tal
caso il proprio braccio risulterebbe a contatto col ta-
glio della sua sciabola.
ò) Invito di seconda; si eseguisce in un sol tempo
390 PARTE QUARTA
prendendo quasi la stessa posizione della guardia di
seconda ; si porterà cioè la sciabola ed il braccio un
poco più a destra che non si porti in questa, e in modo
che la punta risulti a 20 centimetri circa dal fianco
dell' avversario.
e) Invito di terza ; si eseguisce in un sol tempo;
si porterà la sciabola a destra col braccio teso, in modo
che il pugno risulti a livello della spalla ed alquanto
in fuori di essa; la punta un poco più alta del pugno
e circa a 20 centimetri a destra della spalla dell'avver-
sario; il taglio rivolto in alto a destra.
d) Invito di quarta; si eseguisce in un tempo solo;
si porterà la sciabola a sinistra col braccio semiteso;
il pugno a livello della mammella ed alquanto a sini-
stra di essa; la punta un poco più alta del pugno ed
a 20 centimetri circa a sinistra della spalla destra del-
l'avversario; il taglio rivolto in basso a sinistra.
Per la stessa ragione addotta per l' invito di prima,
anche questo di quarta non può eseguirsi a giusta mi-
sura quando l' avversario mantenga il ferro sulla linea
d' offesa colla punta diretta al petto.
e) Invito di quinta; si eseguisce in un tempo solo;
si collocheranno il braccio e la sciabola in una posizione
intermedia fra quelle dell'invito di prima e di terza;
il braccio dovrà essere impercettibilmente piegato; il
pugno a livello della faccia; lo sguardo sotto la lama
il cui taglio sarà rivolto in alto e un poco a destra.
§ 19. — Legamenti.
Il legamento consiste neh" unire i gradi forti della
propria sciabola ài gradi deboli di quella avversa, de-
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 39 1
viando questa dalla linea d'offesa. L'unione dovrà suc-
cedere in modo da opporre alla sciabola dell'avversa-
rio, sia a giusta misura che fuori misura, il braccio
di leva più corto che sia possibile.
I legamenti, come gli inviti, sono cinque: di prima,
di seconda, di terza, dì quarta e di quinta. La loro
esecuzione non varia da quella degli inviti stessi -, la
sola differenza sta in ciò, che negli inviti i ferri sono
staccati, mentre che nei legamenti sono a contatto.
§ 20. — Parate.
Qualunque movimento eseguito colla sciabola o col
corpo allo scopo di deviare o schivare un colpo, dicesi
parata.
È sempre meglio però di schivare il colpo contrap-
ponendo il proprio ferro a quello dell'avversario, che
ritirando il corpo, perocché l'azione del solo braccio
riesce evidentemente più veloce di quella di tutto il
corpo. Devesi ricordare inoltre che anche a parità di
efficacia è preferibile quel movimento che raggiunga
lo stesso scopo difensivo con maggior eleganza e fer-
mezza.
Le parate possono essere semplici, di contro e di ce-
duta. Delle prime, poiché servono di base alle altre,
è necessario determinare i principii per stabilire il fon-
damento delle parate tutte.
Le parate semplici sono : di prima, di seconda, di terza,
di quarta, di quinta, di sesta, di terza bassa e quarta
bassa; però la quarta, la sesta, la terza bassa e la quarta
bassa non bisogna usarle che in caso di assoluta ne-
cessità, poiché esse scoprono di molto il bersaglio.
392 PARTE QUARTA
Prima di spiegare il passaggio da una parata all'altra
sarà bene descrivere la posizione finale di ciascuna
di esse.
Parata di prima; il braccio, impercettibilmente pie-
gato, mantiene la sciabola come per l' invito di prima ma
col taglio in alto a sinistra; il pugno è all'altezza della
spalla ; lo sguardo passa sopra alla coccia. La prima
para tutto il lato interno, il braccio in dentro e la
puntata.
Parata di seconda; è come X invito di seconda. Para
ì colpi vibrati al fianco e la puntata.
Parata di terza; si ottiene prendendo la posizione
dell' invito di terza, e piegando un po' il braccio. Para
i colpi diretti alla figura esterna, al braccio in fuori e la
puntata.
Parata di quarta; si eseguisce come X invito di quarta.
Para i colpi diretti alla figura interna, al petto, al brac-
cio in dentro e la puntata.
Parata di quinta; è come V invito di quinta. Para i
colpi diretti alla testa e qualche volta anche la puntata.
Parata di sesta; la sciabola si trova in avanti col-
l'impugnatura a sinistra e la punta a destra; il braccio
piegato ad angolo ottuso; il pugno un poco a sinistra
e avanti alla testa ; la punta della lama un poco più
alta e molto più avanti della coccia; il taglio rivolto
in alto. La sesta para i colpi diretti alla testa.
Parata di terza bassa ; il braccio dev'essere piegato col
gomito a sinistra e quasi a contatto del fianco; la mano
forma un angolo coli' avambraccio, col vertice in dentro
(movimento di estensione); la sciabola trovasi a de-
stra colla coccia a pochi centimetri sopra il ginocchio;
la punta all' altezza della spalla ed alquanto in fuori di
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 393
essa-, il taglio della lama rivolto in basso. Para i colpi
diretti al fianco.
Parata di quarta bassa; il braccio è molto piegato;
l'avambraccio a. contatto del fianco destro; il pugno a
pochi centimetri dall'inguine; la punta della lama all'al-
tezza della spalla ed alquanto a sinistra di essa; il taglio
rivolto in basso. Para i colpi vibrati alla pancia, nonché
la puntata, per la quale si porterà il pugno un poco
più avanti ed a sinistra. (0
Avvertenza. — / pinti fissati pel braccio, pel pugno e per la
punta della sciabola non sono costanti, ma varia la loro posizione in
ragione del modo con cui V avversario dirige i suoi colpi. Parimente la
maggiore o minore flessione del braccio deve rispondere alla maggiore
o minore distanza esistente fra i due avversari. Si tenga però sempre
presente che i colpi devono pararsi col forte e col taglio della lama.
§ 21. — Passaggio da una parata all'altra.
Dalla parata di prima si passerà in un tempo solo:
a) alla parata di seconda nel seguente modo: per
movimento d'avambraccio si trasporterà la sciabola a
destra abbassando il pugno senza infletterlo nella sua
articolazione; ed opponendo il forte della propria lama
alla lama nemica, si prenderà l'esatta posizione della
parata di seconda-,
b) alla parata di terza nel seguente modo: per mo-
vimento in ispecie d'avambraccio si trasporterà la scia-
bola a destra facendo descrivere alla punta un arco colla
convessità in alto; e portando il pugno all'altezza della
spalla, si prenderà la posizione precisa della parata di
terza;
(i) Le parate di terza bassa e quarta bassa si eseguiscono sempre di tocco.
394 PARTE QUARTA
c) alla parata di quarta bassa nel seguente modo:
si alzerà la punta della sciabola, si girerà il taglio verso
terra, ed abbassando braccio e sciabola si prenderà la
posizione di quarta bassa. Frattanto si eviterà qualsiasi
movimento di flessione della mano.
Dalla parata di seconda si passerà in un tempo solo:
a) alla parata di prima nel seguente modo: si tra-
sporterà la sciabola a sinistra alzando diagonalmente
il braccio, e facendo descrivere alla punta la via più
breve si prenderà l' esatta posizione della parata di
prima;
b) alla parata di quinta nel seguente modo: si por-
terà la sciabola al di sopra del capo alzando il braccio
senza inflettere il pugno nella sua articolazione, e fa-
cendo percorrere alla punta la via più breve si pren-
derà la precisa posizione della parata di quinta;
e) alla parata di terza nel seguente modo : per
movimento d'avambraccio si trasporterà la sciabola in
alto a destra, e facendo descrivere alla punta un arco
colla convessità in dentro si prenderà la posizione della
parata di terza.
Dalla parata di terza si passerà in un tempo solo:
a) alla parata di quarta nel seguente modo : per
movimento rotatorio dell'avambraccio e senza flettere
la mano si trasporterà la sciabola a sinistra facendo
percorrere alla punta la via più breve, e si prenderà la
precisa posizione della parata di quarta;
b) alla parata di quarta bassa nel seguente modo:
si eseguirà lo stesso movimento descritto per la parata
precedente, abbassando però il pugno, e si prenderà
l'identica posizione della parata di quarta bassa;
e) alla parata di sesta nel seguente modo: si por-
TRATTATO DELLA SCIABOLA 395
terà la sciabola al di sopra della testa flettendo poco il
braccio e rotando l'avambraccio, senza inflettere il pu-
gno si farà percorrere alla punta della lama la via più
breve e si prenderà la posizione della parata di sesta;
d) alla parata di seconda nel seguente modo: fa-
cendo perno al gomito e mantenendo il pugno rigido
si farà descrivere alla punta della lama un arco colla
convessità in dentro, si trasporterà per tal modo la scia-
bola in basso e si prenderà l'esatta posizione della pa-
rata di seconda.
Dalla parata di quarta si passerà in un tempo solo:
a) alla quarta bassa nel seguente modo: si fletterà
mao-mormente il braccio mantenendo rigida l'articola-
zione del polso, ed abbassando il pugno fino all'altezza
dell'inguine si prenderà l'esatta posizione della parata
di quarta bassa;
b) alla quinta nel seguente modo : si porterà la scia-
bola al di sopra del capo mediante la rotazione del-
l' avambraccio, si manterrà rigida l' articolazione del
polso e si prenderà l'esatta posizione della parata di
quinta;
e) alla parata di terza nel seguente modo : per mo-
vimento rotatorio dell'avambraccio e senza flettere il
pugno si trasporterà la sciabola a destra, si farà per-
correre alla punta la via più breve e si prenderà la
posizione della parata di terza;
d) alla parata di terza bassa, nel seguente modo:
si eseguirà coli' avambraccio lo stesso movimento ac-
cennato per la parata precedente, si abbasserà e si an-
golerà il pugno e si prenderà la precisa posizione della
parata di terza bassa;
e) alla parata di seconda nel seguente modo: per
396 PARTE QUARTA'
movimento rotatorio dell' avambraccio e senza flettere
il pugno si farà descrivere alla punta un arco colla
convessità in dentro, si trasporterà per tal modo la scia-
bola in basso ed a destra e si prenderà la precisa po-
sizione della parata di seconda.
Dalla parata di quinta si passerà in un tempo solo:
a) alla parata di quarta nel seguente modo : senza
flettere il pugno si roterà l'avambraccio, si porterà la
sciabola a sinistra e si prenderà la posizione della pa-
rata di quarta;
b) alla parata di quarta bassa nel seguente modo:
si eseguirà col braccio lo stesso movimento descritto
per la parata precedente, flettendo però maggiormente
il braccio, e si prenderà l'esatta posizione della parata
di quarta bassa;
e) alla parata di terza nel seguente modo: per mo-
vimento d'avambraccio e senza flettere menomamente
il polso si farà descrivere alla punta della lama un
arco colla convessità in alto, si porterà in tal guisa la
sciabola a destra e si prenderà la posizione della pa-
rata di terza;
ci) alla parata di seconda nel seguente modo: man-
tenendo rigida l'articolazione del polso e facendo perno
al gomito si farà descrivere alla punta della lama un
arco colla convessità in dentro, si porterà per tal modo
la sciabola in basso a destra e si prenderà la posi-
zione della parata di seconda.
Dalla sesta si passerà in un tempo solo:
a) alla parata di quarta bassa nel seguente modo:
si abbasserà la sciabola, si farà passare il braccio ra-
sente al corpo e si prenderà la posizione della parata
di quarta bassa;
TRATTATO DELLA SCIABOLA 397
b) alla parata di terza nel seguente modo: senza
flettere il polso e con movimento rotatorio dell'avam-
braccio si abbasserà alquanto la sciabola portandola a
destra, si distenderà quasi interamente il braccio e si
prenderà la posizione della parata di terza;
cj alla parata di terza bassa nel seguente modo:
si abbasserà il braccio, si formerà angolo nel pugno e si
prenderà la precisa posizione della parata di terza bassa;
d) alla parata di seconda nel seguente modo: fa-
cendo perno al gomito e portando la sciabola in basso
a destra si farà descrivere alla punta della lama un
arco colla convessità in dentro, si distenderà il braccio
e si prenderà l'esatta posizione della parata di seconda.
Si avrà cura, nell' abbassare la sciabola, di non portare
la punta dietro la testa.
Dalla parata di terza bassa si passerà in un tempo solo :
a) alla parata di sesta nel seguente modo: disten-
dendo la mano si alzerà il braccio, si porterà la sciabola
al di sopra del capo e si prenderà la posizione della
parata di sesta;
b) alla parata di quarta nel seguente modo: disten-
dendo la mano ed alquanto il braccio, si porterà la
sciabola a sinistra per movimento d'avambraccio, e si
prenderà l' esatta posizione della parata di quarta avendo
cura di non flettere la mano;
e) alla parata di quarta bassa nel seguente modo:
distendendo totalmente la mano si porterà la sciabola
a sinistra per movimento d'avambraccio e si prenderà
la precisa posizione della parata di quarta bassa;
Dalla parata di quarta bassa si passerà in un tempo solo :
a) alla parata di terza bassa nel seguente modo:
si porterà il gomito in dentro per quanto sarà possi-
398 PARTE QUARTA
bile e l'avambraccio a destra angolando la mano, e si
prenderà la posizione della parata di terza bassa;
b) alla parata di terza nel seguente modo: alzando
e distendendo quasi interamente il braccio si porterà la
sciabola a destra e si prenderà la posizione della pa-
rata di terza;
e) alla parata di quinta nel seguente modo : alzando
il braccio e distendendolo quasi interamente, si porterà
la sciabola al di sopra del capo per movimento rota-
torio del braccio e si prenderà la posizione della pa-
rata di quinta.
Avvertenza. — 77 maestro porrà la massima attenzione affinchè,
nel passare da una parata all'altra, l'allievo trasportila sciabola
bene equilibrata ed eviti il difetto di lasciare indietro la punta.
Per fargli ottenere l' esattezza dei movimenti nel passaggio da una
parata all' altra, dovrà osservare che la mano guidatile la sciabola
mantenga questa bene impugnata, che non muova il manico dal punto
fissato ed aumenti la stretta sull'impugnatura al momento d'incon-
trare il ferro avversario.
La parata sarà efficace e giusta se il braccio di leva che si op-
porrà col proprio ferro risulterà più corto di quello formato dal
ferro dell' avversario; il che vuol dire che bisognerà in tutte le pa-
rate opporre sempre il forte della propria lama al medio di quella
nemica.
La velocità che si dovrà impiegare nelle parate dovrà essere in
ragione diretta della velocità del colpo che vibrerà l' avversario,
§ 22. — Molinelli.
Per molinello s'intende qualunque movimento di cir-
eumduzione dell'avambraccio e della sciabola eseguito
allo scopo di vibrare un colpo di taglio.
I molinelli sono non solo utili, ma anche indispensabili;
utili perchè essi sviluppano al massimo grado la forza
TRATTATO DELLA SCIABOLA 399
e la elasticità del braccio; indispensabili, poiché mol-
tissime delle più importanti azioni di taglio non potreb-
bero svolgersi senza la loro applicazione. Essi aiutano
altresì a condurre la sciabola bene equilibrata ed a
dirigere bene i colpi al bersaglio.
L'articolazione della spalla dovrà concorrere in mi-
nima parte nell'esecuzione dei molinelli tutti, e quella
del gomito dovrà essere assecondata da movimenti di
lateralità e di estensione della mano, affine di dare ai
molinelli stessi tutta quella elasticità necessaria perchè
essi raggiungano l'efficacia desiderata.
I molinelli possono essere di testa, di figura e di
fianco, e si possono eseguire tanto a sinistra che a de-
stra relativamente allo schermidore e indifferentemente
da qualsiasi posizione di parata. (0
§ 23. — Molinello di testa a sinistra.
Dalla posizione di parata di terza si eseguisce il mo-
linello di testa a sinistra in due tempi :
i.° Alzando e piegando energicamente il braccio
ed abbassando la punta si porterà indietro la sciabola
facendola passare rasente al corpo. L'arme dovrà ri-
sultare in posizione diagonale col taglio indietro e la
punta all'altezza del fianco, il pugno sopra la fronte,
lo sguardo sotto l'avambraccio.
2.0 Facendo perno al gomito e distendendo con
forza ed elasticità il braccio in avanti si farà descri-
(1) Per ragione di convenienza però si prescrive per ogni singolo molinello,
come punto di partenza, una sola posizione di parata e precisamente quella
più adatta alla facile esecuzione, cui dovranno ridursi tutti i movimenti, che risol-
vendosi nello stesso molinello, hanno principio da altre posizioni.
400 PARTE QUARTA
vere alla punta della sciabola un arco di cerchio. Il
pugno dovrà risultare in terza posizione, angolato col
vertice in alto, ed all'altezza del mento.
§ 24. — Molinello di testa a destra.
Dalla posizione di parata di quarta si eseguisce il
molinello di testa a destra in due tempi:
i.° Si aumenterà la supinazione della mano fino
a che il taglio riesca in alto, ed abbassando la punta
ed alzando e piegando il braccio si porterà la sciabola
dietro alle reni assecondando 1' atto con leggiero mo-
vimento del busto. L' arme dovrà risultare in posizione
diagonale colla lama in prossimità del braccio sinistro,
il taglio indietro ed il pugno all'altezza della testa.
2° Facendo perno al gomito e distendendo con
forza ed elasticità il braccio in avanti si descriverà
colla punta della sciabola un arco di cerchio. Il pugno
dovrà risultare in terza posizione, angolato col vertice
in alto ed all' altezza del mento. (*)
§ 25. — Molinello di figura a sinistra.
Dalla posizione di parata di quarta si eseguisce il
molinello di figura a sinistra in due tempi:
i.° Piegando quasi interamente il braccio, facendo
descrivere alla punta un semicerchio in senso verticale
e senza inflettere il pugno si alzerà e si porterà la
sciabola davanti alla faccia. Il gomito dovrà risultare
sulla linea ed all'altezza delle spalle, la mano all'altezza
(1) Questo molinello non si adopererà mai come vera azione schermistica,
essendo costituito esclusivamente allo scopo di sviluppare la forza e l'elasticità
del braccio nonché 1' agilità del corpo.
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 40 1
del mento, l'arme orizzontale e per quanto sia possibile
in linea dell'avambraccio, il taglio rivolto a sinistra.
2.0 Facendo perno al gomito e descrivendo colla
punta un semicerchio in senso orizzontale si distenderà
energicamente il braccio in avanti. Il pugno dovrà ri-
sultare in seconda posizione sulla linea ed all'altezza
delle spalle, il taglio a destra e quasicchè impercetti-
bilmente rivolto in alto.
§ 26. — Molinello di figura a destra.
Dalla posizione di parata di terza si eseguirà il mo-
linello di figura a destra in due tempi:
i.° Piegando interamente il braccio senza punto
inflettere il pugno e facendo descrivere alla punta un
semicerchio in senso verticale si alzerà e si porterà la
sciabola dietro la testa. Il pugno dovrà risultare a li-
vello della tempia, la sciabola orizzontale e col taglio
a destra.
2.0 Facendo perno al gomito e descrivendo colla
punta un semicerchio in senso orizzontale si distenderà
energicamente il braccio in avanti. Il pugno dovrà ri-
sultare in quarta posizione sulla linea ed all' altezza
delle spalle, la sciabola in linea col braccio, taglio a
sinistra e quasicchè impercettibilmente rivolto in alto.
§ 27. — Molinello di fianco a sinistra.
Dalla posizione di parata di quarta si eseguisce il
molinello di fianco a sinistra in due tempi:
i.° Si opererà come nel primo tempo del moli-
nello di figura a sinistra.
26
402 PARTE QUARTA
2.° Si distenderà il braccio come al secondo tempo
dello stesso molinello, abbassandolo però un poco e in
modo che la sciabola cada colla punta all' altezza del
fianco e col taglio rivolto a destra e alquanto in alto.
§ 28. — Molinello di fianco a destra.
Dalla posizione di parata di terza si eseguisce il
molinello di fianco a destra in due tempi :
i.° Si agirà come nel primo tempo del molinello
di figura a destra.
2° Si distenderà il braccio come al secondo tempo
dello stesso molinello, abbassandolo però un poco e in
modo che la sciabola cada colla punta all' altezza del
fianco e col taglio rivolto a sinistra e un poco in alto.
Avvertenza. — 77 secondo tempo di ciascun molinello dovrà
essere assecondato da leggiera inclinazione del corpo in avanti, af-
fine di evitare V oscillazione della lama.
Il movimento del busto dovrà accompagnare quello del braccio in
tutti i molinelli di destra, allo scopo di rendere sciolta razione e di
facilitarne la perfetta esecuzione.
Allorquando V allievo sappia eseguire in due tempi i descritti mo-
linelli con sufficiente esattezza, il maestro glieli farà eseguire in un
tempo solo e con movimento continuato, osservando rigorosamente che
durante l' esecuzione non venga lasciata indietro la punta, che non venga
flesso inopportunamente il pugno, e specialmente che il manico non sfugga
dal punto prescritto; quindi glieli farà eseguire alternativamente, e
combinandoli in qualsiasi maniera. E infine uno stesso molinello lo
farà eseguire indifferentemente da qualsiasi posizione di parata.
Z' esercizio severo e costante dei molinelli riesce il più bello e
vantaggioso, poiché non solo rende massimamente agili e forti le mem-
bra, ma più d' ogni altro favorisce la padronanza del ferro, tanto
necessaria sopratutto nelle azioni di taglio.
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 40;
CAPITOLO TERZO
A-fondo. — Dall' a-fondo in guardia. — Dell' a-fondo collo slancio del piede
sinistro indietro. — Delle puntate. — Puntata dritta. — Dèlie puntate di
filo. — Delle puntate di cavazione. — Delle sciabolate. — Risposta sem-
plice. — Tarate di contro. — Ceduta di quarta bassa.
§ 29. — A-fondo.
L' a- -fondo è quell'atteggiamento che deve assumere
lo schermidore nell' atto di vibrare qualsiasi colpo. (0
Si eseguisce in un tempo solo. Dalla posizione di guardia
si premerà fortemente il piede sinistro al suolo; si con-
trarranno maggiormente i muscoli dell' arto inferiore
sinistro, affinchè esso scattando come molla spinga in
avanti tutto il corpo; il piede destro rasentando il suolo
sarà portato avanti sulla direttrice per la metà dello
spazio compreso fra i piedi (2) e verrà battuto a terra
vivamente; il piede sinistro dovrà rimanere fisso al suo
posto; il peso del corpo dovrà gravitare quasi intera-
mente sulla gamba destra.
In tale posizione il pugno e le spalle dovranno for-
mare una linea retta; il tronco e l'arto inferiore sini-
stro una diagonale; la gamba destra dovrà essere per-
pendicolare al suolo; il tronco dovrà formare colla coscia
(i) Il colpo al braccio in determinati casi potrà vibrarsi anche dalla posi-
zione di guardia.
(2) La distanza che si frappone fra i talloni dovrà essere eguale ai sei de-
cimi della propria statura.
404 PARTE QUARTA
destra un angolo di circa 90 gradi; la coscia destra
colla gamba un angolo di circa no gradi.
I requisiti àéXa—fondo sono:
La lunghezza, per poter colpire da lontano più che
sia possibile affine di non assoggettarsi talvolta ai pe-
ricoli che inevitabilmente ne avverrebbero dal troppo
avvicinarsi.
L' equilibrio, per meglio sostenere l'urto della parata
dell' avversario e per tornare in guardia con velocità
e sicurezza.
La coordinazione, che consiste nell' azione simultanea
dell' intero sistema di leve, e per la quale si consegue
il maggior effetto utile.
Avvertenza. — ■ 77 Maestro avvertirà l'allievo di contrarre tutto
il sistema muscolare prima detratto dello scatto, affitte di ottenere il
massimo impulso.
§ 30. — Dall' a-fondo in guardia.
L'allievo farà forza colla gamba destra; premerà il
piede destro a terra, e facendo leva sulle estremità in-
feriori e piegando la gamba sinistra porterà il tronco
indietro; contemporaneamente porterà la gamba destra
indietro e battendo con energia il piede destro a terra
riprenderà l'esatta posizione di guardia.
§ 31. — A-fondo collo slancio del piede sinistro
in dietro.
Scopo di quest'azione è quello di vibrare il colpo
all'avversario quando sia raccorciata la misura.
Si eseguisce in un tempo solo. Facendo forza sulle
gambe e spingendo impercettibilmente il tronco in alto
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 405
e molto innanzi si solleveranno di poco i piedi da terra; e
slanciando energicamente indietro il piede sinistro sulla
direttrice per tanto quanto è la metà della guardia, si
prenderà l'esatta posizione de\Y a-fiondo battendo viva-
mente il piede destro a terra.
§ 32. — Delle puntate.
Per puntata s' intende qualunque colpo vibrato colla
punta della sciabola.
Come nella scherma di spada, così in questa di scia-
bola le puntate sono dritte, di filo o di cavazione.
Dicesi dritta quella puntata che si vibra in modo
che la propria lama non strisci sulla sciabola dell'av-
versario e che la punta percorra una linea retta.
Dicesi di filo quella puntata che si sviluppa mante-
nendo la propria sciabola a contatto di quella dell'av-
versario e dominandone i gradi.
Dicesi di cavazione quella puntata che si svolge tra-
sportando con movimento elicoidale la punta della pro-
pria sciabola già soggetta ad un legamento dell'av-
versario, nella parte del bersaglio rimasta scoperta a
causa del legamento stesso.
Avvertenza. — In qualsiasi puntata, nella scherma di sciabola,
il pugno dovrà essere girato in seconda posizione, e si farà suir im-
pugnatura la massima pressione della mano nelT istante in cui la
punta toccherà il bersaglio.
% 33- — Puntata dritta.
La puntata dritta è la più semplice fra tutte le azioni
di offesa e conseguentemente la più facile, poiché per
eseguirla non è d'uopo di modificare la posizione del
406 PARTE QUARTA
braccio né quella della sciabola, ma soltanto di slan-
ciarsi a-fondo nel modo già accennato.
Importa, sopratutto, mantenere ben fermo il braccio
destro nelle sue varie articolazioni, affinchè la lama e
la punta non ricevano oscillazioni di sorta per lo scatto
energico della gamba sinistra e per l'avanzare del corpo.
La puntata dritta può eseguirsi indifferente da cia-
scuno dei cinque inviti dell'avversario e sempre in un
tempo solo.
§ 34. — Delle puntate di filo.
Le puntate di filo possono eseguirsi sia dal proprio
legamento che in seguito alla propria parata di seconda
o di terza, e prendono rispettivamente il nome di filo
di seconda e filo di terza.
Il filo di seconda si eseguisce in un tempo solo. Im-
possessandosi dei gradi deboli della lama nemica si vi-
brerà una puntata al fianco dell' avversario facendo
strisciare sul suo il proprio taglio.
Il filo di terza si eseguisce in un tempo solo. Impos-
sessandosi dei gradi deboli della lama nemica si vibrerà
una puntata al petto dell'avversario facendo scorrere sul
suo il proprio taglio.
§ 35. — Delle puntate di cavazione.
Le puntate di cavazione si eseguiscono da qualsiasi
legamento dell'avversario, in un tempo solo e facendo
perno alla spalla, affine di ottenere la massima stret-
tezza dei giri e la maggiore velocità possibile. (0
(1) Vedi parte II, pag. 152.
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 407
Esse prendono rispettivamente il nome di:
a ] e av azione sotto quando la puntata ha origine
dal legamento di prima, di terza o di quinta dell'av-
versario. Con velocissimo movimento di braccio, si svin-
colerà la propria lama dalla lama avversa facendola
passare destramente dall'alto in basso e rasente alla
coccia ed al braccio dell'avversario, e descrivendo colla
punta una linea elicoidale si vibrerà una puntata al
fianco;
b) cavazione al petto sopra quando la puntata ha
origine dal legamento di seconda dell' avversario. Con
velocissimo movimento di braccio si svincolerà la pro-
pria lama dalla lama avversa facendola passare destra-
mente dal basso in alto e rasente alla coccia ed al
braccio dell' avversario, e descrivendo colla punta una
linea elicoidale si vibrerà una puntata sopra, al petto;
e) cavazione al petto in dentro quando la puntata
ha origine dal legamento di terza dell'avversario. Con
velocissimo e strettissimo movimento di braccio si svin-
colerà la propria lama dalla lama avversa facendola
passare destramente da sinistra a destra e rasente alla
coccia ed al braccio dell'avversario, e descrivendo colla
punta una linea elicoidale si vibrerà una puntata al
petto, in dentro-,
d) cavazione al petto in fuori quando la puntata
ha origine dal legamento di quarta. E la più difficile
fra tutte, per la ragione che la punta nel descrivere
la linea elicoidale dovrà percorrere una via più lunga
di quella percorsa nelle altre tre cavazioni, cioè quasi
un intero passo. Con velocissimo e strettissimo movi-
mento di braccio si svincolerà la propria lama dalla
lama avversa facendola passare destramente da destra
408 PARTE QUARTA
a sinistra e rasente alla coccia ed al braccio dell' av-
versario, e descrivendo una linea elicoidale si vibrerà
una puntata al petto, in fuori.
Avvertenza. — // Maestro avvertirà l'allievo di far sempre'
precedere il movimento della punta al movimento del corpo; di man-
tenere costantemente il pugno in seconda posizione senza infletterlo
nella sua articolazione; di eseguire la e av azione a spira; di muovere
impercettibilmente il braccio affinchè i giri risultino strettissimi; di
non irrigidire e contrarre la spalla e di mantenerla invece natu-
ralmente sciolta, facendo agire liberamente ed agilmente la testa del-
l'1 omero nella sua cavità articolare.
§ 36. — Delle sciabolate.
Qualunque colpo vibrato col taglio dicesi sciabolata.
La sciabolata può essere: dritta, di molinello o di coupé.
Dicesi sciabolata dritta quella che si vibra facendo
percorrere alla propria arme la via più breve mentre
questa si trova sgombra dal ferro nemico.
Dicesi sciabolata di molinello quella che si vibra po-
nendo in atto uno dei molinelli innanzi descritti.
Dicesi sciabolata di coupé, o semplicemente cotipé,
quella che si vibra svincolando il proprio ferro dal
ferro nemico senza far circolare la punta.
Le sciabolate dritte e di molinello possono vibrarsi
alla testa, alla figura, al petto, alla pancia ed al fianco;
quelle di coupé esclusivamente alla testa.
§ 37. — Sciabolata dritta alla testa.
La sciabolata dritta alla testa si vibra in un tempo
solo e dalle seguenti posizioni:
a) dal proprio invito o dalla propria parata di
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 40 9
terza. Si girerà il pugno in terza senza abbassare il go-
mito, si piegherà un poco il braccio per dare maggior
violenza al colpo, e distendendolo nuovamente con forza
si vibrerà in senso verticale la sciabolata alla testa del-
l'avversario e si prenderà col braccio e colla sciabola
la posizione del secondo tempo del molinello di testa;
b) dalla propria parata o dal proprio legamento
di quarta e nel modo accennato pel caso precedente,
portando però il pugno sulla linea delle spalle nell'atto
di piegare il braccio;
e) dalla propria parata di terza bassa. S'alzerà e
si distenderà con forza il braccio, si porterà il pugno in
terza posizione e si vibrerà la sciabolata alla testa del-
l'avversario in senso verticale prendendo col braccio
e colla sciabola la posizione del secondo tempo del
molinello di testa;
d) dalla propria parata di quarta bassa e nel modo
accennato per la terza bassa.
§ 38. — Sciabolata dritta alla figura interna.
La sciabolata dritta alla figura intema si vibra in un
tempo solo e dalle seguenti posizioni :
a) dal proprio invito di terza o dalla propria pa-
rata o legamento di quarta. Mettendo il pugno in quinta
posizione si piegherà leggermente e si porterà il braccio
un poco a destra, e distendendolo con energia ed ela-
sticità si vibrerà la sciabolata in senso orizzontale alla
guancia sinistra dell'avversario. Il braccio e la sciabola
risulteranno come al secondo tempo del molinello di
figura a destra ;
b) dalla parata di terza bassa. Si alzerà e si disten-
4 IO PARTE QUARTA
derà con forza il braccio, e girando il pugno in quarta
posizione si vibrerà la sciabolata in senso orizzontale
alla guancia sinistra prendendo col braccio e colla scia-
bola la posizione del secondo tempo del molinello di
figura a destra ;
e) dalla parata di quarta bassa. Si alzerà e si disten-
derà con energia il braccio, e girando simultaneamente
il pugno in quarta posizione si vibrerà la sciabolata
in senso orizzontale alla guancia sinistra prendendo col
braccio e colla sciabola la posizione del secondo tempo
del molinello di figura a destra.
§ 39- — Sciabolata dritta alla figura esterna.
La sciabolata dritta alla figura esterna si vibra in un
tempo solo e dalle seguenti posizioni :
a) dall'invito, dalla parata o dal legamento di se-
conda. Si piegherà un poco il braccio destro per dare
maggior vigore al colpo, si alzerà e si distenderà il brac-
cio mantenendo costantemente il pugno in seconda po-
sizione e si vibrerà con forza la sciabolata in senso
orizzontale alla guancia destra prendendo col braccio
e colla sciabola la posizione del secondo tempo del mo-
linello di figura a sinistra;
bj dall'invito, dal legamento o dalla parata di quarta.
Si girerà il pugno in seconda posizione piegando ancora
un poco e simultaneamente il braccio destro, e disten-
dendolo energicamente si vibrerà la sciabolata in senso
orizzontale alla guancia destra prendendo col braccio
e colla sciabola la posizione del secondo tempo del mo-
linello di figura a sinistra;
e) dalla parata di quarta bassa. Si alzerà il brac-
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TRATTATO DELLA SCIABOLA 4 1 I
ciò girando il pugno in seconda posizione e si vibrerà
la sciabolata in senso orizzontale alla guancia destra
prendendo col braccio e colla sciabola la posizione del
secondo tempo del molinello di figura a sinistra.
§ 40. — Sciabolata dritta al petto, o alla pancia.
La sciabolata dritta al petto od alla pancia si vibra
in un tempo solo e dalle seguenti posizioni:
a) dalla guardia di terza e dal legamento o dalla pa-
rata di quarta. Col pugno in quinta posizione si piegherà
un poco il braccio, e distendendolo con forza ed elasticità
si vibrerà in senso orizzontale la sciabolata al petto od
alla pancia, tenendo il pugno in quarta ed a livello della
spalla quando la sciabolata sarà diretta al petto, e a li-
vello della mammella quando essa sarà diretta alla pancia.
b) dalla parata di sesta. Si abbasserà e si disten-
derà con forza il braccio, e si vibrerà la sciabolata al
petto, od alla pancia, come dalla parata di quarta -,
e) dalla parata di terza bassa. Si alzerà il braccio
e girando il pugno in quarta posizione si vibrerà in
senso orizzontale la sciabolata al petto;
d) dalla parata di quarta bassa. Si agirà come nel
caso precedente.
§ 41. — Sciabolata dritta al fianco.
La sciabolata dritta al fianco si vibra in un tempo
solo e dalle seguenti posizioni:
a) dalla propria parata o legamento di prima. Gi-
rando il pugno in seconda posizione si abbasserà e si
piegherà impercettibilmente il braccio, e distendendolo
con energia si vibrerà in senso quasi orizzontale la scia-
412 PARTE QUARTA
boiata al fianco prendendo col braccio e colla sciabola
la stessa posizione come al secondo tempo del molinello
di fianco a sinistra;
b) dalla propria parata o dal legamento di terza.
Si abbasserà e si piegherà impercettibilmente il braccio,
e conservando il pugno in seconda posizione lo si di-
stenderà nuovamente con forza e si vibrerà in senso
quasi orizzontale la sciabolata al fianco prendendo col
braccio e colla sciabola la posizione del secondo tempo
del molinello di fianco a sinistra;
e) dalla propria parata o dal legamento di quinta
e nel modo accennato nel caso precedente.
§ 42. — Sciabolata di molinello alla testa.
La sciabolata di molinello alla testa si vibra in un
tempo solo e dalle seguenti posizioni:
a) dalla propria parata o dal legamento di prima.
Si piegherà ed alzerà il braccio fino all' altezza della
fronte, e ritirando la sciabola di tanto quanto sarà neces-
sario per disimpegnarla da quella nemica si farà per-
correre al pugno ed alla punta la stessa via, che si
percorre nel molinello di testa a sinistra, e si vibrerà
in senso verticale una sciabolata alla testa.
b) dalla propria parata o legamento di seconda
od anche dal legamento di seconda dell'avversario. Si
distaccherà la sciabola da quella dell' avversario pie-
gando ed alzando il braccio fino a livello della fronte,
e facendo passare la propria lama ben rasente al corpo
si eseguirà un ristrettissimo molinello di testa a sinistra
e si vibrerà in senso verticale una sciabolata alla testa.
e) dalla propria parata o dal legamento di quinta.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 413
Si abbasserà verticalmente la sciabola piegando e riti-
rando il braccio fino a che il pugno risulti all'altezza della
fronte, e facendo passare la lama ben rasente al corpo
si descriverà un ristrettissimo molinello di testa a sini-
stra e si vibrerà una sciabolata alla testa.
§ 43. — Sciabolata di molinello alla figura interna,
al petto, od alla pancia.
La sciabolata di molinello alla figura interna, al petto,
od alla pancia si eseguisce in un tempo solo dalle se-
guenti posizioni:
a) dalla propria parata o dal proprio legamento
di terza od anche dal legamento di terza dell' avver-
sario. Si piegherà l'avambraccio senza abbassare il go-
mito, e facendo scorrere la propria lama sul taglio di
quella nemica e ritirandola oltre la punta e girando il
pugno in quarta posizione, si vibrerà una sciabolata alla
guancia sinistra, al petto, od alla pancia, mediante l'ese-
cuzione di un molinello di figura o di fianco a destra ;
b) dalla propria parata o dal proprio legamento
di quinta od anche dal legamento di quinta dell' av-
versario, e nel modo accennato per l'azione precedente.
e) dalla propria parata o dal proprio legamento
di prima, mediante un molinello di testa a sinistra e
girando il pugno in quarta posizione nell' ultimo mo-
mento del molinello.
§ 44. — Sciabolata di molinello alla figura esterna.
La sciabolata di molinello alla figura esterna si ese-
guisce in un tempo solo dalle seguenti posizioni :
a) dal legamento di quarta dell' avversario. Si pie-
414 PARTE QUARTA
£herà l'avambraccio senza abbassare il gomito, e fa-
cendo scorrere la propria lama sul laglio di quella ne-
mica e ritirandola oltre la punta col pugno sempre in
seconda, si vibrerà una sciabolata alla guancia destra
mediante il molinello di figura a sinistra;
b) dalla propria parata o dal proprio legamento di
prima. Mediante un molinello di testa a sinistra si vi-
brerà la sciabolata alla guancia destra girando il pugno
in seconda posizione nell'ultimo momento del molinello.
§ 45. — Sciabolata di molinello al fianco.
La sciabolata di molinello al fianco si vibra in un
tempo solo dalle seguenti posizioni:
a) dalla propria parata o legamento di quarta o
dalla parata di sesta. Si fletterà maggiormente il brac-
cio, si farà passare la propria lama rasente la punta
di quella nemica e si dirigerà la sciabolata al fianco
destro dell'avversario eseguendo un molinello di fianco
a sinistra.
§ 46. — Sciabolate di coupé.
11 coupé si eseguisce in un tempo solo e dalle se-
guenti posizioni:
a) dal legamento di quarta dell'avversario, e in que-
sto caso prende nome di coupé in fuori. Si fletterà il
braccio senza abbassare il gomito e portando il pugno
in fuori della propria testa, si vibrerà verticalmente una
sciabolata alla testa dell'avversario col pugno all'altezza
della fronte e col braccio sul piano perpendicolare alla
direttrice, e si avrà cura di far passare la propria lama
ben rasente alla punta nemica.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 415
b) dal legamento di terza avversario, prende nome
di coupé in dentro e si eseguisce colle stesse norme ac-
cennate pel coupé in fuori. (J)
§ 47. — Sciabolate al braccio.
Anche le sciabolate al braccio possono essere vibrate
dritte, di molinello e di coupé e nello stesso modo ac-
cennato per le sciabolate al corpo.
Tutte le volte che si vibrerà una sciabolata al brac-
cio sopra, il taglio della sciabola dovrà essere rivolto
in basso,- se sarà voltato a sinistra, il colpo si dirà vi-
brato al braccio in dentro, e se a destra si dirà vibrato
al braccio in fuori.
I colpi al braccio sopra si potranno vibrare tutte le
volte che si potrà vibrare la sciabolata alla testa; quelli
al braccio in dentro, tutte le volte che si potrà tirare
la sciabolata alla figura interna, al petto od alla pan-
cia; e finalmente i colpi al braccio in fuori, tutte le
volte che si potrà vibrare la sciabolata alla figura esterna
od al fianco.
Avvertenza. — 77 Maestro osserverà rigorosamente che P al-
lievo, neir esecuzione dei colpi di taglio indistintamente, impieghi molta
elasticità nel braccio. Osserverà del pari che in ogni colpo di taglio
egli faccia angolo, più che sia possibile, colla mano e in senso laterale
verso il cubito. Lo avvertirà infine che da ciascuna posizione e sempre
da preferirsi, ove si possa, di vibrare la sciabolata dritta anziché
quella di molinello, per la ragione che in questa il braccio si scopre
maggiormente che in quella e si espone conseguentemente ai colpi in
tempo.
(i) Tanto il coupé in fuori quanto il coupé ht dmtro potranno anche ese-
guirsi rispettivamente dai propri legamenti o parate di quarta e di terza, quando
però il ferro avverso faccia grande pressione contro il ferro proprio.
41 6 PARTE QUARTA
§ 48. — Della risposta semplice.
Il colpo vibrato immediatamente dopo aver eseguito
una parata dicesi risposta; si chiamano semplici quelle
risposte che si possono esaurire in un tempo solo.
Si può rispondere tanto colla puntata che colla scia-
bolata e nel primo caso sia distaccando il ferro che man-
tenendolo a contatto con quello dell'avversario, ma nel
secondo- distaccandolo sempre.
Dalla parata di prima si potrà rispondere :
a) colla sciabolata di molinello alla testa ;
b) colla sciabolata di molinello alla figura interna (0 ;
e) colla sciabolata di molinello alla figura esterna (0 ;
ci) colla sciabolata di molinello al petto (0;
e) colla sciabolata di molinello alla pancia (0 ;
f) colla sciabolata di molinello al braccio sopra ;
g) colla sciabolata dritta al fianco ;
h) colla puntata di cavazione in dentro.
Dalla parata di seconda si potrà rispondere :
a) colla sciabolata di molinello alla testa ;
b) colla sciabolata dritta alla figura esterna ;
e) colla puntata di filo ;
d) colla puntata di cavazione al petto sopra ;
e) colla sciabolata di molinello al braccio sopra ;
Dalla parata di terza si potrà rispondere :
a) colla sciabolata di molinello alla figura interna ;
b) colla sciabolata di molinello al petto ;
(1) Neil' ultimo momento del molinello, quando la sciabola starà per giungere
al bersaglio, si avrà cura di girare il taglio a sinistra per la sciabolata alla figura
interna, petto o pancia, a destra per la sciabolata alla figura esterna.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 417
c) colla sciabolata di molinello alla pancia ;
d) colla sciabolata dritta al fianco ;
e) colla puntata di filo ;
f) colla puntata di cavazione sotto ;
g) colla sciabolata dritta alla testa ;
h) colla sciabolata di molinello al braccio in dentro;
i) colla sciabolata dritta al braccio in fuori.
Dalla parata di quarta si potrà rispondere :
a) colla sciabolata dritta alla testa ;
b) colla sciabolata dritta alla figura interna ;
e) colla sciabolata dritta alla figura esterna;
d) colla sciabolata dritta al petto ;
e) colla sciabolata dritta alla pancia ;
f) colla sciabolata dritta al braccio sopra ;
g) colla puntata dritta ;
h) colla sciabolata di molinello al fianco ;
i) colla sciabolata di molinello al braccio in fuori.
Dalla parata di quinta si potrà rispondere:
a) colla sciabolata di molinello alla testa ;
b) colla sciabolata di molinello alla figura interna ;
e) colla sciabolata di molinello al petto ;
d) colla sciabolata di molinello alla pancia ;
e) colla sciabolata di molinello al braccio in dentro ;
f) colla sciabolata dritta al braccio in fuori ;
g) colla sciabolata dritta al fianco ;
h) colla puntata di cavazione ;
Dalla parata di sesta si potrà rispondere:
a) colla sciabolata dritta al petto ;
b) colla sciabolata dritta alla pancia ;
e) colla sciabolata dritta al braccio in dentro ;
d) colla sciabolata di molinello al braccio in fuori ;
e) colla sciabolata di molinello al fianco.
27
41 8 PARTE QUARTA
Dalla parata di terza bassa si potrà rispondere :
a) colla sciabolata dritta alla testa ;
b) colla sciabolata dritta alla figura interna ed esterna ;
e) colla sciabolata dritta al petto ;
d) colla sciabolata dritta al braccio sopra ;
e) colla puntata dritta al petta sopra.
Dalla parata di quarta bassa si potrà rispondere:
a) colla sciabolata dritta alla testa ;
b) colla sciabolata dritta alla figura esterna ;
e) colla sciabolata dritta alla figura interna ;
d) colla sciabolata dritta al petto ;
e) colla sciabolata dritta alla pancia ;
f) colla sciabolata dritta al braccio sopra ;
g) colla puntata dritta al petto.
Tutte le anzidette risposte dovranno eseguirsi colle
stesse norme accennate per le sciabolate descritte al
§ 33 e seguenti.
Avvertenza. — La risposta ha uri importanza grandissima.
Quando venga eseguita istantaneamente e quasi impossibile che V av-
versario ne possa rimanere immune, tanto più se avrà svolto l' azione
d offesa con tutta la decisiotie e la velocità necessarie per poter colpire.
Si può bensì parare la risposta, quantunque veloce, purché il colpo
precedente venga vibrato in maniera indecisa e colF idea preconcetta
della risposta stessa.
Essa dovrà giungere al bersaglio prima che l' avversario si ac-
cinga a ritornarsene in guardia per accorrere alla parata ; onde non
sarà necessario di avanzare la gamba destra per eseguirla, ma ba-
sterà solamente di alzare il piede destro e di batterlo sul posto, sten-
dendo la gamba sinistra, per dare alla risposta maggior vivacità ed
energia. Trovandosi troppo vicino air avversario si eseguirà l' a- fon do
collo slancio del piede sinistro indietro.
Quando l'allievo saprà eseguire con soddisfacente precisione un
colpo d1 attacco, il maestro,, se sarà possibile, glielo farà eseguire di
risposta e ripetutamente, finche egli raggiunga la massima natura-
lezza e velocità nell' esecuzione medesima.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 419
§ 49. — Parate di contro.
Diconsi parate di contro quelle che .si eseguiscono
facendo percorrere utilmente al pugno ed alla punta una
via più lunga di quella, che si percorrerebbe eseguendo
le parate semplici.
Lo scopo delle parate di contro è quello d' evitare
la necessità di accorrere alle parate di quarta, sesta,
terza bassa e quarta bassa, le quali, come è stato detto
al § 20, scoprono di troppo il bersaglio.
Conseguentemente sono quattro :
a) contro di prima ;
b) contro di seconda ;
e) contro di terza ;
d) contro di quinta.
Il contro di prima si eseguisce quando l' avversario, in
seguito ad una sua parata di prima, terza, quarta, quinta
o sesta, vibri la risposta al lato interno. Si girerà il
pugno in seconda posizione portando la sciabola un
poco a destra col braccio teso, si abbasserà la punta
e, facendola circolare da fuori in dentro, si prenderà la
posizione della parata di prima. (x)
Il contro di seconda si eseguisce quando l'avversario in
seguito ad una sua parata di quarta e sesta risponda al
fianco. Si girerà il pugno in seconda posizione portando
la sciabola un poco a sinistra col braccio teso, si ab-
basserà la punta e, facendola circolare da dentro in
fuori, si prenderà la posizione della parata di seconda.
11 contro di terza si eseguisce quando l' avversario, in
(i) Il contro di prima è eseguibile anche dalla propria parata o dal pro-
prio legamento di prima, terza e quinta.
42 O PARTE QUARTA
seguito alla sua parata di prima, risponda di molinello
alla figura esterna, oppure colla sciabolata dritta dopo la
parata di quarta o di quarta bassa. Si girerà il pugno
in seconda posizione, si abbasserà la punta e, facendola
circolare ben rasente al braccio dell'avversario si pren-
derà la posizione della parata di terza.
Il contro di quinta si eseguisce quando l'avversario, in
seguito ad una delle sue parate di prima, quarta, quarta
bassa e quinta, vibri la risposta alla testa. Eseguendo
lo stesso movimento, che si eseguisce per il contro di
prima, si prenderà la posizione della parata di quinta. (J)
Avvertenza. — Durante l' esecuzione delle parate di contro si
abbia cura di non inflettere il pugno nella sua articolazione.
§ 50. — Ceduta di quarta bassa.
Allorquando l'avversario abbia guadagnato totalmente
i gradi della propria lama per effetto della parata o del
legamento di seconda, e risponda con una puntata di
filo, questa si para più facilmente colla ceduta di quarta
bassa. In un tempo solo si girerà gradatamente il pu-
gno in terza posizione, si fletterà il braccio fino a che
il pugno sia quasi a contatto col fianco, si alzerà la
punta della propria lama, e mantenendo costantemente
il contatto del ferro si prenderà la posizione della pa-
rata di quarta bassa.
(1) Il contro di quinta è ancora eseguibile dalla propria parata o dal proprio
legamento di terza.
*H*
TRATTATO DELLA SCIABOLA 42 1
CAPITOLO QUARTO
Delle finte in generale. — Finta puntata dritta. — ■ Finta di filo. — Finta di
cavazione. — Finta alla testa. — Finta alla figura interna. — Finta alla
figura esterna. — Finta al petto. — Finta alla pancia. — Finta al fianco. —
Finta al braccio. — Doppia finta. — Risposta con finta.
§ 51. — Delle finte in generale.
Qualunque movimento del ferro o del corpo atto a
far credere all' avversario che si voglia eseguire un de-
terminato colpo, mentre in realtà non lo si eseguisce,
dicesi finta.
Ha per scopo di obbligare l' avversario ad accorrere
alla difesa di una ben simulata azione, d'ingannare la
sua parata, e di colpirlo a quella parte del bersaglio
che per la parata stessa avrà scoperto. Essa adunque
deve eseguirsi con energia ed espressione.
La finta, quando sia eseguita con tutte le sue carat-
teristiche, senza dubbio produce l'effetto desiderato es-
sendo la difesa istintiva nell' uomo ; ma quando invece
si curi poco la sua esecuzione essa non solamente riesce
inutile, ma a volte anche dannosa. Inutile perchè non
produce l'effetto desiderato, dannosa perchè sulla finta
l' avversario potrebbe svolgere una azione in tempo.
Affinchè la finta ottenga il maggior effetto, è d'uopo
che lo schermidore prepari lo spirito dell'avversario, e
lo impressioni preventivamente vibrandogli uno o più
42 2 PARTE QUARTA
colpi semplici in quella parte del bersaglio, che vuol
far mira alla finta.
La finta col ferro deve essere sempre accompagnata
da movimento risoluto del corpo, giacché l' esperienza
ha dimostrato che più che il movimento della sciabola,
il movimento energico del corpo obbliga l'avversario
alla parata.
La velocità poi delle finte deve corrispondere alla
velocità delle parate, perocché eseguendo le finte con
velocità maggiore di quella impiegata dall' avversario
nelle parate potrebbe accadere che il colpo finale si ri-
solvesse per caso sulla sua sciabola, senza colpirlo.
Le finte possono essere semplici o doppie. Si diranno
semplici quando una sola finta precederà il colpo finale.
Quando invece il colpo sarà preceduto da due finte, il
loro complesso si distinguerà col nome di doppia fi7iia.
§ 52. — Finta puntata dritta.
La finta puntata dritta è la simulazione della puntata
dritta. Si eseguisce da ciascuno dei cinque inviti del-
l' avversario e sempre in un tempo solo.
§ 53. — Finta puntata dritta sopra e cavazione
al fianco.
Maestro.
Inviterà di seconda.
Allievo.
Dalla guardia di seconda o di
terza inclinerà leggermente ma
energicamente il tronco in avanti,
e battendo contemporaneamente
il piede destro a terra simulerà
una puntata dritta avvicinando
la propria punta al petto del-
l' avversano.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
423
Parerà prima o quinta.
Evitando il contatto della scia-
bola avversaria, eseguirà istanta-
neamente una cavazione al fianco.
§54. — Finta puntata dritta sopra e sciabolata
dritta al fianco.
Inviterà di seconda.
Parerà prima o quinta.
Dalla guardia di seconda o di
terza inclinerà leggermente ma
energicamente il corpo in avanti,
e battendo contemporaneamente
il piede destro a terra accennerà
una puntata dritta avvicinando
la propria punta al petto del-
l' avversario.
Evitando il contatto della scia-
bola dell'avversario, vibrerà istan-
taneamente una sciabolata dritta
al fianco.
55. — Finta puntata dritta sopra e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Inviterà di seconda.
Parerà quinta.
Dalla guardia di seconda o di
terza inclinerà leggermente ed
energicamente il tronco in avanti,
e battendo contemporaneamente
il piede destro a terra accennerà
una puntata dritta al petto del-
l' avversano.
Evitando il contatto della scia-
bola dell' avversario vibrerà istan-
taneamente una sciabolata alla
guancia sinistra, al petto od alla
pancia mediante un ristretto mo-
linello di figura o di fianco a
destra.
424
PARTE QUARTA
§56. — Finta puntata dritta al fianco e cavazione
al petto sopra.
Inviterà di prima o di quinta.
Parerà seconda.
Dalla guardia di seconda in-
clinerà leggermente ma energi-
camente il tronco in avanti, e
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra accennerà
una puntata dritta al fianco del-
l' avversario.
Evitando il contatto della scia-
bola dell' avversario vibrerà istan-
taneamente una puntata di ca-
vazione al petto sopra.
57. — Finta puntata dritta al fianco e sciabolata
dritta alla figura esterna.
Inviterà di prima o di quinta.
Parerà seconda.
Dalla guardia di seconda in-
clinerà leggermente ed energi-
camente il tronco in avanti, e
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra accennerà
una puntata dritta al fianco del-
l' avversario.
Evitando il contatto della scia-
bola dell' avversario vibrerà istan-
taneamente una sciabolata dritta
alla guancia destra.
58. — Finta puntata dritta al fianco
e sciabolata alla testa.
Inviterà di prima o di quinta.
Dalla guardia di seconda ac-
cennerà energicamente una pun-
tata al fianco dell' avversario bat-
TRATTATO DELLA SCIABOLA
425
Parerà seconda.
tendo simultaneamente il piede
destro a terra ed inclinando leg-
germente il tronco in avanti.
Ritirerà destramente la punta
della propria lama, ed eseguendo
velocemente un ristretto moli-
nello di testa a sinistra vibrerà
una sciabolata alla testa dell'av-
versario.
§ 59. — Finta puntata dritta in fuori
e cayazione in dentro.
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Dalla guardia di terza simu-
lerà una puntata al petto in fuori
dell' avversario battendo energi-
camente il piede destro a terra ed
inclinando leggermente il tronco
in avanti.
Evitando il contatto della scia-
bola nemica circolerà la propria
rasente il braccio dell'avversario
e lo colpirà con una cavazione al
petto in dentro.
§ 60. . — Finta puntata dritta in fuori
e coupé in dentro.
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Dalla guardia di terza accen-
nerà energicamente una puntata
dritta al petto in fuori inclinando
leggermente il tronco in avanti
e battendo contemporaneamente
il piede destro a terra.
Alzando e ritirando la propria
punta e disimpegnando la pro-
pria lama, eseguirà istantanea-
426
PARTE QUARTA
mente un coupé evitando il con-
tatto della sciabola dell' avver-
sario e colpendolo alla testa.
§61. — Fiuta puntata dritta iu fuori e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Dalla guardia di terza simu-
lerà energicamente una puntata
al petto in fuori dell' avversario,
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra ed incli-
nando leggermente il tronco in
avanti.
Evitando il contatto della scia-
bola nemica vibrerà istantanea-
mente una sciabolata alla guancia
sinistra, al petto od alla pancia
dell' avversario eseguendo un ri-
stretto molinello di figura o di
fianco a destra.
§62. — Finta puntata dritta in dentro
e cayazione in fuori.
Inviterà di terza.
Parerà quarta.
Dalla guardia di terza accen-
nerà energicamente una puntata
al petto in dentro dell' avversario,
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra ed incli-
nando leggermente il tronco in
avanti.
Evitando il contatto della scia-
bola nemica farà circolare istan-
taneamente la propria punta ben
rasente al braccio dell'avversario
colpendolo al petto in fuori.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
427
§ 63. — Fiuta puntata dritta in dentro
e cava/ione al fianco.
Inviterà di terza.
Dalla guardia di terza simu-
lerà energicamente una puntata
al petto in dentro dell'avversario,
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra ed incli-
nando leggermente il tronco in
avanti.
Vibrerà una cavazione al fian-
co, facendo passare destramente
la propria punta ben rasente al
braccio dell'avversario ed evi-
tando il contatto della sciabola
nemica.
§ 64. — Finta puntata dritta in dentro e sciabolata
dritta al fianco.
Parerà contro di prima.
Inviterà di terza.
Parerà contro di prima.
Dalla guardia di terza fingerà
energicamente una puntata al
petto in dentro, inclinando leg-
germente il corpo in avanti e
battendo contemporaneamente il
piede destro a terra.
Facendo circolare la propria
punta intorno al braccio dell' av-
versario ed evitando il contatto
del ferro nemico vibrerà energi-
camente una sciabolata dritta al
fianco.
§ 65. — Finta puntata dritta in dentro
e sciabolata alla figura esterna 0 al fianco.
Inviterà di terza.
Dalla guardia di terza accen-
nerà energicamente una puntata
428
PARTE QUARTA
Parerà quarta.
al petto in dentro, inclinando
leggermente il tronco in avanti
e battendo contemporaneamente
il piede destro a terra.
Alzando e ritirando la punta
della propria sciabola vibrerà
istantaneamente una sciabolata
alla guancia destra, od al fianco
dell' avversario eseguendo uno
stretto molinello di figura, o di
fianco a sinistra.
§ 66. — Finta puntata dritta in dentro
e coupé in fuori.
Inviterà di terza. Dalla guardia di terza simulerà
energicamente una puntata al
petto in dentro, inclinando lieve-
mente il tronco in avanti e bat-
tendo contemporaneamente il
piede destro a terra.
Alzerà e ritirerà la punta per
tanto quanto basti a farla pas-
sare rasente a quella dell' avver-
sario vibrando istantaneamente
una sciabolata di coupé.
Avvertenza. — Le su esposte finte volendole eseguire camminando
si avrà cura di eseguire il primo tempo simultaneamente al passo
avanti, ed eseguendo il secondo come da pie fermo.
Parerà quarta.
67.
Finta di filo.
La finta di filo non è che la simulazione della pun-
'tata di filo. Si eseguisce sia a pie fermo che cammi-
nando e dal proprio legamento di seconda o di terza.
Al primo tempo si fingerà una puntata di filo, al se-
condo tempo si vibrerà il colpo.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
429
§68 — Fiuta di filo di terza e cavazione in dentro.
Maestro.
Starà in guardia di terza col
pugno all'altezza della mammella.
Parerà terza.
Allievo.
Dal legamento di terza accen-
nerà energicamente un filo di
terza mantenendo il contatto del
ferro, avanzando leggermente il
tronco, e battendo simultanea-
mente il piede destro a terra.
Svincolando la propria punta
dalla lama nemica eseguirà de-
stramente una cavazione in den-
tro, colpendo l'avversario al petto.
69. — Finta di filo di terza e cavazione al fianco.
Starà in guardia di terza col
pugno all'altezza della mammella.
Parerà prima.
Dal legamento di terza simu-
lerà energicamente un filo di
terza, mantenendo il contatto
del ferro, inclinando leggermente
il tronco in avanti e battendo
simultaneamente il piede destro
a terra.
Svincolando velocemente la
propria punta dalla sciabola ne-
mica eseguirà istantaneamente
una cavazione, colpendo l'avver-
sario al fianco.
70. — Finta di filo di terza e sciabolata dritta
al fianco.
Starà in guardia di terza col
pugno all' altezza della mammella.
Dal legamento di terza fingerà
energicamente una puntata di
filo al petto in fuori, inclinando
leggermente il tronco in avanti
43°
PARTE QUARTA
Parerà prima.
e battendo simultaneamente il
piede destro a terra.
Svincolando velocemente la
propria lama dalla lama nemica,
e passandola destramente rasente
al braccio dell' avversario lo col-
pirà al fianco con una sciabolata
dritta.
§71. — Fiuta di filo di terza e sciabolata alla figura
interna, al petto od alla pancia.
Starà in guardia di terza col
pugno a livello della mammella.
Parerà terza.
Dal legamento di terza accen-
nerà energicamente una puntata
di filo al petto in fuori, incli-
nando leggermente il tronco in
avanti e battendo il piede destro
a terra.
Svincolando destramente il
proprio ferro e strisciando il ta-
glio della propria lama sul taglio
di quella nemica, lo farà passare
rasente la punta del ferro dell' av-
versario, colpendolo alla guancia
sinistra, al petto od alla pancia,
eseguendo un ristretto molinello
di figura o di fianco a destra.
§72. — Finta di filo di terza e coupé in dentro.
Starà in guardia di terza col
pugno a livello della mammella.
Dal legamento di terza simu-
lerà energicamente una puntata
di filo al petto in fuori, incli-
nando leggermente il tronco in
avanti e battendo contempora-
neamente il piede destro a terra.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
43*
Parerà terza.
Svincolando il proprio ferro e
strisciando il taglio della propria
lama sul taglio di quella nemica
lo farà passare rasente la punta
del ferro nemico, colpendo 1' av-
versario alla testa con una scia-
bolata di coupé.
73. — Finta di filo di seconda e cavazione
al petto sopra.
Starà in guardia di seconda.
Parerà seconda o ceduta di
quarta bassa.
Dalla guardia di seconda ac-
cennerà energicamente una pun-
tata di filo al fianco, mantenendo
costantemente il contatto del
ferro, avanzando la propria punta
e battendo simultaneamente il
piede destro a terra.
Svincolerà la propria lama
dalla lama nemica, e passandola
rasente il braccio colpirà 1' av-
versario al petto con una velo-
cissima cavazione.
74 — Finta di filo di seconda e sciabolata dritta
alla figura esterna.
Starà in guardia di seconda.
Parerà seconda o ceduta di
quarta bassa.
Dalla guardia di seconda ac-
cennerà una puntata di filo al
fianco, mantenendo sempre il
contatto dei ferri.
Svincolando destramente la
propria lama dalla lama dell' av-
versario, lo colpirà alla guancia
destra con una sciabolata dritta.
432
PARTE QUARTA
Parerà seconda o ceduta di
quarta bassa.
§ 75. — Finta di filo di seconda e sciabolata alla testa.
Starà in guardia di seconda. Dalla guardia di seconda ac-
cennerà una puntata di filo, in-
clinando un poco il tronco in
avanti e battendo simultanea-
mente il piede destro a terra.
Svincolando il proprio ferro
da quello avverso ed eseguendo
un velocissimo molinello di testa
a sinistra, vibrerà una sciabolata
alla testa.
Avvertenza. — Tutte indistintamente le anzidette finte di filo
si eseguiscono anche camminando, muovendo cioè il passo avanti al primo
tempo ed avendo cura di non distaccare il ferro nelV atto di eseguire
la finta di filo.
§ 76. — Della finta di cavazione.
La finta di cavazione è la simulazione della puntata
di cavazione. Consiste nello svolgere la cavazione col
solo braccio e senza andare a-fondo.
Si eseguisce indistintamente da tutti i legamenti e in
un tempo.
§ 77. — Finta cavazione al fianco e cayazione sopra.
Si eseguisce in due tempi
Maestro.
Legherà di prima o di quinta,
Parerà seconda.
Allievo.
Accennerà una puntata di ca-
vazione al fianco dell'avversario
passando la propria punta ben
rasente al suo braccio e battendo
simultaneameute il piede destro.
Evitando la parata, circolerà
la propria punta intorno al brac-
TRATTATO DELLA SCIABOLA
433
ciò dell' avversario, e lo colpirà
al petto con una puntata di ca-
vazione.
78. — Fiuta cavazione al fianco e sciabolata dritta
alla figura esterna.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di prima o di quinta.
Parerà seconda.
Simulerà una puntata di ca-
vazione al fianco dell'avversario.
Evitando la parata fletterà e
distenderà energicamente il brac-
cio destro, e facendo descrivere
alla punta un piccolissimo arco
vibrerà velocemente una sciabo-
lata dritta alla guancia destra
dell' avversario.
79. — Finta cavazione al fianco e sciabolata
alla testa.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di prima o di quinta.
Parerà seconda.
80.
Inclinando alquanto il tronco
in avanti, accennerà una cava-
zione al fianco.
RitireTà istantaneamente la pro-
pria punta flettendo ed alzando il
braccio destro, ed eseguendo un
ristretto molinello di testa a sini-
stra colpirà l'avversario alla testa.
Finta cavazione al petto sopra
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di seconda.
Accennerà una puntata di ca-
vazione al petto dell' avversario
28
434
PARTE QUARTA
Parerà quinta.
inclinando alquanto il corpo in
avanti.
Evitando la parata e passando
la propria punta intorno al brac-
cio dell' avversario, lo colpirà
con una puntata di cavazione al
fianco.
. — Finta cavazione al petto sopra e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di seconda.
Parerà quinta o terza.
Simulerà una puntata di cava-
zione al petto inclinando un poco
il tronco in avanti.
Evitando la parata eseguirà
istantaneamente un ristretto mo-
linello di figura o di fianco a de-
stra, e colpirà 1' avversario alla
guancia sinistra, al petto od alla
pancia.
§ 82. — Finta cavazione al petto in dentro
e cavazione al petto in fuori.
Si eseguisce in due tempi;
Legherà di terza.
Parerà quarta.
Fingerà una puntata di cava
zione al petto in dentro, rasen-
tando colla punta il braccio del-
l' avversario.
Evitando la parata e circo-
lando destramente la propria
punta rasente il braccio dell'av-
versario, lo colpirà al petto in
fuori con una puntata di cava-
zione.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
435
§ s3.
Fiuta cayazione in dentro e coupé in fuori.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di terza.
Parerà quarta.
Simulerà una puntata di ca-
vazione come nel caso prece-
dente.
Evitando la parata eseguirà
destramente un coupé in fuori.
84. — Finta cayazione in fuori e cavazione
in dentro.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di quarta.
Parerà terza.
Accennerà una puntata di ca-
vazione al petto in fuori, incli-
nando alquanto il tronco in
avanti e battendo simultanea-
mente il piede destro.
Evitando la parata vibrerà
destramente una puntata di ca-
vazione, e colpirà l' avversario al
petto in dentro.
85. — Finta cayazione in fuori e coupé in dentro.
Si eseguisce in due tempi
Legherà di quarta.
Parerà terza.
Simulerà una puntata di ca-
vazione come nel caso prece-
dente.
Flettendo ed estendendo rapi-
damente il braccio eviterà la pa-
rata, ed eseguendo un coupé col-
pirà l'avversario alla testa.
436
PARTE QUARTA
§ 86. — Finta cavazione in fuori e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di quarta. Accennerà una puntata di ca-
vazione come nel caso precedente.
Parerà terza. Evitando la parata eseguirà de-
stramente un molinello di figura
o di fianco a destra, e colpirà
1' avversario alla guancia sinistra,
al petto od alla pancia.
Avvertenza. — Le anzidette finte si eseguiscono anche cammi-
nando, e cioè muovendo un passo avanti al primo tempo.
§ 87. — Della finta di sciabolata dritta.
La finta di sciabolata dritta è la simulazione della
sciabolata dritta. Si eseguisce da qualsiasi dei cinque
inviti dell'avversario in un tempo solo.
§ 88. — Finta dritta alla testa, 0 figura interna,
e sciabolata alla figura esterna, od al fianco.
Si eseguisce in due tempi:
Maestro.
Inviterà di terza.
Parerà sesta o quarta, secondo
che la finta sarà stata diretta
alla testa od alla guancia.
Allievo.
Dalla guardia di terza, flet-
tendo e distendendo con elasti-
cità il braccio destro, accennerà
una sciabolata dritta alla testa
od alla guancia sinistra.
Evitando la parata eseguirà un
molinello strettissimo di figura o
di fianco a sinistra, e colpirà l'av-
versario alla guancia destra od
al fianco.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
437
§ 89.
Finta dritta alla testa e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi :
Inviterà di seconda.
Parerà quinta.
Dalla guardia di terza accen-
nerà una sciabolata dritta alla te-
sta, come nella precedente azione.
Con una velocissima cavazione
eviterà la parata dell' avversario
e lo colpirà al fianco.
90.
Finta dritta al fianco e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in due tempi:
Inviterà di quarta.
Parerà seconda.
Inclinando un poco il corpo
in avanti, accennerà una scia-
bolata dritta al fianco flettendo
e distendendo destramente il
braccio e battendo simultanea-
mente il piede destro a terra.
Eviterà la parata ritirando la
propria sciabola, e flettendo ed
alzando il braccio destro ; ed ese-
guendo un velocissimo molinello
di testa a sinistra, colpirà 1' av-
versario alla testa.
§ 91. — Finta dritta alla figura esterna e cavazione
al fianco od al petto.
Si eseguisce in due tempi:
Inviterà di quarta.
Dalla guardia di terza od an-
che dall'invito di quarta, accen-
nerà una sciabolata dritta alla
guancia destra.
43§
PARTE QUARTA
Parerà terza. Evitando la parata eseguirà
una velocisissima cavazione e col-
pirà l'avversario con una pun-
tata al fianco od al petto.
92. — Finta dritta alla figura esterna e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Si eseguisce in due tempi:
Inviterà di quarta. Dalla guardia di terza od an-
che dall' invito di quarta accen-
nerà una sciabolata dritta alla
guancia destra.
Parerà terza. Evitando la parata eseguirà
un ristretto molinello di figura
o di fianco a destra e colpirà
l' avversario alla guancia sinistra,
al petto, od alla pancia.
Avvertenza. — Le anzidette finte si eseguiranno anche cammi-
nando, e cioè muovendo un passo avanti al primo tempo.
§ 93. — Della finta di sciabolata di molinello.
La finta di sciabolata di molinello è la simulazione della
sciabolata di molinello. Si eseguisce in un tempo solo.
Le finte sciabolate di molinello alla testa si svolgono
preferibilmente dalla guardia di seconda; quelle alla
figura, al petto, alla pancia od al fianco preferibilmente
dalla guardia di terza.
§ 94. — Finta alla testa e cavazione al fianco.
Si eseguisce in due tempi:
Maestro.
Starà in guardia di seconda
o legherà di seconda.
Allievo.
Dalla guardia di seconda ese-
guirà un velocissimo molinello
TRATTATO DELLA SCIABOLA
439
Parerà quinta.
di testa a sinistra accennando
una sciabolata alla testa, incli-
nando il tronco in avanti e bat-
tendo simultaneamente il piede
destro a terra.
Evitando la parata eseguirà
una cavazione e colpirà l'avver-
sario al fianco con una puntata.
95-
Fiuta alla testa e sciabolata al fianco.
Starà in guardia di seconda
o legherà di seconda.
Parerà quinta.
Dalla guardia di seconda ac-
cennerà una sciabolata alla testa
come nella precedente azione.
Evitando la parata eseguirà un
velocissimo e strettissimo moli-
nello di fianco a sinistra e col-
pirà l'avversario al fianco.
§96. — Finta alla figura interna e sciabolata
alla figura esterna od al fianco.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di terza.
Parerà quarta.
Dalla guardia di terza eseguirà
velocemente un molinello di figu-
ra a destra strisciando la propria
sulla lama nemica, e passandola
rasente alla sua punta accennerà
una sciabolata alla guancia si-
nistra.
Evitando la parata eseguirà un
velocissimo molinello di figura o
di fianco a sinistra, e colpirà
l'avversario alla guancia destra
od al fianco.
44°
PARTE QUARTA
§ 97. — Finta al petto 0 al fianco e sciabolata
alla testa.
Si eseguise in due tempi:
Legherà di terza.
Parerà quarta o quarta bassa.
Dalla guardia di terza accen-
nerà una sciabolata al petto o al
fianco dell'avversario, eseguendo
un molinello di figura o di fianco
a destra.
Evitando la parata e facendo
passare la propria punta fra la
coscia e 1' avambraccio dell'av-
versario, eseguirà velocemente
un molinello di testa a sinistra
e lo colpirà alla testa.
§98. — Finta alla figura esterna e sciabolata
alla testa.
Si eseguisce in due tempi;
Legherà di quarta.
Parerà terza.
Dalla guardia di terza eseguirà
un molinello di figura a sinistra
strisciando la propria lama su
quella dell' avversario, e facen-
dola passare rasente alla sua
punta accennerà una sciabolata
alla guancia destra, inclinando al-
quanto il tronco in avanti e bat-
tendo il piede destro a terra.
Evitando la parata ed abbas-
sando e ritirando la propria pun-
ta, eseguirà un molinello di testa
a sinistra e colpirà l'avversario
alla testa.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
441
» 99. — Fiuta alla figura esterna e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Si eseguisce in due tempi
Legherà di quarta.
Parerà terza.
Dalla guardia di terza fingerà
una sciabolata alla guancia destra
dell' avversario come nella pre-
cedente azione.
Evitando la parata ed ese-
guendo velocemente un moli-
nello di figura o di fianco a de-
stra colpirà la guancia, il petto,
o la pancia dell'avversario.
100. — Finta al fianco e cavazione al petto sopra.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di quarta.
Parerà contro di seconda.
Dalla guardia di terza svinco-
lerà la propria lama da quella
avversa, e striciandola su di essa
eseguirà un molinello di fianco
a sinistra, accennando una scia-
bolata al fianco, inclinando un
poco il tronco in avanti e bat-
tendo il piede destro a terra.
Con una velocissima cavazione
eviterà il ferro dell'avversario
e lo colpirà al petto sopra.
§ 101. — Finta al fianco e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di quarta.
Dalla guardia di terza accen-
cennerà una sciabolata al fianco
come nella precedente azione.
442
PARTE QUARTA
Parerà terza bassa. Con velocissimo molinello di
testa a sinistra eviterà la parata
e colpirà l'avversario alla testa.
Avvertenza. — Le anzidette finte si eseguiranno anche cammi-
nando, e muovendo cioè un passo avanti al primo tempo.
§ 102. — Della fìnta coupé.
È la simulazione del coupé. Si eseguisce in un tempo
solo, sia in dentro che in fuori, dai legamenti di terza
e di quarta dell'avversario od anche dai propri, purché
l'avversario mantenga con forte pressione il suo ferro
contatto col proprio.
§ 103. — Finta coupé in dentro e sciabolata
alla figura esterna od al fianco.
Si eseguisce in due tempi:
Maestro. Allievo.
Legherà di terza. Dalla guardia di terza, od an-
che dal proprio legamento di
terza, svincolerà il proprio ferro
da quello avverso e accennerà
una sciabolata di coupé.
Parerà sesta. Evitando la parata ed ese-
guendo un velocissimo molinello
di figura o di fianco a sinistra,
colpirà l'avversario alla guancia
destra od al fianco.
104. — Finta coupé in fuori e sciabolata alla figura
interna, al petto od alla pancia.
Si eseguisce in due tempi:
Legherà di quarta.
Dalla guardia di terza, od an-
che dal proprio legamento di
TRATTATO DELLA SCIABOLA 443
quarta, svincolerà il proprio ferro
da quello avverso e accennerà
una sciabolata di coupé.
Parerà quinta. Eviterà il contatto del ferro
nemico, ed eseguendo un velo-
cissimo molinello di figura o di
fianco a destra colpirà l'avver-
sario con una sciabolata alla
guancia sinistra, al petto od alla
pancia.
Avvertenza. — Si muoverà un passo avanti al primo tempo
quando si vorrà eseguire la finta coupé camminando.
Tutte le azioni di finta già accennate possono risol-
versi al braccio. In tal caso non occorre avanzare la
gamba destra nel vibrare il colpo.
Quando al colpo si voglia far precedere un finta al
braccio, importa osservare le stesse norme prescritte per
le finte al corpo, dirigendo però la sciabola al braccio,
nell'esecuzione della finta stessa.
Volendo eseguire tanto la finta che il colpo al braccio,
si avrà cura di ridursi fuori misura. Quest'azione è uti-
lissima contro tiratori che non curanti della propria
difesa, tentano in ogni maniera di colpire l'avversario,
anche mentre che questi eseguisca un'azione d'offesa.
Quando l'allievo sappia eseguire le finte con suffi-
ciente esattezza può tralasciare di battere il piede.
§ 105. — Della doppia fìnta.
La doppia finta, poiché si compone di due finte, si
eseguisce in due tempi. Essa è molto giovevole contro
avversari per indole impressionabili, ma pericolosa contro
avversari calcolatori e tempisti.
444
PARTE QUARTA
Per l'esecuzione parziale delle doppie finte si osser-
veranno le stesse norme accennate per le finte semplici.
§ 106. — Finta puntata dritta sopra, finta cavazione
al fianco e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in tre tempi:
Maestro.
Inviterà di seconda.
Parerà prima o quinta.
Parerà seconda.
Allievo.
Dalla guardia di seconda o di
terza accennerà energicamente
una puntata dritta al petto.
Immediatamente accennerà una
cavazione al fianco.
Con velocissimo molinello di
testa a sinistra vibrerà una scia-
bolata alla testa dell'avversario.
§ 107. — Finta puntata dritta al fianco,
finta cavazione sopra e sciabolata alla figura interna,
al petto od alla pancia.
Inviterà di prima o di quinta.
Parerà seconda.
Parerà quinta.
§ 108.
Dalla guardia di seconda si-
mulerà una puntata dritta al
fianco.
Immediatamente accennerà una
cavazione al petto sopra.
Vibrerà una sciabolata alla
guancia sinistra, al petto od alla
pancia, eseguendo un molinello
di figura o di fianco a destra.
Finta di filo di terza, finta sciabolata al petto
e cavazione al fianco.
Si eseguisce in tre tempi
Starà in guardia di terza col
pugno all'altezza della mammella.
Dal proprio legamento di terza
e senza distaccare la propria la-
TRATTATO DELLA SCIABOLA
445
Parerà terza.
Parerà contro di prima.
ma dall'avversa, accennerà una
puntata di filo.
Accennerà una sciabolata al
petto eseguendo un molinello di
fianco.
Con una velocissima cavazione
colpirà l'avversario al fianco.
§ 109. — Finta di filo di terza, finta coupé in dentro
e sciabolata al fianco.
Si eseguisce in tre tempi:
Starà in guardia come nella
precedente azione.
Parerà terza.
Parerà sesta.
Dal proprio legamento di terza
e senza distaccare la propria dalla
lama avversa, accennerà una pun-
tata di filo.
Simulerà un coupé disimpe-
gnando destramente il proprio
ferro dall' avverso.
Con velocissimo molinello di
fianco a sinistra, colpirà l'avver-
sario al fianco.
no. — Finta cavazione al petto sopra, finta
cavazione al fianco e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in tre tempi
Legherà di seconda.
Parerà quinta.
Parerà seconda.
Eseguirà la prima finta ac-
cennando una cavazione al petto
sopra.
Eseguirà la seconda finta ac-
cennando una cavazione al fianco.
Eseguendo un molinello di
testa a sinistra, vibrerà una scia-
bolata alla testa dell'avversario.
446
PARTE QUARTA
§ ni. — Finta cavazione al petto sopra, finta
alla figura interna e coupé.
Si eseguisce in tre tempi :
Legherà di seconda.
Parerà quinta.
Parerà quarta.
Simulerà una cavazione al petto
sopra.
Accennerà una sciabolata alla
guancia sinistra col molinello di
figura a destra.
Evitando la parata, vibrerà al-
l'avversario una sciabolata di
coupé.
§ 112. — Finta dritta alla testa, finta cavazione al fianco
e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in tre tempi:
Inviterà di seconda.
Parerà quinta.
Parerà seconda.
Eseguirà la prima finta accen-
nando una sciabolata dritta alla
testa.
Eseguirà la seconda finta si-
mulando una cavazione al fianco.
Con velocissimo molinello di
testa a sinistra, vibrerà una scia-
bolata alla testa dell'avversario.
§ 113. — Finta dritta alla figura esterna, finta
alla figura interna e cavazione al fianco.
Si eseguisce in tre tempi:
Inviterà di quarta.
Parerà terza.
Parerà contro di prima.
Simulerà una sciabolata dritta
alla guancia destra.
Accennerà una sciabolata alla
guancia sinistra, eseguendo un
molinello di figura a destra.
Con una velocissima cavazione
colpirà l'avversario al fianco.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
447
§ 114. — Finta alla testa, finta cavazione al fianco
e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in tre tempi:
Starà in guardia di seconda o
legherà di seconda.
Parerà quinta.
Parerà seconda.
Per prima finta accennerà una
sciabolata alla testa col molinello
di testa a sinistra.
Per seconda finta simulerà la
cavazione al fianco.
Eseguendo un veloce molinello
di testa a sinistra, colpirà Y av-
versario alla testa.
115. — Finta alla testa, finta al fianco
e sciabolata alla testa.
Si eseguisce in tre tempi:
Starà in guardia di seconda
o legherà di seconda.
Parerà quinta.
Fingerà una sciabolata alla te-
sta col molinello di sinistra.
Accennerà una sciabolata al
fianco col molinello di fianco a
sinistra.
Parerà seconda. Eseguendo un veloce molinello
di testa a sinistra, vibrerà una
sciabolata alla testa dell'avver-
sario.
§ 116. — Finta coupé in dentro, finta figura esterna
e sciabolata alla figura interna, al petto od alla pancia.
Si eseguisce in tre tempi:
Legherà di terza.
Parerà sesta.
Svincolando il proprio ferro
accennerà un coupé in dentro.
Evitando la parata simulerà una
sciabolata alla guancia destra col
molinello di figura a sinistra.
448 PARTE QUARTA
Parerà terza. Eseguendo un rapido molinello
di figura o di fianco a destra, col-
pirà l'avversario alla guancia si-
nistra, al petto od alla pancia.
§ 117. — Finta coupé in fuori, finta alla figura interna
e sciabolata al fianco.
Legherà di quarta.
Parerà quinta.
Si eseguisce in tre tempi:
Eseguirà la prima finta accen-
nando un coupé in fuori.
Eseguirà la seconda finta si-
mulando una sciabolata alla guan-
cia sinistra dell'avversario col
molinello di figura a destra.
Parerà quarta. Mediante il molinello di fianco
a sinistra vibrerà la sciabolata e
colpirà l'avversario al fianco.
Avvertenza. — Volendo eseguire le doppie finte camminando, si
avrà cura di compiere il passo avanti contemporaneamente alla prima
finta, di esegiùre la seconda finta a pie fermo, e di vibrare il colpo
coU a-fondo se sarà diretto al corpo, e dalla guardia se sarà diretto
al braccio.
§ 118. — Della risposta colla finta.
Si intende per risposta colla finta il colpo con finta
vibrato immediatamente dopo una parata. Quando la
risposta è preceduta da una sola finta, l'azione prende
il nome di risposta colla finta semplice; quando è pre-
ceduta da due finte si chiama risposta colla doppia finta.
Quest'ultima però è da sconsigliarsi, poiché chi la ese-
guisce perde certamente il vantaggio maggiore della
risposta, che è quello di colpire l'avversario prima che
egli ritorni in guardia.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 449
CAPITOLO OUINTO
Trasporti. — Deviamenti. — Cambiamenti. — Tocchi. — Tocchi di cambia-
mento. — Sforzi. — Sforzi di cambiamento, o disarmi. — Prima e seconda
intenzione.
§ 119. — Dei trasporti di sciabola.
Si chiama trasporto quell'azione mediante la quale si
costringe la sciabola dell'avversario, per dominio dei
gradi, a passare da una posizione ad un'altra obbli-
gandola a descrivere una superfìcie conica.
I trasporti hanno lo scopo di togliere la sciabola del-
l'avversario dalla linea del petto o fianco, per render
libera la strada ai propri colpi, e talvolta per invitare
lo stesso avversario ad agire in tempo. Nel primo caso,
cioè quando i trasporti abbiano scopo di offesa, due
tempi sono indispensabili alla esecuzione della intera
azione, uno per togliere la punta dal proprio petto o
fianco, e l'altro per vibrare il colpo semplice; nel se-
condo caso, ossia quando essi abbiano scopo d'invito,
si eseguiscono in un tempo solo.
I trasporti sono cinque :
a) trasporto di prima ;
b) trasporto di seconda ;
e) trasporto di terza ;
d) trasporto di quarta ;
e) trasporto di quinta.
29
45 O PARTE QUARTA
§ 120. — Trasporto di prima a pie fermo.
Si eseguisce dal proprio legamento di terza o di
quinta. Colla coccia e col forte della propria sciabola
s'imprigionerà il debole della lama avversa, e senza mai
smetterne il contatto, e descrivendo col ferro e col brac-
cio una superficie conica, si trasporterà l'arme nemica
alla propria sinistra e si prenderà la posizione della
parata di prima.
In seguito al trasporto di prima si potrà vibrare:
a) la puntata in dentro ;
b) la sciabolata di molinello alla testa;
e) la sciabolata alla figura interna, al petto od alla pancia
col molinello di figura o di fianco a destra;
d) la sciabolata alla figura esterna col molinello di testa ;
e) la sciabolata dritta al fianco ;
f) i colpi al braccio.
§ 121. — Trasporto di seconda a pie fermo.
Si eseguisce dal proprio legamento di quarta. Colla
coccia e col forte della propria sciabola s'imprigionerà
il debole della lama avversa, e senza mai smetterne il
contatto, e descrivendo col ferro e col braccio una su-
perficie conica, si trasporterà l'arme nemica in fuori del
proprio fianco, e si prenderà la posizione della parata
di seconda girando il pugno in seconda.
In seguito al trasporto di seconda si potrà vibrare :
a) la puntata di filo ;
b) la sciabolata dritta alla figura esterna ;
e) la sciabolata alla testa col molinello di sinistra ;
d) il colpo al braccio in fuori.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 451
§ 122. — Trasporto di terza a pie fermo.
Si eseguisce dal proprio legamento di prima o di
quinta. Colla coccia e col forte della propria sciabola
s'imprigionerà il debole della lama nemica, e senza mai
smetterne il contatto, e descrivendo col ferro e col brac-
cio una superfìcie conica, si trasporterà Tarme dell'av-
versario alla propria destra e si prenderà la posizione
della parata di terza.
In seguito al trasporto di terza si potrà vibrare:
a) la puntata di filo ;
b) la puntata di cavazione sotto ;
e) il coupé in dentro ;
d) la sciabolata dritta al fianco ;
e) la sciabolata alla guancia sinistra, al petto od alla pancia
col molinello di figura a destra ;
f) i colpi al braccio.
§ 123. — Trasporto di quarta a pie fermo.
Si eseguisce dal legamento di seconda. Colla coccia
e col forte della propria sciabola s'imprigionerà il de-
bole della lama nemica, e senza smetterne mai il con-
tatto, e descrivendo col braccio una superficie conica, si
trasporterà l'arme nemica al proprio lato interno, gi-
rando gradatamente il pugno in quinta posizione e pren-
dendo la posizione della parata di quarta.
In seguito al trasporto di quarta si potrà vibrare:
a) la sciabolata dritta alla figura esterna ;
b) la sciabolata dritta alla figura interna ;
e) la sciabolata dritta alla testa;
d) il coupé in fuori ;
e) la sciabolata al fianco col molinello di sinistra ;
f) i colpi al braccio.
452 PARTE QUARTA
§ 124. — Trasporto di quinta a pie fermo.
Si eseguisce dal legamento di prima. La sua esecu-
zione è identica a quella del trasporto di terza, colla
differenza che in luogo di trasportare il ferro dell'avver-
sario alla propria destra lo si trasporterà in alto, e si
prenderà la posizione della parata di quinta.
In seguito al trasporto di quinta si potrà vibrare:
a) la cavazione sotto ;
b) la sciabolata dritta al fianco ;
e) la sciabolata di molinello alla figura interna, al petto, o alla
pancia, ed al braccio.
I trasporti, camminando, dovranno compiersi contem-
poraneamente al passo.
I trasporti si eseguiscono anche colla fìnta, e colle
stesse norme sopra accennate. In tal caso l'azione si
compone di tre tempi: al primo si eseguisce il trasporto,
al secondo si accenna il colpo, ed al terzo si vibra la
puntata o la sciabolata.
§ 125. — Dei copertini.
I copertini hanno il duplice scopo di guadagnare i
gradi della lama avversa quando questa domini la pro-
pria, e di trasportarla a destra od a sinistra della linea
d'offesa. Sono eseguibili soltanto in terza ed in quarta
dai rispettivi legamenti dell'avversario, sia a pie fermo
che camminando.
Copertino di terza. Si eseguisce in un tempo solo,
dal legamento di terza dell'avversario. Si alzerà il brac-
cio destro diagonalmente a sinistra finché la propria
TRATTATO DELLA SCIABOLA 453
lama, scorrendo su quella dell'avversario, ne guadagni
i gradi; e con movimento continuato si sposterà il ferro
a destra e si prenderà la posizione della parata di terza.
I colpi che si potranno vibrare dopo il copertino di
terza sono la pimtata di filo e la sciabolata dritta alla
figura esterna o alla testa.
Copertino di quarta. Si eseguisce in un tempo solo,
dal legamento di quarta dell'avversario. Si alzerà dia-
gonalmente a destra il braccio destro finché la propria
lama, scorrendo su quella dell'avversario, ne guadagni i
gradi ; e con movimento continuato si sposterà il ferro
a sinistra girando gradatamente il pugno in quinta, e si
prenderà la posizione della parata di quarta.
I colpi che si potranno vibrare dopo l' esecuzione del
copertino di quarta sono : la ptmtata dritta la sciabolata
dritta alla figura esterna, alla testa, alla figura interna,
al petto o alla pancia.
Tutte le volte che dopo l'esecuzione dei copertini si
simulerà uno dei colpi sopra accennati e si vibrerà in-
vece un altro colpo, si dirà di avere eseguito il copertino
colla finta. Il complesso dell' azione si svolgerà in tre
tempi. Al primo si eseguirà il copertino, al secondo la
finta e al terzo si vibrerà il colpo.
Avvertenza. ■ — JVell' eseguire i copertini bisognerà aver cura di
spostare la lama dell avversario di tanto, quanto sia necessario per
poter vibrare il colpo senza andare incontro ad inconvenienti di sorta.
§ 126. — Dei deviamenti.
Per deviamento s'intende quel lieve appoggio della
propria lama sulla lama dell'avversario sufficiente a far
deviare quest' ultima dalla linea d' offesa.
454
PARTE QUARTA
I deviaìnenti hanno inoltre lo scopo d'indagare con
quanta pressione della mano l'avversario impugni l'arme,
affine di poter scegliere l'azione d'offesa più opportuna.
Essi sono cinque:
a) deviamento di prima ;
b) deviamento di seconda ;
e) deviamento di terza ;
d) deviamento di quarta ;
e) deviamento di quinta.
Tutti indistintamente si eseguiscono tanto a pie fermo
che camminando e in un tempo solo. Si appoggeranno
i propri gradi superiori sugli inferiori della lama nemica,
e facendo una leggiera pressione col proprio taglio si
devierà quest'ultima dalla linea del petto o del fianco
e si prenderà la posizione del legamento, a cui corri-
sponderà il deviamento. Si avrà cura frattanto di spo-
stare la propria punta meno che sarà possibile, e ciò
si otterrà facilmente coli' inflessibilità del pugno.
Quando ai deviamenti segue immediatamente il colpo,
due tempi sono necessari all' esaurimento dell' intera
azione che comprende il deviamento.
Esempi.
§ 127. — Deviamento di prima e sciabolata alla testa.
Maestro.
Starà in guardia di seconda.
Lascerà deviare la propria
sciabola.
Allievo.
Dalla guardia di seconda ese-
guirà il deviamento di prima.
Vibrerà una sciabolata alla te-
sta dell' avversario eseguendo ve-
locemente il molinello di testa a
sinistra.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
455
§ 128. — Deviamento di seconda e sciabolata alla testa.
Starà in guardia di seconda.
Lascerà
sciabola.
deviare la propria
Dalla guardia di terza eseguirà
il deviamento di seconda.
Disunpegnerà destramente la
propria lama, e colpirà 1' avver-
sario alla testa eseguendo un ve-
loce molinello di testa a sinistra.
129.
Deviamento di terza e sciabolata
dritta al fianco.
Starà in guardia di terza.
Lascerà deviare la propria
sciabola.
Dalla guardia di seconda ese-
guirà il deviamento di terza.
Vibrerà istantaneamente la
sciabolata dritta al fianco man-
tenendo sempre il pugno in se-
conda posizione.
§ 130. — Deviamento di quarta e sciabolata dritta
alla figura esterna.
Starà in guardia di terza.
Lascerà deviare la propria
sciabola.
Dalla guardia di terza o di se-
conda, eseguirà il deviamento di
quarta girando il pugno in quinta
posizione.
Girando nuovamente il pugno
in seconda, vibrerà velocemente
la sciabolata dritta alla guancia
destra dell' avversario.
131. — Deviamento di quinta e sciabolata
alla figura interna, al petto od alla pancia.
Starà in guardia di terza.
Dalla guardia di seconda ese-
guirà il deviamento di quinta.
456
PARTE
QUARTA
Lascerà
sciabola.
deviare
la propria
Vibrerà la sciabolata alla guan-
cia sinistra, al petto od alla pan-
cia dell'avversario con istantaneo
molinello di figura o di fianco
a destra.
Dicesi deviamento colla finta quello cui segue un colpo
preceduto da una fìnta. L'intera azione si esaurisce in
tre tempi; al primo si eseguisce il deviamento; al se-
condo la finta; ed al terzo il colpo, che può essere in-
differentemente la puntata o la sciabolata ; e questa può
dirigersi tanto al corpo che al braccio.
§ 132. — Dei cambiamenti.
I cambiamenti consistono nel far precedere ai devia-
menti di prima, terza e quarta, un movimento di cava-
zione. Conseguentemente si hanno cambiamenti :
a) di prima ;
b) di terza ;
e) di quarta.
La loro esecuzione non differisce per nulla da quella
dei deviamenti di prima, di terza e di quarta, purché
si faccia precedere, come è stato detto, un movimento
di cavazione.
II cambiamento di prima si eseguisce dal legamento
di seconda dell'avversario, quello di terza dal legamento
di quarta, e quello di quarta dal legamento di terza.
§ *33- — Del tocco.
S' intende per tocco X urto violento dato colla propria
lama sopra un sol punto della lama avversa, allo scopo
di deviarla dalla linea del proprio petto o fianco, per
vibrare il colpo.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 457
I tocchi si eseguiscono dalla guardia di seconda o
di terza, nonché da qualsiasi invito proprio, e sempre
in un tempo solo.
In seguito a qualunque tocco, nessun' azione di filo è
possibile per mancanza del contatto dei ferri.
I tocchi dovranno essere eseguiti con movimento istan-
taneo, affine di evitare ogni azione in tempo dell'av-
versario.
Essi sono :
a) di prima ;
b) di seconda ;
e) di terza;
d) di quarta ;
e) di quinta.
§ 134. — Tocco di prima a pie fermo.
Si eseguisce quando l'avversario si trovi in guardia
di seconda. Dalla guardia o dall' invito di terza o di
seconda, si darà col taglio e col forte della propria lama
un urto violento sul dorso e sul centro della lama av-
versa spostandola a sinistra.
II colpo, che ha maggiore probabilità di riuscita in
seguito al tocco di prima, è la sciabolata dritta al
fianco.
§ *35- — Tocco di seconda a pie fermo.
Si eseguisce quando l' avversario si trovi in guardia
di seconda. Dagli inviti di prima, terza o quinta, si darà
col taglio e col forte della propria lama un urto vio-
lento sul taglio e sul centro della lama avversa spostan-
dola in basso. In seguito al tocco di seconda si può
458 PARTE QUARTA
vibrare : la puntata dritta, la sciabolata al braccio, la
sciabolata alla guancia destra e la sciabolata alla testa.
§ 136. — Tocco di terza a pie fermo.
Si eseguisce quando l'avversario si trovi in guardia
di terza. Dall' invito di seconda od anche dalla guardia
di terza, e trovandosi i ferri a contatto, si darà col forte
e col taglio della propria lama un urto violento sul taglio
e sul centro della lama avversa spostandola a destra.
In seguito al tocco di terza si può vibrare ; la pun-
tata, la sciabolata dritta al fianco, al braccio, alla figura
esterna, alla testa e la sciabolata di molinello alla pancia.
§ 137. — Tocco di quarta a pie ferino.
Si eseguisce quando l'avversario si trovi in guardia
di terza. Dalla guardia di terza, e avendo il ferro di-
staccato, si darà col forte e col taglio della propria
lama un urto violento sul dorso e sul centro della lama
avversa spostandola a sinistra e in basso.
In seguito al tocco di quarta si può vibrare : la scia-
bolata dritta al braccio, alla guancia destra, alla testa,
alla guancia sinistra, al petto, alla pancia e la puntata.
§ 138. — Tocco di quinta a pie fermo.
Si eseguisce quando l' avversario si trovi in guardia
di terza. Dall' invito di seconda od anche dalla guardia
di seconda, si darà col forte e col taglio della propria
lama un urto violento sul centro della lama avversa
spostandola in alto.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 459
In seguito al tocco di quinta sì può vibrare : la pun-
tata, la sciabolata dritta al fianco, al braccio, di moli-
nello alla guancia sinistra, al petto ed alla pancia.
I tocchi colle stesse regole possono eseguirsi anche
camminando, e in tal caso si compiono contemporanea-
mente al passo.
Se invece di vibrare il colpo immediatamente dopo
il tocco, lo si accennerà soltanto e si vibrerà quindi
un colpo diverso, il complesso dell'azione si dirà tocco
colla finta. Questo si svolgerà conseguentemente in tre
tempi : al primo tempo si eseguirà il tocco a pie fermo
o camminando, al secondo la finta, al terzo infine si
vibrerà il colpo.
§ 139. — Dei tocchi di cambiamento.
II tocco di cambiamento non è altro che un tocco
preceduto da una cavazione.
Si eseguisce dai legamenti di seconda, di terza e di
quarta dell'avversario, e prende diversamente il nome di:
a) tocco di cambiamento in prima;
b) tocco di cambiamento in terza ;
e) tocco di cambiamento in quarta.
Il tocco di cambiamento si esaurisce in un tempo
solo, sia a pie fermo che camminando.
§ 140. — Tocco di cambiamento in prima.
Si eseguisce dal legamento di seconda dall'avversario.
Con movimento istantaneo si passerà la propria lama
da una parte all' altra di quella nemica, come se si vo-
460 PARTE QUARTA
lesse eseguire una cavazione sopra, e immediatamente
si svolgerà il tocco di prima nel modo accennato al
paragrafo 134.
§ 141. — Tocco tli cambiamento in terza.
Si eseguisce dal legamento di quarta dell'avversario.
Con movimento istantaneo si passerà la propria punta
da una parte all'altra della sciabola nemica, come se
si volesse eseguire una cavazione al petto in fuori, e
immediatamente si svolgerà il tocco di terza nel modo
accennato al paragrafo 136.
§ 142. — Tocco di cambiamento in qnarta.
Si eseguisce dal legamento di terza dell' avversario.
Con movimento istantaneo si passerà la propria punta
da una parte all' altra della sciabola dell' avversario,
come se si volesse vibrare una cavazione al petto in
dentro, e immediatamente si svolgerà un tocco nel
modo accennato al paragrafo 137.
Per tutto ciò che non è indicato nei tocchi di cam-
biamento sopra accennati, s'intendono applicabili le norme
prescritte pei tocchi semplici.
Avvertenza. — Neil' esecuzione dei tocchi, siano essi semplici che
di cambiamento, si avrà la massima cura di non spostare di troppo la
punta dalla linea di offesa, di non farla risultare più alta del pu-
gno nei tocchi di prima ne più bassa in quelli di seconda, di terza
e di quarta, di non abbandonare il braccio per poter essere pronti
ad accorrere alla parte opposta qualora V avversario agisse in tempo,
di stringere maggiormente la mano su 'II' impugnatura al momento
delV urto, e finalmente di non inflettere il pugno nella sua articola-
zione durante tutta l'esecuzione dell'azione.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 46 I
§ 143. — Dello sforzo semplice.
L'atto di percuotere col forte della propria lama il
medio di quella avversa, strisciando con forza e allo
scopo di deviarla dalla linea d' offesa e di rendere al-
l' avversario la difesa meno facile, dicesi sforzo.
E utile di eseguire lo sforzo quando l'avversario, tro-
vandosi in guardia di seconda o di terza, mantenga la
punta sulla linea.
Lo sforzo può essere :
a) di seconda;
b) di terza;
e) di quarta.
Si eseguisce in un tempo solo, sia a pie fermo che
camminando.
§ 144. — Sforzo di seconda a pie fermo.
Ha luogo dal proprio invito di prima o di quinta,
ed anche dalla guardia di seconda quando i ferri si
trovino a contatto. Dopo aver piegato alquanto il brac-
cio lo si distenderà istantaneamente, col pugno in se-
conda, percuotendo e strisciando col forte della propria
lama sul medio della lama avversa, e deviandola per
tal modo a destra si prenderà la posizione dell'invito
di seconda.
§ 145. — Sforzo di terza a pie fermo.
Si eseguisce dalla guardia di terza quando i ferri
siano a contatto. Si distaccherà la propria lama da quella
dell'avversario piegando alquanto il braccio, lo si disten-
derà nuovamente, col pugno in seconda, percuotendo e
462 PARTE QUARTA
strisciando col forte della propria lama sul medio della
lama avversa, e dopo averla deviata per tal modo a destra
ed in basso, si prenderà la posizione dell' invito di terza.
§ 146. — Sforzo di quarta a pie fermo.
Si eseguisce dalle stesse posizioni stabilite pel tocco
di quarta. Si piegherà il braccio girando il pugno in
quinta, e distendendolo nuovamente con forza e con
elasticità si percuoterà e si striscerà col forte della pro-
pria lama sul medio della lama avversa, e si prenderà
la posizione intermedia fra la quarta e la quarta bassa.
Per l'esecuzione dell'azione di sforzo seguito dal colpo
si richiedono due tempi : uno per lo sforzo e l' altro
per il colpo.
Per lo sforzo colla finta invece sono necessari tre
tempi : uno per lo sforzo, uno per la finta ed uno final-
mente per il colpo.
Avvertenza. — Gli sforzi dovranno eseguirsi esclusivamente per
movimento d? avambraccio, e mantenendo fermo il braccio e rigida F ar-
ticolazione del polso, affinchè la punta si allontani meno che sia pos-
sibile dalla linea cP offesa.
§ 147. — Dello sforzo di cambiamento, 0 disarmo.
Quando ad uno sforzo si fa precedere un movimento
simile a quello che si eseguisce per il coupé, il complesso
dell' azione chiamasi sforzo di cambiamento o disarmo.
Questo si eseguisce dal legamento di terza o di quarta
dell'avversario, ed ha per scopo di disarmarlo, o per
lo meno di renderlo impotente ad accorrere con velocità
alla parata del colpo che segue lo sforzo.
Può aver luogo sia a pie fermo che camminando, e
sempre in un tempo solo.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 463
§ 148. — Sforzo di cambiamento in terza a pie fermo.
Si eseguisce dal legamento di quarta dell'avversario.
Con istantaneo movimento di flessione e di estensione
del braccio, e senza girare il pugno, si svincolerà la
propria lama dalla lama avversa; e facendola passare
rasente alla sua punta, si eseguirà uno sforzo di terza
percuotendo e strisciando sulla lama dell' avversario col
taglio e col forte della lama propria.
§ 149. — Sforzo di cambiamento in quarta
a pie fermo.
Si eseguisce dal legamento di terza dell'avversario.
Con istantaneo movimento di flessione e di estensione
dell'avambraccio, si svincolerà la propria lama dall'av-
versa; e facendola passare rasente alla sua punta, si
eseguirà uno sforzo di quarta percuotendo e strisciando
sul medio della lama nemica col forte della lama
propria.
Nello stesso modo gli sforzi si eseguiscono cammi-
nando, ma si esauriscano contemporaneamente al passo
avanti.
Tutte le norme stabilite per 1' esecuzione degli sforzi
semplici, s'intenderanno applicabili agli sforzi di cam-
biamento.
§ 150. — Della ripresa d'attacco.
Dalla posizione di a-fondo e quando l'avversario abbia
schivato il colpo retrocedendo, si opera la ripresa di
attacco.
Essa consiste nel riacquistare la misura avanzando il
464 PARTE QUARTA
piede sinistro e riprendendo la posizione di guardia, e
nello svolger quindi immediatamente una seconda azione
di offesa.
Ma siccome l' avversario, nel retrocedere, potrà op-
porre o non opporre la parata relativa al colpo, od
anche potrà mettere la sciabola sulla linea d' offesa, così
la ripresa d' attacco dovrà farsi in quella maniera, la
quale meglio converrà all' azione che egli avrà eseguito
nel portarsi indietro.
Quando l'avversario retrocederà senza parare il colpo
finale d'una qualsiasi azione d'offesa, sulla ripresa di
attacco si potrà effettuare la puntata dritta o la scia-
bolata dritta.
Quando retrocederà e parerà simultaneamene, po-
tranno eseguirsi la puntata di cavazione o la sciabolata.
E finalmente quando retrocederà senza opporre la
parata, ma mettendo la punta sulla linea di offesa, si
porrà in esecuzione una delle azioni di spostamento,
come deviamenti, tocchi, sforzi, ecc.
La ripresa d' attacco può essere: semplice, complessa
0 con finta.
Dicesi semplice, quando si eseguisce con una pun-
tata semplice o con una sciabolata semplice, e, come
tutte le azioni semplici eseguite da fuori misura, con-
sta di due tempi. Al primo tempo si riprenderà la guar-
dia colla gamba sinistra, al secondo si vibrerà il colpo.
Dicesi complessa, quando si eseguisce facendo prece-
dere al colpo un movimento di spostamento. Anche
questa consta di due tempi: al primo tempo si ripren-
derà la guardia colla gamba sinistra, e si eseguirà simul-
taneamente un deviamento, un tocco, o uno sforzo; al
secondo tempo si vibrerà il colpo semplice.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
465
Dicesi infine con finta quando si eseguisce accennando
una o due finte. In questo caso può svolgersi in due
o tre tempi.
Avvertenza. — La ripresa di attacco dovrà eseguirsi con cir-
cospezione, poiché l' avversario alle volte potrebbe retrocedere con animo
deliberato di indurre il suo competitore ad eseguire tma tale azione,
affine di colpirlo poi con una uscita in tempo.
§ 151. — Della prima e seconda intenzione.
Dicesi di prima intenzione qualunque azione che si
compia risolutamente, e senza il preconcetto di altra
azione che possa frattanto sviluppare l' avversario.
Di seconda intenzione, invece, chiamasi ogni azione
d' offesa combinata con altra azione d' offesa dell' avver-
sario, determinatamente provocata. In altri termini, la
seconda intenzione si effettua quelle volte che lo scher-
midore, provocando astutamente un'azione determinata
dell' avversario, o di risposta o di tempo, agisce sulla
stessa sia parando e rispondendo, che operando in tempo
o in controtempo.
Esempi di seconda intenzione.
Allievo.
Sforzo di terza.
Tocco di cambiamento
di quarta.
Maestro.
Cavazione in tempo.
Cavazione in tempo.
Allievo.
Parata di quarta bassa
e colpo alla figura
esterna.
Controtempo al brac-
cio in fuori.
*H*
3°
466 PARTE QUARTA
CAPITOLO SESTO
Delle uscite in tempo. — Dell' arresto. — Della finta d' arresto. — Della ca-
vazione in tempo. — Del colpo in tempo al braccio. — Del controtempo.
§ 152. — Delle uscite in tempo.
Abbiamo detto che per la parola tempo, nel linguaggio
schermistico, s' intende l' istante propizio allo svolgimento
di una azione. Ogni azione di offesa eseguita durante
tale svolgimento dicesi uscita in tempo.
In altri termini X uscita in tempo consiste nello svol-
gere un'azione d'offesa sopra altra azione, pure d'of-
fesa, dell'avversario.
Questa è l'azione che nella scherma richiede il mag-
gior accorgimento. Ma quando sia opportunamente e
correttamente eseguita, costituisce una grande risorsa
contro qualunque avversario scomposto o furioso.
La conoscenza della misura e della graduazione del
ferro, il colpo d'occhio, l'astuzia, la velocità, la risolu-
zione e la precisione sono i requisiti indispensabili alla
sua buona esecuzione.
Le uscite in tempo dovranno preferibilmente svilup-
parsi da fuori misura e mentre l'avversario avanza,
poiché a giusta misura facilmente potrebbero provocare
l'incontro.
Poiché tutte le azioni constano, come si è osservato,
di uno, due o tre tempi, così X uscita in tempo può
TRATTATO DELLA SCIABOLA 467
svilupparsi al primo, al secondo od al terzo tempo, a
seconda dell'azione che l'avversario eseguisce. Ad evi-
tare però qualsiasi probabilità d'incontro, è bene ese-
guire X tesata in tempo sempre al primo tempo.
Le uscite in tempo sono:
a) l'arresto;
b) la cavazione in tempo ;
e) il colpo in tempo al braccio;
§ 153. — Dell'arresto.
Dicesi colpo d 'arresto la puntata dritta vibrata all'av-
versario durante lo sviluppo di una sua azione d'offesa.
Se dal proprio invito o legamento di prima l'avver-
sario avanzerà con una finta in basso, si vibrerà l'ar-
resto al petto sopra; se dal proprio invito o legamento
di seconda avanzerà con una finta in alto, si vibrerà
l'arresto al fianco, od anche al petto; se dal proprio
invito o legamento di terza avanzerà con una finta
in dentro, si vibrerà l'arresto al petto in dentro; se
dal proprio invito o legamento di quarta avanzerà con
una finta in fuori, si vibrerà l'arresto al fianco; e final-
mente se dal proprio invito o legamento di quinta
avanzerà con una finta in basso, si vibrerà la puntata
al petto sopra.
§ 154. — Della finta d'arresto.
La finta d'arresto è la simulazione dell'arresto. Si
eseguisce dopo avere impressionato l'avversario con uno
o più colpi d'arresto, esauriti durante lo svolgimento
delle sue azioni d'offesa.
468 PARTE QUARTA
La finta d'arresto, come qualunque finta semplice,
si compie in un tempo solo.
§ 155. — Della cavazione in tempo.
La cavazione in tempo è la cavazione che si vibra
all'avversario mentre che la sua sciabola sta per incon-
trare, trasportare od urtare la propria per toglierla dalla
linea d'offesa.
Si caverà in tempo, in dentro, quando l'avversario
cercherà incontrare od urtare il ferro nemico verso la
sua destra; al contrario si caverà in tempo, in fuori,
quando l'avversario cercherà di urtarlo od incontrarlo
verso la sua sinistra. Ouando egli cercherà di deviarlo
in alto, si caverà al fianco; e finalmente quando cer-
cherà d'incontrarlo o trasportarlo in basso, si caverà
al petto in alto.
Si potrà anche fingere di vibrare la cavazione in
tempo e sviluppare invece un altro colpo. In tal caso
la finta prenderà il nome di finta di cavazione in tempo.
Avvertenza. — È necessario essere sempre molto guardinghi e
non lasciare sfuggire alla propria attenzione V insistenza, che talvolta
alcun avversario pone a scoprire la stessa parte del bersaglio con
eccessivo spostamento del ferro (come p. e. con deviamenti esagerati,
trasporti, ecc.), poiché ad arte egli potrebbe agire per provocare
un azione in tempo, e a sua volta operare in controtempo. Conviene
in tal caso assecondarlo, e svolgere queir azione, ed in quella ma-
niera, che egli mostra di desiderare; e contrapponendo scaltrezza a
scaltrezza, conviene muoversi preparati per agire prontamente sul suo
controtempo. In tali azioni si manifesta quella speciale acutezza di
spirito, che e dote principale d'ogni buon schermidore, onde la scherma
ebbe rinomanza di mezzo atto a svolgere oltreché le facoltà del corpo,
eziandio quelle della mente.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
469
§ 156. — Del colpo in tempo al braccio.
Il colpo in tei7ipo al braccio consiste nel vibrare istan-
taneamente una sciabolata al braccio dell'avversario,
appena egli si accinga ad eseguire qualunque azione
di offesa.
Esso dovrà essere sempre accompagnato dal salto
indietro. Riesce pertanto l'azione più sicura fra tutte
le uscite in tempo, poiché è la sola che, a causa della
misura, evita il pericolo dell'incontro.
Dopo aver vibrato il colpo si deve rimettere imme-
diatamente la punta in linea, o accorrere alla parata
qualora fosse fallita l'azione in tempo, potendo l'avver-
sario in tal caso compiere la sua azione di offesa.
§ 157. — Del controtempo.
Il controtempo non è altro che un'uscita in tempo
sull'azione in tempo dell'avversario.
Il colpo in tempo al braccio è la sola azione che nella
scherma di sciabola si possa eseguire in controtempo.
Per mandarlo ad effetto fa duopo provocare l'av-
versario ad eseguire un arresto od una cav azione in
tempo. Ciò potrà ottenersi facilmente allargando oppor-
tunamente il proprio giuoco.
Allievo.
Dalla guardia di se-
conda eseguirà una
finta alla testa.
Esempi.
Maestro.
Dalla guardia di se-
conda, senza curarsi
della finta, vibrerà la
puntata d' arresto al
fianco.
Allievo.
Non accorrerà alla
parata, ma vibrerà in-
vece, nell'atto che l'av-
versario starà per ese-
guire 1' arresto , una
47°
PARTE QUARTA
Allievo.
Dal legamento di
prima eseguirà un tra-
sporto in quinta.
Maestro.
Eseguirà la cavazio-
ne in tempo al fianco.
Allievo.
sciabolata al braccio
sopra, spiccando con-
temporaneamente un
salto indietro.
Senza curarsi di pa-
rare la cavazione in
tempo, vibrerà, mentre
che l' avversario ese-
guirà la cavazione ,
una sciabolata al brac-
cio sopra, spiccando
contemporaneame n t e
un velocissimo salto
indietro.
Il controtempo al braccio riesce opportuno contro av-
versari che hanno la cattiva abitudine di uscire conti-
nuamente in tempo senza curarsi di parare.
*H*
TRATTATO DELLA SCIABOLA 47 I
CAPITOLO SETTIMO
Quadri sinottici.
La parte più difficile dell' insegnamento della scherma
è quella di una ragionata e metodica progressione delle
molteplici azioni che offre quest' arte.
I seguenti quadri sinottici serviranno a chiarire qua-
lunque dubbio che possa nascere nello sviluppo dell'in-
segnamento.
Per essi si rileverà con facilità:
a) la posizione in cui si possono trovare le due
sciabole antagoniste;
b) l'azione che converrà eseguire;
e) le parate, che essa azione potrà ingannare-,
d) la parata finale;
e) la risposta in seguito alla parata finale;
f) le varie uscite in tempo;
g) il controtempo che si potrà opporre a ciascuna
di esse.
Questi quadri sinottici si dividono in tre parti: la
prima comprende le varie azioni semplici; la seconda
le azioni composte di due tempi ; la terza, infine, le azioni
composte di tre tempi.
PRIMO QUADRO SINOTTICO
RIFLETTENTE LE AZIONI SEMPLICI M
(i) Le azioni del presente quadro si dovranno eseguire a pie fermo.
474
PARTE QUARTA
I. — Azioni
w
3
K
O
0
Posizione in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d' offesa
che
può eseguire
l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
£
I
Invito di prima
dalla guardia di seconda
puntata dritta
-
seconda
quarta bassa
o contro di prima
2
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
puntata dritta
prima
terza
0 quinta
3
Invito di terza
dalla guardia di seconda
o di terza
puntata dritta
'
quarta
quarta bassa
o contro di prima
4
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
puntata dritta
—
seconda
quarta bassa
o contro di prima
5
Sciabola legata all'avversa
dal legamento di seconda
filo di seconda
-
seconda
o ceduta di quarta
6
Sciabola legata all'avversa
dal legamento di terza
filo di terza
-
prima
o terza
7
Legamento di prima
sciabola legata all' avversa
cavazione al fianco
-,
seconda
o contro di prima
8
Legamento di seconda
sciabola legata all'avversa
cavazione sopra
—
prima
terza
o quinta
9
Legamento di terza
sciabola legata all'avversa
cavazione in dentro
—
quarta
quarta bassa
o contro di prima
IO
Legamento di quarta
sciabola legata all'avversa
cavazione in fuori
terza
I
TRATTATO DELLA SCIABOLA
semplici.
475
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
Contro-
tempo
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al braccio, al fianco e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio o coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
-avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
:avazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
o in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
braccio in fuori
47<5
PARTE QUARTA
I. — Azioni
Posizione in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d' offesa
che
può eseguire
l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Legamento di quinta
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di quinta
sciabola legata all'avversa
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
o di seconda
cavazione al fianco
sciabolata dritta
al fianco
sciabolata dritta
al petto od alla pancia
sciabolata dritta
al braccio in fuori
sciabolata al braccio
in dentro
sciabolata dritta
alla testa
sciabolata dritta
alla figura interna
sciabolata dritta
alla figura esterna
sciabolata dritta
al petto od alla pancia
sciabolata dritta
al braccio sopra
sciabolata dritta
alla testa
sciabolata dritta
alla figura interna
sciabolata dritta
alla pancia od al petto
sciabolata dritta
al braccio in dentro
sciabolata dritta
al fianco
seconda
quarta bassa
o contro di prima
seconda
quarta bassa
quarta bassa
quinta
sesta
o contro di quinta
quarta
o contro di prima
quarta
quarta bassa
o contro di prima
quarta
o contro di prima
seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
semplici.
477
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
Contro-
tempo
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio sopra
-
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
braccio sopra
-
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
braccio in dentro
-
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
-
-
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
-
-
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
braccio in fuori
oin dentro
-
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla_ figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in fuori
o in dentro
-
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
braccio in dentro
-
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
-
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
-
-
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco, ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
braccio in dentro
—
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
i cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
—
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
:avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
juntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alia figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
ovazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
I avazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio.
braccio sopra
—
478
PARTE QUARTA
I. — Azioni
Q
3
O
Q
Posizione in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che
può eseguire
l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
26
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
sciabolata dritta
al petto od alla pancia
-
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
27
Legamento di prima
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
al fianco
-
seconda
28
Legamento di prima
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
al braccio sopra
-
terza
29
Legamento di prima
sciabola legata all' avversa
sciabolata di molinello
alla figura interna
—
quarta
0 contro di prima 1
30
Legamento di prima
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
al petto od alla pancia
—
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
31
Legamento di prima
sciabola legata all' avversa
sciabolata di molinello
al braccio in dentro
-
quarta
0 contro di prima
32
Legamento di seconda
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
alla figura esterna
-
terza
33
Legamento di seconda
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
alla testa
~
quinta
34
Legamento di seconda
sciabola legata all'avversa
sciabolata dritta
alla figura interna
-
prima
35
Legamento di seconda
sciabola legata all'avversa
sciabolata dritta
al petto od alla pancia
-
prima
36
Legamento di seconda
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
al braccio sopra
-
terza
37
Legamento di seconda
sciabola legata all' avversa
sciabolata di molinello
alla testa
-
quinta
33
Legamento di terza
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
al fianco
-
seconda
39
Legamento di terza
sciabola legata all' avversa
coupé in dentro
sesta
0 contro di quinta:!
TRATTATO DELLA SCIABOLA
479
semplici.
!
Contro-
Risposte che possono eseguirsi dalla tarata finale
Uscita in tempo
tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
. cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
-
. cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
braccio sopra
-
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
-
-
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
braccio in fuori
od in dentro
-
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
braccio in fuori
od in dentro
-
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
-
:avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
-
:avazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
.al braccio e coupé in dentro
-
-
1 ovazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
braccio in fuori
od in dentro
_
; ovazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
braccio sopra
-
ìi; ciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
U ovazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
braccio in dentro
—
480
PARTE
QUARTA
I. — Azioni
Q
«
O
Posizione in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che
può eseguire
l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
40
Legamento di terza
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
alla testa
-
sesta
0 contro di quinta
41
Legamento di terza
sciabola legata all' avversa
sciabolata di molinello
alla figura interna
-
quarta
0 contro di prima
42
Legamento di terza
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
al petto od alla pancia
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
43
Legamento di terza
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
al braccio in dentro
-
quarta
0 contro di prima
44
Legamento di quarta
sciabola legata all' avversa
coupé in fuori
-
quinta
45
Legamento di quarta
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
alla figura esterna
-
terza
46
Legamento di quarta
sciabola legata all' avversa
sciabolata di molinello
al fianco
-
seconda
0 terza bassa
47
Legamento di quarta
sciabola legata all' avversa
sciabolata di coupé
braccio sopra
—
terza
0 quinta
48
Legamento di quinta
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
al fianco
-
seconda
49
Legamento di quinta
sciabola legata all' avversa
sciabolata dritta
al braccio in fuori
-
terza
5°
Legamento bi quinta
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
alla figura interna
—
quarta
0 contro di prima
Si
Legamento di quinta
sciabola legata all' avversa
sciabolata di molinello
al petto od alla pancia
—
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
52
Legamento di quinta
sciabola legata all'avversa
sciabolata di molinello
al braccio in dentro
—
quarta
0 contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
semplici.
481
Risposte che tossono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
Contro-
tempo
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio *
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, alla pancia, al
fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pancia, al fianco,
al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura interna, al petto,
alla pancia, ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura esterna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
Cavazione, sciabolata alla testa, alla' figura interna, alla figura esterna, al
petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
31
SECONDO QUADRO SINOTTICO
RIFLETTENTE LE AZIONI COMPOSTE DI DUE TEMPI M
(i) Le azioni' del presente quadro si eseguiranno camminando,
4§4
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
a
z
p
«
o
0
Posizione
in cui trovasi
l'invitante
Posizione da cui farte
l' attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ
ESEGUIRE l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
I
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata dritta e cavazione
al petto sopra
seconda
prima
terza
o quinta
2
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
alla figura esterna
seconda
terza
3
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
alla testa
seconda
quinta
4
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
alla figura interna
seconda
prima
5
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
al petto od alla pancia
seconda
prima
6
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
al braccio sopra
seconda
terza
7
Invito di prima
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata di mo-
linello alla testa
seconda
quinta
8
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
finta puntata dritta e cavazione
al fianco
prima
seconda
9
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
finta puntata e sciabolata dritta
al fianco
prima
seconda
IO
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
finta puntata e sciabolata dritta
al braccio sopra
prima
terza
il
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello alla figura interna
quinta
quarta
o contro di prima
12
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello al petto o alla pancia
quinta
quarta
quarta bassa
o contro di prima
13
Invito di seconda
dalla guardia di seconda
o di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello al braccio in dentro
prima
quarta bassa
o contro di prima
i) Volendo uscire in ten
ipo al braccio sul primo
tempo, veggasi il primo quadro
sinottico. Lo s
tesso dicasi per tutte
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
485
RlSTOSTE CHE POSSONO ESEGUIRSI DALLA TARATA FINALE
Uscita in tempo
TRIMO TEMPO
AL
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
le altre azioni.
arresto sopra (1)
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
braccio in dentro
o fuori
braccio in dentro
o fuori
braccio in dentro
o fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
o fuori
braccio in fuori
o dentro
braccio in fuori
o dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
486
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
ti
7,
0
K
O
0
Posizione
in cui trovasi
l'invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ
ESEGUIRE l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
14
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta puntata e cavazione in fuori
quarta
terza
15
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta puntata e coupé in fuori
quarta
quinta
16
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello alla figura esterna
quarta
terza
17
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello al fianco
quarta
terza bassa
0 contro di seconda
18
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata al brac-
cio sopra
quarta
terza
*9
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta puntata e cavazione al fianco
contro
di prima
seconda
20
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e cavazione al fianco
terza
seconda
21
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata dritta
al fianco
terza
seconda
22
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e coupé in dentro
terza
sesta
0 contro di quinta
23
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello alla testa
terza
sesta
0 contro di quinta
24
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello alla figura interna
terza
quarta
0 contro di prima
25
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello al petto 0 alla pancia
terza
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
26
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta puntata e sciabolata di mo-
linello al braccio in dentro
terza
quarta
0 contro di prima
27
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e cavazione sopra
seconda 0
quarta bassa
terza
0 quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
primo tempo
AL
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura in-
terna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura ester-
na, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura" interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto al fianco
arresto sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio sopra
o in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in fuori
488
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
w
7,
2
«
o
0
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
zS
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
alla figura esterna
seconda 0
quarta bassa
terza
29
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
alla testa
seconda 0
quarta bassa
quinta
3°
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
alla figura interna
seconda
prima
31
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
al petto 0 alla pancia
seconda
prima
32
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata dritta
al braccio sopra
seconda 0
quarta bassa
terza
33
Invito di quinta
dalla guardia di seconda
finta puntata e sciabolata di mo-
linello alla testa
seconda 0
quarta bassa
quinta
34
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di seconda
finta di filo e cavazione sopra
seconda
terza
0 quinta
35
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di seconda
finta di filo e sciabolata dritta
alla figura esterna
seconda
terza
36
Sciabola Iagata all' av-
versa
legamento di seconda
finta di filo e sciabolata di mo-
linello alla testa
seconda
quinta
37
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di -seconda
finta di filo e sciabolata di mo-
linello al braccio sopra
quarta bassa
terza
0 quinta
38
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo e cavazione al fianco
prima
seconda
39
Sciabola legata all' av-
versa
legamento di terza
finta di filo e coupé in dentro
terza
sesta
0 contro di
prima
40
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo e sciabolata di mo-
linello alla testa
terza
sesta
0 contro di
quinta
1
4i
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo e sciabolata di mo-
linello alla figura interna
terza
quarta
0 contro di
prima
42
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo e sciabolata di mo-
linello al petto 0 alla pancia
terza
quarta bassa
0 contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
489
RlSrOSTE CHE POSSONO eseguirsi dalla tarata finale
Uscita in tempo
PRIMO TEMPO
AL
SECONDO TEMPO
CONTROTEMPO
SULL' USCITA
AL PRIMO TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed ai braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuor
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio in fuori
o in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
49°
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
H
Z
5
s
o
'a
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
43
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo e sciabolata di mo-
linello al braccio in dentro
terza
quarta
:i contro di
prima
44
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e cavazione
sopra
seconda
terza
0 quinta
45
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta alla figura esterna
seconda
terza
46
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta alla testa
seconda
quinta
47
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
alla figura interna
seconda
prima
i
48
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta al petto od alla pancia
seconda
prima
49
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
di molinello alla testa
seconda
quinta
5°
Legamento di prima
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
al braccio sopra
seconda
terza
0 quinta
Si
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sopra e cavazione
sotto
prima
seconda
52
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sopra e cavazione
in dentro
terza
quarta
quarta bassa
0 contro di
prima
53
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sopra e sciabolata
dritta al fianco
prima
seconda
54
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sopra e coupé in
dentro
terza
sesta
0 contro di
quinta
55
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sopra e sciabolata
di molinello alla figura interna
terza
quarta
0 contro di
prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
491
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
al
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, at petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione sotto
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
492
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte!
Posizione
in cui TROVASI
L' INVITANTE
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che può
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
56
58
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
64 Legamento di terza
65 Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sopra e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
finta cavazione sopra e sciabolata
al braccio in dentro
finta cavazione in dentro e cava-
zione in fuori
finta cavazione in dentro e coupé
in fuori
finta cavazione in dentro e scia-
bolata di molinello alla figura
esterna
finta cavazione in dentro e scia-
bolata di molinello al fianco
finta cavazione in dentro e scia-
bolata al braccio sopra
finta cavazione in dentro e cava-
zione al fianco
finta cavazione in dentro e scia
boiata dritta al fianco
finta cavazione in fuori e cava-
zione in dentro
finta cavazione in fuori e sciabo-
lata dritta al fianco
finta cavazione in fuori e coupé
in dentro
finta cavazione in fuori e sciabo
lata di molinello alla figura in
terna
quarta
quarta
quarta
quarta
quarta
contro
di prima
contro
di prima
quarta
quarta bassa
o contro di prima
quarta
o contro di prima
quinta
terza bassa
0 contro di seconda
seconda
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
seconda
sesta
o contro di quinta
quarta
o contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
493
Risposte che tossono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
Cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, allavpan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura ester-
na, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
:avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
estema, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
arresto sotto
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
494
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
w
2
3
w
o
fi
Posizione
in cui trovasi
l'invitante
Posizione da cui parte Azione d' offesa
CHE PUÒ
l' attaccante „ ,
eseguire l attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
69
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione in fuori e sciabo-
lata di molinello al petto 0 alla
pancia
terza
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
70
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione in fuori e sciabo-
lata al braccio in dentro
terza
quarta
0 contro di prima
71
Legamento di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e cavazione
sopra
seconda 0
quarta bassa
terza
72
Legamento di .quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta alla figura esterna
seconda 0
quarta bassa
terza
73
Legamento di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta alla testa
seconda 0
quarta bassa
quinta
74
Legamento di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta alla figura interna
seconda
prima
75
Legamento di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta al petto 0 alla pancia
seconda
prima
76
Legamento di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
dritta al braccio sopra
seconda 0
quarta bassa
terza
77
Legamento di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta cavazione sotto e sciabolata
di molinello alla testa
seconda 0
quarta bassa
quinta
78
Invito di prima 0 di
quinta
dalla guardia di seconda
finta sciabolata dritta al fianco
e sciabolata dritta alla figura
esterna
seconda
terza
79
Invito di prima 0 di
quinta
dalla guardia di seconda
finta sciabolata dritta al fianco
e cavazione sopra
seconda
terza
80
Invito di prima 0 di
quinta
dalla guardia di seconda
finta sciabolata dritta al fianco
e sciabolata di molinello alla
testa
seconda
quinta
81
Invito di seconda
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa
e cavazione sotto
' quinta
seconda
quarta bassa
0 contro di prima
82
Invito di seconda
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata dritta al fianco
quinta
seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
li due tempi.
495
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
■ puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
:avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
:avazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sotto
arresto sotto
braccio in dentro
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in dentro
o in fuori
braccio in fuori
o in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
496
PARTE QUARTA
II. — Azioni compos
Posizione
in cui TROVASI
l' INVITANTE
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d' offesa
che può
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata di molinello alla
figura interna
finta sciabolata dritta alla testa e
sciabolata di molinello al petto
o alla pancia
finta sciabolata dritta alla figura
interna, petto o pancia e cava-
zione al fianco
finta sciabolata dritta alla figura
interna, petto o pancia e scia-
bolata dritta al fianco
finta sciabolata dritta alla figura
interna, e sciabolata di moli-
nello alla pancia
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata dritta al petto o
pancia
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata di molinello alla
figura esterna
finta sciabolata dritta alla testa e
sciabolata di molinello al fianco
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata di molinello al
braccio
finta sciabolata dritta alla figura
interna e coupé in fuori
finta sciabolata dritta alla figura
interna e sciabolata di moli-
nello alla figura esterna
finta sciabolata dritta alla figura
interna e sciabolata di moli-
nello al fianco
finta sciabolata dritta alla figura
interna e sciabolata al braccio
in fuori
quinta
quinta
quarta
quarta
quarta
quarta
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
seconda
o quarta bassa
quarta bassa
o contro di prima
quarta bassa.
terza bassa
o contro di secom
quinta
terza bassa
o contro di secondi
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
497
Risposte che tossono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
arresto in dentro braccio sopra
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in dentro
o sopra
32
49§
PARTE QUARTA
II. — Azioni composto
a
z
3
«
o
"q
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l" attaccante
Azione d' offesa
che può
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
96
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta al petto 0
pancia e sciabolata di molinello
alla testa
quarta bassa
quinta
97
Invito di terza
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta al petto 0
pancia e sciabolata di molinello
alla figura esterna
quarta bassa
terza
98
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa
e cavazione sotto
quinta
seconda
quarta bassa
0 contro di prima
99
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata dritta al fianco
quinta
seconda
100
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata di molinello alla
figura interna
quinta
quarta
0 contro di prima
101
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa e
sciabolata di molinello al petto
0 pancia
quinta
quarta
0 contro di prima
102
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa e
sciabolata di molinello al brac-
cio in dentro
quinta
quarta
0 contro di prima
J03
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e cavazione in dentro
terza
quarta
quarta bassa
0 contro di prima
104
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata dritta al
fianco
terza
seconda
i°5
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e coupé in dentro
terza
sesta
0 contro di quinta
106
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata di moli-
nello alla figura interna
terza
quarta
0 contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
499
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita i
N tempo
al
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
al
primo tempo
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto in dentro
braccio in fuori
braccio in dentro
o sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto in dentro
braccio in fuori
braccio in dentro
o sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, a! petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
5°°
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
3
"a
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d' offesa
CHE PUÒ
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata
binale
107
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata di moli-
nello al petto 0 pancia
terza
quarta bassa
0 contro di prima
108
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta al fianco e
cavazione sopra
contro
di seconda
terza
ino
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta al fianco
e sciabolata dritta alla figura
esterna
contro
di seconda
terza
HO
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta al fianco
e sciabolata di molinello alla
testa
contro
di seconda
quinta
III
Legamento di prima
0 di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello al
fianco e sciabolata dritta alla
figura esterna
seconda
terza
112
Legamento di prima
0 di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello al
fianco e sciabolata di molinello
alla testa
seconda
quinta
113
Legamento di prima
0 di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello al
fianco e cavazione sopra
seconda
terza
quinta
0 prima
114
Legamento di prima
0 di quinta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello al
petto 0 alla pancia e sciabolata
di molinello alla testa
quarta bassa
quinta
"5
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata dritta al
fianco
terza
seconda
116
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e coupé in dentro
terza
sesta
0 contro di
quinta
117
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata di moli-
nello alla figura interna
terza
quarta
0 contro di
prima
118
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata di moli-
nello al petto od alla pancia
terza
quarta bassa
0 contro di prima
119
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
testa e sciabolata di molinello
al fianco
quinta
seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
5°I
di due tempi.
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
al
primo tempo
AL
secondo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sopra
braccio in fuori
0 in dentro
braccio in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sopra
braccio in fuori
0 in dentro
braccio in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sopra
braccio in fuori
0 in dentro
braccio in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sopra
braccio in fuori
0 in dentro
braccio in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sopra
braccio in fuori
0 in dentro
braccio in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sopra
braccio in fuori
0 in dentro
braccio in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto in dentro
braccio in fuori
braccio in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
braccio in dentro
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura estema ed al
braccio
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
502
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d'offesa
che PUÒ
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
sciabola legata all' av-
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
testa e sciabolata di molinello
alla figura interna
finta sciabolata di molinello alla
testa e sciabolata di molinello
al petto o alla pancia
finta sciabolata di molinello alla
testa e cavazione sotto
finta coupé in dentro e sciabolata
dritta al petto o alla pancia
finta coupé in dentro e sciabolata
di molinello alla figura esterna
finta coupé in dentro e sciabolata
di molinello al fianco
finta sciabolata di molinello alla
figura interna e sciabolata dritta
alla pancia
finta sciabolata di molinello alla
figura interna e coupé in fuori
finta sciabolata di molinello alla
figura interna e sciabolata di
molinello alla figura esterna
finta sciabolata di molinello alla
figura interna e sciabolata di
molinello al fianco
finta sciabolata di molinello alla
figura interna e sciabolata di
molinello alla pancia
finta sciabolata di molinello alla
figura interna e cavazione sotto
quinta
quinta
quinta
quarta
quarta
quarta
quarta
contro
di prima
contro
di prima
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
quarta bassa
terza bassa
o contro di second
quarta bassa
o contro di prima
quinta
terza bassa
o contro di second
quarta bassa
o contro di prima
seconda
quarta bassa
o contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
5°3
di due tempi.
Risposte che tossono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
AL
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia, ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
af braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
o sopra
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
5°4
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
w
3
K
o
"fi
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
J32
Legamento di terza
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
pancia e sciabolata di molinello
alla testa
quarta bassa
quinta
133
Legamento di terza
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
pancia e sciabolata di molinello
alla figura esterna
quarta bassa
terza
134
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta coupé in fuori e cavazione
sotto
quinta
seconda
quarta bassa
0 contro di prima
135
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta coupé in fuori e sciabolata
dritta al fianco
quinta
seconda
136
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta coupé in fuori e sciabolata
di molinello alla figura interna
quinta
quarta
0 contro di prima
137
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta coupé in fuori e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
quinta
quarta bassa
0 contro di prima
I3S
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e cavazione in
dentro
terza
seconda
quarta bassa
0 contro di prima
139
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e sciabolata dritta
al fianco
terza
seconda
140
Legamento di quarta
sciabola legata all'av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e coupé in dentro
terza
sesta
0 contro di quinta
141
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e sciabolata di
molinello alla figura interna
terza
quarta
0 contro di prima
142
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e sciabolata di
molinello al petto 0 pancia
terza
quarta bassa
0 contro di prima
*43
Legamento di quarta
sciabola legata all' av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e sciabolata di
molinello al braccio in dentro
terza
quarta
0 contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
<li (Ine tempi.
5o5
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, ài petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura ester-
na, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura ester-
na, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura ester-
na, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
arresto in dentro
arresto in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
o sopra
braccio in fuori
o sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
5°6
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
w
2
3
K
O
0
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d' offesa
CHE PUÒ
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
144
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
trasporto di prima e puntata in
dentro
-
prima
145
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
trasporto di prnna e sciabolata
di molinello alla testa
-
quinta
146
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
trasporto di prima e sciabolata
di molinello alla figura interna
-
prima
147
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
trasporto di prima e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
—
prima
148
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
trasporto di prima e sciabolata
di molinello alla figura esterna
—
sesta
0 contro di terza
149
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di quarta
trasporto di seconda e filo
—
seconda
e ceduta di quarta
I50
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di quarta
trasporto di seconda e sciabolata
dritta alla figura esterna
-
terza
151
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di quarta
trasporto di seconda e sciabolata
di molinello alla testa
-
quinta
152
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di prima
0 di quinta
trasporto di terza e filo
—
prima
0 terza
153
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di prima
0 di quinta
trasporto di terza e cavazione
sotto
-
seconda
0 quarta bassa
154
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di prima
0 di quinta
trasporto di terza e coupé in
dentro
-
sesta
0 contro di quinta
155
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di prima
0 di quinta
trasporto di terza e sciabolata
dritta al fianco
-
seconda
156
Sciabola legata all' av-
versa
legamento di prima
0 di quinta
trasporto di terza e sciabolata di
molinello alla figura interna
_
quarta
0 contro di prima
157
Sciabola legata all'av-
versa
Legamento di prima
0 di quinta
trasporto di terza e sciabolata di
molinello al petto 0 alla pancia
-
quarta bassa
0 contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
5°7
Risposte che possono eseguirsi palla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
ciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ad al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura cavazione in dentro
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione indentro
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione indentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
5o8
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che può
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
158 Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all' av-
versa
Sciabola legata all'av-
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all' av-
versa
Sciabola legata all'ava
164
167
Sciabola legata all'av-
versa \
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Legamento di terza
Legamento di quarta
In guardia di seconda
In guardia di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di prima
legamento di prima
legamento di prima
legamento di prima
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
trasporto di quarta e sciabolata
dritta alla figura esterna
trasporto di quarta e sciabolata
dritta alla figura interna
trasporto di quarta e sciabolata
dritta alla testa
trasporto di quarta e coupé in
fuori
trasporto di quarta e sciabolata
dì molinello al fianco
trasporto di quinta e cavazione
sotto
trasporto di quinta e sciabolata
dritta al fianco
trasporto di quinta e sciabolata
di molinello alla figura interna
trasporto di quinta e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
copertino di terza e filo
copertino di quarta e sciabolata
dritta alla figura esterna
deviamento di prima e puntata
in dentro
deviamento di prima e sciabolata
di molinello alla testa
sesta
o contro di terza
quarta
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
quinta
terza bassa
o contro di seconda
seconda
quarta bassa
o contro di prima
seconda
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
prima
o terza
sesta
o contro di terza
quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
5°9
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
Eavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
al braccio
eavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
eavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
eavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
eavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
eavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
eavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
eavazione in fuori
eavazione in fuori
eavazione in fuori
eavazione in fuori
eavazione in fuori
eavazione sotto
eavazione sotto
eavazione sotto
eavazione sotto
eavazione in dentro
eavazione in tuori
eavazione sotto
eavazione sotto
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
5io
PARTE QUARTA
II. — Azioni composti
Posizione
in cui TROVASI
L' INVITANTE
Posizione da cui parte!
l' attaccante
Azione d'offesa
che può
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
176
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di terza
o di seconda
deviamento di prima e sciabolata
di molinello alla figura interna
deviamento di prima e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
deviamento di prima e sciabolata
di molinello alla figura esterna
deviamento di seconda e filo
deviamento di seconda e sciabo-
lata dritta alla figura esterna
deviamento di seconda e sciabo-
lata di molinello alla testa
deviamento di terza e filo
deviamento di terza e cavazione
sotto
deviamento di terza e coupé in
dentro
deviamento di terza e sciabolata
dritta al fianco
deviamento di terza e sciabolata
di molinello alla figura interna
deviamento di terza e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
deviamento di quarta e sciabolata
dritta alla figura esterna
sesta
o contro di terza
seconda
o ceduta di quarta
quinta
prima
o terza
seconda
o quarta bassa
sesta
o contro di quin
seconda
"
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
sesta
o contro di terza
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
5"
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
primo tempo
AL
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori.
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo,, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
. esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura estera, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione indentro
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione indentro
cavazione in dentro
cavazione in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
512
PARTE QUARTA
II. — Azioni composll
g
0
a
o
"q
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che può
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale j
184
In guai-dia di lerza
dalla guardia di terza
0 di seconda
deviamento di quarta e sciabolata
dritta alla figura interna
-
1
;
quarta
0 contro di prima
1S5
In guardia di terza
dalla guardia di terza
0 di seconda
deviamento di quarta e sciabolata
dritta alla testa
-
sesta
0 contro di quinta
186
In guardia di terza
dalla guardia di terza
0 di seconda
deviamento di quarta e coupé in
fuori
-
quinta
187
In guardia di terza
dalla guardia di terza
0 di seconda
deviamento di quarta e sciabolata
di molinello al fianco
—
terza bassa
0 contro di second
188
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
deviamento di quinta e cavazione
sotto
—
seconda
quarta bassa
0 contro di _prima
189
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
deviamento di quinta e sciabolata
dritta al fianco
-
seconda
190
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
deviamento di quinta e sciabolata
di molinello alla figura interna
quarta
0 contro di prima
191
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
deviamento di quinta e sciabolata
di molinello al petto od alla
pancia
-
quarta bassa
0 contro di prima
192
Legamento di seconda
sciabola legata all'av-
versa
cambiamento di prima e puntata
in dentro
-
prima
193
Legamento di seconda
sciabola legata all'av-
versa
cambiamento di prima e sciabo-
lata di molinello alla testa
-
quinta
194
Legamento di seconda
sciabola legata all'av-
versa
cambiamento di prima e sciabo-
lata di molinello alla figura in-
terna
—
prima
195
Legamento di seconda
sciabola legata all'av-
versa
cambiamento di prima e sciabo-
lata di molinello al petto od
alla pancia
—
prima
196
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
cambiamento di prima e sciabo-
lata di molinello alla figura
esterna
"
sesta
0 contro di terza
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
5i3
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
primo tempo
al
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto, ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna, ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, at petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé 'in dentro
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
aracelo sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
33
514
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
l'invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che può
eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
dalla guardia di seconda
o terza
dalla guardia di seconda
o terza
dalla guardia di seconda
colla sciabola a con-
tatto dell' avversa
cambiamento di terza e puntata
al petto
cambiamento di terza e coupé in
dentro
cambiamento di terza e sciabolata
dritta alla testa
cambiamento di terza e sciabolata
dritta alla figura esterna
cambiamento di terza e sciabolata
dritta alla figura interna
cambiamento di terza e sciabolata
dritta al fianco
cambiamento di quarta e sciabo-
lata dritta alla figura esterna
cambiamento di quarta e sciabo-
lata dritta alla testa
cambiamento di quarta e sciabo-
lata dritta alla figura interna
cambiamento di quarta e coupé
in fuori
cambiamento di quarta e sciabo-
lata di molinello al fianco
tocco di prima e puntata in dentro
tocco di prima e sciabolata dritta
al fianco
tocco di seconda e puntata sotto
prima
o terza
sesta
o contro di quinta
quinta
terza bassa
o contro di- seconda
sesta
o contro di terza
sesta
o contro di quinta
quarta
o contro di prima
quinta
terza bassa
o contro di seconda
terza bassa
o contro di seconda
seconda
o quarta bassa
TRATTATO DELLA SCIABOLA
515
di due tempi.
Risposte che possono eseguirsi dalla tarata finale
Uscita i
al
primo tempo
N TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
AL
SECONDO TEMPO
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione indentro
braccio in fuori
braccio in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione indentro
braccio in dentro
braccio in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione indentro
braccio in fuori
braccio in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione indentro
braccio in fuori
braccio in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione in dentro
braccio in fuori
braccio in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione in dentro
braccio sopra
braccio in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione in fuori
braccio in dentro
braccio in fuori
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione in fuori
braccio in dentro
braccio in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione in fuori
braccio in dentro
braccio in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio ■>
cavazione in fuori
braccio sopra
braccio in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione sotto
braccio in dentro
braccio in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione sotto
braccio sopra
braccio in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla testa, 'alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione sopra
braccio in fuori
braccio in dentro
5i6
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
Posizione da cui parte
l' attaccante
Azione d'offesa
che PUÒ
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
Legamento di seconda
ialla guardia di seconda
colla sciabola a con-
tatto dell' avversa
dalla guardia di seconda
colla sciabola a con-
tatto dell' avversa
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
dalla guardia di seconda
sciabola legata all'av-
versa
tocco di seconda e sciabolata drit
ta alla figura esterna
tocco di seconda e sciabolata di
molinello alla testa
tocco di terza e puntata sotto
tocco di terza e sciabolata dritta
alla testa
tocco di terza e sciabolata dritta
al fianco
tocco di quarta e sciabolata dritta
alla figura esterna
tocco di quarta e sciabolata dritta
alla figura interna
tocco di quarta e sciabolata dritta
alla testa
tocco di quinta e puntata sotto
tocco di quinta e sciabolata dritta
al fianco
tocco di quinta e sciabolata di
molinello alla figura interna
tocco di quinta e sciabolata di
molinello al petto od alla pancia
tocco di cambiamento di prima
e puntata in dentro
quinta
seconda
o quarta bassa
quinta
seconda
sesta
o contro di terza
quarta
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
seconda
quarta bassa
o contro di prima
seconda
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
5i7
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
al
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
:avazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla' figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio •
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
cavazione sotto
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
o in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio in dentro
biaccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio in fuori
5i8
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
3
K
O
p
li
Posizione
in cui trovasi
l' invitante
POSIZIONE DA CUI PARTE
L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ
ESEGUIRE L'ATTACCANTE
Parate
che inganna
Parata finale
224
Legamento di seconda
sciabola legata all' av-
versa
tocco di cambiamento in prima e
sciabolata dritta al fianco
-
terza bassa
0 contro di seconda
225
Legamento di quarta
sciabola legata all'av-
versa
tocco di cambiamento in terza e
puntata sopra *
-
terza
0 quinta
226
Legamento di quarta
sciabola legata all'av-
versa
tocco di cambiamento in terza e
sciabolata dritta alla testa
-
quinta
227
Legamento di quarta
sciabola legata all'av-
versa
tocco di cambiamento in terza e
sciabolata dritta al fianco
-
seconda
22S
Legamento di terza
sciabola legata all'av-
versa
tocco di cambiamanto in quarta
e sciabolata dritta alla figura
esterna
—
sesta
0 contro di terza
229
Legamento di terza
sciabola legata all'av-
versa
tocco di cambiameato in quarta
e sciabolata dritta alla figura
interna
quarta
0 contro di prima
230
Legamento di terza
sciabola legata all'av-
versa
tocco di cambiamento in quarta
e sciabolata dritta alla testa
-
sesta
0 contro di quinta ]
231
In guardia di seconda
dalla guardia di seconda
colla sciabola a con-
tatto dell' avversa
sforzo di seconda e puntata sotto
-
seconda
0 quarta bassa
232
In guardia di seconda
dalla guardia di seconda
colla sciabola a con-
tatto dell' avversa
sforzo di seconda e sciabolata
dritta alla figura esterna
-
terza
=33
In guardia di seconda
dalla guardia di seconda
colla sciabola a con-
tatto dell' avversa
sforzo di seconda e sciabolata
di molinello alla testa
—
quinta
234
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
sforzo di terza e puntata sotto
—
seconda
0 quarta bassa
235
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
sforzo di terza e sciabolata dritta
alla testa
-
quinta
236
In guardia di terza
dalla guardia di seconda
sforzo di terza e sciabolata dritta
al fianco
-
seconda
237
In guardia di terza
dalla guardia di terza
sforzo di quarta e sciabolata drit-
ta alla figura esterna
—
sesta
0 contro di terza
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
5i9
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
AL
PRIMO TEMPO
SECONDO TEMPO
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto ed
al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura,
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura estema, alla figura
interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione sotto
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione indentro
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione sopra
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in fuori
braccio sopra
braccio in fuori
traccio in fuori
braccio sopra
o in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio sopra
o in fuori
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
520
PARTE QUARTA
II. — Azioni composte
Posizione
in cui TROVASI
l' invitante
Posizione da cui parte
l'attaccante
Azione d'offesa
che può
eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
In guardia di terza
In guardia di terza
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sforzo di quarta e sciabolata drit-
ta alla figura interna
sforzo di quarta e sciabolata drit
ta alla testa
sforzo di cambiamento in terza e
puntata sopra
sforzo di cambiamento in terza e
sciabolata dritta al fianco
sforzo di cambiamento in quarta
e sciabolata dritta alla figura
esterna
sforzo di cambiamento in quarta
e sciabolata dritta alla figura
interna
sforzo di cambiamento in quarta
e sciabolata dritta alla testa
quarta
o contro
di
prima
sesta
o contro
di
quinta
terza
o quinta
sesta
o contro di terza
quarta
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
i
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di due tempi.
52i
Risposte che possono eseguirsi dalla parata finale
Uscita in tempo
al
primo tempo
al
secondo tempo
Controtempo
sull' uscita
al primo tempo
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna ed al
braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto, alla pan-
cia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla figura
esterna, al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione in dentro
cavazione in dentro
cavazione in fuori
cavazione in fuori
cavazione in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in dentro
braccio in dentro
braccio in fuori
braccio in fuori
braccio in fuori
TERZO QUADRO SINOTTICO
RIFLETTENTE LE AZIONI COMPOSTE DI TRE TEMPI (*
(i) Le azioni del presente quadro si eseguiranno camminando.
524
PARTE QUARTA
III. — Azioni composti
Posizione
IN CUI
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
DA CUI
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parate
che inganna
Parata finale
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di prima
Invito di seconda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda o di terza
Invito di seconda
dalla guardia di se-
conda o di terza
finta puntata dritta, finta cavazione
sopra e cavazione sotto
finta puntata, finta sciabolata dritta
alla figura esterna, e sciabolata di
molinello al petto od alla pancia
finta puntata, finta sciabolata dritta
alla testa e sciabolata di moli-
nello alla figura interna
finta puntata, finta sciabolata alla
figura interna e sciabolata dritta
al fianco
finta puntata, finta sciabolata dritta
al petto e cavazione al fianco
finta puntata, finta sciabolata di mo-
linello alla testa e sciabolata di
molinello al fianco
finta puntata, finta sciabolata di mo-
linello alla testa e sciabolata di
molinello al braccio in dentro
finta puntata, finta sciabolata di mo
lineilo alla testa e sciabolata di
molinello al petto od alla pancia
finta puntata, finta cavazione al
fianco e cavazione sopra
finta puntata, finta cavazione al
fianco e sciabolata di molinello
alla testa
i
(i) Volendo uscire in tempo al braccio sul primo o secondo tempo veggansi i quadri sinottici primo e secondo. .♦
seconda e prima
seconda e terza
seconda e quinta
seconda e prima
seconda e prima
seconda e quinta
seconda e quinta
seconda e quinta
prima e seconda
prima e seconda
seconda
o quarta bassa
quarta bassa
o contro di prima
quarta
o contro di prima;
seconda
quarta
o contro di prim
quarta bassa
o contro di prim
ì i
quinta
quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
i tre tempi.
525
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
SULL USCITA
AL PRIMO
TEMPO
SULL USCITA
AL SECONDO
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
ovazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia al fianco
ed al braccio
ovazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
:avazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
:avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio in braccio
dentro o fuori ! in dentro
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio in
dentro o fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
sso dicasi per tutte le altre azioni.
526
PARTE QUARTA
III. — Azioni coiupos
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
parte l'attaccante
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
dalla guardia di se-
conda o di terza
dalla guardia di se-
conda o di terza
dalla guardia di se-
conda o di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
finta puntata, finta sciabolata dritta
al fianco e sciabolata dritta alla
figura esterna
finta puntata, finta sciabolata di mo-
linello alla figura interna e coupé
in fuori
finta puntata, finta sciabolata di mo-
lineilo al petto o pancia e scia-
bolata di molinello alla testa
finta puntata, finta cavazione in fuori
e sciabolata di molinello alla testa
finta puntata, finta coupé in fuori
e sciabolata dritta al fianco
finta puntata, finta coupé in fuori
e sciabolata di molinello al petto
od alla pancia
finta puntata, finta sciabolata di mo
lineilo alla figura esterna e scia
boiata di molinello alla figura in
terna
finta puntata, finta sciabolata di mo-
linello al fianco e sciabolata di
molinello alla testa
finta puntata, finta cavazione al
fianco e sciabolata dritta alla fi-
gura esterna
finta puntata, finta cavazione al
fianco e cavazione sopra
finta puntata, finta sciabolata drittta
al fianco e sciabolata di molinello
alla testa
finta puntata, finta coupé in dentro
e sciabolata dritta alla pancia
finta puntata, finta coupé in dentro
e sciabolata di molinello al fianco
prima e seconda
quinta e quarta
quinta e quarta
bassa
quarta e terza
quarta e quinta
quarta e quinta
quarta e terza
quarta e contro
di seconda
contro di prima
e seconda
terza e seconda
terza e seconda
terza e sesta
terza e sesta
quinta
quinta
sesta
o contro di quinl
quarta bassa
o contro di prim
quarta
o contro di prim
quinta
quinta
quarta bassa
terza bassa
o contro di secor»
TRATTATO DELLA SCIABOLA
527
li tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
sull'uscita
AL PRIMO
TEMPO
sull' USCITA
AL SECONDO
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
;avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
:avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio in
fuori 0 dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
ovazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
:avazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
untata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
untata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
avazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
528
PARTE QUARTA
III. — Azioni compos
Posizione Posizione
in cui da cui
trovasi l'invitante tarte l' attaccante
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quinta
Invito di quinta
Invito di quinta
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
finta puntata, finta sciabolata di mo
lineilo alla testa e sciabolata d:
molinello alla figura esterna
finta puntata, finta sciabolata di mo
lineilo alla testa e sciabolata di
molinello al fianco
finta puntata, finta sciabolata di mo
lineilo alla figura interna e sciabo
lata di molinello alla figura esterna
finta puntata, finta sciabolata di mo
lineilo al petto o pancia e sciabo-
lata di molinello alla testa
dalla guardia di se- finta puntata, finta cavazione sopra
conda e cavazione sotto
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di
conda
dalla guardia di se
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
finta puntata, finta cavazione sopra
e sciabolata dritta al fianco
finta puntata, finta sciabolata dritta
alla figura esterna e sciabolata di
molinello al petto od alla pancia
finta puntata, finta sciabolata dritta
alla testa e sciabolata di moli-
nello alla figura interna
finta puntata, finta sciabolata dritta
alla figura interna e sciabolata di
molinello al fianco
finta puntata, finta sciabolata dritta
al petto o alla pancia e cavazione
al fianco
finta puntata, finta sciabolata di mo-
linello alla testa e sciabolata di
molinello al fianco
finta puntata, finta sciabolata di mo-
linello alla testa e sciabolata di
molinello al petto o alla pancia
terza e sesta
terza e sesta
terza e quarta
terza e quarta
bassa
contro di
seconda e quinta
contro di
seconda e quinta
contro di
seconda e terza
contro di
seconda e quinta
contro di
seconda e prima
seconda e prima
seconda e quinta
seconda e quinta
terza bassa
o contro di secont
quinta
seconda
quarta bassa
o contro di prim;
quarta bassa
o contro di prim
quarta
o contro di prim
seconda
seconda
seconda
quarta bassa
o contro di prim
TRATTATO DELLA SCIABOLA
li tre tempi.
529
Risposte che tossono eseguissi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
sull'uscita sull'uscita
al primo al secondo
tempo tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto, ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
ed al braccio
Cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio .sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alia testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
;avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
34
53°
PARTE QUARTA
III. — Azioni composi
5
«
2J
Posizione
IN CUI
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
DA CUI
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parate
che inganna
i
Parata finale
36
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di seconda
finta di filo, finta sciabolata dritta
alla figura esterna e coupé in
dentro
seconda e terza
sesta
0 contro di quinta
37
Sciabola legata all' av-
versa
legamento di seconda
finta di filo, finta sciabolata di mo-
linello alla testa e sciabolata di
molinello al petto 0 alla pancia
seconda e quinta
quarta bassa
0 contro di prima
38
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo, finta coupé in dentro e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
terza e sesta
terza
39
Sciabola legata all' av-
versa
legamento di terza
finta di filo, finta coupé in dentro e
sciabolata di molinello al fianco
terza e sesta
terza bassa
0 contro di second
40
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo, finta sciabolata di moli-
nello alla testa e sciabolata dritta
al petto od alla pancia
terza e sesta
quarta bassa
0 contro di prima
41
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo, finta sciabolata di mo-
linello alla figura interna e scia-
bolata di molinello alla figura
esterna
terza e quarta
terza
42
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo, finta sciabolata di mo-
linello al petto od alla pancia e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
terza e quarta
bassa
terza
43
Sciabola legata all'av-
versa
legamento di terza
finta di filo, finta sciabolata di mo-
linello al petto 0 pancia e cava-
zione al fianco
terza
e contro di prima
seconda
44
Legamento di prima
sciabola legata all'av-
versa
finta cavazione sotto, finta cavazione
sopra e sciabolata di molinello al
petto od alla pancia
seconda e quinta
quarta bassa
0 contro di prima
45
Legamento di prima
sciabola legata all'av-
versa
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata di molinello alla figura
interna
seconda e terza
quarta
0 contro di prima
46
Legamento di prima
sciabola legata all'av-
versa
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla testa e sciabolata
al petto od alla pancia
seconda e quinta
quarta bassa
0 contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
53i
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
AL TRIMU
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
sull' uscita
AL PRIMO
TEMPO
sull'uscita
al secondo
TEMPO
sciabolata al petto, alla pancia, ai fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alia testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto, ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, a! petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
532
PARTE QUARTA
III. — Azioni compost
Posizione
IN CUI
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
56
58
Legamento di prima
Legamento di prima
Legamento di prima
Legamento di prima
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di terza
sciabola legata all'av-
versa
-sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla figura interna e
sciabolata di molinello al fianco
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla figura interna e
cavazione al fianco
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta al petto o alla pancia e
sciabolata dritta al braccio sopra
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata di molinello alla testa e scia-
bolata di molinello al petto o alla
pancia
finta cavazione sopra, finta cava-
zione sotto e sciabolata drittta
alla figura esterna
finta cavazione sopra, finta cava-
zione sotto e sciabolata di moli-
nello alla testa
finta cavazione sopra, finta sciabo-
lata dritta al fianco e cavazione
sopra
finta cavazione sopra, finta sciabo-
lata dritta al fianco e sciabolata
di molinello alla testa
finta cavazione sopra, finta coupé in
dentro e sciabolata di molinello
al fianco
finta cavazione sopra, finta sciabo-
lata di molinello alla figura in-
terna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
finta cavazione sopra, finta sciabo-
lata di molinello al petto e scia-
bolata di molinello alla testa
finta cavazione in dentro, finta ca-
vazione in fuori e sciabolata di
molinello alla testa
seconda e prima
seconda e prima
seconda e prima
seconda e quinta
terza e seconda
terza e seconda
terza e seconda
terza e seconda
terza e sesta
terza e quarta
I
terza e quarta
quarta e terza
quarta bassa
o contro di prima
quinta
quinta
quinta
terza bassa
o contro di second
quinta
sesta
o contro di quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
ili tre tempi.
533
Risposte che possono eseguirsi
DALLA PARATA FINALE
Uscita in tempo
AL PRIMO
tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
sull uscita
AL PRIMO
TEMPO
sull'uscita
ai. secondo
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé-
in dentro
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
534
PARTE QUARTA
UT. — Azioni compost
Posizione
IN CUI
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
da cui
parte l'attaccante
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
60
69
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av
versa
finta cavazione in dentro, finta ca-
vazione in fuori e coupé in dentro
finta cavazione in dentro, finta scia-
bolata di molinello alla figura
esterna e sciabolata di molinello
alla figura interna
finta cavazione in dentro, finta scia-
bolata di molinello alla figura
esterna e sciabolata di molinello
al petto o alla pancia
finta cavazione in dentro, finta scia-
bolata di molinello al fianco e
sciabolata di molinello alla testa
finta cavazione in dentro, finta cava-
zione al fianco e cavazione sopra
finta cavazione in dentro, finta ca-
vazione al fianco e sciabolata di
molinello alla testa
finta cavazione in dentro, finta scia-
bolata dritta al fianco e sciabo-
lata dritta alla testa
finta cavazione in fuori, finta cava-
zione in dentro e coupé in fuori
finta cavazione in fuori, finta scia-
bolata dritta al fianco e sciabo-
lata dritta alla figura esterna
finta cavazione in fuori, finta scia-
bolata dritta al fianco e sciabo-
lata di molinello alla testa
finta cavazione in fuori, finta coupé
in dentro e sciabolata di moli-
nello al fianco
quarta e terza
quarta e terza
quarta e terza
quarta e contro
di seconda
contro di prima
e seconda
contro di prima
e seconda
contro di prima
e seconda
terza e quarta
terza e seconda
terza e seconda
terza e sesta
sesta
o contro di quinta
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
quinta
terza
quinta
o prima
quinta
quinta
quinta
quinta
terza bassa
o contro di secom
TRATTATO DELLA SCIABOLA
idi tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
sull'uscita sull'uscita
al primo al secondo
tempo tempo
AL PRIMO
tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavavione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
536
PARTE QUARTA
III. — Azioni composti
Posizione
in coi
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Legamento di quarta
Legamento di quinta
Legamento di quinta
Legamento di quinta
Legamento di quinta
Legamento di quinta
76 Legamento di quinta
Legamento di quinta
78 Legamento di quinta
Invito di prima o
di quinta
Invito di prima o
di quinta
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di s»;
conda
finta cavazione in fuori, finta scia-
bolata di molinello alla figura in-
terna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
finta cavazione sotto, finta cava-
zione sopra e sciabolata dritta
al fianco
terza e quarta
seconda e quinta
finta cavazione sotto, finta cava- seconda e quinta
zione sopra e sciabolata di mo
lineilo al petto e alla pancia
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata di molinello alla figura
interna
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla testa e sciabolata
di molinello al petto o alla pancia
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta alla figura interna e
sciabolata di molinello al fianco
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata dritta al petto o alla pancia e
sciabolata di molinello al fianco
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata di molinello alla testa e ca-
vazione sotto
finta cavazione sotto, finta sciabo-
lata di molinello alla testa e scia-
bolata di molinello al petto o
pancia
seconda e terza
seconda e quinta
seconda e prima
seconda e prima
seconda e quinta
seconda e quinta
finta sciabolata dritta al fianco, finta
sciabolata dritta alla figura esterna
e sciabolata di molinello al petto
o pancia
finta sciabolata dritta al fianco, finta
sciabolata dritta alla figura esterna
e coupé in dentro
seconda e terza
seconda e terza
seconda
quarta bassa
o contro di prima
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
seconda
seconda
o quarta bassa
quarta bassa
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
sesta
o contro di quinta -.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
sull'uscita sull'uscita
al primo al secondo
tempo tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO '
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sopra
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
PARTE QUARTA
III. — Azioni composte;
Posizione
in cui
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
DA CUI
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
S5
Invito di prima o
di quinta
Invito di prima o
di quinta
Invito di prima o
di quinta
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
Invito di seconda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
finta sciabolata dritta al fianco, finta
cavazione sopra e sciabolata di
molinello al petto o pancia
finta sciabolata dritta al fianco, finta
sciabolata di molinello alla testa
e sciabolata di molinello al fianco
finta sciabolata dritta al fianco, finta
sciabolata di molinello alla testa
e sciabolata di molinello al petto
o pancia
dalla guardia di terza finta sciabolata dritta alla testa, finta
cavazione sotto e sciabolata di
molinello alla testa
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata dritta al fianco e cava-
zione sopra
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla figura
interna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla figura
interna e sciabolata di molinello
al fianco
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello al petto o
pancia e cavazione al fianco
finta sciabolata dritta alla figura in-
terna, finta cavazione al fianco e
sciabolata di molinello alla testa
finta sciabolata dritta alla figura in-
terna, finta sciabolata dritta al
fianco e cavazione al petto sopra
seconda e terza
seconda e quinta
ìeconda e quinta
quinta e seconda
quinta e seconda
quinta e quarta
quinta e quarta
quinta
e contro di prima
prima e seconda
prima e seconda
quarta bassa
o contro di prima
seconda
quarta bassa
o contro di prima
quinta
quinta
terza
o prima
terza bassa
o contro di secon
■
terza bassa
o contro di second
seconda
quinta
quinta
terza
o prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
539
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
Uscita in tempo
Controtempo
AL PRIMO
AL SECONDO
AL TERZO
sull'uscita
sull' uscita
DALLA PARATA FINALE
AL PRIMO
AL SECONDO
TEMPO
TEMPO
TEMPO
TEMPO
TEMPO
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
arresto sopra
arresto sotto
braccio
braccio
braccio sopra
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
in dentro
in fuori
[ cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
arresto sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
braccio sopra
ed al braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
arresto sopra
arresto sotto
braccio
braccio
braccio sopra
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
in dentro
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
arresto sotto
arresto sopra
braccio
braccio sopra
braccio
alla pancia, al petto, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
in fuori
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
arresto sotto
arresto sopra
braccio
braccio sopra
braccio
alla pancia, al petto, al fianco, al braccio e coupé
in fuori
in fuori
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
arresto sotto
arresto
braccio
braccio sopra
braccio
petto ed al braccio
in dentro
in fuori
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
arresto sotto
arresto
braccio sopra
braccio sopra
braccio
petto ed al braccio
in dentro
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
\
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
arresto sotto
arresto
braccio
braccio sopra
braccio
ed al braccio
in dentro
in fuori
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
arresto
arresto sopra
braccio
braccio
braccio
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
in fuori
in dentro
in fuori
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
arresto
arresto sopra
braccio
braccio
braccio
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
in fuori
in dentro
in fuori
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
54°
PARTE QUARTA
III. — Azioni composte
Posizione
in cui
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Invito di seconda
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di terza
Invito di quarta
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura in-
terna, finta sciabolata di molinello
al petto e coupé in fuori
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla figura
.esterna e coupé in dentro
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla figura
esterna e sciabolata di molinello
alla figura interna
finta sciabolata dritta alla testa, fin-
ta sciabolata di molinello al fian-
co e sciabolata dritta alla figura
esterna
finta sciabolata dritta alla figura in-
terna, finta sciabolata di molinello
alla figura esterna e sciabolata di
molinello alla figura interna
finta sciabolata dritta alla figura in-
terna, finta sciabolata di molinello
al fianco e sciabolata di molinello
alla testa
finta sciabolata dritta alla figura in-
terna, finta sciabolata di molinello
al fianco e cavazione sopra
finta sciabolata dritta al petto, finta
sciabolata di molinello alla testa e
sciabolata di molinello alla pancia
finta sciabolata dritta alla pancia,
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna e coupé in dentro
finta sciabolata dritta alla testa, finta
cavazione sotto e sciabolata di
molinello alla testa
prima e quarta
bassa
sesta e terza
sesta e terza
sesta e contro
di seconda
quarta e terza
quarta e contro
di seconda
quarta e contro
di seconda
quarta e quinta
quarta bas
e terza
quinta e seconda
quinta
sesta
o contro di quinta
quarta
o contro di prima
quarta
o contro di prima
o quinta
quarta bassa
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
54i
Uscita in tempo
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
sull'uscita
AL PRIMO
TEMPO
cavazione, sciabolata alla lesta, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
arresto sotto
arresto sopra
arresto sopra
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
542
PARTE QUARTA
III. — Azioni
composti
Posizione
in cui
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
DA CUI
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
Invito di quarta
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata dritta al fianco e cava
zione al petto sopra
dalla guardia di terza finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla figura
interna, e sciabolata di molinello
alla figura esterna
dalla guardia di terza finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla figura
interna e coupé in fuori
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello al petto o
pancia e sciabolata di molinello
alla figura esterna
dalla guardia di terza finta sciabolata dritta alla testa, finta
sciabolata di molinello alla pan
eia e cavazione sotto
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta cavazione in den
tro e sciabolata di molinello alla
figura esterna
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta sciabolata dritta al
fianco e sciabolata di molinello
alla testa
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta coupé in dentro e
sciabolata di molinello al fianco
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta sciabolata di moli-
nello alla figura interna e scia-
bolata di molinello alla figura
esterna
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta sciabolata di moli-
nello al petto e coupé in fuori
finta sciabolata dritta al fianco, finta
cavazione sopra e sciabolata di
molinello al petto od alla pancia
quinta e seconda
quinta e quarta
quinta e quarta
quinta e quarta
bassa
quinta
e contro di prima
terza e quarta
terza e seconda
terza e sesta
terza e quarta
terza e quarta
contro di
seconda e terza
terza
quinta
quinta
seconda
o quarta bassa
quinta
terza bassa
o contro di second
quinta
quarta bassa
o contro di prima
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
SULL USCITA
AL PRIMO
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
l'azione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arroto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna, arresto sotto
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla arresto sopra' arresto sotto
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco!
ed al braccio
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio in
fuori o sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in fuori
544
PARTE QUARTA
III. — Azioni composti
Posizione
in cui
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
Parate
CHE PUÒ ESEGUIRE L ATTACCANTE CHE INGANNA
Parata finale
Invito di quarta
Invito di quarta
Legamento di prima
o di quinta
Legamento di prima
o di quinta
Legamento di prima
o di quinta
Legamento di prima
o di quinta
Legamento di prima
o di quinta
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
sciabola legata all'av-
versa
finta sciabolata dritta al fianco, finta
sciabolata dritta alla figura ester-
na e sciabolata di molinello alla
pancia
finta sciabolata dritta al fianco, finta
sciabolata di molinello alla testa
e sciabolata di molinello al fianco
finta sciabolata di molinello al fian-
co , finta sciabolata dritta alla
figura esterna e sciabolata di mo-
linello alla pancia
sciabola legata all'av- finta sciabolata di molinello al fian-
versa co, finta sciabolata dritta alla
figura esterna e coupé in dentro
jciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av-
versa
finta sciabolata di molinello al fian-
co, finta sciabolata di molinello
alla testa e sciabolata di moli-
nello al fianco
finta sciabolata di molinello ài fian-
co, finta cavazione sopra e scia
boiata di molinello alla pancia
finta sciabolata di molinello al petto,
finta sciabolata di molinello alla
testa e sciabolata di molinello a
pancia
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta sciabolata dritta al
fianco e cavazione sopra
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta coupé in dentro e
sciabolata di molinello al fianco
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta sciabolata di moli-
nello alla figura interna, e scia-
bolata di molinello alla figura
esterna
contro di
seconda e terza
contro di
seconda e quinta
seconda e terza
seconda e terza
seconda e quinta
seconda e quinta
quarta e quinta
terza e seconda
quarta bassa
o contro di prima
seconda'
quarta bassa
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
terza e ae^ta
terza e quarta
quarta bassa
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
quinta
terza
o prima
o contro di secoa
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
545
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
sul l uscita
AL PRIMO
TEMPO
SULL USCITA
AL SECONDO
TEMPO
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla Augura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto-,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
35
546
PARTE QUARTA
III. — Azioni composi
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
DA CUI
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legala all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
finta sciabolata dritta alla figura
esterna, finta sciabolata di moli
nello al petto e coupé in fuori
finta sciabolata di molinello alla te-
sta, finta sciabolata di molinello
al fianco e sciabolata di moli-
nello alla testa
finta sciabolata di molinello alla te-
sta, finta sciabolata di molinello
alla figura interna e sciabolata al
fianco
finta sciabolata di molinello alla te-
sta, finta sciabolata di molinello
al petto e cavazione al fianco
finta sciabolata di molinello alla te-
sta, finta cavazione al fianco e
sciabolata di molinello alla testa
finta coupé in dentro, finta sciabo-
lata di molinello alla figura ester-
na e sciabolata di molinello alla
figura interna
finta coupé in dentro, finta sciabo-
lata di molinello alla figura ester-
na e sciabolata di molinello alla
pancia
finta coupé in dentro, finta sciabo-
lata di molinello al fianco e scia
boiata di molinello alla testa
finta sciabolata di molinello alla
figura interna, finta coupé in fuori
e cavazione sotto
finta sciabolata di molinello alla
figura interna, finta sciabolata di
molinello alla figura esterna e
sciabolata di molinello alla figu-
ra interna
finta sciabolata di molinello alla
figura interna, finta sciabolata di
molinello al fianco e sciabolata
di molinello alla testa
terza e quarta quinta
quinta e seconda
quinta
e contro di prima
quinta
e contro di prima
quinta e seconda
sesta e terza
sesta e terza
sesta e contro
di seconda
quarta e quinta
quarta e terza
quarta e contro
di seconda
quinta
seconda
o quarta bassa
quinta
quarta
o contro di prima
quarta bassa
o contro di prima
quinta
seconda
o quarta bassa
quarta
quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
SULL' USCITA
AL PRIMO
TEMPO
sull'uscita
al secondo
TEMPO
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura esterna, alla
testa ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco al braccio e coupé
in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
o in fuori
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
. alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
o in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arrerto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
548
PARTE QUARTA
III. — Azioni composti;
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parate
che inganna
Parata finale ;
136
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
finta sciabolata di molinello alla
figura interna, finta sciabolata di
molinello alla pancia e sciabolata
alla testa
finta sciabolata di molinello alla
figura interna, finta cavazione
sotto e cavazione al petto sopra
finta sciabolata di molinello alla
pancia, finta sciabolata di moli-
nello alla testa, e sciabolata di
molinello alla pancia
finta sciabolata di molinello alla
pancia, finta sciabolata di moli-
nello alla figura esterna e cava-
zione sotto
finta coupé in fuori, finta cavazione
sotto, e sciabolata di molinello
alla testa
finta coupé in fuori, finta sciabo-
lata dritta al fianco e sciabolata
di molinello alla testa
finta coupé in fuori, finta sciabo-
lata di molinello alla figura in-
terna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
finta coupé in fuori, finta sciabo-
lata di molinello alla pancia e
sciabolata di molinello alla testa
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna, finta cavazione in
dentro, e sciabolata di molinello
al fianco
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna, finta coupé in den-
tro e sciabolata di molinello al
fianco
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna, finta sciabolata di
molinello alla figura interna e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
contro di prima
e quarta bassa
contro di prima
e seconda
quarta bassa
e quinta
quarta bassa
e terza
quinta e seconda
quinta e seconda
quinta e quarta
quinta e quarta
bassa
terza
e contro di prima
terza e sesta
terza e quarta
quinta
terza
o quinta
quarta bassa
o contro di prima
seconda
o quarta bassa
quinta
quinta
quinta
seconda
terza bassa
o contro di second.
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
549
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
sull'uscita
AL PRIMO
TEMPO
sull'uscita
al secondo
TEMPO
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro "
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto sopra
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra braccio sopra braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
55°
PARTE QUARTA
III. — Azioni compost
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parate
che inganna
Parata finale
146
148
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
legamento di terza
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
legamento di quarta
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna, finta sciabolata di
molinello alla figura interna e ca-
vazione sotto
finta sciabolata di molinello alla
figura esterna, finta sciabolata di
molinello al petto e sciabolata di
molinello al fianco
trasporto di prima, finta puntata in
dentro e sciabolata di molinello
al fianco
trasporto di prima, finta sciabolata
di molinello alla testa e sciabo-
lata di molinello al petto o pancia
trasporto di prima, finta sciabolata
di molinello alla figura interna e
sciabolata di molinello al fianco
trasporto di prima, finta sciabolata
di molinello alla figura esterna ~
sciabolata di molinello alla figui
interna
trasporto di seconda, finta di filo e
cavazione sopra
terza
e contro di prima
terza
e contro di prima
quinta
seconda
seconda
seconda
quarta bassa
o contro di prima
trasporto di seconda, finta di filo e
sciabolata di molinello alla testa
trasporto di seconda, finta sciabo-
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata alla figura interna
trasporto di seconda, finta sciabo-
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata di molinello alla testa
trasporto di seconda, finta sciabo-
lata di molinello alla testa e scia-
bolata di molinello al fianco
contro di terza
seconda
quinta
quarta
o contro di prima
terza
quinta
quinta
quarta
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
551
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
U
SCITA IN TEMPO
Controtempo
DALLA PARATA FINALE
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
sull'uscita
AL PRIMO
TEMPO
sull'uscita
al secondo
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
arresto sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio in
fuori o sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio in
fuori o sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sopra
cavazione
sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sopra
cavazione
sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
552
PARTE QUARTA
III. — Azioni composte
Posizione
in coi
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
156
163
164
165
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all' av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av
versa
Sciabola legata all' av-
versa
legamento di prima
o di quinta
legamento di prima
o di quinta
legamento di prima
o di quinta
legamento di prima
o di quinta
legamento di prima
o di quinta
legamento di prima
o di quarta
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di seconda
legamento di prima
trasporto di terza, finta di filo e
sciabolata di molinello alla pancia
trasporto di terza, finta cavazione
sotto e sciabolata di molinello
alla testa
trasporto di terza, finta coupé in
dentro e sciabolata di molinello
al fianco
trasporto di terza, finta sciabolata
dritta al fianco e sciabolata di
molinello alla testa
trasporto di terza, finta sciabolata
di molinello alla figura interna e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
trasporto di terza, finta sciabolata
di molinello al petto e cavazione
sotto
trasporto di quarta, finta sciabolata
dritta alla figura esterna e scia-
bolata dritta alla pancia
trasporto di quarta, finta sciabolata
dritta alla figura esterna e scia-
bolata di molinello al fianco
trasporto di quarta, finta sciabolata
dritta alla testa e sciabolata di
molinello alla figura esterna
trasporto di quarta, finta coupé in
fuori e sciabolata di molinello al
petto od alla pancia
trasporto di quarta, finta sciabolata
di molinello al fianco e sciabolata
di molinello alla testa
trasporto di quinta, finta cavazione
sotto e sciabolata di molinello alla
testa
seconda
quarta
contro di prima
quinta
contro
di seconda
seconda
quarta bassa
o contro di prima
quinta
terza bassa
o contro di seconda
quinta
seconda
quarta bassa
terza bassa
o contro di seconda
quarta bassa
o contro di prima
quinta
quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
sull'uscita sull'uscita
al primo al secondo
tempo tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
in dentro
cavazione
in denti o
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in dentro
arresto sopra
braccio,
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in dentro
arresto
in dentro
braccio sopra
o in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
cavazione. sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in dentro
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
braccio
jn dentro
arresto
in dentro
braccio
in fuor»
braccio
in dentro
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in fuori
ai-resto sotto
braccio in
fuori o sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio in
fuori o sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in fuori
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
554
PARTE QUARTA
III. — Azioni composte
Posizione
in cui
TROVASI L'INVITANTE
Posizione
da cui
parte l' attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parate
che inganna
Parata finale
i 6 7
176
178
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Sciabola legata all'av-
versa
Legamento di terza
Legamento di quarta
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
In guardia di seconda
legamento di prima
legamento di prima
legamento di prima
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
trasporto di quinta, finta sciabolata
dritta al fianco e sciabolata dritta
alla figura esterna
trasporto di quinta, finta sciabolata
di molinello alla figura interna e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
trasporto di quinta, finta sciabolata
di molinello al petto e sciabolata
di molinello al fianco
copertino di terza, finta di filo e
sciabolata dritta al fianco
copertino di quarta, finta sciabolata
alla figura esterna e sciabolata
di molinello al fianco
deviamento di prima, finta puntata
in dentro e cavazione al fianco
deviamento di prima, finta sciabo-
lata di molinello alla testa e scia-
bolata di molinello al fianco
deviamento di prima, finta sciabo-
lata di molinello alla figura in-
terna, e sciabolata di molinello al
fianco
deviamento di prima, finta sciabo-
lata di molinello alla figura ester-
na, e sciabolata di molinello alla
figura interna
deviamento di seconda, finta scia-
bolata dritta alla figura esterna
e coupé in dentro
deviamento di seconda, finta scia-
bolata dritta alla figura esterna
e sciabolata di molinello al petto
od alla pancia
deviamento di seconda, finta scia-
bolata di molinello alla testa e
sciabolata di molinello al fianco
seconda
quarta
contro di prima
contro di quinta
contro di terza
quinta
seconda
seconda
contro di seconda
seconda
seconda
quarta
o contro di prima
sesta
o contro di quinta
contro di prima
seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
555
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
U
AL PRIMO
TEMPO
SCITA IN TEMPO
Controtempo
sull' uscita sull' uscita
al primo al secondo
tempo tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
f cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura ester
na ed al braccio
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura ester-
na ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio sopra
o in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
• braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura estema, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
! sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
•
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
556
PARTE QUARTA
III. — Azioni composti
Posizione
IN CUI
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
i8s
1C7
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
dalla guardia di se-
conda
deviamento di terza, finta cavazione
sotto e cavazione sopra
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di terza
o di seconda
dalla guardia di terza
o di seconda
dalla guardia di terza
o di seconda
dalla guardia di terza
o di seconda
In guardia di terza dalla guardia di terza
o di seconda
In guardia di terza
dalla guardia di terza
o di seconda
deviamento di terza, finta cavazione
sotto e sciabolata di molinello
alla testa
deviamento di terza, finta coupé in
dentro e sciabolata di molinello
al fianco
deviamento di terza, finta sciabolata
dritta al fianco e sciabolata di mo-
linello alla testa
deviamento di terza, finta sciabolata
di molinello alla figura interna e
sciabolata di molinello al fianco
deviamento di terza, finta sciabolata
di molinello al petto e cavazione
sotto
deviamento di quarta, finta sciabo
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
deviamento di quarta, finta sciabo
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata dritta al petto o pancia
deviamento di quarta, finta sciabo-
lata dritta alla figura esterna e
sciabolata di molinello al fianco
deviamento di quarta, finta sciabo
lata dritta alla figura interna e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
deviamento di quarta, finta coupé
in fuori e sciabolata di molinello
al petto od alla pancia
deviamento di quarta, finta sciabo
lata di molinello al fianco e scia-
bolata di molinello alla testa
seconda
seconda
quarta
contro di prima
quinta
terza
o prima
quinta
terza bassa
o contro di secondò
quinta
terza bassa
o contro di secondi
seconda
quarta bassa
terza bassa
contro di seconda
quarta
quinta
contro
di seconda
quarta bassa
o contro di prima
quinta
il
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
al primo
tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
sull USCITA
AL PRIMO
tempo
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
.cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione j arresto sopra
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sotto
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
558
PARTE QUARTA
III. — Azioni composi
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
. versa
sciabola legata all'av-
versa
deviamento di quinta, finta cava-
zione sotto e sciabolata di moli-
nello alla testa
deviamento di quinta, finta sciabo-
lata dritta al fianco e sciabolata
dritta alla figura esterna
deviamento di quinta, finta sciabo-
lata di molinello alla figura in-
terna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
deviamento di quinta, finta sciabo-
lata di molinello alla pancia e
sciabolata di molinello alla testa
;ambiamento di prima, finta pun-
tata in dentro e cavazione sotto
cambiamento di prima, finta scia-
bolata di molinello alla testa e
sciabolata di molinello al fianco
cambiamento di prima, finta scia-
bolata di molinello alla figura in-
terna e sciabolata di molinello al
fianco
cambiamento di prima, finta sciabo-
lata di molinello alla figura ester-
na e sciabolata dritta al petto o
alla pancia
cambiamento di terza, finta puntata
dritta al petto e cavazione sotto
cambiamento di terza, finta coupé
in dentro e sciabolata di moli-
nello al fianco
cambiamento di terza, finta sciabo-
lata dritta alla testa e sciabolata
di molinello al petto
cambiamento di terza, finta scia-
bolata dritta alla figura esterna
e sciabolata di molinello al petto
od alla pancia
cambiamento di terza, finta sciabo-
lata di molinello alla figura in-
terna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
seconda
quarta
quarta bassa
quinta
quinta
quarta
quinta
quinta
seconda
seconda
seconda
quarta bassa
seconda
terza bassa
o contro di second a
quarta bassa
o contro di prima 11$
al
et
quarta bassa
o contro di prima »i;
TRATTATO DELLA SCIABOLA
559
li tre tempi.
1
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
. Uscita in tempo
Controtempo
AL PRIMO
tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
sull' USCITA
AL PRIMO
TEMPO
sull' USCITA
AL SECONDO
TEMPO
[ cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
■/ -
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
;avazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
:avazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in dentro
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
560
PARTE QUARTA
III. — Azioni composi
Posizione
in cui
TROVASI l' INVITANTE
Posizione
DA CUI
parte l'attaccante
Azione d'offesa
che può eseguire l'attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
Legamento di quarta
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Guardia di seconda
Guardia di seconda
Guardia di seconda
Guardia di seconda
Guardia di seconda
Guardia di terza
2161 Guardia di terza
sciabola legata all'av
versa
sciabola legata all'av-
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
dalla guardia di se-
conda o di terza
dalla guardia di se-
conda o di terza
dalla guardia di secon-
da colla sciabola a
contatto dell'avversa
dalla guardia di se-
conda colla sciabola
a contatto dell' av-
versa
dalla guardia di secon-
da colla sciabola a
contatto dell'avversa
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
cambiamento di terza, finta sciabo-
lata dritta al fianco e sciabolata
di molinello alla testa
cambiamento di quarta, finta sciabo-
lata dritta alla testa e sciabolata
di molinello al fianco
cambiamento di quarta, finta sciabo-
lata dritta alla testa e sciabolata
di molinello alla figura esterna
cambiamento di quarta, finta sciabo-
lata dritta alla figura interna e
sciabolata di molinello alla figura
esterna
cambiamento di quarta, finta coupé
in fuori e cavazione sotto
cambiamento di quarta, finta sciabo-
lata di molinello al fianco e scia-
bolata di molinello alla testa
tocco di prima, finta puntata in
dentro e cavazione sotto
tocco di prima, finta sciabolata
dritta al fianco e sciabolata di
molinello alla testa
tocco di seconda, finta puntata sotto
e sciabolata di molinello alla testa
tocco di seconda, finta sciabolata
dritta alla figura esterna, e scia-
bolata di molinello alla figura in-
terna
tocco di seconda, finta sciabolata
di molinello alla testa e sciabo-
lata di molinello al fianco
tocco di terza, finta puntata sotto
e sciabolata di molinello alla testa
tocco di terza, finta sciabolata dritta
alla testa e sciabolata di moli-
nello al petto od alla pancia
quarta
quinta
contro
di seconda
terza bassa
seconda
quinta
seconda
quinta
quinta
terza bassa
o contro di seconc
seconda
o quarta bassa
quinta
quinta
quarta
o contro di prim;
seconda
quinta
quarta bassa
o contro di prim; ! ...
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
56i
Risposte che tossono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tem
>0
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
sull' uscita sull' uscita
al primo al secondo
tempo tempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in fuori
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in fuori
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in fuori
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sotto
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in déntro
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione
sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sopra
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, alla
figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco, al
braccio e coupé in fuori
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
, cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sotto
arresto sopra
braccio ■
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia' ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
36
5Ó2
PARTE QUARTA
III. — Azioni composti
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L'ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
In guardia di terza
Legamento di seconda
Legamento di seconda
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di quarta
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
sciabola legata all' av'
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av
versa
tocco di terza, finta sciabolata dritta
al fianco e sciabolata di moli-
nello alla testa
tocco di quarta, finta sciabolata drit-
ta alla figura esterna e sciabolata
di molinello al fianco
tocco di quarta, finta sciabolata drit-
ta alla figura interna e sciabolata
di molinello alla figura esterna
tocco di quarta, finta sciabolata drit-
ta alla testa, e sciabolata di mo-
linello al fianco
tocco di quinta, finta puntata sotto
e sciabolata di molinello alla testa
tocco di quinta, finta sciabolata drit-
ta al fianco e sciabola dritta alla
figura esterna
tocco di quinta, finta sciabolata di
molinello alla figura interna e
sciabolata dì molinello alla figura
esterna
tocco di quinta, finta sciabolata di
molinello alla pancia e sciabolata
di molinello alla testa
tocco di cambiamento in prima
finta puntata in dentro e cava
zione sotto
tocco di cambiamento in prima,
finta sciabolata dritta al fianco e
sciabolata di molinello alla testa
tocco di cambiamento in terza, finta
puntata sopra e sciabolata di mo
lineilo al petto od alla pancia
tocco di cambiamento in terza, finta
sciabolata dritta alla testa e scia
boiata dritta al fianco
tocco di cambiamento in terza, finta
sciabolata dritta al fianco e scia-
bolata di molinello alla testa
. quarta
quarta
quarta bassa
quinta
seconda
quinta
terza bassa
o contro di seconda
terza bassa
o contro di seconda
quinta
quinta
seconda
sesta
quarta bassa
o contro di prima
seconda
quinta
TRATTATO DELLA SCIABOLA
56;
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
AL PRIMO
tempo
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
Controtempo
SULL USCITA
AL PRIMO
TEMPO
SULL USCITA
AL SECONDO
TEMPO
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
" al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio .
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al braccio, al fianco e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ad al braccio
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla' figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
sotto
cavazione
sotto
cavazione
sotto
cavazione
sotto
cavazione
sotto
cavazione
sotto
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
arresto sopra
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
arresto sopra
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto
in dentro
arresto sopra
arresto sotto
arresto sotto
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio"
in dentro
braccio sopra
braccio
in fuori
• braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio sopra
braccio
in fuori
564
PARTE QUARTA
III. — Azioni composte
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
PARTE L' ATTACCANTE
Azione d'offesa
che può eseguire l' attaccante
Parate
che inganna
Parata finale
238
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
Guardia di seconda
Guardia di seconda
Guardia di seconda
Guardia di terza
Guardia di terza
Guardia di terza
Guardia di terza
Guardia di terza
Guardia di terza
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
dalla guardia di se-
conda colla sciabola
a contatto dell'av-
versa
dalla guardia di se-
conda colla sciabola
a contatto dell' av-
dalla guardia di se-
conda colla sciabola
a contatto dell' av-
versa
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di se-
conda
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
dalla guardia di terza
tocco di cambiamento in quarta ,
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata di molinello
al fianco
tocco di cambiamento in quarta,
finta sciabolata dritta alla figura
interna e sciabolata di molinello
al fianco
tocco di cambiamento in quarta,
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata di molinello al fianco
sforzo di seconda, finta puntata sotto
e sciabolata di molinello alla testa
sforzo di seconda, finta sciabolata
dritta alla figura esterna e coupé
in dentro
sforzo di seconda, finta sciabolata
di molinello alla testa e sciabo-
lata di molinello al fianco
sforzo di terza, finta puntata sotto
e sciabolata di molinello alla testa
sforzo di terza, finta sciabolata dritta
alla testa e sciabolata di moli-
nello al petto od alla pancia
sforzo di terza, finta sciabolata dritta
al fianco e sciabolata di moli-
nello alla testa
sforzo di quarta, tinta sciabolata
dritta alla figura esterna e scia-
bolata di molinello al fianco
sforzo di quarta, finta sciabolata
dritta alla figura interna e scia-
bolata di molinello alla figura
esterna
sforzo di quarta, finta sciabolata
dritta alla testa e sciabolata di
molinello alla figura esterna
seconda
quinta
seconda
quinta
seconda
terza bassa
o contro di seconda
contro di seconda
terza bassa
o contro di seconda
quinta
sesta
o contro di quinta
quinta
quarta bassa
o contro di prima
quinta
terza bassa
o contro di seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
di tre tempi.
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
Controtempo
AL PRIMO
TEMPO
AL SECONDO
TEMPO
AL TERZO
TEMPO
sull' USCITA
AL PRIMO
tempo
sull'uscita
al secondo
TEMPO
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccia
cavazione
in fuori
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sopra
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
sciabolata al petto, alla pancia, al fianco ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
sopra
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio sopra
: cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
■ puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione
in dentro
arresto sotto
braccio
in dentro
braacio
in dentro
braccio sopra
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione
in dentro
arresto sopra
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in fuori
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in fuori
arresto
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura -interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione
in fuori
arresto sotto
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
566
PARTE QUARTA
III. — Azioni composte
Posizione
in cui
TROVASI L' INVITANTE
Posizione
da cui
parte l' attaccante
Azione d'offesa
CHE PUÒ ESEGUIRE l' ATTACCANTE
Parate
che inganna
246
Legamento di quarta
Legamento di quarta
Legamento di terza
Legamento di terza
Legamento di terza
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all' av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sciabola legata all'av-
versa
sforzo di cambiamento in terza, finta
puntata sopra e cavazione sotto
sforzo di cambiamento in terza, finta
sciabolata dritta al fianco e scia-
bolata di molinello alla testa
sforzo di cambiamento in quarta,
finta sciabolata dritta alla figura
esterna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
sforzo di cambiamento in quarta,
finta sciabolata dritta alla figura
interna e sciabolata di molinello
alla figura esterna
sforzo di cambiamento in quarta,
finta sciabolata dritta alla testa
e sciabolata di molinello al fianco
seconda
Parata finale
seconda
quarta bassa
o contro di prima
quinta
terza bassa
o contro di seconda
TRATTATO DELLA SCIABOLA
li tre tempi.
567
Risposte che possono eseguirsi
dalla parata finale
Uscita in tempo
AL PRIMO
TEMPO
al secondo
tèmpo
AL TERZO
tempo
Controtempo
sull' uscita
AL PRIMO
tempo
SULL USCITA
AL SECONDO
TEMPO
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
puntata, sciabolata alla testa, alla figura esterna, alla
figura interna, al petto, alla pancia ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
alla figura esterna, al petto, alla pancia, al fianco
ed al braccio
cavazione, sciabolata alla testa, alla figura interna,
al petto, alla pancia, al fianco, al braccio e coupé
in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro
cavazione, filo, sciabolata alla figura interna, al petto,
alla pancia, al fianco, al braccio e coupé in dentro*
puntata, sciabolata alla testa, alla figura interna, al
petto ed al braccio
cavazione, filo, sciabolata alla testa, alla figura esterna
ed al braccio
cavazione
in dentro
cavazione
in dentro
cavazione
in fuori
cavazione
in fuori
cavazione
• in fuori
arresto -otto
arresto sopra
arresto sotto
arresto
in dentro
arresto sotto
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in dentro
braccio
in dentro
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in fuori
braccio sopra
braccio
in dentro
braccio sopra
568 PARTE QUARTA
CAPITOLO OTTAVO
Esercizi convenzionali. — Dello spratico. — Dell' assalto. — Regole generali
per l'assalto. — Maniera di schermire del destro contro il mancino. —
Dell' incontro. — Spiegazioni di alcune espressioni usate nel linguaggio
della scherma. .
§ 158. — Esercizi convenzionali.
Gli esercizi convenzionali consistono nel prestabilire
fra due schermidori, le azioni che ognuno dovrà ese-
guire relativamente all'offesa e alla difesa, e nello at-
tenersi scrupolosamente, durante la esecuzione, a quanto
fu fra di essi stabilito.
Sarà bene che il maestro faccia eseguire orli esercizi
convenzionali sempre fra allievo ed allievo e sotto la sua
direzione, poiché quello di essi che li eseguisse col mae-
stro, sia per soggezione che per convinzione d'inferio-
rità, non spiegherebbe tutta quanta la sua velocità né
tutta la sua sagacia. Fra allievo e maestro non potrebbe
mai nascere quello spirito di emulazione, che natural-
mente si accende e si mantiene vivo fra un allievo e
1' altro.
Negli esercizi convenzionali bisognerà che il maestro
metta gran cura ad accoppiare gli allievi, in modo che
fra di essi non vi sia una troppo evidente disparità.
Non dovrà giammai permetter loro di eseguire gli
esercizi convenzionali, se prima non avranno appreso
TRATTATO DELLA SCIABOLA 569
in modo soddisfacente tutte le azioni accennate nel
presente trattato.
Durante gli esercizi avrà cura di non lasciar passare
inosservato il minimo difetto. Quando l'allievo, ad onta
delle continue correzioni del maestro e della continua
esecuzione di una stessa azione, non potrà vincere un
dato difetto incontrato in essa, il maestro gli farà mo-
mentaneamente cambiare esercizio e ripetere, dopo una
breve interruzione, l'esercizio precedente.
§ 159. — Dello spratico
ossia della preparazione all' assalto.
La parola spratico, nel linguaggio schermistico, sta
a denotare quell' assalto elementare che ha luogo fra
maestro ed allievo, e che viene diretto dal maestro, in
modo che l'allievo abbia occasione di sviluppare quelle
sole azioni le quali rispondano alla sua intenzione. Per
mezzo dello spratico e colla necessaria progressione, si
conduce l'allievo al vero e proprio assalto, svolgendo in
lui la facoltà di percepire prontamente le diverse azioni
che si potrebbero adattare agli stessi movimenti dell'av-
versario, e di scegliere fra di esse quella più opportuna
secondo le circostanze e secondo l'intenzione propria.
Chiara dunque è la differenza che corre fra la lezione
e lo spratico. Nella lezione l'allievo opera seguendo la
voce del maestro; nello spratico il suo ingegno soltanto
e la sua perspicacia devono suggerirgli prontamente i
vari mezzi per offendere l' avversario e per difendersi
convenientemente.
Questa preparazione è certamente la più difficoltosa
tanto per l'allievo che per il maestro. Per l'allievo,
570 PARTE QUARTA
poiché in essa si conviene di formare e sviluppare ogni
azione senza alcun suggerimento. Per il maestro, per-
chè a lui si compete l'obbligo d'indagare più minuta-
mente il carattere dell'allievo, e di comprenderne mag-
giormente le speciali attitudini per meglio svolgerle a
vantaggio dell' arte e dell' individuo.
Nelle prime volte il maestro dovrà facilitare lo svi-
luppo delle varie azioni; eviterà perciò di eseguire azioni
di sforzo, di rompere il giuoco con uscite in tempo, di
rispondere con molta velocità, e di eseguire insomma
quelle azioni che non potrebbero produrre nell'animo
dell'allievo, che scoramento e titubanza. Le dette azioni
dovranno dal maestro applicarsi in ragione del pro-
gresso stesso dimostrato dall' allievo.
Gli è nel periodo appunto dello spratico che il mae-
stro si aspetta i buoni frutti delle lezioni impartite. Ma
se durante lo svolgimento delle medesime egli seminò
apatìa e mollezza, non potrà raccoglierne che svoglia-
tezza e disgusto.
§ 160. — Dell'assalto.
Per assalto s'intende lo svolgimento delle varie azioni
schermistiche diversamente combinate, fra due avversari,
e con piena libertà d'operazione, allo scopo di offen-
dersi reciprocamente e di difendersi.
\J assalto è una rigorosa e ragionata applicazione delle
regole della scherma, e consiste in un vero o simulato
combattimento.
Accade talvolta che alcuni allievi, i quali eseguivano
esattamente la lesione, diventino invece nell'assalto quasi
sicuro bersaglio di altri allievi, che la lezione stessa
TRATTATO DELLA SCIABOLA 5 7 I
operavano mediocremente. La ragione sta in ciò, che
in quelli si riscontra scarsezza d'ingegno e povertà di
idee; e in questi invece profonda sagacia e finezza d'in-
telletto.
Il maestro pertanto non dovrà arrestarsi davanti a
tale ostacolo; ma con lena maggiore si accingerà a
spianare la difficoltosa via, e con saggi consigli ed as-
sennate osservazioni cercherà di aiutare lo svolgimento
dei concetti schermistici in coloro che ne sono deficienti.
Li persuaderà inoltre, che solo col continuo assaltare
si diventa forti e corretti schermidori.
§ 161. — Regole generali per l'assalto.
Prima di cominciare l'assalto bisogna accertarsi che
tutti gli ordigni siano in buono stato.
Prendendo la posizione normale è necessario mettersi
fuori misura, per evitare qualunque spiacevole sorpresa
nel passare in guardia.
Prima e dopo l'assalto è obbligo di salutare l'avver-
sario e sfli astanti nel modo accennato al S 8, ed in
seguito al saluto che dà termine all' assalto è cortesia
di stringere la mano all'avversario, dopo di avere pas-
sato la propria sciabola nella mano sinistra.
Non è permesso di lagnarsi del giuoco dell'avversa-
rio' o di criticarlo.
Appena ricevuto un colpo, anche fuori del bersaglio
stabilito, si ha l'obbligo di accusarlo colla parola « toc-
cato >, e spetta all'avversario di dichiarare la inesat-
tezza del proprio colpo, quando ne sia il caso.
È cosa generosa ma non doverosa di non colpire
l' avversario che fosse stato disarmato. In ogni caso però
572 PARTE QUARTA ,
non si dovrà mai colpirlo quando per accidente egli
fosse caduto a terra.
Bisogna evitare più che si possa di ridursi sotto
misura.
Dal principio alla fine di ogni assalto conviene con-
servare la perfetta posizione di guardia, la calma abi-
tuale, ed una continua e profonda attenzione. Ogni
momento di distrazione potrebbe essere causa di un
errore.
Non conoscendo il valore artistico del proprio avver-
sario, è bene avanzare con precauzione eseguendo pre-
feribilmente azioni semplici e di graduazione e stu-
diare frattanto il suo modo di schermire, per potere
efficacemente opporgli quelle azioni che meglio vi si
adattano.
Capitando di schermire con avversario veloce neh" at-
taccare, bisogna tenersi fuori misura, interrompere le
sue azioni con uscite in tempo, e attaccarlo sovente.
Avendo invece a fronte un paratore, è conveniente
attaccarlo di rado e con finte o doppie finte precedute
da qualche tocco o sforzo.
Allorquando si abbia a che fare con un tempista,
bisogna fingere di attaccarlo furiosamente ed avanzare
invece con la parata pronta, agendo cioè di seconda
intenzione. In questo caso si cerca prima d'indagare
se l'avversario svilupperà tempi semplici o con finta.
Se eseguisse tempi semplici si parerebbe e si rispon-
derebbe, ma se invece eseguisse tempi con finta, sulla
sua finta in tempo si vibrerebbe il tempo al braccio,
il quale risulterebbe in tal caso di controtempo.
Se l' avversario risponde velocemente, conviene tirare
mezzi colpi per potere prontamente parare la sua ri-
TRATTATO DELLA SCIABOLA 573
sposta senza ritirarsi in guardia, e colpirlo con una con-
trorisposta.
Trovandosi a fronte di un avversario furioso e poco
corretto, conviene sviluppare continuamente tempi al
braccio, e rispondere velocemente quando s' incontri il
suo ferro.
Schermendo con chi è dotato di gran forza muscolare
ma poco addestrato nella scherma, non bisogna lasciare
il proprio ferro a contatto del suo; anzi, tutte le volte
che egli si accinga ad eseguire azioni di sforzo, tocco,
copertino, deviamento, ecc., bisogna agire in tempo.
Avendo davanti un avversario di alta statura e de-
dito ad eseguire azioni di tempo, conviene fargli cre-
dere di attaccarlo, e sullo sviluppo del tempo, parare
avanzando, per portarsi a giusta misura e rispondere
velocemente. Avversari di tal fatta sì colpiscono prefe-
ribilmente nella linea bassa.
Ogni avversario piccolo di statura bisogna tenerlo
sempre distante, evitando il contatto del ferro, e col-
pirlo con tempi semplici o con finta. È preferibile di
colpirlo nella linea alta.
È utile eseguire l' assalto sia coi deboli che coi forti
schermidori. Si studiano le azioni coi primi per poterle
attuare coi secondi. Pertanto non si deve temere questi,
né sprezzare quelli.
Essendo l'assalto un esercizio fondato principalmente
sull'effetto morale, non bisogna farsi prevenire dalla fama
e riputazione di uno schermidore, ma con animo tran-
quillo e senza orgasmo si deve cercare di dimostrargli,
che tutto ciò che si eseguisce è corretto e conforme alle
regole dettate dall'arte. Devesi pertanto riflettere che
non si può arrivare ad essere forte schermidore in breve
574 PARTE QUARTA
tempo, ma soltanto col lungo esercizio, col costante la-
voro, col cambiare spesso avversario, e facendo per
tal modo tesoro di nuove idee e di nuove combinazioni
schermistiche.
Accorgendosi che l'avversario si accinga ad eseguire
un attacco, se si avrà la fiducia di potergli opporre
valida difesa, gli si lascerà sviluppare l'azione e si
parerà e si risponderà; ma se non si avrà quella fidu-
cia, bisognerà disturbarlo attaccandolo repentinamente e
prima che egli cominci il progettato attacco.
Ad ogni azione che si abbia in animo di eseguire,
bisogna prevedere la contraria che potrebbe opporre
l'avversario e prepararsi ad una valida difesa.
Accadendo di essere aggredito di sorpresa dall'avver-
sario, quando per l'appunto si stia progettando un'azione,
è prudente portarsi prontamente indietro mettendo la
propria sciabola sulla linea d'offesa; cessato pertanto lo
sconcerto, bisogna attaccarlo immediatamente.
Allorquando sia palese ed evidente la propria supe-
riorità sull'avversario, e questi dimostri di esserne con-
vinto, bisogna essere generoso con lui e aiutarlo as-
secondando il suo giuoco.
Infine, riepilogando, bisogna avere sempre presenti
alla propria mente le seguenti regole:
con avversari paratori, attaccare poco ;
con avversari forti e veloci negli attacchi, attaccare;
con chi e tempista, agire di controtempo ;
con chi ha l'abitudine di eseguire molte finte, agire
in tempo;
con chi ha l' abitudine di eseguire azioni di gra-
duazione, come fili, trasporti, deviamenti, non dare il con-
tatto del ferro ;
TRATTATO DELLA SCIABOLA 575
con chi è forte esecutore di tocchi e sforzi, agire
in tempo.
Coli' incessante e ben condotto esercizio il braccio
deve addestrarsi così bene, deve rendersi tanto elastico
e pronto, da gareggiare in velocità col pensiero, poiché
in nessun altro esercizio come in questo della scherma
« pensare ed agire voglion esser un sol lampo. »
§ 162. — Maniera di schermire del destro
contro il mancino e viceversa.
Grande vantaggio ha il mancino sul dritto, poiché
mentre quegli è abituato a schermire coi destri, questi
invece rarissime volte s'imbatte a schermire con un
mancino. È tale la difficoltà che incontra il destro le
prime volte che schermisce con un mancino, che quan-
tunque forte schermidore, talvolta si confonde a segno
da non sapere più che azione eseguire. Difficile gli di-
venta l'attaccare, più difficile ancora il rispondere. Il
maggior numero delle risposte, specie quelle di puntata,
gli vanno a vuoto, anche se l'avversario per avven-
tura non opponga la indicata parata.
La ragione di un tale sconcerto riesce evidente se si
pensa che il bersaglio dell' avversario è interamente cam-
biato. Onde rimane sconcertato anche lo schermidore
mancino che s' incontra con altro mancino, sebbene in
questo i vantaggi e gli svantaggi siano distribuiti egual-
mente fra tutti due gli avversari, e siano da seguirsi le
stesse norme che si osservano fra due schermidori destri.
Sarà bene frattanto di accennare quelle regole ge-
nerali che possono servire di guida allo schermidore de-
stro che trova per avversario uno schermidore mancino.
576 PARTE QUARTA
Regole generali. — Si supporrà che l'avversario man-
cino abbia il petto ove realmente sono le spalle ed il
fianco ove è il petto.
Conseguentemente tutte le azioni che al destro si
svilupperebbero al petto o alla pancia, col mancino in-
vece si svilupperanno al fianco col pugno in quarta;
e contrariamente tutte le azioni che col destro termi-
nerebbero al fianco, col mancino termineranno al petto
od alla pancia, e col pugno in seconda posizione.
Colpi semplici. — L' esecuzione delle puntate e scia-
bolate tutte non cambia, ma cambia soltanto in taluni
casi il bersaglio. Tale esecuzione quindi rimane la stessa
contro qualunque schermidore.
Per le cavazioni si osserveranno le stesse norme ac-
cennate nel trattato della spada al § 28.
Risposte. — Tutte le volte che dalle parate di quarta
o di sesta si risponderà al petto od alla pancia dello
schermidore mancino, si avrà cura di girare il pugno
in seconda e di eseguire col braccio e colla sciabola
lo stesso movimento, come se dalle parate medesime si
volesse rispondere al fianco dello schermidore destro.
E così dalle parate di terza e di quinta si risponderà
al fianco col pugno in quarta, eseguendo lo stesso mo-
vimento, come quando si colpisce il petto o la pancia
del destro. Dalle altre parate si risponderà allo scher-
midore mancino nello stesso modo che al destro.
Azioni di spostamento. — Nei trasporti, deviamenti,
tocchi e sforzi, invece d'incontrare od urtare colla pro-
pria sciabola il taglio avverso, si deve incontrare od
urtare il dorso della medesima.
Uscite in tempo. — Nelle uscite in tempo si osser-
vano le norme stesse accennate per due schermidori
TRATTATO DELLA SCIABOLA 577
destri, poiché varia soltanto la parte del bersaglio ove
ha luogo l'esaurimento dell'azione. Così se fra due scher-
midori destri una determinata azione finisse in dentro,
fra destro e mancino la stessa azione risulterebbe in
fuori e inversamente.
Da ciò che brevemente è stato detto, apparisce in
modo chiaro che tanto l' origine che 1' esecuzione delle
azioni tutte non mutano, ma muta invece in alcune
di esse la semplice finale, e ciò a causa del bersaglio
differente che offre l'avversario.
Ma più della teorica influisce la pratica. Soltanto col
lungo e costante esercizio si possono fare sparire tutte
quelle difficoltà, le quali naturalmente s'incontrano le
prime volte che si schermisce con avversario mancino.
§ 163. — Dell'incontro.
Dicesi incontro l'offesa reciproca, che si arrecano i
due avversari colpendosi simultaneamente.
Avviene l' incontro quando uno degli avversari od
anche tutti due non si attengono alle sane regole det-
tate dall' arte della scherma.
Quasi sempre l' incontro è causato dallo schermidore
che abusa delle azioni in tempo, senza preoccuparsi
dell' attacco dell' avversario.
Più specialmente può succedere l'incontro:
a) quando su qualunque azione d'offesa, eseguita
esattamente sia in misura che fuori misura, si esca in
tempo coli' arresto o col colpo al braccio; la colpa in
tal caso è di colui che sviluppa il tempo;
b) quando dopo l'esecuzione di un'azione di sposta-
mento, pur non avendo trovato il ferro avversario per ef-
37
578 PARTE QUARTA
fetto della sua cavata in tempo, si continui l'azione; la
colpa in tal caso è di colui che eseguisce il deviamento,
il tocco o il disarmo.
e) quando si esca in tempo sull'azione del tiratore
che incalza l'avversario con molte e velocissime finte
senza mai decidersi di vibrare il colpo; la colpa in tal
caso è di tutti due i tiratori;
d) quando si risponda, pur non avendo trovato il
ferro avverso nella parata; la colpa in tal caso è di
chi risponde senza trovare il ferro;
e) quando non si tolga dalla linea la punta del
ferro avverso, prima di eseguire qualsiasi azione d'offesa;
la colpa in tal caso è di entrambi gli schermidori;
f) quando ciascuno dei due schermidori, avendo
atteso invano l'offesa dell'avversario, si decida a par-
tire nello stesso momento dell'altro; la colpa in tal caso
ricade su tutti due gli schermidori.
Per tutti gli altri casi che possono generare l'incon-
tro, è bene rimettersi alla perizia di chi è presente
all'assalto.
§ 164. — Spiegazione di alcune espressioni
usate nel linguaggio della scherma.
Abbandonare il colpo, dicesi della maniera poco cor-
retta con cui gli inesperti vibrano il colpo cedendo alla
gravità del ferro.
Abbandonare il corpo, significa atteggiarsi a-fondo con
poca energia, e senza quella contrazione muscolare ne-
cessaria alla efficacia del colpo e al pronto ritorno in
guardia.
Aggiustare il colpo, significa dirigere bene il colpo a
quella parte del bersaglio che si vuol colpire.
TRATTATO DELLA SCIABOLA 579
Aggredire, vuol dire avanzarsi in modo furioso e senza
pensare alle conseguenze cui si va incontro.
Angolazione, dicesi della maniera di atteggiare la
mano, formando cioè un'impercettibile angolo col brac-
cio, per evitare in alcuni casi la punta avversa, nell'atto
di portare il colpo.
Aver fermezza, vuol dire conservare costantemente
ed esattamente le varie posizioni mantenendosi sempre
in calma.
• Azione, indica qualsiasi operazione così offensiva come
difensiva.
Cambiare invito, significa passare da un invito al-
l'altro, da un legamento all'altro, o da quelli a questi
e inversamente, nell'intento di scoprire all'avversario una
parte del proprio bersaglio.
Cappotto, è il risultato di quell' assalto, in cui uno
dei due schermidori rimane colpito più volte senza aver
potuto mai offendere il suo avversario.
Colpo sul ferro, è quella sciabolata, che venendo pa-
rata con poca energia e mediante imperfetta posizione
del ferro, colpisce, quantunque leggermente, il bersaglio.
Contraria, dicesi di qualunque azione atta a distrug-
gere il giuoco dell'avversario.
Contraria di contraria, è l'azione che si eseguisce
per annullare la contraria.
Controrisposta, è il colpo che viene tirato immedia-
tamente dopo aver parato la risposta dell'avversario.
Disimpegnare il ferro, significa staccare il proprio
ferro soggetto al dominio dei gradi del ferro avversano,
mediante un movimento circolare della punta (cavazione),
o mediante un movimento di flessione del braccio (coupé).
Dominare i gradi, vuol dire avere i gradi forti della
580 PARTE QUARTA
propria spada su quelli deboli della spada nemica, man-
tenendola soggetta.
Elevazione del pugno, è quel movimento col quale
si alza il pugno fino all'altezza della fronte, allo scopo
tanto di coprirsi nell'atto di vibrare un colpo, quanto di
facilitare l'introduzione della propria punta nel bersaglio.
Essere in linea, vuol dire essere sulla linea direttrice
nel modo già indicato.
Ferragliare, significa battere continuamente le spade
fra loro senza scopo determinato.
Forconare, dicesi del modo con cui gli inesperti vi-
brano le stoccate, piegando e ritirando il braccio, ed
abbassando il pugno.
Frase, è lo sviluppo alternativo di più azioni ese-
guite senza interruzione di sorta.
Guadagnare i gradi, significa prendere il dominio del
ferro nemico ponendo i propri gradi forti su quelli de-
boli dell'avversario.
Incocciatura, è l'urto violento col quale s'incontrano
le due coccie, allorquando i due avversari tirano nello
stesso momento e sulla stessa linea.
Invitare, significa scoprirsi appositamente e con scopo
determinato, per indurre 1' avversario a prendere 1' of-
fensiva.
Mezzo colpo, è quel colpo tirato ad arte senza di-
stendersi totalmente col corpo, allo scopo di agire di
seconda intenzione.
Misura (acquistare la) significa farsi a misura giusta
da fuori misura.
Misura (ritornare in) significa riprendere la giusta
misura da sotto misura.
Misura (rompere la) significa portarsi fuori misura
TRATTATO DELLA SCIABOLA 58 1
con un salto, o con un passo indietro, per schivare un
colpo o per immaginare un azione ed evitare frattanto
1' offesa dell' avversario.
Misura (serrare la) significa farsi sotto misura.
Opposizione, è lo stesso che angolazione.
Padronanza del ferro, è quella sicurezza acquistata
con lungo ed accurato esercizio, colla quale un abile
schermidore conduce 1' arme in tutte le azioni di diverso
genere.
Piattonata, è il colpo dato colla parte piatta della
lama, anziché col taglio.
Ripresa, è la durata del tempo che l'allievo impiega
senza mai riposarsi, nel prendere la lezione.
Schermidore, è colui, che per l'acquistata maestria
neh' arte della scherma, riunisce tutti i requisiti che
essa richiede.
Sventolare, significa eseguire le finte e le parate con
semplice movimento di pugno allontanando, per inevi-
tabile conseguenza, la propria punta dal bersaglio. Que-
sta maniera di schermire è molto biasimevole.
Tagliata sotto \ è l'azione che ha luogo quando dal
legamento di quarta dell'avversario, invece di eseguire
la cavazione in fuori, si abbassa semplicemente la punta
e si colpisce il fianco interno, piuttosto che il petto
in fuori.
Tatto di ferro, è quel leggiero contatto che si cerca
appoggiando il proprio ferro su quello nemico, allo
scopo di scoprire il principio delle azioni d'offesa del-
l' avversario, per potere convenientemente opporgli la
difesa.
Tempista, è quell' abilissimo schermidore che abitual-
mente e felicemente eseguisce azioni di tempo.
582 PARTE QUARTA TRATTATO DELLA SCIABOLA
Tempo comune, si dice di quell'istante in cui, a caso,
i due schermidori iniziano contemporaneamente un'azione
d' offesa.
Tenersi coperto, vuol dire mantenere la propria arme
sulla linea d' offesa, per impedire all' avversario di agire
prima di averla spostata.
Tiratore è colui che maneggiando una spada o scia-
bola, schermisce senza seguire le regole dettate dal-
l' arte.
Traversone, comunemente dicesi la sciabolata vibrata
in senso orizzontale al petto ed alla pancia.
*bt*
INDICE
Prefazione Pag. vii
PARTE PRIMA
Cenni storici della scherma.
I.... — L'arte della scherma nei tempi antichi Pag. 3
IL. — L'arte della scherma nel Medio Evo ■ . . . » 38
III. — La scherma ed il duello » 60
IV. — La scherma nell' Evo moderno » 69
V... — Una questione particolare » 124
PARTE SECONDA
Meccanica della spada.
Dimostrazioni meccaniche, geometriche e fisiologiche riguardanti alcune
azioni di scherma Pag. 145
PARTE TERZA
Trattato della spada.
Introduzione Pag. 171
Capitolo primo.
§ I. — Nomenclatura della spada o fioretto '174
§2. — Equilibrio della spada. » 176
§3. — Modo di impugnare la spada » 177
5§4
INDICE
Capitolo secondo.
§4. — Posizione normale -Pag- 179
§ 5. — Linea direttrice » 180
§ 6. — Spada in linea » ivi
§7. — Posizioni del pugno » ivi
§ S. — Saluto » 181
§9. — Guardia » 182
§10. — Riposo » 184
1. — Linea d'offesa » 186
2. — Bersaglio » ivi
3. — Divisione del bersaglio » ivi
■ 14. — Battuta del piede ...» 187
5. — Misura » ivi
6. — Passo avanti » 188
7. — Passo indietro » 189
8. — Inviti » ivi
19. — Legamenti » 191
§ 20. — Parate . . » 193
§21. — Passaggio da una parata all'altra » 196
§ 22. — A-fondo » 199
§ 23. — Botta dritta » 201
§ 24. — Dall' a-fondo in guardia » 202
§25. — Botta dritta collo slancio del piede sinistro indietro .... » 203
§ 26. — Dei fili di spada a pie fermo » ivi
§ 27. — Fili di spada camminando » 206
Capitolo terzo.
§ 28. — Delle cavazioni » 208
§ 29. — Della risposta semplice » 214
§ 30. — Delle finte in generale » 215
§ 31. — Della finta dritta » 216
§ 32. — Finta dritta in fuori e cavazione in dentro » ivi
§ 33- — Finta dritta in fuori e cavazione al fianco » 217
§ 34. — Finta dritta in dentro e cavazione in fuori » ivi
§ 35- — Finta dritta in dentro e cavazione al fianco » 218
§ 36- — Finta dritta al fianco e cavazione al petto » ivi
§ 37- — Finta dritta sopra e cavazione al fianco » 219
V5 3^- — Finta dritta sopra e cavazione in fuori » ivi
§ 39- — Finta di botta dritta camminando » 220
§ 4°- — Finta di botta dritta camminando e botta dritta » ivi
§ 41- — Della finta dritta eseguita dal proprio legamento o da ima parata » ivi
§ 42. — Della finta di filo a pie fermo » 221
§ 43
§ 44-
§ 45-
§ 46.
§ 47-
§ 48-
§ 49-
§ So.
§ 5*.
§ 52.
§ 53-
§ 54-
§ 55-
§ 56.
§ 57-
§ 58.
§ 59-
§ 6o.
§ 6i.
§ 62.
§ 63.
§ 64.
§ 65.
§ 66.
§
67
§
6S
§ 69
§
70
§
7i
§
72.
§
73
§
74-
§
75-
§ 76.
§
77-
§ 78.
§
79-
§
80.
INDICE 585
Della finta di cavazione a pie l'ermo Pag. 221
Finta di cavazione in fuori e cavazione in dentro » ivi
Finta di cavazione in fuori e cavazione al fianco » 222
Finta di cavazione in dentro e cavazione in fuori » ivi
Finta di cavazione in dentro e cavazione al fianco .... » ivi
Finta di cavazione al fianco e cavazione al petto. » 223
Finta di cavazione al petto e cavazione al fianco » ivi
Finta di cavazione al petto, sopra, e cavazione al petto, in fuori » 2,24
Della finta di cavazione camminando » ivi
Finta di cavazione camminando e botta dritta » ivi
Della doppia finta e cavazione, a pie fermo » 225
Finta dritta in fuori, finta cavazione in dentro e cavazione in fuori » ivi
Finta dritta in fuori, finta cavazione in dentro e cavazione al
fianco » ivi
Finta dritta in fuori, finta cavazione al fianco e cavazione sopra » 226
Finta dritta in dentro, finta cavazione in fuori e cavazione in
dentro » ivi
Finta dritta in dentro, finta cavazione in fuori e cavazione al fianco » 227
Finta dritta in dentro, finta cavazione al fianco e cavazione sopra » ivi
Finta dritta al fianco, finta cavazione sopra e cavazione al fianco » 228
Finta dritta al fianco, finta cavazione sopra e cavazione in fuori » ivi
Finta dritta sopra, finta cavazione al fianco e cavazione sopra » ivi
Finta dritta sopra, finta cavazione in fuori e cavazione in dentro » 229
Finta dritta sopra, finta cavazione in fuori e cavazione al fianco » ivi
Della finta di filo seguita dalla finta di cavazione ; e della dop-
pia finta di cavazione » 230
Risposta colla finta ■» ivi
Capitolo quarto.
Delle parate di contro » 231
Delle finte in rapporto alle parate di contri » 234
Finta dritta in fuori e cavazione in fuori » ivi
Finta dritta in dentro e cavazione in dentro » ivi
Finta dritta al fianco e cavazione al fianco » 235
Finta dritta al petto, sopra, e cavazione sopra ....... ivi
Finta di filo di seconda e cavazione al fianco » 236
Finta di filo di terza e cavazione in fuori » ivi
Finta di filo di quarta e cavazione in dentro » 237
Finta di filo di mezzzocerchio e cavazione sopra » ivi
Delle circolazioni » 238
Circolazione in fuori a pie fermo » ivi
Circolazione in dentro a pie fermo 1 239
Circolazione sopra a pie fermo » ivi
*
586
INDICE
§ 81.
§ 82.
§ 83.
§ 84-
§ 85.
§ 86.
§ 87.
§ 88.
§ 89.
§ 9o.
§ 9i-
§ 92-
§ 93-
§ 94-
§ 95
§ 96.
§ 97-
Circolazione al fianco a pie fermo Pag. 240
Delle doppie finte in rapporto alle parate di contro . . . •» ivi
Finta dritta in fuori, finta di cavazione in fuori e cavazione in
dentro » 241
Finta dritta in dentro, finta cavazione in dentro e cavazione in
fuori » ivi
Finta dritta al fianco, finta cavazione al fianco e cavazione sopra » 242
Finta dritta sopra, finta cavazione sopra e cavazione al fianco ■» ivi
Della finta dritta e circolazione » 243
Finta dritta in fuori e circolazione in dentro » ivi
Finta dritta in dentro e circolazione in fuori » 244
Finta dritta al fianco e circolazione sopra » ivi
Finta dritta sopra e circolazione al fianco » ivi
Delle finte di filo (o cavazione) e circolazione » 245
Della finta di circolazione e cavazione » ivi
Finta circolazione in fuori e cavazione in dentro » ivi
Finta circolazione in dentro e cavazione in fuori » 246
Finta circolazione al fianco e cavazione sopra » ivi
Finta circolazione sopra e cavazione al fianco » 247
Capitolo quinto.
99.
[OO.
[OI.
[02.
[03
[04.
105.
io6.
107.
[08.
109.
IO.
Dei trasporti di spada »
Trasporto in seconda e filo a pie fermo . , »
Trasporto in seconda e cavazione sopra a pie fermo . . . »
Trasporto in seconda colla finta di filo a pie fermo . . . »
Trasporto in seconda colla finta di cavazione a pie fermo . »
Trasporto di terza e filo a pie fermo »
Trasporto in terza e cavazione al fianco a pie fermo . . . »
Trasporto in terza colla finta di filo a pie fermo . . . . »
Trasporto in terza colla finta al fianco a pie fermo. . . . »
Trasporto in quarta e filo (o botta dritta) a pie fermo . . »
Trasporto in quarta colla finta di filo (o botta dritta) a pie
fermo »
Trasporto in mezzocerchio e filo (o botta dritta) a pie fermo »
Trasporto in mezzocerchio colla finta di filo (o di botta dritta)
a pie fermo »
Della fianconata di quarta bassa a pie fermo
Finta di fianconata di quarta e cavazione sopra o in fuori
Parate di ceduta
Dei copertini
Copertino di terza e filo
Copertino di terza colla finta di filo
Copertino di quarta e filo (o botta dritta)
248
250
ivi
252
253
254
ivi
255
ivi
256
ivi
258
ivi
259
ivi
260
261
ivi
262
INDICE
587
18. — Copertino di quarta colla fìnta di filo (o botta dritta). . Pag. 262
:i9. — Dei deviamenti » 263
;2o. — Deviamento di seconda e filo » ivi
[21. — Deviamento di terza e filo » 264
[22. ■ — Deviamento di terza e cavazione al fianco » ivi
. — Deviamento di quarta e botta dritta (o filo) . » ivi
[24. — Deviamento di mezzocerchio e filo (o botta dritta) .... » 265
[25. — Dei deviamenti colla finta » ivi
26. — Dei cambiamenti » 266
Capitolo sesto.
— Del tocco »
quarta e botta dritta a pie fermo »
terza e botta dritta a pie fermo »
mezzocerchio e botta dritta a pie fermo . . . . »
seconda e botta dritta a pie fermo »
quarta finta dritta e cavazione »
terza finta dritta e cavazione »
mezzocerchio finta dritta e cavazione »
seconda finta dritta e cavazione »
1.27.
[28. — Tocco di
29. — Tocco di
50. — Tocco di
[31. — Tocco di
[32. — Tocco di
[33. — Tocco di
[34. — Tocco di
[35. — Tocco di
[36. — Parate di tocco »
[37. — Dello sforzo »
Sforzo di quarta e botta dritta »
139. — Sforzo di terza e botta dritta »
[40. — Parate di sforzo »
[41. — Sforzo colla finta dritta »
[42. — Tocchi e sforzi di cambiamenti »
[43. — Del disarmo »
[44. — Disarmo di seconda e botta dritta »
[45. — Disarmo di mezzocerchio e botta dritta »
[46. — Disarmo di cambiamento in terza e botta dritta »
[47. — Del coupé . . »
Finta coupé e cavazione »
[49. — Della ripresa d'attacco »
[50. — Delle rimesse »
[51. — Rimessa semplice »
152. — Rimessa con finte »
[53. — Prima e seconda intenzione »
268
269
270
ivi
271
ivi
272
ivi
273
ivi
274
276
277
ivi
ivi
279
ivi
280
ivi
281
282
283
284
285
286
ivi
ivi
Capitolo settimo.
§ 154. — Delle uscite in tempo
§ 155. — Dell'arresto ....
5S8 INDICE
156
iS7
158
i59
160
161
162
163
— Finta del colpo d' arresto Pag. 289
— Dell'appuntata » 290
— Della cavazione in tempo » ivi
— Delle sparite di corpo » 291
— Dell' inquartata » 292
— Passata sotto (o cartoccio) » 293
— Della controazione » 294
— Del controtempo » 295
Capitolo ottavo.
Quadri sinottici » 297
Primo quadro sinottico riflettente le azioni semplici » 299
Secondo quadro sinottico riflettente le azioni composte di due tempi . » 303
Terzo quadro sinottico riflettente le azioni d' offesa composte di tre tempi » 317
164
165
166
167
168
169
Capitolo nono.
Esercizi convenzionali » 358
Dello spratico ossia della preparazione all'assalto "359
Dell'assalto » 360
Regole generali per l'assalto » 361
Maniera di schermire del destro contro il mancino e viceversa » 366
Dell'incontro » 370
PARTE QUARTA
Trattato della sciabola.
Introduzione Pag. 375
Capitolo primo.
Nomenclatura della sciabola "378
Equilibrio della sciabola » 380
Modo d' impugnare la sciabola » ivi
Posizione normale ' 381
Linea direttrice » 382
Sciabola in linea » ivi
Posizioni del pugno » ivi
Saluto » 383
Guardia » 3^4
Riposo » 385
§
iS
§
19
§
20
§
21
§
22
§
23
§
24
§
25
§
26
§
27
8
2S
§ 29
§ 30
§31
§ 32
§ 33
§ 34
§ 35
§ 36
§ 37
§ 33
§ 39
§ 40
§ 4i
§ 42
§ 43
§ 44
§ 45
§ 46
§ 47
INDICE 589
Linea d' offesa Pag'- 385
Bersaglio » ivi
Battuta di piede <> ivi
Misura ' » 386
Passo avanti » 387
Passo indietro » ivi
Salto indietro » ivi
Capitolo secondo.
Inviti » 389
Legamenti » 390
Parate » 391
Passaggio da una parata all' altra » 393
Molinelli j> 398
Molinello di testa a sinistra B 399
Molinello di testa a destra » 400
Molinello di figura a sinistra » ivi
Molinello di figura a destra » 401
Molinello di fianco a sinistra » ivi
Molinello di fianco a destra . » 402
Capitolo terzo.
A-fondo » 403
Dall' a-fondo in guardia » 404
A-fondo collo slancio del piede sinistro in dietro » ivi
Delle puntate » 405
Puntata dritta » ivi
Delle puntate di filo » 406
Delle puntate di cavazione » ivi
Delle sciabolate » 408
Sciabolata dritta alla testa » ivi
Sciabolata dritta alla figura interna » 409
Sciabolata dritta alla figura esterna » 410
Sciabolata dritta al petto, o alla pancia » 411
Sciabolata dritta al fianco » ivi
Sciabolata di molinello alla testa » 412
Sciabolata di molinello alla figura interna, al petto od alla pancia » 413
Sciabolata di molinello alla figura esterna » ivi
Sciabolata di molinello al fianco "414
Sciabolate di coupé » ivi
Sciabolate al braccio • 3>4I5
590 INDICE
48. — Della risposta semplice Pag. 416
49. — Paiate di contro » 419
50. — Ceduta di quarta bassa » 420
Capitolo quarto.
Delle finte in generale » 421
Finta puntata dritta ...» 422
Finta puntata dritta sopra e cavazione al fianco » ivi
Finta puntata dritta sopra e sciabolata dritta al fianco ...» 423
Finta puntata dritta sopra e sciabolata alla figura interna, al
petto od alla pancia » ivi
Finta puntata dritta al fianco e cavazione al petto sopra . . » 424
Finta puntata dritta al fianco e sciabolata dritta alla figura esterna ivi
Finta puntata dritta al fianco e sciabolata alla testa .... » ivi
Finta puntata dritta in fuori e cavazione in dentro .... » 425
Finta puntata dritta in fuori e coupé in dentro » ivi
Finta puntata dritta in fuori e sciabolata alla figura interna, al
petto od alla pancia » 426
Finta puntata dritta in dentro e cavazione in fuori .... » ivi
Finta puntata dritta in dentro e cavazione al fianco .... » 427
Finta puntata dritta in dentro e sciabolata dritta al fianco . » ivi
Finta puntata dritta in dentro e sciabolata alla figura esterna o
al fianco » ivi
Finta puntata dritta in dentro e coupé in fuori » 428
Finta di filo » ivi
Finta di filo di terza e cavazione in dentro » 429
Finta di filo di terza e cavazione al fianco » ivi
Finta di filo di terza e sciabolata dritta al fianco » ivi
Finta di filo di terza e sciabolata alla figura interna, al petto
od alla pancia » 430
Finta di filo di terza e coupé in dentro » ivi
Finta di filo di seconda e cavazione al petto sopra . ...» 431
Finta di filo di seconda e sciabolata dritta alla figura esterna » ivi
Finta di filo di seconda e sciabolata alla testa » 432
Della finta di cavazione » ivi
Finta cavazione al fianco e cavazione sopra » ivi
Finta cavazione al fianco e sciabolata dritta alla figura esterna » 433
Finta cavazione al fianco e sciabolata alla testa » ivi
Finta cavazione al petto sopra e cavazione al fianco .... » ivi
Finta cavazione al petto sopra e sciabolata alla figura interna,
al petto od alla pancia » 434
Finta cavazione al petto in dentro e cavazione al petto in fuori ivi
Finta cavazione in dentro e coupé in fuori » 435
§ 51-
§ 52
§ 53-
§ 54-
§ 55-
§ 56.
§ 57-
§ 58.
§ 59-
§ 60.
§ 61.
§ 62.
§ 63.
§ 64.
§ 65.
§ 66.
§ 67.
§ 68.
§ 69.
§ 7o.
§ 7i.
§ 72.
§ 73-
§ 74-
§ 75-
§ 76.
§ 77-
§ 78.
§ 79-
§ 80.
§ 81.
§ 82
§ 83.
INDTCE
591
§ 84
§ s5
§ S6
% 87
§ 88
§ 89
§ 90
g
91
§
92
§
93
§
94
§
95
§
96
§
97
§
98
§
99
§
100
§
101
§
102
§
103
S IQ4
§
105.
§
106.
§
107.
§
108.
§
109
§
no.
§
1 1 1.
§
112.
Finta cavazione in fuori e cavazione in dentro f'7£- 435
Finta cavazione in fuori e coupé in dentro » ivi
Finta cavazione in fuori e sciabolata alla figura interna, al petto
od alla pancia » 436
Della finta di sciabolata dritta » ivi
Finta dritta alla testa, o figura interna, e sciabolata alla figura
esterna od al fianco » ivi
Finta dritta alla testa e cavazione al fianco "437
Finta dritta al fianco e sciabolata alla testa » ivi
Finta dritta alla figura esterna e cavazione al fianco od al
petto » ivi
Finta dritta alla figura esterna e sciabolata alla figura interna,
al petto od alla pancia . » 438
Della finta di sciabolata di molinello » ivi
Finta alla testa e cavazione al fianco » ivi
Finta alla testa e sciabolata al fianco » 439
Finta alla figura interna e sciabolata alla figura esterna od al
fianco » ivi
Finta al petto o al fianco e sciabolata alla testa » 440
Finta alla figura esterna e sciabolata alla testa » ivi
Finta alla figura esterna e sciabolata alla figura interna, al
petto od alla pancia » 441
Finta al fianco e cavazione al petto sopra » ivi
Finta al fianco e sciabolata alla testa » ivi
Della finta coupé » 442
Finta coupé in dentro e sciabolata alla figura esterna od al
fianco » ivi
Finta coupé in fuori e sciabolata alla figura interna, al petto
od alla pancia ivi
Della doppia finta » 443
Finta puntata dritta sopra, finta cavazione al fianco e sciabo-
lata alla testa » 444
Finta puntata dritta al fianco, finta cavazione sopra e sciabo-
lata alla figura interna, al petto od alla pancia .... » ivi
Finta di filo di terza, finta sciabolata al petto e cavazione al
fianco » ivi
Finta di filo di terza, finta coupé in dentro e sciabolata al
fianco ...» 445
Finta cavazione al petto sopra, finta cavazione al fianco e scia-
bolata alla testa » ivi
Finta cavazione al petto sopra, finta alla figura interna e coupé » 446
Finta dritta alla testa, finta cavazione al fianco e sciabolata
alla testa » ivi
Finta dritta alla figura esterna, finta alla figura interna e ca-
vazione al fianco » ivi
592
INDICE
§ IH-
§ "5-
§ "6.
§ "7-
§ "8-
§
19.
§
20.
§
21.
§
22.
§
23.
§
24.
§
25-
§
26.
§
27.
§
28.
§
29.
§
SO-
§
3i-
§
32.
§
j3'
§
34-
§
35
§
-30
§
37
§
38.
§
39-
§
40.
§
[41
§
42.
§
43
§
44.
§
45-
§
46
§
47-
«
48.
§
49.
§
5°-
§
Si-
Finta alla testa, finta cavazione al fianco e sciabolata alla testa Pag. 447
Finta alla testa, finta al fianco e sciabolata alla testa ...» ivi
Finta coupé in dentro, finta figura esterna e sciabolata alla
figura interna, al petto od alla pancia » ivi
Finta coupé in fuori, finta alla figura interna e sciabolata al
fianco » 448
Della risposta colla finta » ivi
Capitolo quinto.
Dei trasporti di sciabola » 449
Trasporto di prima a pie fermo » 450
Trasporto di seconda a pie fermo » ivi
Trasporto di terza a pie fermo » 451
Trasporto di quarta a pie fermo » ivi
Trasporto di quinta a pie fermo » 452
Dei copertini » ivi
Dei deviamenti » 453
Deviamento di prima e sciabolata alla testa » 454
Deviamento di seconda e sciabolata alla testa » 455
Deviamento di terza e sciabolata dritta al fianco » ivi
Deviamento di quarta e sciabolata dritta alla figura esterna » ivi
Deviamento di quinta e sciabolata alla figura interna, al petto
od alla pancia „ » ivi
Dei cambiamenti » 456
Del tocco » ivi
Tocco di prima a pie fermo "457
Tocco di seconda a pie fermo » ivi
Tocco di terza a pie fermo » 458
Tocco di quarta a pie fermo » ivi
Tocco di quinta a pie fermo » ivi
Dei tocchi di cambiamento "459
Tocco di cambiamento in prima » ivi
Tocco di cambiamento in terza » 460
Tocco di cambiamento in quarta » ivi
Dello sforzo semplice » 461
Sforzo di seconda a pie fermo » ivi
Sforzo di terza a pie fermo » ivi
Sforzo di quarta a pie fermo » 462
Dello sforzo di cambiamento, o disarmo » ivi
Sforzo di cambiamento in terza a pie fermo » 463
Sforzo di cambiamento in quarta a pie fermo » ivi
Della ripresa d'attacco » ivi
Della prima e seconda intenzione » 465
152.
i53
154
155
156
157
indice 593
Capitolo sesto.
— Delle uscite in tempo Po-g. 466
— Dell' arresto » 467
— Della finta d' arresto ...» ivi
— Della cavazione in tempo » 468
— Del colpo in tempo al braccio » 469
— Del controtempo » ivi
Capitolo settimo.
Quadri sinottici » 471
Primo quadro sinottico riflettente le azioni semplici s 473
Secondo quadro sinottico riflettente le azioni composte di due tempi . » 483
Terzo quadro sinottico riflettente le azioni composte di tre tempi . . » 523
Capitolo ottavo.
§ 158. — Esercizi convenzionali » 568
§ 159. — Dello spratico ossia della preparazione all'assalto » 569
§ 160. — Dell'assalto . . » 570
§ 161. — Regole generali per l' assalto . ...» 57 J
§ 162. — Maniera di schermire del destro contro il mancino e viceversa 575
§ 163. — Dell'incontro » 577
§ 164. — Spiegazione di alcune espressioni usate nel linguaggio della
scherma * 578
4>
ERRATA-CORRIGE
Pagina 61, linea 32, è e
» 80 » 5, lanterra lanterna
3 125 » 8-9, Beauhernais Beauharnay
» 139 » 9, per non essere conosciuta per non essere stata cono-
sciuta
» 149 • 14, infinitissimo infinitesimo
153 . 17, B'B", B'B', BB . . . BB, B'B', B"B"
153 » 21, GB B' GBB
•> 164 » 23, b'd' b'd
» 205 » 25, al paragrafo 170. ... a pagina 578.
250 » 31, § 27 § 26.
» 253 » 15, linea dal linea, che dal
» 253 * 26, § 27 § 26.
» 253 » 30, forte debole.
" 266 » 24, oppure si e si
« 440 » 1, o al fianco o alla pancia
» 442 » 11, contatto a contatto
» 457 » 28, sul taglio sul piatto
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